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Ha senso creare la pagina Facebook di un libro?

Pagina Facebook

A quanti scrittori è venuto in mente, appena uscito il loro romanzo, di creare una pagina su Facebook? Iniziamo a dire che adesso si chiamano soltanto “Pagine Facebook” e i fan sono stati trasformati in “Persone a cui piace”. Nel mio articolo sui sette modi per promuovere un libro su Facebook la consigliavo, ma eravamo nel dicembre 2012. Da allora sono cambiate molte cose su quel social.

Io non sono più iscritto da due anni e non intendo ritornare in un social che non fa per me, che ho trovato sempre ipocrita fino ai limiti dellʼassurdo, dove ho sempre perso tempo e mai guadagnato nulla (non parlo di soldi).

Però ogni tanto leggo le ultime novità di casa Zuckerberg e mi convinco sempre più di quanto sia difficile, oggi – e forse anche infruttuoso –, per una piccola azienda investire tempo e denaro su Facebook.

Allora mi sono chiesto: quanto potrà essere utile creare e gestire la pagina Facebook di un romanzo per un autore emergente?

Perché e quando creare una pagina Facebook del libro

Facebook viene visto spesso come la cura di tutti i mali: ho un prodotto da vendere, un servizio da offrire e creo la pagina. Giusto? No, sbagliato. Ma vedremo più avanti perché.

Una pagina Facebook è una pagina che raccoglie appassionati di un certo argomento. Ora, parliamoci chiaro: se la casa editrice della Rowling pubblicasse la pagina della saga di Harry Potter, avrebbe senso, eccome, vi pare?

Io però ho cercato tanto, ma questa pagina Facebook ufficiale dei libri di Harry Potter non lʼho trovata. Cʼè quella ufficiale dei film, che conta quasi 72 milioni di “fan”: ma non fatevi spaventare dal numero, perché, sempre più avanti, vedremo quanto sia poco significativo.

Cosa vogliono gli utenti di Facebook

Prima di creare la vostra bella pagina del romanzo appena uscito per non-so-quale-editore o pubblicato in self-publishing, dovete chiedervi – e dare una risposta concreta – che cosa cercano le persone su Facebook.

La vostra pagina avrebbe un unico scopo, ammettiamolo senza problemi: farvi vendere più copie del libro. Come? Semplice: create la pagina, pubblicate qualcosa, la gente condivide, il titolo del vostro romanzo gironzola un poʼ per Facebook e lʼindomani tutti in libreria a comprarlo.

Ma questʼidillio esiste soltanto nei sogni, perché nella realtà la vostra pagina sarà soltanto un fallimento totale.

Che cosa vogliono gli utenti di Facebook?

Cazzeggio.

È inutile girarti intorno. Vi invito a leggere il post “Facebook, il meno utile per il Personal Branding” di Riccardo Scandellari, in cui evidenzia qualcosa che avevo iniziato a capire da tempo, quando ero iscritto: i miei contatti condividevano al 99% contenuti di svago e divertimento. La massa condivide quello. La massa vuole quello.

Un romanzo è svago, ok, ma non quel tipo di svago che la gente ama su Facebook. Se il vostro romanzo parla della morte di un bambino per tumore, cosa diavolo mai potrete condividere di divertente e svagante?

È emerso anche un altro fatto – molto condivisibile, secondo me: le persone su Facebook mostrano di gradire di più gli aggiornamenti di stato di altre persone, piuttosto che la solita promozione delle aziende. È strano, questo? No, sono persone che parlano alle persone, come avviene nella realtà.

Una pagina è invece asettica, non ha il volto di una persona – a meno che non sia la pagina dello scrittore, distinta dal profilo privato – altrimenti è solo il titolo di un libro che pretende di parlare alle persone. A me tutto questo sembra fuori dal mondo, io non voglio parlare con un libro.

Come arrivano le pagine Facebook alle persone?

E adesso arriva il problema. Ma quello serio. Perché Facebook ha cambiato le carte in tavola e ha fatto bene, che siamo dʼaccordo o meno: Zuckerberg sta a casa sua e fa come gli pare.

Cerchiamo di essere meno tecnici possibile. Per arrivare alle persone ci sono due vie dentro Facebook:

  1. ricevere gli aggiornamenti nella home page, ossia nel “news feed”
  2. cercare una pagina nel motore di ricerca interno

Nellʼagosto 2013 è stato aggiornato lʼalgoritmo che decide “quali storie” debbano comparire per prime e essere trovate prima di altre su Facebook. Questo aggiornamento ha tenuto conto di una serie di “segnali” lanciati dalle persone iscritte, ossia:

  • quanto spesso interagite con un amico, una pagina o un personaggio pubblico
  • il numero di “mi piace”, condivisioni e commenti che riceve un post da tutto Facebook in generale e dai vostri amici in particolare
  • quanto spesso avete interagito con quel tipo di post in passato
  • se voi o altre persone state o meno nascondendo o segnalando un certo post

Capite ora che il rischio di creare una pagina Facebook del romanzo appena uscito e non farla arrivare a nessuno è molto alto.

