Scrivere ai tempi del coronavirus

Scrivere ai tempi del coronavirus

Come la mia scrittura risente dell’emergenza coronavirus. Come ne risentono il mio lavoro, il mio romanzo, il mio blog.

Ero indeciso se scrivere o meno un articolo che parlasse della situazione che stiamo vivendo. Il mio blog parla di scrittura, quindi virus, emergenze e politica non sono argomenti contemplati.

Poi mi sono detto che, in fondo, questa situazione e questa emergenza stanno minando il mio lavoro di scrittura – ciò che devo scrivere per i miei clienti, la mia narrativa e il mio blog – e quindi non sono poi fuori tema. Anzi, nel tema coronavirus, purtroppo, ci sto dentro, e ci sta dentro la mia scrittura.

Il lavoro di scrittura diminuisce

Era inevitabile. Sono diminuite le richieste di preventivo (direi, anzi, quasi azzerate) e alcuni clienti hanno sospeso la collaborazione, perché se non vendono più, non possono certo spendere come prima.

Da una parte penso che sia un errore fermarsi: se chiudi il blog oggi, ne risentirai domani. Dall’altra penso anche che sia comprensibile: far gestire un blog è un investimento, ma se non hai più entrate, quei soldi ti servono per vivere.

Giorno per giorno porto avanti i pochi lavori rimasti, curando anche le mie pagine di servizi e i miei blog. Ne ho approfittato per fare un restyling del sito su Poe, che da tempo rimandavo.

Prima o poi finirà, mi dico.

La scrittura del romanzo rallenta

Manca la voglia di scrivere in questi tempi di incertezze. Quando tutto si ferma, a che serve continuare nei propri progetti?

Immagino i vari scrittori che stanno completando i loro libri chiedersi se dovranno o meno spedire i manoscritti a un editore: in molte case editrici non è rimasto nessuno, si lavora da casa, ma non credo che abbiano la mente orientata ad accettare e visionare nuovi manoscritti.

Dall’altra parte – c’è sempre un altro punto di vista da considerare – una volta che il libro è terminato, si barra quel progetto e si passa al successivo. Quando tutto tornerà nella norma – perché tornerà nella norma, prima o poi – si penserà a spedire i propri lavori.

È su questo pensiero che riprenderò a scrivere.

Il blog bene o male va avanti

Ma l’idea di chiudere e riaprire a fine emergenza m’è saltata in testa. E di sicuro me ne sarei pentito. Per ora sto scrivendo settimana per settimana, finendo l’articolo anche il giorno prima della pubblicazione.

È passata la voglia di cercare idee e avere un calendario editoriale pieno di argomenti da scrivere.

Anche in questo caso bisogna tenere conto del dopo-emergenza: lavorare anche contro voglia per non perdere lettori e visite, per essere pronti dopo, quando tutto sarà rientrato nei normali canoni della vita.

Non ha senso bloccare tutto, no?

Niente sciacallaggio sul coronavirus con la scrittura

Quanti libri e ebook stanno uscendo sul coronavirus? Ho provato a dare uno sguardo ai libri su Amazon e c’è davvero di tutto, perfino libri da colorare e libri per bambini.

Mi era venuta in mente l’idea di scrivere un romanzo apocalittico sul coronavirus, ma:

  • devo prima avere una buona idea
  • se dovessi scriverlo, uscirà postumo

Quello che mi chiedo è: in un periodo come questo – che si poteva evitare se qualcuno fosse stato più previdente e meno superficiale – come ti viene voglia di leggere storie tristi che parlano di pandemie e fini del mondo?

Anche io, come letture, mi sto buttando sempre più sui romanzi di genere e sui saggi storici o sulla filosofia nietzschiana (che mi permettono di tornare indietro nel tempo, quando c’erano altri problemi da affrontare, certo, ma erano situazioni più “romantiche”).

Quindi niente sciacallaggio sul coronavirus: non scriverò storie su questo tema e, se le scrivessi, uscirebbero quando io, e anche voi, non saremo più su questa Terra.

State scrivendo in questi tempi di emergenza e quarantena?

I blog che seguo vanno avanti, vedo. Si ferma l’economia, ma non si ferma la scrittura, non si ferma il blogging. E questo è positivo: significa che certe spinte interiori funzionano ancora.

