Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

La questione dei post lunghi fra condivisioni e commenti

Post lunghi

Lo hanno detto in molti e anche Neil Patel ultimamente: i lettori sono più propensi a condividere sui social media articoli molto lunghi rispetto a quelli brevi. La media dei miei ultimi dieci post in questo blog è stata di 1240 parole l’uno: post lunghi, decisamente.

Ma il mio blog è giovane e questo non mi permette di fare un’analisi precisa: bisogna valutare i contenuti in base a una serie di fattori, perché ogni caso è a sé stante, come ha anche ribadito Valentina Falcinelli su Twitter qualche giorno fa.

Brevi casi studio sulla lunghezza dei post

Partiamo con due esempi:

  1. la mia guida psicologica alla creazione dei contenuti è un post di oltre 1200 parole e ha ricevuto 40 condivisioni e solo 4 commenti
  2. la mia guida spericolata alla scrittura per il web è di 2617 parole e ha ricevuto 160 condivisioni e 34 commenti

Di sicuro è stato più apprezzato il secondo del primo, ma in tutti e due i casi il numero delle condivisioni rispetto a quello dei commenti è schiacciante. Negli esempi fatti il secondo post è più immediato: si tratta di una guida alla scrittura. Il primo è invece, appunto, più psicologico e quindi non si presta a essere pratico come il primo.

Su Penna blu la media degli ultimi dieci post pubblicati è stata invece di 820 parole e ho notato che in quel blog ricevo più commenti che condivisioni. Anzi, le condivisioni sono diventate proprio scarse. Ma a me interessano più i commenti che i numeri sui social media.

  1. Il mio post su come creare un piano editoriale per il blog è di 1544 parole e ha ottenuto 86 condivisioni e 27 commenti.
  2. Il mio post sulle 154 idee per scrivere articoli è lungo 4913 prole e ha avuto 97 condivisioni e 42 commenti.

Che cosa possiamo capire da queste situazioni? Che le interazioni – numero di commenti e condivisioni – di un post dipendono da tantissimi fattori che non possiamo misurare con certezza o, meglio, non possiamo trarne, secondo me, una sorta di schema da usare per le nostre valutazioni.

Però questi 4 casi confermerebbero quanto ha detto Valentina, se non fosse che sono anche casi eccezionali. Ho detto che su Penna blu negli ultimi tempi, anche su post di moltissime parole, vincono i commenti sulle condivisioni.

Anche il sito Moz, lo scorso anno, aveva rilevato che i contenuti lunghi sono sì molto condivisibili, ma i lettori tendono a commentarli poco. Perché? Forse si innesca una sorta di timore reverenziale? Forse il lettore medio non si sente in grado di dare una risposta adeguata alla corposità dell’articolo?

Perché si condividono di più i post lunghi?

È una questione di percezione, secondo me. Un contenuto lungo dà l’impressione di essere un contenuto di valore, qualcosa di grandioso, che spacca, il frutto di ore di lavoro. È senz’altro così: io impiego qualche ora per scrivere articoli di oltre mille parole.

E la percezione vince sulla lettura: quando hai poco tempo, dai una scorsa al post e condividi. Dentro di te capisci immediatamente che è un articolo valido e vuoi condividerlo coi tuoi contatti sui social media.

Perché i post lunghi ricevono pochi commenti?

Non credo che, come ho scritto prima, sia una questione di timore, ma di tempo a disposizione per poter commentare il post in maniera completa. Un contenuto molto lungo abbraccia un vasto argomento, anzi lo approfondisce attraverso una serie di punti.

Il lettore, forse, sa di non poter tenere conto di tutti quei punti e preferisce non commentare? Bisognerebbe fare un sondaggio.

Come stimolare i commenti nei post lunghi?

I miei articoli sono strutturati in questo modo:

  • introduzione
  • sottotitoli con 2-3 o più paragrafi ognuno
  • domanda finale al lettore

E se scrivessimo una sorta di riassunto a fine post? Un “tirare le somme”, fare il punto della situazione riassumendo i concetti espressi nell’articolo? Molti post che leggo in inglese hanno una “Conclusion” alla fine e parecchio tempo fa la inserivo anch’io sul blog Penna blu.

Dalla prossima settimana proverò, almeno in post oltre le 1000 parole, a scrivere una conclusione e vedere se il numero dei commenti aumenterà.

Intanto giro la domanda a voi: come vi comportate di fronte ad articoli molto lunghi? Siete più spinti a condividere o a commentare?