Voi dite: sì, ma io nella mia pagina ho già 100 persone. Certo, vi rispondo, ma a quante di quelle 100 persone arriveranno i vostri aggiornamenti nel loro news feed?

È possibile che non arrivino proprio a nessuna delle 100 se:

  • non hanno mai interagito con la vostra pagina
  • non hanno mai condiviso né commentato un post della vostra pagina
  • non hanno mai interagito in passato con quel tipo di post
  • hanno nascosto quel genere di post

Una persona iscritta alla pagina vale zero assoluto se non porta valore a quella pagina.

Le pagine Facebook e il grado di coinvolgimento

Prima avevo accennato al numero di persone “fan” – continuiamo a chiamarle così, ché è più immediato – e avevo detto che quel numero non ha una così grande importanza. Prendiamo come esempio la pagina Facebook ufficiale del film di Harry Potter, che conta sui 72 milioni di persone.

Un post pubblicato ha ricevuto quasi 200 mila “mi piace” (il 27% circa delle persone), quasi 3500 condivisioni (quindi lo 0,0048%) e 1352 commenti (quindi lo 0,0019%).

La percentuale è molto bassa. Un “mi piace” non significa nulla, ma commenti e condivisioni sono invece un coinvolgimento diretto e soprattutto di valore, ma un coinvolgimento pari in totale allo 0,0067% delle persone.

Vogliamo ancora parlare della pagina Facebook del romanzo che raggiunge “ben” 100 fan? Quante persone riesce a coinvolgere un post? Circa i 7 millesimi di una persona, quindi unʼunghia o poco più.

Come gestire una pagina Facebook

Crearla richiede 5 minuti, forse anche meno, ma gestirla richiede tante competenze, tempo e pazienza. Potete anche avere tempo e pazienza, ma di sicuro a molti scrittori – anzi, a tutti, secondo me – mancano le competenze.

Per gestire una pagina Facebook occorre creare un piano editoriale – sì, proprio come in un blog – e un calendario editoriale di contenuti. Chi è in grado di farlo? Io no, né ho soldi da investirci, ecco perché non ci saranno pagine sui miei libri – ma sarebbe impossibile, ora, non essendo più su Facebook e non avendo ancora miei libri pubblicati.

State ancora scalpitando per creare la pagina Facebook del vostro ultimo romanzo?

63 Commenti

  1. Serena
    7 luglio 2015 alle 07:46 Rispondi

    …no. Sapevo già che in termini di branding e vendite i social vengono molto, molto dopo il blog. E io non ho proprio tempo. Però il laboratorio ha la sua pagina e credo che quella un po’ di valore aggiunto lo dia. Che ne pensi?

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:42 Rispondi

      La pagina del laboratorio ha più senso, perché di sicuro può attirare più persone interessate.

  2. Marco
    7 luglio 2015 alle 08:07 Rispondi

    L’ho sempre pensato. Forse Facebook si presta di più a un certo tipo di narrativa, ma nella maggioranza dei casi non serve. Le reti sociali possono aiutare ad avvicinarsi a potenziali lettori, ma solo il blog può (forse) fare opera di “proselitismo”. Il resto rischia solo di far perdere tempo ed energie, che bisogna invece dedicare proprio al blog (e alla scrittura di storie).

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:43 Rispondi

      Quello che penso io: Facebook non serve :D

      • Luisa
        9 ottobre 2016 alle 00:17 Rispondi

        Girovagando ho trovato questo post, ho esempi vicino che con fb hanno realizzato molta visibilità, è anche vero che dedicano molto tempo a questo mezzo di comunicazione impegno che non può fare una sola persona

  3. Grilloz
    7 luglio 2015 alle 08:09 Rispondi

    Più o meno, naturalmente non bisogna aspettarsi miracoli, ma una pagina facebook può essere una buona porta di ingresso al proprio sito.
    Il sito di cui mi occupo riceve più della metà delle visite proprio dalla pagina facebook, il tutto grazie a un plugin che condivide automaticamente ogni nuovo post.
    Parlo di poche visite per ora, ma comunque sempre qualcosa, diciamo un’opportunità in più.
    Dove invece mi trovo in difficolta è sulla parte SEO, dovrei studiare di più, trovando il tempo.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:44 Rispondi

      La pagina FB del sito sì, ma non del libro. Sono 2 cose diverse.
      Il problema comunque resta lo stesso: condividere in automatico non serve a nulla, non porta a nessun beneficio.

