
Indice degli argomenti
Avevo già espresso questo pensiero sugli audiolibri quasi 4 anni fa, dopo aver letto un articolo in rete. Da poco ho letto altri articoli in cui non solo si elogiavano gli audiolibri, ma si riteneva che ascoltare un audiolibro fosse la stessa cosa che leggere un libro.
E su questo non sono assolutamente d’accordo. Facendo un esempio estremo, potremmo allora quasi affermare che guardare un film tratto da un libro sia la stessa cosa che leggerlo.
Ma ovviamente è un esempio estremo, perché un film interpreta il romanzo e si basa tutto sulle immagini e sui dialoghi.
Leggere e ascoltare: la differenza
C’è una grandissima differenza fra la lettura e l’ascolto: leggere è una forma di consumo attivo del libro, mentre ascoltare è un atto passivo.
L’ascolto si subisce: chi ascolta un audiolibro deve adeguarsi alla velocità di lettura della voce narrante, al suo ritmo e ai suoi toni. L’ascolto dell’audiolibro diviene così un adattamento alle sue personali interpretazioni della storia.
Gli audiolibri non aumentano il numero di lettori, semmai quello degli ascoltatori.
Leggere per migliorare la scrittura
Una delle più importanti funzioni della lettura dei libri è migliorare la propria scrittura.
Leggendo un buon libro – ma cos’è un buon libro? Magari ci vuole un articolo apposito per spiegarlo – un libro scritto correttamente in italiano, intendo in questo caso, con accenti e punteggiatura al posto giusto, grammaticalmente ineccepibile, leggendo un buon libro si possono interiorizzare le regole grammaticali messe in pratica dall’autore.
Si impara a scrivere non solo scrivendo, ma anche leggendo.
Ascoltando un audiolibro non si può certo migliorare la propria scrittura. Gli audiolibri possono trovare una grande utilità a chi non conosce la nostra lingua: per fare un parallelismo, si migliora una lingua straniera vedendo film in lingua originale, non doppiati.
Durante la lettura osserviamo l’ortografia delle parole, che con gli audiolibri non viene colta: “un’amica” e “un amica” hanno lo stesso suono, idem per “un po’”, “un po” o perfino “un pò”.
Se la voce narrante sbaglia un accento, la frase può assumere un diverso significato. Una famosa giornalista disse in TV: “Trump è venuto con lòro” e io ho capito quindi “Trump è venuto con l’oro”… cioè con dei lingotti in tasca? La stessa giornalista che pronuncia la forma verbale “è” come la congiunzione “e”.
Casi estremi, di nuovo. Ma se capitassero?
La lettura è un’esperienza personale
E qui non dovrei aggiungere altro. Ascoltando un audiolibro stiamo assistendo all’esperienza personale di lettura della voce narrante.
E se volessimo rileggere un passo? Se abbiamo dimenticato un evento, una scena? Pare che non sia così semplice tornare indietro con un audiolibro.
Un audiolibro non si può sfogliare: azione che io compio spesso, specie appena acquistato un libro. Mi piace leggere brani qui e là. Ma anche se ho già letto un libro e voglio andare a cercare qualcosa, non sarebbe possibile con un audiolibro.
Sono abituato a segnare le frasi che mi colpiscono e che mi torneranno utili come citazioni. Quando ne trovo una, di solito mi appunto la pagina. Con un audiolibro mi perderei quella frase.
Una questione di coinvolgimento
Un’altra considerazione è che, sia che stiamo leggendo o ascoltando un testo, le nostre menti occasionalmente vagano.
Eppure, durante la lettura di un libro l’attenzione è maggiore, perché lo sguardo è puntato sul libro, sulle parole.
Molti ascoltano audiolibri mentre guidano, quando l’attenzione è (e dev’essere) rivolta alla strada. Quanta concentrazione potrà esserci nel seguire la storia?
Leggere libri o ascoltare audiolibri? La vostra opinione
Un tempo c’era – e ci sarà ancora – chi demonizzava gli ebook: anche se non li amo, se non riesco a leggerli, tuttavia è sempre lettura. Non cambia nulla rispetto alla lettura di un libro cartaceo.
