Come convincere le persone a leggere (di più)

Metodi funzionali o meno per diffondere la lettura

Come convincere le persone a leggere

Si può trasmettere la passione per la lettura? Qual è il miglior modo per incoraggiare a leggere chi non legge mai?

Un metodo che davvero non funziona per iniziare a leggere è essere obbligati a leggere, come accadde a me ai tempi della scuola.

Ho visto la biblioteca scolastica una sola volta in seconda media, quando l’insegnante ci obbligò a prendere un libro (presi Il treno del sole di Reneé Reggiani), e un’altra volta al 2° liceo classico, per lo stesso motivo (presi La montagna incantata di Thomas Mann).

Risultato? Mi sono diplomato con neanche 10 libri letti sulle spalle.

Poi è successo qualcosa, ma non so bene cosa. C’erano libri in casa, una bella collezione di classici edita da Fabbri. E anche io avevo dei libri miei, ricevuti fin da bambino per compleanni e Natali vari, anche se mi ero ben guardato dal leggerli.

A un certo punto, dopo il liceo, ho preso a leggere, merito, credo, di un romanzo fantasy che avevo da quasi 10 anni, La Spada di Shannara di Terry Brooks. Nessuno mi ha convinto a leggere, è stata una scelta mia, forse avvenuta per caso.

Ma è possibile convincere qualcuno a leggere?

Convincere o incoraggiare a leggere?

Convincere ha quasi il sapore dell’obbligo. Quando si vuol convincere qualcuno a fare qualcosa è quasi sempre per propri interessi. È meglio quindi incoraggiare le persone a leggere libri.

Ma come? Ho cercato qualche informazione online. Conoscevo già alcuni metodi consigliati – dai commenti su alcuni articoli sulla lettura e da altre ricerche nel web – e altri mi sono venuti in mente ragionando.

Cosa non funziona per incoraggiare a leggere?

Dei metodi trovati online – più o meno sempre gli stessi – secondo me non funziona nessuno. Almeno dal mio punto di vista: con me non funzionerebbero, insomma.

Leggere

Sì, proprio così: per far leggere una persona consigliano… di farla leggere. Ma se uno non legge, è perché non è attratto dai libri e dalla lettura.

Riempire la propria stanza di libri

Questo metodo sembra quasi un’imposizione: ti riempio la camera di libri e quindi devi per forza leggerli. Sono molto scettico su questo: in fondo, a scuola avevo la cartella piena di libri, ma la voglia di leggerli (e studiarli) era pari a zero.

Iniziare da bambini

Questo è un metodo consigliato spesso. Bisogna iniziare a leggere fin da piccoli per poter poi continuare a leggere anche da adulti. Sì, ma come? Le soluzioni sono:

  • devono pensarci i genitori, magari leggendo ai figli la classica fiaba la sera;
  • deve pensarci anche la scuola, non limitandosi a portare gli alunni in biblioteca con l’obbligo di prendere un libro.

Visitare una libreria

Che, in fondo, non è altro che un enorme appartamento pieno di libri. Chi non legge non ha certo in mente di fare un giro in libreria. E portare studenti o figli in libreria è come portarli in biblioteca. Dubito possa scaturire un amore a prima vista coi libri.

Ricordo però una bella tradizione di un vicino di casa: il sabato portava i figli nell’edicola di quartiere e gli faceva scegliere qualcosa da leggere.

Un giorno capitai anche io con loro: scelsi prima un albo di Braccio di ferro, poi lo sguardo mi cadde su un’edizione tascabile di Martin Eden di Jack London e presi quello (perché da poco avevo visto lo sceneggiato in televisione). Inutile dire che ho letto Martin Eden (quella stessa edizione che conservo da allora) soltanto qualche anno fa.

Iscriversi a un club del libro

Esistono club del libro in Italia? Non so che cosa si intendesse di preciso. Io conosco il Club degli Editori – ci sono iscritto dal 1994 – che insieme al Club per voi e a Euroclub fa parte del Gruppo Mondadori.

