In Italia si legge poco: quali sono le vere cause?

Perché gli italiani leggono pochi libri?

In Italia si legge poco

Alla ricerca dei veri motivi che hanno portato a leggere sempre meno: un viaggio fra scuse, alternative, disabitudini e difficoltà.

Si vede spesso questa frase: in Italia si legge poco. Quando lanciano qualche sondaggio, inseriscono fra i lettori anche chi ha letto “almeno un libro nel corso dell’anno”. Be’, per me non puoi definirti lettore se leggi un solo libro l’anno.

L’Istat a fine 2019 ha scoperto che il 40,6% della popolazione sopra i 6 anni ha letto almeno un libro l’anno (non scolastico né per uso professionale). Il 14,3% di quel gruppo legge almeno 12 libri l’anno.

Questo significa che la percentuale di italiani che leggono almeno un libro al mese è decisamente più bassa. Molto probabilmente si aggira sul 6% della popolazione (calcolo approssimativo fatto sulla base del 14,3% di quel 40,6%).

I lettori forti, invece, quanti libri leggono l’anno?

  • Secondo sololibri.net almeno un libro al mese
  • Una statistica presa da BookBlister almeno 3 libri l’anno
  • pbeneforti.it riporta un altro dato: dagli 11 ai 20 libri l’anno

Come vedete non esiste un valore unico per definire un lettore forte. Per me leggere un libro al mese equivale a essere lettori abituali. Leggerne 3 l’anno significa leggere meno di “una volta ogni tanto”. E 20 libri l’anno sono quasi 2 al mese, possiamo dire quindi di essere lettori forti.

Ma perché noi italiani, in generale, leggiamo così poco?

Le scuse per cui si legge poco

Perché credo davvero che siano solo scuse. Il tempo per coltivare le proprie passioni si trova, si ritaglia qui e là. Se non si legge, è perché non si vuole leggere, perché sono entrati nella vita altri passatempi. O distrazioni, se volete.

Mancanza di tempo

Davvero non abbiamo più tempo per leggere libri? Possibile che più la tecnologia va avanti e meno tempo si ha a disposizione? Sembra un’assurdità.

Qualche anno fa ho scritto come fosse possibile leggere 100 libri l’anno, quindi si possono prendere quei consigli per leggerne almeno uno al mese.

Da oltre 2 anni ho trovato il modo di avere più tempo per leggere: mi alzo alle 6,30 ogni mattina, dal 1° gennaio al 31 dicembre (qualche rara domenica anche prima, se devo andare in montagna). E dalle 7 leggo circa un’ora.

I libri costano molto

Qualcuno sostiene che i libri siano un bene di lusso. Che per un romanzo si debbano spendere 20 euro. A parte che non tutti i libri costano 20 euro, ci sono comunque vari modi per risparmiare sul prezzo:

  • Comprare libri usati (su Ebay, Comprovendolibri.it, ecc.)
  • Comprarli in edizione economica
  • Comprarli in ebook, se disponibili
  • Comprare vecchie edizioni
  • Iscriversi a un club del libro, che offri sconti su tutti i libri, anche del 50%
  • Prenderli in prestito in biblioteca
  • Farseli regalare (come faccio io per Natale e compleanno)

Chi compra parecchi libri come me – e quando dico parecchi intendo dai 100 ai 200 libri l’anno – spende tanto in libri. Ma sono spese che non mi pesano, sono sacrifici che faccio volentieri. Diciamo anche che sono l’unico sfizio che possiedo.

Non sapere cosa leggere

Questa mi pare una scusa davvero ridicola. È vero che esiste il blocco del lettore, l’ho provato sulla mia pelle: iniziavo a leggere un libro per abbandonarlo dopo poche pagine. È solo questione di trovare il libro giusto per il momento.

