Se è vero che in Italia si legge poco o niente, è ancor più vero che si fa poco o niente per la promozione della lettura e dei libri. Queste che seguono sono le mie idee e riflessioni su come si può promuovere la lettura nel nostro paese.
La lettura nelle scuole
Quando andavo a scuola la lettura non veniva incentivata. È per questo che ho iniziato a leggere sul serio solo dopo la maturità classica. L’insegnante ci portò una sola volta nella biblioteca scolastica in 3 anni di medie e un’altra insegnante una sola volta in 5 (6…) di liceo classico. Mai alle elementari.
La lettura a lezione era ridotta ai testi dei programmi scolastici. E quindi odiata come attività, perché comportava lo studio e l’interrogazione e i brutti voti. Parliamoci chiaro: studiare e andare a scuola serve, ma piace a pochi.
Come promuovere la lettura nelle scuole
Facendola amare e apprezzare agli studenti, con programmi mirati in funzione della loro età e, alle superiori, dell’indirizzo scolastico scelto. La lettura non deve essere un obbligo, perché già la scuola e lo studio rappresentano un obbligo per gli studenti.
In un mondo tecnologico come il nostro i ragazzi sono affascinati da cellulari e videogiochi e computer e altre diavolerie informatiche: come può un semplice libro riuscire ad abbattere il muro della tecnologia? Come può la scuola convertire gli studenti alla lettura?
- Usando la tecnologia a favore della lettura.
- Introducendo nelle scuole i lettori di ebook.
- Organizzando gare di lettura.
- Portando gli studenti a visitare fiere del libro.
- Invitando a scuola scrittori ed editori.
- Visitando la biblioteca scolastica almeno una volta al mese.
- Sensibilizzando le famiglie a invogliare i ragazzi a leggere.
- Regalando libri agli studenti che si sono distinti.
- Regalando libri agli studenti di famiglie indigenti.
Queste sono solo alcune idee che ho scritto di getto. Non so come sia trattata la lettura oggi nelle scuole, a questo possono rispondere studenti e insegnanti. Io sono “fuori dal giro” da un bel po’.
La lettura in famiglia
Sono entrato in case senza libri. Ci sono famiglie che non ne comprano, genitori che non leggono. E i figli come potranno apprezzare la lettura se nella casa in cui vivono la lettura è tenuta fuori, relegata a un altro mondo, un’altra realtà?
Come promuovere la lettura in famiglia
Posso parlare di come io, un giorno, se il destino vorrà, farei apprezzare i libri ai miei figli. L’educazione in famiglia è giurisdizione dei genitori e ognuno è libero di educare i propri figli come vuole.
- Non permettendo un abuso della tecnologia: crescere un bambino lontano dalla tecnologia è un errore, ma anche fargliela usare troppo è sbagliato. Computer e cellulari vanno usati quando e se servono, secondo me.
- Riempiendo casa di libri: la mia sarà così. Non sono un fanatico degli ebook, ne compro pochi e ne comprerò sempre pochi. Sono un bibliomane. Mi piace una casa dove tenere libri dappertutto, eccetto in bagno e cucina.
- Regalando libri a festività e ricorrenze: i miei figli non riceveranno cellulari al compleanno né play station a Natale, ma libri.
- Leggendo libri ai miei figli fin da piccoli: la lettura va introdotta quando il bambino è ancora piccolo, come un tempo si leggevano le fiabe prima di farlo addormentare.
- Invogliando i figli a leggere: non so ancora come, ma è una cosa da fare. Parlare con loro di libri, storie, scrittori, generi letterari.
- Leggendo tanto: se un bambino vede i propri genitori leggere, capirà che non è un’attività così noiosa e strana.
- Usando il cinema: vedere insieme ai figli film tratti da romanzi. Se apprezzano il film, convincerli che il romanzo è ancora più bello – come sempre accade, come è.
- Premiare i figli se riescono a leggere 4 libri al mese: la lettura come gioco, come gara. Il raggiungimento di un obiettivo (se leggi tot libri al mese o all’anno ti regalo una vacanza, ecc.) corrisponde al raggiungimento di un altro obiettivo (i figli avranno letto tanto).