Forse può funzionare per qualcuno: ti arriva a casa un catalogo di libri, tutti scontati di almeno il 15%.

Trovare qualcosa che ti piace leggere

Già. Non ci credevo quando ho letto questo consiglio. Per cominciare a leggere basta trovare qualcosa da leggere. Facile.

Cosa potrebbe funzionare per incoraggiare a leggere?

Ho pensato a qualche metodo che ha più probabilità dei precedenti di riuscire nell’impresa di far nascere la passione per la lettura a chi non legge.

Sfide di lettura

In alcune scuole, credo negli USA, gli insegnanti lanciano delle sfide di lettura. Ma anche i genitori lo fanno. Qualcosa del tipo: “Se leggi questo libro in una settimana, ti do 5 dollari di premio”. Suppongo trovino il modo di non farsi fregare.

In poche parole si incentiva la sfida con una ricompensa finale. Nella sfida, per funzionare, deve esserci creatività, bisogna renderla appetibile, stimolante.

Essere un modello per chi non legge

Più che riempire la stanza dei figli di libri sarebbe meglio farsi vedere leggere in continuazione. Magari stimola la curiosità e la voglia di prendere un libro e vedere almeno cosa c’è scritto dentro.

Molti sono d’accordo su questo metodo: i genitori devono essere dei modelli da imitare. Se non leggono mai, come potrebbero trasmettere questa passione ai propri figli?

Una casa piena di libri

In casa mia ci sono sempre stati i libri: la già citata collezione di classici, I Quindici, che ho consultato spesso, l’enciclopedia UTET, idem.

Anche se ho iniziato tardi a leggere tutti i giorni, tuttavia enciclopedia e Quindici mi sono stati di compagnia negli anni per le mie scorribande nei più disparati argomenti.

Una casa piena di libri può funzionare: ma libri di più generi letterari, romanzi, saggi, poesie. Libri classici e moderni. Più è vasta la scelta e meglio è.

Se t’è piaciuto quel film, leggi il libro da cui è tratto

Non sai da dove cominciare? Non leggi ma guardi un sacco di film? Bene, continua le emozioni che hai provato e scegli un bel film… da leggere! Secondo me potrebbe funzionare con qualcuno, specialmente se poi ne nasce una discussione sul solito quesito “È meglio il libro o il film?” o anche “Quanto è stato fedele il film?”.

Tempo ha ho pubblicato ben 4 articoli sui libri che hanno ispirato film (e ho anche preso appunti su altri):

Quali argomenti ti piacciono?

Chi non legge ha sicuramente argomenti che l’appassionano. Quando non leggevo, quindi nel periodo infanzia-adolescenza, ero fissato con alcuni temi: dinosauri, misteri (fantasmi, poteri esp, licantropi, città perdute), monete antiche, mappe del tesoro, invenzioni.

Purtroppo mi sono limitato a consultare l’enciclopedia e un paio di libri sui misteri, senza andare oltre. In casa non c’era altro e i miei non potevano certo comprarmi una libreria per soddisfare le mie passioni.

Come convincere le persone a leggere?

Quali dei metodi esposti vi sembrano più funzionali di altri? E quali metodi hanno funzionato con voi?

26 Commenti

  1. Emilia Chiodini
    19 Marzo 2020 alle 10:48 Rispondi

    Ogni suggerimento da te proposto può essere efficace per invogliare a leggere. Il mio amore per la lettura è nato leggendo dal parrucchiere Grand Hotel, Intimità e altra robaccia. Poi mi sono fatta una scorpacciata di libri gialli, che ora detesto, infine mi sono convertita a libri di maggior spessore, abbonandomi al Club degli Editori, per terminare con una passione sconfinata per i testi classici. Anche obbligare a leggere può funzionare, purché poi si discuta in piena libertà di giudizio il testo letto, anche demolendo l’autore.Dare un esempio positivo di lettore innamorato di un autore può indurre un altro a leggerlo, come pure regalare libri. Trovandoli fra i piedi prima o poi uno li sfoglia e, impressionato da qualche frase o episodio, potrebbe essere invogliato a continuare nella lettura. A me è capitato spesse volte. Per chi fatica a leggere consiglierei dei brevi racconti, brani antologici. Però se uno è refrattario a ogni genere letterario non saprei cosa consigliare, forse l’autobiografia di un cantante o di un calciatore, supposti che ami la musica o il calcio.

