Addio alla scrittura

I video come forma di comunicazione del futuro

Addio alla scrittura

Riusciranno i video a far scomparire la scrittura dal pianeta? O è soltanto una delle solite (povere) predizioni senza fondamento?

La scrittura ha i giorni contati. Preparatevi a chiudere i vostri blog e ad abbandonare i libri che state scrivendo.

Armatevi di una telecamera, tutti i computer moderni ne hanno una e anche gli smartphone, e iniziate a pubblicare video. Non più articoli in cui parlate del vostro prossimo romanzo, ma un breve video, meglio se di un paio di minuti al massimo.

E il romanzo, poi, o anche il saggio in stesura, trasformatelo in una serie di video, così che tutti, anche gli analfabeti funzionali (ma soprattutto loro), possano capirlo.

In futuro dobbiamo concentrarci sui video e meno sulla scrittura, si legge sul sito Linkiesta nell’articolo “Analfabeti digitali. Così internet si prepara a rendere obsoleta la scrittura” di Dario Ronzoni.

Con gli strumenti che ci sono oggi online i video sono forme di comunicazione accessibili a tutti: non sono richiesti professionisti per produrli e pubblicarli, perché sono alla portata di ogni dilettante.

La filosofia del “più facile” e del “tutti possono fare tutto”

È la filosofia del XXI secolo, lo dico da tempo. Pare che in questi ultimi anni diventi complessa anche una semplice frase formata da soggetto+verbo+complemento.

Semplificare è la parola d’ordine: che cosa ci sia di complicato, poi, in un articolo di blog o in un romanzo o in un saggio non si capisce.

Certo, se in quinta elementare ti metti a leggere un libro di fisica quantistica o uno sulle conseguenze dell’inflazione nell’economia mondiale, allora nessuno ti potrà mai incolpare di analfabetismo funzionale.

La filosofia del “più facile” ha portato alla pigrizia mentale: il cervello umano va allenato, altrimenti perde colpi. Come andrà a finire se la popolazione umana non leggerà e non scriverà più e guarderà solo brevi video di 2-3 minuti?

La filosofia del “tutti possono fare tutto” è peggiore, perché premia il dilettantismo, la superficialità, a discapito di professionalità e qualità. Già è difficile, oggi, trovare contenuti di qualità in rete, figuriamoci se ci saranno solo video.

Il futuro è visuale. Il testo è già obsoleto

Secondo Cisco, azienda statunitense che sviluppa prodotti informatici e apparecchiature di telecomunicazione, entro il 2022 i video online rappresenteranno oltre l’82% di tutto il traffico internet.

Un valore esagerato, secondo me, a voler essere politicamente corretti. Ma, essendo io politicamente scorretto, una scemenza colossale.

Su cosa si basa questa predizione? Su statistiche? Su cosa?

L’82% del traffico è un valore enorme, che presuppone che uno stragrande numero di siti e blog pubblichi video in continuazione, che Google capisca questa tendenza, che lo stesso Google crei un algoritmo che premi le pagine web che pubblicano video e le faccia trovare agli utenti ai primi posti sui risultati delle ricerche.

Tutto questo da qui a un anno.

Bum! È il rumore che fanno le scemenze quando scoppiano.

Come ha fatto notare quell’articolo sul sito Linkiesta, chi predice la morte della scrittura a favore di una diffusione sempre più schiacciante dei video sono le grandi aziende che coi video campano:

  • WeChat permette di scambiare videomessaggi.
  • Facebook permette di caricare video.
  • Cisco vende servizi di videoconferenza.
  • Wibbitz offre strumenti online per produrre brevi video.

Guarda caso.

Quanto farebbero comodo a questi colossi della rete la fine della scrittura e quell’82% dell’intero traffico internet rappresentato dai video?

Possiamo benissimo immaginarlo.

Video brevi e testi a confronto: una battaglia persa in partenza

La lettura di un testo, rispetto alla visione di un video, porta via meno tempo (provate a confrontare la trascrizione di una conferenza con la sua proiezione) e, soprattutto, permette la formulazione di pensieri articolati, complessi, in grado di discutere e affrontare tutti gli aspetti della realtà, senza troppe semplificazioni.

Sono senz’altro d’accordo sul tempo occorrente per vedere un video e leggerne la trascrizione. Ma le grandi aziende che predicono la fine della scrittura puntano su video brevi.