      • Grilloz
        8 luglio 2015 alle 08:00 Rispondi

        Beh, il plugin riduce il lavoro richiesto a chi inserisce i contenuti (non sono io) e gli evita grattacapi tecnici.
        Facebook potenzialmente potrebbe essere un ottimo strumento di marketing, tenendo presente il suo enorme numero di utenti e il suo immenso database di preferenze, in teoria potrebbe permettere di individuare il target di utenti su cui puntare, in modo da non spargere a pioggia. Però i meccanismi restano oscuri. Da autodidatta sto cercando di leggere qualcosa qua e la e non escludo prima o poi di tentare qualche esperimento. Purtroppo il tempo è tiranno e la mia formazione non ha niente a che vedere col marketing sociale :P

        • Daniele Imperi
          8 luglio 2015 alle 08:12 Rispondi

          Il plugin riduce il tempo, certo, ma le condivisione automatiche non portano a nulla. Non creano coinvolgimento nei fan. Credo che su FB stia diventando sempre più difficile ottenere risultati, a meno di non spendere soldi.

          • Grilloz
            8 luglio 2015 alle 08:36

            Sì, lo credo anch’io, bisognerebbe valutare quanto ne possa valere la pena, che ritorno si può avere per ogni euro speso, ma con le scarne informazioni che fornisce facebook e con la difficolta di monitorare gli effetti diretti la valutazione è difficile. Con un libro edito da una casa editrice tradizionale è difficile verificare un eventuale incremento delle vendite correlabile ad una certa campagna. Forse con un autopubblicato dove sì potrebbe individuare un eventuale incremento delle vendite in concomitanza con una certa campagna e provare atrarre delle conclusioni. Chissà se qualcuno ha provato?

  4. Banshee Miller
    7 luglio 2015 alle 08:38 Rispondi

    Ho sempre avuto questi sospetti. Ora sono certezze. Forse la pagina Facebook può aumentare la visibilità, poco, di qualcosa che è già, molto, visibile. Altrimenti non credo. Ho rischiato anch’io d’essere abbindolato, perché all’inizio tutti questi mezzi, per come vengono presentati, sembrano fabbriche di miracoli.
    Facebook non è nemmeno come una di quelle bacheche che si vedono negli ospedali, nelle scuole, dove vengono appiccicati annunci di tutti i tipi e alla molta gente che passa può cadere l’occhio. No, perché Facebook ha assunto, forse giustamente, un aspetto molto personale, tra gruppi, pagine e profili, per cui se non fai parte di qualche comunità i tuoi post vanno persi. In poche parole solo chi ti conosce già, ti dà retta.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:46 Rispondi

      All’inizio anche io avevo creato la pagina FB di ogni mio sito, ma a parte qualche rara visita non ho ottenuto nulla, proprio per i motivi illustrati nel post.

  5. azzurropillin
    7 luglio 2015 alle 08:59 Rispondi

    per fare pubblicità su FB bisogna che questa rimandi a una pagina FB. (per capirci, se voglio pubblicizzare su FB il mio libro autopubblicato non posso mettere il link di amazon, ma devo per forza mettere il link di una pagina FB). penso che molte pagine di romanzi (sopratutto autopubblicati) nascano da questa necessità.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:47 Rispondi

      Non conoscevo questa regola. Alla fine non fai che disperdere lettori, in questo modo.

  6. Cristina
    7 luglio 2015 alle 09:02 Rispondi

    Non ho mai pensato di aprire la pagina FB di un mio romanzo in quanto ritengo questo social poco flessibile e caotico. Non si riesce mai a rintracciare quello che serve, è come un minestrone con troppi ingredienti. Ho aperto la pagina personale solo dopo molte incertezze, ed esclusivamente per dare più visibilità al blog, che è quello cui tengo veramente perché lo gestisco come voglio io. Quando pubblico un post, lo rilancio su FB e in effetti la cosa ha aumentato i miei contatti.

    Considero FB come una grande piazza virtuale dove si gironzola, ci si incrocia, si scambiano quattro chiacchiere e punto. Come ben dici: serve al cazzeggio. Inoltre finisci per interagire con le persone con cui hai già legami di amicizia, esattamente come succede nella vita (ho letto un articolo sul Corriere Lettura qualche tempo fa che parla proprio di questo meccanismo di replica).

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:48 Rispondi

      Il problema del trovare le informazioni dipende ora dai nuovi algoritmi che hanno creato. Ma comunque credo anche io che alla fine ti relazioni bene solo con chi già conosci.

  7. Salvatore
    7 luglio 2015 alle 09:07 Rispondi

    Per un ebook auto prodotto non so, forse sì. Per un libro pubblicato tradizionalmente: ha più senso che in prima battuta venga letto dalle persone “giuste”. Ecco il perché di quelle copie omaggio…

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:50 Rispondi

      Già gli ebook autoprodotti non sono visti bene dalla massa, se ci crei una pagina FB che ottieni?

  8. Gloutchov
    7 luglio 2015 alle 09:19 Rispondi

    Se hai già un bel seguito, può avere senso. Se sei al primo romanzo, la pagina Facebook fa solo ‘cartellone’, ovvero puoi mettere un po’ ovunque (retro di copertina/cartelloni pubblicitari/pagina web dell’editore/etc) il famoso logo con scritto ‘seguici anche su FB’.