Altre idee venute di getto. Le mie idee, ovviamente, ma giuste o sbagliate – secondo me no – queste sono le idee che ho su come invogliare i miei futuri figli a leggere. I genitori e i ragazzi di oggi mi sapranno dire se e come trattano in casa loro la lettura.
Una casa senza libri non è una vera casa.
I gruppi di lettura in città
Esistono. Volontari, appassionati che organizzano gruppi di lettura. Non ho mai partecipato, ma credo che sia un’iniziativa lodevole. A me piace leggere da solo, ma molti apprezzano scambi di idee, discussioni, anche leggere insieme.
Sono iniziative che partono da privati, suppongo. Quindi, tu che leggi, tu che sei interessato a partecipare a gruppi di lettura, perché non ne organizzi uno nella città in cui vivi?
Il lavoro delle istituzioni
Che cosa fanno le istituzioni per promuovere la lettura nel nostro paese? Esiste un Ministero della Cultura con un dipartimento dedicato alla lettura? Nelle varie iniziative vedo sempre i musei e attività culturali che poco o nulla hanno a che vedere con i libri e la lettura.
Come le istituzioni possono promuovere la lettura
- Creando un organo totalmente dedicato alla lettura.
- Promuovendo in televisione e online fiere del libro ed eventi nazionali dedicati al libro.
- Promuovendo la lettura con pubblicità progresso in televisione e online.
- Riducendo le tasse per le case editrici e gli eventi dedicati ai libri.
- Finanziando le case editrici e tutte le iniziative a favore della lettura.
- Dando spazio ai blog che si occupano di libri e letteratura.
- Aprendo biblioteche in ogni città o paese.
Vi consiglio di leggere il primo rapporto sulla promozione della lettura in Italia, disponibile sul sito dei Beni Culturali (in pdf), a cura del Forum del Libro.
Il lavoro delle case editrici
Sono gli editori i primi a dover promuovere la lettura, perché vivono di lettura. Se l’editore è il primo a non credere nel libro come strumento di cultura e crescita personale e professionale, chi deve crederci? Se l’editore non fa altro che lamentarsi dei costi da sostenere – anche se ha ragione – e dei pochi lettori, anziché creare iniziative, come riuscirà a vendere più libri?
Come gli editori possono promuovere la lettura
- Vendendo direttamente i libri nei propri siti con uno sconto: in fondo si abbatte qualche costo.
- Premiando chi legge di più: offrire sconti maggiori o regali in libri al cliente – e dunque al lettore – più affezionato.
- Presenziando a eventi e fiere letterari: ci sono dei costi, è vero, e bisognerebbe ridurli o perfino azzerarli, ma è con la presenza che si vende, non con l’assenza.
- Portando avanti un dialogo coi lettori, che in fondo sono i loro clienti.
- Creando forum di discussione nei loro siti: possono nascere bellissime idee, collaborazioni, che porteranno a migliorare la casa editrice e far felici i lettori.
- Incentivando la vendita dei libri sui loro siti: spesso le schede libro sono pietose, quando rappresentano un biglietto da visita dell’opera letteraria. Fate leggere un estratto, completate queste schede.
Anche in questo caso sono le case editrici che possono dire la loro: se hanno idee da attuare, se ritengono le mie fattibili o meno.
Il lavoro dei lettori
Come lettore, che cosa fai per promuovere la lettura? Ti limiti a leggere o cerchi di invogliare gli altri ad aprire un libro?
Come i lettori possono promuovere la lettura
- Aprire un blog e parlare di libri: se davvero leggere è una passione, apri un blog e parla delle tue letture.
- Parlare di siti letterari: dedica uno spazio nel tuo blog per diffondere altri blog letterari: otterrai visitatori, premierai altri siti e divulgherai cultura.
- Segnalare libri tematici: non hai un blog letterario? Non importa, puoi segnalare libri relativi alla tua passione nel tuo blog: libri sui viaggi, sulla cucina, sulla tecnologia, ecc.
