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Come scrivere post efficaci senza annoiare

Come scrivere post efficaci senza annoiare

Si vede la differenza fra un articolo impostato sulle regole SEO, indicizzato certo, ma molto spesso noioso, e un articolo che le segue ma non troppo, lasciando spazio a piccole divagazioni, ironia, riflessione e per me più accattivante. Luciana su Scrivere come un blogger autorevole.

Dai lettori del blog si impara sempre. Devo dire che inizialmente i miei post erano scritti con grande attenzione, forse troppa, alle regole della scrittura per il web. Ne è venuta fuori una rigidità nell’impostazione del linguaggio soprattutto, non tanto nella struttura, perché comunque un articolo va impaginato in modo che risulti leggibile.

Però le critiche di Luciana, anche se magari non erano direttamente rivolte a me, sono condivisibili. E così ho preso la palla al balzo e ho voluto riflettere su questo aspetto: su come scrivere post tecnici, accademici, istruttivi senza annoiare il lettore.

Scrivere post tecnici e accademici: noia a non finire?

Questi post sono noiosi di per sé, non trovate? D’accordo, abbiamo bisogno di risolvere un problema, non riusciamo a installare WordPress, non sappiamo come fare un backup del database, come scontornare un’immagine. Alla fine la lettura del post diventa come un’ora a scuola: peggio di una martellata in testa.

La tentazione del blogger – mia, anche – è sempre stata quella di avere un approccio tecnico, formale forse, nella scrittura di quegli articoli. Perché? Perché erano tecnici, appunto. Dovevo dare delle spiegazioni tecniche al lettore.

Ma un blog non pubblica foglietti delle istruzioni, giusto? Quelli lasciamoli alle confezioni dei prodotti Hi-Tech o degli elettrodomestici. Noi siamo blogger, siamo la voce della gente che parla online. E non siamo guru, soprattutto, perché i guru non sono blogger.

Come scrivere post tecnici e accademici, allora?

Secondo me la risposta è più semplice di quanto crediamo: facciamo finta di dover spiegare l’installazione di WordPress a un bambino. Come faremmo, in quel caso? Non useremmo, forse, “piccole divagazioni, ironia, riflessioni personali”?

Articoli “SEO”: sono davvero utili?

Solo per il fatto di chiamarsi articoli SEO sono del tutto inutili. Ma è chiaro: che cosa significa articoli SEO? Ne ho parlato male quando ho scritto che il SEO copywriting non esiste. Un articolo, un qualsiasi testo per il web, si scrive per i lettori, non per Google.

Eppure questa degli articoli SEO è una storia infinita. Quando hai scritto un articolo che approfondisce il tema trattato, quando hai usato un titolo giusto e hai impostato il testo a dovere (con sottotitoli, liste, grassetti, link interni) ecco che hai scritto un articolo decente ed efficace, che ha sì rispettato la SEO, ma soprattutto il lettore e la sua intelligenza.

L’importanza del contesto

Non è tanto il linguaggio che conta ai fini dell’ottimizzazione – che è cosa ben diversa dall’indicizzazione – ma il contesto. Perché seguendo troppo le fissazioni della SEO si finisce a scrivere articoli forzatamente ottimizzati, quindi illeggibili e di dubbia utilità.

Ciò che conta, nei vostri post, è il contesto. È ciò che scrivete, non come lo scrivete. Se avete rispettato il contesto, se tutto ciò che avete scritto è contestuale al tema dell’articolo, quell’articolo sarà ottimizzato. Punto.

A Google interessa poco se avete aperto una piccola divagazione, a Google interessa poco se avete usato un po’ di ironia per spiegare un errore commesso dai principianti, a Google interessa poco se avete introdotto una vostra riflessione. Perché?

Perché quelle divagazioni, quelle ironie, quelle riflessioni saranno sempre state contestuali. A Google interessa poco, inoltre, se vi siete rivolti ai lettori con un linguaggio personale, colloquiale anche, purché abbiate rispettato il contesto dell’articolo.

Scrivere con più libertà ti rende felice

Conosci le regole per poi infrangerle. Ovviamente è un’estremizzazione di quanto voglio dire. Le regole della scrittura per il web vanno conosciute, lo ribadisco. Ma la scrittura va personalizzata e resa umana, quanto più vicino possibile a noi che scriviamo.

Secondo voi in questo post ho rispettato le regole della scrittura online? Non vedo perché no. Eppure non mi sembra rigido il mio articolo, che dite?

Pensa a chi legge: sempre!

Ecco che cosa deve fare il blogger prima di scrivere un post: pensare. Perché forse non lo fa mai. O lo fa raramente. Pensare prima di scrivere: a chi mi sto rivolgendo? A Google, a una macchina? O a una persona? Se la risposta a quest’ultima domanda è sì, allora scriviamo come si conviene.

Come scrivete voi?

Quanto annoiate i vostri lettori coi vostri articoli? Quanto vi ho annoiato io? Ditelo nei commenti senza paura di rappresaglie.

24 Commenti

  1. concetta
    16 ottobre 2013 alle 06:34 Rispondi

    Buongiorno Daniele,
    per niente noioso,lo trovo utile considerato che sono alle prime armi.Seguo molte blogger,io non sono come loro fluida nella scrittura,cercherò di fare del mio meglio.
    Concetta.

    • Daniele Imperi
      16 ottobre 2013 alle 07:41 Rispondi

      Grazie Concetta, una scrittura fluida è sempre da preferire.