    • Daniele Imperi
      19 Marzo 2020 alle 13:52 Rispondi

      Ah, quindi leggevi robaccia :D
      Sì, penso che alla fine i motivi che per me non funzionano possano essere validi per qualcuno. Chissà?
      Come obbligo forse a scuola dovrebbe essere introdotta nel programma la lettura e la discussione, magari scritta, di un libro al mese.
      Oddio, le biografie dei calciatori forse sì, ma le autobiografie meglio di no.

  2. Ferruccio
    19 Marzo 2020 alle 10:56 Rispondi

    Non ho letto molti libri da ragazzino, la molla dei libri è scattata quando mi sono messo in testa di fare lo scrittore verso i diciotto anni, ma ho letto in maniera curiosa fumetti, giornali, riviste, libri di scuola sin da quando ho iniziato a leggere. La mia curiosità è rivolta la sapere e il sapere per me si trova sui libri,. Se manca la molla di un certo tipo di curiosità, temo comunque che sia ben difficile appassionarsi della lettura.

    • Daniele Imperi
      19 Marzo 2020 alle 13:53 Rispondi

      Da bambino leggevo fumetti anche io. Quando ho preso a leggere, mi sono anche abbonato al National Geigraphic.
      Leggere è anche curiosità, hai ragione.

  3. Grazia Gironella
    19 Marzo 2020 alle 11:43 Rispondi

    Ho iniziato a leggere a tre anni e mezzo e non ho mai smesso. In pratica sono passata dal leggere la lista della spesa ai libricini per bambini, ai romanzi, senza accorgermene. I miei genitori sono stati bravi perché, pur leggendo poco, non hanno mai risparmiato sui miei libri. Credo però che la mia spinta venisse soprattutto dal relativo isolamento in cui vivevo allora, con pochi parenti e non frequentando gli altri bambini, se non a scuola. Era un’esigenza interiore vivere le storie raccontate nei libri. Temo che non esistano modi davvero efficaci per invogliare a leggere; si può solo cercare di creare le condizioni, materiali e non, per cui quella porta esista e resti aperta. Poi magari spunta la storia che ti fulmina, ed è fatta.

    • Daniele Imperi
      19 Marzo 2020 alle 13:54 Rispondi

      3 anni mezzo?
      Creare le condizioni per leggere: questo è vero. Come una casa piena di libri :)

  4. L'Orsa
    19 Marzo 2020 alle 14:37 Rispondi

    Il divieto. Nessun consiglio, nessuna esortazione, nessuna opera di convincimento. Non c’è niente che funzioni meglio di un divieto: questo non si fa, questo non si tocca, questo NON SI LEGGE!
    Lo ricordo come fosse ieri lo strano sorriso sotto i baffi di mio padre quando (secoli fa) mi vietò di leggere Agostino di Moravia. Salvo poi riporlo nello scaffale più basso, a mia altezza.
    Ovviamente il mio discorso è da riferirsi ai “giovani virgulti” ma chissà, potrebbe anche funzionare con gli adulti ;)

    • Daniele Imperi
      19 Marzo 2020 alle 14:44 Rispondi

      Che ha di speciale Agostino di Moravia?
      Con gli adulti il divieto di leggere neanche per me funzionerebbe.

      • Orsa
        19 Marzo 2020 alle 16:58 Rispondi

        Non è esattamente una lettura leggera, appropriata per una bimba :)

        • Daniele Imperi
          19 Marzo 2020 alle 17:27 Rispondi

          Il classico Moravia :D

  5. Andrea Venturo
    19 Marzo 2020 alle 15:30 Rispondi

    Cosa ha funzionato nel mio caso.
    C’è stato un intervento divino.

