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Come scegliere un libro da leggere

scegliere-libriEra la fine di marzo quando ho scritto l’articolo “Come scegliete un libro da leggere?” Neanche me ne ricordavo più. A quel tempo avevo avuto non poche difficoltà a trovare il libro giusto, mentre ora sembro avere le idee chiare.

Ci sono molti modi per scegliere le proprie letture. Qui non parlerò certo di generi letterari, perché la lettura è personale e ogni ha i suoi gusti. Parlerò di come ho iniziato io a scegliere le mie letture, in base all’umore del momento, ai miei obiettivi e a ciò che sto scrivendo.

Cosa non mi va di leggere ora

Devo avere almeno sette romanzi storici di Bernard Cornwell, alcuni della serie di Sharpe – guerre napoleoniche – e altri sul Medioevo. Ma proprio non mi attirano, eppure è uno scrittore che amo da sempre.

Il fantasy epico o classico o come volete chiamarlo è scartato a priori. Ho un romanzo della serie di Shannara di Terry Brooks in inglese da qualche anno, ma resterà non letto per ancora molto. Però vorrei leggere Le nebbie di Avalon della Bradley e anche La Dea della guerra – scritto assieme a Diana L. Paxson. È un’autrice che mi incuriosisce dalla fine degli anni ’80, quando trovai in un’edicola alla stazione Storie fantastiche di spade e magia, una raccolta presentata dalla scrittrice – a quel tempo mi attiravano appunto libri su spade e magia.

Letture per la documentazione

Vorrei che facessero parte a pieno titolo dei libri da leggere. Mi spiego: finora le ho viste sempre come libri in più, rispetto ai due di media che leggo contemporaneamente. Ma, almeno per quanto mi riguarda, è una mossa sbagliata.

Ho visto che non riesco a leggere troppi libri insieme, quindi ora li ho ridotti a due – e gli altri due iniziati che da mesi fanno le ragnatele sulla scrivania? Facciamo finta di nulla. Quindi, se mi serve leggere un libro per documentarmi su qualcosa che sto scrivendo, allora quel libro farà parte della coppia in lettura.

Cosa leggo quando voglio qualcosa di leggero

Dick e Lansdale. Due nomi a caso, ma che funzionano sempre. Ad agosto c’era una bella offerta della Fanucci, uno sconto del 25%, quindi con meno di 30 euro mi sono portato a casa 4 romanzi di Philip K. Dick.

Le storie di Dick – che ho rivalutato dopo Ubik – sono godibili, leggere, ma sempre permeate di una drammaticità non troppo latente. E quelle di Lansdale sai che prima o poi ci scappa il morto e che a ogni capitolo c’è un colpo di scena.

Cosa leggo quando prevale la parte infantile

Semplice, libri per bambini e ragazzi e ultimamente lo Young Adult. A me piacerebbe anche scrivere per un pubblico giovane, quindi sono letture che servono. Ho letto la trilogia di Veronica Roth – Divergent, Insurgent, Allegiant – anche se alla fine non è nulla di che, così come vorrei leggere a breve The Giver di Lois Lowry, di cui ho visto il film la scorsa settimana.

Di libri per bambini ho scoperto Cacciatori di tesori di James Patterson, tutto illustrato, di cui leggerò il seguito in originale, e è stato piacevole leggere anche Massimo Polidori, lo scrittore che indaga nel mistero. E poi c’è la prolifica Enyd Blyton, che ho iniziato a leggere in inglese. E come non parlare del bellissimo cofanetto che contiene il volume completo delle storie di Beatrix Potter?

Autori da scoprire

Sono quegli scrittori che scopri per caso e che ti segnano, che ricordi sempre con nostalgia. Uno è Oliver Sacks, di cui ho letto L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello. A breve leggerò Risvegli e anche Un antropologo su Marte.

E poi c’è Paul Auster, l’autore de Il paese delle ultime cose, un altro di quei romanzi che ti lascia con una sensazione indefinibile addosso. Così mi sono procurato Mr. Vertigo, Viaggi nello scriptorium e la Trilogia di New York.

Ultimamente ho conosciuto uno scrittore norvegese, Kim Leine, che ha scritto uno dei più bei romanzi che abbia letto e di cui parlerò presto, spero: Il fiordo dell’eternità.