    Conosco una autrice le cui pagine FB fanno molto traffico. Lei stimola i lettori a farsi fotografare con il libro, di mettere foto delle presentazioni, di vestirsi come i personaggi dei libri, etc etc. E’ molto brava in questo perché sa farsi amare dai suoi lettori e lettrici. E poi si dà parecchio da fare sul web, non solo parlando delle sue pubblicazioni, ma parlando anche di altre cose che riguardano le tematiche che solitamente affronta. E poi è pure molto attiva dal punto di vista promozionale. Ormai non la vedo più da un paio d’anni, è sempre in giro per l’Italia a fare qualcosa, o in una scuola, o a qualche happening…

    Insomma, se già ti sei fatto un bel seguito di lettori, la pagina può essere davvero utile, perché grazie alle amicizie delle amicizie, e a ciò che i lettori mettono online, si può espandere parecchio il passaparola.

    Se invece sei al primo libro… mmhhh…

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:51 Rispondi

      Quell’autrice fa quello che si dovrebbe fare sui social: stimolare gli altri. Ecco perché ottiene traffico e seguito.
      Il problema però si pone quando inizi a pubblicare svariati libri: come fai a gestire una pagina per ogni libro?

      • Gloutchov
        8 luglio 2015 alle 08:30 Rispondi

        L’errore è pubblicare i libri tutti assieme, o a breve distanza l’uno dall’altro. I ‘prodotti’ finiscono per esaurire le risorse, mettere in imbarazzo il lettore che non sa più cosa scegliere, etc etc. La mia amica pubblica con determinate scadenze decide dall’editore. I libri vivono la loro vita, dal momento in cui sono novità, al momento in cui diventano normalità, fino a quando entrano a far parte della storia letteraria dell’autrice. In questo modo ci si può dedicare anima e corpo su un testo, mentre gli altri hanno già sufficiente abbrivio per campare da soli, così che l’intervento sulle pagine dei libri più vecchi diventa meno gravoso.
        E’ ovvio, come ho premesso, che bisogna già avere un bel seguito, altrimenti è una lotta contro i mulini a vento, e conviene creare una pagina dell’autore, da cui promuovere questo o quel libro.

  9. Chiara
    7 luglio 2015 alle 09:35 Rispondi

    Io ho riciclato una vecchia fanpage non più attiva dal 2011 e le ho dato il nome del blog. Ha più di 6000 follower ma io ho molta difficoltà a gestirla con costanza, quindi mi limito a condividere i miei post. Infatti ha interazioni molto basse. Per questo motivo dubito seriamente che creerò una fan page del romanzo: sceglierò altri mezzi o, mal che vada, userò la fanpage che già ho.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:52 Rispondi

      La fan page del blog ha senso, ma come vedi va gestita per bene, altrimenti non serve a nulla.

  10. LiveALive
    7 luglio 2015 alle 09:35 Rispondi

    Però devi considerare una cosa: la pagina per il libro in sé è abbastanza inutile (delle persone che condividono, anche di quelle che commentano “lo compro!”, quanti poi lo faranno davvero? Con tutta probabilità, nessuno), ma condividere e consigliare il libro in gruppi dedicati a scrittura e lettura potrebbe essere fruttuoso. L’algoritmo che sceglie i post da mostrare credo si riferisca alle “notizie principali”, che però io non guardo mai, perché mi mostra sembre le stesse vecchie cose, e seguo solo le “notizie recenti”, dove dovrebbe mostrarmi tutti i post pubblicati in ordine cronologico. Naturalmente io posso farlo perché ho poche interazioni, ma chi come mio papà ha più di 1000 o 2000 contatti ci si perderebbe. Inoltre neanche io, che ho 200 “amici” in tutto, riesco a controllare tutti i post dal pc, solo da cellulare, perché da mobile mi nasconde i mi piace, che da pc mi intasano la bacheca (ma dovrebbe esserci un modo per nasconderli).
    Facebook è fantastico come “esperimento sociale”, e come canale di interazione. Molta gente lo percepisce davvero come una piazza, e ci lega molte emozioni, lo considera una cosa serissima. Ed è così, perché è comunque un qualcosa che riguarda il nostro lato umano e sociale. Non si può dire qualcosa su Facebook “perché tanto è virtuale”, è come dirlo in piazza. Proprio per questo è anche un buon affresco dell’umanità, che si dimostra, oggi, improduttiva, stanca, che ha voglia di giocare e basta. In fondo, siamo così. Però esistono anche pagine ben curate, interessanti e molto utili, come quella di Alberto Angela.

