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Chi di voi legge romanzi di genere (e perché)?

La narrativa di genere è nelle vostre letture abituali o saltuarie?

Leggere romanzi di genere

Q uanto siamo abituati a leggere i romanzi di genere e come ci siamo avvicinati a questa narrativa? E perché alcuni non riescono a leggere questo tipo di storie? A fine articolo un sondaggio a cui rispondere.

Realism is a closed shop. Genre fiction is open. Stephen Marche

Come già sapete, ho una passione smisurata per i romanzi di genere, e chi mi legge ora per la prima volta lo viene a sapere adesso. Ma non leggo soltanto narrativa di genere, sia chiaro.

Alterno sempre le mie letture: due libri per volta, fra romanzi di genere, saggi di vario tipo, storia del ’900 fino alla Seconda Guerra Mondiale, classici italiani, stranieri, latini e greci. Saltuariamente poesia, ma non moderna. E ogni giorno, la sera, fumetti con Tex, Zagor e Conan (fumetti di genere…).

I miei primi 10 libri letti

Se guardo ai miei primi 10 libri letti, non compare alcun genere narrativo. Potremmo inserire la raccolta di alcune avventure di Holmes fra il poliziesco, ma ormai quello è un classico dell’800. L’elenco, infatti, è formato per lo più da classici, più un libro biografico e uno di narrativa contemporanea.

A parte il primo della lista, letto alle medie, gli altri sono stati letti alle superiori negli ultimi due anni. No, non ero certo un lettore da ragazzo.

  1. Il treno del sole di Reneé Reggiani: narrativa contemporanea
  2. La montagna incantata di Thomas Mann: classico
  3. Le indagini di Sherlock Holmes di A.C. Doyle: classico poliziesco
  4. Buffalo Bill e il selvaggio West di H.B. Sell e V. Weybright: biografico
  5. Fame di Knut Hamsun: classico
  6. Pan di Knut Hamsun: classico
  7. Fiabe del Reno di Clemens Brentano: classico
  8. Racconti di E.A. Poe: classico
  9. Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde di R.L. Stevenson: classico
  10. Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: classico

L’avvicinamento alla narrativa di genere è avvenuto al 15° libro letto, con La Spada di Shannara di Terry Brooks.

Facendo un resoconto dei miei primi 100 libri letti, i classici occupano il 61% e la narrativa di genere il 34% (tutto fantasy, eccetto il primo volume dei racconti di fantascienza di Asimov, un romanzo d’avventura e uno di spionaggio).

Il resto è dato da un saggio storico, un libro di barzellette del 1922, i già citati romanzi di narrativa contemporanea e biografico, e un romanzo per ragazzi tratto da un film.

Il fantasy mi ha avvicinato alla narrativa di genere?

Non saprei dirlo. Comunque ho iniziato a leggerla a partire da quel primo romanzo fantasy. A quello ne sono seguiti tanti altri e nei secondi 100 libri letti i classici e il fantasy sono ancora predominanti, ma hanno iniziato a farsi sentire anche la fantascienza, il romanzo storico e l’avventura.

Si erano forse aperte le porte per la narrativa di genere. Pian piano ho iniziato a inserire nelle mie letture, oltre al fantasy e alla fantascienza, anche l’avventura, il giallo, il thriller, l’horror, il romanzo storico, la storia alternativa, il post-apocalittico e il western.

Il genere letterario dipende dalla personalità del lettore?

Per qualcuno – e credo che abbia ragione – il nostro genere letterario preferito ci dice molto di noi. Cosa dice di me la fantascienza? Non ne ho idea.

Per me la passione per la fantascienza (da leggere e anche da scrivere) dipende dalla passione per il mondo extraterrestre che ho da sempre: sapere cosa c’è oltre il nostro sistema solare e oltre ancora, fino ai confini infiniti dell’Universo e oltre.

Psicanalizzare il lettore in base alle sue letture mi pare esagerato.

Il genere letterario come veicolo per la storia da raccontare

C’è un vecchio dibattito sul valore della narrativa di genere, per molti ritenuta narrativa di Serie B. Non è affatto così e infatti qualcuno ha detto giustamente che esistono libri scritti bene e libri scritti male, a prescindere dalla storia raccontata.

Uno dei miei autori preferiti di fantascienza è Philip K. Dick, di cui ho letto per ora 22 romanzi (e non sono ancora a metà…).

