Il mattino dei maghi di Louis Pauwels e Jacques Bergier

Libri e scrittura

Il sottotitolo di questo saggio è Introduzione al realismo fantastico. Credo sia il migliore che abbia letto, a prescindere dal tema trattato. È un saggio da leggere più volte, perché a ogni lettura riserva una novità, o meglio riesce a entrare appieno nella mente del lettore.

Libri e scritturaDiviso in tre parti, una dedicata alle civiltà scomparse, una al nazismo magico e una all’uomo, Il mattino dei maghi è un testo semplice ma che contiene un enorme potenziale: quello di aprire la mente del lettore verso fatti ed elementi inconsueti, fuori dall’ordinario, impossibili a volte. È un saggio che crea una nuova visione del mondo che ci circonda e lo fa con parole chiare e uno stile che non vuole essere scientifico né accademico.

Esoterismo, scienza e mistero sono gli ingredienti di questo libro, che offre una panoramica della storia non ufficiale della Terra: lo scopo non è quello di convincere il lettore, ma semplicemente di farlo pensare, ragionare, di far nascere in lui domande e questioni a cui forse nessuno potrà dare una risposta, ma che certamente gli permetteranno di guardare al fantastico con più rispetto e attenzione.

Il mattino dei maghi è una fonte di sapere e curiosità. È un libro che contiene altri libri. Ogni pagina racchiude una scoperta, una meraviglia, una spinta alla conoscenza. È grazie a questo saggio che ho potuto conoscere altri libri e altri autori.

Cosa insegna a uno scrittore Il mattino dei maghi

A guardare al Fantastico con un occhio nuovo, diverso, profondo. Insegna a pensare e a trovare idee. È grazie a questo saggio che sono riuscito a scrivere Il Sanatorio delle Coincidenze Esagerate e Lo sconosciuto degli abissi. È grazie a questo libro che ho avuto altre idee per racconti e storie.

Non va visto soltanto come una fonte di idee – anche se in fondo è così – ma come un libro unico su cui iniziare una documentazione diretta a un Fantastico da rinnovare. Lo vedo come una sorta di manuale e ho deciso di lasciarlo sempre a portata di mano, perché sono convinto che in futuro mi tornerà utile.

Ho detto che Il mattino dei maghi non è un libro da leggere una sola volta. E infatti più in là lo rileggerò. È un saggio pieno di nozioni che non possono attecchire nella mente del lettore tutte in una volta. Una prima lettura apre la mente, guida lo scrittore di fantastico verso una nuova strada, forse quella più giusta.

Scrittore di realismo fantastico, dunque, che a mio parere è una professione più interessante della consueta. Un Fantastico che si nasconde nella nostra storia, nel nostro passato e nel nostro presente. Un Fantastico che andrebbe avvicinato con occhi scientifici senza restrizioni.

Un nuovo volto del Fantastico

Il mattino dei maghi rappresenta per la scrittura creativa una delle strade per dare al Fantastico un nuovo volto, il rinnovamento di cui ha bisogno ormai da tempo. Avevo già scritto, in un mio post, di essere stufo di leggere di elfi e talismani magici. Credo che in narrativa questi temi siano stati abusati.

  • Vorrei leggere di altro.
  • Vorrei leggere di un Fantastico che ha radici terrestri e non così immaginarie.
  • Vorrei leggere di un Fantastico che si fonda sulla storia, su fatti che la scienza non può o non vuole spiegare.
  • Vorrei leggere di un Fantastico alchemico.
  • Vorrei leggere di un Fantastico mistico.
  • Vorrei leggere di un Fantastico esoterico.
  • Vorrei leggere di un Fantastico occulto.
  • Vorrei leggere di un Fantastico nascosto.
  • Vorrei leggere di un Fantastico realistico.
  • Vorrei leggere di un Fantastico credibile ma pur sempre meraviglioso.

A partire dalla lettura de Il mattino dei maghi è possibile secondo me scrivere storie che diano a questo genere una nuova vitalità. Forse non sarà un Fantastico per tutti, per gli amanti del classico, per i fanatici di Tolkien, di Brooks e di Martin. Forse sarà un Fantastico di nicchia, ma sarà pur sempre una nicchia che farà bene al Fantastico.

Estremi del libro

  • Il mattino dei maghi di Louis Pauwels e Jacques Bergier (titolo originale: Le Matin des magiciens)
  • Mondadori
  • 510 pagine
  • 2011
Categoria postPublicato in Lettura - Data post7 giugno 2013 - Commenti23 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

Ti è piaciuto questo post? Condivilo sui social media o via email!

Email
Commenti
  • KINGO 7 giugno 2013 at 10:05

    Ci faro’ senz’altro un pensierino, comunque al momento su amazon non e’ disponibile, forse era meglio se sceglievi un’altra data per pubblicare il post…

    Per il resto, che dire, anche a me piace quel tipo di fantastico, pero’ agli elfi biondi con le orecchie a punta non potrei proprio rinunciare!

