Io leggo perché… ne ho bisogno

Leggere libri come una necessità da soddisfare

Il bisogno di leggere

Alla ricerca dei motivi per cui leggiamo: mero piacere nella lettura o forse stiamo cercando qualcosa nelle pagine dei libri?

Ormai sappiamo tutti che per imparare a scrivere bisogna leggere e scrivere tanto, ma la lettura non è certo prerogativa degli scrittori.

Anche se ho sempre sognato di scrivere libri – i miei primi “progetti editoriali” risalgono alla preadolescenza – quando ho iniziato ad amare la lettura, a leggere libri ogni giorno, avevo abbandonato da tempo il sogno editoriale, che ho ripreso soltanto diversi anni più tardi.

Io leggo tanto, forse tantissimo – se il superlativo in un’attività come la lettura è consentito.

Io compro tanti libri, forse tantissimi – e qui il superlativo è più che consentito, perché ne compro più di quanti riesca a leggerne, più di quanti me ne possa permettere.

Ma ho bisogno di leggere. E di comprare libri, che poi leggo, certo. Un po’ alla volta, 2 per volta li leggo.

Leggere libri attenua il mio stress

Il mio stress esistenziale. Mi ritengo prigioniero di un’epoca che non amo, che anzi mi disgusta sotto diversi aspetti, che non mi appartiene. Prigioniero anche in un paese in cui si viveva meglio 30-40 anni fa.

Leggere libri attenua questo mio stress, mi fa dimenticare la mia epoca e il mio paese di quest’epoca. Leggendo, come ho scritto più volte, vado altrove, il viaggiare salgariano senza i bagagli, unico bagaglio un libro.

Un libro custodisce un piccolo mondo, in cui vivono tante vite, diverse dalle nostre. Sono vite silenti, hanno voce, si animano soltanto quando iniziamo a sfogliare le pagine di quel libro, a leggere le loro vicende e vicissitudini.

Leggendo mi approprio di quelle vite, di quei piccoli mondi che non esistono se non nelle pagine del libro, nella fantasia dell’autore.

Leggere libri aumenta la mia immaginazione

Forse Stephen King intendeva anche questo: leggere tanto migliora la scrittura perché rende più ricca la nostra immaginazione.

Ricordo i tempi in cui mi perdevo nei miei sogni editoriali senza aver letto neanche una decina di libri. E quando iniziai a scrivere un fantasy, con un solo romanzo fantasy letto. E racconti horror, dopo aver letto soltanto alcuni racconti di Poe e quelli di Lovecraft.

Adesso che ho alle spalle centinaia di libri letti vedo la differenza. Le idee non sono più il prodotto di uno o due libri letti, ma il frutto di anni di letture, di un’esperienza di lettura più solida e più matura.

Leggere è un passatempo economico

A patto di contenersi nell’acquisto frenetico di libri.

Qualcuno sostiene che i libri costino molto. Non lo so e neanche mi interessa. I libri si possono comprare usati, prendere in prestito in biblioteca, leggere in ebook.

Leggere resta per me un passatempo economico. Non ho mai avuto grandi velleità. Non esco quasi mai la sera, una sera a settimana per me è anche troppo. Conosco gente che esce tutte le sere e mi chiedo quanto spenda. Come minimo 3-400 euro al mese. Ci compro almeno una ventina di libri.

Sono un lupo solitario che ama starsene per conto suo a leggere e scrivere. Ecco, questo diventa allora un passatempo economico, visto che non vado in palestra (faccio esercizi a casa e non devo sentire il sudore degli altri), non fumo (costa e fa male) e viaggio poco (costa, ma fa bene).

Per qualcuno è una vita piatta, ma questa è la vita che ho ora.

Leggere è diventata una priorità

Mi sono accorto da tempo che i libri sono diventati una mia priorità. Fra newsletter, Amazon, Ebay, IBS, film e, anche se raramente, i social media non manca mai il motivo per andare a cercare qualche libro da prendere.

Senza contare i libri scovati leggendo altri libri. Specialmente quando leggo un saggio o un libro di storia, trovo tanti libri citati o nella bibliografia finale per approfondire l’argomento. E spendere altri soldi.