State scrivendo per i vostri progetti o manca la voglia di portarli avanti?

46 Commenti

  1. Elisa
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 8:26 Rispondi

    Lavorando da casa, il tempo è strutturato meglio. Tuttavia l’idea era di finire sito e iniziare il blog. Ho letto molto sull’argomento.
    Ma ammetto. Ammetto di essere un tantino spenta. Poi provo a prenderla come una sfida: un tempo c’erano dame e cavalieri, oggi le sfide sono cambiate. I draghi sono questo coronavirus, noi siamo guerrieri senza spada e senza scudo!
    Come si fa senza fantasia, altrimenti?
    Magari bisogna un attimo adattarsi, per ritrovare anche un po’ la voglia di tornare a scrivere, a fare, vivendo nel momento presente senza dimenticare il futuro.
    Forse…

    • Daniele Imperi
      giovedì, 26 Marzo 2020 alle 13:42 Rispondi

      Che sito e blog stai facendo?
      La sensazione è proprio quella che dici: sentirsi spenti.

      • Elisa
        sabato, 28 Marzo 2020 alle 8:02 Rispondi

        Sono Counselor ed educatrice della scrittura. Il sito ed il blog saranno su quegli argomenti. Ho letto il tuo libro e devo dire che ha chiarito un sacco di dubbi.
        Il blog aspetto però. Il fatto della costanza non è così semplice :-), sebbene sia perfettamente d’accordo!

        • Daniele Imperi
          sabato, 28 Marzo 2020 alle 9:10 Rispondi

          Grazie intanto per aver letto il mio libro :D
          Dai, sbrigati a finire il sito, ché sono curioso.

          • Elisa
            sabato, 28 Marzo 2020 alle 11:25 Rispondi

            Farò il possibile!!! :-)

  2. Marco
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 9:09 Rispondi

    Io continuo a scrivere come al solito, e anche a leggere. Certo, non esco più, tranne che per fare le spese indispensabili. Ma per il momento la scrittura non ha subìto ripercussioni.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 26 Marzo 2020 alle 13:43 Rispondi

      A leggere ci sto mettendo più del solito. La mente se ne va altrove.
      Vedremo di riprendere come al solito.

    • Alba La Marra
      martedì, 31 Marzo 2020 alle 17:51 Rispondi

      Ciao Daniele, mi chiamo Alba, è la prima volta che visito il tuo blog e questo è il primo contenuto che leggo. Sono alle prime armi con la scrittura: proprio prima della pandemia, ahimè, avevo iniziato a collaborare con un magazine per il quale avevo scritto un primo articolo: sarebbe dovuto uscire in primavera, ora chissà… Mi sto tenendo “in allenamento” scrivendo qualcosina sulla mia pagina Facebook e sto accarezzando l’idea di aprire un blog: potrebbe essere un buon biglietto da visita da poter presentare quando tutto tornerà alla normalità. Nel frattempo, ovviamente, continuerò a leggere blog interessanti come il tuo, per capire di più di questo variegato quanto interessante mondo. Grazie!

      • Daniele Imperi
        mercoledì, 1 Aprile 2020 alle 7:14 Rispondi

        Ciao Alba, benvenuta nel blog. Se vuoi aprire un blog, questo momento potrebbe essere quello giusto proprio come dici: quando tutto tornerà normale, tu sarai pronta.

        • Caterina
          lunedì, 13 Aprile 2020 alle 7:31 Rispondi

          Io continuo a leggere e a scrivere. Scrivere mi aiuta a restare ancorata al presente senza pensare a quello che sta succedendo e alle conseguenze (che mi spaventano). Non è facile però. Ci sono giorni in cui fatico soprattutto a leggere, a disciplinare la mente. Buona (strana) Pasquetta pennablu :)

          • Daniele Imperi
            lunedì, 13 Aprile 2020 alle 8:11 Rispondi

            In effetti scrivere e leggere aiuta a distrarsi, anche se ovviamente può essere difficile se ti fermi a pensare alla situazione.
            Buona pasquetta anche a te :)