- Segnalare eventi e iniziative legati alla lettura e ai libri.
- Inventare nuovi modi per la promozione della lettura: farai emergere il tuo blog e avrai creato qualcosa di unico e divertente. E di utile, soprattutto.
Come promuoveresti la lettura?
Quali sono le tue idee sulla promozione della lettura nel nostro paese? Hai mai creato iniziative a favore dei libri e della lettura?
Lucia Donati
Caro Daniele, se permetti, ispirata dalle tue interessanti riflessioni, rispondo non con un commento, ma col mio post di oggi.
Daniele Imperi
Mi fa piacere che qualche mio post ispiri altri post
Dicci anche qui come pensi di promuovere la lettura in Italia.
Lucia Donati
Credo che le esperienze locali possano portare a risultati se portate avanti dalle persone giuste.
Cristiana Tumedei
Beh, ottime considerazioni
Sono d’accordo quando dici che la promozione della lettura dovrebbe essere fatta su più livelli. Le famiglie prima di tutto. Penso di aver già scritto in un commento come procedo con mia figlia e, senza ripetermi, sono felicissima quando mi dice: “Mamma, leggo io!”, nonostante abbia solo due anni.
Le scuole dovrebbero attivare molte iniziative e dotarsi di biblioteche interne da mettere a disposizione degli studenti.
È vero che anche le istituzioni dovrebbero fare qualcosa a riguardo. Bella l’idea delle pubblicità progresso, da ideare così da trasformare il piacere della lettura in una necessità per crescere.
Come singolo, a dire il vero, non faccio molto. A parte consigliare libri e parlare dei testi che leggo, non svolgo vere e proprie attività di promozione. Ti dico la verità: ho poca fiducia in chi sminuisce il valore della lettura.
Un punto fondamentale l’hai toccato tu nel post, le case editrici: sono loro che dovrebbero impegnarsi fortemente nella promozione.
Daniele Imperi
Se la bambina a 2 anni è a quei livelli, c’è da sperare più che bene
Neanche io come singolo faccio molto: in pratico lo stesso che fai tu. E non credo serva molto, come dici, promuovere la lettura a chi non la comprende.
Annarita Faggioni
Da blogger possiamo offrire letture gratis: racconti e poesie da scaricare con un PDF sono un ottimo incentivo alla lettura veloce. Chissà che poi non si passi a qualcosa di più impegnativo.
Daniele Imperi
Anche quello è un modo, certamente. Magari qualcuno vorrà impegnarsi di più in futuro.
Lucia Donati
Vero, da blogger forniamo una certa quantità di letture gratis. Purtroppo spesso chi legge e chi vuole leggere è chi ama già farlo. Per gli altri l’incentivo potrebbe essere costituito proprio dalle lettura gratuite e un blogger bravo può aiutare a far cambiare un modo di vedere le cose alle persone cosicché esse possano trovare dentro di sé quell’interesse che prima non c’era; un bravo blogger può trasformare una persona da disinteressata a curiosa dapprima e poi in affezionata ( al blogger ma soprattutto alla lettura e all’apprendimento di cose nuove). Se una persona che legge poco si rende conto che leggere è un piacere che fornisce maggior sicurezza proprio per le cose apprese che aiutano un’espressione da cui traspare una maggior preparazione. La sicurezza data dalla conoscenza è interiore e ci si può sempre contare.
Virginia
Ciao Daniele, era da un po’ che non capitavo qui. Stavo cercando il tuo post che mi ricordavo intitolato “perché vale la pena pagare un blogger professionista” o qualcosa del genere, ma – come spesso accade on line – ho preferito smettere di cercare e leggere questo tuo post. Mi è piaciuto molto. Il tema dell’alfabetizzazione, digitale e non, è fondamentale in questo paese. Dove i dati sulla lettura e sull’analfabetismo fanno paura, occorre superare la paura e inventarsi nuovi strumenti.
