Scrivere è comunicare

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Ecco chi l’ha scritto!

Chi l'ha scritto?

La settimana scorsa ho lanciato un esperimento letterario: è possibile indovinare se a scrivere un brano di narrativa sia stato un uomo o una donna? Per me sì, ma per qualcuno no. E allora ho chiesto a 9 scrittori di mandarmi un loro pezzo.

Chi avrà indovinato? Intanto ecco di seguito i pezzi come sono stati pubblicati la volta scorsa, ma oggi con accanto il nome dell’autore.

A pranzo dai suoceri di Maria Teresa Steri

I solenni rintocchi della pendola accompagnavano come una campana che suona a morto le parole del padre di Lisa. Roberto stiracchiò le giunture, si posizionò meglio sulla sedia imbottita e alzò gli occhi sul lampadario a gocce di cristallo destinato a illuminare la sala da pranzo come un palcoscenico. Poi posò di nuovo lo sguardo sul suocero, che continuava con l’esposizione di uno dei suoi ultimi saggi teologici. Ogni tanto Roberto coglieva qualche parola del suo discorso, ma non avrebbe saputo dire con esattezza di cosa diavolo stesse parlando.

Accanto a lui, Lisa sedeva rigida e impettita. Indossava una castigata camicetta abbottonata fino al collo e mangiava senza alzare gli occhi dal piatto. Non appena era arrivato, lo aveva squadrato dalla testa ai piedi e aveva sussurrato: «Non avevi un maglione più decente da metterti?». In effetti non aveva dato il meglio di sé: non si sbarbava da giorni e aveva pescato dall’armadio un pullover sciatto e un paio di vecchi pantaloni di velluto.

Indiavolate Guerriere di Luca Sempre

In linea di massima si può affermare che tutto cominciò il 25 dicembre 1956. È del resto opinione diffusa fra gli storici moderni che la Guerra delle Bambole sia iniziata proprio con l’omicidio (suicidio?) di Barbara Pezzo di Stoffa, che rotolò giù dalla finestra del terzo piano di casa Kent alle dieci in punto della mattina di Natale di quell’anno, morendo sul colpo.

Segnaliamo a tal proposito l’ottimo libro “740 giorni all’alba e ancora nessuna bambola si arrende”, scritto nel 1959 dall’allora reporter di guerra per il New York Times Matt Smith e oggi finalmente disponibile anche in formato eBook su Amazon.

L’opera di Smith, a metà fra racconto di viaggio e reportage di guerra, resta senza dubbio uno dei resoconti più cruenti e realistici di quei giorni così feroci – oltre che testimonianza preziosa del modo in cui le truppe di pezza ebbero la meglio sul più numeroso e organizzato esercito di plastica.

Smith, nel suo libro, fu anche il primo a sottolineare le avvisaglie di quella deriva integralista che oggi tanto spopola in alcune frange islamiche del movimento di pezza, deriva che – come sappiamo tutti – ha già portato alla morte per impiccagione oltre duecento bambole di plastica fra Iraq e Afghanistan.

Doppio di MikiMoz Capuano

Ho appena ucciso una persona. Laura.
Il suo volto, che era bello e raggiante, ora non c’è più.
Le ho sparato dritto in faccia. Brutta troia, tradirmi.
Come hai potuto?
Non te l’aspettavi, vero?
Non lo sai che l’altro giorno ho controllato il tuo cellulare e ho letto quel messaggio.
“Sei stata fantastica stanotte. Ti amo, Leo.”
Leo. Pezzo di merda, farò fuori anche te.
Il sangue è schizzato fino all’anta superiore dell’armadio. Quello dove ho riposto le coperte.
Saranno circa le tre e mezza del pomeriggio.
Laura mi ricorda James, il cane che avevo quando ero piccolo.
Lo investirono con una bici e gli si spaccò il cranio.
James, quanto ti volevo bene!
Sono due giorni che ho scoperto tutto. Sono andato a casa dei miei, e con una scusa ho aperto il cassetto di papà. La sua pistola è sempre lì. Sul mobile c’è ancora la foto che ritrae me e James. Si intravedono anche la staccionata dei Cooper e la mia bicicletta blu.
Laura era rientrata come se niente fosse. Mi ha trovato seduto di fronte alla porta della camera. Bang!
Sei finita, troia.
Oggi ho ucciso una persona. E sto per uccidere ancora. È qui, in questa stanza.
Leo, eccoti, mi vedo.
James, ho imparato ad abbaiare anche io, riesci a sentirmi?

