
Mercoledì scorso sul blog Mysocialweb c’è stato un dibattito sulla creatività nella scrittura. Una lettrice si chiedeva se fosse possibile scrivere narrativa o anche i post del proprio blog dopo esser stata tutto il giorno a scrivere altro per i clienti.
… mi chiedevo se ci si possa liberare “a comando” dalle logiche del web-writing (parliamo di keyword, piramide rovesciata, ecc) una volta acquisite, oppure in qualche modo ce le ritroviamo in automatico anche quando non scriviamo per il web ma ci dedichiamo ad altro tipo di scrittura.
La creatività può essere danneggiata, smorzata dalla scrittura professionale? Scrivere tutto il giorno per lavoro, scrivere newsletter, articoli, pagine per siti, landing page può insinuarsi nella scrittura di narrativa?
Il problema delle regole della scrittura per il web
Ne abbiamo parlato a volontà: concetti come parole chiave, piramide rovesciata, titoli e sottotitoli, formattazione, ecc. sono ormai chiari, spero. Quando scriviamo narrativa non dobbiamo preoccuparci di queste regole, perché ne abbiamo altre da seguire.
Le regole della scrittura online sono semplici regole di comunicazione, create per adattare la scrittura al mezzo: tutto qui.
Il problema della sintesi
Quando scriviamo per il web, tendiamo a essere sintetici. Altra regola di scrittura: arrivare subito al punto, non compiere giri di parole, non eccedere nell’uso dei termini, non far perdere tempo al lettore.
Ma questa non è una regola valida sempre? In narrativa, è vero, possiamo concederci il tempo di scrivere qualcosa in più, allungare la storia con altre storie, ampliare la trama con sottotrame per rendere il romanzo più coinvolgente.
Ma nel web non possiamo agire così, altrimenti non ci leggerebbe nessuno. Un post di 500 parole rischierebbe di diventare di 2000 inutilmente.
Due linguaggi differenti
Vedere la scrittura per il web e la scrittura creativa come diversi linguaggi aiuta. Perché quello sono, alla fine. Che cosa dobbiamo considerare quando scriviamo storie e quando scriviamo post?
- Nel primo caso dobbiamo seguire soltanto due tipi di regole: correttezza grammaticale e solidità della storia. Un racconto e un romanzo vanno scritti osservando ortografia, sintassi. La storia deve stare in piedi, deve avere un senso.
- Nel caso dei post dobbiamo seguire, oltre alle regole grammaticali, quelle della comunicazione online. E i nostri articoli devono stare in piedi, devono essere utili ai lettori.
Che cosa notiamo? Che la scrittura online ha più regole da seguire, perché i testi sono fruibili attraverso un mezzo, il web, che non ammette troppe libertà di movimento.
In realtà questo è vero fino a un certo punto: io mi sento liberissimo quando scrivo i miei post. Ormai ho assimilato le regole per la scrittura online da anni e mi viene naturale applicarle. Però sono regole che vanno seguite, se vogliamo comunicare e farci leggere.
Mai, in nessun racconto che ho scritto, queste regole hanno influito nella mia scrittura. Se succede questo, secondo me, è perché non è ben chiaro il concetto di comunicazione online, di scrittura per il web.
La scrittura online non è scrittura creativa, anche se richiede creatività. Suona strano, ma è così. La scrittura di narrativa si chiama creativa perché lo scrittore inventa di sana pianta una storia.
La scrittura per il web non richiede invenzione, ma conoscenza. Esperienza. Formazione. La scrittura per il web è soltanto l’applicazione di questo bagaglio culturale nella costruzione di messaggi, nella comunicazione.
Avete difficoltà nel passare dalla scrittura di un racconto a quella di un post?
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animadicarta
Io ho difficoltà a passare dalla scrittura di un post alla narrativa, non il contrario. Si tratta di due approcci diversi, è vero, e per questo cerco di tenerli ben separati. Se per esempio sto pensando a un articolo per il blog, poi mi riesce faticoso “sintonizzarmi” sul romanzo che sto scrivendo, che richiede una maggiore interiorizzazione, una specie di isolamento. Il contrario invece non succede, anzi capita che mentre scrivo narrativa mi vengano idee per il blog.
Daniele Imperi
Non riesci a passare da narrativa a scrivere post?