Una delle proposte che ho in mente da tempo e che scrivo in ogni occasione possibile riguarda il collegamento lettura – mezzi pubblici. Sarà che la maggior parte dei libri che ho letto l’ho letta quando ero costretta al pendolarismo, urbano ed extraurbano, ma ho bene in mente Londra, con una quantità di persone significativa che in metropolitana e in autobus legge. Molto diversa la situazione a Milano.
Un incentivo potrebbe venire dagli assessorati alla mobilità e dalle aziende dei trasporti: perché non regalare libri ai nuovi abbonati?
Daniele Imperi
Ciao Virginia, non ho mai scritto un post intitolato “perché vale la pena pagare un blogger professionista”
Dammi qualche dettaglio in più.
L’idea di regalare libri agli abbonati è buona, bisognerebbe proporla. Io non riesco a leggere in autobus e in treno, invece. Ho provato in aereo, ma mi distraggo.
avstron
“Leggendo tanto: se un bambino vede i propri genitori leggere, capirà che non è un’attività così noiosa e strana.”
Dovrebbe essere la prima tra tutte le strategie. Io sono venuta su vedendo mia madre che spendeva la sua mezz’ora di tranquillità mattutina leggendo, o mio padre leggere assorto i suoi fumetti tra un morso e l’altro della colazione. Poi ovviamente avevo anche l’esempio rafforzativo delle mie sorelle – mi è rimasta impressa l’immagine dell’Ulisse di Joyce sul termosifone del bagno per mesi, la copertina e in particolare la parola “moccichino” perché ovviamente ci ho anche guardato dentro – però per valorizzare l’importanza della lettura la prima cosa è sempre l’esempio supremo del genitore che trova divertimento, rilassamento e talvolta addirittura sollievo nella lettura.
Quanto alle scuole, alle elementari e medie mi ricordo che veniva data molta importanza alla lettura. Per farvi capire, quest’anno compio 23 anni. Facevamo dei progetti lettura in cui veniva assegnato un libro all’anno (o una serie, un anno ci fecero leggere i libri di Harry Potter e io lessi Il prigionero di Azkaban prima che La pietra filosofale, ma vabbè) e ci facevamo lavoretti, disegni, cose. Per me è un’ottima cosa, associare il gioco e la creatività coi libri.
Poi secondo me ci sono proprio persone che non leggono e non leggeranno mai. Che sia perché non hanno immaginazione o si considerino troppo pragmatiche per perdersi nel mondo del fittizio non lo so.
Daniele Imperi
Anche secondo me, infatti, la famiglia è il primo luogo in cui bisogna iniziare a diffondere la lettura. E è anche vero che c’è gente che non leggerà mai.
Giordana
Bel post, come sempre.
Mi soffermo principalmente sul ruolo che dovrebbe avere l’editore nel promuovere la lettura, che forse è l’aspetto che vivo più da vicino. I consigli che elenchi sono validi a mio parere solo in parte, perché rivolti a un pubblico che in qualche modo si è già avvicinato alla lettura. Chi frequenta fiere del libro, eventi librari più in genere, o anche solo chi visita il sito dell’editore è già, in buona misura, un lettore. Alla lista, aggiungo la possibilità di pubblicare materiale gratuito, ma anche questa opzione si rivolge principalmente a chi già legge.
Per un intervento più efficace l’editore dovrebbe lavorare alla fonte, in sinergia con le istituzioni e le famiglie, promuovendo attività rivolte alle scuole e partecipandovi attivamente.
Personalmente mi sono sentita dire da un ragazzo che nella sua libreria sono presenti solo i libri di scuola, e un volume della mia casa editrice. Ora che so che quel volume ha un compagno, che tra l’altro ha preferito al primo, posso concedermi un sorriso.
Daniele Imperi
Sì, alcuni consigli che do, come le fiere del libro e gli sconti dell’editore, sono rivolti a chi già legge, ma famiglia, scuole e istituzioni vari no. Da loro si può partire per diffondere il piacere e l’utilità della lettura.
Matteo Pugliares
Interessantissimo post.