L’accoppiata classico/moderno

Adesso ho deciso che devo recuperare il tempo perso delle letture obbligate da fare da giovani. Sì, ci sono libri che uno dovrebbe leggere da ragazzo, che fanno parte, secondo me, della sua formazione letteraria e culturale. Non siamo un paese di lettori forti, ma possiamo diventarlo.

Così mi sono imposto di leggere un classico e un libro moderno insieme. Sono pieno di classici latini, greci, italiani e stranieri. Dall’Odissea alla Divina Commedia, dal Decamerone a I fratelli Karamazov, dai romanzi di Dickens, Maupassant, Dumas a Verga, Pirandello, Svevo, Cervantes, Hugo, Platone, Cicerone, Seneca e tanti altri.

In questo momento sono alle prese con Gargantua e Pantagruele di Rabelais e Roderick Duddle di Michele Mari: due stupende letture e due romanzi in qualche modo simili. Finito uno dei due, sicuramente il Roderick che supera di poco le 400 pagine, visto che l’altro è un pantagruelico volume di 880 – solo l’indice ne è lungo 20 – finito quello, anziché iniziarne un altro terminerò di leggere il Gargantua. E poi via a scegliere un’altra coppia.

In conclusione

Alla domanda “come scegliete un libro da leggere” avete già risposto la volta scorsa, anche se chi non c’era può farlo ora. Ma cosa pensate dell’accoppiata classico/moderno? Ovviamente non parlo solo di narrativa, ma anche di saggistica o, perché no?, fumetto.

E grazie di nuovo a Francesco per l’idea per il post.

46 Commenti

  1. Salvatore
    25 settembre 2014 alle 06:53 Rispondi

    Non sono la persona ideale a cui chiedere. Non mi considero un lettore forte. Non saprei neanche cosa sia un lettore forte. Io sono un lettore. Punto. Leggo dai quindici ai venti romanzi l’anno, senza contarli (odio chi lo fa, è come misurarsi la lunghezza dell’uccello; è da pervertiti!), e ne leggo quattro per volta perché ho un indole costante e non riesco a impegnarmi troppo a lungo su niente. Attualmente sto leggendo: “L’amante di Lady Chatterley” di Lawrence, “Soffocare” di Chuck Palahniuk, “22/11/’63” di King e ieri sera mi è caduto l’occhio (maledetto me!) su “Underworld” di Don DeLillo. Mentre nelle letture terminate di recente (ultimo mese) ci sono: “Misery” di King, “La piramide di fango” di Camilleri, “Una mutevole verità” di Carofiglio e “E così vorresti fare lo scrittore?” di Bukowski. Appena finito qualche libro vorrei assolutamente leggere “Anna Karenina” di Tolstoj.
    Come vedi letture molto varie, classico e moderno assieme. Perché? Boh, perché mi va così.

    • LiveALive
      25 settembre 2014 alle 08:22 Rispondi

      Karenina l’ho letto ma non mi ha fatto stracciare le vesti. Leggi prima Padrone e Servitore di Tolstoj: sono cinquanta paginette, ma è il miglior racconto di sempre.

      Underworld?! Sarà un lungo viaggio…
      Palahniuk mi attira… Com’è?

      • salvatore
        25 settembre 2014 alle 09:44 Rispondi

        Non ti è piaciuto Underworld? Io ho iniziato ieri sera, ne ho letto due paginette prima di crollare dal sonno. Di DeLillo ne parlano benissimo. Quando è così temo sempre un po’ la delusione. Vedremo…
        Palahniuk è fantastico! Per me, si intende. Di certo o lo ami o lo odi. Non sono possibili vie di mezzo. Narra in prima persona e lo fa con un taglio molto incisivo.

        P.S. grazie per il suggerimento. :)

        • LiveALive
          25 settembre 2014 alle 10:14 Rispondi

          Underworld non l’ho mai letto ma ne conosco la mole. Ne parlano bene, ma non è che deve piacere o non piacere: è postmoderno, è tutta questione di strutture, rimandi e ripetizioni. O piace o non piace.

          • salvatore
            25 settembre 2014 alle 12:29

            Allora non dovrebbe essere troppo diverso dallo stile di Palahniuk, anche se l’incipit non mi ha colpito poi così tanto…

      • Luisa
        13 giugno 2016 alle 23:34 Rispondi

        Leggo oggi questo post di livealive, mi ha incuriosito Padrone e Servitore di Tolstoj ,che ho preso oggi ma non sono pag. 50 bensì 100 :-)

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2014 alle 13:31 Rispondi

      Allora odiami, perché io tengo il conto dei libri letti anno per anno :D

      “Underworld” mi attira da un po’.