Per Philip K. Dick la fantascienza era solo un veicolo. In ogni suo romanzo trattava dei temi a lui più cari: la religione, gli alieni, gli androidi, la realtà, i poteri psichici. Non leggi un romanzo di Dick senza carpirne qualcosa, senza trovarci un messaggio, senza vederci chiaramente un tema.

Per molti autori il genere letterario scelto è soltanto un mezzo per raccontare una storia attorno a un tema caro, per altri è puro intrattenimento: va bene in ogni caso, per quanto mi riguarda. Per uno scrittore l’importante è scrivere e per un lettore lo è leggere.

Sondaggio finale

Non ho voluto inserire uno di quei sondaggi anonimi e automatici con le caselle da spuntare. Mi interessa leggere la vostra opinione direttamente dalla vostra voce.

  • Quanti di voi leggono romanzi di genere e perché?
  • Quali generi letterari leggete più piacevolmente?
  • E, se non ne leggete, perché non vi attrae questa narrativa?

 

49 Commenti

  1. Marco
    25 ottobre 2018 alle 06:42 Rispondi

    Non leggo fantascienza, fantasy, thriller. Ho letto Simenon e il suo Maigret, e King. Li leggo perché ci sanno fare. Avevo idea di leggere “Lo Hobbit” ma lo farò il prossimo anno, credo. Certi generi non li affronto perché… Ci sono troppi libri, ecco la verità ;)
    Alla fine devi fare delle scelte. Forse la fantascienza racchiude delle perle, ma sei costretto a scartare qualcosa. Per esempio: la letteratura indiana? E quella africana? Non ne sappiamo nulla, eppure chissà cosa nascondono.
    Non so dire perché la fantascienza mi sia così distante. Posso solo affermare che… per adesso non mi attrae per nulla. Magari in futuro, chissà.

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2018 alle 10:52 Rispondi

      Ma come? Ti perdi il meglio della narrativa! :D
      Sì, è vero che alla fine devi fare delle scelte, le faccio anche io e escludo infatti i generi che proprio non mi attirano.
      Della letteratura indiana ti consiglio Amitav Ghosh: scrive saggi e romanzi, ho letto un bel saggio sul cambiamento climatico (La grande cecità) e il primo romanzo storico di una trilogia (Mare di papaveri): bellissimi entrambi.
      Di quella africana avevo iniziato “Aké. Gli anni dell’infanzia” di Wole Soyinka, non sembrava male, un giorno lo ricomincio a leggere.

  2. Gabriele
    25 ottobre 2018 alle 07:15 Rispondi

    Io leggo solo romanzi di genere, ho una maggioranza bulgara di libri fantasy. Perche’? Perche’ mi ricorda la mia adolescenza, quando con i miei amici passavamo i pomeriggi a giocare di ruolo. E perche’ il fantasy, sebbene sia un genere abusato, potrebbe, secondo me, ancora dire tanto, se scritto nella giusta maniera.

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2018 alle 10:54 Rispondi

      Benvenuto nella combriccola dei lettori di narrativa di genere :)
      Maggioranza bulgara di libri fantasy? Cioè romanzi scritti da autori bulgari?
      Mai giocato ai giochi di ruolo, anzi sì, una volta sola, ma non fu una bella esperienza, tutt’altro. Però la narrativa di genere ricorda l’infanzia anche a me: avevo sempre la testa in mondi immaginari. E ce l’ho ancora.
      Sono convinto anch’io che il fantasy potrebbe ancora dire molto.

      • Gabriele
        25 ottobre 2018 alle 11:06 Rispondi

        >> Benvenuto nella combriccola dei lettori di narrativa di genere
        Grazie!

        >> Maggioranza bulgara di libri fantasy? Cioè romanzi scritti da autori bulgari?
        No, nel senso di forte maggioranza numerica.

        >> Sono convinto anch’io che il fantasy potrebbe ancora dire molto.
        Si’, purtroppo pero’ la qualita’ del genere sul panorama internazionale e’ drasticamente calato. Ovviamente escludo alcune lodevoli eccezioni, ma certo non italiane.
        In Italia mi sto dando alla ricerca di testi fantasy, o comunque di generi che il fantasy lo sfiorano, e ho scoperto con piacere il catalogo di Vaporteppa, alcuni titoli son davvero gradevoli.
        L’altra soluzione, per me, rimane la ricerca di fantasy del passato, in particolare Moorcock, attualmente non piu’ stampato.

