
La prima volta che ho letto Cormac McCarthy è stato quando ho acquistato il romanzo La strada, preso, devo dirlo, dopo aver visto il film. Sono rimasto abbastanza disorientato, anzi meravigliato forse è meglio, notando che non faceva uso delle virgolette nei dialoghi.
Ho pensato che dipendesse dal romanzo in sé: un mondo apocalittico delineato con poche, decise parole, una storia profonda e dolorosa raccontata in maniera minimale. Forse era questo il motivo. Sottolineare la povertà e la fine di un mondo con una scrittura creata appositamente per quello scopo.
Ma Cormac McCarthy stesso ha spiegato il perché di questa scelta: egli preferisce non
bloccare la pagina con strani piccoli segni. Se scrivi correttamente, non dovresti fare uso della punteggiatura.
A McCarthy non piace neanche il punto e virgola (neanche a me molto, a dire il vero).
Devo dire di non aver avuto problemi a leggere quel romanzo, né Figlio di Dio. Me ne aspettano altri da leggere, la trilogia della frontiera, Il buio fuori, Non è un paese per vecchi, Suttree, Il guardiano del frutteto e Meridiano di sangue.
Sunset Limited è stato diverso, perché in fondo è un dramma. Un uomo che parla con un altro e là non c’è bisogno di virgolette. Forse, scrivendo quell’opera, Cormac McMarthy si è sentito ancora più libero, ancora più a suo agio.
C’è però da porsi delle domande.
- È vero che, se scrivi correttamente, non hai bisogno di usare le virgolette nei dialoghi?
- Quanti editori sarebbero disposti ad accettare un manoscritto senza virgolette?
- Avete trovato in altri autori questo “vezzo”?
- Vi crea problemi leggere dialoghi senza virgolette?
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Max novelli
Anche io ho scoperto McCarthy dopo aver visto il film sul bellissimo “La strada” e i dialoghi senza virgolette mi sono sembrati assai strani. Funzionano lo stesso, anche se preferisco la punteggiatura classica, e a me il punto e virgola piace.
Grande articolo, disse finendo di scrivere.
Leonardo Boselli
Beh, questa è LA soluzione per eliminare tutti i problemi sulle convenzioni (caporali, virgolette, trattini) delle diverse case editrici. D’altra parte la punteggiatura deve essere scelta in modo che il testo “funzioni” anche senza “delimitatori di dialogo”, visto che si tratta solo di un segno che aiuta la lettura e la comprensione, ma non ha valore di per sé.
Non sono invece d’accordo sull’affermazione: “se scrivi correttamente non hai bisogno di punteggiatura”, ma può darsi che non ne abbia compreso a pieno il significato.
Daniele Imperi
@Max: a me il punto e virgola nella narrativa non piace molto. Nella scrittura per il web ogni tanto lo uso.
@Leonardo: forse per punteggiatura intendeva le virgolette, altrimenti sarebbe impossibile capire un testo senza virgole e punti
Mauro
Spero che con “punteggiatura”, nella citazione, s’intendesse “virgolette”…
Un altro autore che lo fa è Saramago, a memoria perché nel parlato non ci sono e quindi trova renda meglio il flusso del discorso. A memoria non mi ha creato problemi, ma l’ho letto troppo tempo fa.
Però, per quanto possa concordare che non usare virgolette richiede un certo livello di scrittura, non sono convinto che se si scrive bene non si dovrebbero usare le virgolette: è una scelta, non necessariamente piú valida dell’altra.
gelostellato
Sì
Saramago lo fa
benissimo tra l’altro
non è l’unico
molti altri lo fanno
a volte, in romanzi brevi, nemmeno te ne accorgi
anzi
ti dirò che è strano un post simili
nel senso,
che avrebbe lo stesso significato del chiedersi il perché usare
i caporali
o le virgolette
o il trattino
sono quattro convenzioni, diverse, con tre modi diversi di utilizzarle (virgolette e caporali vanno insieme)
non ha molto senso contrappore dialogo diretto vs altri segni.
comunque,
sia mccarthy
sia saramago
mi paiono due maestri, nell’uso del discorso diretto.
Daniele Imperi
@Mauro: sì, penso anche io che intendesse le virgolette.
@Gelo: e che ha di strano un post come questo?
Da che mondo è mondo si usano le virgolette, è normale chiedersi il perché uno scrittore non le usi.
Saramago non l’ho mai letto, ma su McCarthy concordo che sia un maestro nei dialoghi.
Michela
La punteggiatura non serve?
Immagino che ci sia una spiegazione, perché l’affermazione così nuda e cruda non ha molto senso…
Comunque non mi piace questo modo di fare i dialoghi. Ma non fa testo, sono io che sono intollerante a tutte le “stranezze” quando pago per qualcosa. Se compero un libro il lavoro lo deve fare chi lo scrive, mica io.