      • salvatore
        25 settembre 2014 alle 17:58 Rispondi

        L’ho sempre saputo che sei un pervertito… :P

  2. Fabio Amadei
    25 settembre 2014 alle 07:47 Rispondi

    Leggere classico e moderno penso sia una cosa buona e giusta. Un classico non ti delude mai. È come entrare in una chiesa antica e restare ammirato dagli archi, dagli affreschi stupendi e dai mosaici preziosi. Un moderno o contemporaneo può ingannarti dalla bellissima copertina e dal nome strombazzato dell’autore.
    Il classico è una sicurezza, l’altro un po’ meno. Leggerli in contemporanea? Io non ci riesco. Nutro una religiosa ammirazione per i classici e me ne accorgo quando li leggo. Assaporo le pagine, leggo più lentamente e mi fermo a pensare.
    Quello che manca è il tempo. Il lavoro ne prende parecchio e scegliere tra il classico e il moderno è a volte il vero dilemma. Quindi, per non sbagliare vai sul sicuro. Magari non sarà la mossa giusta…

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2014 alle 13:35 Rispondi

      Non so se sia proprio una sicurezza un classico, non credo che potrebbero piacermi tutti.
      Tempo fa avevo iniziato Primavera della Undset, ma dopo una quarantina di pagina l’ho lasciato.

  3. LiveALive
    25 settembre 2014 alle 08:19 Rispondi

    Perché libri da leggere e non da mangiare? XD i libri con la copertina commestibile potrebbero avere successo. In fondo oggi hanno fatto pure le mutande commestibili… Ehm, vabbè. Qui a Venezia fanno una mostra dei vestiti di legno, se ti interessa.

    Cosa voglio leggere? Ah, ma non lo so, io! Non mi è mai capitato di dire “ora leggo questo genere”.
    Però pensavo… Io ti ho detto che non vorrei le copertine, no? Però credo anche che, per il grande pubblico, siano importanti. No, non perché il pubblico deve comprare la copertina più bella (come spesso fa…), ma perché la copertina dovrebbe comunicare:
    – l’argomento (sulla copertina di Lui è Tornato ci sono i capelli di Hitler: dubbi sull’argomento?)
    – il genere (sempre lui è tornato: ci sono solo i capelli stilizzati, immagino che non sia un serioso saggio storico p psicologico)
    – il tono (e qui ci si collega anche al genere. Ma comunque un libro leggero avrà la copertina diversa da quello epico e solenne)
    Sì, a volte ho anche io preso in mano un libro solo in virtù della sua copertina o del suo titolo. Lui è Tornato l’ho preso senza neppure leggere la trama. In generale però apro il libro, dò una letta, mi informo sul contenuto, e se penso possa piacermi lo compro.

    Auster non è da scoprire, è forse il quarto autore americano più famoso (dopo McCarthy, Roth e Pynchon… Scritto così?).
    Il Fiordo dell’eternità l’avevo consigliato su Facebook mesi fa, ma io non l’ho letto. Pareva bello…
    l’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è piuttosto famoso, ma ero sicuro che fosse di Aldo Busi XD sembra roba sul suo stile.

    Accoppiata classico e moderno? Io vado a periodi. Ora sto leggendo tanto moderno come prima ho letto tanto classico. Ma leggerli assieme è cosa interessantissima. Chiediamoci: sono migliori i classici o i moderni sono più avanzati? Se sono migliori o classici, cosa li rende migliori, e in cosa sono migliorabili? Se sono miglioro i moderni, quali sono le scoperte tecniche che permette loro di superare i classici?

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2014 alle 13:56 Rispondi

      Lui è Tornato, che ho preso perché mi incuriosiva parecchio, ha una copertina stupenda, secondo me, non solo per i capelli stilizzati, ma anche il titolo che richiama i baffetti.

      Di questo ho letto l’anteprima.

      Auster io l’ho scoperto da poco nel blog di un’amica.