Sono di nuovo d’accordo su ciò che permette la lettura di un testo – e del lavoro che richieda redigerlo, aggiungo – ma è appunto per questo che si vuol puntare sui video: già oggi sono in pochi a comprendere dei testi semplici, per i quali occorre anche un diploma di terza media per leggerli senza difficoltà, per testi più articolati cosa ci vorrà mai?

La fine della scrittura come fine dell’elemento “sapiens” del genere Homo

La scrittura ha rappresentato un enorme passo avanti nella nostra specie. Che cosa rappresenterà invece la sua fine a vantaggio di brevi video?

Passeremo da Homo sapiens sapiens a Homo visualis?

Perché la perdita dell’elemento sapiens è sicura.

Pare che la scrittura sia nata oltre 5.000 anni fa. In 5 millenni la storia del mondo ha visto nascere tecnologie sempre nuove, eppure nessuna di queste ha soppiantato la scrittura, come la nascita degli ebook non ha soppiantato i libri.

Dunque, la predizione delle grandi aziende è soltanto un volgare e ridicolo mezzuccio di fare marketing, promuovendo i loro servizi video. Predizione che farà presa soltanto sugli analfabeti funzionali.

Tutti gli altri potranno continuare, come me, a scrivere come hanno sempre fatto.

21 Commenti

  1. Marco
    giovedì, 11 Marzo 2021 alle 7:43 Rispondi

    Credo che il pericolo siano le serie televisive che soppiantano e soppianteranno sempre di più romanzi e racconti. Esse raccontano la realtà. Quindi immagino che i lettori diminuiranno ancora un po’, in futuro.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Marzo 2021 alle 13:02 Rispondi

      Le serie tv non raccontano sempre la realtà, ci sono di tutti i generi. E anche i romanzi e i racconti la raccontano.

  2. Orsa
    giovedì, 11 Marzo 2021 alle 9:57 Rispondi

    Pensa che sono talmente ai ferri corti con la video sintesi, che laddove è possibile (su YouTube per esempio), apro sempre le trascrizioni dei contenuti con l’apposita funzione. Una forma inconsapevole di boicottaggio che mi permette di “leggere” il video coi miei tempi, di leggere solo i contenuti che m’interessano, di evitare gente che urla e gesticola, e soprattutto di saltare gli spot pubblicitari.
    Cisco mi sa tanto di quei predicatori che diffondono lo spauracchio dell’apocalisse…
    Bum!
    Che paura, corro subito a rintanarmi nel bunker. Ma non prima di aver fatto scorta di libri ;)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Marzo 2021 alle 13:03 Rispondi

      Io sono proprio allergico ai video nel web: per me possono anche scomparire e non cambierebbe nulla.
      Preferisco leggere :)

  3. DarkAlex1978
    giovedì, 11 Marzo 2021 alle 10:32 Rispondi

    “Come andrà a finire se la popolazione umana non leggerà e non scriverà più e guarderà solo brevi video di 2-3 minuti?”
    Finirà che quelli come noi che ancora hanno il cervello allenato, conquisteranno il mondo perchè tutti gli altri saranno divenuti ignorantoni e poco svegli. Piu’ di adesso, intendo.
    Scherzi a parte, concordo con ciò che hai scritto.

    Il “tutti possono fare tutto” è veramente agghiacciante: io nei miei trascorsi di studio ho pedagogia e psicologia infantile ed anche seppur non a livello professionale, è abbastanza da permettermi di dire che si tratta di una filosofia diseducativa a livelli biblici.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Marzo 2021 alle 13:05 Rispondi

      Esatto: è una filosofia diseducativa, perché illude, ma soprattutto perché stimola la superficialità, che già impazza ovunque.

  4. Corrado S. Magro
    giovedì, 11 Marzo 2021 alle 11:09 Rispondi

    È semplicemente un obbrobrio. Mi auguro che chi fa queste previsioni che rispecchiano lo spirito dei tempi si trovi sotto i piedi un baratro senza fondo. Questo decadentismo affonda le sue radici in un processo iniziato da quando le ferite della distruzione riportate nel secondo conflitto mondiale non facevano più male. Il medioevo moderno ha i suoi baroni e feudatari arroccati nel globale, coscienti che la loro ricchezza lussureggiante pasce sul più efficace dei fertilizzanti: l’ignoranza

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Marzo 2021 alle 13:07 Rispondi

      Come data di inizio del decadentismo culturale ti do ragione, ma secondo me dalla nascita del web si è accentuato sempre più.

