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Come creare personaggi originali

Come creare personaggi originali

Scrivere una storia significa dare spessore ai propri personaggi, renderli credibili, reali. Forse quest’ultima parola è quella su cui soffermarsi per riuscire a creare dei personaggi veramente originali. Ho già scritto alcuni post sui personaggi, ma questo in particolare è stato ispirato da un commento di Marcello Nicolini quando ho parlato dei passi da seguire per scrivere una storia.

Eliminare gli stereotipi

Gli stereotipi sono una piaga della letteratura e del cinema. Quando introduciamo in una storia un personaggio stereotipato, non diamo al lettore nulla di nuovo. Anche se la nostra storia è originale e unica nel suo genere, il personaggio la rovinerebbe.

È inutile perdere tempo a lavorare su una trama valida se poi dobbiamo mettere in campo un protagonista già visto e conosciuto in altri romanzi e film. Credo che un personaggio debba presentarsi al lettore pian piano, con un dettaglio per volta. Se ne introduciamo uno stereotipato, invece, diamo al lettore una sua vecchia conoscenza.

Gli stereotipi sono un modello usato da chi non ha fantasia.

Le sfumature dei personaggi

Tempo fa ho parlato di come sia importante creare dei personaggi in grigio. Che cosa significa? Semplicemente che non esiste il cattivo e non esiste il buono. Esiste, però, l’umano. Ognuno di noi, nella realtà, ha lati positivi e lati negativi. Qualcuno ha più accentuati i primi, qualcun altro i secondi.

E se questo vale nella realtà, perché non dovrebbe valere nella narrativa? Diamo quindi ai nostri personaggi le giuste sfumature. Diamo loro una vita e, soprattutto, una realtà.

Studiare i personaggi esistenti

Un buon esercizio che ogni scrittore alle prime armi dovrebbe fare è un’analisi dei personaggi conosciuti, non certo di quelli stereotipati, ma di quelli che hanno fatto storia nel loro campo di azione. Ecco cinque esercizi da fare.

  • Analizzate 10 protagonisti di romanzi.
  • Analizzate 10 protagonisti di film.
  • Analizzate 10 protagonisti di fumetti.
  • Analizzate 10 personaggi storici di spicco.
  • Analizzate 10 persone che conoscete.

In cosa consiste questo esercizio? Fra le vostre letture di romanzi e fumetti, i film che avete visto, i protagonisti della storia della terra e le vostre conoscenze prendete dieci figure che più vi ispirano e tratteggiatene il carattere. Non è certo un lavoro facile, ma vale la pena farlo per scoprire quanta forza hanno quei personaggi, quante sfumature, quanto si discostano dagli stereotipi.

Alla fine dell’esercizio avrete ricreato ben 50 personaggi. Confrontateli con quelli delle vostre storie che ritenete non originali e stereotipati. Perché c’è questa differenza? Che cosa hanno in più e in meglio quei 50?

Estrarre i personaggi dalla storia

Non si crea una storia a partire da un personaggio, a meno che non sia un romanzo biografico. Si creano personaggi a partire dalla storia. Forse è questo l’errore che si commette quando non si riesce a creare un personaggio che funzioni, valido, unico fra tutti.

Il personaggio è soltanto una pedina, come nel gioco degli scacchi. Lo scrittore non racconta personaggi, ma storie.

Create una storia, chiamate il vostro protagonista X e gli altri personaggi A, B, C, ecc. Quando avete la storia in mente, non scritta dall’inizio alla fine, ma quando avete una trama, tiratene fuori i personaggi. Vi serviranno allora per definire meglio la trama.

La verità dietro al personaggio

Per capire meglio come creare personaggi originali e perché è importante crearli dopo la storia, dovete guardare la storia al futuro, non al passato o al presente. Chi era Giuseppe Garibaldi? Un uomo che ha fatto storia. O forse è stata la storia a creare Garibaldi? Vi siete mai posti questa domanda?