Nuove abitudini di un bibliomane

All’inizio dell’anno ho preso una decisione drammatica. Drammatica nel suo contenuto, non nell’intento. Segnare mese per mese le spese per i libri, inserendo anche quanti ne ho comprati. Finora vince gennaio con le spese più basse e maggio con quelle più alte.

A fine dicembre mi farò 4 risate (o un bel pianto) calcolando le spese totali e dividendole per 12: quanto avrò speso di media al mese? Quanti libri avrò comprato di media al mese?

Per ora preferisco non pensarci e continuare a soddisfare il mio bisogno di comprare e leggere libri.

Perché dietro tutto questo c’è proprio un bisogno da soddisfare, possiamo chiamarlo antistress, nutrimento per l’immaginazione e passatempo, ma forse è qualcosa che nasce all’interno, la voglia di costruirsi ogni giorno un nuovo mondo in cui vivere per qualche ora.

Io leggo perché ne ho bisogno, e voi?

Per il piacere della lettura? Certo, ma non si legge per quello, o almeno non è quello il vero motivo. Voi avete scoperto il vostro?

35 Commenti

  1. Fa minore
    3 ottobre 2019 alle 06:47 Rispondi

    Scriveva Marina Cvetaeva nei suoi diari: “… il mondo va avanti e deve andare avanti: io invece non voglio, non mi piace, ho il diritto di non essere contemporanea di me stessa […] io con lei sono sgarbata, non le faccio oltrepassare la mia soglia, la getto giù – semplicemente – dalle scale!”
    Apprezzo molto e condivido anche il tipo di vita che fai e che hai descritto.
    Inoltre, anche io “scovo” i libri nei libri: niente consigli, niente recensioni (a parte rare eccezioni), niente pubblicità, niente copertina, ma… libri attraverso i libri, che – appunto – ne citano e suggeriscono tanti altri, cosicché si trova e si segue il proprio percorso personale.
    Come diceva Umberto Galimberti tanti anni fa (non testualmente), si cerca casa nei libri e poi si scopre che non c’è casa nella vita. Forse la seconda parte della frase può essere vera, ma la prima non tanto. Nei libri c’è casa e non solo: c’è la compagnia di autori che diventano quasi degli “amici”. Ecco il mio motivo: c’è casa. E ogni libro ti cambia un po’ la vita.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 12:57 Rispondi

      Ecco, ha espresso bene il concetto: “ho il diritto di non essere contemporanea di me stesso”.
      Anche Galimberti è condivisibile.

  2. Marco
    3 ottobre 2019 alle 06:54 Rispondi

    Io riesco a “trattenermi” abbastanza nell’acquisto dei libri (e preferisco gli ebook).
    Leggo perché mi piace. Perché vorrei capire meglio chi siamo, chi sono. Ed è una ricerca, un’indagine affascinante.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 12:59 Rispondi

      Non so se anche per me sia una ricerca per capire chi sono, di certo non per capire chi siamo :D
      Una ricerca, però, lo è senz’altro.

  3. Caterina
    3 ottobre 2019 alle 07:06 Rispondi

    Forse risponderò alle tue domande finali con un post sul blog, ricollegandomi a questo. Rifletto spesso su cosa mi porti a non poter fare a meno dei libri e sul perché siano diventati il tema di un blog. Non ho ancora trovato una risposta che mi soddisfi, ma so cosa provo (un senso di vuoto, un abisso senza fine, e non sto esagerando) quando penso a una vita priva di letture, quando accidentalmente esco di casa senza portarmene uno dietro o quando in una giornata non sono riuscita a leggere nemmeno una pagina (cosa che accade di rado perché mi alzo molto presto la mattina per riuscire a fare tutto). In passato i libri erano più una consolazione e una bolla accogliente dentro la quale crogiolarmi. Mi permettevano di uscire da me stessa ed entrare nelle vite altrui sperimentando tutte le sfaccettature dell’animo umano senza dover abbandonare la mia comfort zone. Oggi soddisfano soprattutto una curiosità sconfinata e un pressante bisogno di ricerca (ricerca di qualcosa di indefinito, qualcosa a cui tendo e che so non raggiungerò mai. Leggere per me è come la strada di ritorno verso casa dopo aver vagato a lungo senza una meta), che mi portano ancora a uscire da me stessa, ma anche a sfidare la mia comfort zone. Forse è per questo che sono fissata con alcuni argomenti (tra questi per esempio i racconti di viaggio e i libri sulle viaggiatrici del passato).