  5. von Moltke
    giovedì, 11 Marzo 2021 alle 14:14 Rispondi

    La tua conclusione ha reso quasi superflua la mia analisi. Ricordo che in non so più quale dei suoi dialoghi, Platone faceva agire un egizio (un faraone? Un sacerdote? Non ricordo) con un altro che aveva appena inventato la scrittura. Il primo, che rappresentava la voce dell’autore, biasimava il secondo in quanto, a causa dell’invenzione, gli uomini avrebbero perso l’abitudine ad esercitare la memoria. Quanto questo mito fosse stupido, o comunque privo di sostanza, ce lo dice la storia dei successivi duemila e cinquecento anni: non mi risulta che la memoria sia scomparsa dai tempi di Platone ad oggi, magari ha sofferto di periodi di stagna, come l’attuale, e però non si può dire che sia svanita nel nulla a causa della scrittura. Anzi, a volte la scrittura è servita proprio ad esercitarla: chi non ha imparato a memoria delle poesie leggendone il testo?
    Quindi, questa analisi è tanto da prendere sul serio quanto quella di Platone, che pure aveva una statura intellettuale superiore ai signori da te citati.
    P.S. detesto i messaggi vocali e non ne ho mai inviato nessuno, anzi, solo uno per chiarire una pronuncia. Sono un reazionario.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Marzo 2021 alle 14:56 Rispondi

      Secondo me queste aziende le sparano grosse per far parlare di sé e portare visite ai loro siti e quindi racimolare qualche ordine.
      Neanche io ho mai mandato messaggi vocali e non mi piace riceverne.

  6. stefano
    giovedì, 11 Marzo 2021 alle 15:47 Rispondi

    La scrittura non finirà mai. Ha resistito ad un quantità di innovazioni.
    Scrive Umberto Eco nella bustina di Minerva
    “Lo stesso moto di terrore deve aver colto chi ha visto per la prima volta una ruota. Avrà pensato che avremmo disimparato a camminare”

    • Daniele Imperi
      giovedì, 11 Marzo 2021 alle 15:58 Rispondi

      Diciamo anche che per molti la ruota ha sviluppato la pigrizia, ma sono eccezioni, come ci saranno ben pochi che preferiranno vedere brevi video per trovare informazioni. E nessuno ha la pazienza di vedere video lunghi dall’inizio alla fine, quindi ecco che quella predizione si conferma essere una grossa scemenza.

  7. Simone
    giovedì, 11 Marzo 2021 alle 19:03 Rispondi

    Come al solito articolo interessante, ma mi permetto di far notare che la statistica dell’82% di Cisco è poco significativa, considerando quanto pesa un video in byte e suoi multipli rispetto ad un articolo di blog per esempio.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 12 Marzo 2021 alle 8:23 Rispondi

      Ciao Simone, benvenuto nel blog. Intendi che per la lentezza di caricamento sarà difficile raggiungere quel valore?

      • Simone
        venerdì, 12 Marzo 2021 alle 12:55 Rispondi

        Intendo che Cisco parla di traffico, ma chiaramente con il traffico di un solo video si trasmetto molti articoli in formato testuale. Pensa al peso tipico di un video (supponiamo 100Mb) rispetto a un articolo (supponiamo 100Kb), con il traffico di un video si possono trasmettere 1000 articoli testuali. Il discorso era che non si parla del numero di video rispetto al numero di articoli, ma del loro traffico, quindi è normale che la percentuale sia sbilanciata a favore dei video, dato che pesano di più. Spero di essermi spiegato.