La scelta dei libri da leggere, oggi, è vastissima. Impossibile davvero non sapere che libro leggere. Pur avendone tantissimi, quando ne finisco uno, se non ho ancora le idee chiare, li passo in rassegna per capire quale leggere. Male che vada me ne compro uno nuovo…

La lettura non è mai stata un’abitudine

Non ho avuto l’abitudine a leggere finché non ho superato i 20 anni. Vale a dire finché non ho terminato le superiori e ho visto la lettura come un piacevole passatempo. A scuola era invece un obbligo e quindi non leggevo.

Bisogna saper insegnare, anzi infondere l’amore per i libri e la lettura, non imporlo. Educare a leggere.

Mi sono avvicinato alla lettura in modo forse banale: per evadere, come si dice spesso. La Spada di Shannara, romanzo fantasy di Terry Brooks, mi aveva fatto entrare in un mondo antico e immaginario, pieno di creature fantastiche e magia, di castelli e foreste, di montagne e villaggi.

Forse è stato questo a scatenare la mia passione per i libri: leggere di argomenti che mi avevano sempre attratto. Per un po’, infatti, ho letto solo romanzi fantasy, allargando poi pian piano la cerchia degli argomenti.

Le alternative odierne alla lettura

Oggi esistono svaghi un tempo inesistenti. Ne prendo due fra i tanti, quelli che secondo me hanno portato a diminuire l’interesse per la lettura: la televisione e internet. Insomma c’è sempre uno schermo di mezzo.

Televisione

Ricordo che quand’ero bambino la televisione non trasmetteva programmi 24 ore su 24. La tv iniziava alle 16,30, mi pare. Era la tv dei ragazzi, con film e cartoni animati. A un certo punto della sera i programmi si interrompevano. Bei tempi. C’era meno spazzatura in televisione, anzi forse non ce n’era per niente.

La televisione ha ucciso la lettura? Non proprio, ma di certo le ha dato una bella mazzata. Anziché leggere un libro, ti spari 4 programmi idioti alla tv.

Adesso, poi, con tutte queste tv a pagamento (Netflix, Prime Video, Infinity, ecc.) gli amanti del piccolo schermo hanno trovato il loro ambiente naturale.

Internet

E il suo sovraccarico di informazioni. Il bombardamento di informazioni, anzi. Con l’avvento degli smartphone è peggiorato, perché adesso si è davvero sempre connessi. Io no, spengo lo smartphone alle 20 la sera per riaccenderlo alle 8 la mattina. E neanche lo porto sempre con me quando esco.

L’abuso di social media è una delle cause per cui in Italia si legge poco? Io penso di sì. Il tempo che trascorri a scrivere scemenze su Facebook può essere usato per leggere libri.

Se pensate che si trascorra poco tempo su internet, dovrete ricredervi. Hootsuite ha pubblicato i dati a gennaio 2019: in Italia di media si passano 6 al giorno su internet, di cui quasi 2 ore sui social. E quasi 3 ore sono quelle passate a guardare la tv.

Chiaro che non sia sempre la stessa persona a passare 6 sul web e 3 alla tv, ma anche solo 6 ore al giorno di media sono tantissime, se non ti serve per lavoro come me, ovviamente.

La disabitudine a leggere testi lunghi

Oggi abbiamo sotto agli occhi testi brevissimi, stringati al massimo. Noi stessi siamo spinti a scrivere testi di pochi caratteri, spesso anzi senza alcun carattere. Basta un tocco sullo schermo dello smartphone ed ecco un’immagine che dice tutto e niente: :)

Il linguaggio da status di Facebook, da tweet, da rapidi messaggi su WhatsApp: una comunicazione immediata, fatta spesso di abbreviazioni ed emoticon: tutto questo ha portato a un’insufficiente abilità di lettura.

Non siamo più abituati a leggere testi lunghi. Siamo stati disabituati a farlo. Il “noi” è generico, sia chiaro.

La difficoltà a comprendere un testo

Secondo un’indagine del 2018 l’Italia ha ottenuto un punteggio inferiore alla media ocse in capacità di lettura: 476 (la media ocse era 487). L’indagine è stata condotta su studenti di 15 anni.