Con un audiolibro cambia invece tutto: è la fuibilità stessa del prodotto a essere stravolta, perché è stato stravolto il mezzo.
Da amante del silenzio non ascolto né mi interessa ascoltare audiolibri, ma non li demonizzo.
Non chiamatela però lettura, perché si legge con gli occhi, non con le orecchie.
Audiolibri o no? Qual è la vostra opinione?
Scarica il post in PDF
Marco
Io non riesco proprio ad ascoltare un audiolibro. Sentire una voce che mi racconta la storia è qualcosa che mi fa uscire di senno. Devo leggerla, e basta.
Daniele Imperi
Stesso discorso per me. Così come non riuscire ad ascoltare i cosiddetti podcast: preferisco leggere un articolo.
Giulia
Da narratrice di audio libri amo leggere e ascoltare. Secondo me leggere libri e ascoltare audio libri sono dei bellissimi passatempi grazie ai quali veniamo catapultati in nuovi mondi. Due forme di intrattenimento e di apprendimento tramite cui ci rilassiamo e divulghiamo la cultura. Nessuna delle due attività esclude l’altra, semmai si compensano
ci sono libri che leggo da me e altri titoli che preferisco ascoltare per mancanza di tempo . Leggere è un bene per la persona, ma anche l’ascolto, imparare ad ascoltare è importante, soprattutto in mondo che punta sempre di più sul “visivo”. Leggere o ascoltare? Leggere e ascoltare. 
Daniele Imperi
Ciao Giulia, benvenuta nel blog. in generale concordo. Anche l’ascolto è importante, ma solo la lettura può farti migliorare a scrittura.
Franco Battaglia
Pienamente d’accordo. Ho ascoltato audiolibri in auto. Ecco un esempio di utilità del prodotto. Ma il livello di distrazione si moltiplica. Leggere è decisamente tutta un’altra storia.
Daniele Imperi
Immagino, proprio come prevedevo. Differente dall’ascoltare musica quando guida, per cui non serve tutta questa attenzione.
Roberta Visone
La questione degli audiolibri l’ho vissuta sempre in modo ambiguo.
Da insegnante di inglese trovo utile questo mezzo per migliorare l’ascolto in lingua straniera e per acquisire nuovo lessico, così come la visione e l’ascolto di film e telefilm in lingua originale. Infatti parte delle mie lezioni è basata su entrambe le attività, soprattutto la fruizione di film/telefilm cui fa seguito una breve o lunga discussione.
Tuttavia nel privato proprio non riesco ad approcciarmi agli audiolibri, è più forte di me. Ogni volta che penso di dover integrare con gli audiolibri mi blocco (poi arrivano articoli come i tuoi e quindi sono ulteriormente dissuasa dall’ascoltare questi libri parlanti).
Ho bisogno di stare ferma e in silenzio, calma e concentrazione, per poter godere la compagnia di un libro.
Inoltre, quando si tratta di lettura c’è poco da fare: sono per il cartaceo tutta la vita (leggo ebook solo se sono brevi o stampabili).
Sarò poco ecosostenibile? Pazienza, dimostro il mio amore per l’ambiente in altri modi.
Daniele Imperi
Per la lingua senz’altro. Ascoltarla aiuta molto. Leggere anche per me è un’attività da fare in silenzio, e soli anche.
Neanche io riesco a leggere ebook: ne ho cominciato qualcuno, poi me ne sono dimenticato e adesso giacciono nel ciberspazio non letti.
Elisa
Non posso che essere d’accordo. Una volta ho provato ad ascoltare un audiolibro: mi sono addormentata!
Con gli ebook è differente. Per me, che leggo tantissimo, è comodo, dacché mai me ne separo.
Detto questo, vorrei aggiungere che, oltre al fatto di essere un’attività passiva, secondo me la cosa cambia completamente anche a livello emotivo.
Consiglio, se non la conoscete, la novella di Pirandello “Mondo di carta”. Certo, non si parla di audiolibri, ma il senso rende parecchio!
