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Quanto spesso scrivere in un blog?

Quanto spesso scrivere in un blog

Una domanda frequente è sulla quantità di post da pubblicare in un blog: uno al giorno? Uno o due a settimana? Qual è il numero preciso? Esiste, poi, un numero preciso di articoli da pubblicare periodicamente nel blog?

Rispondo a queste domande con una serie di analisi e considerazioni.

Pianificazione dei contenuti e calendario editoriale

Quando si decide di aprire un blog è importante creare prima un progetto: stabilire cioè di cosa scrivere, suddividere il blog in argomenti da trattare. La pianificazione dei contenuti permette al blogger di sapere cosa scrivere e come scriverlo: non serve solo un progetto per il blog ma anche un progetto per i testi da scrivere.

Da questa analisi si passa a creare un calendario editoriale che permette al blogger di tenere sotto controllo la programmazione dei post da pubblicare. Nella mia serie di articoli sulla scrittura dei contenuti sono illustrati i vari passaggi da compiere per riuscire a scrivere i testi per il proprio sito o blog.

Periodicità, frequenza, validità

I contenuti di un blog hanno bisogno di tre fondamentali caratteristiche: la periodicità con cui pubblicare, la frequenza di pubblicazione e la validità dei contenuti pubblicati.

  1. Periodicità: indica la pubblicazione di post a intervalli regolari. Non è rappresentata da un numero, poiché può esprimersi in un post al giorno o in uno al mese. È la regolarità dell’intervallo che conta. Il lettore sa che il blog pubblica in quei dati giorni, come sa che la sua rivista preferita esce il 15 di ogni mese.
  2. Frequenza: indica il numero di volte in cui il blog pubblica nell’unità di tempo. È rappresentata da un numero, poiché si esprime in un post al giorno, in due a settimana e così via. È il numero di intervalli che conta: in un blog che pubblica quotidianamente non c’è soluzione di continuità. Il lettore sa quante volte in un certo periodo di tempo potrà leggere nuovi post nel blog, come sa che la sua rivista preferita esce una volta al mese.
  3. Validità: indica il valore dei contenuti e si esprime nella qualità e nella quantità delle informazioni. Non ci sono numeri per esprimerla, se non quelli dati dai commenti positivi dei lettori e dall’eventuale numero di lettori aggiuntivi che si otterrà.

Content is king

Frase iperconosciuta: il contenuto è re. Re del sito, unico sovrano che regna sul blog. Qualcuno sostiene che questa frase non sia propriamente corretta, perché in fondo è generica: non è detto che tutti i contenuti pubblicati siano validi. Chi l’ha scritta sottintendeva però la qualità dei contenuti.

Un blog si regge su questo: sui contenuti. Come ogni sito del resto. Non c’è altro che caratterizzi un blog o un sito: come non c’è altro che caratterizzi il web. Sono i contenuti a fare il web e il web esiste grazie ai contenuti. Sta al blogger pubblicarne di valore.

Google ha fame di contenuti

Il più grande motore di ricerca vive grazie ai contenuti. Non possiamo, anzi, chiamarlo più motore di ricerca, perché da tempo è una grandissima azienda che vive grazie a ciò che scriviamo. Google premia chi produce contenuti. Contenuti di valore, ovviamente.

Ma questo non è sempre vero, perché purtroppo, nonostante i suoi ingegneri, Google è un motore di ricerca imperfetto: ancora oggi, nel 2013, possiamo trovare in prima pagina siti che non offrono granché, ma che sono presenti in alto grazie ad altri fattori. Ma qui rischio di andare fuori argomento.

Non pensate di emergere col vostro blog pubblicando solo quando vi pare. Questa è la prima regola che dovete tenere a mente.

3 tipologie di blog: quanto scrivere in ognuna?

Dopo aver detto tutto questo, passo a fare una breve analisi sulle 3 tipologie di blog che possiamo riscontrare: il blog amatoriale, quello aziendale e quello dei professionisti. Quanto spesso dovranno pubblicare?

Blog amatoriale

Amatoriale non significa di scarsa qualità, come qualcuno è portato a credere. Amatoriale significa non commerciale, non lavorativo. Si tratta quindi di blog tenuti su argomenti che appassionano. Il mio blog su Edgar Allan Poe è amatoriale. Anche Penna blu lo è.

Quanto spesso deve pubblicare un blog amatoriale? In questo caso è importante soltanto la periodicità: ma questa è una caratteristica che deve avere qualsiasi sito e blog. Stabilire una periodicità fissa per le pubblicazioni.

In un blog amatoriale contano anche e soprattutto gli obiettivi del blogger: se il blog è aperto come un diario personale, anche se pubblico, se è soltanto la classica valvola di sfogo, allora conta soltanto lo stato d’animo del blogger, che magari non è interessato ad avere lettori.