Se non ci fosse stata una storia, non sarebbe esistito nessun Garibaldi. Sarebbe stato probabilmente un uomo qualunque. Ma c’è stata una storia. C’è stato qualcosa che ha scatenato gli eventi e in funzione di quegli eventi si è formata la figura di Garibaldi, che a sua volta ha modificato gli eventi, il corso della storia.

Lo schema della storia

Osservando lo schema seguente si capisce meglio il meccanismo che sta dietro la storia. C’è un incidente che la innesca, c’è un protagonista coinvolto che reagisce e trasforma gli eventi. Forse non è propriamente esatto dire che parte tutto dalla storia, poiché la storia è l’insieme degli incidenti, dei personaggi coinvolti e delle loro reazioni.

Schema della storia

Si parte quindi da un incidente, un evento che colpisce uno o più personaggi, che a loro volta dovranno reagire. Questo è un momento critico nella costruzione del personaggio, perché ci farà capire di che pasta è fatto, ci dirà se è un eroe o un vigliacco. Se farà la storia o la subirà. E, soprattutto, ci dirà come farà la storia.

Un buon personaggio, un personaggio originale, trasformerà quell’incidente in una storia memorabile. In un romanzo da milioni di copie vendute. E farà di voi scrittori professionisti.

Dove risiede l’originalità

Se il lettore anticipa le mosse del personaggio, allora siamo di fronte al solito stereotipo. Dunque sorprendete il lettore. Date al personaggio la giusta ed equilibrata imprevedibilità. Fatelo pensare. Fatelo agire. Dategli una vita propria.

L’originalità risiede nella sorpresa. Nell’azione. Nella lotta per raggiungere uno scopo.

12 Commenti

  1. KINGO
    24 luglio 2013 alle 11:13 Rispondi

    Diciamo che se il lettore anticipa il personaggio gia’ nelle prime pagine, significa che manca di originalita’. Pero’, nelle ultime pagine, il lettore deve essere entrato in simbiosi con i protagonisti e pertanto immaginare le loro mosse, altrimenti vuol dire che non ha capito niente di loro. Ovvero, che lo scrittore non si e’ espresso bene.

    • Daniele Imperi
      24 luglio 2013 alle 13:18 Rispondi

      Sì, concordo, devono esserci tutti gli elementi per far conoscere il personaggio, ma non può anticipare tutto, altrimenti saprà come andrà a finire la storia :)

  2. PaGiuse
    24 luglio 2013 alle 13:37 Rispondi

    Ciao Daniele!
    La tecnica che suggerisci è davvero molto interessante e mi fa venire in mente le funzioni di Propp, utili per comporre dei racconti (Fiabe nel caso specifico di Propp, se non ricordo male).
    Inoltre c’è un fumetto che credo possa essere di grande ispirazione in riferimento all’argomento di cui tratti: il fumetto in questione è Julia (della Bonelli) e il suo autore è lo sceneggiatore Giancarlo Berardi, un autentico genio in grado di dare un carattere a tutti i personaggi che mette in scena, anche a quelli che appaiono in un solo albo.
    Da questo autore sto imparando moltissimo, perché è in grado di far capire come il comportamento dei personaggi possa condizionare un racconto.
    E, come giustamente dicevi tu, i personaggi (inclusa anche la protagonista del succitato fumetto) hanno dei lati positivi e dei lati negativi, che li rendono umani, li portano a compiere delle scelte e non è detto che queste siano sempre condivisibili.
    Molto bello anche l’esercizio che proponi e cioè di studiare 10 personaggi che fanno riferimento a vari ambiti culturali e di aggiungerne anche 10 tra le persone che si conoscono!

    Ci leggiamo presto.
    Buona giornata :)
    Pagiuse

    • Daniele Imperi
      24 luglio 2013 alle 14:26 Rispondi

      Grazie, Giuseppe.

      Ho letto qualcosa sulle funzioni di Propp. E conosco Julia, letto anni fa e poi abbandonato. Ho i primi 16 numeri, mi pare.