    • Daniele Imperi 7 giugno 2013 at 10:11

      Non ho neanche controllato se fosse disponibile, a dire la verità. Comunque queste affiliazioni spariranno presto. È stato un esperimento. La rubrica continua, ovviamente.

      Gli efli a me invece hanno stancato. Se n’è abusato troppo. Voglio leggere e scrivere altro.

  • KINGO 7 giugno 2013 at 10:58

    Sono contento che la rubrica continui, finora hai presentato roba interessante.

    Sai cos’e’ che piu’ mi piace degli elfi? Forse proprio quello che invece ti ha stufato: e cioe’ che se in un racconto ne introduco uno, in fin dei conti non ho nemmeno bisogno di descriverlo, perche’ gia’ scrivere “elfo” richiama alla mente del lettore qualcosa di definito.

    • Daniele Imperi 7 giugno 2013 at 11:04

      Ho capito che intendi. Ma così diventa troppo facile, non trovi? Non c’è bisogno, alla fine, di avere così grandi qualità e abilità nella scrittura, perché stai scrivendo di qualcosa di iperconosciuto.

      Come scrittore, invece, devi sforzarti di andare oltre, di scrivere e descrivere ciò che non esiste e ciò che altri ignorano.

      • Marcello 17 gennaio 2014 at 13:27

        Anche a me hanno stancato, elfi e orchi. Però, e anche qui prendo spunto dalla tua risposta all’utente di prima, se navighiamo sul lexicanum (o come cavolo si chiama) online di Warhammer 40K, vedremo che i creatori di WH40K hanno preso elfi e orchi e se li sono reinventati talmente bene da descriverne l’anatomia e tutto il resto con idee orginali, a mio parere. gli orchi (orks in wh40k) per esempio, sono organismi composti da funghi e si riproducono in questo modo: secchi un orko, questo imputridisce, rilascia spore che attecchiscono non so dove e danno vita ciascuna (se non sbaglio) a un orko adulto.
        Spettacolari anche gli eldar (gli elfi) o i kroot (uomini-uccello). Avevo descritto i kroot in questo racconto: http://marcellonicolini.blogspot.it/2013/02/il-salto-un-racconto-su-wh40k.html

        Questo per dire che elfi e orchi hanno rotto, ma anche che, con un altro punto di vista e con i dovuti accorgimenti, forse, si potrebbero riusare.

        Saludos!

        • Daniele Imperi 17 gennaio 2014 at 13:48

          Non conoscevo quell’ambiente, sembra interessante. Ridare vita ai vecchi miti fa bene al mito :)
          Leggerò quel tuo racconto.

  • Antonietta 7 giugno 2013 at 12:30

    Tutto ciò che appartiene alla sfera della realtà non manifesta mi affascina. Sono appassionata lettrice di fantasy di archeologia misteriosa, ricercatrice… Io sono nata e vivo in Sardegna, una terra intrisa di leggende e di luoghi che sono porte multi-dimensionali.
    La presentazione che fai di questo libro mi spinge a approfondirne la conoscenza sperando possa essere fonte di maggiore o diversa conoscenza di certi aspetti.
    Ti ringrazio per queste tue piccole perle che sapientemente dosi per noi.
    Antonietta

    • Daniele Imperi 7 giugno 2013 at 13:51

      Ciao Antonietta e benvenuta nel blog.

      Grazie. Se ti piacciono questi argomenti, allora ne Il mattino dei maghi troverai una piacevole lettura.

  • Lucia Donati 7 giugno 2013 at 14:56

    Insieme all’alchimia ti consiglio di interessarti di filosofia, se cerchi ispirazioni diverse per il fantastico. L’esoterico è oggi parzialmente venuto allo scoperto ma risulta ancora incomprensibile ai più. Un testo da leggere più volte è: “L’alchimia” di Titus Burkhardt (Paolo Boringhieri, 1961), che ho trovato su una bancarella; non so se è rintracciabile. Alcune nozioni di ermetismo possono aiutare a tessere trame avvincenti per il fantastico; e probabilmente abbastanza realistiche. Questo libro che tu consigli mi sembra interessante…

    • Daniele Imperi 7 giugno 2013 at 17:26

      Alla filosofia avevo pensato tempo fa e ho recuperato un libro usato alle superiori. Quel libro che citi non lo conosco, gli darò uno sguardo.

