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C’è un mercato per i racconti singoli in ebook?

Racconti in ebook

Se dobbiamo piazzare un romanzo o un’antologia di racconti, più o meno ogni casa editrice ha nel suo catalogo uno spazio per noi, anche se alcuni editori non accettano raccolte (ma di solito è la piccola editoria).

Ma un racconto singolo? Un racconto da pubblicare in ebook a meno di 2 euro? Esiste un mercato editoriale per raccolti sciolti, per letture di mezz’ora?

Ho fatto una lunga ricerca online per trovare case editrici disposte a pubblicare racconti singoli in ebook. Perché un racconto soltanto non può certo essere pubblicato in cartaceo, i costi sarebbero troppo alti e ben pochi sono disposti a pagare 7 o 8 euro per leggere un solo racconto, quando allo stesso prezzo possono avere un romanzo o una raccolta di storie.

Il risultato della mia ricerca è stato molto deludente. Ho trovato soltanto 3 case editrici in Italia che pubblicano racconti singoli in ebook e sono tutte di genere. Se quindi avete una storia mainstream, per voi non c’è nulla o quasi.

Editori che pubblicano racconti singoli in ebook

Ecco il mio brevissimo elenco.

  1. Delos Digital: preferiscono storie dai 50.000 caratteri in poi e hanno diversi generi: Erotismo, Fantascienza, Fantasy, Fumetto, Giallo, Horror, Narrativa, Poesia, Romance, Spionaggio, Steampunk, Storico, Thriller, Western, Zombie.
  2. Nero Press: accetta di nuovo manoscritti a partire dal 2018. Pubblicano storie in ebook tra i 60.000 e i 200.000 caratteri. I generi sono: Giallo, Thriller, Mystery, Noir, Horror, Gothic. Anche Urban Fantasy, Techno Fantasy, Cyberpunk, Steampunk e Weird, ma solo se uno dei precedenti generi è predominante.
  3. Vaporteppa: traduzione italiana di “steampunk”. Accettano generi come Fantascienza, Science-Fantasy e un po’ di Fantasy (se non medievaleggiante). Meglio se inviate storie Steampunk e Dieselpunk, storie retrofuturistiche e con richiami al XIX secolo.

Poche, vero? Se qualcuno di voi ha qualche nome in più, lo scriva pure nei commenti. Lo valuterò e inserirò nell’elenco.

Dove piazzo i miei racconti?

L’idea di scrivere un articolo sul mercato dei racconti in ebook m’è venuta quando ho iniziato a cercare editori a cui proporre alcuni racconti che ho scritto. Conoscevo già da tempo quei 3 editori.

Alla Delos ho già inviato un racconto a luglio, ma finora nessuna risposta. Così mi sono messo alla ricerca di altre case editrici che accettassero racconti singoli, ma non ho trovato altro.

La casa editrice 40K pubblica racconti singoli in ebook, ma finora ha pubblicato nomi conosciuti nella fantascienza come Dario Tonani e Giovanni De Matteo. Accettano proposte per saggistica, ma niente narrativa.

Così mi ritrovo quattro racconti di fantascienza pronti, di varia lunghezza:

  1. 204.000 caratteri: sottogenere space opera, ambientato in un lontano sistema solare e in un futuro imprecisato. A questo voglio lavorarci ancora, quindi è per ora in sospeso.
  2. 114.000 caratteri: fantascienza microbiologica (sì, esiste anche questo sottogenere: Microbiological Science Fiction), ambientato in Etiopia nel 2038.
  3. 62.000 caratteri: space opera, anche se siamo soltanto sulla Luna, nel 2081.
  4. 75.000 caratteri: dovrebbe ricadere nella fantascienza apocalittica, ambientato a Roma nel 1983.

Potrei inviarli tutti alla Delos, ma devo aspettare il responso del primo. Se nessuno sarà accettato, gli altri due editori non vanno bene per quelle storie. Dunque?

Autopubblicare i propri racconti in ebook

Ultima soluzione, che prevede ovviamente un costo per l’editing e la copertina, come minimo. L’impaginazione sono in grado di farla da me.

Ma quanto mi costa?