      Oliver Sacks con Busi non c’entra proprio nulla :)

  4. Chiara
    25 settembre 2014 alle 09:02 Rispondi

    Io ho sempre preferito leggere un libro per volta perché mi piace immergermi al 100% in ciò che faccio. Piuttosto divoro 500 pagine in due giorni (mi è già successo) ma raramente saltello da una parte all’altra, a meno che non ci sia un’esigenza precisa. Non avendo un kindle (ma ancora per poco) leggo gli ebook al pc, cosa che non è fattibile per molte ore. In questo caso, dunque, posso alternare un pdf ad un libro su carta, ma è una scelta dettata da un’esigenza prevalentemente pratica.
    Per quel che riguarda i generi, negli ultimi anni sto leggendo solo moderno. Con il classico ho già dato ampliamente in anni e anni di studi, prima al liceo e poi all’università di lettere. Lo apprezzo e gradisco molto, ma inconsciamente l’ho sempre associato più allo studio che allo svago ed ancora adesso se leggo un classico è per trovare spunti, non per evadere.
    Ultimamente sto approfondendo molto un’autrice tedesca, Charlotte Link, perché nei suoi romanzi alterna capitoli sostanzialmente brevi con diversi punti di vista, che è quanto vorrei fare io. Inoltre mi piace il modo in cui approfondisce la psicologia dei personaggi.
    Ogni genere a modo suo aiuta la mia scrittura: il giallo per la trama, il thriller psicologico per i personaggi, il romanzo storico per la definizione dei contesti e così via. Non sono mai stata un’appassionata di fantasy e fantascienza.

    • salvatore
      25 settembre 2014 alle 12:39 Rispondi

      Lo sai che hai ragione? Dev’essere colpa della scuola, perché anch’io incosciamente associo i classici più allo studio che al piacere di leggere… o.O

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2014 alle 13:57 Rispondi

      Io da qualche anno leggo più libri insieme.

      Ma anche nei classici trovo evasione. Per me poi è studio qualsiasi libro che legga.

      • Chiara
        25 settembre 2014 alle 14:27 Rispondi

        Da ogni libro si può apprendere, ma di solito la prima lettura è meno analitica. Se voglio approfondire qualche aspetto, lo riprendo in mano una seconda volta, o interamente o per quanto mi interessa. :)

  5. MikiMoz
    25 settembre 2014 alle 12:18 Rispondi

    Il libro si sceglie dalla copertina! :p
    A parte gli scherzi, l’accoppiata classico/moderno mi sembra un buon compromesso per recuperare i cult immancabili (sì, anche io parlo pure di fumetti^^) e concedersi le novità.
    Anche nel classico, ovviamente, poi è il nostro gusto a scegliere.
    Però sono d’accordo sul recuperare almeno qualcuna delle opere del passato.

    Moz-

    • salvatore
      25 settembre 2014 alle 12:45 Rispondi

      Io non sono molto informato sui fumetti. Anche lì ci sono dei classici da leggere per forza?

      • MikiMoz
        25 settembre 2014 alle 19:09 Rispondi

        Beh, ovvio.
        Il fumetto è narrativa disegnata, e come nella narrativa normale anche in questo caso ci sono i classici :)

        Moz-

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2014 alle 14:00 Rispondi

      Sai quanti ne ho scelti dalla copertina? :D

      Vorrei tornare a leggere qualche fumetto, ma non so proprio cosa. I moderni non mi attirano. Ogni tanto faccio un salto sul sito della Bonelli, ma poi non trovo nulla che mi attiri.

      • MikiMoz
        25 settembre 2014 alle 19:10 Rispondi

        Puoi provare dal Dylan Dog in uscita: segna l’inizio di una nuova epoca per l’investigatore, con un nuovo nemico e altri dettagli diversi dal solito^^

        Moz-

        • Daniele Imperi
          26 settembre 2014 alle 07:51 Rispondi

          No, Dylan Dog proprio no, non l’ho mai digerito :)

          • MikiMoz
            26 settembre 2014 alle 13:40

            Allora prova Adam Wild, nuova collana della Bonelli in vendita dal 4 ottobre^^

            Moz-

          • Claudia
            7 ottobre 2014 alle 00:47

            Diabolik? Quello si che era un grande.
            Cinico e spregiudicato quanto basta per non odiarlo.
            Non ho mai capito però, perché lui ed Eva dormissero in letti gemelli.
            Questione di usanze diverse o sottile metafora dell’Io al di sopra di ogni inutile sentimento terreno? :)

  6. Giordana
    25 settembre 2014 alle 14:05 Rispondi

    Il mio problema è che sono troppo caotica nella scelta dei libri da leggere. A parte quelli che mi servono per ragioni di lavoro, sulla narrativa ha sempre la meglio il caso. Difficilmente entro in libreria con l’idea chiara di cosa voglio. Leggo le prime pagine e mi faccio un’idea; se ho voglia di continuare è il libro giusto. Questa selezione un po’ random delle letture, che necessita di diverso tempo, in linea di massima non mi delude.