      • Lucia Donati 7 giugno 2013 at 18:08

        Ti consiglio questo librone, per consultazione e da leggere come un saggio,”Atlante illustrato di filosofia”, Ubaldo Nicola, Demetra, 1999: ti può essere utile per capire quali aspetti filosofici fanno al caso tuo per il fantastico (e ci sono numerosissimi altri spunti che ti piacerebbero). Inoltre, io non trascurerei le filosofie orientali, che sui testi scolastici delle superiori non trovi! :)

      • Lucia Donati 7 giugno 2013 at 18:23

        E, se hai bisogno di consigli su queste letture (filosofia) chiedi pure: per te è gratis :)

  • Salomon Xeno 7 giugno 2013 at 17:19

    Eh, purtroppo la magia nel fantasy mainstream è riducibile ai dardi incantati & co, anche grazie ai vari gdr. Per caso, hai provato a leggere David Gemmell? Nel suo ciclo dei Drenai trovi sia la magia sciamanica sia quella mistica/religiosa (gli effetti sono simili a dire il vero).

    • Daniele Imperi 7 giugno 2013 at 17:27

      Non ho mai letto Gemell, ma me ne hanno parlato bene. Però vorrei evitare, con autori che non conosco, di iniziare saghe.

  • Salomon Xeno 7 giugno 2013 at 19:38

    Ah, ma con Gemmell vai tranquillo. Sono tutti libri autoconclusivi!
    Consiglio “Legend” (o in italiano qualcosa tipo “La leggenda dei Drenai”), dove c’è praticamente tutto.

  • Cristiana Tumedei 9 giugno 2013 at 11:22

    Sono molto utili queste recensioni, perché riesci davvero a renderle interessanti e coinvolgenti.

    Non ho letto il libro, ma penso lo farò. Mi farò mandare un’edizione in lingua originale, se riescono reperirla. Mi hai davvero incuriosita, perché mi sembra di capire si tratti di una lettura utile non solo per gli scrittori del fantastico.

    Sai che faccio? Lo leggo e poi vediamo cosa può evincerne un copywriter o un gestore di contenuti digitali. Che dici? Ovviamente ti invierò gli appunti che ne nasceranno, insieme agli altri di cui mi sono prontamente dimenticata.

    Tu, però, ricordamelo, d’accordo? :)

    • Daniele Imperi 9 giugno 2013 at 18:49

      Grazie :)
      La tua idea è buona, manda pure gli appunti. Però per gli altri appunti non farmi aspettare così tanto.

  • Cristiana Tumedei 9 giugno 2013 at 11:28

    Lo so, lo so, Imperi. Vista la natura di questo saggio penserai che l’idea di trarne ispirazione per il lavoro sia folle. Insomma, lo leggo e poi ti faccio sapere.

    Sai una cosa? Io sono convinta che la scrittura – preparati ché sto per andare fuori tema spudoratamente! – in tutte le sue dimensioni e forme possa partire da qualsiasi tipo di ispirazione. E per ispirazione non intendo l’accezione aulica e romantica del termine.

    Secondo me la chiave di tutto è l’ascolto, la capacità di recepire gli stimoli anche dove sembra non esistano.

    Spero di essere riuscita a esprimere chiaramente cosa intendo. Ti va di approfondire l’argomento con un post? :)

    • Daniele Imperi 9 giugno 2013 at 18:50

      Non è folle per niente, anzi. Hai ragione. Riguardo alla proposta del post… arrivato al punto “la capacità di recepire gli stimoli” avevo deciso di scriverci un post :D

  • Il Fantasy dei cliché 27 agosto 2013 at 05:02

    [...] aver letto lo splendido saggio Il mattino dei maghi di Pauwels e Bergier ho capito che il mio genere preferito è il realismo fantastico, un fantastico [...]

  • Francesco 13 ottobre 2013 at 13:47

    Ho comprato questo libro usato trovato in rete ( per il resto è praticamente introvabile ) e lo sto leggendo. Mi pare davvero che affronti l’argomento dalla giusta prospettiva, senz’altro molto coerente e stimolante. Ciò che più stupisce, prescindendo dalla veridicità o meno delle tesi trattate, è come una moltitudine di idee e opinioni del tutto plausibili, per non dire probabili ( almeno per una mente aperta ), siano etichettate tout court e con sufficienza come pura fantasia. Se lo trovate, compratelo!!!

  • gastone laghi 21 ottobre 2013 at 16:48

    nei primi anni 70 ero un assiduo lettore del periodico di Louis Pouwels
    PIANETA. Ricordo che sul n.4 (mi pare) c’era un magnifico articolo sull’assassinio di JFK. In un momento in cui la stampa internazionale cercava di far passare la tesi del folle isolato, su PIANETA a firma gruppo XXX c’era la descrizione perfetta di tutto l’attentato realizzato da 4 tiratori scelti, tesi poi avvalorata in seguito. Purtroppo tutte quelle riviste le ho irrimediabilmente perdute. Vorrei sapere se è possibile recuperare almeno quella di quell’articolo.

  • Il 2013 in letture 29 dicembre 2013 at 05:00

    [...] Il mattino dei maghi di Louis Pauwels e Jacques Bergier [...]

  • Fammi conoscere la tua opinione sul post

© 2010 - 2014 Penna blu - Ideazione e web design di Daniele Imperi - Torna su