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Chi l’ha scritto?

Chi l'ha scritto?
Sai distinguere un uomo da una donna… leggendoli?

Analisi sessuale di un testo di narrativa

È possibile capire se un testo l’abbia scritto un uomo o una donna? Aprendo un libro a caso, senza leggerne il nome dell’autore, possiamo indovinare se sia maschio o femmina?

Sono sempre stato convinto di sì. Secondo me uomini e donne, opposti di fatto, non possono scrivere allo stesso modo. Non comunicano alla stessa maniera, questo è certo – io infatti non capisco le donne… – e quindi non scrivono narrativa alla stessa maniera.

Esperimento narrativo: indovina chi l’ha scritto

Ci sono pareri discordanti su questo e così ho deciso di fare un esperimento letterario-sessuale. Ho chiesto a 9 scrittori di mandarmi un pezzo di narrativa compreso fra i 700 e i 1000 caratteri, che non sia mai apparso online né da alcun’altra parte.

Il pezzo che leggerete è libero, non necessariamente autoconclusivo e, se scritto in prima persona, potrebbe non corrispondere al sesso dell’autore. Voi non sapete quanti uomini e donne sono stati coinvolti e i pezzi, mescolati fra loro – quindi non ci sono 7 pezzi maschili e poi 2 femminili, tanto per fare un esempio – sono ovviamente anonimi.

Insomma, ho voluto rendervi le cose più facili possibili. Sono stato bravo?

Che cosa si vince?

All’esperimento possono partecipare anche gli autori, anche se saranno avvantaggiati perché uno dei pezzi sarà per loro facilissimo da indovinare – me lo auguro, ma tutto può essere.

Chi indovina tutti e 9 i pezzi vincerà un buono di acquisto di 15 euro su Amazon, da spendere in libri, spero. “Sì, ma gli autori sono avvantaggiati”, direte voi. Certo, l’ho detto prima, no? Un piccolo vantaggio come premio per aver fornito il pezzo.

Quando scade? Avete soltanto una settimana di tempo, quindi entro martedì 15 luglio alle ore 23,59 – farà fede il timbro postale la data dell’email nei commenti – dovete rispondere con un commento attribuendo ogni pezzo a un sesso, indicandone il titolo, il numero o entrambi. Un solo tentativo a persona.

Buon lavoro :)

#1 – A pranzo dai suoceri

I solenni rintocchi della pendola accompagnavano come una campana che suona a morto le parole del padre di Lisa. Roberto stiracchiò le giunture, si posizionò meglio sulla sedia imbottita e alzò gli occhi sul lampadario a gocce di cristallo destinato a illuminare la sala da pranzo come un palcoscenico. Poi posò di nuovo lo sguardo sul suocero, che continuava con l’esposizione di uno dei suoi ultimi saggi teologici. Ogni tanto Roberto coglieva qualche parola del suo discorso, ma non avrebbe saputo dire con esattezza di cosa diavolo stesse parlando.

Accanto a lui, Lisa sedeva rigida e impettita. Indossava una castigata camicetta abbottonata fino al collo e mangiava senza alzare gli occhi dal piatto. Non appena era arrivato, lo aveva squadrato dalla testa ai piedi e aveva sussurrato: «Non avevi un maglione più decente da metterti?». In effetti non aveva dato il meglio di sé: non si sbarbava da giorni e aveva pescato dall’armadio un pullover sciatto e un paio di vecchi pantaloni di velluto.

#2 – Indiavolate Guerriere

In linea di massima si può affermare che tutto cominciò il 25 dicembre 1956. È del resto opinione diffusa fra gli storici moderni che la Guerra delle Bambole sia iniziata proprio con l’omicidio (suicidio?) di Barbara Pezzo di Stoffa, che rotolò giù dalla finestra del terzo piano di casa Kent alle dieci in punto della mattina di Natale di quell’anno, morendo sul colpo.

Segnaliamo a tal proposito l’ottimo libro “740 giorni all’alba e ancora nessuna bambola si arrende”, scritto nel 1959 dall’allora reporter di guerra per il New York Times Matt Smith e oggi finalmente disponibile anche in formato eBook su Amazon.