  3. Andrea Perin
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 9:11 Rispondi

    Buongiorno Daniele.
    Io sto scrivendo, e a breve avvierò una sorta di romanzo a puntate su una mia pagina social. (Come già detto scrivo di getto sul momento o quasi).
    Professionalmente vivo un momento di reale incertezza in quanto non vendo nulla, (ho una ditta che produce pesci ornamentali che debbono rispettare un loro ciclo vitale… un po’ come le pesche mature), ma la scrittura riesce a distrarmi un pochino.
    Mi è stato chiesto da qualcuno di scrivere un libro ambientato a Venezia/coronavirus, ma non me la sento. Qualcuno mi ha chiesto almeno di farlo dopo, finito tutto…questo per dirti che delle volte… vai a capire che cosa vogliono (davvero) i lettori. Magari qualcuno più ”sveglio” di noi ci azzecca pure ;-)
    Anch’io sulla mia pagina Fb (dedicata a Venezia) parlo poco o nulla del coronavirus, anche se a volte sono tentato di farlo. (ne avrei tante da dire… ma intanto rimango in attesa dei 600 €! :-) )
    Ciao!
    Continua a scrivere :-)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 26 Marzo 2020 alle 13:47 Rispondi

      Buongiorno Andrea, alcuni prodotti ormai non si vendono più.
      Sui romanzi sul coronavirus vedi tu, a coscienza tua.
      Anche tu aspetti i 600 euro? :D
      Ci credo quando li vedo.

  4. Emilia Chiodini
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 10:37 Rispondi

    C’è un tempo per danzare e un tempo per meditare. Scrivere è troppo creativo, meglio leggere o filosofeggiare. Io leggo libri sulla peste, da Boccaccio a Thomas Man, passando per Camus. Vorrei scoprire i romanzi che parlano di flagelli, per poi gioire quando tutto finirà.
    “All’alba soffi leggeri percorrono la città ancora deserta. A quest’ora, che sta in mezzo tra i morti della notte e le agonie della giornata, sembra che la peste sospenda per un attimo il suo sforzo e ripigli fiato.”

    • Daniele Imperi
      giovedì, 26 Marzo 2020 alle 13:48 Rispondi

      Oddio, che letture in questo periodo. Ti consiglio allora “La peste scarlatta” di Jack London.
      Il pezzo citato di chi è?

  5. Orsa
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 14:24 Rispondi

    Come ti capisco, anche per me il lavoro latita e le collaborazioni sono state le prime a saltare.
    Senza scadenze mi sento persa, ho un sacco di tempo libero, un sacco di articoli in bozze ma zero voglia di scrivere. Mi sento un passeggero di terza classe della fortunata tratta Southampton – New York. In questo momento mi urta tutto: mi infastidiscono gli arcobaleni, il baccano incivile dai balconi, la gente che riscopre l’amor di patria, l’equipaggio che sta al timone del nostroTitanic e più di tutto m’infastidisce questa mia inedia mentale stile “naufragar m è dolce”
    No, non ho nessuna voglia di essere positiva… soprattutto al tampone ;)
    E su questa scia di fiducia nel futuro, io invece ti dico che lo leggerei volentieri un romanzo apocalittico, con magari con manuale di sopravvivenza in appendice.
    Ora ti lascio, ho bisogno di una dose di Nutella via endovena :P

    • Daniele Imperi
      giovedì, 26 Marzo 2020 alle 14:33 Rispondi

      Ecco che non sono il solo. Anche per me, con il rallentamento, si sono allungate alcune scadenze e questo ha comportato un calo della voglia di lavorare…
      In lista ne ho 2 di romanzi apocalittici, quelli spero di poterli pubblicare in vita :D
      Buona dose di Nutella.

