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Da cosa partire per scrivere una storia

Partenza della scrittura

Per inventare una storia da zero qual è il vero punto di partenza? Esiste un momento preciso per dire con sicurezza quando sia iniziato il processo di creatività? Perché una storia non si scrive da sola, ma ha bisogno di lavoro e attenzione.

Tempo fa ho pubblicato un articolo in cui confessavo di aver scritto alcuni racconti partendo da un titolo. Titolo che in alcuni casi è stato modificato. In realtà a me era davvero venuto in mente il titolo, che potrei definire meglio come titolo-idea, includendo in questo gruppo sia l’idea per una storia sia il titolo da darle.

È dunque questo il momento iniziale del processo di creazione: l’idea, che può venire in mente sotto forma di titolo, ambientazione, scena. Ma non commettete lo sbaglio di scrivere una storia partendo da un personaggio: i personaggi sono pedine, la storia è il gioco.

Si inizia dalla trama a scrivere un libro?

No. Scrivere una trama è un’operazione da compiere dopo aver avuto l’idea. Ma l’idea in sé non basta. Ho una cartella piena di file e ognuno è l’idea per un racconto o un romanzo: scriverò tutte quelle storie? Non lo so.

Sono idee. E quelle idee andranno studiate. Alcune saranno sicuramente abbandonate: ogni volta che le vedo non sento più la spinta iniziale a svilupparle in una storia. Sono quindi idee non buone. Idee che vengono superate da altre, già trasformate in storie.

Il lavoro dello scrittore è anche questo: saper scegliere l’idea giusta e scriverla. Saper abbandonare l’idea che non porterà a nulla. Inutile perdere tempo su una storia che non riusciamo a scrivere, mettiamola da parte e passiamo a un’altra.

In un altro mio articolo parlavo del piacere che si prova scrivendo alcune storie, a differenza di altre: quel piacere è un allarme per lo scrittore, perché lo rende consapevole della validità della sua idea e quindi della storia da scrivere.

Come inventare una storia

  • Partite dall’idea-titolo, o come volete chiamarla.
  • Considerate le sensazioni che vi darà quell’idea alcuni giorni dopo essere nata.
  • Sviluppate l’idea in una sorta di scaletta che sarà una prima ossatura della trama.
  • Ampliate la scaletta e create una vera ossatura: i punti salienti della storia sono nati.
  • Sviluppate la scaletta in un discorso unitario: sta nascendo una trama.
  • Rileggete più volte la trama e modificatela finché non siete soddisfatti.
  • Suddividete la trama in blocchi: stanno nascendo i capitoli del romanzo.
  • Rileggete la trama e apportate nuove correzioni.
  • Iniziate il lavoro di documentazione.
  • Scrivete la vostra storia: pianificate il lavoro per finirlo in tempi brevi.
  • Rileggetela.
  • Revisionatela.

Detto così, inventare una storia sembra una cosa semplice. È comunque un punto di partenza, anche se è solo quello che uso io di solito. Non si tratta soltanto di seguire i punti elencati: si tratta di scrivere. Ogni punto è un lavoro di scrittura e di riscrittura.

Da cosa partite per scrivere una storia? Seguite i miei stessi punti?

29 Commenti

  1. Sandra B.Ruberti
    26 aprile 2013 alle 09:48 Rispondi

    Innanzitutto complimenti! Trovo che il suo blog sia veramente utile anche per chi come me si trovi nella situazione di voler esprimersi tramite la scrittura non avendo mai veramente scritto nulla. Tante idee tanto materiale da parte ma il realtà è sempre mancato il coraggio, quel coraggio che ti aiuta ha superare le difficoltà che comunque si possono incontrare. Mi ha sorpresa dell’idea-titolo perchè da sempre ho dei titoli in testa senza darci troppa importanza (siceramente pensavo fosse una delle mie tante strane abitudini). Adesso ho un progetto su cui sto lavorando anzi ne ho tanti ma sono riuscita a focalizzarne uno. Mi sento sostenuta dai tuoi articoli come questo quindi grazie Daniele.