Luogo privato dei signori di Sam Bruno

“Vediamo di non farci beccare con le brache calate, intesi? Non voglio morire sfottuto perché mi hanno catturato col culo di fuori.” Per questo Damiani aveva imposto l’uso del bagno dopo le nove. “Qui si va ancora a letto con le galline”. Poi, se proprio non riuscivano a tenerla…

Cristiano strofinò il mento ruvido.

Meglio una cistite da pisciare sangue per un mese piuttosto che usare il bottiglione.

Damiani, invece, si liberava senza badare ai ragni e allo strato di polvere secca che incrostava il vetro, fuori e dentro. Sul muro sopra il cesso d’emergenza lo stronzo aveva scritto: “Luogo privato dei signori. Si pregano di prendersi cura dell’urinatoio dopo averlo usato”.

Contaci.

Controllò l’orologio: tempo di cambiare frequenza. Adesso doveva monitorare la radio vaticana. Sintonizzò la Arcano.

«O Dio vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.»

Trenta minuti di flagellazione.

Si stravaccò sul divano. Non c’era niente che potesse salvare lui dal tedio. A parte il sacco da pugilato.

Autobiografia di una gatta di Ferruccio Gianola

Non ricordo quasi niente di mia madre.

Quando mi presero e mi portarono via succhiavo ancora dai suoi capezzoli, perciò non chiedetemi che muso avesse e non domandatemi se fosse bella, mi è difficile saperlo e forse non ha neppure importanza.

Non ricordo nulla neppure delle mie due sorelle e di mio fratello, a parte il suo colore nero: in quei pochi giorni che passammo insieme non facemmo altro che lottare per trovare il posto migliore adatto a succhiare.

Così le reminiscenze più lontane che possiedo, utili per partire a raccontare questa storia, mi portano dentro una vasca da bagno bianca. Per quello che ne so doveva essere la stanza da bagno di una piccola mansarda di Milano, ma non posso dirlo con certezza: non sono mai stata a Milano.

Restai lì dentro una mattina intera, senza sapere cosa stesse succedendo e mi sfiancai nel cercare di risalire e uscire fuori da quella specie di trappola smaltata di bianco, finché giunse una ragazza bionda.

Fu lei ad aiutarmi a uscire, ma questa stupida mi afferrò nel modo sbagliato e cercò di infilarmi in un cartone. Solo in seguito capii che non desiderava farmi del male, ma di primo acchito, d’istinto, le soffiai addosso e la graffiai.

Gioca con me di Monia Papa

Una tragedia, una tragedia. Attilio non riesce a bofonchiare altro mentre il tabacco che sta fumando di nascosto gli va di traverso e ha in gola tanta invidia per l’assassino e tanto biasimo per il fotografo: come ha potuto immortalare il cadavere in una foto così brutta? Si batte forte il palmo della mano sulla testa ripetendo “che tragedia” senza sosta finché le lettere gli restano appiccicate sulla lingua come l’inchiostro sulla pelle. Stringe forte in mano il giornale e i polpastrelli grossi e tozzi sono imperlati di sudore. Con le dita strappa le parole via dalla carta e le abbandona sul capo calvo e ustionato dai pensieri. Per lasciarle scivolare lungo la fronte grondante e rossa come il vino cattivo che c’è sempre sulla tavola di casa sua. Il nodo della cravatta lo soffoca, come al solito, ma, ehi, vale sempre la pena farselo fare dalla badante di sua madre perché nel sistemare il colletto lei gli si appoggia al petto e Attilio respira un po’ più forte nonostante i bottoni stretti della camicia.

Fratelli di Grazia Gironella

«Fregatene di me!»

Sul mio grido cadono i primi goccioloni, duri, freddi. In un attimo è il diluvio.

«Non posso fregarmene di te, brutto idiota!», grida Nico. «È per te che sono qui, per farti accettare la realtà! Devi smettere di aspettare una cosa che non esiste più.»

«E chi cazzo sei tu per decidere cosa esiste e cosa no? Non sai niente di me, niente di Irene!»

Un fulmine squarcia l’aria poco lontano da noi. La risposta di mio fratello si perde nel boato che segue, ma io gliela leggo sulle labbra. Al rallentatore, con assoluta certezza. Come se le parole mi si scolpissero direttamente nel cervello.

Irene – sta – con – me.

Il lineamenti di Nico si distorcono, si sciolgono nella pioggia. Non so cosa dire. Non c’è niente da dire.

Scuote la testa.

Mi – dispiace.

Si volta e se ne va. Via, fuori dal campeggio, da qualche parte del mondo fuori dalla mia vista e dalla mia vita. Io rimango qui a lasciarmi scorrere addosso la pioggia gelata, incapace di muovermi o anche solo di pensare.