  8. antonio zoppetti
    lunedì, 15 Marzo 2021 alle 13:56 Rispondi

    Già negli anni ’80 circolavano inquietanti indagini americane che revidenziavano il calare dell’alfabetizzazione di massa di una generazione che si era formata attarverso la televisione invece che attraverso la lettura. Un pubblico passivo, dalla bassa vigilanza critica che avrebbe portato alla supremazia della cultura del video su quella del libro e della scuola con la conseguenza di una vera e propria regressione cerebrale.
    Le statistiche di quegli anni evidenziavano come i bambini assorbivano in media 5 ore di televisione al giorno, mentre i giovani tra i 5 e i 18 anni, complessivamente, un numero di ore televisive superiore a quelle della scuola: 15.000 contro 11.500.
    Intanto Mc Luhan (seguito da Innis, Havelock, Ong e altri) etichettava la società contemporanea come un ritorno all’oralità antica, una restaurazione della voce attraverso l’era del telefono e della televisione che caratterizzava il villaggio globale. Tra Apocalittici e integrati, per dirla con Umberto Eco, negi anni ’90 le riedizioni di queste analisi coinvolgevano anche i videogiochi, insieme alla tv, e con la nascita dei cd-rom si è cominicato a profetizzare la morte del libro e altre simili schiocchezze. Poi è arrivata la Rete e ha cambiato lo scenario, è nata la scrittura di massa, fenomeno senza precedenti. E’ stata l’espressione scritta di un nuovo italiano che un linguista come Berruto aveva definito prima dell’avento di Internet “neostandard”, ma che poi ha travalicato il confine del parlato per riverarsi nelle pagine web. Come prevedibile, poi la Rete è diventata in grado di supportare non più solo il testo ma anche gli altri elementi sonori e video che un tempo erano inaccessibili per la ristrettezza della banda; adesso Internet veicola e fagocita anche i contenuti televisivi, e di nuovo riemergono le solite profezie.
    Tra l’altro le tiritere sulla regressione culturale dei giovani sono altrettanto antiche. Con il ’68 si è cominicato a dire che l’università e la scuola non erano più quelle di una volta, negli anni ’80 Gian Luigi Beccaria lamentava l’abbassamento del livello scolastico, e oggi si fa altrettanto e chi ha studiato negli anni ’80 lamenta che allora la scuola era ben più seria.
    Viene da chiedersi: rispetto a quando? L’università è diventata di massa negli anni ’60, prima l’italiano non era nemmeno troppo unificato, si parlavano i dialetti e l’analfabetismo ai tempi della Prima guerra mondale è documentato dalle lettere dei soldati ai familiari pubblicato in vari libri. Certo l’italiano di massa del web rispetto a quello ristretto un tempo accessibile solo a pochi eruditi pone il problema se sia davvero scrittura o più oralità che si esprime per motivi tecnici attraverso una tastiera. Ma è chiaro che la scrittura di massa corrisponde a un livello basso, rispetto a quella dei poeti dell’Ottocento e dei professionisti.
    Tutto sommato, però, le cose migliorano. E da un punto di vista storico non si è mai scritto tanto come oggi. Questi sono i fatti.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 15 Marzo 2021 alle 14:21 Rispondi

      Vero, quello della TV è un pubblico passivo, perché con la lettura puoi creare da te scene e voci.
      L’abbassamento del livello scolastico c’era negli anni ’80, rispetto almeno alle scuole frequentate dai miei genitori.
      La scrittura di massa può andar bene come “linguaggio parlato in forma scritta”, ma che non si imponga sull’italiano, perché è davvero un linguaggio da semianalfabeti.

  9. Grazia Gironella
    venerdì, 19 Marzo 2021 alle 15:22 Rispondi

    Mi sembra una predizione del tipo “nell’anno 2000 assumeremo il cibo in pastiglie”, ti ricordi? Certo però lasciano perplessi certi discorsi, anche in merito agli audiolibri. D’accordo per chi trascorre ore in auto e può ascoltarsi una buona storia mentre guida e non potrebbe leggere. Ieri però ho letto su un sito americano che molte persone smetterebbero del tutto di leggere se per tutte le pubblicazioni fossero disponibili gli audiolibri. Molte persone, quante? Dubito, e spero.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 19 Marzo 2021 alle 16:52 Rispondi

      Delle pastiglie non ricordo, ma di predizioni senza senso ne hanno fatte :D
      Anche la storia degli audiolibri è esagerata. Mi hai però dato l’idea per un articolo ;)
      Spero anch’io che non smettano di leggere per passare agli audiolibri.

  10. Rebecca Eriksson
    domenica, 21 Marzo 2021 alle 16:40 Rispondi

    Trovo sorprendente, dopo queste considerazioni su come i video che sostituiranno gli articoli scritti, di come i divulgatori di youtube poi arrivino a pubblicare libri cartacei con anche discreto successo.
    Direi che la tendenza sia “i video informativi aiutano a pubblicizzare i testi scritti”.

    • Daniele Imperi
      lunedì, 22 Marzo 2021 alle 8:09 Rispondi

      Giusto, prima si dedicano ai video e poi scrivono libri. Questo deve essere sfuggito a quelle aziende ;)
      E sì, senz’altro l’utilità dei video è quella.

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