    P.S.: una cosa che non c’entra niente… Dovrei rilegare un libro in casa. Qualche consiglio? Un post? XD

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:55 Rispondi

      Tutto vero quanto scrivi su FB, stessa impressione che ho avuto io quando ero iscritto.
      Non ho la più pallida idea di come rilegare un libro in casa :)

  11. Elisabetta Barbara
    7 luglio 2015 alle 10:08 Rispondi

    Buon giorno! Personalmente ho iniziato come paginista su facebook, poi si è aggiunto tumblr, e i miei pensieri scritti su entrambe i social mi hanno dato molta visibilità; infatti il coraggio di scrivere racconti, una silloge di poesie e ora un romanzo è nato principalmente dalla spinta e dall’incoraggiamento di chi mi segue. Al momento ho oscurato per manutenzione le due più grandi (circa 10.000 e 15.000 “mi piace”) e ne ho aperto una con il nome autore. Dopo 4 anni da “paginista”, la mia esperienza è che una pagina può essere utile, ma dipende dall’uso che se ne fa. Non trovo utile una pagina per ogni lavoro pubblicato, si disperdono le energie, a meno che non si abbiano numeri da best seller. Però una pagina autore ha la sua utilità, anche se non basta, purché non sia solo una vetrina con link di vendita, piuttosto un salotto in cui interagire con le persone, condividendo in generale i propri pensieri, compresi anche un “buongiorno” o una “buonanotte”, rendendo cioè fruibili i link pubblicati anche a chi direttamente non è interessato ad un acquisto, ma lasciando circolare le proprie note al fine di ampliare il bacino d’incontro. Poi è da dire che i nuovi algoritmi sono sempre più penalizzanti per le pagine non a pagamento, ma questo è un altro discorso :-)

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 13:57 Rispondi

      La pagina autore ha senso, secondo me, ma appunto non puoi gestirne una per ogni lavoro, disperdi energie e lettori anche.
      Ho letto anche io da più parti che ormai su FB se paghi hai visibilità, altrimenti niente. Un motivo in più per scoraggiarti ad aprire la pagina del libro.

  12. Roberto Gerosa
    7 luglio 2015 alle 10:51 Rispondi

    Ciao Daniele, per la prima volta non sono (ma solo in parte) con te. Mi spiego meglio. Tutto quello che dici sulle pagine Facebook è vero. Ma la cosa “perversa” è che stiamo vivendo un’epoca in cui: non sei su Facebook, non esisti. Quindi, il libro non è su Facebook, non è esiste.

    Ho creato una pagina facebook per un libro (non mio), proprio nel 2012. La pagina non ha avuto (ovviamente) un successo trainante per il libro. Ma quando incontri la gente alle presentazioni, una delle prime cose che ti chiedono è: sei su Facebook? C’è la pagina Facebook che gli lascio il “mi piace” (e poi puntualmente non lo fanno).

    La mia risposta al tuo titolo-domanda? Sì, ha senso creare una pagina Facebook per un libro. L’importante è non metterla al centro del progetto di marketing.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 14:01 Rispondi

      Ciao Roberto, io quindi, non essendo su Facebook, non esisto :D
      Alla domanda “sei su FB?”, l’autore potrebbe rispondere sì. Il lettore chiede la presenza dell’autore, non certo del libro.
      Il problema di come gestirla resta sempre, però.

  13. animadicarta
    7 luglio 2015 alle 11:46 Rispondi

    Sono giunta alle tue stesse conclusioni. Avevo creato una pagina del blog ma poi l’ho cancellata perché alla fine sembrava un doppione del profilo personale, così come mi sembra sia per molti dei miei colleghi. Dubito che mi porterebbe più lettori.
    Per quanto riguarda la pagina del proprio romanzo, quello che vedo è che all’inizio la creano tutti, per poi abbandonarla dopo poco. Per me ha un senso solo se la mantieni attiva, se continui a suscitare l’interesse del libro con post appropriati. La gente è interessata alle persone, non al prodotto. A meno che il prodotto non sia la Nutella.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 14:03 Rispondi

      Sì, ho anche io questa impressione, che venga pian piano abbandonata. L’entusiasmo di partenza si affievolisce quasi subito.
      Hai ragione col dire che devi tenerla attiva, ma a quel punto allora è meglio creare una pagina FB dell’autore e lavorare solo su quella.

  14. Kinsy
    7 luglio 2015 alle 12:38 Rispondi

    Mai pensato di dedicare un pagina fb al mio libro… non saprei che scriverci per tenerlo aggiornato. Fb lo uso in forma privata e ho colyo l’occasione per cominicare ai miei amici l’uscita del libro. Qualcuno l’ha preso, ma sono convinta che se questa notizia l’avessero appresa direttamente dalla mia voce darebbe stato lo stesso. Fb è stato solo un mezzo più veloce!

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 14:05 Rispondi

      Il problema principale è quello: che ci scrivi? La pagina FB del libro è una nicchia dentro una nicchia e quest’ultima nicchia, i libri, non gode di buona salute.
      Potevi creare un evento per l’uscita del libro :)

  15. Samantha
    7 luglio 2015 alle 14:02 Rispondi

    Ma se ti assumo per gestire il mio blog, pagina facciadilibro e altro? Grazie di scrivere cose così importanti perchè io pensavo che fosse una buona idea l pagina fb del mio romanzo. E invece scopro che è un’altra illusione.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 14:08 Rispondi

      Ti costerebbe troppo :D
      Creane una come autrice, è più utile, ma sempre se la gestisci bene.