In pratica un quindicenne su 20 riesce a capire un argomento non familiare, leggendolo. E i testi usati nell’indagine erano presi dal web.

Se penso che a 15 anni al ginnasio la professoressa ci fece leggere l’Adelchi

Perché in Italia si legge poco?

Io ho provato a immaginarne le cause. Ho esposto quelli che secondo me sono i motivi per cui gli italiani leggono pochi libri l’anno.

Secondo voi, invece, perché in Italia si legge così poco?

42 Commenti

  1. Roberta FI Visone
    27 Febbraio 2020 alle 08:17 Rispondi

    Per me la motivazione principale è una, oltre a quelle già ben illustrate: si è perso l’amore per la cultura fine a se stessa e fine alla crescita del lessico quanto alla crescita personale. Pare che la cultura non serva più a nulla (tanto con un paio di click soddisfo i miei desideri materiali e inconsapevolmente mi rendo schiav@ del consumismo più sfrenato). Pare che sia inutile investire su se stess* con letture approfondite (tanto ci pensano un paio di post con citazioni di altre persone a tirarmi su). Non conosco una parola? Che fa? Tanto mica mi serve? (E Orwell ci ha insegnato bene, con le sue opere, quanto possa essere schiavizzante una densità lessicale ridotta al minimo che tenga a bada la massa).
    Paradossalmente si scrive di più e l’offerta di libri e libracci di emergenti pare sia superiore alla richiesta.
    Fortunatamente c’è chi ancora crede nel potere delle parole e dei libri, c’è chi ancora si scambia opinioni su quanto letto e si consigliano o meno delle letture, c’è chi ancora legge per evadere, divertirsi, approfondire conoscenze e altro ancora.

    • Daniele Imperi
      27 Febbraio 2020 alle 12:54 Rispondi

      Giusto, anche l’amore per la cultura in generale è andato scemando.
      Molte informazioni sono appunto a portata di click e leggere un libro, invece, richiede molto più tempo.

  2. Rebecca Eriksson
    27 Febbraio 2020 alle 08:41 Rispondi

    Nei miei anni scolastici in Italia non ho trovato un’educazione alla lettura.
    Lo ripeto spesso e non so se l’ho già detto anche nel tuo blog: alle elementari in Inghilterra avevo un libro da leggere a settimana, in italia ho visto la biblioteca scolastica ben due volte in un anno.
    I consigli di lettura dei professiori venivano sempre per l’estate mentre solo un professore negli ultimi anni delle superiori ci consigliava una lista ad inizio anno.
    Personalmente ho notato un notevole incremento della mia lettura con l’acquisto di un Kindle (tra i primissimi modelli). Mi sono sempre ritrovata a viaggiare molto, per studio o lavoro ed averlo con me mi ha aiutato ad ottimizzare i tempi.
    Da anni ho rinunciato alla televisione, se guardo qualcosa è attraverso le piattaforme internet.
    Quando mi sono accorta della distrazione che davano i Social e i giochi sul cellulare li ho disinstallati ed ora va meglio. Il periodo da trascorrere sui social cerco di pianificarlo nella mia giornata.
    Leggo tanto? No, non direi, in alcuni periodi inpiego anche più di un mese per un libro, ma di sicuro leggo costantemente, perchè fossero anche due faciate le voglio leggere ogni giorno.

    • Daniele Imperi
      27 Febbraio 2020 alle 12:57 Rispondi

      Neanche io a scuola ho visto un’educazione alla lettura. Io invece ho visto la biblioteca una volta alle medie e una alle superiori :)
      Al ginnasio la professoressa per un’estate ci diede un libro da leggere, che io mi feci comprare e non lessi…

  3. Miriam Donati
    27 Febbraio 2020 alle 09:06 Rispondi

    Sono d’accordo con Roberta. Inoltre l’asticella anche scolastica si abbassa sempre di più ogni anno. Se non scatta l’innamoramento per la lettura durante gli anni dell’adolescenza, è difficile che scatti dopo. Pertanto è proprio in quegli anni che i consigli di lettura o gli obblighi dati dai prof sono importantissimi.