Gli ultimi due racconti solo di editing mi verrebbero a costare sui 150/190 euro l’uno, considerando una tariffa media di 4,5 euro a cartella, come ho letto in alcuni siti di editor. Su Fiverr si trovano buoni grafici per la copertina e quindi al massimo ogni ebook mi costerebbe sui 200/240 euro. Una spesa che si può affrontare.

I primi due racconti, invece, sono da escludere. I costi dell’editing sono di circa 300 euro per il secondo racconto e superano i 500 per il primo. Per me è troppo. Non voglio affrontare una spesa del genere, anche perché solo per rifarmi dei costi dovrei vendere 400 copie del primo racconto e 240 del secondo. Non sono certo numeri spaventosi, ma quanto tempo impiegherò prima di raggiungere quelle vendite?

È fattibile? Forse, non ne ho idea, ma i soldi sono i miei e preferisco spenderli diversamente.

C’è un mercato per i racconti singoli in ebook?

Qual è la vostra risposta? Conoscete altri editori che pubblicano racconti singoli?

62 Commenti

  1. Marco
    14 settembre 2017 alle 06:49 Rispondi

    Non saprei. Pure io conoscevo quelle case editrici. Ma 40K non ha chiuso? Su Twitter l’account è fermo al 2015, e il sito mi pare abbandonato.

    Per quanto riguarda le copertine, io mi sono affidato a Tatiana Sabina Meloni. Cercala su Google, magari fa al caso tuo!
    E in bocca al lupo per i racconti.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 09:22 Rispondi

      In effetto il blog di 40K è fermo al 2014 e l’ultimo ebook è del 2015.
      Grazie della segnalazione, se mi servirà la contatterò.

  2. andrea
    14 settembre 2017 alle 07:30 Rispondi

    Non ho esperienze dirette con C.E. però posso dirti la mia con l’auto-pubblicazione Kindle.
    Prezzo 0,99; il minimo, racconto breve sottoposto a editing da 10 min. tempo lettura massino.
    Il primo mese è entrato nei primi 10 o 20 della categoria, una-due recensioni ottime, poi s’è spento. Ho tentato con altri due, stessa cosa. C’è da dire che si trattava di vendite quasi a ”freddo”.
    Concludo: Il primo racconto era stato prima postato ”grezzo” su social, ricevendo centinaia di ”like” e decine di commenti d’entusiasmo.
    Ora ho pubblicato un raccolta (5), vedremo…
    Spero di esserti stato utile.
    a.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 09:23 Rispondi

      10 minuti di lettura? Quindi era un racconto brevissimo.

      • andrea
        14 settembre 2017 alle 16:15 Rispondi

        sì, in genere programmo da 6-7 min. a 25. Ne leggo abbastanza, tipo Durenmatt e altri. Ce ne sono anche di pochi minuti. Pensavo che il kindle ben si adattasse ai racconti (brevissimi), nel mio caso mi sbagliavo o forse serve più notorietà. Grazie a.

  3. Elena
    14 settembre 2017 alle 07:38 Rispondi

    Mah, non avevo mai pensato di pubblicare un racconto da solo. Ne ho uno in self, recentemente revisionato collettivamente sul blog, ma è in distribuzione gratuita.
    Sto ragionando su una raccolta mia, ma ancora è prematuro… Inoltre non scrivo fantasy o fantascienza, insomma, le possibilità sono ancora meno. Scusa Daniele, ma perché non in self? Fare una copertina con poco oggi non è impossibile…

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 09:24 Rispondi

      Perché l’editing costa, potrei pubblicare gli ultimi 2 racconti, che con l’editing il costo è contenuto.

  4. Grilloz
    14 settembre 2017 alle 07:53 Rispondi

    Feltrinelli ha la collana zoom che pubblica racconti solo in ebook e intermezzi ha la collana ottantamila che pubblica appunto racconto lunghi fino a 80000 caratteri, mi pare anche in cartaceo. Altri non saprei 😉

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 09:26 Rispondi

      La collana Zoom non parla di nuovi autori. Sul forum Writers Dream si parlava di una selezione di qualche anno fa, quando nacque Zoom, ma ora nel sito non ci sono accenni a invio di manoscritti.
      Ho visto Intermezzi, può andare, ma spero che paghino i diritti, altrimenti a che serve?