        • Daniele Imperi
          25 ottobre 2018 alle 11:15 Rispondi

          Ho infatti smesso da un po’ di leggere fantasy proprio non mi attira più quello che offre il mercato.
          Vaporteppa pubblica materiale interessante.
          Conosci i romanzi di Riccardo Coltri?
          Moorcock non l’ho ancora letto.

          • Gabriele
            25 ottobre 2018 alle 11:20 Rispondi

            Riccardo Coltri non lo conosco, avresti qualche titolo da suggerirmi?
            Moorcock e’ difficilissimo da reperire, devo cercare ai mercatini rionali o tra i libri di seconda mano, ma bisogna davvero essere fortunati per trovarne uno. L’alternativa e’ eBay, ma visto i prezzi esosi che talvolta sparano, storco sempre il naso.

            Grazie per le risposte :)

            • Daniele Imperi
              25 ottobre 2018 alle 11:23 Rispondi

              Ne vendono uno di Moorcock su Ebay a 100 euro :D

              • Gabriele
                25 ottobre 2018 alle 11:40 Rispondi

                Esatto! spero un giorno di riuscire a leggere le storie di Elric di Melnibone’

  3. Ombretta
    25 ottobre 2018 alle 07:24 Rispondi

    Anche le mie letture sono per lo più di genere. Giallo/poliziesco e in passato qualche classico. Il primo giallo di Aghata Christe l’ho letto alle medie, era di mia madre, e l’avevamo in casa. Mi affascinava il fatto di dover trovare l’assassino dagli indizi, come un allenamento che stimolava l’intelligenza! Ma forse la mia è una questione di Dna…mio nonno aveva una raccolta di gialli degli anni 60/70 che i suoi figli e nipoti prendevano in prestito regolarmente. E quasi tutti in famiglia leggiamo ancora questo genere.

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2018 alle 10:57 Rispondi

      I primi polizieschi che ho letto io, invece, sono state le indagini di Sherlock Holmes.
      Di Agatha Christie ho letto solo 2 gialli, ma ne ho tanti.

  4. Barbara
    25 ottobre 2018 alle 08:53 Rispondi

    “Il leggo romanzo di genere. Perché?
    Non so perché. Perché… perché… Sono fatti miei.”
    (parafrasando un famoso spot alcolico degli anni ’90 :D )

    No, sul serio, io leggo. Punto. Leggo quel che ho voglia sul momento, quel che mi serve leggere per lavoro o altra attività, leggo quel che mi incuriosisce e ispira.
    Leggo romanzi di genere? Si, sicuramente. Ho una predilezione per il romance, ma poi ho anche tutto Tolkien (no, me ne manca uno, l’ultimo pubblicato postumo), gialli e thriller sono ottimi per staccare la mente dalle preoccupazioni (Agatha Christie su tutti), fantascienza qualcosina (sono dell’idea di Hawking che se c’è qualcos’altro lassù, non è mica detto che sia tanto buono, e forse è meglio che non ci trovi). I classici li ho divorati all’università, dove avevo almeno un’ora e mezza di treni al giorno e dove il romanzo più difficile era un bicchiere d’acqua rispetto ai testi di Analisi matematica… Ho sempre detestato i romanzi storici, e poi mi hanno messo tra le mani Outlander, accidenti a loro! :D
    Nella lista di quest’anno vedo 9 romanzi di genere, 6 romanzi mainstream (li chiamiamo così quelli non di genere? ma Carver è un classico?) e ben 16 saggi/manuali (dalla cucina alla scrittura, dalla fisica ai social media, dalla psicologia alla pnl). L’anno prossimo spero di avere meno manuali e più romanzi, ma chissà…

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2018 alle 11:00 Rispondi

      Non conosco Outlander, a parte l’ultimo romanzo appena uscito di Stephen King :D
      9 romanzi di genere? Quali generi?
      Carver non dovrebbe rientrare nei classici.