L’opera di Smith, a metà fra racconto di viaggio e reportage di guerra, resta senza dubbio uno dei resoconti più cruenti e realistici di quei giorni così feroci – oltre che testimonianza preziosa del modo in cui le truppe di pezza ebbero la meglio sul più numeroso e organizzato esercito di plastica.

Smith, nel suo libro, fu anche il primo a sottolineare le avvisaglie di quella deriva integralista che oggi tanto spopola in alcune frange islamiche del movimento di pezza, deriva che – come sappiamo tutti – ha già portato alla morte per impiccagione oltre duecento bambole di plastica fra Iraq e Afghanistan.

#3 – Doppio

Ho appena ucciso una persona. Laura.
Il suo volto, che era bello e raggiante, ora non c’è più.
Le ho sparato dritto in faccia. Brutta troia, tradirmi.
Come hai potuto?
Non te l’aspettavi, vero?
Non lo sai che l’altro giorno ho controllato il tuo cellulare e ho letto quel messaggio.
“Sei stata fantastica stanotte. Ti amo, Leo.”
Leo. Pezzo di merda, farò fuori anche te.
Il sangue è schizzato fino all’anta superiore dell’armadio. Quello dove ho riposto le coperte.
Saranno circa le tre e mezza del pomeriggio.
Laura mi ricorda James, il cane che avevo quando ero piccolo.
Lo investirono con una bici e gli si spaccò il cranio.
James, quanto ti volevo bene!
Sono due giorni che ho scoperto tutto. Sono andato a casa dei miei, e con una scusa ho aperto il cassetto di papà. La sua pistola è sempre lì. Sul mobile c’è ancora la foto che ritrae me e James. Si intravedono anche la staccionata dei Cooper e la mia bicicletta blu.
Laura era rientrata come se niente fosse. Mi ha trovato seduto di fronte alla porta della camera. Bang!
Sei finita, troia.
Oggi ho ucciso una persona. E sto per uccidere ancora. È qui, in questa stanza.
Leo, eccoti, mi vedo.
James, ho imparato ad abbaiare anche io, riesci a sentirmi?

#4 – Luogo privato dei signori

“Vediamo di non farci beccare con le brache calate, intesi? Non voglio morire sfottuto perché mi hanno catturato col culo di fuori.” Per questo Damiani aveva imposto l’uso del bagno dopo le nove. “Qui si va ancora a letto con le galline”. Poi, se proprio non riuscivano a tenerla…

Cristiano strofinò il mento ruvido.

Meglio una cistite da pisciare sangue per un mese piuttosto che usare il bottiglione.

Damiani, invece, si liberava senza badare ai ragni e allo strato di polvere secca che incrostava il vetro, fuori e dentro. Sul muro sopra il cesso d’emergenza lo stronzo aveva scritto: “Luogo privato dei signori. Si pregano di prendersi cura dell’urinatoio dopo averlo usato”.

Contaci.

Controllò l’orologio: tempo di cambiare frequenza. Adesso doveva monitorare la radio vaticana. Sintonizzò la Arcano.

«O Dio vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.»

Trenta minuti di flagellazione.

Si stravaccò sul divano. Non c’era niente che potesse salvare lui dal tedio. A parte il sacco da pugilato.

#5 – Autobiografia di una gatta

Non ricordo quasi niente di mia madre.

Quando mi presero e mi portarono via succhiavo ancora dai suoi capezzoli, perciò non chiedetemi che muso avesse e non domandatemi se fosse bella, mi è difficile saperlo e forse non ha neppure importanza.

Non ricordo nulla neppure delle mie due sorelle e di mio fratello, a parte il suo colore nero: in quei pochi giorni che passammo insieme non facemmo altro che lottare per trovare il posto migliore adatto a succhiare.

Così le reminiscenze più lontane che possiedo, utili per partire a raccontare questa storia, mi portano dentro una vasca da bagno bianca. Per quello che ne so doveva essere la stanza da bagno di una piccola mansarda di Milano, ma non posso dirlo con certezza: non sono mai stata a Milano.