    • Claudio
      14 settembre 2017 alle 11:11 Rispondi

      A me la cara feltrinelli ha messo su collana zoom il mio libro, non racconto, di 310.000 caratteri. Al prezzo di quasi niente. Altro che 80.000 caratteri…purtroppo… Forse perché l’unica collana che poteva esistere “Solo Digitale” (costo quasi zero), non stampata, era nel 2015 la Zoom.
      Per avere un contratto osceno e la mia “prima creatura” narrativa lasciata lì a morire senza promozioni pubblicità concorsi e null’altro avrei almeno preferito fosse stata messa tra i libri invece che tra i racconti…
      Vabbè… :-)

      • Daniele Imperi
        14 settembre 2017 alle 11:32 Rispondi

        Ho visto, costa 2,99 euro. Penso sia un prezzo comune a tanti altri per un ebook. Li trovi da 0,99 in poi.
        Ma ti pagano i diritti, almeno?

  5. Ferruccio
    14 settembre 2017 alle 07:58 Rispondi

    Anch’io sono in ballo, ma sono molto scettico per il digitale.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 09:26 Rispondi

      Perché scettico?

      • Ferruccio
        14 settembre 2017 alle 10:03 Rispondi

        Non sono molto convinto, poi ho molti lettori classici e per la tipologia del mio lavoro mi rivolgo a loro. Se avessi numeri da migliaia di copie forse non avrei dubbi, ma al momento 100 o duecento copie cartacee potrei venderle anche senza spingere troppo, con il digitale ne farei al massimo una cinquantina, ma impegnandomi.

        • Daniele Imperi
          14 settembre 2017 alle 10:20 Rispondi

          In effetti anche per me bisogna considerare la tipologia di lettori. Per i racconti singoli posso scegliere l’ebook, ma per un romanzo voglio cartaceo e ebook.

  6. Marco Amato
    14 settembre 2017 alle 08:15 Rispondi

    Io mi pongo un altro dubbio. Visto che sono quattro racconti di fantascienza, perché pubblicarli singoli e non in raccolta?
    Potresti dare il titolo della raccolta al racconto principale, oppure creare un titolo che racchiuda l’essenza dell’insieme. Visto il numero di caratteri di ciascuno potrebbe venirti un libro di almeno 250 pagine, quindi qualcosa di più corposo.
    I racconti già di per sé hanno vita difficile in raccolta, singoli diventano una questione durissima. E poi anche per te, quattro racconti da piazzare, potrebbero finire con editori diversi e perderesti una tua omogeneità di pubblicazione. Non oso immaginare quattro contratti editoriali da firmare. E poi per promuoverli è molto più semplice valorizzare una raccolta, facendo esaltare i singoli aspetti dei racconti, che invece dover disperdere le forze su quattro entità distinte.

    • Bonaventura Di Bello
      14 settembre 2017 alle 09:21 Rispondi

      La penso esattamente come Marco, perché non raggrupparli in un’antologia a questo punto? In ogni caso i costi per le copertine su Fiverr possono essere anche nettamente inferiori a quelli che hai ‘preventivato’. L’editing, poi, detto fuori dai denti, non lo vedo così fondamentale se sei un autore ‘emergente’, soprattutto alla luce del grado di ‘giudizio critico linguistico’ della stragrande maggioranza dei lettori. Secondo me, un buon self-editing basta e avanza in questi casi.

      • Daniele Imperi
        14 settembre 2017 alle 09:30 Rispondi

        Se sei un autore emergente, l’editing ti serve più che se fossi famoso :)
        E poi qui ho sempre scritto contro il self selvaggio e proprio io vado a pubblicare senza editing?

        • Bonaventura Di Bello
          14 settembre 2017 alle 10:11 Rispondi

          Capisco. Ma resto dell’idea che la stragrande maggioranza dei lettori non farà caso alla “qualità professionale dell’editing”, e sono altrettanto certo che anche a fronte di un editing di alto livello e di una buona qualità narrativa, ci saranno sempre i “sapientoni” pronti a lasciare critiche negative su Amazon e altrove (persino se l’ebook è gratuito, e su questo si potrebbe scrivere un altro articolo, e commentare all’infinito).
          In ogni caso, ripeto, capisco sicuramente il tuo punto di vista anche se non lo condivido. :)

          • Daniele Imperi
            14 settembre 2017 alle 10:22 Rispondi

            Se ci fanno caso o meno, non è un mio problema. La mia coscienza mi impone di fare le cose come vanno fatte o di non farle per niente. Poi se lasciano commenti negativi anche con editing di qualità, pazienza, è normale.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 09:28 Rispondi

      Marco, a parte che la raccolta sarebbe troppo disomogenea, ma di editing andrei a spendere oltre 1.100 euro. No, mi dispiace, ma non butto via così tutti quei soldi, per un progetto che non mi farà mai guadagnare nulla.

