Blog o social media: qual è la scelta migliore?

È meglio dedicarsi al blog o ai nostri profili sui social?

Blog o social media

C’è una risposta a queste domande? Alla fine tutto si riduce alle proprie capacità e ai propri obiettivi, ma anche alla propria personalità.

In una delle sue newsletter Skande ha posto una domanda interessante: “Vale ancora la pena aprire un blog personale?”.

La sua analisi di quanto avvenuto negli ultimi anni nel web è condivisibile: il web, da parecchio tempo, è intasato di contenuti – Mark Schaefer lo aveva definito Content Shock, una vera saturazione dei contenuti.

Questo significa che è sempre più difficile farsi trovare su Google, anche se non impossibile.

Qual è il vantaggio di avere un blog?

Un blog è casa vostra. E anche mia. Questo, per me, rappresenta il più grande vantaggio rispetto ai social media, dove invece siamo ospiti delle grandi aziende miliardarie che li gestiscono.

Nel blog siamo noi a dettare le nostre linee guida, sui social dobbiamo accettare quelle dei padroni di casa. Non è un vantaggio da poco.

Nel nostro blog nessuno potrà mai cacciarci. Sui social, specialmente su Facebook, sono stati cancellati post e pagine anche senza un valido motivo.

Un altro grande vantaggio è l’archiviazione dei contenuti, che i social media non hanno. Sui social tutto ciò che scriviamo andrà in breve tempo perso, sepolto nel marasma di nuovi contenuti che ogni minuto si riversano sulle piattaforme.

Qual è il vantaggio di essere solo sui social media?

Un profilo sui social non richiede alcuna competenza, rispetto a un blog. Ne siamo così sicuri? Se volete usare i social media per la vostra professione, allora dovrete studiare un po’ per creare la giusta strategia.

Non potete permettervi di muovervi “al buio”: quali contenuti creare? Quando crearli? Come coinvolgere chi ci segue? Come presentarci? Che linguaggio usare?

In poche parole sono le stesse domande da porsi se volete creare un blog utile al vostro lavoro.

I due vantaggi principali sui social sono:

  1. la (relativa) facilità con cui acquisire un seguito
  2. la brevità dei contenuti: su Facebook, per esempio, si parla di un massimo di 70 parole per un post e Twitter permette al massimo 280 caratteri. Per Instagram l’ideale, dicono, è creare un post fra 138 e 150 caratteri, anche se il limite è 2200. Su LinkedIn il limite è stato portato a 3000 caratteri, ma dopo 140 il post viene troncato e per leggere tutto bisogna cliccare su “… vedi altro”.

I limiti, in questi casi, contano poco, se non niente: sui social media conta invece l’immediatezza del messaggio.

La brevità, però, non sempre è sinonimo di velocità: bisogna saper sintetizzare il messaggio, creando curiosità, coinvolgimento, empatia. Io non ne sono per niente capace e preferisco starmene nel mio blog.

Blog o social media: cosa preferite?

Vale ancora la pena aprirne uno?

È questa la domanda che ci pone Skande alla fine della sua newsletter. Il blog è per lui ora una sorta di magazzino in cui depositare i suoi migliori contenuti e trovare informazioni sul suo lavoro, affiancato alla newsletter e a LinkedIn.

Bisogna anche considerare che, sui social media, tutto ciò che vi pubblichiamo è soggetto agli algoritmi. Anche su LinkedIn esistono. Appena entro, non vedo gli ultimi post pubblicati in ordine cronologico, ma i più popolari.

Questo accade anche su Facebook e su Instagram. Significa che ciò che pubblichiamo potrebbero vederlo in pochi, a dispetto delle migliaia di persone che ci seguono.

Forse non esiste una risposta alla domanda: è meglio aprire e gestire un blog personale o dedicarsi ai social media?

Esiste però un’altra domanda da porsi: sono in grado di combattere contro questi algoritmi?

Vale a dire: devo pubblicare costantemente contenuti interessanti e coinvolgenti sui social e intessere relazioni, riuscendo a farli commentare e condividere. Tutto questo richiede competenze e tantissimo tempo.

Io non sono in grado di farlo, anche se ci ho provato. Ma il tempo che consumerei per dedicarmi ai social media è tempo che toglierei al blog e agli altri miei progetti personali.

Io, quindi, preferisco il blog. E voi cosa preferite? Blog o social media?

