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Possiamo migliorare come scrittori?

Possiamo migliorare come scrittori?

In questo post voglio parlare di scrittura in modo diverso. Non sarà una guida su come scrivere meglio, su come riuscire a finire il proprio romanzo. Migliorare come scrittori voglio che significhi migliorare come scrittori e persone.

Perché chi scrive ha qualcosa di diverso dagli altri, non trovate? È in fondo un artista, è qualcuno che ha una dote – ho scritto proprio così: dote – che qualcun altro non ha. Chi scrive si distingue, ma può distinguersi meglio.

Scrivere il non scritto

Leggiamo più degli altri, forse, ma di sicuro leggiamo meglio. È davvero necessario scrivere ancora storie che abbiamo letto decine di volte, storie scritte da tanti altri scrittori? In cosa possiamo differenziarci dagli autori che hanno pubblicato fino a oggi?

Portiamo avanti sempre gli stessi generi letterari, mai qualcuno che esca dagli schemi e proponga qualcosa di differente. Non dico di inventare un genere nuovo – io per primo aborrisco le etichette e la categorizzazione della narrativa – ma scrivere storie che sia difficile inserire in un preciso genere narrativo sì, si può fare, secondo me.

La mia impressione è che ogni genere letterario sia costituito da una sorta di formula. C’è un format preciso, ci sono dei canoni da rispettare, altrimenti si deraglia dal genere. Ma può la narrativa essere costretta e ingabbiata da regole?

Per decenni sono state proposte ai lettori le stesse opere. Forse sono proprio TV e cinema a spingere gli scrittori verso questo appiattimento della creatività. E i fumetti non sono da meno, tanto che ho smesso di leggerli. Un tempo era il cinema, anzi, a copiare dal fumetto, ora avviene il contrario.

Ultimamente ho scoperto uno scrittore che si discosta da questi canoni. Parlo di David Mitchell. Di lui ho letto Cloud Atlas e Nove gradi di libertà – in qualche modo collegato al primo – e devo dire che sono romanzi non ascrivibili a un genere. Il genere, anzi, è il romanzo.

Pubblicare opere gratuitamente

A me piacerebbe vivere nel mondo utopistico che ho nella mia mente, in cui la cultura è un bene gratuito. Certo, un minimo di gratificazione economica fa comodo, ma se dovessi davvero ritrovarmi pubblicato da un editore, anche grosso, non smetterei di rilasciare altre opere gratis.

Provate a entrare nel sito del vostro scrittore preferito, e parlo di un autore famoso, e trovare l’annuncio di un suo ebook gratuito per i suoi lettori. I salti di gioia si sprecano. Quanto guadagnerà quello scrittore quel giorno? Ve lo dico io: guadagnerà più che nell’ultimo anno della sua carriera. Guadagnerà qualcosa che non si può tradurre in moneta sonante.

Scrivere per il no profit

Ci sono tanti modi per fare beneficenza, specialmente se non si hanno soldi a disposizione. Fra i tanti, per esempio, si può scrivere per beneficenza. Si può collaborare con siti di onlus e scrivere articoli per loro. Così come si possono mettere in vendita propri ebook ed evolvere il ricavato a favore di un’associazione.

A questo punto vi illustro la mia idea. È venuta mentre scrivevo il post, quindi è rozza e da definire. Potremmo indire una sorta di concorso per racconti, su un tema preciso da stabilire, scegliere i migliori – non so come – e sottoporre i selezionati a un editor per creare un ebook da mettere in vendita a favore di una onlus.

Idea abbozzata, già attuata tempo fa da Paolo Franchini per A.I.S.EA Onlus.

Diffondere la cultura

Siamo scrittori, siamo persone di cultura. Abbiamo il dovere di diffonderla. Come? Scrivendo: l’unica cosa che sappiamo fare. Scriviamo di libri, scriviamo di eventi culturali. Condividiamo cultura attraverso i social media e ogni canale a disposizione.

C’è una bella sfida che mi viene in mente. Viaggiando coi mezzi pubblici vedo la gente appiccicata ai cellulari, come drogata di videogiochi e socializzazione virtuale. Vedo solo una persona con lo sguardo fisso su parole narrate e non su status e aggiornamenti dell’ultimo nanosecondo.

Quella persona deve moltiplicarsi. Non possiamo lasciarla isolata o scomparirà e sarà l’estinzione. Credo abbiate capito cosa intendo, altrimenti non c’è speranza.