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 13:00 Rispondi

      Bene, attendo il tuo post, allora. Curiosità e ricerca anche per me. E sono anche io fissato con alcuni argomenti, specialmente storici.

  4. Francesco
    3 ottobre 2019 alle 08:10 Rispondi

    Non sono mai stato un lettore seriale, ma da un po’ di tempo, ho ripreso la lettura, almeno 30-45 minuti tutti i giorni (senza ovviamente considerare i blog che seguo). Sentivo il bisogno di ritagliare un po’ di tempo per me, lontano dai social e dalla tecnologia. I libri hanno il potere di trasportarti in un’altra dimensione, lascio spazio all’immaginazione che è fondamentale e non costa nulla. Inoltre, leggo per migliorare la scrittura e nella speranza di sbloccarmi, dopo 6 anni e mezzo di blog non è così semplice trovare idee.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 13:10 Rispondi

      Leggere tutti i giorni fa senz’altro bene, alla fine diventa un’abitudine e riesci sempre a ritagliarti quello spazio.
      Ecco un altro motivi per cui non riesco a leggere ebook: sarei costretto a non abbandonare la tecnologia :D
      Le idee per il blog sono sempre un problema, hai ragione. Secondo me devi trovare il tempo per ragionarci su, considerando quello che hai pubblicato finora, quello che pubblicano altri blog, studiare una serie di argomenti di cui ti piacerebbe scrivere, ecc.

  5. Corrado S. Magro
    3 ottobre 2019 alle 10:47 Rispondi

    Libri, libri, libri cartacei, ebook, usati o no. Per decenni ho letto (dovevo) solo manuali di tecnologia, marketing, e altri trattati. Una volta “libero” tutti i generi (“horror” escluso) bussano all’uscio e alcuni riescono ad entrare. Bello gustarsi con calma un corso monografico che allora “dovevo” leggere. Uscire? Non sono misantropo ma amo restare nei miei spazi, “pantofolaio” a dirla breve. Sì, certo, ogni tanto l’incontro con un nuovo libro e con chi l’ha scritto o qualche Lectio Magistralis che ha fatto leva sulla mia curiosità. In più è mio dovere leggere ciò che mi si chiede di pubblicare sebbene poche pagine siano sufficienti per decidere se continuare o no. Ma questo è un altro discorso.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 13:12 Rispondi

      Pantofolaio no, non mi piace, non lo sono mai stato, preferisco però uscire in montagna e campagna che in città. La lettura per lavoro è un’altra cosa, certo, non la considero fra le mie letture.

      • Corrado S. Magro
        3 ottobre 2019 alle 13:23 Rispondi

        Eh, eh! Non tutto può o deve piacere a tutti. Però, anche senza leggere gastronomia, attivo e impavido ai fornelli, sono un esempio, non di spada ma di forchetta e coltello.

        • Daniele Imperi
          3 ottobre 2019 alle 13:37 Rispondi

          Eh, in quel senso non sei pantofolaio :D

  6. Rebecca Eriksson
    3 ottobre 2019 alle 11:33 Rispondi

    Poco tempo fa ho fatto proprio questa riflessione, su cosa mi spinga a leggere.
    Fino a giugno leggevo appena un libro al mese, perché ero stanca.
    Poi quest’estate ho cambiato lavoro, un lavoro che mi piace ma mi impegna molto di più in termini di tempo. In due mesi ho letto 5 libri.
    La mia conclusione è che leggo per avere stimoli: stimoli di riflessione e creativi. Se sono ad alti livelli di stress (un brutto lavoro, fatto di malavoglia) la mente si spegne e fatico ad accettare gli stimoli. Se sono serena leggo per conoscere, per riflettere e crescere.
    Anch’io ho bisogno di leggere e se non lo faccio è il momento di cambiare qualcosa nella mia vita.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 13:13 Rispondi

      Se sono stanco, io riesco a leggere lo stesso, perché mi rilassa. Magari leggo qualcosa di leggere. La sera tardi, per esempio, di solito leggo fumetti, che richiedono una concentrazione minore.