Oggi sono un lettore accanito solo grazie ad un prof di tantissimi anni fa che, per un giorno, mise da parte i programmi scolastici e si mise a leggere le poesie di Verlaine, Rimbaud, Mallarmè e Baudelaire.
Non finirò mai di ringraziarlo!
E insieme ad alcuni amici stiamo sviluppando in questi mesi proprio un progetto che riguarda anche la lettura. Se son rose fioriranno!
Daniele Imperi
Grazie e benvenuto. Buona fortuna col vostro progetto.
Paola
Ciao! Ho trovato questo post davvero molto interessante.
Le tue idee per promuovere la lettura sono davvero ottime!
Io ho iniziato a leggere proprio grazie a mia madre. Quando ero piccola mi regalò una serie di libri in allegato ad un quotidiano e da lì è partito tutto. Penso che le sarò grata per sempre!
A scuola (frequento il secondo anno del liceo linguistico), invece, non ci fanno leggere quasi per niente. La biblioteca scolastica? Non so neanche come sia fatta. Ogni anno nella lista dei libri da acquistare ci sono sempre almeno due libri da leggere durante l’anno: i miei sono ancora sulla mensola, nuovi. Penso proprio che li leggerò per diletto.
Secondo me siamo noi lettori i promotori principali (oltre, ovviamente, agli editori) di questa bellissima attività. Ogni volta che consiglio un libro a qualcuno mi sento soddisfatta di me stessa!
Daniele Imperi
Ciao e benvenuta nel blog. Grazie. Credo anch’io che tocca principalmente a noi lettori promuovere la lettura, assieme agli editori.
Kinsy
Mi soffermo in particolare sulla lettura in famiglia.
Io leggo moltissimo e la mia casa è stracolma di libri, che si trovano in qualunque angolo e sono accessibilissimi. Alle mie due bambine ho sempre letto, sin da quando erano nella culla. Risultato? La più grande (quattro anni e mezzo) adora farsi leggere le storie, adora i libri e mi trascina in biblioteca ogni quindici giorni, senza parlare dei libri che mi chiede di comprarle. La seconda (due anni) odia i libri, li distrugge e, peggio di tutto, odia quando leggo storie: urla per sovrastare la mia voce e mi strappa i libri dalle mani, per impedirmi di proseguire. Non credo sia una questione di età, visto che sua sorella a due anni era già un’appassionata di libri e storie…
Daniele Imperi
In effetti è molto strano quel comportamento e anche la diversità fra le due sorelle. Non so proprio a cosa possa essere dovuto.
Il meglio di Penna Blu – Giugno 2013
[…] Continua a leggere Come promuovere la lettura. […]
Giovanni Capotorto
Ho cominciato a leggere grazie ai libri forniti dalla biblioteca scolastica alle elementari; periodicamente passava per le classi una lista dei libri disponibili e si poteva scegliere. I libri non erano molti, ma venivano utilizzati.
Oggi invece ci sono a volte biblioteche ben fornite, ma inutilizzate sia dagli studenti che dagli insegnanti.
Al liceo c’era una grande biblioteca scolastica, ma in cinque anni non l’abbiamo mai utilizzata; sembrava vietata agli studenti o che nessuno ne conoscesse il funzionamento. Posso capire che non vogliano che gli studenti accedano direttamente agli scaffali, ma anche solo proporre una lista di libri da poter prendere in prestito sarebbe stato un passo in avanti notevole.
Daniele Imperi
Avere uina biblioteca e non far usare i libri è grave… mancava di sicuro chi se ne occupasse, cosa altrettanto grave.
martina
Mia madre mi ha sempre letto libri e così a tre anni e mezzo le ho chiesto di insegnarmi a leggere e a quattro avevo imparato.
A sei anni leggevo la versione per ragazzi dell’ Odissea e dell’ Iliade che mi avevano regalato.
Ho sempre letto e a scuola la ricreazione la uso così.
Le mie maestre però dicevano sempre che dovevo leggere meno e socializzare di più.
Spero che quest’anno in prima media le cose cambino.
Daniele Imperi
Leggere 4 anni è un record
Continua così.