    • Daniele Imperi
      27 Febbraio 2020 alle 12:58 Rispondi

      Ciao Miriam, benvenuta nel blog. Concordo che l’abitudine è meglio se nasca da piccoli, ma se la metti sull’obbligo rischi l’effetto contrario.

  4. Kukuviza
    27 Febbraio 2020 alle 10:35 Rispondi

    Io voto per la lettura che non è un’abitudine. Se non la si fa rientrare in una routine, altre attività (qualsiasi) ne prendono il posto.

    • Daniele Imperi
      27 Febbraio 2020 alle 12:58 Rispondi

      E come farla entrare nella routine?

      • Kukuviza
        27 Febbraio 2020 alle 21:18 Rispondi

        Ci deve essere il desiderio di farlo. In fondo, leggere, o il piacere della lettura, non è obbligatorio.

        • Daniele Imperi
          28 Febbraio 2020 alle 08:12 Rispondi

          Da qui nasce un’altra domanda: come far nascere il desiderio di leggere? :D
          Se tutto ciò che hai intorno ti spinge altrove, e non verso i libri, come può nascere il desiderio, il piacere della lettura?

          • Kukuviza
            29 Febbraio 2020 alle 12:08 Rispondi

            forse una persona che ti fa scattare quella molla e che ti instilli il desiderio. Una persona abbinata al libro giusto. Com’è che esattamente è successo con te a un’età non infantile?

            • Daniele Imperi
              2 Marzo 2020 alle 08:12 Rispondi

              Non ricordo com’è successo a me. Mi aveva preso quel romanzo fantasy e iniziai a comprare una collana appena uscita in edicola di altri romanzi fantasy. Poi ho letto dei classici che ha mia madre e alla fine ho continuato a leggere.
              Forse sta anche nel cominciare con il libro giusto.

  5. Patrizia Valotti
    27 Febbraio 2020 alle 10:37 Rispondi

    Fra le tue, una delle scuse che si usa più spesso e’ quella del tempo: “Non ho tempo, io lavoro, torno a casa stanco e mangio poi mi butto sul divano dove spesso mi addormento…” o l’altra che forse è anche peggio: “Ho provato a leggere un libro ma dopo 3 pagine mi viene sonno…”

    • Daniele Imperi
      27 Febbraio 2020 alle 13:00 Rispondi

      A me è venuto sonno a leggere soltanto perché era arrivata l’ora in cui di solito vado a dormire :)
      Poi può capitare che una sera si sia molto stanchi e non si riesca a leggere.

  6. Andrea Perin
    27 Febbraio 2020 alle 11:55 Rispondi

    L’estate scorsa ho acquistato per la mia compagna un thriller con l’intenzione di leggerlo anch’io, anche se non ambientato a Venezia, (leggo solo libri su Venezia).
    La fascetta giallo fluorescente lo dava come il thriller dell’anno, stelline dappertutto sulle recensioni di quarta ed ovviamente vendutissimo.
    ”Pubblicato in 10 paesi – Un thriller così non l’avete mai letto”
    A metà pagine mi ha chiesto se poteva abbandonarlo. Ma su mia insistenza poi l’ha finito, sconsigliandomelo.
    L’ho iniziato per curiosità, (devo ancora finirlo). Scritto benissimo, bel stile. Periodi brevi e chiari… ma qualcosa non funziona.
    Ho dato un’occhiata alle recensioni, quelle dei lettori, non dei grandi opinionisti. Sono molto critiche, anche se si tratta di una grande CE… voglio dire, non si parla di Andrea… ”Coso” che pubblica tutto da solo a 0,99, (mi sta piacendo ”Coso” :-) ), voglio dire, ‘sta qua è gente seria, mica scherza.

    Ecco; se un indeciso potenziale lettore me lo approcci così, credo bene che gli passi la voglia.
    Nel tuo elenco aggiungerei: pubblicazioni di bassa qualità da venditori affidabili.
    Ciao!