Comunque il paese per vecchi a mio giudizio ha sofferto parecchio di questa impostazione: tutto quello che mi ricordo di quel libro è l’irritazione per non capire chi diceva cosa, o addirittura se qualcuno parlava o era la narrazione.
Daniele Imperi
A breve lo leggerò e ti saprò dire se anche io non capirò chi è che parla
lia
Ciao,posso?
ha ragione Michela, si fa fatica a leggere un testo senza punteggiatura o con una punteggiatura non convenzionale. I nostri parametri sballano e la respirazione diventa difficoltosa.
Credo che i due signori citati siano però talmente padroni delle tecniche narrative da potersi permettere il lusso di inventarne altre e, per esempio, di affidare al significato delle parole e alla loro sequenza il compito di scandire il ritmo della lettura.
E’ sicuramente un modo di porsi un po’ snob nei confronti dei lettori, ma credo che possa essere perdonato a entrambi. No?
E’ bello questo blog,complimenti.
Daniele Imperi
Ciao Lia, certo che puoi
Secondo me è bene creare nuove tecniche, sono sempre esperimenti di scrittura. Poi sta al lettore capire se quel tipo di narrazione gli facilita o meno la lettura.
Grazie dei complimenti
Gian_74
La frase “Se scrivi correttamente, non dovresti fare uso della punteggiatura”, secondo me andrebbe letta da un punto di vista meno modesto: “Se scrivi come un Dio della letteratura, come McCarthy o Saramago, puoi tranquillamente fare a meno dell’uso della punteggiatura (nei dialoghi).”
Daniele, se non l’hai letto ti consiglio anche “Cavalli selvaggi”
Daniele Imperi
Di McCarthy ho tutto e presto leggerò anche la trilogia della frontiera
Lucia Donati
Ah, finalmente qualcuno che ha una posizione originale per quel che riguarda le virgolette. A dire il vero anche a me stanno veramente antipatiche e sono pienamente d’accordo con McCarthy, stavolta. Io proporrei di seguire il suo esempio. Renderebbe la vita più facile a che sa scrivere bene. E’ da un po’che mi piacerebbe eliminarle!
Daniele Imperi
Non so. Bisognerebbe provare.
Lucia Donati
La cosa andrebbe studiata e, comunque, in qualche modo regolamentata, altrimenti si rischierebbe il caos.
Come vincere il blocco del blogger
[…] le idee. Cercando notizie sullo scrittore Cormac McCarthy ho letto di qualcuno che si chiedeva perché non usasse le virgolette nei dialoghi. E ci ho scritto un […]
Antonella
Di recente ho letto un autore italiano molto interessante che pure nei dialoghi non usa le virgolette. Si chiama Stefano Crupi e ha all’attivo due soli romanzi. Ho trovato la sua scrittura molto efficace.
Daniele Imperi
Ciao Antonella, benvenuta nel blog. So anche di altri autori che non ne usano.
marina
Adoro entrambi gli scrittori proprio per questa scelta di far fluire la narrazione senza interromperla con lineette e caporali. Segnalo anche Tabucchi, specialmente negli ultimi scritti. Non credo debba diventare una regola, ognuno ha il suo stile. Sarebbe bello però che anche gli editori lo capissero. Se sei marina salucci e non Saramago ti contestano le scelte stilistiche come sgrammaticate…
Daniele Imperi
Ciao Marina, benvenuta nel blog. Purtroppo è vero, agli autori affermati vengono concesse maggiori libertà.
marina
grazie daniele, la scrittura è la mia vita e questo blog mi piace molto!
marina
Lucia, Lia, vi assicuro che questi autori si capiscono benissimo, non si rischia il caos. La scrittura è creazione, la creazione richiede libertà. La lingua è come un pane di creta, la si modella con la propria sensibilità, altrimenti scriveremmo tutti allo stesso modo. Quando ho aperto il primo libreo di Saramago (Nobel per la letteratura) sono rimasta un po’ stupita. Ma poi sono andata avanti e mi sentivo trasportata dalla sua sintassi che scorre senza la barriera delle lineette e spesso anche dei punti fermi.
Adriana
Buongiorno io scrivo poesie, e nelle mie poesie, ho abolito la punteggiatura e le maiuscole, la maiuscola la metto solo all’ inizio, per non essere troppo diversa, e una virgola la metto se non vado a capo, mi sembra più pulito più lineare.
Un editore, mi ha detto di correggere le poesie e mettere la punteggiatura. Voi cosa ne pensate? Grazie
Daniele Imperi
Ciao Adriana, benvenuta nel blog. La punteggiatura serve anche nella poesia. L’editore ha ragione.