      • Orsa
        giovedì, 26 Marzo 2020 alle 19:31 Rispondi

        Te ne ho lasciata un po’ (ma giusto qualche grammo) :D

  6. Maria Teresa Steri
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 15:02 Rispondi

    Mi manca la voglia di portare avanti la maggior parte dei progetti. Anzi, vedo che sta subentrando una notevole demotivazione in me, forse anche legata all’incertezza sulla fine di tutto questo. Il blog non vorrei sospenderlo (ho già sospeso la scrittura…), ma non ho neppure voglia di parlare solo di argomenti legati al coronavirus o alla situazione contingente. E ho molti dilemmi anche su quando pubblicare il romanzo che ho finito da tempo. Direi che tutto questo ci tiene in una atmosfera sospesa… non è bello.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 26 Marzo 2020 alle 15:27 Rispondi

      Demotivazione è la parola giusta. La situazione di oggi non è tema dei nostri blog, a meno che non lo rapporti al lavoro di scrittura.
      Per il romanzo, io aspetterei. Il cartaceo non si vende in qualche sito, come Amazon, perché bene non necessario. Magari potresti rilasciare la versione in ebook e rimandare l’altra al ritorno alla normalità.

  7. Kukuviza
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 15:41 Rispondi

    Che poi secondo me l’editoria potrebbe benissimo continuare a visionare manoscritti e pubblicare anche solo in digitale. Ma comunque almeno leggere i manoscritti, lo puoi fare benissimo da casa.

    • Daniele Imperi
      martedì, 7 Aprile 2020 alle 12:17 Rispondi

      Ecco, il virus ti ha mandato un’altra volta nello spam…
      Sì, anche per me gli editori potrebbero continuare a leggere manoscritti. In digitale come prima edizione, e poi cartaceo a fine emergenza. Magari ci hanno pensato, chissà.

  8. Grazia Gironella
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 22:39 Rispondi

    Questo momento difficile non mi fa passare la voglia di scrivere sul blog, né di scrivere storie; anzi, sto prendendo questo periodo di semi-reclusione (dico “semi”, perché vivo in campagna) come un’occasione per farlo in maniera intensiva, diverse ore al giorno, cosa che di solito si rivela difficile. Non mi sembra inutile lavorare, nemmeno pensando al peggio. Mi distrae dalle preoccupazioni, piuttosto.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 27 Marzo 2020 alle 8:08 Rispondi

      Scrivere per distrarsi è infatti buona cosa, se ci si riesce, se la testa non se ne va altrove :)

  9. von Moltke
    giovedì, 26 Marzo 2020 alle 23:55 Rispondi

    Non sto scrivendo nulla di niente. Ho una mezza idea per un nuovo romanzo, di argomento settecentesco, quindi nulla che abbia a che fare con la deprimente attualità, ma prima mi documenterò, e quindi inizierò quando tutto questo sarà finito (si spera).
    Per il resto, la quarantena non mi ha sconvonto granché l’esistenza: neppure prima mi vedevo con della gente e non uscivo praticamente mai, se non per le necessità quotidiane (spesa, bambini all’asilo e ritorno). Però mi sta dando l’estro per leggere un po’ di più.
    Dettaglio curioso: esattamente un anno fa, nel mio romanzo di fantascienza, descrivevo come un bacillo della Peste Nera, riportato in vita rafforzato, devastasse la Cina passando poi in Europa, con effetti catastrofici proprio in Italia del nord. Non ho granché voglia, però, di spedirlo a degli editori, anche perché è troppo lungo, a quanto dicono loro stessi.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 27 Marzo 2020 alle 8:10 Rispondi

      Per me l’attualità era deprimente anche prima :)
      Per l’isolamento neanche io ho avuto effetti, in questo siamo simili.
      Questa cosa che i romanzi sono troppo lunghi fa un po’ ridere. Quant’è lungo?

      • von Moltke
        venerdì, 27 Marzo 2020 alle 21:59 Rispondi

        Non me lo dire, ne ho le scatole piene di agenti letterari che mi rispondono che devo genericamente ‘tagliare’. Comunque questo è effettivamente la storia più lunga che abbia mai scritto, oltre due milioni di battute e 385.000 parole per 685 pagine in A4.