21 Commenti

  1. Katia Anna Calabrò
    30 maggio 2014 alle 10:14 Rispondi

    Io penso che ad un articolo lungo, ben strutturato ed esaustivo, quasi sempre ci sia poco da aggiungere, quindi da commentare.
    È come un mini “saggio”.

    Tu questo lo fai spesso, Daniele. Abbiamo già parlato della tua generosità. :-)

    Sì, vuoi condividerlo, perché è di valore. E non comnenti perché rischieresti la banalità del: “bravo, bel pezzo, sono d’accordo, etc…”. Il commento non porterebbe alcun valore aggiunto all’argomento.

    Io preferisco gli articoli lunghi (se di valore, ovvio). Gli articoli troppo brevi o brevi, mi lasciano spesso una sensazione di incompleto, irrisolto o addirittura di superficialità.

    Buona giornata :-)

    • Daniele
      30 maggio 2014 alle 10:56 Rispondi

      Come pensavo io, in effetti.
      (Ma non avevi già commentato, qui?)

      Vero, hai detto che sono generoso :D

      Anche io preferisco gli articoli lunghi. Però, anche se il post è completo, uno potrebbe comunque parlare della sua esperienza, chiedere consigli, ecc. In fondo, io faccio sempre domande ai lettori.

      • Katia Anna Calabrò
        30 maggio 2014 alle 11:14 Rispondi

        Certo. Fai domande. Solo che è difficile dire la tua quando ti sembra che sia stato detto tutto e pure bene.
        (Mi pareva di sì)

        • Daniele
          30 maggio 2014 alle 11:20 Rispondi

          Allora devo cambiare strategia :D
          (No, qui non avevi ancora commentato, non risulti)

          • Katia Anna Calabrò
            30 maggio 2014 alle 11:53

            La via di mezzo =D
            (Ti era andata bene fin ad ora, “mo so ‘zzi tua”… :P)

          • Daniele Carollo
            30 maggio 2014 alle 15:19

            Sapete, non ho mai troppo ragionato in termini di differenza tra post lunghi e corti.
            Sono sempre stato dell’idea che ormai non si trattasse di rapporto condivisione/commenti tra post lunghi e corti, ma piuttosto di una tendenza a prescindere nel commentare molto meno, proprio perché vediamo nella condivisione e nella discussione sui social un nuovo mezzo che sostituisce il commento (quando dico “vediamo” non intendo io, tu o qualcun altro, parlo in generale).
            Questo post, però, mi fa accendere una lampadina…e mi accodo al punto da cui è partita Katia: in effetti non è facile quando si ha l’impressione che tutto sia stato detto bene e che non ci sia molto da aggiungere.
            Per intenderci e per farvi un esempio: questo commento è relativamente lungo per essere un commento. Eppure, mi pare di non aver aggiunto nessun particolare valore alla discussione, no? :)

  2. MikiMoz
    30 maggio 2014 alle 12:32 Rispondi

    Chi osa chiamare un sito come me? XD

    Cooomunque, cosa posso dirti… i post lunghi devono tenerti incollato, devono proprio catturarti, stupirti, interessarti. Altrimenti si rischia il “too long; didn’t read” ed è anche giusto, in un certo senso.
    Sappiamo quanto questo mondo sia veloce, molti è pure troppo se leggono il titolo, di un dato post!
    Io sono abituato a leggere fino in fondo, salvo proprio rotture di palle ancestrali con post noiosi o su argomenti di cui mi interessa pochissimo. Però dai, siccome al 99% leggo, poi commento.
    La condivisione, da parte mia, non so fino a che punto possa essere utile, visto che non sono fortissimo -credo- sui social.

    Moz-

    • Daniele
      30 maggio 2014 alle 12:39 Rispondi

      Sì, vero, i post molto lunghi devono riuscire a portarti fino all’ultima parola e questo dipende sia dal linguaggio sia dall’impaginazione. Io, pensa, non riesco a leggere alcuni post brevi, perché magari il blog usa caratteri piccolissimi e non frammenta il testo in paragrafi.

      • MikiMoz
        30 maggio 2014 alle 13:33 Rispondi

        Ecco, quindi i fattori sono tanti… Immagina un post lunghissimo e non frammentato.
        Ma poi, voglio dire, se viene condiviso mic aè detto che sia letto, o sbaglio?

        Moz-

        • Daniele
          30 maggio 2014 alle 13:49 Rispondi

          Non è detto, infatti. E ho scoperto varie volte che qualcuno condivide senza leggere.

