
Non avremmo mai dovuto aprire quella cassa. Proveniva dagli ultimi scavi in Egitto, nei pressi di Giza, dove la notte sinistre ombre si mescolano a quelle delle antiche piramidi. Quando tutto accadde, eravamo nel mio laboratorio. C’era qualcosa che m’inquietava in quell’oggetto, così avevo detto al mio collega di distruggere la cassa, indicando il suo legno antichissimo e gli strani simboli incisi. Ma era troppo eccitato per darmi ascolto, e né la sua forma insolita né la luce verdastra che emanava dagli interstizi fra le assi di legno lo fece desistere.
Adesso rimpiango di non aver tentato di fermare il mio collega, ma non sono sicuro che sarebbe servito a qualcosa. Era più robusto di me, e anche più determinato, come accecato da quella scoperta che avevamo fatto assieme ai servitori ingaggiati a Giza. Ora so che nessuna scoperta fu realmente dietro il ritrovamento di quella cassa, ma soltanto una terribile, malvagia vendetta.
Nei sotterranei oscuri e inviolati delle antiche piramidi si nascondeva un’entità indefinibile, che avremmo dovuto lasciare indisturbata, a dormire il sonno dei millenni. Ricordo la paura dei servitori, quando scendemmo i consunti gradini fino all’immensa sala piena di corridoi. Fu là che lasciammo gli uomini, a raccogliere il materiale trovato, un immenso tesoro senza nome e i sarcofagi dalle dimensioni impossibili. E la cassa, che se ne stava sinistra e silente in mezzo all’enorme stanza.
Quando l’aprimmo, un urlo strozzato e immondo si levò dalla gola del mio collega, da cui usciva un fiotto di sangue continuo. Guardai le mie mani: erano macchiate del suo sangue… e io avvertivo qualcosa dentro di me.
Ciò che fu liberato quella notte, oggi ancora si aggira fra le strade buie della città. Si nutre della vita e, se vista da vicino, quella cosa senza nome ha le stesse mie sembianze.
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Lucia Donati
Super classifica (è tornata!): 1)Il genere narrativo (documentazione), soprattutto per i numerosi esempi portati che possono costituire un suggerimento di letture per chi non ha idea su come orientarsi; 2)La nuova veste del blog! 3)Il meglio di P.B.; 4)Fantascienza e fantasy.
Infine, carino il racconto qui sopra.
Daniele Imperi
Bene, bella classifica
Alessandro C.
Per un attimo ho temuto che la creatura liberata avesse le sembianze di Capezzone.
marina
ahahahahahahahahahah di sicuro qualcuno l’ha fatto
adriana
Di questo racconto breve mi piace la conclusione. Non me l’aspettavo e questo è quello che mi piace.
Mi fa pensare ad uno sdoppiamento: una voce che racconta che sembra vedere tutto lucidamente e una che non parla e d è questa che agisce. potrebbe anche essere un bell’inizio per una storia dalle tinte fosche.
( e adesso faccio la pignola: c’è qualche voce verbale da sistemare)
Daniele Imperi
Grazie
Quali voci verbali sono da sistemare?
Andrea
Veramente toccante . Bravissimo a scrivere . Coltiva questo talento .
Daniele Imperi
Ciao Andrea, grazie e benvenuto nel blog.
Jonathan Prazzoli
Complimenti, davvero un bel racconto! E, diamine, hai scritto esattamente 300 parole spaccate, il che lascia senza parole un ossessivo-compulsivo come me

Bravo
Daniele Imperi
Ciao Jonathan, grazie e benvenuto nel blog. Questi racconti di 300 parole facevano parte di un mio progetto, dove rispettavo alla lettera, anzi al numero, la lunghezza delle 300 parole