  3. Giuliana
    24 luglio 2013 alle 17:53 Rispondi

    Bellissimo articolo.
    Secondo me, evitare gli stereotipi è più difficile di quanto sembri e l’autore non deve sottovalutare la cosa. Il motivo è che ormai è già stato scritto di tutto e di più, sono stati creati personaggi di ogni genere ed è stato sondato ogni possibile lato dell’animo umano. Non è raro leggere commenti di lettori che sottolineano come il protagonista di un libro assomigli terribilmente a quello di un altro. In effetti, il cattivo è cattivo, c’è poco da fare.

    Ma, come suggerisci tu, a fare la differenza sono tante cose: il motivo per cui è diventato così (che non deve necessariamente essere dovuto ad un’infanzia difficile!), le sfumature del carattere, il modo in cui interagisce con gli altri personaggi, il suo lato umano, le sue paure. E anche – o soprattutto – i piccoli dettagli: le manie, i tratti fisici che lo contraddistinguono, l’ambiente in cui vive, gli oggetti di cui si circonda. L’insieme contribuisce a creare l’idea che il lettore se ne farà, perciò la descrizione dell’autore deve toccare ogni possibile aspetto delle persona, per stimolare diverse sensazioni sensoriali in chi legge.

    Concordo sullo svelare i dettagli poco a poco. Sono anche a favore dell’imprevedibilità: ragionata, coerente con la storia, non troppo in contrasto con le aspettative del lettore. Ma amo i colpi di scena, trovo che vivacizzino la storia e la rendano unica e avvincente.

    • Daniele Imperi
      24 luglio 2013 alle 18:16 Rispondi

      Grazie :)

      Vero, ormai hanno scritto tutto di tutto e è difficile creare qualcosa di originale.

      I colpi di scena devono esserci, ben dosati e ben creati, altrimenti l’attenzione e la curiosità del lettore scemano.

  4. Alessandro C.
    24 luglio 2013 alle 22:41 Rispondi

    Ogni tipo di storia ha un suo personaggio “ideale”, una storia d’azione non può avere come protagonista una persona troppo portata al ripiegamento soggettivo: non supererebbe il casting.
    E’ un ottimo post, dobbiamo però tenere in mente che, per esempio, in un racconto breve non avremmo modo di caratterizzare al meglio un personaggio mostrandone di volta in volta le peculiarità, e il rischio di cadere nello stereotipo è dietro l’angolo.
    Per i racconti lunghi e i romanzi non abbiamo giustificazioni: il personaggio va studiato, conosciuto meglio di noi stessi. A volte però si tira troppo la corda e pur di creare un personaggio originale si tirano fuori personalità con contraddizioni caratteriali così evidenti da renderlo poco credibile.
    Questa è la teoria, la parte “seria”.

    In verità per creare un personaggio penso a un difetto, un difetto insolito e preferibilmente buffo, e ci costruisco intorno un attore senza farmi troppe pippe mentali :P

    • Daniele Imperi
      25 luglio 2013 alle 07:38 Rispondi

      Grazie.

      Sì, vero, in racconti brevi neanche io sto a caratterizzare il personaggio e a fare schede.

      Per il romanzo, invece, ho creato il protagonista a partire quasi dal difetto di cui parli.

  5. Alessandro
    4 maggio 2014 alle 23:20 Rispondi

    Un guerriero errante al servizio degli dei dell’Olimpo, che compie un viaggio rischioso combattento contro le creature dell’inferno per essere libero dagli incubi che lo tormentano ed è disposto ad ogni sacrificio, ottenere la pace con la violenza

  6. Alessandro p
    23 maggio 2014 alle 13:44 Rispondi

    Si perché di solito sono sempre orchi draghi elfi, a te sembra originale ventunesimo secolo i demoni (mica orchi) seminano il caos nel mondo tutti hanno paura però un antico guerriero spartano semidio gli affronta per cercare la redenzione a me sembra molto originale invece

    • Daniele Imperi
      23 maggio 2014 alle 14:36 Rispondi

      Mah, i demoni anche sono inflazionati, sia nei libri sia nei film. Dov’è l’originalità?
      – un demone (il Male) semina caos
      – un eroe (il Bene) lo combatte.

      Solita roba fritta e rifritta.

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