Restai lì dentro una mattina intera, senza sapere cosa stesse succedendo e mi sfiancai nel cercare di risalire e uscire fuori da quella specie di trappola smaltata di bianco, finché giunse una ragazza bionda.

Fu lei ad aiutarmi a uscire, ma questa stupida mi afferrò nel modo sbagliato e cercò di infilarmi in un cartone. Solo in seguito capii che non desiderava farmi del male, ma di primo acchito, d’istinto, le soffiai addosso e la graffiai.

#6 – Gioca con me

Una tragedia, una tragedia. Attilio non riesce a bofonchiare altro mentre il tabacco che sta fumando di nascosto gli va di traverso e ha in gola tanta invidia per l’assassino e tanto biasimo per il fotografo: come ha potuto immortalare il cadavere in una foto così brutta? Si batte forte il palmo della mano sulla testa ripetendo “che tragedia” senza sosta finché le lettere gli restano appiccicate sulla lingua come l’inchiostro sulla pelle. Stringe forte in mano il giornale e i polpastrelli grossi e tozzi sono imperlati di sudore. Con le dita strappa le parole via dalla carta e le abbandona sul capo calvo e ustionato dai pensieri. Per lasciarle scivolare lungo la fronte grondante e rossa come il vino cattivo che c’è sempre sulla tavola di casa sua. Il nodo della cravatta lo soffoca, come al solito, ma, ehi, vale sempre la pena farselo fare dalla badante di sua madre perché nel sistemare il colletto lei gli si appoggia al petto e Attilio respira un po’ più forte nonostante i bottoni stretti della camicia.

#7 – Fratelli

«Fregatene di me!»

Sul mio grido cadono i primi goccioloni, duri, freddi. In un attimo è il diluvio.

«Non posso fregarmene di te, brutto idiota!», grida Nico. «È per te che sono qui, per farti accettare la realtà! Devi smettere di aspettare una cosa che non esiste più.»

«E chi cazzo sei tu per decidere cosa esiste e cosa no? Non sai niente di me, niente di Irene!»

Un fulmine squarcia l’aria poco lontano da noi. La risposta di mio fratello si perde nel boato che segue, ma io gliela leggo sulle labbra. Al rallentatore, con assoluta certezza. Come se le parole mi si scolpissero direttamente nel cervello.

Irene – sta – con – me.

Il lineamenti di Nico si distorcono, si sciolgono nella pioggia. Non so cosa dire. Non c’è niente da dire.

Scuote la testa.

Mi – dispiace.

Si volta e se ne va. Via, fuori dal campeggio, da qualche parte del mondo fuori dalla mia vista e dalla mia vita. Io rimango qui a lasciarmi scorrere addosso la pioggia gelata, incapace di muovermi o anche solo di pensare.

#8 – Arrivano i Mori

Saraceni in Val di Susa!

Era una un’idea del tutto assurda, da lasciare con la bocca spalancata e gli occhi strabuzzati, che era stata poi l’espressione dell’abate nell’apprendere la notizia.

Arrivavano i Mori.

La sua prima reazione era stata una risata. I saraceni nei racconti giungono per nave, a spazzare le coste. Sono gente d’onde, loro, di sabbia e di deserto. Cosa mai potevano venire a fare in questa stretta frattura tra le alpi frustata dal vento? Qui, dove gli alberi se ne stanno avvinghiati alle rocce come se avessero paura di essere spazzati via dall’aria o dalla neve che, quando le va di cadere, scende a valanga, da perdersi o annegarsi dentro. Altro che deserto!

Eppure tutti lo ripetevano ossessivi.

Arrivano i mori.

Salgono su dalla Spagna, da Cordoba e Grenada a cercare una via per la Francia. Forse lassù Carlo Martello saprà fermarli, qui si salvi chi può.

#9 – Jacob

“Avanti, Cindy, lo racconti pure al mio collega”.

“Basta! Rivoglio il mio bambino! Ridatemelo!”

