10 anni fa il mio primo libro

Breve storia della mia disavventura editoriale

Le 22 immutabili leggi del blogging

Il decimo anniversario di qualsiasi evento è, o almeno dovrebbe essere, motivo di festeggiamenti, soddisfazione, appagamento. Purtroppo non sempre le cose vanno come speriamo.

Sono ormai trascorsi 10 anni dalla pubblicazione del mio primo libro, il saggio sul blogging: era il 27 agosto 2015 e ne davo notizia qualche giorno dopo.

L’entusiasmo iniziale si è andato spegnendo dopo circa un anno e mezzo – i tempi editoriali non sono mai brevi – per lasciare il posto a un crescente malumore, per poi trasformarsi in irritazione vera e propria.

Io non ho mai preso un centesimo dalle vendite di quel libro.

 Le inadempienze della casa editrice

Ogni anno, come da contratto, dovrei ricevere la cosiddetta notula che attesta le copie vendute e quanto mi spetta in base alla percentuale stabilita. Già dal primo anno, quindi dal 2016, quella puntualità non è stata rispettata.

Ho pensato fosse un caso, ho scritto all’amministrazione e ho ricevuto la notula. L’anno successivo il fatto s’è ripetuto, così ho deciso di attendere sempre più prima di richiederla, per vedere cosa sarebbe successo, finché, lo scorso anno, mi sono ritrovato a doverla chiedere a dicembre.

Entro 90 giorni avrei dovuto anche ricevere i pagamenti, cosa che invece, come ho anticipato, non è mai avvenuta.

Né ho mai visto alcun tipo di promozione su quel libro, o quantomeno nessuno me ne ha dato notizia. Da parte mia, in base alle mie scarse competenze in materia, ho fatto quel che ho potuto.

 Una (loro) proposta indecente

Esattamente 5 anni dopo la pubblicazione del libro – un primo infelice anniversario – sono stato contattato al telefono dal responsabile commerciale della casa editrice, che mi proponeva l’acquisto di loro libri per ridurre il debito. Ho detto che non potevo certo estinguerlo acquistando libri.

La proposta indecente venne più tardi, quando quel tipo mi propose di acquistare i diritti di pubblicazione e autopubblicare il mio libro.

A quel punto mi sono cadute le braccia – forse non erano attaccate bene, come dice sempre un mio amico. “Adesso molti si autopubblicano su Amazon”, disse qualcosa del genere.

Ho fatto presente che, se avessi voluto autopubblicarmi, non mi sarei rivolto a una casa editrice. E di sicuro avrei venduto almeno una copia, quindi guadagnando di più rispetto a quanto avvenuto finora, avrei voluto sottolineare.

A metà del 2022 ho scritto all’editore, mettendo in chiaro tutta la situazione – notula mai spedita puntualmente, mancati pagamenti, nessuna promozione, proposta indecente – che mi rispose che il libro era “fatalmente invecchiato” e sarebbe finito fuori catalogo o al macero.

Comunque, sarei stato contattato dall’amministrazione, che infatti mi scrisse che al più presto avrebbero provveduto al saldo di quanto mi spettava.

Trascorsero 3 anni e nessuno provvide ad alcunché.

 Una (mia) proposta inascoltata

A luglio scorso ho preso una decisione: con quanto mi spetta non risolvo nulla, non vado in pensione anticipata, non mi concedo un fine settimana in una capitale europea, non impinguo il mio conto corrente.

Così ho scritto di nuovo all’editore, puntualizzando che in 3 anni la situazione non era cambiata e presentando una mia proposta: rinunciare a quanto mi spetta dalle vendite, ma riprendendomi i diritti di pubblicazione del libro (è un po’ che vorrei riscriverlo da capo, ampliandolo).

3 mesi più tardi, nessuno si degnava di rispondere alla mia email. Ma qualcosa accadde: su Amazon, per qualche settimana, il libro apparve scontato almeno del 40%, se non ricordo male, sconto che permise alcune vendite (stando alla disponibilità delle copie che Amazon mostra).

Un mese dopo, a ottobre, gli scrissi di nuovo, sollecitando una risposta.

Oggi, a distanza di un altro mese, sono ancora in attesa di quella risposta.

 Il prossimo passo?

Non posso permettermi un’azione legale – il costo da sostenere supererebbe di gran lunga la cifra che devo riscuotere, senza contare i tempi biblici delle cause civili.

Ho letto che posso richiedere la risoluzione del contratto per inadempienze, ma resta il fatto che è materia di avvocati e non mia.

I prossimi giorni saranno di riflessione accurata sul prossimo passo da compiere.

16 Commenti

  1. Antonio Zoppetti
    giovedì, 20 Novembre 2025 alle 11:42 Rispondi

    Ci sono editori che non inviano i resoconti e non pagano, e in questi casi o si va per vie legali — ma il gioco non vale la candela, se il dovuto è basso — o si può rescindere dal contratto per inadempienza. Comunque di solito i contratti hanno una durata di 10 anni (per legge non può superare i 20), dunque controlla, perché potrebbe essere già rientrato in tuo possesso. Anche se il libro viene mandato al macero di solito automaticamente il contratto si spegne. Il consiglio è quello di mandare solleciti e rimostranze sempre per iscritto e documentabili (se poi non lo ha promoso puoi farci poco), e credo che la risoluzione del contratto in questo caso ti spetti, poi recuperare il dovuto è altra faccenda (qui trovi un articolo di un avvocato che forse ti può aiutare nel ponderare sul da farsi: https://www.filodiritto.com/contratto-di-edizione-inadempimenti-delleditore-e-possibili-conseguenze). Non demordere e affila le unghie, che sei dalla parte della ragione!

