Quando e come usare la congiunzione “ma”

Quando e come usare la congiunzione “ma”

Sembra una questione semplice, ma non sempre sappiamo come usare questa congiunzione, che viene chiamata “coordinativa avversativa”.

Il “ma” con valore avversativo è forse l’uso più frequente. Facciamo qualche esempio:

Pensavo che i miei fossero tornati, ma in casa non c’era nessuno.

La mela non era matura, ma ancora acerba, dura come pietra.

Non parlavo con te, ma con tuo fratello.

Ma ci sono tanti altri modi per usare questa congiunzione, anche a inizio periodo come ho fatto ora.

“Ma” con valore rafforzativo

In questo caso la congiunzione “ma” può rafforzare sia un’affermazione sia una negazione:

«Sei sicuro di farcela? È un salto di otto metri!»
«Ma sì, al massimo mi slogherò una caviglia!»

«Non rischi il licenziamento se oggi non vai al lavoro?»
«Ma no, non se ne accorgerà nessuno.»

“Ma” come congiunzione copulativa

Che cos’è una congiunzione copulativa? È una congiunzione che unisce due elementi di una frase o due frasi:

  • Pane e salame
  • Non è alto né basso
  • Non studia né pratica alcuna attività

Possiamo anche usare “ma” come congiunzione copulativa:

Chiese alla mamma di poter marinare la scuola, ma la donna, rimproverandola, le fece una bella ramanzina.

“Ma” interrogativo, esclamativo, esortativo o d’interiezione

Gli esempi valgono più di mille parole:

«Ma perché non studi mai? Vuoi perdere l’anno?»

«Non lo denuncio, per ora, ma che non si faccia più vedere qui intorno!»

«Ma dai, non dire scemenze!»

«Ma basta! Fate silenzio!»

«Ma che bella macchina!»

In questi casi la congiunzione “ma” esprime meraviglia, sorpresa, dubbi, contrarietà, anche ironia: «Ma quanto bevi? Sembri un elefante!»

“Ma” con valore affermativo o enfatico

Questo uso della congiunzione “ma” per dare conferma o enfasi a quanto detto è proprio della lingua parlata, quindi possiamo adottarlo in alcuni dialoghi:

«Questa pizza è buona, ma davvero buona!»

«È una ragazza molto, ma molto bella.»

“Ma” con valore sostantivato

Un esempio? Eccolo: “Per scrivere bene occorre conoscere e rispettare la grammatica, senza se e senza ma”.

L’espressione finale è comune: è un uso sostantivato delle congiunzioni “se” e “ma”.

“Ma” ripetuto per esprimere dubbi

Di nuovo un esempio:

«L’imputato è assolto perché il fatto non sussiste» sentenziò il giudice.
«Ma… ma… ma…» balbettò l’avvocato dell’accusa.

“Ma” seguito da “però”, “bensì”, “sì”, “pure”, “bene”

Sappiamo tutti che è sbagliato scrivere, e dire, “ma però” e che anche “ma bensì” viene demonizzato come mala scrittura.

Essendo una congiunzione avversativa, “ma” si può rafforzare con un’altra congiunzione simile, come “ma tuttavia”, “ma nondimeno”, ecc. È un uso del “ma” con valore intensivo o pleonastico.

Come giustamente fa notare il Treccani, pur essendo corretto il “ma però”, è bene evitarlo in uno scritto professionale (saggio, biografia, manuale, perfino romanzi e racconti, a meno che non compaia nel parlato di alcuni personaggi).

Corretto o meno, non ho mai usato “ma però” e “ma bensì” e non li userò mai.

“Ma” nella forma “macché”

Abbiamo finito con la sequela di “ma”?

Macché!

Forse non tutti sanno che “macché” è la grafia unita (presente nella nostra lingua dal 1598) di “ma che”, un’interiezione:

«Hanno riaperto la scuola?»
«Macché!»

In più, può avere un valore pleonastico, rafforzando una negazione:

«Hanno poi arrestato il ladro?»
«Macché, non è riuscito a trovarlo nessuno!»

Iniziare una frase o un periodo con “ma”: errato o no?