Daniele Imperi
Be’, allora l’hai trovato utile, dovessi soffrire d’insonnia
Certo che cambia anche a livello emotivo: perché le emozioni diventano indirette.
Di Pirandello ho letto diverse novella, ma non ricordo questa. Se è in Novelle per un anno, ce le ho tutte.
Orsa
Sai che non ho mai ascoltato un audiolibro? Potei provare giusto per curiosità, ma non credo che diventerebbe una pratica assidua. Il coinvolgimento è un grande regalo della lettura “in soggettiva”, non ci rinuncerei mai, come te ho bisogno di silenzio assoluto. E poi il narratore dovrebbe essere proprio bravo bravo, tipo un attore, un doppiatore professionista. A proposito, ti ricordi (momento nostalgico) i radiodrammi e gli sceneggiati radiofonici degli anni ’60? Quelli sì che mi piacevano. Ovviamente parlo per sentito dire… avendo compiuto 18 anni da poco, all’epoca neanche c’ero
Daniele Imperi
Neanche io

Sì, ricordo gli sceneggiati alla radio, m’è capitato di ascoltarne qualcuno quand’ero bambino. Non mi dispiacevano. Io invece c’ero, eccome
Simona
Ho scoperto gli audiolibri a gennaio 2021 , e li adoro.
Li ascolto un ora circa al giorno mentre cammino, mi concentro sulla storia, e così riesco a camminare anzi ho voglia di uscire a camminare per continuare la storia, visto che sono pigra e senza questo stimolo non riuscirei a fare movimento.
Ma gli audiolibri non sostituiscono i libri, ho bisogno del cartaceo, che compro e appena finisco il capitolo prendo il cartaceo e sottolineo i passi che mi hanno colpito , un audiolibro senza il libro solo se sono storie bellissime si ma senza frasi o concetti da trattenere per un futuro…
Voce, tono, velocità sono fondamentali e credo infatti sia importante scegliere quello che più ci piace… che legge come leggeremo noi…
Ho iniziato con rai play radio e ora sono passata a audible…
Ringrazio dio di averli scoperti!
Corrado S. Magro
Validi e molto utili per non vedenti o simili.
Senza dissertare sui livelli di percezione o risposta dei neuroni o sull’iterazione suono-immagine.
Daniele Imperi
Però se un cieco volesse imparare a scrivere – e ci sono autori che non vedono – sarebbe più utile un libro in Braille, che un audiolibro.
Corrado S. Magro
Mi arrogo il diritto di conoscere la problematica. Il docente di filosofia che anni 50 mi preparava agli esami di stato da esterno, era cieco e i suoi testi (direi voluminosi) erano in Braille. Ti rappresenti cosa significherebbe al giorno d’oggi? Se un cieco volesse p.es. leggere Eco, chi preparerebbe i libri in Braille? E quanto costerebbero? Forse perfino le macchine da scrivere in Braille saranno una rarità.
Daniele Imperi
Non so come si creino quei libri, ma di sicuro non costano poco.
Rebecca Eriksson
Concordo con te. L’audiobook è un supporto, un aiuto, non lo vedo come un mezzo di lettura (a meno che non sia accompagnato da un testo, adatto a chi impara a leggere o a chi è dislessico).
Li ho usati e cerco di usarli per mantenere in allenamento le lingue e ammetto che possono essere utili per fare anche un “ripasso” di libri letti tempo addietro, ma che non voglio perdere tempo a rileggere (ad esempio se mi servono per un articolo).
Daniele Imperi
Il ripasso, però, quanto è semplice con un audiolibro? Come riesci a trovare il pezzo che ti serve?
stefano
Mai ascoltato un audiolibro intero. Non sono riuscito a portarlo a termine.
Daniele Imperi
Intanto hai iniziato a leggerli
Valentina
Io ho serie difficoltà a leggere gli e book ma gli audiolibri mi salvano da tutti i momenti noiosi della giornata trasformandoli in altro, dalla guida alle faccende domestiche non so come farei senza gli audiolibri. Poi c’è il momento dedicato alla lettura che comunque rimane invariato. Per me le due cose coesistono, ci sono autori che trovo noiosissimi da leggere perché eccessivamente prolissi che da ascoltare non mi dispiacciono. Devo dire che trovo più utile l’ascolto per capire come scrivere bene ( costruzione personaggio, schemi ricorrenti ecc) perché la lettura mi coinvolge troppo e non ci faccio caso.