    Sandra

  2. Neri Fondi
    26 aprile 2013 alle 10:04 Rispondi

    Mi piace questo tuo articolo, anche se io procedo in maniera leggermente diversa per lo sviluppo delle storie.
    Sono d’accordo con te sulla partenza, ovvero quell’idea che sarà la base di tutto lo sviluppo. Generalmente per me è sempre il punto cardine di tutto il romanzo (mettiamo il caso di un romanzo), e quando un’idea mi colpisce, ecco lì che la storia è pronta per essere creata.
    Io come secondo punto passo all’ambientazione. Spazio e tempo sono fin troppo importanti per non essere presi in analisi praticamente subito, in quanto questi due elementi influiscono in maniera preponderante sullo sviluppo delle azioni. Va da sé che se voglio un personaggio alla Easy Rider non posso ambientare il mio romanzo nel medioevo o nel far west (a meno di sconvolgimenti fantastici, ovviamente).
    Quindi per me il secondo punto è l’ambientazione.
    Successivamente passo ai personaggi. Tutti, dal primo all’ultimo, vengono ideati in questa fase, fatti salvi i personaggi “accessori” che si sviluppano nelle fasi successive.
    Anche i personaggi -scontato- sono importantissimi, e delinearne bene le caratteristiche è un compito che facilita la creazione.
    Creati i personaggi e stabiliti i ruoli, si passa alla documentazione, cosa che comunque era già iniziata con la scelta dell’ambientazione e dei vari personaggi. In questa fase, diciamo che si rifinisce.
    Successivamente io procedo con una stesura per punti di TUTTE le vicende che comporranno il romanzo. Momento per momento, tutto viene appuntato in una linea temporale che mi porterà poi alla fase successiva, ovvero quella della stesura vera e propria.
    Qui non ho bisogno di organizzare una tabella di marcia. So esattamente quanto riesco a scrivere ogni giorno, esattamente come so che il sabato e la domenica non scrivo perché il mio cervello si rifiuta, quindi mi basta fare un calcolo approssimativo di quale sarà la lunghezza di ogni singolo capitolo per sapere quanto impiegherò nella stesura.
    Poi c’è la correzione, ma di quella non parlerò in quanto la odio profondamente.

    Grazie per l’articolo interessante, e ci vediamo domani per “Scriviamo Insieme”!

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2013 alle 11:25 Rispondi

      Ambientazione e personaggi sono inclusi nella documentazione. Io, in genere, quando ho in mente una storia, so già dove e quando ambientarla.
      A domani, allora ;)

  3. KINGO
    26 aprile 2013 alle 10:08 Rispondi

    Nel momento in cui pianifica un’opera, lo scrittore dovrebbe considerare due aspetti fondamentali: l’elemento di originalita’ e il finale. Una volta che questi sono ben chiari, bisoga costruirci attorno la storia. Il processo creativo, infine, termina quando si comincia a scrivere la prima pagina.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2013 alle 11:26 Rispondi

      Hai ragione: il finale anche secondo me dovrebbe essere chiaro fin da subito, anche se non sempre ci riesco.

  4. franco zoccheddu
    26 aprile 2013 alle 11:15 Rispondi

    E’ vero, certe volte l’idea è talmente forte che poi il romanzo quasi si scrive da solo. Ma deve essere qualcosa di veramente interessante, e te ne accorgi non tanto in quanto apre molte possibilità di realizzazione, ma al contrario riesce a focalizzare il tutto da subito su pochissime direzioni. A me è successo e questo mi aiuta molto nella scrittura.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2013 alle 11:27 Rispondi

      Sì, l’idea deve essere forte. Io ne ho abbandonate diverse, perché alla fine non mi convincevano.

  5. Lucia Donati
    26 aprile 2013 alle 12:12 Rispondi

    Anche io ho affrontato il tema in un post, dal mio punto di vista. C’è chi inizia dalla trama, chi da un personaggio particolarmente pregnante. Sicuramente per prima viene l’idea e, in effetti, di solito è la storia alla base di tutto. Succede di dover adattare in corsa una trama, sicuramente; credo sia abbastanza normale, anche se si pensa di aver valutato tutto. Le idee poco pregnanti o incisive si eliminano da sole, non ritornano in mente più e più volte.