    “The Giver”, per esempio, è un bel romanzo che ho acquistato praticamente a scatola chiusa.

    Poi è logico che ogni tanto arrivino anche le fregature, ma dubito che comunque ne scamperei.

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2014 alle 14:09 Rispondi

      Io invece non sono mai entrato in libreria comprando dopo aver scelto a caso.

      The Giver vorrei prenderlo, ho visto il film e un’amica ha detto che è bello, però vorrei la prima edizione e non la solita ristampa con la locandina del film.

  7. animadicarta
    25 settembre 2014 alle 14:29 Rispondi

    Ultimamente anche io ho cominciato a leggere più di un libro alla volta, alternando proprio romanzi classici e moderni. La cosa curiosa è che mettere a confronto stili così diversi di scrittura ti fa rendere conto come la scrittura di oggi sia peggiorata per certi versi, è molto più sciatta come prosa e meno precisa nell’uso delle parole. Ma per fortuna non è una regola generale.
    “Le nebbie di Avalon” devi assolutamente leggerlo :)

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2014 alle 16:12 Rispondi

      Sulla scrittura haio ragione. E vedrò di iniziare presto “Le nebbie di Avalon” :)

  8. Grazia Gironella
    25 settembre 2014 alle 16:50 Rispondi

    Classico e moderno sono un’ottima accoppiata, perché i contrasti sono stimolanti; ma basta anche scegliere tra periodi, generi e paesi diversi. Lansdale mi piace molto per il suo stile asciutto e americanissimo. Basandomi sui tuoi suggerimenti sto leggendo The Road di McCarthy, per cui devo ringraziarti. Non so cosa penserò alla fine, ma un libro così va letto, in particolare se si scrive, perché è un esempio di scrittura particolare ed efficace, dove l’autore passa sopra le regole e ci riesce benissimo.

    • Daniele Imperi
      25 settembre 2014 alle 16:53 Rispondi

      Sì, sono anche stimolanti i due generi diversi. La strada è da rileggere, anche :)

      Allora prova a dare uno sguardo anche a Il fiordo dell’eternità.

    • LiveALive
      25 settembre 2014 alle 17:16 Rispondi

      In realtà McCarthy in quel libro non passa proprio sopra alcuna regola. Se ti riferisci ai dialoghi senza virgolette, lo faceva già Faulkner negli anni 30, e Joyce ancora prima…

      • Grazia Gironella
        25 settembre 2014 alle 17:53 Rispondi

        Le virgolette nei dialoghi fanno parte delle regole, così come specificare il soggetto quando ci sia un dubbio sulla persona di cui si parla, così come rispettare la struttura della frase minima con soggetto e verbo. Di autori che hanno usato la lingua in modo originale ce n’è una frotta, ma io stavo parlando di questo in particolare.

        • LiveALive
          25 settembre 2014 alle 19:29 Rispondi

          Io invece pensavo ad altre regole, quelle che insomma si consigliano di solito ai corsi di scrittura (da questo punto di vista è piuttosto preciso!).
          Per le virgolette, il punto è che di soluto si presenta o Saramago o McCarthy come l’inventore della tecnica. No, sono quasi 100 anni che si scrivono dialoghi senza virgolette.

          • Grazia Gironella
            25 settembre 2014 alle 19:51

            Quel tipo di regole non saprei valutarle per The Road, visto che ancora sono a metà lettura. Intendevo il termine regole in modo molto scolastico: quelle cose che se le scrivi la prof te le segna in rosso.

  9. franco zoccheddu
    25 settembre 2014 alle 20:58 Rispondi

    Per te, Daniele, e per Giordana: ho letto “Il mondo di Jonas” poche settimane fà: è il titolo con cui nel 1993 è stato pubblicato il romanzo breve (ma intenso e interessante) che viene ora ripubblicato sulla scia del film col titolo “The giver”. Mi è piaciuto molto, l’ho iniziato verso le tre del pomeriggio pensando di impiegarci qualche giorno, invece l’ho divorato. Voglio assolutamente vedere il film. Ma, soprattutto, voglio leggere i tre romanzi successivi che completano la tetralogia dell’autrice Lowry, anziana ma ancora arzilla! Young adult o no, trovo che sia un buonissimo compromesso tra un bel romanzo “impegnato” e le troppe stupidaggini che ormai stanno invadendo le librerie.
    Mi dispiace non poterti ancora chiedere un confronto tra libro e film! Magari quando l’avari letto.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2014 alle 07:53 Rispondi

      So che nel film hanno cambiato diverse cose, com’è naturale. Spero di trovare presto la prima edizione di quel romanzo, così lo leggo al volo e magari scrivo qualcosa su a proposito del film.

