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Nuove ossessioni nella scrittura

Nuove ossessioni nella scrittura
Temi che ricorrono nelle nostre storie, temi che ci catturano

È già trascorso oltre un anno e mezzo da quando parlai delle ossessioni nella scrittura che avevo a quel tempo. Ma tutto cambia, anche se non radicalmente. Le nostre letture aumentano, la nostra scrittura si fa sempre diversa, alla ricerca di quella perfezione e quella soddisfazione che non arriveranno mai.

Ora mi accorgo che i temi ricorrenti nelle mie storie – quelle scritte di recente e quelle in progetto – differiscono da quelli del 2012. Ci sono altri bisogni, altre passioni.

Storie interconnesse

Sta diventando quasi una mania. Ho iniziato a sfruttare questa tecnica dopo aver letto il meraviglioso romanzo L’atlante delle nuvole di David Mitchell, più volte citato nel blog. E il primo racconto in cui l’ho provata è stato Il Sanatorio delle Coincidenze Esagerate.

A quello è poi seguito Cacciatori di nuvole. E in un altro racconto, molto più complesso come struttura, sto usando questa tecnica. Sono io a chiamarla tecnica, in realtà si tratta di racconti elastici, come li definisce Max Giovagnoli nel suo libro Transmedia.

Semplicemente mi diverte e mi stimola scrivere storie collegate una all’altra. Non abuserò certo di questo metodo, anzi. Ho scritto due racconti e ne ho uno in preparazione, ma tanti altri hanno una struttura classica.

Mondi paralleli

Ne avevo parlato come uno dei modi per inventare storie. Come usare le realtà parallele è compito dello scrittore. Penso che siano un tema affascinante e che dà molte possibilità creative a un autore.

Ho letto qualche articolo online per farmi un’idea più precisa e ho iniziato a leggere un saggio, anche se non è certo una lettura leggera. Però ho in serbo alcuni racconti, come un paio cui ho accennato nelle storie che ho in programma di scrivere.

Gli universi paralleli possono essere sfruttati nel fantastico in generale e non solo nella fantascienza. Non li vedo come un argomento tipicamente fantascientifico. È importante, secondo me, il modo in cui lo scrittore decide di introdurre il concetto – la realtà! – dell’universo parallelo, come ha fatto anche lo scrittore Murakami.

Realismo fantastico

Quando ho letto Il mattino dei maghi, ho capito le potenzialità di questo genere. È una lettura da riprendere a breve, perché non basta leggerlo una sola volta. Come sapete, almeno voi che leggete spesso il blog, sono stufo di elfi e magia. Credono abbiano fatto il loro tempo.

Non so come si possa ancora essere attratti da un fantasy del genere. Ma se vanno ancora i vampiri e gli zombi, credo che anche gli elfi e i troll camperanno ancora per molto. Ma non grazie a me.

Realismo fantastico, dunque, o realismo magico. Un concetto che forse non è così semplice capire e su cui tornerò un giorno. Ma soprattutto è un concetto che sembra non avere limiti ben definiti e forse è proprio questo ad attirarmi di più.

Creazione del mito

Nessun sogno di diventare il Tolkien del XXI secolo. Quello che voglio dire è che mi piace reinventare antichi miti e leggende, dar loro una nuova forma, usarli per creare nuovi miti.

Ma non solo. Ho detto che pian piano sto definendo il mio mondo fantastico, che nelle mie storie mi piace inserire personaggi già conosciuti in altre. C’è quindi una realtà in divenire, una realtà che ha bisogno di sue regole e dunque anche di suoi miti.

C’è un racconto, Rottami, una storia steampunk cui avevo accennato. Quello sarà il primo racconto in cui sarà presente un mito. In che forma è ancora presto dirlo, perché devo studiare meglio quella storia.

Le vostre ossessioni del momento

Ne avete? Quali sono? Quali temi ricorrono nelle vostre storie?

17 Commenti

  1. Salvatore
    17 gennaio 2014 alle 09:41 Rispondi

    Senza volerlo o progettarlo mi rendo conto che ogni volta che mi cimento in un racconto breve – vale solo per i racconti – vengono fuori inevitabilmente due elementi: ragazzini (bambini) come protagonisti e la tematica degli abusi su minori o, più comunemente detta, pedofilia. Questo al di là del tema, dell’idea originaria, che mi ero posto.

    Non riesco a darmene una spiegazione. Forse questa tematica vuole fortemente uscire fuori e fin quando non mi dedico davvero ad essa non mi lascerà in pace. A te succede la stessa cosa? Ci sono temi che, al di là di ciò che hai progetato, escono fuori e vogliono essere narrate?

    • Daniele Imperi
      17 gennaio 2014 alle 12:18 Rispondi

      Forse è come dici. Non so dirti se anche io ho temi particolari che vogliono uscir fuori sempre in ogni storia. Ma quando scrivo proverò a capirlo.

  2. Ivano Landi
    17 gennaio 2014 alle 09:45 Rispondi

    Anch’io ormai ho ben chiaro quali sono le mie ossessioni nella scrittura, cosa ricorre in tutto quello che scrivo anche se non lo decido mai a tavolino. Poi, realismo magico o fantastico è esattamente il “genere” in cui mi colloco, quando qualcuno mi chiede cosa scrivo. Qualcosa del tipo: 80% di quotidiano e il rimanente 20% diviso tra fantasy e horror.