22 Commenti

  1. Marco
    giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 7:22 Rispondi

    Blog, senza alcuna esitazione. Twitter ho chiuso l’account; Instagram ci sono ma: boh. Facebook: sono anche lì, ma se davvero il prode Mark lo chiudesse (figuriamoci) non mi butterei certo per terra dalla disperazione.
    Il cuore di tutto è e resterà il blog. Lì sei padrone dei tuoi contenuti.
    Inoltre sulle reti sociali non puoi replicare i contenuti del blog. O ne crei di appositi, oppure devi adattarli. Un superlavoro che non ho voglia di fare.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 14:13 Rispondi

      Infatti non ti vedevo più su Twitter. Ma prima o poi mi sa che anche io lo chiuderò. Neanche io ci credo che chiuderà FB, rinunciando a pacchi di soldi…
      Adattarli o solo condividerli. In effetti la cosa migliore sarebbe adattarli, linkando poi l’articolo del blog.

  2. Franco Battaglia
    giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 7:29 Rispondi

    Io ho un blog soprattutto di carattere riflessivo e intimista, pubblico poesie e racconti, saggistica personalizzata, e svariati appunti di cronaca tra viaggi, politica, fotografia e spettacolo. Non potrei mai rinunciarvi, è un appuntamento diaristico che mi assorbe decisamente, con scambi e contraddittori a completarne il senso.
    Su facebook mi diverto un sacco, ne colgo l’immediatezza legata indissolubilmente alla caratteristica di effimero, una fugacità di messaggio che lascia il tempo che trova. Tutto velocissimo e legato ad algoritmi che dettano l’agenda.
    Due cose diversissime tra loro, da gestire in maniera diversa. Io, ad esempio, PC fisso per il blog, cellulare per facebook. Ed è già tutto dire.
    Potrei mai postare sul blog in fila al semaforo? ;)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 14:14 Rispondi

      Che cosa intendi per saggistica personalizzata?
      Su Fb solo quello si trova, ma a me non interessa perdere tempo con contenuti che non mi danno nulla. Contenuti lunghi da scrivere al cellulare non se ne parla :)

  3. Orsa
    giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 10:44 Rispondi

    Sicuramente il blog, all’interno del quale si mantengono sempre una certa forma e un certo decoro anche per affermare cose scomode (che poi scomode per gli altri). Sui social invece è più facile scadere, soprattutto dopo quello che sono diventati a causa della macelleria sociale perpetrata in questi ultimi mesi. Ma poi la definizione di blog dev’essere ancora poco chiara ai più: sai quanti ne vedo che si definiscono “blogger” solo perché hanno l’account Instagram? Quelli che più mi fanno morire sono quelli che si fregiano del titolo “official” tipo bionda_87_official 😂 È anche vero che i social sono più immediati, meno impegnativi lato SEO, ma noi pesci piccoli, che non abbiamo i numeri di Skande, di certo non possiamo permetterci di trasformare il blog (casa) in un magazzino per andare a passeggiare in piazza (social).
    Oddio adesso fammi andare a vedere una cosa… se bionda_87_official esiste veramente mi fa la pellaccia! E la pelliccia :P

    • Daniele Imperi
      giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 14:18 Rispondi

      Concordo sulla macelleria sociale: i social spingono ad attaccare molto, molto di più del blog.
      Anche io vedo ogni tanto gente che si definisce blogger solo perché pubblica scemenze su Instagram o su quel Tik Tok, di cui ancora devo capire l’utilità.
      Chi si definisce “official” è un po’ come chi si definisce “CEO” o “Founder” :D
      Chi ha numeri altissimi ottiene riscontri maggiori, ma in modo esponenziale, rispetto a chi ha numeri trascurabili come me.
      Auguri per la pellaccia :D

  4. Maria Teresa Steri
    giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 14:03 Rispondi

    Ho senz’altro una predilezione per il blog. Lo trovo un luogo più intimo, protetto, rispetto ai social dove c’è una tale baraonda (e spesso aggressività) da non sentirsi sempre a proprio agio. E concordo con te sulle motivazioni che hai dato per preferire questo tipo di piattaforma. In particolare, la rapidità con cui tutto sfuma sui social è nemica di chi cerca un tipo diverso di comunicazione, più meditato diciamo.
    D’altra parte penso anche che i social siano un’opportunità diversa e in parte insostituibile, in particolare quando si tratta di promuovere i propri libri o di entrare in contatto con dei semplici lettori. Il problema è forse che quando si ha un blog dedicato soprattutto ad argomenti di scrittura come ce l’ho io, si fa più fatica a incontrare semplici lettori potenzialmente interessati alla narrativa. Diciamo che per un autore secondo me servono entrambi i mondi, quello del blog e quello dei social.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 14:21 Rispondi