      • Marco Amato
        14 settembre 2017 alle 09:38 Rispondi

        Io però non detto che devi pubblicare in self publishing. Anzi, il self publishing non lo avevo proprio preso in considerazione per il tuo caso. ;)

        • Daniele Imperi
          14 settembre 2017 alle 09:49 Rispondi

          E quale editore accetta una raccolta di 4 racconti slegati fra loro di un autore sconosciuto? :)
          Leggendo in giro, gli editori non vogliono antologie.

          • Marco Amato
            14 settembre 2017 alle 09:55 Rispondi

            E che ne so quale editore accetta quattro racconti slegati di uno sconosciuto. Se per questo, e se vogliamo dirla tutta, dubito che esistano editori che facciano un editing di racconti singoli. Di norma, questi editori piccoli, non fanno editing nemmeno sui romanzi, figuriamoci sui racconti. Al massimo compiono una correzione di bozze superficiale giusto per rimuovere il grosso dei refusi.
            Poi se esiste l’editore che pubblica i singoli racconti e compie pure l’editing: bingo! XD

            • Daniele Imperi
              14 settembre 2017 alle 10:00 Rispondi

              Antonella del blog Inchiostro, fusa e draghi pubblica con Delos e ha detto che c’è editing nei racconti.
              Poi, se vedo che hanno solo fatto correzione di bozze, non sono certo obbligato a pubblicare.

              • Marco Amato
                14 settembre 2017 alle 10:13 Rispondi

                Il problema è tutto economico. L’editore si impegna nell’editing quando sa che rientrerà nell’investimento economico. Un editore non spenderà mai 100/200/300 euro di editing per un libro che sa che non supererà una soglia minima di vendite. Non è un ente caritatevole, ma una azienda con costi e ahimè tasse abnormi.
                A quel punto l’editore o non pubblica, o se comunque sia il libro può vendicchiare contiene il costo di pubblicazione. Conosco amici che hanno pubblicato con Delos che vendono qualche decina di ebook. Nessun editing può essere ripagato con tali vendite.
                Antonella probabilmente ha un suo pubblico di lettori affezionato e garantisce all’editore il rientro dell’investimento dell’editing.

                • Daniele Imperi
                  14 settembre 2017 alle 10:23 Rispondi

                  Ma un editor che lavora presso un editore è stipendiato, no? Quindi l’editore spende un fisso al mese. Inoltre non credo che accettino racconti se non sicuri di rifarsi come minimo delle spese.

                  • Marco Amato
                    14 settembre 2017 alle 10:25 Rispondi

                    Non si può generalizzare, ma spesso i piccoli editori si affidano a editor esterni, freelance. Nel caso di Delos non so. Magari chiedi ad Antonella che ha una esperienza positiva diretta.

                    • Daniele Imperi
                      14 settembre 2017 alle 10:26

                      Sì, penso anch’io che dipenda dalla casa editrice.

          • Corrado S. Magro
            14 settembre 2017 alle 19:55 Rispondi

            I racconti hanno vita difficile. La raccolta di racconti ha a mio parere un vantaggio: Quello di seguire filoni del tutto diversi fra di loro. Dai uno sguardo a fantarea.com. Vedi se fa al tuo caso. È un mini sito ancora giovane che punta sul digitale. Fra poco (imminente) si arricchirà di un blog con le preentazioni degli scritti pubblicati.

            • Daniele Imperi
              15 settembre 2017 alle 07:07 Rispondi

              Grazie, vedrò oggi stesso quel sito.