Se invece il blogger vuole avere un seguito, allora pianificare i contenuti in modo professionale ed efficace diventa la sua prima preoccupazione.

Blog aziendale

Il blog d’azienda ha scopi precisi:

  • valorizzare l’azienda stessa e i prodotti che vende;
  • migliorare e aumentare la sua presenza online;
  • instaurare un dialogo aperto coi propri clienti;
  • conoscere meglio le esigenze dei clienti per offrire prodotti mirati;
  • ottenere maggiori consensi;
  • avere un canale economico per pubblicizzarsi.

In questo caso periodicità, frequenza e validità sono da considerare sempre. E a queste tre caratteristiche va aggiunta anche la differenziazione dei contenuti. L’azienda deve mostrarsi partecipe, promuoversi, interagire coi clienti.

Blog di liberi professionisti

Il blog per un libero professionista serve per:

  • migliorare la propria autorevolezza nel suo campo;
  • costruire una reputazione online;
  • ottenere clienti;
  • diffondere la propria immagine;
  • posizionarsi sui motori di ricerca.

Anche per lui periodicità, frequenza e validità sono caratteristiche da dare al proprio blog. Il blog è per lui come un ufficio, uno studio, un luogo di lavoro quindi.

Conclusione

Quanto spesso scrivere in un blog? Tenendo conto di quanto detto, dipende dagli obiettivi del blog, dalla sua tipologia, ma anche dalla forza della sua nicchia: quanto è presente online il suo argomento? Quanti ne parlano? Valutare questi parametri significa capire se è sufficiente scrivere ogni tanto oppure ogni giorno.

Quanto spesso scrivete nel vostro blog?

Pubblicate ogni giorno nei vostri blog? Oppure avete una frequenza minore? E a cosa sono dovute le vostre scelte?

18 Commenti

  1. Cristiana Tumedei
    12 febbraio 2013 alle 09:45 Rispondi

    Io ho optato per una frequenza di pubblicazione giornaliera, perché intendevo sviluppare delle rubriche fisse che mi consentissero di seguire un percorso strutturato sulla base delle principali tematiche del blog. Non saprei dirti se esiste una frequenza ideale, anzi sono convinta che ogni blogger dovrebbe scegliere autonomamente considerando tre aspetti fondamentali: il progetto che intende costruire, il lettore a cui si rivolge e le sue disponibilità in funzione del tempo e dell’impegno che può dedicare al blog. Anche se l’obiettivo centrale, a mio avviso, dovrebbe essere quello di creare sempre contenuti di qualità. Cosa tutt’altro che semplice! :)

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2013 alle 09:50 Rispondi

      Secondo me dipende anche dalla tipologia di blog. Nel tuo caso penso che sia giusto pubblicare ogni giorno: da un copywriter ci si aspetta che scriva spesso.

  2. Kinsy
    12 febbraio 2013 alle 11:43 Rispondi

    “Non pensate di emergere col vostro blog pubblicando solo quando vi pare. Questa è la prima regola che dovete tenere a mente.”
    Ecco: ho sbagliato sin dall’inizio!
    Farò tesoro dei tuoi consigli, come sempre!

  3. Annaluisa
    12 febbraio 2013 alle 11:50 Rispondi

    Articolo molto interessante, che sicuramente tornerò a leggere ancora perchè mi ha dato modo di riflettere riguardo la frequenza di pubblicazione; al momento non sono costante: il mio è un blog di scrittura però è “triste” per me ammettere che ci sono momenti in cui non so bene cosa scrivere. Credo che una programmazione dei contenuti possa aiutarmi a sviluppare meglio la mia esperienza sul blog e pubblicare in maniera più regolare.

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2013 alle 12:27 Rispondi

      Sì, devi pianificare i tuoi contenuti: ho scritto una serie di post su questo tema e che a breve aggiungo nella pagina Scrivere per il web.

      • Annaluisa
        12 febbraio 2013 alle 14:56 Rispondi

        grazie Daniele; immaginavo fosse così e me ne dai conferma. Il tuo sito è ricco di informazioni e risorse per migliorare sempre più e cercherò di “approfittarne” il più possibile :)