    • Daniele Imperi
      27 Febbraio 2020 alle 13:02 Rispondi

      Leggi solo libri su Venezia? :|
      Come mai? E quanti mai ne potrai trovare?
      Riguardo all’ultimo pensiero: se devi consigliare un libro a qualcuno, che non legge spesso, è opportuno offrire un libro già letto e che valga :)

      • Andrea Perin
        27 Febbraio 2020 alle 13:17 Rispondi

        -Sì, da un po’ di anni. Le eccezioni sono molto rare. Tieni conto però che leggo molto.
        -Per passione. -Quanti? Per una vita intera, minimo. Ne trovo anche di antichi.
        Grazie del suggerimento :-) Ovviamente cercherò di evitare Durrenmatt, Dostoevskij, Hoffmansthal, magari un Orwell dai… scherzi a parte, hai ragione.

        • Daniele Imperi
          27 Febbraio 2020 alle 13:24 Rispondi

          Appunto perché leggi molto mi chiedo quanti libri puoi riuscire a trovare su Venezia… non penso ne esistano così tanti. Come su qualsiasi altra città, poi.
          Consigliare libri è sempre difficile: quello che piace a te può non piacere a un’altra persona.

          • Andrea Perin
            27 Febbraio 2020 alle 13:52 Rispondi

            Sono un po’ imbarazzato Daniele perché non so quanto continuare…
            Spero di fare cosa gradita.
            Venezia non è una città qualunque :-)
            Aldilà dello mio ”slogan”, ho appena digitato venezia in libri amazon, ho selezionato ultimi arrivi 90 gg. Sono usciti 186 risultati. Okay, limando un po’ per riedizioni ecc. fai anche 100. Sono più di uno al giorno. Considera poi che la letteratura su Venezia è smisurata, come scrisse qualcuno tanti anni fa, ”su Venezia tutto è stato scritto, se lo si fa ancora è solo per amore”. Ovviamente io leggo anche molti saggi, manuali, persino guide antiche. (Ad es. ho recuperato un libro sui brevetti per macchine per scavare i canali, nell’antichità. ) Di nuovi libri ne leggerò uno su dieci… che dici? bastano?
            Ovviamente se vuoi saperne qualcosa di più mi puoi scrivere.
            Ciao :-)

            • Daniele Imperi
              27 Febbraio 2020 alle 13:58 Rispondi

              Certamente non è una città qualunque, ma non pensavo così tanti libri :D
              Buon per te.
              Io però, per quanto potessi amare Roma, non riuscirei a leggere solo libri su Roma né solo su un qualsiasi altro argomento,
              Allora ti consiglio “Carnevale”, antologia di racconti fantastici su Venezia, della fu Edizioni XII.

              • Andrea Perin
                27 Febbraio 2020 alle 14:19 Rispondi

                Grazie! Non lo conoscevo.

              • Andrea Perin
                27 Febbraio 2020 alle 14:22 Rispondi

                … e che copertina!

  7. Elisa
    27 Febbraio 2020 alle 13:19 Rispondi

    Volevo scrivere un commento sul perché non si legge. Ma a conti fatti, il problema non è di chi legge! Nel senso: la lettura è qualcosa di grandioso, permette di vivere davvero tante vite. Leggere significa esplorare, scoprire, amare, vaggiare…e tutti i verbi che volete aggiungere. E’ un’attività attiva: i personaggi, i luoghi… tutto diventa personale, a nostra immagine!
    Per esempio: il signore degli anelli film, bellissimo… ma volete mettere il libro? Il mio Bilbo era delizioso (senza contare la descrizione del cibo: ma che fame veniva?)!!!
    E.

    • Daniele Imperi
      27 Febbraio 2020 alle 13:27 Rispondi

      Sono d’accordo in pieno. Ma è difficile far capire tutto questo a chi non legge. Avevo in mente un articolo su questo argomento.
      Il film sul Signore degli anelli mi è piaciuto abbastanza: non ho sopportato la parte iniziale tutta narrata e qualche scena tipica americana (Legolas che fa surf con uno scudo), che poteva risparmiarsi. Il libro è tutt’altra cosa.