    • Daniele Imperi
      26 aprile 2013 alle 12:56 Rispondi

      Adattare la trama in corsa? Non so quanto possa essere producente. Di sicuro fare piccole modifiche capita.

      • Lucia Donati
        26 aprile 2013 alle 14:43 Rispondi

        Adattare… sì: piccole modifiche, non sostanziali, certo; altrimenti bisogna rifare tutto il lavoro.

  6. Marcello
    28 aprile 2013 alle 20:04 Rispondi

    Allora, questo post, come ti hanno già detto gli altri, è interessantissimo.
    Io sono avido di post del genere, perché cerco sempre un metodo migliore del mio per scrivere una storia; il problema è che, all’apparenza, sono caotico, quindi non riesco a seguire tutti i punti che hai esposto nell’articolo.
    Il mio è un lavoro mentale, non scritto da nessuna parte; mentre cammino o nuoto o lavo i piatti, mi viene l’idea, poi la trama, i punti salienti; il mio problema sono quasi sempre i personaggi, che curo poco, a discapito della trama e dell’ambientazione. Non riesco, perciò, a fare mai personaggi originali, ma tutti i miei omini di carta sanno di già visto. Non riuscirei a far molto neanche creando delle schede personaggio, perché poi, in corsa, stravolgerei i loro tratti per adattarli alla storia.
    Hai qualche consiglio da darmi su questo tema?

    Saludos!

    • Daniele Imperi
      28 aprile 2013 alle 20:12 Rispondi

      Grazie, Marcello.
      Per prima cosa dovresti iniziare ad appuntare le idee, altrimenti la tua mente ne cancellerà qualcuna e magari perdi qualcosa di importante.

      Sui personaggi più in là esce un post su come creo io le schede dei personaggi. Tu però chiedi come creare personaggi originali. Ci penso e ci scriverò senz’altro un articolo.

      • Marcello
        29 aprile 2013 alle 09:52 Rispondi

        Esatto! Come creare personaggi originali, ma anche un articolo sulle schede sarebbe d’uopo ;)
        Ti ringrazio!

        qualche altro bel racconto ambientato tra i ghiacci? magari fantascienza? ;)

        Saludos!

        • Daniele Imperi
          29 aprile 2013 alle 10:11 Rispondi

          Per ora nessun altro racconto fra i ghiacci, purtroppo. Magari ci penso su :)

  7. Elisa
    29 aprile 2013 alle 10:48 Rispondi

    Uhm…io non faccio niente di questo genere, praticamente appena mi viene un idea (trama)subito la metto su carta e nasce da sola: Ambiente personaggi e poi a un certo punto rileggo tutto per sistemare. La finale? praticamente non so mai come finiscono i miei racconti fino a quando non scrivo la parola The End. Forse dovrei imparare a pianificare la trama…non so. Comunque tengo in considerazione i tuoi articoli, in modo tale da poter migliorare.

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2013 alle 10:51 Rispondi

      Anche io scrivo di getto, ma dipende dalla complessità del racconto o dalla lunghezza della storia.

  8. Tenar
    29 aprile 2013 alle 12:11 Rispondi

    Un’idea è buona se ce ne si innamora, non si riesce a non pensarci e non si vede l’ora di metterla su carta: l’inizio del processo creativo è privo di ogni tatticismo o tecnicismo, come ogni buon colpo di fulmine deve essere.
    Il lavoro inizia dopo, quando abbiamo constatato che non è un fuoco di paglia, ma rimarrà con noi, è un’idea profonda.
    Non sono invece del tutto d’accordo sul fatto che i personaggi siano pedine. Spesso le miei idee “native” sono personaggi, ancora in cerca di una storia adatta a raccontarli. Questo credo sia un aspetto personale, ci sono autori per cui è centrale l’intreccio, altri per cui sono centrali i personaggi. Le storie possono uscire buone in entrambi i casi

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2013 alle 12:16 Rispondi

      Domani parlo proprio di questo aspetto della scrittura: dei personaggi come pedine :D

  9. Romina Tamerici
    7 maggio 2013 alle 23:41 Rispondi

    I punti sono questi, ma non è affatto semplice.
    Io a volte seguo anche un po’ l’istinto. Il rischio è di dover poi cancellare intere parti per totale insensatezza, ma mi piace dar retta ai personaggi e vedere dove mi portano. Ovviamente solo nella prima stesura (bozza), poi voglio decidere io.