        • Daniele Imperi
          sabato, 28 Marzo 2020 alle 9:09 Rispondi

          685 pagine in A4… quindi stampate di sicuro sono di più.
          Io ho creato un modello di pagine che si avvicina molto a una pagina stampata.
          Fai una prova, se ti va. Imposta le pagine del manoscritto così:

          Formato: 15 cm X 22, margini destro e sinistro 2 cm e superiore e inferiore 1,4 cm.
          Font: Times New Roman corpo 14

          Ma non dire all’agente quante pagine vengono fuori :D

  10. Corrado S. Magro
    venerdì, 27 Marzo 2020 alle 9:11 Rispondi

    Perdonate se scrivo che siamo infetti di un virus ben più grave, che ha contagiato mente, modi di vita, logica ed etica. Certo, epidemie e pandemie non passano inosservate e la percezione, magari unica alla base, elevandosi assume comportamenti e significati secondo la nostra soggettività. Guardo con apprensione l’evento fisico ma resto scettico sulla volontà di riflettere. Poiché “se scrivo sono vivo”, anche se resta nel cassetto, continuo a farlo. Un cancro, forse il più malefico, che ogni giorno, anche a causa del Corona mina la società, è il degrado del modo di comunicare e l’inconseguenza, anche per il comportamento generato appunto dal virus fisico.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 27 Marzo 2020 alle 9:38 Rispondi

      “Se scrivo, sono vivo” è un buon modo di reagire. Soprattutto per i degrado della comunicazione che sottolinei.

  11. Ferruccio
    venerdì, 27 Marzo 2020 alle 13:10 Rispondi

    Il lavoro è completamente azzerato nel mio caso. I progetti in ballo sono bloccati e la situazione non è buona dal punto di vista economico. Faccio fatica a concentrarmi sulla pura narrativa, ma con il blog non mi fermo, anche se sono diventato intollerante verso certi blog che fine a qualche tempo fa leggevo e con alcuni che mi passano davanti agli occhi in un periodo come questo: diciamo che almeno apro gli occhi su certe dinamiche che fino a poco tempo fa accettavo

    • Daniele Imperi
      venerdì, 27 Marzo 2020 alle 13:17 Rispondi

      Tu insegni, giusto? Lezioni online non ne puoi fare?
      Che genere di dinamiche?

  12. Ferruccio
    venerdì, 27 Marzo 2020 alle 14:12 Rispondi

    on line riesco a fare poca roba, tutti i concerti che avevo con mio fratello in giro per l’europa sono saltati. Due mostre di pittura a data da destinarsi. Con i blog non sopporto più quella ipocrisia che domina certe community e quel continuo appoggio a post pieni di luoghi comuni

  13. Michela Milani
    domenica, 29 Marzo 2020 alle 17:12 Rispondi

    Io ho un blog di viaggi e nelle ultime tre settimane ho scelto di fermarmi. Mi sembrava un controsenso scrivere di vacanze in un momento come questo. Poi, l’altro giorno, ho ripreso a scrivere. Ho iniziato con un articolo dal titolo molto simile al tuo. Per me è una sorta di sfogo. Mi sono concentrata sulla figura dei travel blogger, che in questo momento stanno facendo eccome sciacallaggio sul coronavirus -non tutti, ma alcuni si-. Ho raccolto esempi di post che ho trovato on line e mi sembrano ridicoli, così come le sponsorizzazioni che alcuni stanno accettando – mascherine e disinfettanti, ad esempio-. Secondo me è inutile scrivere tanto per farlo, se non si ha niente da dire, meglio stare zitti. Continuerò a scrivere di viaggi, nella speranza che tutto questo possa finire presto. Magari mi concentrerò di più sulle mete italiane e sulla parte relativa alla semplicità volontaria, che è l’altro filo conduttore del mio blog. Però, sinceramente, non riesco a scrivere proprio a cuor leggero…Troppi morti e troppe incertezze. Spero davvero che tutti noi potremo lasciarci questo incubo alle spalle il più presto possibile.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 30 Marzo 2020 alle 7:08 Rispondi

      Alcune tematiche infatti ora si trovano a corto di idee perché le attività correlate sono chiuse. Potresti però scrivere di libri di viaggi, consigliando letture che un giorno torneranno utili.
      Lo sciacallaggio con le affiliazioni sui materiali sanitari mi pare una vera bassezza.

      • Michela Milani
        lunedì, 30 Marzo 2020 alle 16:33 Rispondi

        In effetti potrebbe essere una buona idea scrivere di racconti di viaggio in questo periodo, credo che prenderò ispirazione dal tuo suggerimento :-)
        Riguardo allo sciacallaggio su questo brutto virus, beh, credimi se ti dico che ultimamente si trovano cose assurde in giro per il web. Io amo sempre il confronto costruttivo anche quando non sono d’accordo con le opinioni di altri blogger. Però travel blogger che incitano a uscire e a non fare vaccini non riesco proprio ad accettarli. Ho smesso di seguire più di qualcuno per questo motivo. Cosa non si fa per un po’ di visibilità!