  4. Valentino Gagliardi
    12 febbraio 2013 alle 12:06 Rispondi

    Ciao a tutti.
    Vi racconto la mia.
    Nel blog della mia attività ho deciso di scegliere un taglio di alta qualità. In precedenza cercavo di mantenere una frequenza di pubblicazione quasi quotidiana ma mi sono reso conto presto che i post erano troppo vuoti. Non solo, è un settore in cui non è facile trovare tutti i giorni argomenti originali perchè alcuni temi sono triti e ritriti. Perciò ho scelto la strada più in salita condensando gli argomenti in uscite settimanali, un post il martedì ed un post il giovedì ma ognuno di essi è di almeno 2mila parole, quando non ce la faccio 1500. Dopo questa virata ho avuto un incremento di visite di circa il 30%, il contenuto è apprezzato,più condiviso e molto corposo. Per tutti gli altri spunti che mi saltano in mente durante la giornata, tra un cliente e l’altro uso i contenuti più brevi per ingrandire la Faq o per un tweet.
    Il consiglio che mi sento di dare è quello di non postare per inerzia o solo perchè ci si è imposti un calendario. Nel senso, ad esempio tutti bloggano sul marketing e se vuoi fare un post al giorno non riuscirai a fare oltre le 6/700 parole senza andare in riserva. Invece se condensi l’argomento e fai 2/3 uscite settimanali “come si deve” la musica cambia.
    Ciao :-)

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2013 alle 12:34 Rispondi

      2000 parole ogni tanto vanno bene, ma ogni post di quella lunghezza è duro da scrivere e da leggere.

  5. Carlos Gabriel Hasbun Comandari
    12 febbraio 2013 alle 14:50 Rispondi

    Io pubblico quando trovo tempo. Sicuramente provo a pubblicare almeno una volta alla settimana.

    • Daniele Imperi
      12 febbraio 2013 alle 15:01 Rispondi

      Ciao Carlos,
      la periodicità resta comunque un fattore importante nel blog.

  6. Arianna Maria Teresa Musso
    12 febbraio 2013 alle 16:52 Rispondi

    grazie, l’avevo intuito ma devo capire ancora tante cose. grazie per i consigli

  7. KINGO
    13 febbraio 2013 alle 10:08 Rispondi

    Personalmente trovo che i fattori determinanti per il successo di un blog siano la frequenza con cui vengono sfornate le novità e, soprattutto, la rapidità nel rispondere ai commenti. Se lascio un commento e ottengo risposta dopo due giorni, capisco subito che il blog non è molto attivo, e istintivamente dubito anche che sia aggiornato.

    Quando hanno cominciato, Beppe Grillo e Casaleggio stavano tutto il giorno davanti al pc per rispondere alla gente. Ormai non scrivono praticamente più, perché i visitatori sono così tanti che se la cantano e se la suonano da soli.

    Infine, vorrei far notare che non esistono i post di qualità e quelli scadenti; ciò che è interessante e originale per qualcuno può essere noioso e ripetitivo per qualcun altro. Anche mettersi a contare le parole è ridicolo, la poesia insegna che Mi illumino d’immenso non è di minor valore de La cavallina storna, e lo stesso vale per la prosa, per la saggistica e per la scrittura sul web.

    • Daniele Imperi
      13 febbraio 2013 alle 10:41 Rispondi

      D’accordo su parecchi punti. Eccetto per i commenti: può capitare che il blogger stia male e quindi sia impossibilitato a rispondere subito, com’è successo a me la settimana scorsa, oppure che stia in vacanza, quindi ai commenti risponde dopo giorni.

    • Valentino Gagliardi
      13 febbraio 2013 alle 12:14 Rispondi

      Ciao Kingo
      non sono d’accordo con la questione del numero di parole. Ti spiego perchè. Non è ridicolo contarle. Come giustamente sottolineava Daniele ci sono delle distinzioni da fare. C’è il blogger per passione, c’è il blogger amatoriale e c’è il blogger aziendale. Io sono un libero professionista e ricado più o meno nella terza categoria: uso l’inbound marketing per calamitare traffico e visite sul mio sito. Sottolineo che il 50% per cento di quello che scrivo contiene la passione per il mio lavoro, lo spirito di condivisione con le altre persone a cui si rivolgono i miei argomenti. L’altro 50% contiene l’intenzione di attirare potenziali clienti. Mi sembra una cosa non così ridicola o scandalosa. In questa ottica il numero di parole e la profondità dell’argomento che espongo in un post sul blog possono contribuire ad aumentare l’autorevolezza e la potenzialità di un articolo. Ma attenzione, non scrivo 2000 parole vuote e prive di senso, ma 2000 parole su un argomento che le merita e che potrebbe anche contenerne di più. Quindi non è una cosa meccanica o costruita ad arte. Solo questo.
      Salutoni. V.

  8. Romina Tamerici
    1 marzo 2013 alle 23:22 Rispondi

    Sono partita con un post ogni 5 giorni minimo e ora sono a un post ogni 3 giorni minimo (poi sono spesso di più).
    Scrivere tutti i giorni mi piacerebbe, ma non credo potrei gestire al meglio la situazione.

    • Daniele Imperi
      2 marzo 2013 alle 08:52 Rispondi

      L’importante è una cadenza fissa. Poi se si aumenta, mantenendo la qualità e l’utilità dei post, tanto meglio.

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