  16. Samantha
    7 luglio 2015 alle 14:11 Rispondi

    Alla fine penso che spreco molte energie in cose frammentarie, sarebbe meglio concentrarsi su una e darci dentro. Grazie, sicuro che costi troppo? Pago in torte :D

  17. Loredana
    7 luglio 2015 alle 16:21 Rispondi

    No, di sicuro no. Cominciava a venirmi il sospetto che interagire su Facebook per un’azienda sia una parziale perdita di tempo, a meno che non ci sia un preciso calendario editoriale o piano marketing adattato al social (se esiste una cosa simile), che richiede tempo e applicazione, e spirito di coltivazione da piantagione di caffè. Io ho la Pagina Facebook del Blog, e la mia personale, e sono già un grattacapo a sufficienza…tanto più che sto lasciando perdere quella personale, perché mi sottrae tempo e valore. Per far crescere la pagina del Blog…beh, ci vuole anche una pazienza di Giove, davvero!

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 16:42 Rispondi

      E soldi, anche :)
      Due pagine sono troppe, alla fine, o fai quella del blog o quella dell’autore.

  18. Simona
    7 luglio 2015 alle 17:45 Rispondi

    Una pagina Facebook per un libro, secondo me, non ha molto senso e non vedo in che modo possa favorire le vendite. La pagina autore, invece, funziona per tenere aggiornati i fan su nuove uscite, presentazioni, lavori in corso, articoli sul blog, anteprime, libri in promozione per un certo periodo. Io seguo, per esempio, quella di Neil Gaiman che mi fornisce notizie del genere senza dover cercare in giro per il web o visitare il sito inutilmente se non ci sono novità.
    Uso raramente il mio profilo personale, lo conservo giusto per gestire la mia pagina autore che “avvisa” i miei lettori (che come tanta gente hanno sempre Facebook aperto sul cellulare) quando ci sono novità sul mio sito, dal momento che non pubblico con cadenza regolare.
    Tirando le somme, direi che in questo caso si tratta più di un “servizio” ai lettori che non un mezzo pubblicitario.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2015 alle 17:56 Rispondi

      Dovrebbe essere sempre un servizio ai lettori, visto che la gente non ama la promozione continua, specialmente poi su FB.

  19. Grazia Gironella
    7 luglio 2015 alle 22:05 Rispondi

    Sono partita da Facebook e ne sono uscita per creare il blog, pur tenendo in piedi la pagina che porta il nome del mio manuale, perciò no, non scalpito affatto! E’ stata comunque un’esperienza positiva, considerato che tuttora la maggior parte del mio traffico passa dalla pagina FB, ma anch’io non l’ho trovato un ambiente adatto. I likes non significano assolutamente nulla e il tempo che il lettore dedica ai post è ridicolo. E’ soprattutto cazzeggio, hai detto bene. Io ci faccio altro, senza pretese di risultati: post di cani da adottare, petizioni da firmare e notizie sulla situazione degli animali negli allevamenti intensivi, per esempio. E’ come buttare un sasso nello stagno. Come autrice, però, non posso considerarlo un approccio interessante.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2015 alle 08:02 Rispondi

      Il traffico del mio blog invece per almeno l’80% arriva dai motori di ricerca. Dai social è circa il 4% scarso…
      Davvero quasi tutto il traffico ti arriva da lì?

      • Grazia Gironella
        8 luglio 2015 alle 09:17 Rispondi

        E’ vero, ma secondo me è dovuto all’invisibilità del mio blog sui motori di ricerca. Secondo me qualcosa nel blog manca o è sbagliato dal punto di vista SEO. Me lo conferma il fatto che, anche rispetto a blog nati con il mio o successivamente, non ho crescita e non ricevo richieste strane o spamming. Certo può darsi che semplicemente il mio blog abbia poco successo, ma non credo che sia questo il problema. Se per caso conosci qualcuno che potrebbe dare un’occhiata al mio blog a costi accettabili, ti sarò grata se mi farai avere il suo contatto tramite mail. Non che non riesca a trovare qualcuno, ma un consiglio è utile. :)

        • Daniele Imperi
          8 luglio 2015 alle 10:06 Rispondi

          Intanto ti mando un’email e ti indico le prime cose che ho visto ;)