Collaborare con scrittori ed editori

Siamo sulla stessa barca, quella della letteratura e della cultura. La collaborazione deve esserci. Guardatevi in giro e individuate chi la pensa come voi e proponete progetti culturali. Diversificate ciò che altri hanno fatto prima di voi, create cultura là dove manca, aumentate il numero di lettori e, soprattutto, diminuite quello degli ignoranti.

Potete migliorare come scrittori?

Secondo me sì, me compreso, ovviamente. Che idee vi vengono in mente per migliorarvi e per lasciare un segno nella vita degli altri?

17 Commenti

  1. Salvatore
    28 ottobre 2013 alle 10:26 Rispondi

    Ogni scrittore è un individuo diverso da ogni altro, anche se scrive all’interno dei canoni di un genere. Che poi in giro ci sia anche spazzatura è un’altro discorso. La differenza passa tra “l’essere” uno scrittore e “voler essere” uno scrittore. Cosa ben diversa. Vale un po’ per tutto. Per il progetto: assolutamente si! E’ una bellissima iniziativa – e già da un po’ stavo pensando la stessa cosa a dirti la verità – che trova in pieno la mia disponibilità. Se poi lo si fa per un’associazione, magari per i bambini o cose simili, meglio! Quindi fai un fischio, decidi il tema, poni un termine cronologico per la consegna (senza il quale non si combina nulla) e iniziamo!!! Natale si avvicina… :)

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2013 alle 13:57 Rispondi

      Grazie, Salvatore :)
      Ma per Natale credo sia impossibile.

      • Salvatore
        28 ottobre 2013 alle 14:03 Rispondi

        Prima si inizia meglio è! Che figataaaaaaaaaaaaaa questa iniziativa!!!! Mi esalta un casino…

  2. Fabrizio Urdis
    28 ottobre 2013 alle 12:35 Rispondi

    Ciao Daniele,
    anche a me sembra un’ottima iniziativa che mi incuriosisce morbosamente :-D
    Trovo interessanti anche gli spunti di Salvatore.
    Allora aspettiamo il tuo fischio d’inizio :-)

  3. MikiMoz
    28 ottobre 2013 alle 12:48 Rispondi

    Non so, Daniele… non me lo sono mai chiesto, forse perché non ho chissà quale tipo di pretesa, nemmeno penso di essere un tipo “culturale”. Lo sai, sono un cazzaro, punto e basta :)

    Moz-

  4. Attilio nania
    28 ottobre 2013 alle 12:51 Rispondi

    In questo post hai detto delle cose tanto importanti che prima di commentarle devo rifletterci a lungo.
    Solo su una cosa posso esprimermi subito: come ti ho gia’ detto altre volte, bisogna fare estrema attenzione alla gratuita’, perche’ in Italia cio’ che e’ gratis non viene apprezzato. Invece devolvere soldi a favore di un’associazione e’ senza dubbio ammirevole, a patto che l’associazione non l’abbia fondata tuo cuggino, ovviamente.

    • Daniele Imperi
      28 ottobre 2013 alle 17:28 Rispondi

      Mi avevi detto della tua idea sulla gratuità e magari vedo se posso ragionarci su e scriverci un post.

  5. franco zoccheddu
    28 ottobre 2013 alle 16:37 Rispondi

    Mi piacerebbe leggere a voce alta un romanzo, registrarmi e donare il lavoro a chi vorrebbe leggere ma non può.

  6. Giuliana
    28 ottobre 2013 alle 20:31 Rispondi

    Io ci sono ;)

  7. Tenar
    29 ottobre 2013 alle 15:06 Rispondi

    Mi sembra un’ottima idea. Ci sono anch’io (tempi e impegni permettendo).

  8. franco zoccheddu
    29 ottobre 2013 alle 17:15 Rispondi

    Gentili Giuliana e Tenar, vi riferite alla mia idea o al post di Daniele? Scusate, purtroppo non l’ho capito.

  9. franco zoccheddu
    29 ottobre 2013 alle 17:22 Rispondi

    Okay, vi riferivate a Daniele.

    • Giuliana
      29 ottobre 2013 alle 21:55 Rispondi

      Sì, Franco, mi riferivo alla proposta di Daniele :)

  10. franco zoccheddu
    29 ottobre 2013 alle 17:47 Rispondi

    Ci sono anch’io, è un po’ che non scrivo racconti ma sdi recupera in fretta.

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