  5. MikiMoz
    25 ottobre 2018 alle 11:12 Rispondi

    Posso dirti che evito il fantasy tranne se è quello classico di Howard.
    Evito l’action young adult perché mi fa abbastanza pena.
    Per il resto, leggo quel che mi piace, a partire dai classici, ma soprattutto cose moderne e contemporanee genere slice of life (eh lo so, che palle dirlo in inglese).
    In ogni caso preferisco sempre altro genere di libri: saggi, approfondimenti, guide…

    Moz-

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2018 alle 11:17 Rispondi

      Qui davanti a me c’è il volumone verde con tutte le storie di Conan di Howard e all’altro lato uno dei volumi a fumetti che stanno uscendo in edicola di Conan :D
      L’action young adult che sarebbe? :|

  6. Maria Teresa Steri
    25 ottobre 2018 alle 11:18 Rispondi

    1) Leggo quasi solo romanzi di genere. Il motivo è che la narrativa per me deve essere evasione, quindi avere il potere di portarmi lontano il più possibile dalla realtà e allo stesso tempo non allontanarsi al punto che io non possa immedesimarmi nei personaggi.
    2) Thriller psicologici, noir, fantasy, gialli. In passato ho spaziato tra moltissimi generi, anche e soprattutto fantascienza ma oggi per esempio quest’ultima la sento più nelle mie corde. I gusti cambiano, forse insieme a noi.

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2018 alle 11:21 Rispondi

      Esattamente come me. Quando leggo, non voglio ritrovarmi davanti a un telegiornale o per strada.
      I miei gusti non credo che siano cambiati molto.

  7. Andrea Venturo
    25 ottobre 2018 alle 11:32 Rispondi

    Leggo volentieri
    Fantascienza, Fantasy, Horror, Thriller e romanzi d’avventura tipo Clive Cussler.

    Il mio primissimo è stato “Viaggio al centro della Terra” con 20000 leghe a seguire e il giro del mondo in 80gg.

    Poi è arrivata la fantascienza (cronache della Galassia) e infine il fantasy con, indovina un po’? Brooks.

    Viceversa la narrativa “classica” mi attira poco.

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2018 alle 11:36 Rispondi

      Di Clive Cussler ho letto solo Il cacciatore, ma non m’è piaciuto.
      Il Ciclo della Fondazione l’ho letto tutto, bellissima saga.
      Io senza classici, invece, non saprei stare.

  8. Romina
    25 ottobre 2018 alle 12:10 Rispondi

    Ciao Daniele, io leggo principalmente fantascienza per passione, inizialmente, ora per formarmi perché sto iniziando a scrivere fantascienza. Proprio per questa attività leggo anche libri di svariato genere purché scritti da scrittori famosi, possibilmente vincitori di premi letterari.

    • Daniele Imperi
      25 ottobre 2018 alle 12:49 Rispondi

      Ciao Romina, ne ho letta tanta anche io sia perché mi piace sia per formarmi.
      Perché per forza autori vincitori di premi letterari?

      • Romina
        26 ottobre 2018 alle 13:45 Rispondi

        Da qualche parte si deve iniziare e non potendo seguire i vari siti di recensioni o gli opuscoli letterari, per questioni di tempo ho pensato di procedere così.

  9. Emilia Chiodini
    25 ottobre 2018 alle 18:24 Rispondi

    Non appartengo alla brigata dei lettori di fantascienza, il perché dipende dal fatto che ho i piedi per terra. Tutto quanto è frutto di fantasia è un gioco che non mi diverte. Mi piacciono i libri che mi fanno riflettere, che mi stimolano mentalmente, che mi esortano a dare risposte filosofiche psicologiche ai miei paranoici interrogativi. Sul perché e il per come sono qui, che cosa ci sto a fare, cosa sarebbe positivo che io facessi, eccetera. Elucubrazioni mentali, insomma.

    • Daniele Imperi
      26 ottobre 2018 alle 07:04 Rispondi

      Ti assicuro che anche io ho i piedi per terra, non credo a nulla che non sia provato dalla Scienza, ma quando leggo ho bisogno di non stare coi piedi per terra :)
      Ognuno legge per trovare ciò di cui ha bisogno, in fondo.

  10. Gianfranco
    25 ottobre 2018 alle 18:55 Rispondi

    Sto leggendo contemporaneamente tre libri: uno di Azimov, fino a quando li avrò letti tutti, spero, uno di autori di romanzi storici, che fino ad ora sono quelli che mi piacciono di più e uno classico, ma di autori che hanno ricevuto il premio Nobel, più per curiosità che altro, ma confidando che non mi deludano; perché è proprio vero come dice Marco: quando scelgo di dedicare del tempo alla lettura di un libro, penso sempre a quelli che lascio nella lista di attesa…

    • Daniele Imperi
      26 ottobre 2018 alle 07:05 Rispondi

      Il fatto che abbiano vinto premi Nobel non significa che debbano piacerti e non deluderti: a me è accaduto il contrario varie volte.