    Spiego.

    La mia insegnante di catechismo del “primo anno” vale a dire l’anno prima di far la prima comunione, era una… uh… anziana suora con lo sguardo già nel paradiso.

    Un modo elegante per dire che non aveva tutte le rotelle a posto e vedeva miracoli là dove le persone comuni rilevavano l’accadimento di fatti compresi tra lo sfortunato e il tragico.

    Oltre a ciò aveva un serio problema con la dentiera che ogni tanto si staccava dal palato e lei, per rimetterla a posto, rumoreggiava e sputacchiava in un modo che richiedeva, ai malcapitati che sedevano dirimpetto a lei, l’impiego di un buon impermeabile o quantomeno di un ombrellino.

    In effetti tutto il corso di catechismo organizzato in quel di S. Pancrazio tra il 1980 e il 1985 era troppo simile a una scuola per essere considerato dagli studenti qualcosa di differente. Giocoforza dopo le prime lezioni fu trattato allo stesso modo.
    Anche perché la suorina dava i compiti da fare.
    Tacci sua.
    Non bastavano quelli di scuola, no, dovevo pure smazzarmi il modo corretto di recitare le preghiere la sera e gli esercizi sul segno della croce (giuro! Ci han fatto fare anche quelli).
    Così per puro caso invece di prendere il libro di catechismo, non so come, un piovoso pomeriggio di novembre presi “Voyage au centre de la Terre” di J. Verne.

    Oltretutto aveva una copertina anonima, di quelle cartonate e robuste piene di disegni geometrici e una cover col titolo che poteva essere rimossa. Senza quella somigliava molto al libro del catechismo (dimensioni a parte) e la vecchia era talmente rintronata che non si accorse della differenza.

    Così mentre lei raccontava della morte di suo padre, dove aveva scambiato per luce divina un colpo apoplettico che s’era portato via il genitore, io cominciai il mio viaggio accanto al professor Lidenbrok, a suo nipote Axel e soprattutto ad Hans Bjelke, l’inossidabile islandese cacciatore di edredoni.
    Per tutta l’ora di lezione io mi ritrovai nelle profondità dello Snaffels, a cercare una via per raggiungere il centro della terra.

    Finii quel libro tre giorni più tardi e subito attaccai l’altro mattone che avevo piazzato a raddrizzare la gamba del tavolo in cameretta: 20000 leghe sotto i mari.
    Da allora cominciai a tenere i libri in ordine e ad apprezzarli per il loro contenuto, piuttosto che per la loro robustezza.
    Posso ritenermi molto fortunato: ho scoperto la lettura abbastanza presto e da allora non ho più smesso.

    Su come sia finito il libro di Verne al posto di quello del catechismo non ho idee, solo ipotesi una più straordinaria dell’altra. Sarà stato un caso.
    Il caso è la firma che Dio lascia quando vuol restare anonimo.
    Non ho altre spiegazioni.

    Per farla breve: se avete il vostro pargolo che deve sottoporsi a una attività eccezionalmente noiosa, potreste CASUALMENTE fargli capitare come unica alternativa un libro nelle vicinanze.
    Funziona.

    • Daniele Imperi
      19 Marzo 2020 alle 17:30 Rispondi

      Più che intervento divino hai cominciato a leggere per colpa della noia del catechismo :D
      Forse qualche forza sconosciuta ti ha sostituito il libro…
      Un nuovo metodo da mettere in atto, insomma.