“Si calmi, siamo qui per aiutarla”.

“Prima voglio dell’acqua!” – la dottoressa Bermann assecondò la sua richiesta.

“Sono arrivata qui ieri; dopo che mi si sono rotte le acque. L’ostetrica, dopo un breve controllo, mi ha accompagnato in camera. Dopo quattro ore di travaglio, ero pronta per la sala parto; viste le mie complicazioni, l’ostetrica ha ordinato un cesario. Non so perché ma, dopo l’epidurale, sono svenuta. Al mio risveglio tutto era annebbiato. Vedevo solo una sagoma nera; faceva strani versi. Poco a poco, iniziavo a distinguere le pareti con le piastrelle bianche e la sagoma si definiva fino a che non son riuscita a dargli un volto. Il mio bambino. Non aveva occhi e bocca, ma solo tre enormi buchi neri; era deformato e sussurrava: Perché?”

“Bermann, aveva ragione; depressione post parto. Non ricorda il folle gesto dello scorso anno; procediamo con l’elettroshock.”

51 Commenti

  1. Nani
    7 luglio 2014 alle 06:04 Rispondi

    Bell’idea!
    Ma non ho capito: devo dire il sesso dell’autore qui, nel commento?
    Non potrei, in questo modo, influenzare chi mi legge?

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2014 alle 07:45 Rispondi

      E perché dovresti influenzare chi legge? No, qui nei commenti. Tutto trasparente :)

  2. franco battaglia
    7 luglio 2014 alle 06:49 Rispondi

    Si, forse è meglio mandare una mail in modo da non creare condizionamenti (anche inconsci..) ;) Mi piace ‘sto gioco.. ma chi ha scritto i pezzi non si sarà fatto condizionare a sua volta (ammesso tu li abbia messi a conoscenza della natura dell’esperimento?)

  3. Tenar
    8 luglio 2014 alle 08:13 Rispondi

    Non sapevo del premio: che cosa carina!
    Non so se proverò a indovinare, sono una frana. Non so neppure se la tua teoria sia giusta. In realtà ho visto un editor professionista alle prese con dei testi anonimi azzeccare di tutti il sesso e beccare pure un romanzo scritto a quattro mano da un lui e una lei, immagino che con l’abitudine ci si faccia l’occhio. Io di un libro mi chiedo solo se è un buon libro e il più delle volte non ho grandi curiosità nei confronti dell’autore. Nella mia libreria vincono di misura le donne, che scrivono, però, sopratutto generi considerati “maschi”, gialli, fantasy e fantascienza. Di certo all’atto dell’acquisto non mi fermo a pensare se l’autore è un lui o una lei.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2014 alle 08:31 Rispondi

      L’idea del premio è venuta in seguito :)

      Nella mia libreria invece prevalgono gli scrittori, ma neanche io mi fermo a pensare se sia uomo o donna l’autore.

      • Nani
        8 luglio 2014 alle 08:46 Rispondi

        Io devo ammettere che nei confronti delle donne scrittrici nutro qualche pregiudizio. Ma e’ anche vero che non sono misogina e che quindi, se la trama e’ accattivante, sono capace di passare sopra all’identita’ sessuale dell’artista. :DDDD

  4. LiveALive
    8 luglio 2014 alle 10:51 Rispondi

    Sono abbastanza sicuro di riuscire a individuare un pezzo maschile da uno femminile, ma in così poche parole è molto difficile… Poi, già di mio non credo di avere una precisione del 100%. Comunque, ci provo, e ti dò le motivazioni.