Daniele Imperi
Ciao Valentina, benvenuta nel blog. Forse leggere un testo noioso è peggio che ascoltarlo. Non so quanto possa essere più utile l’ascolto della lettura per capire come scrivere bene. È vero che la lettura ti coinvolge di più, ma quando ascolti e fai altro secondo me non riesci a cogliere certi dettagli.
Grazia Gironella
Anch’io amo il silenzio, quindi non mi attirano gli audiolibri, che inoltre mi obbligherebbero a procedere al passo del narratore; e poi leggendo io “sento” le voci dei personaggi, tutte diverse e adatte a loro (nei miei gusti). Con un audiolibro dovrei accontentarmi della voce di chi legge. Ciononostante ho fatto fare l’audiolibro in spagnolo di Cercando Goran, dopo averlo fatto tradurre. Se ad altri piace, perché no? Può fare compagnia, in particolare a chi trascorre ore e ore in auto. La lettura, però, è un’altra cosa.
Daniele Imperi
La velocità di lettura è un inconveniente, perché ognuno ha la sua. Anche io sento le voci dei personaggi. Creare un audiolibro con varie voci verrebbe a costare troppo.
DarkAlex1978
Ho provato, ma non mi ci ritrovo. Mi capita di ascoltare racconti molto brevi, specialmente se sto facendo altro, ma un libro intero? No, mi ci perdo perchè praticamente va avanti da solo e non visualizzo nella mente la storia, quello che succede, i personaggi: non ne sento (immagino) le voci nella mia testa.
Da bambino avevo delle collane di fiabe sonore (i Raccontastorie e C’era una volta), che erano sostanzialmente audiolibri ma erano accompagnati da fascicoli dove leggere le storie: serviva sostanzialmente come aiuto ai bambini piccoli per esercitare e migliorare la lettura (infatti c’era anche un campanellino che avvisava quando voltare pagina). Fatto in quel modo, come compendio, è una cosa utile.
Daniele Imperi
Ricordo anche io quei fascicoli con le audiocassette, più utili dell’audiolibro in quel senso.
Karlitos
Sono arrivato a un compromesso con gli audiolibri: leggo i primi capitoli con i miei tempi e con il metodo tradizionale fino a quando comprendo in pieno personaggi e ambiente poi quando mi sento pronto continuo con l’audiolibro. Il problema a mio avviso dipende proprio dai testi che non sono pensati per la lettura passiva. Forse occorrerebbe un riadattamento per il media in oggetto.
Daniele Imperi
Ciao Karlitos, benvenuto nel blog. In questo modo, però, spendi il doppio…
Sono d’accordo che l’audiolibro dovrebbe essere ripensato proprio per una lettura passiva.
Francesca romana Piconi
Libro cartaceo, io provo un’emozione tattile nello sfogliare le pagine di un libro ascolto il loro rumore e l’odore in particolare quando si tratta di un volume appena stampato.
Daniele Imperi
Stesse sensazioni anche per me. Mi piace sfogliare i libri, lo faccio spesso.
Andrea Venturo
Leggere, leggere, leggere!
Anche se talvolta posso solo ascoltare, ma sapendo che non è la stessa cosa.
L’attenzione che si pone all’ascolto varia in funzione di ciò che si sta facendo.
Ascoltare un audiolibro perfettamente immobili, in un ambiente rilassante e silenzioso si avvicina alla lettura, ma a mio avviso non raggiunge gli stessi risultati: la corteccia motoria non si attiva mai e il rischio di sprofondare nel sonno è elevato.
Almeno per me.
(ronf)
Viceversa come alternativa per quelle opere che altrimenti non leggerei mai come le conferenze del professor Barbero, ecco, in quel caso l’audio ci sta. Almeno per me.
