Un tempo si usava la parola sigla per indicare quelle parole formate dalle lettere iniziali di altre parole. Sigla proviene dal latino e significa abbreviazione. È usata dal 1856.
Il termine acronimo, invece, giunge dal greco, dove akros è estremo, e ha il medesimo significato: di un nome, di una parola viene preso un suo estremo. È usata dal 1950.
Dunque dire che SPQR sia la sigla o l’acronimo di Senatus PopulusQue Romanus è la stessa cosa. Ma ultimamente si tende a utilizzare il termine acronimo, forse per darsi un’aria, perché è una parola nuova, relativamente recente e desta più curiosità e forse suona meglio. Entrambe le parole indicano un’abbreviazione.
Un secolo dopo, quindi, abbiamo sentito il bisogno di creare un nuovo termine per esprimere ciò che prima era spiegato da un altro. In Italia è una moda quella di creare parole nuove per dire cose vecchie. Forse, in questo modo, si pensa- o ci si illude- di aver creato anche qualcosa di nuovo.
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Michela
Spunto interessante, come sempre
Beh, fra acronimo e sigla c’è una differenza, benché minima.
L’acronimo è una parola, o di senso compiuto o che comunque è diventata parola a sé stante e come tale può essere usata, come per esempio Fiat (Fabbrica Italiana Automobili Torino) o PS (Post Scriptum), mentre la sigla è una serie di lettere che non sono entrate nell’accezione comune come parola a sé stante (lo stesso SPQR per esempio: non è che dici “è passato un grosso SPQR, se ne vedono ancora le tracce sulla neve”).
Io personalmente uso sempre la parola “acronimo”, anche quando sarebbe più corretto “sigla”, ma per me è una deformazione professionale, nell’informatica tutti la usano di più – e ne è piena zeppa.
Daniele Imperi
Questa analisi non è male, acronimo per intendere che la sigla è divenuta parola