    1- A pranzo dai suoceri
    Al di là del fatto che non mi piace lo stile, gli aggettivi iniziali e il termine “sbarbato” mi fanno propendere per un’autrice, femmina, in quanto avrei trovato quelle parole innaturali per un uomo. Ciò nonostante, il personaggio femminile mi è apparso stereotipato, e quindi potrebbe essere frutto di un uomo. Anche “castigata camicetta” mi pare più espressione da uomo… Che faccio, mi fido dell’ultima analisi o dell’impressione iniziale?
    RISPOSTA: maschio

    2- Indiavolate guerriere
    Questa non é narrativa, così è quasi impossibile XD Qui vado a istinto.
    RISPOSTA: maschio

    3- Doppio
    Anche qui è difficile. Distinguere un uomo da una donna è facile quando scrivono ad istinto, ma entrambi possono applicare stilemi a priori, e così, per dire, è impossibile distinguere un uomo minimalista da una donna minimalista. Comunque, qui c’è poco che suggerisce… Però, propendo per l’autrice donna. Il primo pensiero è che frasi come “brutta troia” sono troppo poco per un uomo tradito, e suonano come semplicistiche. Secondo, che il pensiero “l’anta superiore, dove ho messo le coperte” è un pensiero completamente innaturale per un uomo: nessun uomo sa dove sono le coperte di casa!
    RISPOSTA: femmina

    4- Luogo privato dei signori
    sto cercando di capire se è un pezzo scritto da un uomo superficiale, o se da una donna che cerca di scimmiottare un uomo. Secondo me tu Daniele hai scritto a qualcuno dicendo di sforzarsi di sembrare ciò che non sono (o qualcuno ha interpretato la richiesta)…e poi non so, l’esagerazione, il termine “cistite”, mi fanno propendere per il genere femminile.
    RISPOSTA: femmina

    5- Autobiografia di una gatta
    poteva essere il testo migliore della carrellata, ma certe ingenuità tecniche ne riducono la potenza. Comunque, caso difficile pure questo. La parola che più mi attrare è “capezzoli”. Sia un uomo che una donna avevano motivi diversi per usarla, ma chi dei due, in questa circostanza, avrebbe scelto capezzolo invece di mammella? Poi c’è anche il termine “smaltato” che collego al maschile, mentre la classica mansarda mi sembra più un’immaginazione femminile. Insomma, qui non si ragiona per assoluti ma per probabilità: è più probabile che ragioni così un uomo o una donna? Io mi sento di rispondere così:
    RISPOSTA: femmina

    6- Gioca con me
    Qui c’è del talento, anche se non è perfetto! XD Comunque, mi sembra il testo con soggetto maschile più equilibrato, e quindi forse questo lo ha scritto davvero un uomo… Ciò nonostante, la definizione dei polpastrelli “grossi e tozzi” mi suggeriscono un punto di vista femminile, così come le molte metafore… Vado a istinto, vah.
    RISPOSTA: maschio

    7- Fratelli
    Mi sembra una fantasia tipicamente femminile, ma proprio per questo mi viene da dubitare. D’altro canto, dal punto di vista linguistico ci sono pochi indizi, quindi…
    RISPOSTA: femmina

    8- Arrivano i mori
    Anche questo è dubbio. Vado con le probabilità…
    RISPOSTA: maschio

    9- Jacob
    Mi pare troppo poco sentito psicologicamente. Ma come mai? È di un uomo o di una donna che non a partorito? In verità la scelta del tema mi pare fatta a posta per ingannare… Ma se fosse sincero invece? Mah, io dico cosi:
    RISPOSTA: maschio

  5. Nani
    8 luglio 2014 alle 11:17 Rispondi

    Ecco perche’ dicevo che forse e’ meglio non pubblicare le risposte nei commenti!
    In due secondi Alessio mi ha fatto dubitare di tutto e di tutti! :D

    Comunque:
    donna
    uomo
    donna
    uomo
    uomo
    uomo
    donna
    donna
    uomo

    Questi li avevo scritti prima di leggere il commento, proprio per evitare di farmi influenzare.

    Ps: poi ci dici chi ha scritto cosa? C’e’ un brano che stuzzica la mia curiosita’ oltremodo.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2014 alle 11:22 Rispondi

      Certo, martedì prossimo li ripubblico con i nomi dei vari autori vicino :)

      E, ovviamente, con il nome del vincitore, se ci sarà.