Un saluto!
Andrea
Daniele Imperi
Esattamente: per avvicinarti alla lettura devi stare immobile e in silenzio ad ascoltare l’audiolibro, ma ovviamente non avrai le stesse sensazione della lettura.
Per lezioni e conferenze forse sì, ma non fanno comunque per me.
Loran
Secondo me è sbagliato paragonare audiolibri e libri. Nonostante si basino entrambi su uno stesso testo, sono semplicemente due cose diverse; così come sono diverse le opere teatrali tratte da una novella (come Il mondo di carta di Pirandello su citato) e la novella stessa. Inoltre, ed è sempre un parere personale, credo che gli audiolibri riescano ad emozionare esattamente come i libri. Io ho provato emozioni forti e variegate ascoltandoli. Proprio come con i libri. Di solito leggo il libro e poi lo ascolto. Sono convinto che l’ascolto di audiolibri non escluda la lettura e viceversa. Anzi, insieme sono una squadra vincente. Quando poi sono letti da personaggi come Pedicini, Pannofino, ecc, basta chiudere gli occhi per ritrovarsi fisicamente nel racconto (ad esempio: “La cosa sulla soglia”, “L’orrore di Dunwitch” o magari “Il richiamo di Chtulhu” di Lovecraft letti da Pedicini!! Livelli di piacere estremi!)
Daniele Imperi
Ciao Loran, benvenuto nel blog. Sono 2 cose diverse, libri e audiolibri, è vero, come se fossero una trasposizione del libro in una specie di monologo teatrale.
Angela Carraro
Fortunatamente non sono capitata qui subito dopo la stesura di questo articolo!
Lo scorso aprile avrei detto che ascoltare un audiolibro o leggere un libro fossero la stessa cosa.
Sono una persona molto aperta alla tecnologia applicata in ambito letterario. E-book, audiolibri… al momento non so se ci siano altre alternative ai libri oltre a queste, perché non le vado a cercare. Mi capitano per caso e spesso ci vado a nozze.
Ora sto cercando informazioni, corsi, articoli che mi diano suggerimenti su come migliorarmi nella scrittura (sto scrivendo un racconto e cercando di diventare copywriter), quindi la mia risposta è cambiata.
Per come la vedo adesso, dipende molto da che cosa si cerca in un libro. Se si deve migliorare la propria grammatica, allora non c’è niente di meglio di un supporto visivo. Hai molte più probabilità di scrivere una frase in modo giusto se l’hai già vista scritta in un libro fatto bene.
Gli audiolibri non sono da demonizzare, come hai già detto tu. Io seguo tranquillamente le storie anche ascoltandole, magari mentre guido per andare a lavoro. Riesco a farmi coinvolgere come se stessi leggendo i romanzi con i miei occhi. Sono infinite le volte in cui, mentre ero ferma al semaforo, mi hanno sentita protestare a viva voce perché Milady l’aveva fatta franca per l’ennesima volta, o ridere per come il povero Grimaud veniva trattato da Athos.
Per fare un ulteriore esempio, dopo avere ascoltato “Orgoglio e Pregiudizio”, ne ho assimilato il linguaggio, tanto che per giorni ho parlato come se fossi in un romanzo di Jane Austen.
Da ultimo, sono un valido aiuto per la fantasia tanto quanto lo sono i libri.
C’è da dire, però, che gli audiolibri hanno il loro limite. Tanto per cominciare, spesso sono tagliati per abbreviarli. In secondo luogo devono essere letti da persone che sanno fare il loro mestiere. Io sono andata sul sicuro con Paola Cortellesi, Moro Silo e Francesco Pannofino.
Pretendere di imparare a scrivere bene limitandosi ad ascoltare audiolibri è un’utopia, però gli audiolibri possono dare una bella mano!
Daniele Imperi
Ciao Angela, benvenuta nel blog. Per migliorare a scrivere serve un libro, infatti, non un audiolibro. A me poi non piace ascoltare la gente che parla, ecco perché non ascolto la radio, quindi non riuscirei mai a sentire tutto un audiolibro: dopo 1 minuto mi romperei. Forse si prestano più a libri brevi: ma un romanzo di oltre 1000 pagine? Quanto ti costa? E quanto impieghi ad ascoltarlo tutto?