Arrivano i Mori di Antonella Mecenero

Saraceni in Val di Susa!

Era una un’idea del tutto assurda, da lasciare con la bocca spalancata e gli occhi strabuzzati, che era stata poi l’espressione dell’abate nell’apprendere la notizia.

Arrivavano i Mori.

La sua prima reazione era stata una risata. I saraceni nei racconti giungono per nave, a spazzare le coste. Sono gente d’onde, loro, di sabbia e di deserto. Cosa mai potevano venire a fare in questa stretta frattura tra le alpi frustata dal vento? Qui, dove gli alberi se ne stanno avvinghiati alle rocce come se avessero paura di essere spazzati via dall’aria o dalla neve che, quando le va di cadere, scende a valanga, da perdersi o annegarsi dentro. Altro che deserto!

Eppure tutti lo ripetevano ossessivi.

Arrivano i mori.

Salgono su dalla Spagna, da Cordoba e Grenada a cercare una via per la Francia. Forse lassù Carlo Martello saprà fermarli, qui si salvi chi può.

Jacob di Oreste Poverello

“Avanti, Cindy, lo racconti pure al mio collega”.

“Basta! Rivoglio il mio bambino! Ridatemelo!”

“Si calmi, siamo qui per aiutarla”.

“Prima voglio dell’acqua!” – la dottoressa Bermann assecondò la sua richiesta.

“Sono arrivata qui ieri; dopo che mi si sono rotte le acque. L’ostetrica, dopo un breve controllo, mi ha accompagnato in camera. Dopo quattro ore di travaglio, ero pronta per la sala parto; viste le mie complicazioni, l’ostetrica ha ordinato un cesario. Non so perché ma, dopo l’epidurale, sono svenuta. Al mio risveglio tutto era annebbiato. Vedevo solo una sagoma nera; faceva strani versi. Poco a poco, iniziavo a distinguere le pareti con le piastrelle bianche e la sagoma si definiva fino a che non son riuscita a dargli un volto. Il mio bambino. Non aveva occhi e bocca, ma solo tre enormi buchi neri; era deformato e sussurrava: Perché?”

“Bermann, aveva ragione; depressione post parto. Non ricorda il folle gesto dello scorso anno; procediamo con l’elettroshock.”

Non ha vinto nessuno

E io mi tengo i 15 euro in tasca. Anzi, no, me li spendo in libri su Amazon e me li leggo tutti alla vostra salute. Contenti? Ma parliamo di statistiche e numeri, ok?

Nella prima colonna l’elenco dei brani e dei loro autori, in quella centrale la combinazione vincente (D=donna e U=uomo) e nell’ultima la sequenza dei “sessi” affibbiati ai poveri autori.

Brani e autori
A pranzo dai suoceri di Maria Teresa Steri D U, D, D, D, D, D, U, D, D, D, U, U, U, D, U, D, D, D, U, D, U, D
Indiavolate Guerriere di Luca Sempre U U, U, U, D, U, D, U, D, U, D, D, U, D, D, D, U, U, U, U, U, U, U
Doppio di Michele Capuano U D, D, U, U, U, U, D, U, U, U, D, U, U, D, D, U, D, D, U, U, D, D
Luogo privato dei signori di Sam Bruno D D, U, D, U, U, U, U, U, D, U, U, U, U, U, U, U, D, U, U, U, D, D
Autobiografia di una gatta di Ferruccio Gianola U D, U, D, D, U, D, D, D, U, D, U, U, D, D, D, U, U, D, D, D, D, U
Gioca con me di Monia Papa D U, U, D, U, D, D, D, U, D, U, U, U, D, U, D, U, D, D, D, U, D, D
Fratelli di Grazia Gironella D D, D, U, U, D, D, D, D, U, D, D, U, U, D, U, D, D, D, U, D, U, D
Arrivano i Mori di Antonella Mecenero D U, D, D, D, U, U, D, U, D, U, D, U, D, U, D, U, D, D, D, U, U, U
Jacob di Oreste Poverello U U, U, U, U, D, U, U, U, U, U, D, U, D, U, U, U, U, U, D, D, U, U

Premi

In base alle considerazioni emerse dai pronostici dei 22 lettori partecipanti posso assegnare i seguenti premi virtuali:

  • Sam Bruno e Ferruccio Gianola vincono un viaggio a Casablanca: rispettivamente hanno totalizzato 16U e 14D su 22. Dovete cambiare sesso, ragazzi, su.
  • Oreste Poverello vince il Premio Masculo D.O.C. 2014: un totale di 17U su 22. Non c’è dubbio, il nostro Oreste è un Uomo e si vede lontano un miglio.
  • Antonella Mecenero vince un consulto da un sessuologo: con 11D su 22 deve capire bene a quale dei due sessi appartiene.