  8. Ferruccio
    27 Febbraio 2020 alle 13:54 Rispondi

    Più o meno sono gli stessi punti che citavo in un mio vecchio articolo di qualche anno fa, ma fondamentalmente credo che la causa maggiore sia dovuta all’eccesso di alternative. Mia madre non era una grande lettrice, ma la lettura di un libro era uno svago ben accetto ai suoi tempi..
    Ora ci sono troppe cose che possono sostituire la lettura.

    • Daniele Imperi
      27 Febbraio 2020 alle 13:59 Rispondi

      Eccesso di alternative: sì, verissimo, oggi ce ne sono troppe.
      Idem per mia madre, che ancora mi racconta che leggeva in casa della zia tutto quello che capitava.

  9. von Moltke
    27 Febbraio 2020 alle 21:14 Rispondi

    Come faccio a risponderti, se sono io stesso un alieno che non sa e non capisce cosa faccia in un mondo simile, circondato da gente simile, che si interessa tutta di argomenti per me privi di ogni appetibilità e per la quale nulla di ciò per cui vivo (e che trovo generalmente proprio sui libri) esiste neppure?
    Sono sempre stato un lettore forte, sia che mi si misurasse col metro di un libro al mese, sia di quello dei venti libri all’anno. Disgraziatamente, per confermare una delle tue tesi, da quando internet ha invaso anche la mia esistenza, il tempo dedicato ai libri, e quindi il numero che riuscivo a finirne, ha iniziato a calare pericolosamente. Un paio d’anni fa, per dire, arrivavo a malapena a venti all’anno. Così ho preso le mie contromisure: drastica riduzione dell’uso dei social, maggior spazio a Ebay, Amazon e altri siti su cui leggere (o comprare) di libri interessanti, e spegnere i dati il più possibile. Così, l’anno scorso, ho potuto constatare di essere riuscito, come già sai, a dedicarmi ad oltre cinquanta titoli con notevole appagamento (e ad averne comprato più di cento).
    Se proprio devo azzardare un’analisi, allora riporto tutto ad una forma mentis superficiale e inadatta all’impegno, che è a suo agio nell’assunzione passiva di contenuti, meglio se audiovisivi, e si trova del tutto a disagio con la parola scritta. Dipende sia da fattori individuali, ma anche da ciò su cui la società spinge per ottenere: consumatori ed elettori passivi che non si mettano domande,e quindi che non siano portati alla riflessione e all’analisi.

    • Daniele Imperi
      28 Febbraio 2020 alle 08:11 Rispondi

      In questo siamo molto simili.
      Concordo sull’assunzione passiva di contenuti: è proprio quello che succede ogni giorno con le varie TV, anche a pagamento, e i social. Prima eri tu ad assumere contenuti, te li cercavi – anzi li creavi – nei libri, adesso te li propinano gli altri.

  10. von Moltke
    27 Febbraio 2020 alle 21:21 Rispondi

    E comunque quella del “non ho tempo” è la scusa più penosa, dato che viene da gente che per il 99% dei casi spreca ore ed ore della giornata a leggere idiozie su internet, o a guardarne alla tv su programmi spazzatura. Aggiungo che anche nella mia esperienza l’educazione alla lettura c’era alle elementari, dove ci si portava almeno una volta a settimana in biblioteca a prendere un libro (di cui poi dovevamo scrivere la relazione, ma io li finivo in genere in due giorni), mentre alle medie siamo stati portati una volta e alle superiori idem. Nel mio caso, però, non devo la passione sconfinata ad una qualche educazione, ma piuttosto ad una vera vocazione, sorta spontanea e che elementi esterni hanno potuto solo aiutare.

    • Daniele Imperi
      28 Febbraio 2020 alle 08:14 Rispondi

      Infatti è quello il punto: butti il tempo a scrivere e leggere scemenze sui social, quando potresti dedicarlo alla lettura. Non è quella la vera socializzazione: sui social siamo tutti soli, più soli di prima.
      A me invece sono mancati i giri alle biblioteche scolastiche.