Stefano
Leggo romanzi e fumetti, esclusivamente in forma cartacea.
Ho provato ad ascoltare audiolibri …
mi fanno addormentare
Chiara
Ciao io ho iniziato a sentire audiolibri in macchina,mi è piaciuto molto, perché tra leggere e non leggere perché non si ha tempo è un buon compromesso. Ho una figlia dislessica ed è stato un ottimo modo per farle amare la lettura l, ei li apprezza ancora più di me, per lei è faticoso leggere con gli audiolibri le si è aperto un mondo, purtroppo in Italia i titoli sono limitati. Io ho sempre letto tanto ma in italiano non ho mai brillato, penso che leggere libri aiuti molto il lessico e la comprensione… Ma leggendo i commenti sopra vedo che leggere e sentire è un esperienza per ognuno diversa.
Daniele Imperi
Ciao Chiara, benvenuta nel blog. Leggere e ascoltare sono infatti due sensazioni diverse. L’italiano si migliora leggendo, perché ascoltando non capisci se ci sono virgole o altri segni di interpunzione e soprattutto non comprendi l’ortografia.
Alex
Tutto questo vale per coloro che non soffrono di dislessia.Io sono dislessico e la lettura è un grande limite per me.Senza gli audiolibri non avrei potuto conoscere e apprezzare tante storie.
Daniele Imperi
Ciao Alex, benvenuto nel blog. Nei casi particolari come il tuo gli audiolibri sono senz’altro più utili.
Laura
Siano benedetti gli audiolibri! Con l’età, purtroppo, i miei occhi non sono più performanti come una volta e dopo 8 ore di lavoro al computer arrivo a sera che leggere sarebbe dura. Con gli audiolibri invece mi posso rilassare.
Daniele Imperi
Ciao Laura, benvenuta nel blog. In quel caso ci può stare.
Piergiovanni
E’ interessante questo confronto tra la lettura di un libro e l’ascolto. Riflettevo su questo argomento pensando di utilizzare con metodo prima o poi questa opportunità, molto pubblicizzata, per esempio da Amazon con audibile, o semplicemente con i podcast che si trovano leggendo i giornali on-line per certi articoli. Per ora preferisco leggere perché probabilmente amo il silenzio (mi risulta però difficile se cè rumore o voci intorno) e leggendo mi sembra di appropriarmi interiormente meglio di qualcosa. Questo non è successo quando alcuni anni fa ho provato ad ascoltare alcuni audiolibri. Mi ricordo ancora il tono di voce suadente del lettore, appropriato e convincente, ma che mi allontanava da un certo tipo di contenuti del testo, focalizzando involontariamente l’attenzione più sui toni e il ritmo della lettura, immaginando spesso la persona che leggeva. E’ un fenomeno che può essere utile per distrarsi, per dimenticare per un può se stessi, come succede al cinema, se il film è bello, e questo può servire per stare bene e rilassarsi. Percontro è un modo “passivo” di conoscere una storia, un racconto, un romanzo: se invece lo leggo agisco attivamente, metto in moto i meccanismi del pensiero in modo personale con i miei ritmi, con la mia voce interiore. Così facendo mi affatico di più, ma probabilmente mi approprio di più del testo e dei suoi contenuti. Questo vale anche, penso, per le letture difficili, dove sicuramente sarà utile che ci sia qualcuno che spieghi i significati e che legga anche con i giusti toni lo scritto, ma come succede a scuola, per interiorizzarlo, per poterlo poi raccontare e riassumerlo, è meglio rileggerlo personalmente, anche se si tratta solo d’un romanzo.
Daniele Imperi
Ciao Piergiovanni e benvenuto nel blog.
Concordo che ascoltare un audiolibro sia un modo passivo per conoscere una storia. Anche sul ritmo: ognuno legge con il proprio e decide da sé su cosa concentrarsi.