            • Daniele Imperi
              15 settembre 2017 alle 07:13 Rispondi

              Allora, innanzitutto Fantarea è tuo, e questo non l’hai fatto presente nel commento. Poi Fantarea chiede un contributo all’autore di 20 euro per l’ISBN, e questo non mi pare corretto. Quindi Fantarea non fa al mio caso :)

              • Corrado S. Magro
                15 settembre 2017 alle 08:43 Rispondi

                Per carità. Non mi sento leso. Che fantarea sia mio l’ho annunciato già nei primi contatti avuti con il tuo blog solo che inserendo l’indirizzo del sito i commenti spesso non partivano. È a discrezione di chi desidera pubblicare ritenere esoso il costo dell’ISBN e una scroccheria ricevere solo il 50 per cento sul venduto. Facendomi carico della lettura a fondo degli scritti ed eliminazione dei refusi penso offfire un servizio. Non te voglio in alcun caso, sarebbe stupido da parte mia e se ci ripensi batti un colpo. Grazie

              • Corrado S. Magro
                15 settembre 2017 alle 08:45 Rispondi

                perdona l’errore, manca un “ne” davanti a voglio.

  7. Barbara
    14 settembre 2017 alle 09:03 Rispondi

    Stavo per scrivere la stessa cosa di Marco: perché non farne una raccolta unica?
    Più che altro vedo la questione dal punto di vista del lettore: quelli che “non hanno tempo per leggere” si buttano favorevolmente sui racconti, ma il singolo racconto non è valutato tanto quanto una raccolta. Come dire: se ne ha scritto solo uno, non ci perdo tempo; se ne ha scritto più di uno (raccolta), allora è davvero bravo. (ho semplificato, ma questo è quel che mi dicono)
    Del resto, cosa fanno i “grandi”? Pubblicano antologie di racconti, e non singolo racconti. Penso a Stagioni diverse di King, proprio 4 racconti e tra l’altro nemmeno poi tanto legati tra loro. :)

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 09:31 Rispondi

      Già risposto a Marco per la raccolta unica :)
      I grandi hanno pubblicato singoli racconti sulle riviste e poi, essendo famosi e grandi, gli hanno pubblicato le antologie.

  8. Megalis
    14 settembre 2017 alle 09:37 Rispondi

    Il gruppo Alter Ego Edizioni http://www.gruppoalterego.it/ so che pubblica anche storie brevi e raccolte di racconti in cartaceo e ebook, ma non mi è ancora chiaro il tipo di contratto che propongono, quanto di tuo devi investire nella distribuzione. Ho provato a chiedere a un collega che ha pubblicato con loro, ma resta sul vago. L’alternativa era l’autoproduzione in versione ebook. Avevo pensato di pubblicare un singolo racconto, ma è talmente breve che temo l’ira dei lettori.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 09:53 Rispondi

      Nel loro catalogo ho visto un solo racconto.

  9. Bonaventura Di Bello
    14 settembre 2017 alle 10:14 Rispondi

    A proposito di ‘editing’, Daniele, non so se hai affrontato l’argomenti in modo specifico in altri articoli, ma come autore di narrativa, non trovi che un editing ‘massiccio’ su un racconto (o un romanzo) possa snaturare o stravolgere lo stile stesso dell’autore? Posso capire sulla manualistica e saggistica (dove personalmente ho apprezzato il lavoro di editing nella pubblicazione con un editore tradizionale), ma sulla narrativa mi pare altrettanto ‘pericoloso’ di quello che accade spesso con le traduzioni di narrativa straniera in italiano…

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 10:25 Rispondi

      Snatura o stravolge lo stile dell’autore se l’editor, anziché dare consigli su come migliorare il testo (come si dovrebbe fare), interviene invece direttamente sul testo, creando di fatto un testo scritto a 4 mani.
      Per me questo non è editing e non l’accetterò mai :)

  10. Bonaventura Di Bello
    14 settembre 2017 alle 10:25 Rispondi

    Ben detto! :)

  11. Mala Spina
    14 settembre 2017 alle 12:42 Rispondi

    Oltre a quelli che hai menzionato mi viene in mente solo Acheronbooks.com (sono italiani ma il loro obiettivo è quello di tradurre in inglese) e che si occupa di speculative fiction italiana.

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 13:14 Rispondi

      Ho appena visto, la pagina “Submissions” è appunto in inglese, quindi non accettino testi in italiano.

      • Mala Spina
        14 settembre 2017 alle 14:15 Rispondi

        sìsì, accettano e pubblicano anche in Italiano :-)
        Casomai sono loro che traducono.

