Nessuno legge i romanzi d’esordio

Nessuno legge i romanzi d’esordio

Dopotutto, ragionarono, quello che abbiamo qui è un romanzo d’esordio, e comunque nessuno legge romanzi d’esordio.

Lo squalo, Peter Benchley

Questa affermazione è stata una mazzata sulle speranze di pubblicazione del mio romanzo storico – che già sarà molto difficile da piazzare per il linguaggio e la storia in sé.

Non avevo mai pensato a questo “problema”. E riandando indietro nel tempo, alle mie varie letture, non credo di aver mai letto in vita mia un romanzo d’esordio. O, meglio, ho letto il primo romanzo di un autore dopo averne letto qualcuno dei successivi.

Quest’estate, per rilassarmi, ho letto “3 film”: Lo squalo – ristampato in versione ampliata e con delle appendici per i 50 anni dalla prima edizione –, Il giustiziere della notte di Brian Garfield e Jurassic Park di Michael Crichton.

Il pezzo citato parla di un altro problema da affrontare quando si scrive un romanzo: il titolo. In appendice alla nuova edizione di quel romanzo c’è un corposo elenco di titoli proposti, molti dei quali uno peggio dell’altro.

Alla fine scelsero Jaws, mascelle, anche se non significava nulla – di certo non riconduceva a uno squalo, poiché quasi tutti gli animali sono dotati di mascelle – ma almeno, sostennero, era un titolo breve. In Italia ovviamente è stato intitolato Lo squalo, altrimenti nessuno avrebbe acquistato un romanzo intitolato Mascelle

Perché scrivere un romanzo (d’esordio) che nessuno leggerà?

Quando ho letto Lo squalo era agosto e da allora ho continuato scrivere il mio romanzo d’esordio che nessuno leggerà. Perché?

Credo che un errore comune a tutti gli scrittori sia concentrarsi sulle future vendite, sul futuro successo, sui “Mi piace” di Facebook, X, Instagram, TikTok e quant’altro, anziché concentrarsi su ciò che conta davvero nella scrittura del primo romanzo – e di tutti gli altri a venire.

  • Scrivere perché è bello.
  • Scrivere perché è divertente.
  • Scrivere perché è salutare.
  • Scrivere per imparare.
  • Scrivere perché alla fine qualcosa sarà cambiato in noi.

Pensare al futuro è controproducente perché nessuno conosce il futuro e nessuno ha la certezza delle vendite del proprio libro, del successo, dei “Mi piace”, ecc.

E, soprattutto, nessuno ha la certezza che nessuno leggerà il nostro romanzo d’esordio.

Anche gli autori famosi hanno pubblicato un romanzo d’esordio

Che sia vera o meno l’affermazione che nessuno leggerà i romanzi d’esordio, c’è da dire che qualsiasi autore famoso a un certo punto della vita ha pubblicato il proprio romanzo d’esordio.

Alcuni sono stati più fortunati, perché erano magari conosciuti in altri ambiti – e non parlo di gente dello spettacolo, giocatori, politici, ecc. che entrano dalla porta di servizio delle case editrici. Parlo di chi ha scritto teatro o saggistica o è un giornalista, persone di cultura, insomma.

Ma tantissimi altri sono diventati famosi perché hanno semplicemente continuato a scrivere. E a pubblicare, certo.

Il 1974 non è il 2025

Quanto riportato da Peter Benchley nell’appendice alla ristampa dello Squalo risale al 1974, cioè a mezzo secolo fa, quando non esisteva internet e non esistevano le possibilità che abbiamo oggi di farci conoscere come autori. Facebook, X, Instagram, TikTok, ecc. non erano neanche nel pensiero più avanguardista dell’epoca.

Oggi, forse, qualcuno legge i romanzi d’esordio. Anche io. Ho controllato la lista dei libri letti quest’anno e ho trovato ben 5 romanzi d’esordio:

  1. Il sarto volante di Étienne Kern (conosciuto per caso e letto per il mio romanzo storico)
  2. Tiro al piccione di Giose Rimanelli (è il primo di una breve serie di tre romanzi di guerra uscita con «Il Giornale»)
  3. Terra perduta di Ann Moore (mi incuriosiva perché parla dell’Irlanda dell’Ottocento)
  4. Lo squalo di Peter Benchley (letto per via dell’anniversario)
  5. A cercar la bella morte di Carlo Mazzantini (è un altro della breve serie di romanzi di guerra uscita con «Il Giornale»)

Come vedete, ognuno ha una sua “motivazione”, ma c’è anche un altro fatto da non sottovalutare: io non sapevo che fossero romanzi d’esordio quando ho deciso di leggerli.

È vero che nessuno legge i romanzi d’esordio?

No, penso che non sia affatto vero. Intanto perché in copertina non c’è scritto che è il nostro romanzo d’esordio. Forse verrà accennato su qualche sito – di sicuro sul nostro, per chi ne ha uno. Ma nelle librerie e nei siti come Ibs, Amazon, ecc. non c’è scritto.

Il nostro romanzo d’esordio sarà soltanto uno dei tantissimi nuovi libri appena pubblicati. Né più né meno.

E qualcuno lo leggerà di sicuro.

12 Commenti

  1. Carlo Calati (massimolegnani)
    giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 8:02 Rispondi

    Gli ultimi tre libri che ho letto erano tutti romanzi d’esordio (inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia di Ruol, L’estate che ho ucciso mio nonno di Lombezzi, Ragazza senza prefazione di Tosi) uno più bello dell’altro. Io semmai diffido della seconda o terza opera di un autore, temo le pressioni dell’editore se il primo libro ha avuto successo, la vena che perde freschezza, la testa dell’autore che si monta.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 12:39 Rispondi

      Il tuo dubbio sulla seconda o terza opera di un autore può essere condivisibile. In quel caso sta all’autore imporsi per far pubblicare un’opera di qualità.