  6. Patrizia
    19 Marzo 2020 alle 17:59 Rispondi

    Visto la mia non più ‘tenera’ età posso raccontare come ho fatto a innamorarmi dei libri.
    Ho iniziato leggendo Topolino facendo a gara con un mio cuginetto a chi lo finiva prima. Sapevamo benissimo il giorno in cui arrivava in edicola quindi puoi immaginare la gioia e il desiderio di leggere le nuove avventure dei nostri eroi. Non ho avuto particolari esempi in casa, eravamo comunque una famiglia allargata già ai tempi dove il nonno paterno ogni mattina si sedeva su un divanetto in midollino, sotto il portico della casa di famiglia e leggeva il suo quotidiano, tutti i giorni dal Lunedì al Sabato per tanti anni finché ha potuto. Sono poi passata a quei libri con la copertina colore marrone, era una collana di racconti suddivisi per volumi di cui non ricordo il nome. I libri seri sono arrivati dopo. Ecco questa è la mia esperienza. L’esempio in casa credo sia importante ma non fondamentale, la scuola invece ha un ruolo d’ imprinting in tutto ciò e spero che le nuove generazioni crescano con il desiderio di leggere sempre più forte

    • Daniele Imperi
      19 Marzo 2020 alle 18:01 Rispondi

      Anche io leggevo Topolino, alle elementari. Forse sono state quelle le prime letture.
      Passare ai racconti è un bene, perché inizi a leggere storie brevi e pian piano arrivi ai romanzi.
      La scuola dovrebbe far piacere i libri, non farli odiare come è capitato a me.

  7. Corrado S. Magro
    19 Marzo 2020 alle 22:04 Rispondi

    Invogliare a leggere? E che sono un taumaturgo? Personalmente ho sempre dovuto frenarne la voglia. Nel periodo post bellico (1944-45 e di là), in campagna i libri erano solo quelli di scuola delle sorelle che per finire “distruggevo” girando le pagine poco delicatamente. Avevo sì e no 5 anni e mi piaceva leggere perché leggendo scoprivo qualcosa del mondo. Credo che la curiosità sia una leva molto efficace. Lo è stato e lo è ancora oggi. Scoprire cosa accende la curiosità di lettrici o lettori potenziali, cosa può piacere, è la prerogativa inimitabile dei grandi. Senza ignorare il tam-tam che a torto o a ragione si fa attorno ad alcuni scritti, dobbiamo anche tener presente che molto interesse alla lettura è fagocitato dai nuovi mezzi di comunicazione.

    • Daniele Imperi
      20 Marzo 2020 alle 08:08 Rispondi

      I nuovi mezzi di comunicazione infatti hanno dato quasi un colpo di grazia alla lettura, secondo me. Oltre a questo hanno disabituato a leggere testi lunghi.

  8. von Moltke
    20 Marzo 2020 alle 00:20 Rispondi

    Costringere tutta la nazione a casa con la scusa di una pandemia così almeno qualcuno avrà il tempo di leggere? Dici che è troppo drastico?

    • Daniele Imperi
      20 Marzo 2020 alle 08:09 Rispondi

      Siamo già costretti a casa per la pandemia. Vedremo cosa diranno le statistiche sulla lettura in Italia il prossimo anno.

      • Corrado S. Magro
        20 Marzo 2020 alle 09:27 Rispondi

        Le statistiche non cambieranno più di tanto. Ci sono i giochetti scemi e tanto altro ciarpame a occupare la moderna “inttelligentia”. Solo cancellando gli anti-social Networks si potrebbe forse notare un cambio significativo di tendenza.
        Perdonate il pessimismo o il crudo realismo.

      • von Moltke
        20 Marzo 2020 alle 20:47 Rispondi

        Ma infatti ero ironico. Sono sicuro che tutti quelli che “non leggo perché non ho tempo” ora si ammazzeranno di tv e di noia ma riusciranno a non aprire un libro neppure se la quarantena durasse sino a Settembre.