          • Eena
            9 giugno 2016 alle 10:10

            Verissimo!
            In questo caso le condivisioni servono solo per far circolare il tuo “brand”. Non è poco, ma non portano nè iscritti a newsletter nè commenti…..
            Ma in una strategia a 360 gradi secondo me non vanno sottovalutati

          • Daniele Imperi
            9 giugno 2016 alle 10:21

            Le condivisioni servono, sicuramente, anche se io ho quasi smesso del tutto di condividere i miei post :)

  3. Daniele
    30 maggio 2014 alle 15:32 Rispondi

    @Daniele: beh, intanto hai detto la tua :)
    Inoltre hai scritto una cosa giusta: oggi la condivisione sembra sostituire il commento. Non ci avevo pensato, a dire la verità, ma il discorso regge.

    Il problema, se così stanno le cose, è che nemmeno 1000 condivisioni possono sostituire un solo commento.

    • Daniele Carollo
      30 maggio 2014 alle 23:16 Rispondi

      Vedi un po’? Ogni tanto si ha la percezione di non aver aggiunto nulla e invece scopri di aver lanciato uno spunto di riflessione.
      Magari ci scrivo su qualcosa (credo di aver letto anche qualcosa, ma non ricordo onestamente dove). Magari lo farai anche tu, mi viene da pensare ;)
      Un altro spunto di riflessione potrebbe essere quello che forse, si potrebbe valutare di ridurre il margine della classe “children” attinente ai commenti intorno ai 20-30px visto che effettivamente, oltre un certo numero di risposte t’è toccato “ripartire”. Ma questo c’entra poco col discorso e, più che altro, era per buttarla un po’ in caciara :D

      • Daniele
        1 giugno 2014 alle 07:51 Rispondi

        Sul discorso children hai ragione. Sinceramente non so come fare e poi bisogna vedere anche come risponde la cosa da cellulare.

  4. Enrico Filippucci
    18 novembre 2014 alle 11:02 Rispondi

    Riflessioni molto interessanti, in effetti è vero i post lunghi vengono condivisi di più. Però il mio post di maggior successo è di 1170 parole, piuttosto breve. Il successo del post lo ha determinato google non le condivisioni.

    Il secondo post di maggior successo, e il più copiato in assoluto per il momento, è molto lungo ma è molto impegnato sulla denuncia di una palese ingiustizia fiscale. Su questo post ho fatto un lavoro enorme di documentazione, scrittura e di triste repressione delle copie.

    Da questo non se ne può trarre una regola, fare un articolo molto premiato da google è difficile e non riproducibile in serie.

    P.S Daniele in questo tuo post hai 3 link che restituiscono un errore 404

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2014 alle 11:11 Rispondi

      Grazie, Enrico.
      1170 parole non è un post breve, per me, ma lungo :)

      Vero che non possiamo stabilire delle regole a priori.
      Grazie della segnalazione: avevo preparato i redirect 301, ma ho dimenticato di rimettere nel server l’.htaccess aggiornato :D

  5. Cornetta Maria
    28 dicembre 2014 alle 21:31 Rispondi

    Caro Daniele, sai cosa ti consacra definitivamente come ottimo scrittore? Non tanto la perfezione stilistica o i tuoi contenuti, quanto la nobiltà che ti distingue. Il vero artista non è meschino e tu non lo sei. Permetti a tutti di esprimere la loro opinione anche quando differisce dalla tua e non sei mai offensivo. Complimenti sinceri…Se questo è anche il tenore di tutto ciò che scrivi, continua a farlo. Il mondo ha bisogno di chi sa insegnare il rispetto. Molti cosiddetti grandi scrittori sono afflitti da insicurezza cronica e questo svilisce notevolmente il loro presunto talento. Un abbraccio! Accettalo, potrei esserti madre.

    • Daniele Imperi
      29 dicembre 2014 alle 07:52 Rispondi

      Grazie Maria,
      esseri offensivi in un blog è un modo veloce per perdere tutti i lettori :)
      Non so se sia il tenore delle mie storie. Sul fatto per potresti essermi madre forse dissento: mi sto avvicinando inesorabilmente al mezzo secolo :D

  6. Eena
    9 giugno 2016 alle 14:22 Rispondi

    A proposito di condividere i propri post… Beh io ho una pagina facebook sulla quale condivido i miei post del blog. Devo dire che alcuni funzionano molto bene altri meno, ma di sicuro non bisogna spammare. Interessante anche google plus, ma s che tu ami tenere aperta la discussione solo sul tuo blog ;)

    • Daniele Imperi
      9 giugno 2016 alle 15:20 Rispondi

      Sì, a me interessa che la discussione avvenga nel blog, almeno per i post creati per il blog :)
      Google plus l’ho proprio abbandonato, non trovavo alcun riscontro e ho visto che non funziona neanche per profili molto famosi.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.