
La pirateria informatica è uno dei lati oscuri della rete. È un fenomeno difficile, se non impossibile, da arrestare. Rappresenta una violazione del diritto d’autore.
La pirateria informatica è soprattutto un’attività illegale. Il plagio è una delle facce di questo reato:
il fatto di chi pubblica o dà per propria l’opera letteraria o scientifica o artistica di altri; anche con riferimento a parte di opera che venga inserita nella propria senza indicazione della fonte
“plagio” in Vocabolario Treccani
Appropriarsi di ebook altrui, anche se pubblicati gratuitamente, e poi venderli a proprio nome rappresenta dunque un’attività illegale. Un reato.
I miei “precedenti”
Nel 2016 ho scoperto che qualcuno aveva prelevato alcuni miei racconti spacciandoli per propri – e così ha fatto con i racconti di altri autori. Rubare racconti come nuova attività letteraria.
Li ho trovati ripubblicati sulle piattaforme Wattpad ed EFP Fanfiction, che poi ho contattato per farli rimuovere. E così è stato fatto.
Nel 2017 arriva un’altra sorpresa: una casa editrice nel suo sito pubblica una guida gratuita “per convincere una casa editrice a pubblicare il tuo manoscritto”, prelevando i testi da vari blog, fra cui anche il mio. Un classico plagio di contenuti.
La casa editrice si è scusata e ha rimosso quella pagina dal sito. Ma comunque anni prima, quando lavoravo realizzando siti, dal mio blog di allora prelevarono contenuti in quantità, spacciandoli per propri (un mio testo finì perfino in un curriculum vitae…).
L’ultimo plagio
Qualche giorno fa scopro un’altra sorpresa, peggiore delle precedenti, perché questa volta i miei contenuti sono stati prelevati a scopo di lucro. Qualcuno, insomma, si è appropriato di un mio ebook gratuito e adesso lo sta vendendo in rete. Si chiama transizione letteraria.
Ma veniamo ai fatti. Stavo cercando, per curiosità, il mio nome su Google Libri e mi trovo citato in un libro.
Quale onore!
Vado subito a leggere l’estratto per capire di che si tratta e… qualcosa mi insospettisce. Nella pagina c’è una vecchia schermata presa da una ricerca su Google. Ma fin qui nessun problema, anche se in quel risultato di ricerca ci sono io con il mio vecchio sito.
Il problema, semmai, è nel testo della pagina, che mi suona, per così dire, familiare. Talmente familiare da riconoscerlo. Quelle sono parole mie, di tanti anni fa, ma mie. Le parole mica scadono. Scadranno 70 anni dopo la mia dipartita da questa valle di lacrime, ma è ancora presto. Diamo tempo al tempo, come si suol dire.
Che cosa è successo? Mi spiego subito: tanti anni fa, era il settembre 2009, ho pubblicato in pdf gratuito la Guida a WordPress per principianti e adesso me la ritrovo a firma di due autori in vendita su varie librerie virtuali.
Quale orrore!
Non sapevo se mettermi a ridere o adirarmi o chiamare un sicario. Ho passato qualche minuto a capire come avessero portato a termine questa operazione di spudorato (e ingenuo) plagio.
Avevo rilasciato la mia guida in pdf con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5. Questo significa che poteva essere scaricata da chiunque (e così è stato fatto ai tempi) riconoscendone la mia paternità (Attribuzione), ma non poteva essere venduta (Non commerciale) né tanto meno modificata in alcun modo (Non opere derivate).
E invece i due furbetti della rete si sono appropriati della mia paternità, hanno venduto la mia guida e l’hanno modificata.
E adesso veniamo ai dettagli.
1) Cambiare titolo e copertina!
Da Guida a WordPress per principianti a Installare WordPress ed evitare lo stress: anche la rima, forse per aromatizzare l’opera con della bambinesca poesia. Manca un po’ di sale, però.