        • Daniele Imperi
          14 settembre 2017 alle 14:44 Rispondi

          Ok, allora poi li metto nell’elenco.

  12. sandra
    14 settembre 2017 alle 13:14 Rispondi

    Io ho pubblicato 2 racconti e un manuale con Delos, pagano puntualmente ma solo al raggiungimento di 50 euro di diritti, e io nonostante tre titoli non li ho ancora raggiunti, quindi niente. Editing lo fanno, a me l’ha fatto Franco Forte di persona, e rispondono pure molto velocemente, nel giro di settimane, penso che la risposta ti arriverà a breve, considerato che l’hai mandato a luglio (a meno che per esito negativo non rispondano, questo non lo so, a me è andata sempre bene con Delos)

    • Daniele Imperi
      14 settembre 2017 alle 13:21 Rispondi

      A 1,99 euro l’uno devi vendere di media 42 copie a ebook per arrivare a 50 euro. Ho considerato il 25% di diritti meno 20% di tasse. Dipende dall’argomento dell’ebook e anche dal genere.
      Hanno comunque scritto che cercano di rispondere a tutti.

      • azzurropillin
        14 settembre 2017 alle 20:13 Rispondi

        Anch’io ho pubblicato con Delos e in due anni con un titolo ho fatto 34 euro di diritti o 37, adesso non ricordo di preciso.
        In self, con lo stesso libro, a un prezzo di copertina inferiore, ho guadagnato la stessa cifra in meno di un mese.
        Più che guadagnare con Delos risparmi sull’editing, sempre che non ti capiti il correttore di bozze che è capitato a me: ha aggiunto degli errori anche gravi.
        Non vedevo l’ora di riprendermi i diritti!

        • Daniele Imperi
          15 settembre 2017 alle 07:09 Rispondi

          Be’, questo è davvero strano, che in poco tempo tu abbia guadagnato di più.
          Riguardo agli errori, che ha combinato quel tipo? La cosa è preoccupante…

          • azzurropillin
            15 settembre 2017 alle 08:33 Rispondi

            Delos non fa alcuna promozione dei suoi titoli, un paio d’anni fa Franco Forte ha pubblicato i numeri di Delos: copie vendute e titoli pubblicati. Se ne deduceva che ogni titolo vendeva in media 70 copie, il mio in due anni ne ha vendute 107 ed era il più gettonato della collana Chick&chick. Diventa chiaro come stanno in piedi: la maggior parte degli autori non viene pagata se non alla scadenza del contratto perché non arriva mai a 50 euro di royalty.
            Inoltre il mio titolo era su kindle unlimited ma per le pagine lette non ho mai visto un euro, mentre da self la parte dei guadagni di unlimited è determinante.

            Nel mio caso l’ebook costava 2.99 per pochissime pagine. La collana Youfeel Rizzoli che pubblica titoli analoghi li vendeva a minor prezzo nonostante il numero maggiore di pagine, con copertine molto più accattivanti, con un marketing molto serrato. Ovvio che nessuno avrebbe pagato di più, per un libro più corto con una copertina triste.

            Riguardo gli errori: Euro scritto maiuscolo una volta sola su 7 occorrenze (o scrivi sempre maiuscolo o mai), un errore gravissimo di consecutio temporum, spazi mancanti tra parola e trattino, è stata tolta una parola e la frase non aveva più senso, e questo solo nel primo 30% del libro. Poi ho smesso di rileggerlo perché ero così arrabbiata che gli avrei fatto causa.

            Ero molto dubbiosa sulla pubblicazione con Delos perché avevo comprato dei loro libri pienissimi di refusi, e anche se li avevo segnalati non erano mai stati corretti.
            Mi sono detta: be’ se consegno un manoscritto privo di errori, mica li potranno aggiungere. Mi sbagliavo.

    • Andrea
      14 settembre 2017 alle 18:56 Rispondi

      Ciao, una curiosità: riesci a vedere in tempo reale le tue vendite o devi fidarti sulla parola dell’editore? Lo chiedo perché ultimamente mi sta ballando in testa questa domanda. Chissà quanti sono gli editori che offrono la totale trasparenza?

  13. Andrea
    14 settembre 2017 alle 18:54 Rispondi

    Io non credevo nemmeno che esistessero. Questo un po’ mi rincuora, anche se sono veramente pochi.