  11. Elena
    28 Febbraio 2020 alle 18:18 Rispondi

    I tempi sono cambiati. Si è perso il senso della letturanel senso più stretto della parola. I piccoli non sono più neppure abituati alla fiaba prima della nanna, sostituita volgarmente con: “metti il video di pinco palla”. Gli adulti poi, non e parliamo. Io adoro andare nelle librerie, non sempre posso acquistare (e meno male o la mia casa si sarebbe drammaticamente trasformata in una biblioteca), amo l’odore dei libri…ma è un mondo che fforse non va più di moda. Io comunque rimango demodè.

    • Daniele Imperi
      28 Febbraio 2020 alle 19:20 Rispondi

      Ciao Elena, benvenuta nel blog. La tradizione di leggere fiabe ai bambini è un peccato che si sia persa. Qualcuno però lo fa ancora.
      Un video al bambino prima di dormire è un’oscenità.
      W noi demodè 😁

  12. Murasaki Shikibu
    29 Febbraio 2020 alle 14:33 Rispondi

    Questione complessa che ogni tanto mi avvolge anche per motivi professionali (insegno Lettere alle medie e con gran dedizione mi occupo della biblioteca della scuola). Perciò vorrei spezzare una lancia a favore dei social, i quali ci sono in tutto il mondo, ma è in Italia che si legge particolarmente poco, secondo me perché scontiamo un grosso analfabetismo pregresso, molto peggiore di quello degli altri paesi vicino a noi. Per esempio negli USA si legge molto più che da noi, e loro i social li hanno addirittura inventati!
    Senza contare che certamente il tempo che passi sui social non lo dedichi alla lettura, ma sui social di libri si parla parecchio e ci puoi trovare consigli e confronti – volendo anche anobii è un social, per esempio, ma ci sono un sacco di pagine e gruppi e canali di YouTube dedicati alla lettura, e alcuni mi sono anche sembrati molto validi. Chiaramente non ci vai per caso, ci vai se ti piace leggere.

    • Daniele Imperi
      2 Marzo 2020 alle 08:15 Rispondi

      Sì, è vero, i social esistono ovunque e qui da noi si legge poco. Quindi è più un fatto di cultura, anche se l’Italia un tempo era considerata culla della cultura.
      Anche se sui social si parla di libri, bisogna vedere dove: su pagine dedicate? Cosa fa la maggioranza delle persone sui social? Dubito che cerchi info sui libri.

  13. Grazia Gironella
    29 Febbraio 2020 alle 19:46 Rispondi

    Tutti i motivi che hai citato creano una situazione che ora sta “figliando”: genitori non lettori producono figli non lettori. Non è nemmeno così semplice, naturalmente, perché i figli non li plasmi con il Das, però l’esempio è importante. Se vedi in casa qualcuno entusiasta delle storie che legge, e magari te ne racconta qualche stralcio, è difficile – non impossibile – non incuriosirsi.

    • Daniele Imperi
      2 Marzo 2020 alle 08:16 Rispondi

      Anche per me dovrebbe iniziare dalla famiglia: insegnare ad apprezzare libri e lettura.