Io, almeno, avevo realizzato per conto mio la copertina. I nuovi autori plagiari hanno invece usato una foto gratuita. La classe non è acqua. (Tra l’altro avevo anche chiesto a Matt Mullenweg, l’inventore di WordPress, il permesso, che mi fu accordato, di usare il logo della piattaforma nella mia copertina. I plagiari avranno fatto lo stesso? Ne dubito al 100%).
2) Cambiare l’introduzione!
Il testo introduttivo è diverso, ma a partire dal Capitolo 1 fino alla fine il testo è mio. Le “Risorse esterne”, alla fine della mia guida, sono state eliminate, ma compaiono le “Fonti”.
Udite! Udite! Udite!
Daniele Imperi “Le basi di WordPress” http://wordpress.org/
Quindi la fonte della mia guida sarei io stesso, con un non identificato testo “Le basi di WordPress” (che non ho mai scritto) e l’indirizzo della piattaforma (come se appartenesse a me).
3) Affidarsi ai servizi editoriali!
I due – perché gli autori plagiari sono due, un uomo e una donna (l’inclusione funziona anche nel plagio) – i due, dicevo, si sono rivolti ai servizi editoriali di Youcanprint, come si legge chiaramente nella scheda libro del sito.

È dal 2020 che vendono la loro – la mia – guida. La pandemia ha sollecitato la creatività, ha incentivato l’impresa, ha dato lo stimolo all’operosità.
Prima ho definito ingenuo il loro plagio e adesso spiego perché: la mia guida si basava sulla versione 2.8.4 di WordPress. Nel 2020, anno di pubblicazione del plagio, sono state rilasciate 3 versioni: 5.2.6, 5.2.7 e 5.2.8.
Anche se in linea di massima gran parte della guida è ancora valida, tuttavia sono cambiate molte cose nella piattaforma, che oggi è arrivata alla versione 6.9.4.
Un plagio fuori tempo massimo.
4) Decidere il prezzo dell’ebook!
Un prezzo esoso!
Insomma, hanno utilizzato il 99% della mia guida, hanno riscritto l’introduzione, cambiato la copertina e da gratis hanno portato l’ebook, di 89 pagine, all’improponibile prezzo di 7,99 euro!
5) Vendere l’ebook!
Ho trovato la loro – la mia – guida in vendita su Youcanprint, Ibs, Mondadori, Hoepli, Amazon e altri siti.
Come per dire: è in vendita nelle migliori librerie! State a vedere che mi toccherà anche ringraziarli.
Qualche link a mo’ di prova
- La mia Guida a WordPress per principianti scaricabile sul mio vecchio sito ora in Web Archive
- La mia guida scaricabile sul sito Slideshare
- La loro – la mia – guida con il titolo Installare WordPress ed evitare lo stress in anteprima su Google Libri
Qualche immagine a mo’ di prova
Il prossimo passo?
Ho intanto contattato Amazon e Ibs facendo presente il problema e sono in attesa della loro risposta. Poi contatterò anche le altre piattaforme.
Muovermi per vie legali? I presupposti ci sono, ma non fidandomi della giustizia italiana non so proprio come andrebbe a finire.
Viviamo in un tempo in cui dover controllare continuamente ciò che pubblichiamo – articoli, racconti, guide, immagini – per scoprire se qualcuno se ne è appropriato.
Internet, una delle più grandi e geniali invenzioni del secolo scorso, viene spesso considerata una sorta di magazzino abbandonato in cui poter prelevare tutto ciò che si vuole.
All’arrembaggio!




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Antonio Zoppetti
Anche a me sono successe cose del genere, in passato, risolte di solito con la rimozione delle copie pirata, ma in un caso ho ottenuto un buon risarcimento. Non è stato necessario andare per vie legali, davanti a questa minaccia che avrebbe causato al plagiatore parecchi problemi — visto che ero intenzionato a fare causa e che il mo lavoro era protetto dalla Siae — abbiamo trovato un accordo privato soddisfacente e ho rinunciato a procedere. Non mollare! Entrare in causa è una procedura lunga, snervante e costosa, ma da quel che capisco il plagio è manifesto, e non c’è solo l’aspetto del danneggiamento economico e di immagine che ti hanno causato, si tratta di un reato anche penale: è a loro che non conviene andare in causa, più che a te. Forza!