  6. animadicarta
    8 luglio 2014 alle 11:22 Rispondi

    Ci provo, senza ragionamenti e spiegazioni, ma fidandomi dell’istinto, diciamo della prima impressione:
    1) F
    2) M
    3) M
    4) F
    5) F
    6) F
    7) M
    8) F
    9) M

  7. MikiMoz
    8 luglio 2014 alle 11:25 Rispondi

    Ci provo anche io :p

    1) F
    2) F
    3) M
    4) M
    5) F
    6) M
    7) M
    8) F
    9) M

    Moz-

  8. Davide
    8 luglio 2014 alle 11:32 Rispondi

    Non è semplice, ma molto divertente! Sono andato più che altro d’istinto.

    1 Donna
    2 Uomo
    3 Uomo
    4 Uomo
    5 Uomo
    6 Donna
    7 Donna
    8 Uomo
    9 Donna

  9. elisa
    8 luglio 2014 alle 11:39 Rispondi

    1-2-5-6-7: femmine
    Il resto maschietti

  10. Lorena “Ace”
    8 luglio 2014 alle 12:31 Rispondi

    Ci provo :)

    1) Uomo
    2) Uomo
    3) Donna
    4) Uomo
    5) Donna
    6) Donna
    7) Donna
    8) Donna
    9) Uomo

  11. Seme Nero
    8 luglio 2014 alle 13:47 Rispondi

    Ecco le mie:
    1-F
    2-F
    3-M
    4-M
    5-F
    6-M
    7-F
    8-M
    9-M

    E i miei complimenti per Indiavolate guerriere! Mi piacerebbe leggerne di più!

  12. Ivano Landi
    8 luglio 2014 alle 17:15 Rispondi

    E ora tocca a me. Premetto che per non farmi influenzare non ho letto le scelte di chi mi ha preceduto.
    1) F
    2) M
    3) M
    4) F
    5) M
    6) F
    7) M
    8) F
    9) M

  13. Michele Scarparo
    8 luglio 2014 alle 17:33 Rispondi

    Ok. Mi butto anche io, poi vado a leggere i commenti degli altri.
    #1 – F
    #2 – F
    #3 – M
    #4 – M
    #5 – F
    #6 – M
    #7 – F
    #8 – M
    #9 – M

  14. Severance
    8 luglio 2014 alle 20:31 Rispondi

    Aspettavo questo post a gloria!
    1) M
    2) F
    3)F
    4)M
    5)M
    6)M
    7)F
    8)F

    Se sbagliamo però dimostriamo che non è possibile ricavare il genere dal testo, no?
    (Bellissima idea, complimenti!)

    • Severance
      8 luglio 2014 alle 20:32 Rispondi

      Ah, il nono è F

    • Nani
      9 luglio 2014 alle 04:53 Rispondi

      No, se sbagliamo vuol dire che non abbiamo abbastanza testo da leggere! :D
      O che alcuni degli scrittori sono particolarmente bravi nella caratterizzazione dei personaggi. ;)

  15. Salvatore
    8 luglio 2014 alle 21:38 Rispondi

    Credo di non essere affatto capace di distinguere la scrittura maschile da quella femminile, anche se pure io come te ho sempre pensato il contrario. Ad ogni modo, ecco i miei risultati, e non prendermi per pazzo:

    1 – Uomo;
    2 – Uomo;
    3 – Uomo;
    4 – Uomo;
    5 – Uomo;
    6 – Uomo;
    7 – Uomo;
    8 – Uomo;
    9 – Uomo.

    Bravi tutti gli autori/autrici. Esperimento riuscito. ;)

  16. Jennaro
    8 luglio 2014 alle 21:51 Rispondi

    Secondo me il primo impatto è solitamente quello giusto, per cui, ci provo “a pelle” col solo titolo:

    1 – A pranzo dai suoceri (maschio)
    2 – Indiavolate Guerriere (femmina)
    3 – Doppio (maschio)
    4 – Luogo privato dei signori (maschio)
    5 – Autobiografia di una gatta (femmina)
    6 – Gioca con me (femmina)
    7 – Fratelli (maschio)
    8 – Arrivano i Mori (femmina*)
    9 – Jacob (femmina*)

