Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Se io fossi o se io sarei?

Grammatica

Molti si chiedono quale sia il modo più corretto di scrivere: se io fossi o se io sarei? La risposta è semplice: dipende da cosa si vuol esprimere con quella frase.

Il se è una congiunzione che introduce una frase ipotetica. Di quella frase possiamo conoscere o meno la risposta o quel che accadde in quel frangente.

Per esempio:

«Non sarebbe morto se fossi andato con lui al cimitero».

La frase è rivolta al passato e implica che io, alla fine, non sono andato al cimitero con lui, da dove non è ritornato vivo. Mentre, se io ci fossi andato, il personaggio sarebbe ancora vivo.

Prendiamo quest’altra frase:

«Mi chiese se sarei andato con lui al cimitero».

In questo caso il tizio si è voluto informare se io sarei andato, in un non ben precisato futuro, al cimitero con lui. Non ho specificato che cosa ho fatto dopo, se ho accettato o meno la sua proposta.

Questi sono solo due esempi, ma possiamo farne altri:

  • se mi passassi la birra, potrei bere anch’io: è un’incitazione, magari fatta con un tono spazientito;
  • se mi passerai il compito, ti darò cento euro: è un tentativo di corruzione e di salvare la pelle all’esame. Si sta parlando al futuro;
  • se potrei baciarla non sono davvero sicuro: dà chiaramente a intendere la bruttezza della ragazza in questione;
  • se mi chiami, ti rispondo al volo: implica lo stretto rapporto di amicizia/amore fra due persone.

Considerate sempre ciò che sta accadendo, ciò che è accaduto e ciò che deve ancora accadere.

Avete mai avuto dubbi sul modo e sul tempo da usare dopo il “se”?

4 Commenti

  1. Carla
    22 febbraio 2012 alle 07:46 Rispondi

    Non è proprio corretto dire che il “se” introduce sempre una proposizione ipotetica.

    Nei due esempi che fai con se + condizionale:
    – “Mi chiese se sarei andato con lui al cimitero”;
    – “se potrei baciarla non sono davvero sicuro”;
    si tratta in entrambi i casi di proposizioni interrogative indirette (quindi non ipotetiche), poiché non esprimono un’ipotesi, bensì un dubbio.

    Mentre il se + congiuntivo o indicativo, di tutti gli altri esempi, è quello delle proposizioni condizionali (dette anche ipotetiche), che insieme alla reggente costituiscono il periodo ipotetico.

    Quello che voglio dire è che sembrano situazioni simili, ma in realtà esprimono concetti molto diversi.
    Forse un modo più semplice per spiegarlo ed evitare errori potrebbe essere questo:
    – il “se” ipotetico, che richiede il congiuntivo o l’indicativo, indica la condizione senza la quale non può accadere ciò che è espresso dalla proposizione principale;
    – invece il “se” interrogativo, che può richiedere il condizionale, se l’azione espressa non è ancora avvenuta, esprime semplicemente un dubbio (lo farò o non lo farò?).

  2. Romina
    22 febbraio 2012 alle 10:15 Rispondi

    Ottimo post! Interessante, chiaro e soprattutto utile.
    Io recentemente ho avuto dei problemi con la forma “se potrei” e mi permetto di segnalare qui un post di Argonauta Xeno che è venuto ospite sul mio blog proprio per chiarire i miei dubbi:
    http://tamerici-romina.blogspot.com/2012/01/significato-e-usi-del-modo-condizionale.html

    Ho trovato molto interessante anche la spiegazione di Carla!

  3. franco zoccheddu
    22 febbraio 2012 alle 14:28 Rispondi

    “Se te lo sto chiedendo è unicamente perchè so che posso”. Mi sembra un caso da contemplare: in questo caso il “se” sta al posto di “il motivo per cui”. Quindi né ipotesi né interrogazione.

  4. Daniele Imperi
    22 febbraio 2012 alle 18:43 Rispondi

    @Carla: grazie per la precisazione :)

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.