  11. Grazia Gironella
    25 ottobre 2018 alle 21:13 Rispondi

    Ho sempre letto di tutto, senza mai pormi questione di genere. Per me le storie sono a) inventate, oppure b) reali. Se sono inventate, non fa differenza se l’autore ha inventato un pianeta o un quartiere o gli avvenimenti nella vita del personaggio, è finzione e basta. Da sempre amo il fantasy, ho avuto un periodo di fantascienza forsennata, ma mi è capitato anche di leggere e apprezzare Stieg Larsson, sebbene polizieschi e gialli non siano tra i miei preferiti. Faccio sempre incursioni fuori dai miei generi usuali, è molto interessante e si fanno belle scoperte. Per esempio qualche anno fa ho iniziato ad apprezzare le biografie e i reportage di viaggio, che prima non leggevo mai.

    • Daniele Imperi
      26 ottobre 2018 alle 07:07 Rispondi

      Le biografie interessano anche a me, almeno di personaggi storici che mi incuriosiscono.
      I reportage di viaggi non tanto, ma dipende. Ho quelli di Mark Twain e di Darwin, per esempio.

  12. Bonaventura Di Bello
    26 ottobre 2018 alle 14:59 Rispondi

    Ho iniziato a leggere fantascienza alle elementari, con il libro “Quattro ragazzi conquistano gli astri” (http://www.fantascienza.com/catalogo/volumi/NILF109769/quattro-ragazzi-conquistano-gli-astri/), poi alle medie mi sono imbattuto nella collana “I Libri del 2000” di AMZ Editrice (http://www.uraniamania.com/index.php?action=ricerca&serie=aaaaaakf&pag=0), che ospitava romanzi un po’ più “maturi” (alcuni di scrittori famosi sotto pseudonimo), ma la svolta è arrivata a cavallo fra medie e superiori, quando mi sono imbattuto nella mitica collana Urania. Da quel momento non ho letto altri generi di narrativa, se non sporadicamente, anche perché la scelta (e la varietà, perché Urania e altre collane hanno pubblicato anche romanzi che sfociavano nell’horror o simili) era così vasta da assicurarmi letture infinite.
    PS Confesso di essermi rimesso a caccia, in un moto nostalgico, di tutti quei libri letti alle elementari e medie e di averli poi acquistati, un paio di anni fa, per poterli tenere in biblioteca.

    • Daniele Imperi
      26 ottobre 2018 alle 15:10 Rispondi

      Non conoscevo quei libri. La prima fantascienza che ho letto è stata quella di Asimov.

      • Bonaventura Di Bello
        26 ottobre 2018 alle 15:17 Rispondi

        Parliamo di letteratura per ragazzi e di pubblicazioni degli anni 70 (nel caso del primo, alle elementari, anni 60), ma anche di letteratura che, per quell’età e quel genere, era davvero di nicchia. In un certo senso anche Urania e la fantascienza erano di nicchia, quando ho iniziato a leggerla, e pure piuttosto ‘datata’ se consideriamo gli autori (Heinlein, Bradbury, Asimov, Simak, etc.). Ci provai anche con fantasy, proprio con la Spada di Shannara, ma proprio non riuscii a leggerlo, e il fantasy rimase per me relegato solo alla cinematografia.
        PS Prima dei libri, come per te, e anche parallelamente per un certo periodo dell’infanzia e fanciullezza, ci furono ovviamente i fumetti, così tanti che quando quelli più grandi di me mi incontravano, mi prendevano in giro con i suoni tipici dei balloon (gulp, sgh, bang, zip, ecc.). Bullismo di allora, credo… :)

        • Daniele Imperi
          26 ottobre 2018 alle 15:42 Rispondi

          Ho provato a leggere Heinlein, ma non m’è piaciuto. Simak ancora non l’ho letto, stavo cercando qualcosa su Ebay tempo fa.