  10. franco zoccheddu
    25 settembre 2014 alle 20:59 Rispondi

    Ehm… l’avrai.

  11. Ivano Landi
    26 settembre 2014 alle 18:11 Rispondi

    La mia accoppiata preferita è un’altra, Daniele: romanzo (classico o moderno)/saggio (in genere di carattere storico).
    Riguardo ai fumetti, in genere vado sui classici, dagli anni 30 agli 70. Ma mi è capitato di scoprire qualcosa di molto bello anche in anni più recenti, come Astrocity di Kurt Busiek per esempio. Oppure gli incredibili capolavori di Francois Schuiten.

    • Daniele Imperi
      26 settembre 2014 alle 20:33 Rispondi

      Francois Schuiten non lo conosco, ho visto ora su Google immagini: stupendi quei disegni. Si trova in italiano?

      • Ivano Landi
        26 settembre 2014 alle 22:09 Rispondi

        Sì, è stato pubblicato anche in Italia da Alessandro Distribuzioni di Bologna. Dovresti trovarlo facilmente in internet.

  12. Alessandro C.
    27 settembre 2014 alle 20:52 Rispondi

    Quarta di copertina e incipit. Mi spiace ammetterlo, ma se una quarta di copertina mi convince, al 99% compro il libro (salvo poi scoprire quasi sempre che si tratta di una ciofeca).

    Sulla scia di questa abitudine ho comprato “il lupo della steppa” e l’ho mollato dopo 10 pagine e otto quintali di noia.

    • Daniele Imperi
      29 settembre 2014 alle 09:00 Rispondi

      La quarta di copertina è puro marketing. Un testo autocelebrativo dell’editore, quindi per me non conta ai fini di una valutazione. Il lupo della steppa ce l’ho e vorrei leggerlo a breve :)

      L’incipit conta quasi al 100% per me.

  13. Eva
    28 settembre 2014 alle 17:19 Rispondi

    Io di solito leggo in parallelo un romanzo e un saggio o, a volte, una raccolta di racconti e ci infilo in mezzo un fumetto e una rivista.
    Tengo anch’io il conto dei libri e dei fumetti che leggo, cioè più che il conto mi faccio l’elenco e spesso mi scrivo anche un riassunto o una recensione.
    Leggo almeno un paio di classici durante l’anno. So di avere molte carenze dalla scuola e dagli anni di gioventù. Leggo anche libri per ragazzi, fantasy e fantascienza.
    Le nebbie di Avalon è assolutamente da leggere, anche se forse è più per donne, mi piacerebbe sapere la tua idea in proposito.
    E fra i libri per ragazzi mi è piaciuto molto Spiderwick le cronache di Holly Black.
    L’anno scorso mi sono dedicata alla Divina Commedia: meravigliosa.
    Fra i fumetti assolutamente da leggere: Maus di Spiegelman.
    Da qualche anno, siccome seguo un gruppo di lettura, mi capita di leggere autori recenti e spesso alle prime armi. E’ una cosa che mi piace: leggere un libro, parlarne con gli altri del gruppo e magari incontrare l’autore.
    Comunque i libri che vorrei leggere sono talmente tanti e di tutti i generi che raramente ho difficoltà a scegliere, a seconda, ovviamente, dell’umore.

    • Daniele Imperi
      29 settembre 2014 alle 09:01 Rispondi

      Anche romanzo e saggio insieme vanno bene.

      Perché Le nebbie di Avalon è più per donne?

      Spiderwick è stato carino. La Divina commedia devo ancora leggerla.

      • Eva
        29 settembre 2014 alle 11:44 Rispondi

        Le nebbie di Avalon è un po’ il punto di vista femminile della leggenda di re Artù. Tutto ruota attorno ai personaggi femminili ed è molto forte la componente passionale ed empatica.
        Sicuramente sarà piaciuto anche a molti uomini.
        Mi saprai dire…
        Però la questione libri per donne e libri per uomini un po’ m’incuriosisce. Naturalmente non si tratta di limiti così netti e proprio per questo interessanti.

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