Chi c’è andato più vicino?

Ivano Landi e GiD con 8 risultati indovinati su 9. Ho rischiato di perdere 15 euro per colpa di questi due simpaticoni. Attenti a quei 2, gente, per i prossimi concorsi.

Le vostre considerazioni in merito

La parola ora a voi: sono curioso di sapere che cosa pensate di questi risultati.

60 Commenti

  1. Ferruccio
    17 luglio 2014 alle 06:44 Rispondi

    Ci sto pensando, il problema è che mi piacciono tantissimo le donne

  2. SAM.B
    17 luglio 2014 alle 07:11 Rispondi

    Grazie mille per l’esperienza, Daniele! E per il premio. Con questa cosa che collezionavo via via più U che D, il mio compagno mi sfotte senza pietà da troppo tempo, perciò – considerato che ormai è chiaro chi tra noi due porta i pantaloni – a Casablanca ci spedisco lui! ^^
    Mille grazie anche a chi mi ha dato del maschio :D

    Devo precisare una cosa, perché ho una domanda piantata in testa, tipo tafano: il pezzo che ho spedito non l’ho scritto apposta per l’esperimento. Si tratta di un frammento del romanzo a cui sto lavorando – quindi niente finzioni. L’ho scelto di proposito, però, e capisco che preso così abbia dato l’idea di essere stato scritto da una donna che ha cercato di imitare un uomo.
    Però, perché chi ha avanzato l’ipotesi che io mi sia lasciata influenzare ha pensato solo all’inganno e non “okay, è una donna… e se scrivesse proprio così”? Mi ci sto arrovellando da più di una settimana :D

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2014 alle 13:30 Rispondi

      Grazie a te per la partecipazione :)

      E vedi se il tuo compagno accetta il viaggio a Casablanca…

    • Salvatore
      17 luglio 2014 alle 21:04 Rispondi

      Basta farti le pippe, scrivi benissimo! ;)
      Spedisci il manoscritto!

      P.S. ho votato uomo… :P

    • Lisa Agosti
      18 luglio 2014 alle 09:50 Rispondi

      Sam, io ho sempre pensato che tu fossi un maschio, anche il mio coinquilino si chiama Sam e lui è decisamente uomo, con tanto di partita in TV e birra in bilico sull’ombelico. Però ora che leggo che ti stai arrovellando da una settimana su un pensiero ossessivo paranoico posso confermare che sei DONNA AL 100% :)

  3. Ferruccio
    17 luglio 2014 alle 07:44 Rispondi

    L’esperimento mi è piaciuto, confesso di aver cambiato l’io narrante, prima di spedire il brano (incipit di un romanzo breve), da maschile a femminile. @LiveALive è scritto di getto, per ora non ho fatto nessun editing, ma ti ringrazio del parere positivo

  4. Tenar
    17 luglio 2014 alle 08:15 Rispondi

    Anche a me l’esperimento è piaciuto e mi sono divertita molto.
    Il brano che scelto l’ho scritto anni fa, tuttavia aveva una particolarità che forse spiega il risultato.
    Era fatto per essere letto in pubblico e quindi fruito oralmente dai presenti in una manifestazione a Torino (ogni racconto narrava le origini di un monumento della città). All’inizio non era chiaro chi avrebbe dovuto leggere il racconto, se ciascun autore il proprio (eravamo 5, mi pare) o uno per tutti. Per non stonare avevo cercato di fare in modo che potesse essere letto in modo credibile anche da una voce maschile.
    Per la cronaca, all’evento parteciparono solo quattro signore sugli ottanta e due parenti di uno degli autori…

    PS: Il consulto dal sessuologo, quindi, me lo paghi tu, Daniele? Mio marito dice che non serve, ma di questi tempi, come rifiutare una visita specialistica?

    PPS: Complimenti a tutti gli autori, non ho giocato e non so se ci avrei preso, ma mi piaciuto leggervi. Indiavolate Guerriere mi ha incuriosito in modo particolare.