  2. Giovanna
    16 ottobre 2013 alle 09:02 Rispondi

    Bei consigli, oltre che per chi scrive nei blog, mi sembrano anche utili per chi si sta facendo un sito. Anche lì c’è il rischio di pensare troppo al ranking a scapito dell’originalità dei testi, ed ecco spuntare come funghi siti tutti uguali e noiosi ! Io ne terrò conto.
    Cari saluti
    Giovanna

    • Daniele Imperi
      16 ottobre 2013 alle 09:45 Rispondi

      Ciao Giovanna, benvenuta nel blog.

      Vero, alla fine possiamo adattare certi consigli anche al web design e comunque a ogni testo per il web.

  3. MikiMoz
    16 ottobre 2013 alle 09:54 Rispondi

    Yawn, che noia!
    Scherzo :D

    Anzi, post interessante il cui pensiero è da me condiviso nella maniera più totale, come sai.
    Non so come scrivevi tu prima, ma non mi sei sembrato mai eccessivamente formale o tecnico (altri blog tipo il tuo sì, invece…), non so, hai sempre lasciato spazio per qualcosa di personale…
    Già solo il raccontare cose che tu hai fatto rende il tutto molto più coinvolgente!

    Moz-

    • Daniele Imperi
      16 ottobre 2013 alle 10:23 Rispondi

      Grazie Miki :)

      Eppure più di qualcuno mi ha fatto notare che i post erano troppo rigidi, non noiosi, eh, questo mai per fortuna – o almeno se l’hanno pensato, non l’hanno detto :P – troppo accademici.

      Quindi sto cercando di adottare una scrittura più fluida, per usare le parole di Concetta, più personale e è difficile, che credi? Anni e anni a scrivere in un modo ti cementificano la mente.

      • MikiMoz
        16 ottobre 2013 alle 10:45 Rispondi

        Ahaha, perché, hai scritto libretti di istruzioni per anni? :p
        Secondo me qualcuno ha scambiato l’ordine per rigidità… è necessario essere ordinati, col genere di cose che scrivi. Ripeto, non so come agivi prima, ma come stai facendo adesso credo sia un ottimo equilibrio :)

        Moz-

  4. Loredana Gasparri
    16 ottobre 2013 alle 10:31 Rispondi

    Direi che non sei proprio noioso, tutt’altro…ogni post che scrivi è interessante e si legge scorrevolmente.

  5. Salvatore
    16 ottobre 2013 alle 11:31 Rispondi

    Io cerco di annoiarli il più possibile. Uso la famosa tecnica: “Prendili per spossatezza!” Alla fine cederanno…

    P.S. bell’articolo, come sempre, anche se non sono sicuro di quali siano le regole SEO. Devo andarmi a rileggere le tue “istruzioni” al riguardo…

    • Daniele Imperi
      16 ottobre 2013 alle 12:54 Rispondi

      Spossare i lettori: dici che funziona? :D
      Grazie, per la SEO puoi leggere il mio ebook sulla scrittura per il web. Ci sono le basi per le regole della scrittura online, che contemplano l’ottimizzazione delle pagine.

      • Salvatore
        16 ottobre 2013 alle 13:23 Rispondi

        Funziona, certo! Ce li ho tutti stesi attorno alla scrivania i miei lettori io! Non sono sicuro se stiano dormendo o agonizzando, ma in fondo: importa?

  6. Alessandro Madeddu
    16 ottobre 2013 alle 11:39 Rispondi

    Sotto con il SEO, l’accademia più bieca, l’Arcadia e le espressioni più viete dell’italiano nello stesso post: altresì, sibbene, ordunque, anzi che no, ponendo in essere :D

  7. Gioia
    16 ottobre 2013 alle 13:19 Rispondi

    Rigidità non è sinonimo di noia! Più che altro ti ho sempre visto come il Prof. :P
    Ultimamente, forse perché leggendo i tuoi post ti sto conoscendo meglio, li sento più “sciolti” più alla portata dei profani come me.
    Noiosi, no, non ti avrei seguita se così fosse, credimi! Dopo 2 post, 3 al massimo avrei buttato via il link alla tua pagina!

    • Daniele Imperi
      16 ottobre 2013 alle 14:22 Rispondi

      Ehi, ma quale prof? :D

      Vero, sono più sciolti :)

      • Gioia
        16 ottobre 2013 alle 19:51 Rispondi

        Daniele, forse tu non te ne rendi conto, ma hai veramente tanto da insegnare! E con questo ti riporto alla risposta nel mio post ;)

      • MikiMoz
        16 ottobre 2013 alle 20:03 Rispondi

        Prof, non mi metta 2 :)

        Moz-

  8. animadicarta
    16 ottobre 2013 alle 18:21 Rispondi

    Prima di tutto i tuoi articoli non sono affatto noiosi!
    Secondo me il tuo maggiore pregio è la chiarezza, una dote da non sottovalutare :)
    Per quanto riguarda in generale gli articoli tecnici, è raro che io li trovi noiosi, perché quello che cerco in fondo sono informazioni e non testi divertenti. Però è importante, come hai detto, scrivere “in libertà”, per catturare l’attenzione e non creare barriere tra chi scrive e chi legge. Ma farlo in un post tecnico non è certo cosa facile.

    • Daniele Imperi
      16 ottobre 2013 alle 18:25 Rispondi

      Grazie :)

      Vero, non è facile farlo in un post tecnico. Se ne scriverò ancora, proverò un diverso approccio e vedremo cosa uscirà fuori.

  9. Saray
    16 ottobre 2013 alle 21:15 Rispondi

    Grazie a Moz sono qui a leggerti. Questo post è molto interessante, ma non credo sia il solo… ;) Hai un Blog belllissimo e ti seguirò. Buona serata ^_^

    • Daniele Imperi
      16 ottobre 2013 alle 21:32 Rispondi

      Ciao Saray e benvenuta nel blog :)

      Grazie e grazie all’amico in comune Moz ;)

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