Daniele Imperi
Proverò a agire come te e vediamo che succede. Ho scritto a Ibs, che prontamente ha eliminato la pagina del prodotto. Ho scritto a Amazon, che ha richiesto diverse prove e sta valutando.
Orsa
Troppo gentile a definirli “furbetti”.
Daniele Imperi
Eh, mi ci rode ancora il fegato. Ma, almeno qui, ho voluto buttarla sul leggero.
Pades
Hai tutta la mia comprensione per l’arrabbiatura e tutta la mia solidarietà. È il motivo per cui ho smesso di postare contenuti gratuiti che poi vedevo costantemente copiati tali e quali. Adire le vie legali è impraticabile per tempi, costi e nervoso che ti prende. Il consiglio di Antonio mi pare saggio, ha agito nel miglior modo possibile.
Daniele Imperi
A quanto pare prima o poi veniamo derubati tutti dei contenuti. Qualcuno sostiene che se ti rubano un contenuto, uno scritto, significa che era buono. Ma è come dire che uno dovrebbe essere meno adirato se gli svaligiano casa perché significa che hanno apprezzato gli oggetti rubati.
Luciano Cupioli
Già il poeta Marziale nel primo secolo dopo Cristo aveva provveduto a denunciare Fidentino perché recitava alcuni suoi poemi spacciandoli per propri. Si tratta di plagio, o furto, che viene ancora perpetrato ai giorni nostri, con più facilità, grazie a internet. Ritengo che chiunque commetta tale reato vada denunciato senza remore, oltre che per ottenere il dovuto risarcimento, anche per bloccarlo, ovvero indurlo a non ripetere tale comportamento con altri e altri ancora. Avvisare i siti dove vengono rilevati i plagi, affinché provvedano a eliminare i testi riproposti sotto mentite spoglie, va bene solo in parte, perché i colpevoli restano impuniti e personalmente non mi basterebbe. Troppa fatica scrivere qualcosa di bello e ancora più farselo pubblicare per vederselo sottrarre. Capisco il problema di dover anticipare le spese legali (comunque recuperabili), ma magari non è così dispendioso assicurare le proprie opere contro i rischi di plagio e violazione del diritto d’autore.
Daniele Imperi
Avvisare i siti non implica che i plagiatori vengano puniti, è vero. Ora penso bene a come procedere.
Barbara Businaro
Di nuovo YouCanPrint… chissà perché la cosa non mi stupisce…
)
Dovresti rivolgerti anche e soprattutto a loro, in quanto fungono da “editore” e sono in parte corresponsabili di ciò che vendono (poi si rifaranno sugli autori, ammesso che esistano e non siano due pseudonimi fittizi, che va molto di moda in queste operazioni). Non si tratta di un self-publishing “puro” in questo caso, ma ci sono loro di mezzo.
Dovresti quindi inviargli una PEC circostanziata, in cui descrivi i fatti, porti le prove (se non l’hai già fatto, salva tutto in PDF con url, data e ora stampate) e chiedi la rimozione immediata del libro da tutti gli store (lo possono fare, la pubblicazione avviene per loro tramite).
Mi accadde qualcosa di simile, se ben ricordi: https://www.webnauta.it/wordpress/plagio-o-somiglianza/ Inviai una PEC con richiesta rimozione, certo io avevo un avvocato già pronto, esperto in diritto d’autore (tanto avrebbero perso e l’avrebbero pagato loro), ma la PEC era piuttosto semplice e capirono subito l’antifona. L’articolo copiato dal mio fu rimosso.
Come dicevo allora #YouCanPrint #YouCanNotCopy (eh lo so che detesti l’Inglese, ma qui ha un senso
Daniele Imperi
Non avevo pensato alla pec, ma farò così, è la cosa migliore. Oppure contatterò l’avvocato che già mi ha assistito per l’editore che non m’ha mai pagato e le chiedo consiglio su come agire.