    • Nani
      17 luglio 2014 alle 10:17 Rispondi

      No, Tenar, si sente che sotto c’e’ una scrittrice in gamba. ; )

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2014 alle 13:31 Rispondi

      Il consulto dal sessuologo mi costerebbe più del premio, suppongo :D

  5. Chiara
    17 luglio 2014 alle 09:00 Rispondi

    Giochino divertente, peccato essermi persa la prima puntata! :)

  6. LiveALive
    17 luglio 2014 alle 09:09 Rispondi

    Sì, evvai, ho vinto, dov’è il mio premio? …no, aspetta, come? Mi dire che ne ho azzeccate quattro? No, è impossibile, deve esserci un errore. Vabbeh, la dimostrazione che andando ad istinto si azzecca di più: per il primo, ad esempio, avevo detto ad istinto che doveva trattarsi di una donna.
    Allora, piccolo commento sul perché ho sbagliato:
    1- A pranzo dai suoceri: perché non mi sono fidato del l’istinto XD
    3- Doppio: lo ripeto, è impossibile! Nessun vero uomo sa dove stanno le coperte! È una conoscenza ancor più avanzata del mettere in moto la lavatrice!
    5- autobiografia di una gatta: ma io l’avevo a che sospettato, per quel “smaltato”. Ero andato a probabilità qui. E comunque sì, era proprio bello, il testo.
    6- gioca con me: dovevo fidarmi di più dell’intuizione sui polpastrelli “grossi e tozzi”, che tradivano un punto di vista femminino. Comunque, anche questo testo era bello.
    8- arrivano i mori: qui ero andato ad istinto, invece.

    …però io quella di Sam l’ho azzeccata XD In effetti a qualcuno potrebbe venire anche il dubbio: e se Bruno fosse il nome? …comunque, io ho pensato all’inganno, ma inganno inteso come “donna che cerca di imitare una voce maschile”, non come “donna che cerca di imitare una voce maschile appositamente per far sbagliare la gente di questo concorso”, anche se poi, vista la circostanza, ho ipotizzato che Daniele avesse detto a qualcuno di sforzarsi di imitare lo stile del sesso opposto. Che una donna scriva così di sua natura, anche con una voce femminile, non ci credo, a meno che non scelga come personaggi camioniste o simili XD

    • MikiMoz
      17 luglio 2014 alle 11:05 Rispondi

      Ciao! Mi sono immaginato un personaggio casalingo, tipo Jimmy di Pulp Fiction… in America anche gli uomini sanno dove sono le coperte, e a volte le ripongono loro stessi negli armadi^^

      Moz-

      • Tenar
        17 luglio 2014 alle 11:31 Rispondi

        Dopo cinque anni di matrimonio, a cercare una coperta mio marito si guarda ancora intorno sperso, manco abitassimo in un castello con mille posti dove le coperte possono stare!

        • MikiMoz
          17 luglio 2014 alle 11:46 Rispondi

          Ahaha, nessuno è come Jimmy?? Sua moglie lavora e lui cazzeggia in casa in vestaglia, bevendo il suo caffè americano^^

          Moz-

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2014 alle 13:32 Rispondi

      Io sono un vero uomo e so dove stanno le coperte :D

      No, non ho detto a nessuno di sforzarsi a fare nulla.

      • LiveALive
        17 luglio 2014 alle 15:10 Rispondi

        Daniele, se sai dove stanno le coperte sei un vero übermensch!

    • SAM.B
      17 luglio 2014 alle 14:28 Rispondi

      Invece scrivo così XD Ma a seconda dello stato d’animo del personaggio, del suo background ecc…

      Io, comunque, non ci ho nemmeno provato a giocare. Non avrei saputo su quali basi valutare.
      Prima di leggere Wool, di Hugh Howey, pensavo che una differenza tra scrittura maschile e scrittura femminile potesse essere nel modo in cui vengono resi i sentimenti dei personaggi. Le donne tendono a scavare più in profondità e a soffermarcisi di più.
      Poi ho letto Wool, appunto, e sono rimasta a piedi. A un certo punto mi ero persino convinta che Hugh Howey fosse uno pseudonimo ^^
      Per dire come sto messa.

  7. Ivano Landi
    17 luglio 2014 alle 09:54 Rispondi

    Ho sbagliato “Fratelli” di Grazia Gironella. Una sola prova forse è un po’ poco per decidere se il fiuto per queste cose ce l’ho oppure no. Magari avrò altre occasioni di mettermi alla prova. Riguardo poi agli eventuali sbocchi professionali, ho provato a pensare a qualcosa ma non ne è uscito niente ^.^

  8. GiD
    17 luglio 2014 alle 10:34 Rispondi

    E lo sapevo che avrei sbagliato “Doppio”!
    E’ che sembrava troppo da uomo. Pensavo fosse un pezzo scritto da una donna decisa a spacciarsi per uomo…
    Soprattutto, mi ha tratto in inganno quel “ho aperto il cassetto di papà”. “Papà” ha un tono infantile all’interno della narrazione, e me lo sarei aspettato più da una donna che da un uomo.