          • Bonaventura Di Bello
            26 ottobre 2018 alle 15:51 Rispondi

            Per provare a leggere gli autori ‘maggiori’ della fantascienza Urania, ti consiglio la collana Millemondi, è stata proprio con le raccolte di romanzi e racconti dei vari autori che ho potuto ‘scoprirli’ e poi cercare altre loro opere quando mi piacevano. Penso che Simak ti piacerà, non so perché. :)

            • Daniele Imperi
              29 ottobre 2018 alle 08:06 Rispondi

              Di Simak prenderò un volume della collana I massimi della fantascienza, che contiene Anni senza fine, Oltre l’invisibile e Camminavano come noi.

  13. Luz
    27 ottobre 2018 alle 20:10 Rispondi

    Praticamente sono cresciuta con romanzi di genere e li prediligo.
    Direi di avere attraversato tutti generi, almeno quelli più noti e diffusi, tranne la fantascienza. Ne adoro le trasposizioni cinematografiche ma di fatto non mi sono mai avventurata fra le pagine di Asimov o di Clarke. Non metterei Bradbury fra gli scrittori di fantascienza.
    Ho adorato i grandi classici inglesi, un po’ meno quelli francesi, ho ancora letto pochissima letteratura russa. Ho scoperto l’ungherese Màrai, che mi ha folgorata. Direi che rientri in un genere di romanzo contemporaneo (?). Amo follemente Conan Doyle e la Christie.
    Il mio incontro col fantasy è stato con Lo hobbit e la saga di Harry Potter, ma spazio anche in quella letteratura sudamericana immaginifica di Allende, così come tra le folli imprese del Malausséne di Pennac. Amo i romanzi storici, la storia sullo sfondo rende tutto più realistico e affascinante. Non riesce a piacermi del tutto quello che chiamano “mainstream”.

    • Daniele Imperi
      29 ottobre 2018 alle 08:08 Rispondi

      Ciao Luz, benvenuta nel blog. Io ho attraversato tutti i generi, eccetto il romanzo rosa :D
      Preferisco anche io i classici inglesi a quelli francesi. La letteratura russa m’è sempre piaciuta finora.

  14. von Moltke
    29 ottobre 2018 alle 21:40 Rispondi

    Grazie per il bell’articolo. Leggo narrativa di genere, eccome. Per quanto ricordi, ne ho sempre letta sin da quando ho avuto 14 anni e ho preso in mano il mio primo romanzo storico d’avventura, “L’ussaro della regina bianca” di McDonald-Fraser. Poi vennero (e se ne andarono) Wilbur Smith e Stephen King, e poi Isaac Asimov e tutta la fantascienza. Ma già a dieci anni ebbi uno sporadico incontro col genere, una bellissima antologia di racconti di fantascienza avventurosa in un corposo volume dell’ormai mitica casa editrice Nord. Da allora leggo naturalmente narrativa di genere, non mi piacciono ovviamente tutti i generi, prediligo l’avventura magari a sfondo storico, il romanzo storico tout court, la fantascienza, meglio se distopica, di rado un certo fantastico che da sull’horror, ancora più raramente il giallo, frequento invece volentieri lo spionaggio. Guarda caso, sono poi gli stessi generi in cui scrivo (perché scrivo anche “di genere”, e in più d’uno). Naturalmente leggo tanti classici, quando posso in lingua originale. Ma mi chiedo quale sia la linea che separa questi dai “generi”. Lovecraft, secondo me, è un classico, eppure scriveva in un genere ben definito. “Delitto e Castigo” a momenti pare un giallo, e “Guerra e Pace” è un, o forse IL romanzo storico. Asimov dovrebbe essere considerato un classico, come Greene (un maestro) e l’Orwell di “1984” fa della paurosa fantascienza distopica. Quindi, anche secondo me, la narrativa di genere non dovrebbe mancare mai da una buona biblioteca.

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2018 alle 08:09 Rispondi

      La fantascienza distopica e postapocalittica è stata abusata ultimamente. Mi sono chiesto anche io quale sia il confine fra i classici e il genere vero e proprio. Anche Frankenstein è un classico, ma è fantascienza. Come Verne e Salgari sono autori classici, ma scrivevano avventura.