  9. Barbara
    25 Marzo 2020 alle 16:46 Rispondi

    Anche per me la vita in campagna, senza amici sempre a portata di gioco, mi ha avvicinato ai libri. Soprattutto perché con un libro in mano i grandi ti lasciavano in pace. Ho certamente iniziato con Topolino, dove spesso c’era un grande classico rivisitato in chiave topolinesca o in chiave paperosa (Guerra e Pace con Paperina e Paperino, vuoi mettere?! :D )
    Crescendo c’erano purtroppo pochi libri in casa, così che quei pochi posseduti erano considerati dei veri tesori (e qui comprendi anche la motivazione del mio accumulo…) Ma non posso dire di aver iniziato a leggere perché obbligata o per imitazione, proprio no. Curiosità mia, ecco.

    PS. Chiudere in casa la popolazione durante una pandemia, sperando che leggano tutti di più, o, non funziona. Ci ho le prove, Vostro Onore! Telefonata con un amico la scorsa domenica, a casa perché il negozio per cui lavora è ovviamente chiuso:
    “Non ce la faccio più segregato in casa, non so più come passare la giornata, si muore di noia…”
    “Beh, mi dici sempre che non hai tempo per leggere, adesso hai un sacco di tempo per leggere!”
    “Ah no no, figurati, devo seguire i bambini con i compiti, con questa scuola digitale è un casino…”
    E io penso: ma non aveva detto che non sa come passare la giornata?!
    Morale: non è che non hanno tempo per leggere, non hanno VOGLIA di leggere.
    Morale secondaria: e siccome non leggono, faticano a formulare pensieri coerenti… :D :D :D

    • Daniele Imperi
      25 Marzo 2020 alle 17:10 Rispondi

      Manca la voglia anche secondo me. Non credo proprio che chi non legge adesso leggerà di più. Perderà solo più tempo sui social :D

  10. Vanessa
    27 Marzo 2020 alle 19:03 Rispondi

    Ciao, io sono un odontoiatra e nella mia sala d’attesa ho messo una scatola con dei libri e un avviso che recita “Siamo qui per essere presi ed essere portati via. Vi imploriamo di portarci via, non ce la facciamo più a sentire turbine e aspirasaliva in funzione!” Quasi tutti i pazienti notano il cartello, ci scherzano su e grazie a questo, quasi a tutti riesco ad attaccare “il pippone” sull’importanza della lettura. Molti di loro tornano raccontandomi di aver ripreso delle vecchie letture, e se a qualcuno riesco a mollare uno dei testi della scatola, so di aver quasi fatto canestro, perché lì dentro non ho buttato libri a caso. Come seconda professione faccio la dispensatrice di consigli sui libri quindi non posso dare titoli a caso. La prima regola per me è: non consigliare solo ciò che sta piacendo a te. Il mio autore preferito è Emmanuel Carrere e il libro di Carrere che preferisco è Limonov, e mica lo possono leggere tutti Limonov (soprattutto da pagina 167 in poi). La cosa che più conta è capire a chi stai consigliando un libro. Il mio paziente non ama leggere, oppure è tanto che non apre un libro? L’ombra del vento di Zafon ce la può fare a superare il blocco del lettore col calcare nel cervello. La paziente è una donna semplice e all’antica? L’amica geniale non la farà più smettere, comprerà la tetralogia e sognerà di essere amica della Ferrante. Ho davanti uno frettoloso, che per sua ammissione, non ce la farebbe a stare dietro ad un romanzo? Allora gli dirò di cercare al mercato dell’usato Citarsi addosso di Woody Allen, una raccolta di brevi s******** geniali. Potrei nominarne mille altri, ma la cosa più importante è non buttare titoli a caso. In questo preciso momento sto leggendo Cormac McCarthy, è affascinante, scritto meravigliosamente, ma è ovvio che, proprio il suo genere, non è per tutti i lettori. Lo stavo leggendo in fila al supermercato e il signore davanti a me che ormai parlerebbe pure coi muri, da dietro la mascherina mi ha chiesto: “Me lo consigli?” E io: “Cosa ha letto di recente?” Lui senza vergogna ha risposto: “Faccio la settimana enigmistica.” Io sono stata gentile e ho detto: “Allora legga, Sostiene Pereira di Tabucchi, se lo scriva” Ah, sì, cerco sempre di farglieli scrivere i titoli, perché se ritrovano il foglietto, prima o poi lo comprano. Mi arrabbio tanto quando ad un tavolo, mentre si consigliano libri, lo scemo del villaggio, per far credere agli altri che ha letto qualcosa spara sul tavolo la sua unica cartuccia dei tempi della scuola: “Devi leggere Il Gattopardo”. Un consiglio del cavolo. Il Gattopardo è un libro molto bello (non tra i più belli), ma è un libro per lettori. Io ti scrivo questo perché ho fatto ricominciare molta gente a leggere, vuol dire che la mia tecnica funziona; poi magari è pure la convinzione che ci metto quando ne parlo che fa la sua parte, non so se hai presente il Papa quando parla di Dio, beh, io sono così, ma parlo di letture e ringrazio sempre la vita che mette sulla mia strada un sacco di scrittori e ancora ho molti libri da leggere che ne morirò.