      Vero, il blog è più intimo, rispetto alla “piazza” dei social media.
      Hai colto il punto fondamentale: in un blog trovi un tipo di comunicazione più meditato, rispetto al tipo immediato dei social. Sembra quasi un gioco di parole.
      I nostri blog attirano più scrittori che potenziali lettori, è vero. Facciamo così: quando diventeremo famosi, smetteremo di parlare di scrittura e parleremo solo dei nostri libri :D

  5. Claudia
    giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 14:47 Rispondi

    da persona poco socievole ovviamente preferisco il blog (poi sul mio non viene nessuno, meno socievole di così, ahahah), è pur vero che per me non è un mestiere e nemmeno vuole esserlo, quindi è un tipo di preferenza che lascia un po’ il tempo che trova.
    sì, sui social c’è gente che urla, ma anche lì secondo me occorre un po’ vedere che tipo di pubblico si attira. a meno che uno non ambisca ai grandissimi numeri, anche sui social si può trovare una nicchia simpatica, generalmente più attiva che sui blog, con la quale interagire piacevolmente. e lo scambio è proficuo da entrambi i lati.
    più che altro secondo me i social richiedono un impegno più elevato delle mie forze (una foto al giorno? per carità) e in più svolgono anche funzioni diverse. mi spiego meglio: se per esempio cerco delle informazioni per visitare una città preferirò leggere le informazioni di un blog. però magari le foto di quella città – che mi hanno fatto desiderare di visitarla – prima le ho viste su instagram :)

    • Daniele Imperi
      giovedì, 10 Febbraio 2022 alle 14:55 Rispondi

      Ciao Claudia, benvenuta nel blog. Preferisco il blog anche io perché persona poco socievole. Sui social sono più attivi perché ormai basta aprire l’app sul cellulare e è fatta. Per raggiungere il blog o attendi la newsletter o cerchi qualche informazioni su Google.
      L’impegno anche per me è elevato sui social. Una foto al giorno su Instagram? E che ci metto?

  6. MikiMoz
    venerdì, 11 Febbraio 2022 alle 10:52 Rispondi

    Beh, ovviamente il blog.
    Partendo comunque dal presupposto che sono due cose diversissime, nemmeno comparabili, ognuna coi propri linguaggi e le proprie regole.
    Hai sottolineato l’aspetto più importante, ossia la questione “casa nostra”, facciamo e scriviamo quel che vogliamo, come lo vogliamo, senza essere soggetti a controllo preventivo.
    C’è pure la questione della dispersione, giustamente.
    Quanto al farsi rintracciare su Google, dipende anche che tipo di blog si ha, ma soprattutto anche che strategia (in tal senso) si mette in atto.
    Vero che oggi difficilmente un nuovo blog potrà sfondare, anche se pure questo dipende: qualora scrivesse contenuti inediti (e magari li ricondivide in gruppi appositi, le nicchie) perché non dovrebbe funzionare?^^

    Moz-

    • Daniele Imperi
      venerdì, 11 Febbraio 2022 alle 10:56 Rispondi

      Su te non avevo dubbi :)
      Sono 2 cose molto diverse, ma c’è chi davvero fa una scelta e chi pensa di essere blogger… senza avere un blog.
      Su un blog da creare da zero oggi sono d’accordo con te: dipende da che contenuti crei, quali argomenti e come ti muovi.

  7. MikiMoz
    venerdì, 11 Febbraio 2022 alle 15:42 Rispondi

    Eh ma sai, dire “blogger” fa figo… Oggi forse fa più figo dire influencer ma tanti di influenza conoscono quella stagionale.
    Quindi “blogger” resta alla portata di tutti e senza destare troppi sospetti, tanto che appunto pure chi sta solo su instagram si definisce tale XD

    Moz-

    • Daniele Imperi
      venerdì, 11 Febbraio 2022 alle 15:52 Rispondi

      Infatti anche su Instagram si trovano parecchi “influencer”: si chiamano da soli così perché seguiti da migliaia di persone. Termine ormai inflazionato.
      Blogger è alla portata di tutti, è vero, ma sparato a caso genera confusione.