  2. Grazia Gironella
    giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 8:03 Rispondi

    Forse i romanzi d’esordio sono meno sotto i riflettori di quelli successivi, quando questi hanno una buona riuscita di vendite, ma credo che non faccia davvero differenza. E poi, chi lo sa cosa fa differenza? Tutto e il contrario di tutto. Quindi la penso come te: divertirsi, migliorare, creare, crescere. Il mio primo romanzo è stato il più apprezzato, per ora, forse anche perché gli altri sono più rivolti ai giovani, che sono un pubblico non facile da raggiungere. Aspetto di essere tra i tuoi primi lettori. :D

    • Daniele Imperi
      giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 12:41 Rispondi

      Anche secondo me i primi sono meno sotto i riflettori dei successivi. Nessuno può infatti sapere cosa faccia la differenza, si è visto spesso che hanno avuto successo romanzi dati per sconfitti dall’inizio.
      Se il tuo primo romanzo è stato il più apprezzato, allora dovresti seguitare a scrivere per un pubblico più adulto.
      Grazie per voler essere fra i miei primi lettori :D

  3. susanna grassini
    giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 9:33 Rispondi

    Ho appena finito di scrivere il mio primo libro che mi autopubblicherò perchè ho rinunciato da subito all’odissea di cercare una casa editrice che lo prendesse in considerazione. A parte gli amici che lo leggeranno 1. per curiosità e 2. perchè mi vogliono bene, e poi? La speranza è almeno di recuperare le spese di pubblicazione. Sono contenta di esserci riuscita, sono contenta perchè sono riuscita a tirare fuori qualcosa che diveramente non sarebbe mai stato espresso. Pessimista? Forse. O forse realista?

    • Daniele Imperi
      giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 12:44 Rispondi

      Salve, Susanna, e benvenuta nel blog. Secondo me è sbagliato rinunciare da subito all’odissea di cercare una casa editrice. L’odissea, poi, è nell’attesa di una risposta. Ma non bisogna rinunciare senza aver mai provato.
      Che intendi per spese di pubblicazione? Spese per copertina e correzione di bozze?

  4. Corrado S. Magro
    giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 10:21 Rispondi

    Mi approprio (legalmente o no) di quanto da te scritto:
    Scrivere perché è bello.
    Scrivere perché è divertente.
    Scrivere perché è salutare.
    Scrivere per imparare.
    Scrivere perché alla fine qualcosa sarà cambiato in noi.
    E al resto un sonoro vaff’an…
    A essere sincero ho rifiutato la pubblicazione (ePub) di alcuni romanzi d’esordio nel mio modestissimo (magari insignificante) sito editoriale, motivo:
    – Autocelebrativi
    – Illeggibili (grammatica e sintassi orrende)
    – Prolissi, eccetera
    Fra l’altro da tempo non ricevo proposte di pubblicazione anche perché pubblico solo ePub e la gran parte degli autori non sono disposti a rinunciare al cartaceo.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 12:46 Rispondi

      Appropriati pure :D
      Nei casi che citi hai fatto bene a rifiutare quei romanzi d’esordio. Certe volte mi chiedo se chi scrive e vuole pubblicare abbia mai letto dei libri.
      Hai sempre pubblicato solo ebook?

  5. Pades
    giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 10:27 Rispondi

    Per me non fa assolutamente differenza se il romanzo che leggo è d’esordio o meno. Anzi, come dice Carlo solitamente quelli di esordio sono più curati e dunque li preferisco rispetto al secondo o al terzo scritti magari per non lasciar sfumare la scia e disperdersi nuovamente nel gigantesco mare delle nuove pubblicazioni.
    Le aspettative che stai creando sul tuo romanzo storico sono ormai gigantesche. :-)
    Non vedo l’ora di leggerlo, adoro i romanzi storici nei quali l’ambientazione è curatissima, e tu sicuramente ci sai fare.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 9 Ottobre 2025 alle 12:49 Rispondi

      Tempo fa è capitato anche a me di leggere dei romanzi d’esordio ben scritti – pian piano tornano alla mente vecchie letture – e essere poi deluso dai successivi, anche come storia in sé.
      E chissà per quanto altro tempo ci saranno queste aspettative per il mio romanzo :D
      Grazie anche a te per la volontà di leggerlo!

  6. nicola schiavulli
    domenica, 12 Ottobre 2025 alle 17:27 Rispondi

    Ciao Daniele, condivido appieno le argomentazioni da te svolte. Mesi fa ho letto il romanzo d’esordio di Jonas Jonasson e… tanto di cappello. Avvincente, ironico, surreale ma pur sempre calato nelle vicende storiche del XX secolo, attraverso un sapiente equilibrio tra passato e presente. Per quanto riguarda le argomentazioni di Susanna, penso non bisognerebbe demordere. Proprio ieri ho inviato il mio manoscritto alla cinquantunesima casa editrice (in dieci mesi) e ancora aspetto, perchè non mi rassegno al self publishing. La mia ricerca sulle case editrici free continua… .
    Un caro saluto a tutti
    Nicola

    • Daniele Imperi
      lunedì, 13 Ottobre 2025 alle 8:19 Rispondi

      Ciao Nicola, neanche per me bisogna mollare e continuare a provare con le case editrice, se serie.
      Buona ricerca!

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.