  7. Grazia Gironella
    3 ottobre 2019 alle 13:05 Rispondi

    Anche per me leggere è un bisogno, per motivi simili ai tuoi. Non so come sarebbe la vita senza la possibilità di “assentarmi” per conoscere altro e respirare un “altrove”, nel tempo e nello spazio. Credo che viviamo in un luogo e in un periodo in cui la grandezza dell’uomo sembra agli sgoccioli. Pensare all’Antica Roma, agli stilisti o a Leonardo e Caravaggio non mi conforta affatto, perché il passato è il passato. Per fortuna, a guardarsi intorno con un po’ di attenzione, ci sono segni importanti di rinascita e di forza; ma mi è più facile trovarli nel grande mondo che nel mio Paese. Limite mio.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 13:15 Rispondi

      Io quando leggo preferisco sempre il passato, guardo al passato perché nel presente non trovo stimoli. E guardandomi attorno non vedo alcun segno di rinascita, anzi :D

    • Fa minore
      3 ottobre 2019 alle 13:40 Rispondi

      Gli autori del passato (magari non proprio, che so… Tito Livio) possono essere di grande aiuto e stimolo. A volte ti cambiano un po’ la vita (per me, tempo fa, è stato Cechov). Certi sono, come dire, “universali”? Però a proposito dell’orientamento al “grande mondo” sono d’accordo con Grazia. Quindi, limite anche mio

  8. Fabio Amadei
    3 ottobre 2019 alle 13:36 Rispondi

    Leggere è nutrire la propria mente. È come la preghiera per il credente.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 13:38 Rispondi

      Sì, un alimento continuo per la mente. In fondo lo dicono gli esperti, che leggere fa bene alla salute, soprattutto mentale.

    • Fa minore
      3 ottobre 2019 alle 13:42 Rispondi

      Anche per l’anima…

  9. Bonaventura Di Bello
    3 ottobre 2019 alle 16:44 Rispondi

    “Sono un lupo solitario che ama starsene per conto suo a leggere e scrivere.”
    Non sarà che in una certa misura leggere contribuisce ad attenuare il senso di solitudine, nel tuo caso come in moltissimi altri?
    Anche avendo una certa dose di “sana misantropia”, o quantomeno una propensione alla vita solitaria, la “compagnia” di un buon libro, e dei suoi personaggi, sicuramente è valida quanto può essere quella di esseri umani “reali” per chi, invece, ama vivere appunto in compagnia dei suoi simili.
    Non vuole essere una critica, ovviamente, quanto una semplice constatazione/riflessione.

    • Daniele Imperi
      3 ottobre 2019 alle 16:46 Rispondi

      Non so dirti, sono sempre stato solitario. Non ho mai cercato la compagnia degli altri. Quella dei libri la cerco da parecchi anni, invece.

  10. STEFANO TARTAGLINO
    3 ottobre 2019 alle 18:52 Rispondi

    Difficile commentare, hai già detto tutto tu. Mi ritrovo in particolare nella sensazione di vivere in un’epoca sbagliata. Per quanto mi riguarda, a costo di dire una frase fatta, i libri sono semplicemente la mia vita: dal 2014, per ragioni organizzative, sono stato costretto a separarmi dai 3/4 della mia biblioteca personale, che oggi si trovano parcheggiati in un luogo diverso da quello in cui risiedo (non vivo, risiedo, ché vivere è un’altra cosa). Ci posso arrivare con un’ora di macchina: peccato che non abbia la macchina, né possa permettermela. Il quarto rimasto a mia disposizione mi permette di tirare avanti, ma spesso mi sento soffocare, mi sento legato, incatenato: quante volte mi viene da consultare un libro, so a memoria dove trovare il passo che mi serve, mi alzo per prenderlo…niente, non ce l’ho qui, è uno di quelli che stanno laggiù. Per me gli e-book sono stati una benedizione, e anzi sarebbero da implementare a livello generale (ho avanzato una proposta in un articolo sul mio sito: se ti va dalle un’occhiata e dimmi cosa ne pensi nei commenti all’articolo).