    Però non mi lamento. 8 su 9 è comunque un colpaccio :D

    Aspetto il prossimo Test!

    • MikiMoz
      17 luglio 2014 alle 11:04 Rispondi

      Ahaha, e invece eccomi qui, uomo in carne, ossa e spirito maschilista! XD

      Moz-

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2014 alle 13:34 Rispondi

      Io mio padre lo chiamavo “papà”… mica siamo all’epoca del “padre”.

      Prossimo test? Non credo ci sarà, farlo uguale non ha senso. Ma magari mi invento qualcos’altro.

      • GiD
        17 luglio 2014 alle 20:20 Rispondi

        Si, va be’, anch’io lo chiamo “papà”, ma in un testo scrivo “prendo le chiavi dell’auto di mio padre”, non “prendo le chiavi dell’auto di papà”. A meno che non si tratti di un discorso diretto, o di non voler sottolineare la personalità infantile del personaggio, preferisco usare “padre”.

        E infatti ho toppato :D :D :D Mannaggia!

        • Daniele Imperi
          17 luglio 2014 alle 20:24 Rispondi

          Ah, allora avevo capito male, anche io uso padre in quel senso :)

  9. Luca Sempre
    17 luglio 2014 alle 10:35 Rispondi

    Intanto ringrazio chi nei commenti ha apprezzato “Indiavolate
    Guerriere”.

    Tengo a precisare che il pezzo è stato scritto circa 9 anni fa, ed era nato come microstoria da inserire all’interno di una raccolta di racconti mai pubblicata.

    Sostanzialmente si tratta di “giornalismo magico”, un particolare genere letterario di cui però ho scoperto l’esistenza solo recentemente. All’epoca il pezzo nacque come esperimento e nulla piú.

    14 su 22 hanno azzeccato il (mio) sesso. Vuol dire che allora si riesce ad azzeccare il sesso anche di un giornalista… magico.

    Invece le mie previsioni sono state imbarazzanti: ne ho azzeccati 4 su 9. Terrificante. E dire che mi ero pure impegnato.

    Complimenti a Daniele per l’esperimento e a tutti i lettori/autori che hanno partecipato.

  10. MikiMoz
    17 luglio 2014 alle 11:03 Rispondi

    Wao, circa la metà di voi mi ha dato della femminuccia! A un maschilista e sessista come me! :P
    Grande Imp, bell’esperimento e grazie per avermi chiamato a partecipare. Contentissimo di ritrovare qui altri amici di ogni giorno che condividono con me la passione per il blogging!

    Due note su “Doppio”, il mio microracconto: l’ho scritto senza falsare niente, quindi anche il fatto delle coperte l’ho detto in modo naturale (mi sarò immaginato che in America gli uomini sono più casalinghi, come appare nei film/telefilm :p). Ho voluto omaggiare Twin Peaks, dalla tematica del doppio (e della follia) sino a tutti i nomi dei personaggi: Laura, Leo, James, Cooper.

    Se l’avete apprezzato mi fa piacere^^
    Grazie ancora a Sandokan per questa opportunità!

    Moz-

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2014 alle 13:35 Rispondi

      Grazie a te :)

      Ma insomma, io so dove stanno le cose, sono un uomo ordinato in modo maniacale :D

      • MikiMoz
        17 luglio 2014 alle 13:48 Rispondi

        Ma tu sei il Sandokan della Garbatella, mica sei un uomo normale!! ;)

        Moz-

  11. Salvatore
    17 luglio 2014 alle 11:25 Rispondi

    Caspita c’ero andato quasi vicino… :P

  12. Jennaro
    17 luglio 2014 alle 12:15 Rispondi

    Quattro su nove potrebbe essere un risultato discreto se non fosse che ho “toppato” proprio con l’amico Ferruccio. Mi resta la consolazione d’aver indovinato Moz… meno male, altrimenti chi lo sentiva…

    ^_^

    • MikiMoz
      17 luglio 2014 alle 12:26 Rispondi

      Ahaha, se osavi darmi della donna succedeva il finimondo!! :p

      Moz-

      • Jennaro
        17 luglio 2014 alle 12:29 Rispondi

        Fiuuuuuuuuuuuuu… m’è andata bene :-)

  13. micaela
    17 luglio 2014 alle 13:12 Rispondi

    Ciao a tutti, io non ho partecipato al sondaggio; ma sarei curiosa di capire come fai tu o voi…a distinguere una scrittura femminile da quella maschile. su cosa vi basate? quali sono i segni che li distinguono?