    • Daniele Imperi
      15 settembre 2017 alle 07:07 Rispondi

      Sì, purtroppo sono pochi gli editori che pubblicano racconti singoli, eppure in digitale i costi sarebbero contenuti.

  14. Sandra
    14 settembre 2017 alle 19:00 Rispondi

    Andrea, se la domanda era per me, mi pare così, sì ho un report di vendita aggiornato periodicamente e una password per accedere, lo stesso, anzi fatto meglio e aggiornato più frequentemente ce l’ha goWare l’editore col quale pubblico attualmente i romanzi.

    • Andrea
      14 settembre 2017 alle 22:17 Rispondi

      Grazie della risposta. Mi sono dimenticato di chiederti se hai pubblicato in digitale o anche in cartaceo :)

  15. Sandra
    16 settembre 2017 alle 10:25 Rispondi

    No, solo digitale.

  16. Andrew Next
    17 settembre 2017 alle 05:43 Rispondi

    Se cerchi tanbto trovi anche editor a prezzi più bassi, a patto di saper scrivere bene puo’ essere interessante.
    Inoltre se sei cliente fisso di uno stesso editor non di rado escono fuori sconti o editing a prezzo fisso (c’è la crisi).
    Ci sono pure editori che scaricano il costo di scouting sugli aspiranti scrittori.

    Prendi Plesio Editore: offre servizi di editing a 1,2 eur a cartella (+iva).
    A quel prezzo non ci paghi neanche l’editor di redazione per intero.
    MA: se un aspirante scrittore è cosi’ determinato da spendere di tasca propria per l’editing vale la pena dargli un’occhiata ulteriore.
    Personalmente a me non piace: se una storia vale, vale. Il fatto che qualcuno aggiunga denaro al valore del libro per incrementarne l’appeal mi sa tanto, ma proprio tanto, di corruzione. Inoltre si escludono dalla valutazione tutti quegli autori che, pur sapendo scrivere, non si possono permettere neanche un editing di questo tipo.
    D’altro canto porta un po’ di soldi all’editore e avvicina scrittori determinati a farsi strada.
    Determinazione = bravura? No, ma se si è determinati si va fino in fondo e a volte si scava pure e… si diventa bravi anche a scrivere.

    A presto
    A.V.

    • Daniele Imperi
      18 settembre 2017 alle 07:02 Rispondi

      Prezzi bassi ok, ma la qualità resta?
      Non ho capito la parte sulla corruzione…

  17. Vivianne Pellacani
    20 settembre 2017 alle 17:21 Rispondi

    Perchè non pubblicare i propri racconti gratuitamente su riviste quali: Altri Sogni, Inchiostro, Fernandel, Cattedrale o Tenuè? Eventuali editori potrebbero notare scrittori emergenti in questo modo. In più le riviste offrono più visibilità rispetto al proprio sito web personale. Io vorrei farlo da un pò ma considero i miei racconti come bambini, non riesco a lasciarli andare…

    • Daniele Imperi
      21 settembre 2017 alle 08:05 Rispondi

      Perché a un certo punto un autore vorrebbe avere il piacere, legittimo, di vendere i propri racconti. Siamo poi sicuri che gli editori leggano quelle riviste?

      • Vivianne Pellacani
        21 settembre 2017 alle 14:31 Rispondi

        La mia era solo una domanda…piacerebbe sapere anche a me qual è la strategia giusta! Ho letto diversi articoli sull’argomento. In sintesi, dicevano che c’è poco mercato per i racconti (raccolte, singolarmente neanche li prendevano in considerazione), soprattutto di scrittori emergenti: le riviste sono un canale di scouting di nuovi talenti. Si possono provare entrambe, comunque. Per quanto anch’io desideri pubblicare i miei racconti, credo che un libro, per un esordiente, sia decisamente la scelta più saggia. Una volta noti, poi si pubblicano i racconti :)

        • Daniele Imperi
          21 settembre 2017 alle 14:41 Rispondi

          Ho letto anche io che non vogliono le raccolte né i racconti singoli. Ma qualcuno c’è che li pubblica.
          Ho paura che i tempi di risposta (positiva) nel pubblicare racconti gratis in quelle riviste e essere notato siano ancora più lungi di quelli geologici per avere normalmente risposte dagli editori.

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