    • Daniele Imperi
      4 ottobre 2019 alle 07:02 Rispondi

      Man mano che leggi devi sostituire il quarto di libri che hai a casa con un altro quarto. Poi mi leggo il tuo articolo.

  11. von Moltke
    3 ottobre 2019 alle 20:56 Rispondi

    Mamma mia, mi hai quasi spaventato con un ritratto in cui mi specchio quasi alla perfezione. Leggo perché ne ho proprio un bisogno intimo, e perché anch’io mi sento nato nel tempo e nel posto (forse addirittura il pianeta) sbagliato. La vita sociale l’ho quasi del tutto eliminata, dato che, per anni, mi sono sorbito le cose di cui agli altri interessava parlare (sport, business, pettegolezzi) e che per me non rivestivano alcun interesse, ma MAI nessuno si è sforzato di fare altrettanto. Resto per conto mio e mi trovo non peggio. Leggere mi porta altrove, in un Altrove dove incontro qualcuno, o qualcosa, di affine, e a volte nascono bellissime riunioni spirituali con un autore, un personaggio. E sì, leggo, ora, anche perché mi serve per documentarmi sulle storie che scrivo. E non mi pesa per niente, essendo ovviamente le mie storie su argomenti e periodi storici che mi interessano profondamente.
    Insomma, leggo per dare nutrimento ad un’anima che ne è vorace.

    • Daniele Imperi
      4 ottobre 2019 alle 07:04 Rispondi

      Dal tuo avatar non è difficile capire che anche tu vivi nell’epoca sbagliata :D
      Leggo anche io per documentarmi e, come dici tu, non mi pesa, perché sto leggendo comunque di argomenti che mi piacciono (non scriviamo di temi che non graditi).

      • von Moltke
        4 ottobre 2019 alle 21:51 Rispondi

        Riesco a leggere anche tre libri in contemporanea, ma solo se di tre generi diversi. Un romanzo, un saggio storico e un reportage, ad esempio, vanno bene, ma due romanzi non ha già più senso. Quest’anno, poi, anch’io ho intrapreso un mio progetto dissennato. Deluso dal conto dei libri letti effettuato a fine anno negli ultimi anni, che rivelava un magro bilancio (venti libri al più), ho preso a leggere sistematicamente, e a segnare ogni libro letto. Ti dirò che funziona: senza sentirmi impegnato in una competizione, ieri ho finito il trentasettesimo libro dal 1° Gennaio. E sono soddisfatto di questo: sapere che un lettore un tempo “forte” come me era calato ad una media di poco più di un libro al mese mi faceva sentire defraudato, truffato ulteriormente da questi tempi vili in cui ci si dissipa senza alcun costrutto.
        Non ci penso nemmeno a segnare quanto spenda: finirei per disperarmi al pensiero di tutti quei soldi spesi in libri che mi sarebbero ora serviti per comprare… altri libri.
        E sì, anche su un altro punto hai ragione: trenta, quarant’anni fa si viveva meglio. Non perché ero giovane io, né perché rinuncerei più a smartphone o computer (già solo l’aver potuto imparare le lingue che volevo e poter comprare libri all’estero, pescando in una varietà impensabile quando andavo al liceo o alle medie, è cosa che vale l’essere arrivato sino a questo triste tramonto occidentale), ma perché c’era una qualche prospettiva futura, la possibilità di immaginarsi da qualche parte a costruire qualcosa. E questo oggi non c’è più.

        • Daniele Imperi
          5 ottobre 2019 alle 07:19 Rispondi

          Anche io leggo 2 generi diversi di libri, saggio e romanzo o anche romanzo moderno e romanzo classico. Ultimamente sto leggendo più saggi storici di prima, anche politici.

  12. Emilia Chiodini
    4 ottobre 2019 alle 09:46 Rispondi

    Leggo per non annoiarmi, per sottrarmi alla compagnia degli altri. Leggo per meravigliarmi, per confrontarmi, per criticare e osannare l’autore.
    Se leggo due libri contemporaneamente mi confondo, è come se mangiassi due cibi diversi e non so più qual è il sapore dell’uno o dell’altro.