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2014 alle 13:37 Rispondi

      Bella domanda. Io non potevo partecipare, perché sapevo. Ma mi sottoporrei al test senza problemi.

      Non so, secondo me si nota dall’uso delle parole, dal ritmo, dallo stile, anche.

      • MikiMoz
        17 luglio 2014 alle 13:51 Rispondi

        Io, dopo questo gioco, sinceramente non so. Ci sono opere che possono aver scritto solo le donne (vedi Cime Tempestose, o Orgoglio e pregiudizio) e cose che possono aver scritto solo gli uomini… ma forse non è neppure così vero. Chissà.
        La risposta a tutto potrebbe essere che il sesso non è importante, dopotutto.
        Speriamo che sia maschio :p

        Moz-

    • Jennaro
      17 luglio 2014 alle 13:58 Rispondi

      Io credo che gli uomini siano in qualche modo più “freddi” nello scrivere. Probabilmente essi tendono più a identificare gli oggetti e sono inclini a dare nomi comuni alle cose, mentre, penso, le scrittrici femmine sono più passionali, si prolungano nel “personalizzare” il soggetto e magari utilizzano di più i pronomi personali rispetto agli antagonisti maschi… secondo me, eh!?… Però visto il mio risultato, forse è meglio non starmi a sentire… ^_^

    • GiD
      17 luglio 2014 alle 20:33 Rispondi

      Be’, dipende dal pezzo. Io ho fatto molta attenzione alle parole usate.
      Per dire, “goccioloni” nel frammento “Fratelli” urla DONNA a pieni polmoni. Allo stesso modo “capezzoli”, parlando di allattamento, mi fa pensare a un uomo.
      Ancora, “sbarbato” è un termine che userebbe più facilmente una donna. Un uomo non si sbarba, si rade.

      Poi c’è anche il “tono”, chiamiamolo così. Prendi “Indiavolate Guerriere”: parla di bambole, ma il tono freddo, tecnico, da comunicato militare, fa pendere più per l’uomo che per la donna.
      “Jacob”, invece, parla di depressione post-partum, ma risulta poco introspettivo rispetto ai sentimenti della madre. Una donna, probabilmente, avrebbe dato un tocco più intimista, meno distaccato. Quindi è probabile che sia opera di un uomo.

      Si parla sempre e comunque di sensazioni, di probabilità e di ragionamenti validi solo in linea di massima. Infatti il “papà” di “Doppio” mi ha fatto pensare a una donna, e mi sono sbagliato.

  14. Daniele Imperi
    17 luglio 2014 alle 14:07 Rispondi

    MikiMoz

    Speriamo che sia maschio :p

    Moz-

    Su questo non ci piove :D

  15. animadicarta
    17 luglio 2014 alle 14:48 Rispondi

    A parte che ho dato della donna a Ferruccio e dell’uomo a Grazia, non mi pare di essere andata tanto male! Comunque è stato divertente, il complimento più grande va a Daniele che ha organizzato questo giochino :)

    • Daniele Imperi
      17 luglio 2014 alle 16:17 Rispondi

      Grazie a te della partecipazione. C’è un altro gioco letterario in vista, forse lo annuncio già dalla prossima settimana.

  16. Romina Tamerici
    17 luglio 2014 alle 18:31 Rispondi

    6/9 per me (almeno mi pare)… non male, no?
    Un bell’esperimento davvero.
    Goditi i libri, Daniele!

  17. Severance
    18 luglio 2014 alle 00:12 Rispondi

    Dai, tre li ho presi. In media matematica. Un rifiuto, un fraintendimento e un caffé. Attendo il prossimo contest!

  18. Nani
    18 luglio 2014 alle 03:43 Rispondi

    MikiMoz
    Ci sono opere che possono aver scritto solo le donne (vedi Cime Tempestose, o Orgoglio e pregiudizio) e cose che possono aver scritto solo gli uomini…

    Beh, io adoro Orgolgio e Pregiudizio proprio perche’ potrebbe averlo scritto anche un uomo.

