
La risposta è più semplice di quanto possa sembrare: un capitolo dev’essere lungo quanto basta, il che non risponde certo alla domanda in modo esaustivo.
La lunghezza di un capitolo non mi ha mai preoccupato. Nei vari romanzi iniziati e mai conclusi ho terminato un capitolo quando non c’era nient’altro da scrivere in quel capitolo. Insomma, aveva finito la sua funzione e occorreva passare ad altro.
Non esiste una lunghezza precisa per i capitoli dei romanzi. In fondo, se un romanzo è formato da capitoli, un capitolo è formato da scene: non tutti i capitoli hanno lo stesso numero di scene e non tutte le scene hanno la medesima lunghezza.
Bilanciare la lunghezza dei capitoli
È normale, in un romanzo, trovare un capitolo di 15 pagine, uno di 7, uno di 24? O forse è bene scrivere capitoli che non abbiano quel divario nella lunghezza?
Ricordo ancora a memoria uno dei capitoli del romanzo La ragazza della porta accanto di Jack Ketchum. In italiano è di 3 parole soltanto. Nell’originale inglese dovrebbero essere 5, comunque sempre poche. Non un capitolo di un’unica pagina, ma di un’unica frase.
Funziona? Eccome, se funziona. Ti dice tutto. È una sorta di prologo all’orrore che sta per scoppiare in quella casa. Ti dice che finora abbiamo scherzato, ci siamo andati leggeri, ma adesso stai per leggere qualcosa che ti segnerà a vita. E mantiene la sua promessa.
Quando lessi La spada di Shannara di Terry Brooks, ricordo che più o meno i capitoli avevano una lunghezza con poche differenze di pagine fra l’uno e l’altro, eppure ne trovai uno di appena 4 pagine e uno “lunghissimo” di 24. Entrambi dicevano tutto ciò che avevano da dire.
Scrivere capitoli della stessa lunghezza
Possibile? Certo che è possibile, anche se finora non credo di aver mai letto romanzi formati da capitoli della stessa lunghezza di pagine.
Me ne accennò un’amica tanti anni fa, in merito al mio famigerato romanzo di fantascienza di cui ogni tanto torno a parlare. A quanto pare si tratta di una precisa struttura narrativa insegnata nelle scuole di scrittura di stampo americano.
A me è subito sembrata interessante e ho deciso di adottarla per quel romanzo di fantascienza. È una faticaccia, lo dico subito, perché occorre stare attenti a non scrivere il superfluo, ma allo stesso tempo è anche divertente.
Non credo, comunque, che scriverò ancora usando quella tecnica. O forse sì. Chissà.
Le lunghezze dei capitoli nella narrativa per adulti
Secondo Harry Bingham di «Jericho Writers», la lunghezza media di un capitolo nei romanzi per adulti è la seguente:
- 1000 parole o meno: troppo breve
- 1000-1500 parole: molto breve
- 1500-2000 parole: breve
- da 2000 a 4000 parole: normale
- da 4000 a 5000 parole: lungo
- oltre 5000 parole: molto lungo
A quanto vedo, il mio romanzo storico finora ha capitoli molto lunghi, il più corto dei quali (il primo) è di quasi 7000 parole e il settimo supera le 21.000.
Secondo Linda S. Clare di «Creative Writing Insights»:
La lunghezza più comune per un capitolo di romanzo è compresa tra le 3.000 e le 5.000 parole. In termini di pagine – utilizzando un carattere con grazie (serif) a 12 punti e interlinea doppia – ciò corrisponde a circa dieci-quindici pagine di manoscritto.
Il mio capitolo più lungo è di 64 pagine e quello più corto è di 19.
Sempre secondo Linda S. Clare, la lunghezza media di un capitolo è la seguente:
- fino a 2000 parole: molto breve
- da 2000 a 4000 parole: normale
- da 4000 a 5000 parole: molto lungo
I capitoli del mio romanzo storico continuano a essere molto lunghi. Me ne farò una ragione. Nel mio caso ogni capitolo è dedicato a un anno preciso e devo attenermi a ciò che il mio protagonista ha fatto in quell’anno.
Negli altri casi tutto dipende dalla storia. Io mi trovo benissimo a progettare la storia, che sia un racconto o un romanzo: in un romanzo devo assolutamente sapere di quanti capitoli sarà lungo e anche come andrà a finire.
Chi scrive senza progettare non potrà mai sapere quanti capitoli scriverà. In tutti e due i casi non possiamo conoscere la lunghezza precisa per ogni capitolo, a meno di non scegliere la follia di scrivere capitoli della stessa lunghezza.
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MikiMoz
Sicuramente, se la cosa viene studiata (e insegnata!) significa che una sorta di meccanismo mentale in chi legge… scatta, in qualche modo.
Quindi ci sarà sicuramente cosa fare e cosa evitare, come lunghezze, ma sono fermamente convinto che sia una questione di armonia generale – un po’ come l’impaginazione totale – dell’opera. Quindi, pure in un romanzo per adulti potrebbe starci alla grande un capitolo “troppo breve”, se il ritmo di quella parte di storia prevede ciò.
Alla fine, è un po’ come dividere un film in scene…
Moz-
Daniele Imperi
Viene insegnata nelle scuole americane e loro scrivono storie diverse dalle nostre, hanno altre manie. È infatti come le scene dei film: non tutte hanno la stessa durata.
Pades
La tua idea di dedicare un capitolo a ogni anno è molto buona, e la conseguente diversa lunghezza, da lettore, non mi darebbe alcun problema. Nella vita di ognuno ci sono anni che passano veloci senza vicende degne di nota e anni in cui si concentrano eventi epocali e complicati, dunque lunghezze diverse nei capitoli rafforzano l’importanza o meno di quell’anno e l’immedesimazione nella vita del protagonista. A me piace molto.
Daniele Imperi
Esattamente come dici: alcuni anni possono essere ricchi di eventi e altri no. O potrebbero esserci eventi a cui dedicare molte più pagine rispetto a altri.
Laura
Quando scrivo, francamente, non mi pongo il problema della lunghezza del capitolo. Mi è capitato, all’interno dello stesso manoscritto, di avere capitoli lunghi una o due facciate (o anche meno) e capitoli che hanno superato la decina. Di solito prima butto giù le idee. In fase di revisione ragiono anche su quello. Tuttavia personalmente ritengo che, più della mole dei caratteri di un capitolo, conti il fatto di terminarlo in modo convincente, nella speranza di motivare il lettore a leggere anche quelli successivi. 🤷♀️😉 Buona serata (a Daniele e a chi legge con noi 🙂)
P.S: grazie come sempre degli interessanti spunti bibliografici e narrativi che richiami nei tuoi articoli.
Daniele Imperi
Neanche io mi pongo quel problema. Deve essere convincente, hai ragione, e invogliare a continuare, come quel terribile capitolo di una frase.
Grazia Gironella
Non mi preoccupo della lunghezza dei capitoli… ma quelli davvero corti, tipo un paio di facciate) mi sembrano striminziti. Quando posso organizzo le scene per dare loro più corpo, ma se c’è una funzione precisa nella loro brevità, allora bene così.