Fabio
Io sinceramente non ascolto audiolibri, per il semplice fatto che non ne capisco il senso… Ho provato a sentirne alcuni. Fastidiosissimo. Credo sia totalmente diverso dall’esperienza lettura. È come quando un vegano ti dice che ha mangiato una bistecca di soia, non è una bistecca. il fatto che chi ascolta audiolibri se li possa godere, può anche essere… ma alla fine ascoltare una storia non è come leggersela. Ho letto un articolo di un’insegnante che diceva di trovarli ottimi perchè davano l’idea del tono della voce, del tono del discorso, delle cadenze, delle frasi pronunciate in modo brillante e veloce se a dirle era una persona allegra e di quelle pronunciate cupe e lente se la persona era triste… esperienza che, a detta sua, non si poteva avere leggendo nel “silenzio” mentale. Se lei ha passato tutta la vita leggendo in modo atono come un robot, be’… poraccia. Quando leggo la mia mente non fa silenzio, fa casino. Tanto. Nella mia mente si creano mondi, personaggi, storie. Non immagino solo gli scenari, ma le sensazioni, immagino le voci e il tono che usano per pronunciare l’una o l’altra frase. Mi perdo totalmente. Mi creo un film mentale che i colossal di Hollywood muti… Se ascolto, al contrario, sento solo quello… quella voce. Posso immaginarmi la storia, capire dal tono usato se chi parla è allegro o meno. Però, se nella storia è una donna che parla, ma il narratore è un uomo, fatico a discostarmi da quello che fisicamente sento. Nella mia mente no, immagino la voce di una donna. Crearsi i propri mondi nella totalità è sempre meglio, dal mio punto di vista. Se fossi cieco imparerei subito a leggere il Braille, i libri esistono. Sono costosi e ingombranti, ma la tecnologia sta facendo passi da gigante e già ci sono progetti per una sorta di ebook reader che può far apparire i famosi puntini in rilievo invece che delle scritte. Quindi speriamo bene. Ho un’ottima esperienza anche con gli e-reader, visivamente sono identici al cartaceo, sopratutto se non con retroilluminazione ecc. Con essi posso leggere libri anche da 2000 pagine sicuramente in modo più comodo. Non li ho mai demonizzati. Sono comodi. Mi godo l’esperienza del “Wow, dispongo di una tecnologia che riproduce fedelmente la carta e mi permette di tenere con me migliaia di libri per poter leggere sempre e dovunque” Quando leggo un libro cartaceo mi godo un altro tipo di esperienza. Il girare le pagine, l’odore di un libro nuovo o di uno vecchio. Il girare l’ultima pagina, chiudere la quarta di copertina come a porre un “fine” fisicamente… in entrambi i casi, cartaceo o ebook li considero pari come “lettura”. L’audiolibro, non lo demonizzo… nemmeno lo calcolo.
Daniele Imperi
Ciao Fabio, benvenuto nel blog. L’ascolto dell’audiolibro è qualcosa di totalmente diverso dall’esperienza lettura, certamente. Neanche a me suona corretto il “silenzio della mente”. Quando leggo, i personaggi hanno voci e intonazioni diverse. Con l’audiolibro c’è una sola voce, infatti. È come quando qualcuno ti racconta una storia.
Dado
Che sentire un audiolibro non sia come vedere le parole scritte è una evidenza visto che i sensi utilizzati sono diversi.
Personalmente trovo che l’audio rispetto al testo ha il vantaggio di transmettere le espressioni senza bisogni di doverle descrivere. Quante volte vi è capitato di dover usare una faccina per far capire che la frase era ironica? E poi se un amico vi manda un vocale per raccontarvi una cosa che gli è successa che fate gli dite di scriverla?
Daniele Imperi
Ciao Dado, benvenuto nel blog.
Le faccine si usano su internet, intanto, e non certo nei romanzi. I vocali personalmente non li sopporto, quindi di rado li ascolto. Ma tutto questo cosa c’entra con gli audiolibri?
L’articolo mette in discussione la validità della lettura rispetto all’ascolto.
