Un libro culto è un libro che assolutamente devi leggere. Non puoi farne a meno. Serve alla tua formazione di lettore. È un libro che ti lascia un segno dentro. Ecco, questa è l’unica definizione che riconosco per libro culto.
Tempo fa ho letto nel blog di Ferruccio Gianola dei suoi libri culto, o meglio di quei libri considerati culto a prescindere e che lui aveva letto.
Io non ho letto molto, purtroppo. Sono a quota 347 libri ma, se avete letto il mio articolo su quando ho iniziato a leggere e perché, sapete che solo in età adulta ho apprezzato questo passatempo. Dal 1994 leggo però continuamente tutti i giorni, di media circa 20 libri l’anno, anche se quest’anno sono già a 31.
Riporto la mia lista di libri culto, che non dovete assolutamente leggere se non vi suggeriscono nulla, se non vi ispirano. Questa è la mia lista personale di libri culto, quei libri che, appena finiti di leggere, mi hanno lasciato qualcosa, una parte di loro che ancora mi porto dietro.
Li ho guardati, appena finiti. Li ho rigirati fra le mani, ne ho riletto l’inizio e la fine. Li ho riposti nella libreria a malincuore. Sono tornato a ripensare a loro. E ora sono qui, in ordine di lettura. E l’elenco sarà aggiornato, appena leggerò un altro libro culto.
- Il grande Meaulnes di Alain-Fournier
- Il richiamo della foresta di Jack London
- Il barone rampante di Italo Calvino
- Nessuno scrive al colonnello di Gabriel Garcia Marquez
- I ragazzi della Via Pal di Ferenc Molnar
- Verso il domani di Ron Hubbard
- Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain
- Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain
- Zanna Bianca di Jack London
- Billy Bathgate di E.L. Doctorow
- Il Re di Girgenti di Andrea Camilleri
- Il cucciolo di M.K. Rawlings
- Il nome della rosa di Umberto Eco
- Passaggio a Nord Ovest di Kenneth Roberts
- Frankenstein di Mary W. Shelley
- Dracula di Bram Stoker
- I ragni zingari di Nicola Lombardi
- La strada di Cormac McCarthy
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Michela
I ragazzi della via Pal…!

E Huckleberry Finn, amatissimo!
E Zanna Bianca… e Il richiamo della foresta!
E de La strada, che dire?
Mi conFenta… lei ha proprio buon gusto
Invece pochi libri odio visceralmente quanto “Il barone rampante”, lettura obbligata al secondo anno delle superiori, e non solo lettura ma dissezione durante le lezioni di italiano per l’intero anno… mi faceva andare via di testa (e sì che Calvino poi l’ho apprezzato, eh! Ma mi ci sono voluti una quindicina d’anni per riavvicinarmici. Minchia quanto sono vecchia adesso che ci penso).
Continuo a trovarlo un po’ pesante, Calvino, ma per esempio “Lezioni americane”, oppure “Come leggere i classici, e perché” sono assolutamente bellissimi
Daniele Imperi
Calvino pesante? No, non l’ho trovato pesante. Ho letto la trilogia dei Nostri antenati, Marcovaldo e Prima che tu dica pronto.
A breve vorrei cominciare il grosso tomo delle Fiabe italiane.