    • MikiMoz
      18 luglio 2014 alle 12:53 Rispondi

      A me quell’opera sa di femmina a duemila km di distanza :p
      La Divina Commedia ad esempio… mi sa di maschile^^

      Moz-

      • Nani
        18 luglio 2014 alle 13:45 Rispondi

        Ma perche’ tu guardi solo alla storiella d’amore. La prossima volta che lo leggi (perche’ lo leggerai di sicuro, almeno un’altra volta nella tua vita, vero? ) fai caso al tono che usa, all’ironia nel descrivere i personaggi, al poco miele con cui infarcisce il tutto. Sai come ci avrebbe ricamato sopra una scrittrice davvero “femmina”! :D
        La divina commedia… no, non ci casco! Non me la andro’ a rileggere solo per vedere se sa di maschio o femmina. Gia’ ci ho preso la tranvata infinita coll’Ariosto, con tutto che non posso dire che non mi sia piaciuto. E, a proposito, quello si’ che si sente che e’ masculo!

        • LiveALive
          21 luglio 2014 alle 09:31 Rispondi

          Ma cosa mi dici mi dici mai? XD
          La divina commedia va letta 33 volte nella vita. Tra l’altro, pare che se la reciti tutta al contrario davanti a uno specchio, esce Dante che ti insegna a poetare.
          All’Ariosto preferisco il Tasso, ma dai, non puoi dirmi che Ariosto proprio non ti sia piaciuto XD

          • LiveALive
            21 luglio 2014 alle 09:32

            Ah ecco, non puoi dire che non ti sia piaciuto… Vedi la dimostrazione che la doppia negazione fa confondere.

          • Nani
            21 luglio 2014 alle 13:23

            Allora devo provare la versione invertita della Commedia! Sai che forte: Nani la divina poetante. Ma non ora. Per quella ci vuole tempo. Mettiamoci pure la lettura al contrario… :D

            Il Tasso piacque di più anche a me, ma non giunsi alla fine, lo ammetto qui, a distanza di anni. Infatti avevo quasi quasi voglia di dargli una letta, cosi’, veloce veloce, ma ho paura davvero di annoiare a morte i poveracci che seguono le mie letture. :DDD
            Vabbe’ che anche la direzione verso cui mi dirigo ora, non credo li fara’ saltare di entusiasmo… (dov’e’ la faccina che fischietta?)

            Ps: la doppia negazione fa confondere, e’ vero, ma che ci posso fare: a me le contorsioni linguistiche esaltano. :DDD

  19. Oreste
    18 luglio 2014 alle 08:49 Rispondi

    MASCULO D.O.C. Grande Dany!
    Scusate le poche parole di oggi, ma ho un HANGOVER da smaltire!

  20. dramaqueen
    19 luglio 2014 alle 11:37 Rispondi

    Io non ho partecipato, perché non avrei saputo in base a quali elementi giudicare… ma sono contenta del risultato. Pare che sia molto difficile capire se un testo è stato scritto da un uomo o da una donna, e meglio così! Non ho mai sopportato chi mi diceva: “questa cosa è da maschi, quest’altra è da femmine”: secondo me queste distinzioni sono superate e io posso svolgere le attività che voglio, anche se tradizionalmente sono considerate “da maschio”.

    E sì, una volta ho interpretato un personaggio maschile. Era una commedia demenziale, quindi l’approfondimento psicologico era molto scarso… ma disegnarmi i baffi è stato divertente! :)

    • Daniele Imperi
      21 luglio 2014 alle 07:45 Rispondi

      Io invece continuo a essere dell’idea che si possa capire.

  21. Claudia
    19 luglio 2014 alle 17:39 Rispondi

    Al prossimo esperimento partecipo anch’io!
    Questo però lo avrei toppato alla grande. Qui avevo dato, così alla prima occhiata, della “donna” a Ferruccio, Oreste e Luca.
    Uhm… c’è qualcosa che dovrò approfondire al più presto. :(

    • Daniele Imperi
      21 luglio 2014 alle 07:46 Rispondi

      Sì, Claudia, devi approfondire qualcosa :D
      Non credo ci saranno altri esperimenti, perché ormai è fatto e sarebbe una ripetizione.

  22. franco battaglia
    20 luglio 2014 alle 11:42 Rispondi

    Credo che inconsciamente, ma anche no, abbiano giocato tutti alla “mo’tifregoio”. Per questo non ho partecipato, ma ho fatto male perché comunque si sta giocando… ;)

    • Daniele Imperi
      21 luglio 2014 alle 07:46 Rispondi

      Infatti, potevi partecipare, così avresti visto quanti ti avrebbero dato della donna :D

  23. Bruna Athena
    21 luglio 2014 alle 13:39 Rispondi

    Ho ecceduto in maschietti…chissà che vuol dire :D

  24. Katia Anna Calabrò
    1 agosto 2014 alle 12:37 Rispondi

    Quattro su nove… schiappa! :-)

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