    * = con riserva

    ^_^

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2014 alle 07:42 Rispondi

      Ciao Jennaro, benvenuto nel blog.
      Con riserva che significa? :)

      • Jennaro
        9 luglio 2014 alle 09:39 Rispondi

        Diciamo che entro e non oltre la mezzanotte di Martedì 15 luglio, potrei avvalermi del diritto di sostituzione delle due titolari con altrettante riserve in panchina. Ciao Daniele, complimenti per la bella idea e grazie della gentile ospitalità :-)

        • Daniele Imperi
          9 luglio 2014 alle 10:11 Rispondi

          Eh, no, mi dispiace, nel regolamento c’è scritto un solo tentativo a persona ;)

          • Jennaro
            9 luglio 2014 alle 13:25

            … mannaggia ai regolamenti… ^_^

  17. Grazia Gironella
    8 luglio 2014 alle 22:27 Rispondi

    Ecco qui:
    1 – F
    2 – F
    3 – F
    4 – M
    5 – F
    6 – M
    7 – F
    8 – M
    9 – M

  18. Luana Galanti
    8 luglio 2014 alle 22:33 Rispondi

    Bella sfida! Pensavo fosse più semplice, forse lo sarebbe con dei testi un po’ più lunghi. Comunque ci provo:
    1) uomo
    2) donna
    3) donna
    4) uomo
    5) donna
    6) donna
    7) uomo
    8) donna
    9) uomo

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2014 alle 07:42 Rispondi

      Ciao Luana, benvenuta nel blog :)

      • Luana Galanti
        10 luglio 2014 alle 00:06 Rispondi

        Grazie! Certo che sono proprio una pessima lettrice… in tutto questo tempo non ho mai lasciato un commento! ;)

  19. Romina Tamerici
    8 luglio 2014 alle 23:13 Rispondi

    Non leggo i commenti precedenti perché non voglio farmi influenzare…

    Ho fatto le mie scelte. Mi sembra però strano che ci sia così tanto squilibrio numerico… conoscendo però la mente di Daniele potrebbe anche essere un suo depistaggio, quindi mi fido dell’istinto e… gioco!

    #1 – A pranzo dai suoceri: donna
    #2 – Indiavolate guerriere: uomo
    #3 – Doppio: uomo
    #4 – Luogo privato dei signori: uomo
    #5 – Autobiografia di una gatta: uomo
    #6 – Gioca con me: uomo
    #7 – Fratelli: donna
    #8 – Arrivano i mori: uomo
    #9 – Jacob: uomo

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2014 alle 07:43 Rispondi

      Quale squilibrio numerico? Mi stai dando dello squilibrato?

      • Romina Tamerici
        9 luglio 2014 alle 10:29 Rispondi

        No, figurati! Se mai mi sto dando della squilibrata: ho messo solo due donne in mezzo a sette uomini… poverine!

        Comunque bellissimo gioco! I miei complimenti.

      • LiveALive
        10 luglio 2014 alle 09:42 Rispondi

        Non so perché, ma mi sento che alla fine si scoprirà che erano tutte donne (forse le nove mogli di Daniele?)

  20. Mobybic
    9 luglio 2014 alle 16:10 Rispondi

    esperimento interessante, ho una grande curiosità di vedere i risultati

  21. GiD
    10 luglio 2014 alle 14:37 Rispondi

    Mhm. Secondo me il fatto di aver anticipato agli autori la natura dell’esperimento falsa un po’ le cose. Di sicuro c’è stato qualcuno che s’è sforzato di sembrare dell’altro sesso.
    Comunque tento anch’io:

    1 – F
    2 – M
    3 – F
    4 – F
    5 – M
    6 – F
    7 – F
    8 – F
    9 – M

    Così ci sono solo 3 maschi contro 6 femmine, però.
    Mha!
    Speriamo d’averci preso…

  22. Monia Papa
    11 luglio 2014 alle 19:56 Rispondi

    Il gioco è estremamente difficile ma… Anche estremamente intrigante! :)
    Quindi mi butto e provo anch’io a determinare “il sesso degli angeli”