  20. Poli72
    8 luglio 2015 alle 02:04 Rispondi

    Guarda, io la penso diametralmente l’opposto.Facebook piu’ che lo strumento per promuovere un’ opera ,se poi addirittura e’ un’opera d’ esordio ,vale poco. Daccordo! Tuttavia come lettore se un libro mi piace ,mi diventa interessante anche l’autore.Allora voglio conoscere un po’ di piu’ su questo/a persona che mi ha dato emozioni.Dove vado a cercare qualcosa su di Lui/Lei? Le biografie ufficiali ,tipo la terza di copertina o il sito personale sanno anche i bambini dell’asilo che sono pensate e costruite artificialmente.Vorrei notizie fresche e possibilmente genuine . Cosa c’e’ di meglio di una pagina facebook.Se il tizio/a e’ astuto non mi propinera’ foto e post che trattino sempre e solo delle sue opere ,stancherebbe velocemente.Piuttosto mi fara’ vedere degli scorci di vita pubblica e/o privata di una persona normalissima alle prese con
    le avventure di tutti i giorni.L’intelligenza sta nel riuscire a dialogare con i lettori e fidelizzarli.Certo i grandi autori non lo fanno per il semplice motivo che un numero di contatti oltre le 5 o 6 mila persone diventa un problema gestionale difficile.Lo fanno invece molti scrittori alle prime armi ,e qualcuno ci riesce pure bene.L’autore che riesce a porsi sullo stesso piano di chi legge con umilta’ e disincanto verra’ senza dubbio apprezzato.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2015 alle 08:04 Rispondi

      Tu stai però parlando del profilo personale dell’autore, non della pagina Facebook del libro. Sono due cose diverse. Inoltre dipende da cosa pubblica l’autore nel suo profilo. Io lo avevo impostato in modo da non mostrare nulla se non eri fra i miei contatti, ma credo che ora non si possa più fare. Ma resta il fatto che non è detto che un autore pubblichi qualcosa della sua vita privata.

  21. ulisse di bartolomei
    8 luglio 2015 alle 13:37 Rispondi

    Salve Daniele
    non so se attenga la questione, ma ho tentato di sfruttare il facebook “gratis” e ho riscontrato delle complicazioni dovuto al fatto che, in primis, chiunque vi arriva con l’intenzione di condividersi e non di condividere le robe altrui e qui sorge il problema. Ho circa quaranta “amici”, accettati su loro richiesta (io non chiedo…) e parecchi aggiungono contenuti come se non facessero altro nella vita e quindi non li seguo, in quanto se pubblico qualcosa scompare in pochi minuti. Il problema sta che loro fanno lo stesso! Soltanto tre “mi seguono” (ma io non li seguo…) e reagiscono ai miei (rari) commenti mentre gli altri sembra che si siano appagati di avermi nel conteggio “amici”, ma non mi seguono e quindi se voglio fargli sapere qualcosa delle mie robe, devo pubblicargli in bacheca e questo non lo faccio. Sarà che avendo accettato soltanto “veri” amici attuali o del passato e i parenti, il mio campione non è statisticamente affidabile… Si aggiunge che viviamo nel cattolicesimo più “baciapile”, dove solitamente dentro tra le pieghe fastose della fede, si nascondono le montagne dell’invidia… comunque e a tuttora, nessuno di questi mi ha acquistato uno striminzito papiro… perlomeno elettronico… Da mesi ho deciso di sfruttare soltanto i motori di ricerca e di ottimizzare le sinossi. Le mie vendite vengono tutte da lì. La questione della pagina del libro o i piccoli espedienti pubblicitari sugli amici, implica pure di venire sospettati di stare su facebook soltanto per l’interesse di vendere e quindi si viene infine stereotipati come infingardi… E’ la classica esperienza dei venditori “herbalife”! Gli amici infine si defilano o cambiano strada quando ti vedono…

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2015 alle 13:46 Rispondi

      Ciao Ulisse,
      avevo riscontrato anche io quel problema: apri una fan page ed ecco che arrivano gli altri ad autopromuoversi. Ma basta rimetterli in riga o perfino bloccarli.

      Se poi su FB hai amici contati, è normale che i riscontri siano pochi o nulli.

  22. Poli72
    8 luglio 2015 alle 13:49 Rispondi

    Ovviamente la pagina dell’autore. Avrebbe senso fare una pagina dedicata ad un libro se questo ha avuto un enorme successo.Un libro e’ come un film per certi aspetti ,pubblicizzato e seguito all’uscita ,poi velocemente dimenticato dal 90% della massa che rincorre l’opera successiva.Come vita privata intendo anche una semplice foto fatta in casa o per strada intelligentemente inerenti il suo lavoro.Esempio Tizio scrive avventure marinaresche e pubblica una foto con commento di una visita ad un museo navale, di una sua esperienza da sub o altro.L’importante e’ allacciare un dialogo diretto coi potenziali lettori ed incuriosirli su cio’ che potrebbe essere il suo prossimo lavoro.