  8. Barbara
    venerdì, 18 Febbraio 2022 alle 17:31 Rispondi

    Come Scandellari, utilizzo entrambi, sia il blog che i social. Anzi, lui comincia dalla newsletter (dove inserisce dei contenuti esclusivi, più uno o due link di contenuti sul blog / Linkedin / Medium). Poi scrive appunti sul blog / Linkedin / Medium, a volte lo stesso contenuto della newsletter a distanza di dieci giorni o più. I contenuti li pubblicizza anche sugli altri social più “popolari”, Facebook, Twitter e Instagram (non so su Tik Tok, non ci sono, ma mi stupirebbe parecchio se fosse lì… non è un social adatto alla sua materia, ma chi può dirlo?! :D ) Insomma, il fulcro è sul blog, che è casa tua e nessuno può bloccarti o nasconderti. Gli altri servono di contorno. Aiutano a reperire lettori. Sempre se non capita un altro #FacebookDown e allora sì, che capisci l’importanza del blog! ;)

    • Daniele Imperi
      venerdì, 18 Febbraio 2022 alle 17:42 Rispondi

      Gli altri strumenti sono di contorno, è vero, anche se molti pensano che siano il canale principale di comunicazione, che invece è il blog o il sito.

  9. stefano
    lunedì, 21 Febbraio 2022 alle 11:49 Rispondi

    Blog + social presi con il contagocce senza notifiche :)

    • Daniele Imperi
      lunedì, 21 Febbraio 2022 alle 12:04 Rispondi

      Hai la mia stessa idea di blog e social :)

  10. Francesco
    mercoledì, 23 Febbraio 2022 alle 21:26 Rispondi

    Preferisco il blog perché come dici tu, è uno spazio gestito esclusivamente da me, non esistono algoritmi che variano in continuazione come quelli dei social media. Certamente bisogna conoscere un po’ di SEO e tante altre cose per gestire un blog, ma con un po’ di costanza si ottengono dei risultati. A distanza di anni, ricevo ancora commenti a vecchi post.

    Per quanto riguarda i social, continuo ad utilizzare soprattutto Pinterest, che mi porta molto traffico sul blog e Instagram, anche se ogni tanto fa arrabbiare con i suoi algoritmi che a fasi alterne spinge o nasconde una foto ad altri utenti. Comunque sono riuscito a crearmi una mia nicchia in cui c’è abbastanza interazione e al di là di questo, pubblico ciò che mi emoziona nella speranza di comunicare qualcosa a chi guarda le mie foto. Facebook e Twitter di contorno, non mi dicono molto. Scusa se mi sono dilungato.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 24 Febbraio 2022 alle 8:08 Rispondi

      Se vuoi ottenere dei risultati dal blog, devi per forza conoscere almeno le basi della SEO e altre cose, ma si tratta di poco e soprattutto di qualcosa che tutti possono imparare.
      Per il tuo blog sulla fotografia Pinterest e Instagram sono i social ideali. Gli algoritmi sono il male :D

  11. Marianna
    giovedì, 7 Aprile 2022 alle 15:28 Rispondi

    Io, per dir la verità, nasco “social”, ma solo per il semplice fatto che quando sono state create quelle piattaforme è stato semplice, per me, approdarvi. L’ho preso come un gioco (ed è ancora così: mi diverto a seguire tutte le mode algoritmiche 😅 senza diventare matta).
    Con il blog aperto poco più di un anno fa, ho scoperto realmente un altro mondo e mi piace tanto.
    Resta il fatto che, sia blog sia social, per me hanno la funzione di “accompagnatori” di quella che vorrei fosse la mia unica occupazione: scrivere libri.
    Al di là di questo, per l’esperienza che sto avendo io, credo che siano utili entrambi ad espandere quella conoscenza del mondo e del lavoro di scrittore nel 2022. Poi…il blog diventa un po’ come un figlio… Ci tieni, gli vuoi bene e, a differenza del libro, devi continuamente seguirlo e crescerlo.
    In definitiva: i social sono il mio parco giochi, il blog è la mia palestra per impegno e motivazione, i libri sono il percorso sul quale vorrei crescere.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 7 Aprile 2022 alle 15:36 Rispondi

      Direi che è così che deve essere, per chi vuole scrivere libri: il blog è impegno, ma non tanto palestra – dipende poi dal genere di libri che vuoi scrivere (per il tuo genere va bene come palestra) – quanto un modo per stare in contatto con i potenziali lettori.

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