Daniele
Ritengo audiolibri e podcast un rimedio di emergenza: se si guida, se si hanno difficoltà di vista o altri impedimenti. Ma leggendo ci si sofferma, si sospende, si rilegge. Ascoltando si perdono troppe cose, troppi dettagli. Per questi motivi non amo i podcast che è possibile solo ascoltare e non leggere
Daniele Imperi
Ciao Daniele, benvenuto nel blog. Io non ho mai neanche ascoltato podcast. Comunque è vero che si perdono parecchi dettagli con l’ascolto. La lettura permette di concentrarsi meglio sul libro, ma mentre ascolti, stai facendo qualcos’altro ed ecco che l’attenzione non è la stessa.
Mara
Ho letto tutti i commenti e mi sento un poco “anomala”. Ho scoperto gli audiolibri per caso, ne avevo un paio passati da un amico. Inizialmente, in un periodo di forte stress, li ho usati “come sonnifero”: l’audiolibro mi distraeva dai miei pensieri e riuscivo così a vincere la malefica insonnia. Ma da lì è nato un amore: oggi sono la mia passione e non per dormire, ma per gustarmi “la narrazione”. Ho sempre letto, libri cartacei ma ultimamente anche molti ebook, per la comodità di avere sempre dietro una piccola libreria in poco spazio, utilissima per chi, come me, viaggia con mezzi pubblici passandoci più di un’ora al giorno. Ma l’audiolibro, se fatto bene, è un’altra cosa ancora: è una coccola per lo spirito. Non comprendo chi si sente limitato dal ritmo della lettura o dal sesso del lettore, chi ha scritto che per leggere ha bisogno del silenzio (anche per ascoltare si ha bisogno del silenzio!), o dalla lunghezza del libro (mi sono ascoltata libri, per me lunghi, che probabilmente non sarei mai riuscita a leggere se fossero stati cartacei, come i Miserabili, Vita e Destino, Guerra e Pace), o chi ha scritto che con il libro ci si può fermare e rileggere (anche con l’audiolibro si può, torno indietro e mi riascolto un passaggio se lo ritengo opportuno, oppure lo fermo e mi prendo nota di una frase che ritengo interessante o che posso usare come citazione). Forse io li apprezzo particolarmente perchè, come ha già osservarto qualcuno prima di me, quando non si è più giovanissimi e si ha la vista provata da molte ore passate quotidianamente su un pc, potersi godere un libro, anche se letto da qualcun altro, è sempre meglio piuttosto di niente, lo trovo rilassante e più appagante del guardare la tv. Inoltre l’audiolibro presenta il vantaggio di poter essere fruito anche se si è impegnati in un’attività fisica che non richiede particolare attenzione. Aggiungo una nota: gli audiolibri mi hanno permesso di girare “metaforicamente” l’Italia delle diverse inflessioni dialettali nel senso che, sempre quando ben interpretato, il lettore sa trasmettere in modo appropriato anche i “suoni”, la pronuncia di parole ed espressioni tipiche. Con la mia sola fantasia ed esperienza, leggendo fisicamente gli stessi libri, non sarei mai arrivata allo stesso risultato. Personalmente credo che cartaceo, ebook, audiolibro, siano solo modalità diverse e ritengo tutte magnifiche. E altrettanto sicuramente ci sono pro e contro per ogni modalità. Anche la tipologia del libro è determinante per la scelta della modalità. Infine aggiungo che, solo l’utilizzarle tutte, audiolibri compresi, mi ha permesso di avvicinarmi a molti libri che mi incuriosivano e desideravo conoscere, e di scoprire scrittori fantastici a me prima sconosciuti, e di questo ne sono felice!
Daniele Imperi
Ciao Mara, benvenuta nel blog. Alla fine contano sempre i gusti personali. Riguardo alle modalità di lettura, libri cartacei e ebook sono la stessa cosa, ma con un audiolibro non stai leggendo, è una cosa diversa: è come sentire qualcuno che ti racconta una storia. Va bene se, appunto, vuoi conoscere libri e autori, ma se scrivi, non impari granché ascoltando, proprio perché manca la vista dello scritto, dell’ortografia, ecc.