    • Daniele Imperi
      giovedì, 20 Novembre 2025 alle 13:05 Rispondi

      Il mio scade dopo 20, purtroppo. Adesso a me basta rientrare in possesso del libro. Grazie dell’articolo.

  2. Pades
    giovedì, 20 Novembre 2025 alle 11:48 Rispondi

    Ah, caspita… come possessore di una delle prime copie mi spiace che il giusto compenso di quello che pagai non è poi arrivato all’autore. Alla luce di queste esperienze mi trovo a ripensare all’idea di autopubblicazione come un compromesso accettabile se affidarsi a un editore si finisce così.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 20 Novembre 2025 alle 13:06 Rispondi

      Mi ricordi che eri stato uno dei primi a comprarlo. Per fortuna non tutti gli editori sono inadempienti, ma certo con l’autopubblicazione risolvi il problema alla radice.

  3. Corrado S. Magro
    giovedì, 20 Novembre 2025 alle 12:18 Rispondi

    C’è di peggio e ne so qu alcosa. Il termine “Etica” non solo è obsoleto ma ormai privo di ogni significato. Tranne i vecchi Editori (quelli con la E maiuscola) gli altri (avventurieri) non dovfrebbero nemmeno esistere. D’altra parte i lettori non sono migliori. Es.: Quando ho chiesto la registrazione per accedere a contenuto gratuiti nelle “letture a puntate”, altrimenti gettonato, sono spariti (privacy). Ho smesso così di aggiungere altri contenuti. Meglio nessuno che una massa di inconsapevoli e illusi.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 20 Novembre 2025 alle 13:08 Rispondi

      Penso anche io che i vecchi editori abbiano più etica, ci rimetterebbero la faccia ad agire altrimenti.
      Questa dei contenuti gratuiti previa registrazione me l’avevi detta, ma è assurdo, anche perché è naturale che si agisca così. E poi penso che chiederai giusto l’email.

  4. Orsa
    giovedì, 20 Novembre 2025 alle 14:13 Rispondi

    Neanche un centesimo? E io che acquistai due copie per sostenerti… mi sento leggermente truffata :(

    • Daniele Imperi
      giovedì, 20 Novembre 2025 alle 14:14 Rispondi

      Grazie per il sostegno. Il truffato sono io soprattutto.

  5. Barbara Businaro
    giovedì, 20 Novembre 2025 alle 14:47 Rispondi

    Mi spiace molto per questa situazione. Questa è l’editoria di cui nessuno ha proprio bisogno, né scrittori né lettori. Non saprei cosa consigliarti, forse una diffida ad adempiere al pagamento dei diritti arretrati o forse la risoluzione immediata del contratto per inadempienza, citando tutti i punti che non sono stati rispettati. Recuperi il testo, lo integri e poi lo metti su Amazon. Facile che tu abbia soddisfazioni maggiori con il self-publishing se questa è l’editoria tradizionale. E va detto che Amazon manda continuamente report su tutto e paga puntualmente anche i centesimi.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 20 Novembre 2025 alle 14:58 Rispondi

      Grazie. A questo punto preferisco la risoluzione del contratto. Autopubblicando ci guadagni di più, con editori del genere in giro.

  6. Patrizia
    giovedì, 20 Novembre 2025 alle 15:06 Rispondi

    Ho acquistato il libro nel 2016, l’anno successivo alla pubblicazione, e l’ho apprezzato molto.
    L’ho ripreso oggi dopo aver letto il post e devo dire che tratta di argomenti ancora attuali.
    “Fatalmente invecchiato” può aver senso per il libro su Word Press, che è in continuo aggiornamento, ma non su un testo che tratta della filosofia alla base del blogging. Evidentemente, la persona con cui hai parlato non lo aveva letto (e nemmeno scorso l’indice).
    Ti auguro di cuore di rientrare in possesso dei diritti di pubblicazione e di pubblicarlo, aggiornato e arricchito: sarò una tua lettrice.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 20 Novembre 2025 alle 15:11 Rispondi

      Mi fa piacere, Patrizia, grazie. Ti do ragione sull’invecchiamento – e non perché sono l’autore: non essendo un libro tecnico, ma appunto un saggio su come gestire un blog, non ha senso parlare di invecchiamento.

  7. Grazia Gironella
    giovedì, 20 Novembre 2025 alle 17:54 Rispondi

    Mi dispiace che tu sia incappato in un editore di questo genere, ma non mi stupisco. E’ stata la mia singola esperienza della piccola editoria a spingermi verso l’autopubblicazione. Se devo comunque arrangiarmi con la promozione, peraltro quasi inutile, tanto vale che abbia royalties più alte e sia del tutto libera e autonoma. Questa scelta non aiuta a sortire l’effetto voluto, ma almeno risparmia i********** e complicazioni. Incrocio le dita per te.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 21 Novembre 2025 alle 8:14 Rispondi

      Grazie. Come hai letto, anche io ho dovuto arrangiarmi con la promozione… almeno tu qualcosa avrai guadagnato.
      Il plugin ti ha censurato la parola :D

  8. Marco Farulli
    venerdì, 21 Novembre 2025 alle 9:58 Rispondi

    Ciao Daniele, ti consiglio di inviare una pec oppure una raccomandata AR alla casa editrice in cui dai disdetta a partire dal 1 gennaio 2026 se non ti pagano le competenze. Devi rigirare la frittata, se vogliono ti facciano loro causa, visto che sono inadempienti e i contratti inadempienti sono nulli.
    Nel frattempo cerca uno o più editori più onesti.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 21 Novembre 2025 alle 10:00 Rispondi

      Ciao Marco, ho trovato online una bozza di lettera di disdetta, la manderò senz’altro via pec.

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