  14. Tony
    2 Marzo 2020 alle 13:56 Rispondi

    Seguo con interesse il tuo blog, tanto è vero che ce l’ho sulla barra dei preferiti.
    Sono un lettore di “media voracità” e non ho l’abitudine di contare i libri che leggo perché li alterno in continuazione con fumetti, giornali, riviste, audio libri… Ecco, perché per me tutto fa brodo. La lettura è ovunque. Anche un racconto o un romanzo ascoltato su youtube o in auto mentre guidi è una forma di lettura. Frequento regolarmente anche i social, usati principalmente per trovare nuovi spunti di lettura e commentarli insieme agli amici dei gruppi di cui faccio parte.
    Però, alla fine della fiera, la domanda che mi viene spontanea chiederti e: se in Italia si legge così poco, ma come fanno a sbarcare il lunario gli scrittori? Ovviamente non mi riferisco a quelli internazionali, ma innanzitutto a quelli italiani meno conosciuti. Magari mi risponderai che hanno un secondo lavoro, che ci può anche stare, ma a volte mi soffermo su tutti quei titoli di ebook 0,99 0 1,99 euro ecc. recensiti da pochi lettori (spesso con pesanti stroncature). Possibile che uno scrittore, possa impiegare tempo (e per scrivere ce ne vuole davvero tanto), energie, risorse, sacrifici e quant’altro per racimolare così pochi spiccioli? Capisco che lo si faccia anche per passione, ma mi chiedo se il gioco valga la candela.

    • Daniele Imperi
      2 Marzo 2020 alle 14:07 Rispondi

      Ciao Tony, benvenuto nel blog (e grazie per averlo messo nei preferiti :D).
      Quegli scrittori hanno un lavoro e provano ad arrotondare o a cercare di vendere molto per fare della scrittura un lavoro. Un ebook non dovrebbe avere un prezzo alto, ma 99 centesimi per un romanzo sono decisamente troppo pochi.

  15. Michela Milani
    3 Marzo 2020 alle 12:27 Rispondi

    Poi ci sono io che riesco a lasciare un commento con una settimana – o quasi- di ritardo. :-) Secondo me la questione va pensata sotto diversi punti di vista. Come già hanno scritto in altri commenti, è sicuramente colpa dei social e delle tante alternative di cui ora disponiamo rispetto a qualche anno fa. Come conseguenza di tutto questo, ci siamo impigriti, perché leggere implica fare uno sforzo attivo con la propria mente: farsi un’idea sulle parole che abbiamo davanti agli occhi, immaginare i personaggi, fare deduzioni. Guardare un programma alla tv, invece, è più semplice, basta ascoltare passivamente tutto ciò che ci propinano, tanto che ormai si sta perdendo il giudizio critico. Però, secondo me, dipende tanto dal modo in cui si è cresciuti. A me l’amore per la lettura lo ha trasmesso mia mamma, che mi leggeva la favola della buonanotte fin da quando ero piccolissima, prima di addormentarmi. Certo, non basta solo questo. Ad esempio mio fratello, cresciuto come me, legge poco o nulla. Il punto però è che lui sostituisce il tempo che non dedica alla lettura con altre attività, come lo sport o l’ascoltare musica. Questo per dire che, in ogni caso, le alternative non sono soltanto i social e i programmi spazzatura in televisione. Se poi i genitori di oggi imbambolano i figli davanti allo schermo per farli stare zitti, beh, avremo future generazioni totalmente senza giudizio e cultura. Purtroppo siamo sulla buona strada. D’altra parte, se i bambini vedono i loro genitori perennemente attaccati allo smartphone, difficilmente avranno voglia di leggere in futuro. Io direi spegniamo gli schermi e torniamo ai passatempi di una volta. Fiera anche io di essere fuori moda.

    • Daniele Imperi
      3 Marzo 2020 alle 12:34 Rispondi

      Tanto un articolo come questo non scade, tranquilla :D
      La pigrizia per me resta un valido motivo: disabitudine a leggere.
      C’è da pensare che la lettura abbia come alternative i social e i programmi spazzatura in televisione…
      Ho saputo – e anche visto – genitori di oggi dare i figli piccoli in pasto a TV e videogiochi.

      • Michela Milani
        3 Marzo 2020 alle 13:45 Rispondi

        Purtroppo è una pratica molto diffusa. C’è da mettersi le mani nei capelli. Sarà che io faccio spesso il paragone con la mia infanzia, quando, a 9-10 anni, avevo il permesso di guardare, a scelta, un solo cartone animato al giorno, per 20 minuti e non più. Che bei tempi però!

        • Daniele Imperi
          3 Marzo 2020 alle 13:52 Rispondi

          Ai miei tempi c’era il Carosello, la sera, e poi a nanna :D

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