    • Daniele Imperi
      4 ottobre 2019 alle 10:00 Rispondi

      Io mi trovo bene invece a leggere 2 libri insieme. Dedico un”ora a ognuno, più quasi un’ora il mattino presto a quello più leggero o più interessante.
      La lettura combatte la noia, verissimo.

  13. Francesca
    5 ottobre 2019 alle 02:07 Rispondi

    Definirmi un lettore forte in base al mero numero dei libri letti sarebbe non veritiero.
    Definirmi un lettore forte in base a tutto ciò che leggo e ascolto (audiobook, interviste, lezioni) risponderebbe invece alla definizione di lettore forte.
    Leggo tantissima attualità, almeno due ore al giorno (vivo in Cina, essendo un expat è fondamentale – almeno a mio modesto parere – rimanere quotidianamente aggiornati su tutte le vicissitudini politiche, economiche e sociali che avvengono in ambedue i mondi – sì, confermo, due mondi – Occidente e Oriente.
    Leggo parecchi libri di storia (è incredibile quanto, in realtà, si possa apprendere e comprendere meglio le dinamiche che, pur sotto differenti spoglie, si ripropongo nelle varie epoche e civiltà storiche, inclusa – al di là che possa piacere o meno – quella nostra attuale).
    Ascolto tantissimi audiobook, soprattutto romanzi classici scritti dai grandi autori del passato, (passo alla guida parecchio tempo, minimo sono tre ore ogni giorno, gli audiobook lo hanno reso un tempo prezioso, che posso dedicare all’arricchimento culturale mediante l’ascolto di essi). Quando ho qualche giorno di ferie, adoro fare un’ingurgitata di fumetti, soprattutto manga.
    Quotidianamente ascolto degli interventi di Scardovelli e Galimberti, quotidianamente ascolto interviste o brevi speech di professionisti di ogni genere.
    Per me leggere e ascoltare (nelle prime civiltà non esisteva nessuna forma scritta, la trasmissione orale delle storie era l’unica forma per perpetuare la conoscenza) è sinonimo di connessione. Mi permette di connettermi a tutto ciò che non so, indipendentemente che sia qualcosa legato all’attualità, alla storia, alla filosofia, scienza o, “semplice” gastronomia, alla fiction o ai fumetti e così via. Già questo è un piacere enorme, un dono quotidiano, sono grata perché sono nata e sto vivendo in delle società e culture, dove non c’è un limite alla formazione culturale, indipendentemente se sei uomo o donna. Nella mia vita attuale si aggiunge un altro dono regalatomi dalla lettura: una sorprendente e immediata connessione con tutte le altre persone e culture che incontro (sia con i cittadini cinesi che tutti gli stranieri che vivono qua), perché il bagaglio culturale regalatomi dai libri e dall’ascolto, diventa un meraviglioso compagno di viaggio che mi permette di sviluppare un’immediata empatia, facilitando un genuino scambio di culture, esperienze, visioni, conoscenze ed opinioni.
    Forse sono stata eccessivamente prolissa, forse potevo riassumere il mio concetto in una semplice formula:
    Lettura + Ascolto = Connessioni
    Buona giornata a tutti:))

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2019 alle 07:22 Rispondi

      La formula sarebbe stata troppo scarna 😁
      Io invece non riesco a leggere attualità. E quando ho passato un breve periodo in Norvegia (1 mese e mezzo) mi sono completamente disinteressato della situazione in Italia.

      • von Moltke
        5 ottobre 2019 alle 20:35 Rispondi

        Ed è così bello, quando si vive all’estero, dimenticarsi di cosa accade in questo triste Paese, o anche solo vedrrlo come cosa lontana, e poco significativa…

  14. Ferruccio Gianola
    6 ottobre 2019 alle 16:06 Rispondi

    Non lo so ancora il motivo per cui leggo. Forse per trovare delle risposte a delle domande che mi faccio: mi pare questa la risposta plausibile, ma anche la sola che mi è venuta leggendo il tuo post

    • Daniele Imperi
      7 ottobre 2019 alle 07:05 Rispondi

      Anche questo è un motivo valido per leggere.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.