Anche a me vengono idee scrivendo narrativa, ma è normale: trovi una difficoltà o qualcosa che hai risolto e ci scrivi un articolo.
animadicarta
Dalla narrativa ai post non c’è problema, chissà perché. Il contrario mi fa fatica… Scrivere a volte è un mistero
Pier(ef)fect
Tanta difficoltà, ma penso pure che si può non essere portati per entrambe le cose. Io non mi sento portato per la scrittura di un romanzo o un racconto, penso risulterebbe poco originale, ma questo va al di là delle regole di scrittura!
SAM.B
Io ho ancora parecchia difficoltà a scrivere sul blog: ci scrivo come scrivo le scene delle mie storie, ovvero andando a ruota libera. Con la differenza che, essendo adesso consapevole delle differenze che ci sono tra scrittura online e scrittura creativa, mi trovo a penare quando mi metto al lavoro per un articolo: non mi riesce ancora naturale essere sintetica e, nello stesso tempo, dire tutto quello che voglio; non mi riesce nemmeno di dare al post una struttura; e nemmeno di comunicare senza perdermi per vie traverse… Un disastro
Ma è solo questione di testa e di scrivere, scrivere, scrivere sul blog. Perciò mi rimbocco le maniche 
MikiMoz
Sinceramente, caro Daniele, no.
Io scrivo sempre con la stessa scioltezza, forse proprio perché non applico nessun tipo di regola.
Oppure, forse, un po’ come succede in fotografia, le regole sono già innate, non trovi?
Ma non le calcolo. Non bado a piramidi rovesciate, titoli, sottotitoli, formattazioni… Nemmeno ci penso mai.
Sarà un grave difetto, ma mi va bene così.
Sul blog scrivo esattamente come quando scrivo un racconto, o le linee guida di un gioco, o la sceneggiatura di qualche tavola a fumetti.
Ma forse tutto questo deriva dal fatto che non faccio blogging e web writing per campare, boh!
Moz-
Salvatore
Mai provato a scrivere per il web, anche se lo faccio continuamente. Più che altro scrivo per me stesso, ma qualcuno ha il coraggio di leggermi lo stesso. Vai a capire…
helenia
Anche x me diventa difficile scrivere su carta quando hai tutto nella mente raccoti,notizie ,anche semplici pensieri ho cm un vuoto.
Tosca
Ciao Daniele,
sono la lettrice piena di dubbi che ha originato tutta la discussione. Per quanto riguarda lo stile, ok, è chiaro il tuo punto.
Però la mia domanda originaria era più ampia e comprendeva non solo il problema dei due stili diversi ma anche un altro problema, al quale nessuno di voi due ha dato una risposta. Ecco, riferendomi alla situazione in cui un blogger sia anche scrittore, o aspirante tale, parlavo del fatto che un blog porta via non solo tempo ed energie ma anche risorse creative, e quindi le toglie alla scrittura di altre cose (narrativa). Soprattutto se abbiamo un blog non tecnico, ma un blog che richieda creatività e inventiva.
Tu hai parlato dei ritmi sonno-veglia degli scrittori in un tuo post molto interessante: bene, ecco il punto. Uno scrittore professionista, quando è nel pieno della scrittura di un libro, fa quello e basta e , al di là dell’immagine bohemien dello scrittore sregolato, in realtà per completare un libro ha dei ritmi di lavoro molto intensi ed è completamente concentrato su quello; la sua creatività e le sue energie, non solo il suo tempo, sono tutte per il libro.
Spero la mia domanda ora sia più chiara e mi piacerebbe sentire la tua opinione…
Daniele Imperi
Ciao Tosca,
credo di aver capito cosa intendi, ma forse non lo vedo come un problema.
Vedi, io scrivo per questo blog, che comunque non è solo tecnico, ma richiede anche creatività. Domani lancio un secondo blog, stesso discorso.
In più scrivo racconti e ne porto avanti più di uno per volta. Non finisce qui, perché ho in progetto altri siti e iniziative mie sia personali sia lavorative.
Quello che voglio dirti è che ogni lavoro richiede la sua creatività e quindi mi sembra impossibile che la tolga a un altro lavoro.
Riguardo allo scrittore che sta tutto concentrato su un libro, ti do ragione, ma solo nel caso in cui quello scrittore non ha altri interessi e altri progetti di qualsiasi natura per le mani.
Io sono una persona che si annoia e si distrae tantissimo, in continuazione. Ho bisogno di variare spesso quello che faccio, altrimenti lo faccio male.
Non so se ho risposto alla tua domanda, forse no, ma non credo di poter fare di più. La risposta sta forse nelle persone: alcune hanno bisogno di essere concentrate su una cosa e basta, altre invece devono spaziare su più mondi.