Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

L’organizzazione nel blogging

L'organizzazione nel blogging

Quando si gestisce un blog, l’organizzazione è tutto. Ma che significa organizzarsi? Scrivere per tempo i post? Anche, ma un blog non è fatto soltanto della mera pubblicazione di articoli. Nella gestione di un blog c’è tanto altro ancora da considerare.

Formazione: leggere altri blog

Per me la lettura, come ho scritto varie volte, è formazione. Non solo la lettura di romanzi per migliorare la scrittura creativa, non solo quella dei saggi per ampliare la mia cultura e documentarmi, ma anche la lettura degli altri blog per migliorare il mio blogging.

Leggo blog di esperti in vari settori che mi interessano: blogging, copywriting, scrittura creativa, content marketing, social media, web marketing, seo principalmente. Ma leggo anche degli stessi temi in blog di gente che non è esperta, perché trovo sempre qualcosa che potrà tornarmi utile.

Quando leggere tutti questi blog? Che poi non si tratta solo di blog, ma anche delle tantissime newsletter che mi arrivano. Per prima cosa faccio una scrematura: non posso leggere ogni giorno tutto questo materiale, altrimenti farei solo quello.

Cerco di leggere la mattina dalle 8 alle 9, poi qualcosa dopo pranzo e il resto infine la sera.

Cura dei lettori: rispondere ai commenti

È sempre stato il mio pallino, non solo quello di scrivere contenuti di qualità, ma anche di rispondere a tutti i commenti. Oggi sta prendendo piede la moda di chiudere l’area dei commenti nei blog, moda che non approvo minimamente, ma ognuno è libero di fare quel che vuole a casa sua.

Guarda caso tutti quelli che hanno disabilitato i commenti nei loro blog sono personaggi di successo, che comunque ottengono migliaia di visite giornaliere e centinaia di condivisioni. Se lo facessimo noi, dovremmo chiudere il blog.

Quando rispondere a tutti i commenti? Non ne ricevo così tanti da dover sacrificare ore di sonno, ma comunque ho deciso di dedicare a questo spazio una mezz’ora dopo pranzo per quelli del nuovo post e rispondere a tutti gli altri che arrivano appena posso. Preferisco fare così, altrimenti rischio di guardare il blog o scaricare la posta ogni mezz’ora per vedere se ci sono nuovi commenti.

L’email: la tentazione del diavolo

Sono in molti a dire che controllare di continuo l’email fa perdere tantissimo tempo e è vero. Bisognerebbe dedicare all’email soltanto alcuni segmenti del giorno, ma io ancora non ci sono riuscito. Quindi, sì, sono uno di quelli che controlla ogni mezz’ora.

La scusa delle email di lavoro è appunto una scusa: siamo essere umani, non robot, quindi se non rispondiamo all’istante, non muore nessuno. Il blogger può avere altro da fare, magari sta proprio lavorando per voi che smaniate per una risposta. O magari è in bagno (anche i blogger ci vanno), o al cinema (anche i blogger si distraggono e divertono), o a scrivere un post o a fare qualsiasi altra cosa che è libero di fare.

La ricerca delle idee: il vero motore del blog

Questa è la parte più delicata e anche dispendiosa in termini di tempo. Il calendario editoriale ha bisogno di carne fresca ogni giorno, va riempito con buone idee, idee che generino contenuti, non spazzatura come riempitivo.

Alla ricerca delle idee dedico qualche minuto ogni giorno e uso vari canali, ma principalmente il mio stesso blog. Può sembrare strano, in fondo quando si esce da un sistema, si entra in altri sistemi che possono generare idee. Molte infatti arrivano dall’esterno, dalla lettura di altri blog, di libri, dai commenti lasciati ai miei articoli.

Non ho mai stabilito un orario fisso per cercare idee. In genere osservo il calendario editoriale e vedo dove c’è qualche buco, così mi do da fare per riempire quel vuoto. Le idee però sono sempre arrivate da sole e anche nei modi più disparati. La settimana scorsa ero al supermercato in fila alla cassa, con 7 birre in mano, e ho avuto l’ispirazione per un post sul blogging. Ovviamente la birra non c’entra, ma c’entra la gastronomia.

La scrittura del post: pura manovalanza, ma di qualità

Scrivere richiede tempo, ma quanto? A me per ogni post partono dai 45 minuti minimo a due ore o più. C’è un post monumentale che sto preparando – volevo farlo uscire per Natale, ma non ci sono riuscito – che sto scrivendo da qualche mese, un pezzetto per volta. Non so, alla fine, quante ore richiederà, ma credo davvero tante, perché c’è tantissima documentazione.

La scrittura di un post richiede anche organizzazione, però. Io scrivo i post del blog nel pomeriggio, nei momenti di tranquillità. Se sono in casa nel fine settimana, allora uso anche la mattina, ma in genere è nel pomeriggio: un orario più o meno preciso, per evitare di accavallare altri lavori.

Che cosa significa, però, scrivere un post? Perché qualcuno, chi non scrive, può benissimo pensare che sia limitato alla pura scrittura dell’articolo. No, non è solo questo. Quando scrivo un post, succede anche che debba interrompere la scrittura per andare a documentarmi, a verificare qualche fonte, qualche concetto.