Ci hanno sempre insegnato a non iniziare frasi e periodi con una congiunzione, ma poi leggiamo libri di scrittori affermati e famosi che iniziano le loro frasi con “e” o “ma”.

Ma è quindi corretta la congiunzione all’inizio di una frase o di un periodo?

È vero che la congiunzione serve, appunto, a congiungere, unire due elementi di una frase o due parti di un periodo e quindi dovrebbe essere seguita o preceduta da altri elementi o parti.

Ma è anche vero che non sempre una congiunzione, il “ma” nel nostro caso, ha questo valore: altre volte si usa a inizio frasi per particolari effetti o esigenze di comunicazione.

Oppure quando ha un valore limitativo – come nel caso del periodo precedente – ossia quando pone un limite rispetto a quanto prima affermato o corregge quanto affermato: “È vero che la congiunzione serve […] a congiungere […] Ma è anche vero che…”.

Inoltre può indicare il passaggio a un diverso argomento, come per esempio: “Ma torniamo al discorso principale”.

E infine abbiamo già visto il “ma” a inizio periodo quando la congiunzione ha valore esortativo o d’interiezione.

Il nostro viaggio nella congiunzione “ma” è finito. Ovviamente potete sovvertire le regole di questa congiunzione e le regole grammaticali in generale, per esigenze narrative. Ma prima occorre conoscerle.

Fonti

5 Commenti

  1. Antonio Zoppetti
    venerdì, 5 Giugno 2026 alle 13:05 Rispondi

    Tra le leggende grammaticali che circolano mi è capitato di imbattermi anche nell’idea che “ma” congiunzione dovrebbe essere preceduto dalla virgola, anche se è sempre una scelta (ma questo riguarda forse l’uso della punteggiatura più che la congiunzione). E mi è successo più di una volta di contestare certe revisioni un po’ meccaniche in cui mi aggiungevano la virgola in modo arbitrario, e persino che cambiassero i “ma” a inizio frase sostituendoli con “però” o “tuttavia” spacciati come più corretti, benché siano al contrario scelte stilistiche più lunghe e pesanti, a mio avviso.
    Per buttare altra carne al fuoco in questa belissima disamina che hai fatto, c’è anche il “ma” interiezione dubitativa che spesso ricorre nella forma “mah…” (nel senso di non lo so, o staremo a vedere, per evitare di esprimere un giudizio o denotare perplessità).

    • Daniele Imperi
      venerdì, 5 Giugno 2026 alle 13:17 Rispondi

      La questione della virgola prima o meno della congiunzione è vecchia e ognuno ha la sua idea. Io prima di “ma” congiunzione la inserisco soltanto se il periodo è lungo: “Non ho studiato ma so tutto”, per esempio. In questo caso non la metto.
      Ho dimenticato il “mah”! Grazie, se riesco aggiorno oggi.

  2. Antonio Zoppetti
    venerdì, 5 Giugno 2026 alle 13:35 Rispondi

    Mah… più che segnalare una “dimenticanza” la mia era solo un’aggiunta, visto che in questo caso non si tratta di “congiunzione” come dal titolo di un pezzo che mi pare più che esaustivo.

  3. nicola schiavulli
    mercoledì, 10 Giugno 2026 alle 10:58 Rispondi

    Complimenti per l’articolo. Veramente chiaro ed efficace!. Mi ha colpito, oltretutto, la seguente parte: “Ovviamente potete sovvertire le regole di questa congiunzione e le regole grammaticali in generale, per esigenze narrative. Ma prima occorre conoscerle”. La trovo molto giusta. Per sovvertire le regole bisogna prima saperle padroneggiare. La stessa cosa vale nel teatro, in relazione all’improvvisazione ad esempio: prima di esibirsi nel pezzo improvvisato o particolarmente “creativo”, è necessario conoscere la tecnica. In caso contrario… allo spettatore ipotetico arriverebbe soltanto un messaggio di mera confusione.

    • Daniele Imperi
      mercoledì, 10 Giugno 2026 alle 11:43 Rispondi

      Grazie. Conoscere le regole, prima di sovvertirle, vale per la scrittura quanto per ogni altra forma d’arte.

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