  23. Laura Tonus
    8 luglio 2015 alle 16:11 Rispondi

    sono d’accordo con te Daniele. Sembra che avere una pagina sui social ( non solo facebook ) sia ormai d’obbligo e sembra che sia la cosa che farà arrivare al successo immediato. C’è da dire anche che molti mi piace presenti sulle pagine facebook sono frutto di campagne pubblicitarie quindi sono comprati e non hanno nessun valore ( o poco ) e contano solo per fare numero…Magari hai una pagina con 5000 fan..ma con nessun commento, nessuna relazione.
    Avrebbe forse senso fare una pagina dell’autore..ma bisogna vedere caso per caso e comunque come hai detto te richiede competenze gestirla. La cosa più importante che è comunque alla base delle relazioni umane, è creare dialogo, far vedere cosa sai fare, come scrivi, creare un rapporto che da il valore aggiunto a chi ascolta. La pagina facebook è uno strumento ( che non penso comunque sia da denigrare ) ma che non è l’ancora di salvezza di nessuno.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2015 alle 16:22 Rispondi

      Vero, c’è anche chi compra i “mi piace” come pure i fan e follower. Il problema dei tanti fan è questo: fungono da specchietto per le allodole, come si dice, perché se poi nessuno interagisce, è come averne zero.
      Non è da denigrare, certo. Come hai detto, è uno strumento e quindi va usato bene e se ne hai le competenze.

  24. Giovanna
    9 luglio 2015 alle 17:42 Rispondi

    Pagina del libro forse no. Pagina dell’autore, però, forse sì.
    Anzi: sì.
    Sempre ammesso che dietro questa pagina ci sia effettivamente la voglia di interagire e qualcosa da dire, attraverso ad esempio il blog (quindi se sei uno scrittore, più che pagina del blog, pagina tua).

    Questo il mio parere.

    Ciao Daniele :)

    • Daniele Imperi
      9 luglio 2015 alle 18:16 Rispondi

      Ciao Giovanna :)
      Sì, concordo con la pagina dell’autore e non del blog, se sei uno scrittore, mi sembra più logico. Ma, come dici, devi avere voglia di creare buoni contenuti e intrattenere il pubblico, altrimenti non ci fai nulla.

  25. Ryo
    13 luglio 2015 alle 16:07 Rispondi

    Io nel tempo ho cambiato la pagina del mio libro di racconti nella pagina del blog (purtroppo Facebook non mi permette di cambiarne il nome -_- ).
    Confermo che la pagina sul libro non serve quasi a niente, ma è vero che ha un costo talmente basso che credo valga comunque la pena di farla (nonostante quello che scrivo per il mio ultimo libro non l’ho creata :-P )

    • Daniele Imperi
      13 luglio 2015 alle 16:16 Rispondi

      Un costo basso in che senso? Anche se è gratis, devi comunque crearci continuamente contenuti, altrimenti si affossa e nessuno leggerà ciò che pubblichi.

      • Ryo
        13 luglio 2015 alle 16:20 Rispondi

        Voglio dire che può essere sufficiente una pagina statica, in modo che se qualcuno che conosce il libro (quindi non per reclutare nuovi lettori) lo cerca su Facebook trova la pagina con le informazioni inserite dall’autore.

  26. Giacomo
    15 luglio 2015 alle 12:44 Rispondi

    Condivido in pieno : io non creerò mai alcuna pagina FB per i miei e-book, ma mi limito a seguire il consiglio sensato che hai dato a suo tempo su queste pagine : curare bene il blog proponendo sempre contenuti nuovi, e possibilmente, validi. In questo modo il posizionamento sui motori migliora, e con esso le vendite.
    Inoltre, facendo un ragionamento “da ignorante”, vedo che i gestori dei siti affini al mio, più autorevoli e affermati, dedicano poco e nulla al marketing su FB, per cui qualche motivo ci dev’ essere.

    • Daniele Imperi
      15 luglio 2015 alle 12:47 Rispondi

      Il motivo è che Facebook è cambiato e se vuoi ottenere risultati devi pagare. Ma conviene? Dipende dalla tua attività. Per promuovere un singolo libro di sicuro no, ci vai in perdita e alla grande.

  27. Angelo
    5 novembre 2016 alle 23:27 Rispondi

    Molto interessante l’articolo perché aiuta a guardare in faccia la realtà.
    Avrei una domanda: io non ho fatto una pagina FB del mio libro. Ho invece fatto un blog, che intendo usare per promuovere tutti i miei libri e romanzi. Poi ho creato una pagina FB che rimanda al blog. Secondo la tua esperienza ha senso questo metodo? Cioè sarebbe meglio fare un blog diverso per ogni singolo libro, o uno unico per tutte le proprie opere (che è appunto quello che è il mio progetto)?
    Grazie

    • Daniele Imperi
      6 novembre 2016 alle 09:31 Rispondi

      Ciao Angelo, benvenuto nel blog. Un blog per ogni libro non ha senso, è solo dispersione di informazioni, di tempo e di risorse. Il blog è sull’autore.

      • Angelo
        6 novembre 2016 alle 11:26 Rispondi

        Ma in questo blog. Posso parlare dei miei libri e delle mie opere? O dovrei parlare solo di me come autore?

        • Daniele Imperi
          6 novembre 2016 alle 12:26 Rispondi

          Certo, puoi parlare delle tue opere. Non solo di quelle di quelle, altrimenti diventa un blog tutto promozionale e rischi di perdere i lettori.

          • Angelo
            6 novembre 2016 alle 12:50

            Quali altri contenuti consiglieresti per attirare i lettori?

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