      • von Moltke
        30 ottobre 2018 alle 21:46 Rispondi

        Ho risposto solo dopo qualche giorno, e rileggendo l’articolo ritrovo le tue frasi su Dick. Philip K. Dick, che ho approcciato solo molto tardi, e di cui sto leggendo solo ora seriamente le opere, era un genio nel suo genere, e, come ben dici, non era uno scrittore di evasione. Le idee che sviluppa nel quadro della fantascienza, i finali a sorpresa, il taglio ironico (e a volte amaramente ironico) rivelano un talento narrativo raro, ben al di là della semplice definizione di “scrittore di fantascienza”.

        • Daniele Imperi
          31 ottobre 2018 alle 07:57 Rispondi

          Sì, è riduttivo definire Dick un semplice scrittore di fantascienza. Nei suoi romanzi ci trovi sempre un tema che porta avanti.

  15. Ferruccio Gianola
    30 ottobre 2018 alle 10:41 Rispondi

    Leggo poca narrativa di genere e mi fermo ai western e a un certo tipo di fantastico, ma credo più che altro di essere interessato all’aspetto storico nel primo caso e ai legami con il mainstream nel secondo. Non amo il genere fine a se stesso anche se nel passato mi sono cimentato.

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2018 alle 11:06 Rispondi

      Sto leggendo western periodicamente negli ultimi tempi, sono letture veloci e piacevoli.

  16. P.L.
    30 ottobre 2018 alle 13:05 Rispondi

    1) Quanti di voi leggono romanzi di genere e perché?
    Non solo leggo romanzi di genere, ma nel mio caso il rapporto tra romanzi di genere e classici è andato aumentando negli anni. Perché? Si può dire che ogni genere ha uno scopo chiaro (tipo: avere un mistero da scoprire, provare determinate emozioni, immaginare le conseguenze della tecnologia, spaziare con la fantasia…). L’intrattenimento può assumere diversi aspetti a seconda di quello che mi “serve” in un dato momento.

    2) Quali generi letterari leggete più piacevolmente?
    1. Fantascienza. 2. Gialli. 3. Storia alternativa. 4. Fantasy (esclusi, in generale, quelli “epici”).

    3) E, se non ne leggete, perché non vi attrae questa narrativa?
    Posso solo dire perché non mi attraggono i generi che normalmente non leggo. Le ragioni principali sono due: l’ambientazione (es. in generale non mi attraggono le storie ambientate in determinati tempi o luoghi), e gli argomenti su cui si focalizzano (es. non mi attraggono le relazioni sentimentali o familiari).

    • Daniele Imperi
      30 ottobre 2018 alle 13:37 Rispondi

      Mi rivedo molto nel punto 3: neanche a me attirano i drammi familiari o le relazioni sentimentali. E sono sempre attento ai tempi e i luoghi dell’ambientazione nella scelta.

  17. luisa
    5 novembre 2018 alle 18:53 Rispondi

    Recentemente ho letto un romanzo di una nuova scrittrice (che ha fatto parlare molto di se) la sua scrittura scorre facilmente, ma la storia è veramente pesante e anche un pò ripetitiva, sono rimasta delusa :-( mi verrebbe voglia di tirarglielo in testa… :-)

    • Daniele Imperi
      6 novembre 2018 alle 08:39 Rispondi

      Di che romanzo si tratta?

  18. Morris Corvini
    11 novembre 2018 alle 04:29 Rispondi

    Leggendo questo post mi sono accorto che, pensandoci, io leggo solo romanzi di genere spaziando tra il fantasy fino a giungere al thriller. E, diciamo, che considero la lettura di genere la sola lettura, anche se potrebbe essere un po’ azzardato considerarla così. Come autori ho letto classici (Dostoevskij) a classici gialli (come Christie e Doyle) e autori moderni, pochi italiani e prettamente stranieri (King, Licia Troisi e Martin mi vengono in mente per letture recenti)
    Ho però in cantiere anche altri libri giallo/thriller nordico a racconti più introspettivi o saggi politici o filosofici.
    Come genere che preferisco leggere direi il fantasy (medievale) ma anche fantastico/distopico (e qui potrei citare Hunger Games che adoro.
    Per quanto riguarda la scrittura non ho un genere di ”punta” dato che scrivo fantasy e horror (racconti) ma ho anche altre idee (gialle, thriller)

    • Daniele Imperi
      12 novembre 2018 alle 08:07 Rispondi

      Ciao Morris, benvenuto nel blog. Non ho messo la saggistica nell’articolo, ma la leggo anche io, specialmente saggi storici o su autori e narrativa, più raramente filosofici.

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