    1 f
    2 m
    3 f
    4 m
    5 f
    6 f
    7 f
    8 f
    9 m

    Come Nuvole Prensili anch’io ho pensato che se falliamo dimostriamo che non è possibile determinare se siamo di fronte a uno scrittore o una scrittrice… O almeno dimostriamo che noi non ne siamo (stati) capaci :)

  23. Luca.Sempre
    12 luglio 2014 alle 13:52 Rispondi

    In ordine:

    Maschio.
    Maschio.
    Maschio.
    Maschio.
    Femmina.
    Femmina.
    Maschio.
    Femmina.
    Femmina.

  24. Katia Anna Calabrò
    12 luglio 2014 alle 14:29 Rispondi

    1) Donna
    2) Uomo
    3) Uomo
    4) Uomo
    5) Donna
    6) Uomo
    7) Donna
    8) Uomo
    9) Donna

    Così, senza troppo pensarci sopra :P
    Bel post!

  25. violaliena
    14 luglio 2014 alle 18:50 Rispondi

    Penso che un esperimento equilibrato in tal senso dovesse essere condotto in “doppio cieco”. Gli autori dovevano ignorare le finalità del loro pezzo, in modo da restare spontanei.
    Uno scrittore si mimetizza, ma se lo fa intenzionalmente introduce un elemento confusivo ulteriore.
    Comunque voglio provare a cimentarmi

    1 uomo
    2 uomo
    3 donna
    4 donna
    5 donna
    6 donna
    7 uomo
    8 uomo
    9 uomo

    Interessante quesito.
    Pensavo che sarei riuscita a capirlo facilmente, ma mi ricredo. Forse come hanno detto gli altri, accade perchè il pezzo è decontestualizzato o forse no.

    • Daniele Imperi
      14 luglio 2014 alle 20:15 Rispondi

      Hai ragione, non ci avevo pensato che dovevo tenere all’oscuro gli scrittori.

  26. LiveALive
    14 luglio 2014 alle 21:30 Rispondi

    Oddio, che agitazione, domani avremo i risultati… Non vedo l’ora di ritirare il mio premio!
    Io credo che avvisare gli autori non sia errato: è vero che così un uomo può sforzarsi di imitare lo stile femminile e viceversa, ma se lo facciamo per verificare se è possibile capire il sesso dell’autore, allora è giusto che qualcuno provi a ingannare.

    • Daniele Imperi
      15 luglio 2014 alle 07:27 Rispondi

      Rettifico: dal momento che c’è tempo fino alle 23,59 di stasera per votare e io a quell’ora sono già a letto da mezz’ora, il post coi risultati esce giovedì, perché termino di finirlo mercoledì :)

  27. Nani
    15 luglio 2014 alle 09:12 Rispondi

    Ma che crudele!
    Quando Alessio lo sapra’, gli prendera’ un colpo!
    :DDD

  28. Shade
    15 luglio 2014 alle 12:20 Rispondi

    Ciao! È tanto che seguo i tuoi blog (complimenti, a proposito!), ma non ho mai commentato. Questa, però, è davvero un’occasione succulenta – anche se non credo di indovinare… :-(

    Comunque, il mio tentativo è questo:

    1) F
    2) M
    3) F
    4) F
    5) M
    6) F
    7) F
    8) M
    9) M

  29. Ecco chi l’ha scritto!
    17 luglio 2014 alle 05:01 Rispondi

    […] settimana scorsa ho lanciato un esperimento letterario: è possibile indovinare se a scrivere un brano di narrativa sia stato un uomo o una donna? Per me […]

  30. Bruna Athena
    21 luglio 2014 alle 09:39 Rispondi

    Ci provo in ritardo, perché mi piace questo esperimento:
    #1 F
    #2 M
    #3 F
    #4 M
    #5 M
    #6 F
    #7 F
    #8 M
    #9 M

    • Daniele Imperi
      21 luglio 2014 alle 13:22 Rispondi

      Ne hai indivovinati 6, la settimana scorsa sono usciti i risultati.

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