Una loffa di troppo

Un racconto poliziesco

«Minchia, Sasà, piantala!» Lollò si teneva un fazzoletto contro il naso, mentre l’auto correva a velocità sostenuta lungo le strade di Roma. Era inseguita da almeno un’ora da una volante della Polizia che non sembrava cedere.

Sasà, alla guida, sganciava loffe da quando s’erano dati alla fuga dopo la rapina in banca, finita male. Avevano ammazzato la guardia giurata che aveva estratto la pistola, poi l’impiegato che aveva dato l’allarme e infine due clienti che s’erano messi a urlare. I soldi erano rimasti in banca e loro quattro, Sasà, Lollò, Cola e Fanu, erano dovuti scappare.

Erano fuggiti dalla Sicilia dopo aver ammazzato un boss di Palermo. Avevano deciso di trovare lavoro nella capitale, ma quel primo approccio non sembrava esser riuscito.

«Sasà, se non la smetti ti sparo in testa!» Lollò non ne poteva più. Fuori pioveva a dirotto e dentro l’auto non si respirava per tutta quella puzza.

«Non rompere, Lollò» e una nuova loffa esplose nell’abitacolo.

Lollò tossì, imprecando ad alta voce. Cola teneva gli occhi puntati nel lunotto posteriore. Attraverso la cortina d’acqua vedeva tremolare i fari della volante che non accennava a rallentare. Al suo fianco, Fanu estrasse la pistola, la poggiò sulla nuca di Sasà e premette il grilletto.

L’auto sbandò e uscì fuoristrada, abbattendo un segnale stradale e schiantandosi contro un muro. «Minchia, Fanu! Ti dovevo lasciare a Palermo!» Lollò perdeva sangue da una guancia. Tentò di uscire, ma la portiera era bloccata. La polizia li raggiunse, fermandosi a qualche metro di distanza.

«Uscite con le mani in alto!»

Cola sparò contro il finestrino e poi ancora contro i poliziotti, che risposero al fuoco. Uno di loro cadde, ma l’altro centrò sia Cola che Fanu.

Lollò s’arrese.

Più tardi, ammanettato e portato nella volante, bestemmiò contro un agente che sganciava loffe in continuazione.

6 Commenti

  1. Michela
    domenica, 13 Febbraio 2011 alle 10:32 Rispondi

    huahuahuahuau questa dovresti svilupparla, che merita :D
    eh la tensione fa brutti scherzi… :)

    Scemenze a parte (ma non potevo farne a meno), come inizio di qualcosa di più impegnativo ce lo vedo.

    Non dico di continuare a parlare di puzzette per un intero romanzo, ma riempirci la prima pagina potrebbe introdurre la giusta atmosfera :)

  2. Daniele Imperi
    lunedì, 14 Febbraio 2011 alle 9:20 Rispondi

    Grazie :)
    Beh, vedremo, magari un racconto più lungo coi 4 tipi si può fare.

  3. Michela
    giovedì, 13 Settembre 2012 alle 23:14 Rispondi

    Minchia Daniè :D Questa è esilarante!

  4. Orsa
    martedì, 12 Maggio 2020 alle 22:23 Rispondi

    Ohhh ma che scena, ma che poesia! 😂
    Stavo pensando: dopo questo racconto e dopo quello di prima sul vento di passione “aromatizzato”, ti manca una storia sulle gare di rutto libero e poi avrai completato la Trilogia del Gas.
    Grazie assaje, mi hai demolito la serata… e dire che avevo anche dell’ottimo swing in cuffia 😩

    • Daniele Imperi
      mercoledì, 13 Maggio 2020 alle 7:13 Rispondi

      Non sapevi della mia vena poetica? Purtroppo è una duologia, dovrai accontentarti.

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