  10. meddy
    14 giugno 2013 alle 15:55 Rispondi

    non è così semplice… la cosa difficile è trovare le cose da mettere al suo interno… ci hai dato i passaggi ma non ci hai detto come nascono le tue idee.

    • Daniele Imperi
      14 giugno 2013 alle 16:14 Rispondi

      Ciao meddy. Le idee possono nascere da qualsiasi situazione. Inoltre ognuno le trova a modo suo, nel senso che i modi in cui le trovo – tutti casuali e involontari – possono non comunicare nulla a te.

  11. Come creare personaggi originali
    24 luglio 2013 alle 05:01 Rispondi

    […] Ho già scritto alcuni post sui personaggi, ma questo in particolare è stato ispirato da un commento di Marcello Nicolini quando ho parlato dei passi da seguire per scrivere una […]

  12. Rosanna Fagioli
    25 giugno 2014 alle 10:10 Rispondi

    Nonostante abbia sempre sentito in me l’esigenza di scrivere racconti, non ho mai avuto il coraggio di tradurre esperienze di vita e di incontri in una storia scritta, forse per la paura di non riuscire ad avere quella giusta distanza dello scrittore da ciò che narra.Però, a 62 anni suonati, sento che se non ci riuscirò non sarò mai completamente serena. Spero di trovare presto, con l’aiuto del tuo interessante blog, la forza di superare questi miei limiti.Ciao, Rosanna

  13. Alexssia
    16 gennaio 2015 alle 18:20 Rispondi

    Questo pezzo dell’articolo mi ha colpito: ‘Saper abbandonare l’idea che non porterà a nulla. Inutile perdere tempo su una storia che non riusciamo a scrivere, mettiamola da parte e passiamo a un’altra.’
    Io sono bloccata su una storia da quasi due anni. Non riesco a lasciarla andare. Mi sono affezionata ai personaggi, ai luoghi. Il problema? Non c’è una dannata trama.
    E’ come avere in mano le vite di qualcuno e sei tu a decidere la loro prossima azione. Solo che non sai proprio cosa fargli fare.
    Non ho idea di come sbloccarmi. Consigli?

    • Daniele Imperi
      17 gennaio 2015 alle 08:12 Rispondi

      Ciao Alexssia e benvenuta.
      Se non c’è una trama, come fanno a esserci i personaggi? Da dove sono usciti? E i luoghi? C’è qualcuno che dice che le storie possono partire dai personaggi, ma secondo me questo vale in rari casi, come quando vogliamo scrivere la biografia di qualcuno. Altrimenti a me sono sempre venute in mente le storie, le situazioni, mai i personaggi. Tu racconti una situazione. Ecco perché ti ho chiesto da dove fossero usciti i tuoi personaggi. Trova una situazione da raccontare. Se proprio non la trovi, allora passa a un’altra storia.

  14. Cornetta Maria
    17 agosto 2015 alle 22:39 Rispondi

    Posso darti un consiglio? Chiediti qual è la psicologia dei tuoi personaggi: sono cupi e pessimisti, sono originali e anticonformisti, sono romantici e idealisti? E così via. Sarà la loro personalità a suggerirti la trama. Io procedo così anche per le ambientazioni. Ti faccio un esempio: mia figlia mi mostrò (in foto) la cucina del suo collegio. M’impressionò talmente tanto che la “psicologia” virtuale legata a quell’ambiente mi suggerì una storia. Ti assicuro che il mio primo thriller è davvero bellissimo. Prova anche tu.

  15. chiara
    3 giugno 2016 alle 11:49 Rispondi

    Grazie per questi punti base, sono una ragazza di 15 anni e voglio iniziare a scrivere un libro spero di farcela grazie comunque di questi punti che mi possono di certo aiutare.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2016 alle 12:08 Rispondi

      Ciao Chiara, benvenuta nel blog. Qui puoi trovare altri articoli su come scrivere un romanzo. Buona lettura :)

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