    • Daniele Imperi
      17 gennaio 2014 alle 12:19 Rispondi

      Che cosa ricorre nella tua scrittura?

      • Ivano Landi
        17 gennaio 2014 alle 13:00 Rispondi

        Al primo posto sicuramente le donne; tutto quello che scrivo trabocca di donne. Poi il mito, la fiaba, l’esoterismo. Mentre la struttura della storia procede sempre per accumulo progressivo di indizi, tasselli di puzzle che vanno poi a connettersi lentamente (molto lentamente) tra loro fino a formare il quadro completo.

      • Ivano Landi
        17 gennaio 2014 alle 14:01 Rispondi

        E’ curioso che mi sia dimenticato prima di citare uno dei miei temi fondamentali: la ricerca del tempo perduto, i flashback del lontano passato.

  3. Grazia Gironella
    17 gennaio 2014 alle 13:22 Rispondi

    Il tema ricorrente che ritrovo nei miei scritti è sicuramente quello del mistero, di una realtà che è sempre di più e altro rispetto a quello che ci appare. Non so se definirla un’ossessione, perché corrisponde al mio modo di vedere la vita e il mondo. Il fantastico e il non-fantastico per me sono le due metà che compongono il reale.

    • Daniele Imperi
      17 gennaio 2014 alle 13:49 Rispondi

      Io le ho chiamate ossessioni, ma è come dici tu: sono il modo in cui vedi la vita e il mondo, alla fine.

  4. MikiMoz
    17 gennaio 2014 alle 13:24 Rispondi

    Sul fantasy reale sono d’accordo con te, io apprezzo le opere dove il mago non spara palle di fuoco ma la magia è reale e credibile (fondata su basi pseudo-concrete)… però siccome la gente deve sognare mondi roboanti … sì, maghi ed elfi altissimi sparafrecce non finiranno mai.

    Quanto alle mie ossessioni, dipende da cosa ho in mente di scrivere… non ho un modello fisso: pur scrivendo quasi sempre di cose quotidiane (che siano reali o parodie di generi) ho provato a giocare con i piani temporali, ho provato a giocare con un colpo di scena finale, ho scritto cose assolutamente lineari… :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      17 gennaio 2014 alle 13:50 Rispondi

      Ti crei un’ossessione al momento :)

      • MikiMoz
        17 gennaio 2014 alle 14:25 Rispondi

        Ahaha, forse sì, o forse è il momento che crea il tutto :D

        Moz-

    • Grazia Gironella
      17 gennaio 2014 alle 19:00 Rispondi

      Sai, il problema è che per me gli elfi e le palle di fuoco sono inclusi nella realtà…

  5. Tenar
    17 gennaio 2014 alle 15:10 Rispondi

    In qualsiasi mondo o genere si muovono le mie storie, al centro ci sono sempre i personaggi. E i personaggi con cui mi trovo bene sono sempre degli introversi con difficoltà più o meno accentuate a comunicare le proprie emozioni. Dato che questa caratteristica ritorna spesso e volentieri anche nei libri e nei film che più mi colpiscono direi che si può parlare di ossessione

    • Daniele Imperi
      17 gennaio 2014 alle 16:00 Rispondi

      Ora che ci penso anche i miei personaggi sono così. Forse perché anche io sono abbastanza introverso e non sopporto chi si mette in mostra.

  6. Andrea
    18 gennaio 2014 alle 20:28 Rispondi

    Per quanto poco mi sia dedicato alla scrittura in questi ultimi tempi la mia ossessione riguarda un mondo fantastico che ho inventato qualche anno fa a cui aggiungo ogni giorno qualcosa. Quando scrivo un racconto riesco ad andare avanti solamente inserendo richiami al mio mondo, ambientato sempre in tempi diversi. Prima era solamente una dimensione parallela, poi s’è trasformato in un pianeta. Quindi una luna, un luogo eterno nei pressi del centro della Via Lattea e oggi, nella frenesia dell’ispirazione, nuovamente in una dimensione parallela (ho postato il mio scritto nel mio blog-diario).

    Adoro inoltre inventare leggende. Quando mi esercitavo moltissimo ero solito prendere una parola a caso e costruirci su qualche “diceria” (sempre ambientata nel mio mondo) di mezza pagina o poco più, finendo per riempire 10 pagine di quaderno (4000 parole circa) di oggetti, eventi e personaggi leggendari. Mi viene spontaneo e mi diverto sempre.

    Dannazione, Daniele, sebbene non riesca più a fidarmi delle mie capacità i tuoi post riescono ancora a ispirarmi!

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2014 alle 09:07 Rispondi

      Ciao Andrea, ben tornato :)

      Devi crederci di più. Scrivi ogni giorno e fai leggere quello che scrivi nei vari forum. la fiducia aumenterà.

  7. venticinque
    19 gennaio 2014 alle 11:16 Rispondi

    Tempo…maledetto tempo, mi dilania! Mi ferisce e mi trascina come un torrente pieno di sassi.
    Credo sia più una patologia psichiatrica che un tema ossessivo per i propri racconti.

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