    • Daniele Imperi
      28 Marzo 2020 alle 09:05 Rispondi

      Ciao Vanessa, benvenuta nel blog.
      L’idea dei libri in sala d’attesa è buona. Dai dentisti e dai medici condotti ho trovato sempre riviste insulse.
      Ottima anche l’idea di consigliare libri in modo adeguato. Per farlo però bisogna aver letto davvero tanto.
      Cormac McCarthy non è per tutti. Io ho letto tutto ciò che ha pubblicato finora e m’è piaciuto molto. Cosa stai leggendo di lui?
      Il Gattopardo è stato il 10° libro che ho letto, credo alla fine del liceo o subito dopo.

      • Vanessa Tomaino
        28 Marzo 2020 alle 14:52 Rispondi

        Sto leggendo Cavalli selvaggi. Mi sta piacendo e so che fa parte di una trilogia, ma ho qualche dubbio sul leggere altri libri di McCarthy. Una volta mi fissavo su un autore e leggevo tutto; oggi lo faccio solo con Carrere e l’avrei fatto con Roth se fosse stato ancora tra noi. Ci sono talmente tanti autori da leggere, che mi chiedo sempre se vale la pena soffermarsi tanto su uno di loro. Sono una di quelle che legge contemporaneamente più libri e in questo periodo silenzioso sto riuscendo in una cosa che desideravo fare da tanto: leggere in ordine di pubblicazione tutti i libri più importanti. Ho comprato Guida tascabile per maniaci di libri, Edizioni Clichy e ho cominciato dal principio, con L’Epopea di Gilgamesh, Edizioni Adelphi, ma ho già acquistato il terzo libro dell’ordine, cioè Il libro dei Mutamenti, Edizioni Adelphi; salterò il secondo della lista, che è La Bibbia, perché da brava atea la conosco a menadito. Sembra una follia, ma per una che vuole leggere tutto, tanto vale avere un ordine. Inoltre è un’occasione per studiare; chi se li ricordava gli Assiri e i Babilonesi. Nel precedente messaggio non ho scritto che un’altra tecnica che sto usando da Gennaio per invogliare gli altri a leggere è lasciare dei libri sui muretti della mia zona, intorno a casa mia. In questo caso però lascio quello che non voglio più nella mia libraria. Carrere, Woody Allen, Roth, Gessen, questi non li do a nessuno. Se in qualche negozio dell’usato trovo qualche titolo interessante a 2/3 euro allora li prendo e lascio qualcosa di più carino sui muretti. Per ora i libri sono stati sempre presi, non so che fine fanno, ma mi piace credere che stanno molto bene. Bello il tuo blog. Grazie per averlo creato.

        • Daniele Imperi
          28 Marzo 2020 alle 16:59 Rispondi

          Sì, è una trilogia. A me sono piaciuti di più altri suoi romanzi. La strada, Suttree, 2 capolavori. Figlio di Dio, per stomaci forti.
          Lasciare libri in giro era una campagna iniziata anni fa, BookCrossing si chiama.

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