  14. Barbara
    lunedì, 6 Aprile 2020 alle 13:19 Rispondi

    Più che la voglia, manca il tempo. Perché sono in smart working da quando hanno chiuso le scuole, sebbene anche le attività lavorative siano diminuite da quando hanno chiuso le aziende produttive (se non operano loro, le aziende informatiche mantengono solo attivi i servizi, ma non ci sono nuovi sviluppi). Non ho più il tempo occupato dal tragitto casa-lavoro, in compenso però sono aumentate le attività di cucina (prima il pranzo era al bar sotto l’ufficio) e le videochat per tenere i rapporti con gli amici, soprattutto quelli che soffrono molto la reclusione forzata. Cerchiamo di tenere alto il morale, consiglio libri ma nonostante ci sia molta gente a casa che non sta lavorando, quindi con maggior tempo libero, non leggono ora come non leggevano prima… Scrivo per il blog, perché le idee non mi mancano, ma più che scrivere racconti ho voglia di leggere al sole del mio giardino (e mai come ora un giardino mi pare un grande investimento!)

    • Daniele Imperi
      lunedì, 6 Aprile 2020 alle 14:05 Rispondi

      Sì, alcune attività sono aumentate. Le videochat le escludo a priori, sono proprio nemico dei video :D
      Anche io credo che la gente continui a non leggere. Passa solo più tempo sui social.

  15. Rebecca Eriksson
    venerdì, 10 Aprile 2020 alle 17:16 Rispondi

    La voglia di scrivere è rimasta ed anzi, riesco ad organizzarmi meglio la giornata adesso che lavoro da casa. Prima del telelavoro trascorrevo circa un’ora e mezza in macchina per gli spostamenti casa-clienti. Non ho nemmeno più la mole di prima, ma qualcosa riesco a portare avanti.
    Studio e mi preparo per il “dopo virus”.
    Scrivo qualcosina in più, ma sono principalmente articoli per il mio blog, non riesco ancora a mettermi in testi più impegnativi. Non è per mancanza di concentrazione, ma per una questione di priorità lavorative.

    • Daniele Imperi
      sabato, 11 Aprile 2020 alle 9:52 Rispondi

      A scrivere cose impegnative sì, a leggerle invece di meno. Preferisco qualcosa di più leggero, proprio perché rischio di distrarmi.

  16. Tony
    sabato, 11 Aprile 2020 alle 12:32 Rispondi

    Pensi che in seguito a questa emergenza, l’editoria risulterà tra i settori più colpiti? Quella cartacea più di quella digitale?

    • Daniele Imperi
      sabato, 11 Aprile 2020 alle 14:07 Rispondi

      Su Amazon, per esempio, i libri cartacei non si possono ordinare, perché danno precedenza ai prodotti di prima necessità. Le librerie immagino siano chiuse. Quindi è senz’altro un settore molto colpito.

    • Caterina
      lunedì, 13 Aprile 2020 alle 7:34 Rispondi

      Ops, scusa Pennablu! Ho scritto il commento precedente nel posto sbagliato come risposta a un altro commento :)

      • Daniele Imperi
        lunedì, 13 Aprile 2020 alle 8:12 Rispondi

        Come anche ora :D
        Se commenti da cellulare, i commenti non si annidano bene in questo tema.

  17. Roberta FI Visone
    giovedì, 23 Aprile 2020 alle 7:45 Rispondi

    Come ho commentato nell’altro articolo sul Coronavirus, sto traendo numerosi vantaggi da questa situazione, fra cui la possibilità maggiore di dedicarmi al romanzo e soprattutto alle letture che avevo in lista d’attesa.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 23 Aprile 2020 alle 11:35 Rispondi

      La mia vita non è cambiata molto, eccetto per il lavoro che è diminuito. Non socializzavo prima, figuriamoci ora. Ho ripreso a scrivere con più continuità, però, e mi sto dedicando anche all’altro mio progetto online: Poe.

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