Il post va anche strutturato, i titoli e i sottotitoli vanno scritti in modo da risultare chiari al lettore, il post va impaginato – io non scrivo nell’editor di WordPress – e quindi il codice HTML pulito, all’articolo va affiancata un’immagine, che bisogna cercare o creare. E poi c’è la rilettura prima della pubblicazione.

Il calendario editoriale: una creatura da curare

È quel documento che ci dice se rischiamo di saltare una pubblicazione. Sì, anche questa è una funzione del calendario. Vediamo un buco in un giorno e quel buco è un campanello d’allarme, un segnale rosso che deve spingerci a trovare un contenuto da scrivere.

Mentre scrivo, ho un buco al 21 gennaio: che cosa scriverò? Per ora non ne ho proprio idea, ma il tempo, per fortuna, ancora non stringe. Ma quel buco del 21 gennaio è lì a ricordarmi che devo riempirlo. E non con del cemento a presa rapida.

Problemi casuali: come affrontarli

Il blogging porta anche a una serie di problemi. Come affrontarli? C’è stato un tempo in cui mi sarei abbandonato alla disperazione, ma pensandoci bene non serve a niente. Mi intendo di codice HTML, so creare anche temi per WordPress da zero – non responsive e senza particolari funzionalità – ma non sono un programmatore né ho competenze per risolvere problemi di server, dns, database e altre diavolerie che fanno funzionare il web e quindi anche i blog.

Io arrivo fin dove posso arrivare, per tutto il resto c’è il portafoglio. Non ho altra scelta, posso chiedere ad amici esperti, ma se non possono o non sanno come aiutarmi, devo rivolgermi a professionisti, come ho fatto.

Le alternative non sono tante: o risolvi da solo, se ne hai la competenza, o chiedi in vari forum di settore o, se ancora nessuno può risolvere, devi ingaggiare un tecnico. O, la peggiore di tutte, lasci tutto come sta.

Ma potevo restare con un tema che mi faceva saltare il server ogni giorno? No. Ho chiesto aiuto a un tecnico e ho comprato un altro tema.

Come organizzate il vostro blogging?

Quando scrivete i vostri articoli? Avete orari fissi per le varie mansioni che richiede il vostro blog? E come affrontate i problemi tecnici?

23 Commenti

  1. Marco
    5 gennaio 2015 alle 08:15 Rispondi

    Di solito scrivo di sera i post: un’ora, 2 al massimo e lo chiudo. A volte mentre ne scrivo uno, mi rendo conto che contiene in sé l’idea per un altro post, allora la faccenda si complica. Butto giù solo lo scheletro del secondo e se non riesco a terminarlo, rimando alla sera successiva. Le idee le scovo o in giro, oppure in quello che leggo o sento. Adesso ho un buco nel mio calendario editoriale il 13 febbraio, ma credo riuscirò a chiuderlo.
    Ai commenti rispondo di sera: a volte contengono degli spunti che potrebbero servirmi per il mio blog. Domande, curiosità…

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2015 alle 13:58 Rispondi

      Io la sera non riesco a creare, invece. Leggo e basta.
      Se i buchi sono ancora lontani, allora non c’è problema :)

  2. Ferruccio
    5 gennaio 2015 alle 12:01 Rispondi

    Caro mio. Un post del genere lo avrei scritto pure io. Condivido in pieno tutti i punti. Penso di essere uguale a te per quello che riguarda la visione del blogging. Credo di avere diversi vantaggi grazie alle rubriche fisse

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2015 alle 13:59 Rispondi

      Io invece ho chiuso con le rubriche fisse, mi legavano troppo. Non so se in futuro torneranno, può essere, ma per ora non se ne parla.

  3. LiveALive
    5 gennaio 2015 alle 13:19 Rispondi

    Se ho voluto un sito e non un blog è proprio per non avere un impegno fisso. Io il tempo lo trovo quando lo trovo: con lo studio non si sa mai come va, poi ho una vita che ho sempre trascurato e che devo iniziare a coltivare… I testi che faccio io, poi, sono sempre molto lunghi (ho controllato una serie di vecchi articoli che mi piacerebbe pubblicare: tutti più di 15000 parole); se dovessi avere un blog, dovrei dividerli in non so quante parti… Certo, neanche su un sito è sicuro che si leggerà così tanto! Ma è diverso.

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2015 alle 14:00 Rispondi

      Il tempo è infatti uno degli elementi fondamentali nel blogging. Ma perché non lo linki il tuo sito?
      15000 parole? Troppo per essere letto nel web, sito o blog non fa differenza, sono tantissime parole. A quel punto crea degli ebook.

  4. MikiMoz
    5 gennaio 2015 alle 14:59 Rispondi

    Ho imparato che il calendiario editoriale è davvero frose l’unica cosa che conta.
    Io non lo compilo mai al 100%, lasciando sempre spazio per qualcosa dell’ultimo minuto. Ma tutti dovrebbero avere questa agenda, perché è uno strumento utile sia per sé che per i propri lettori. Sarà che ho sempre pensato al mio blog come a un magazine o un canale televisivo, chissà.
    Le risposte ai commenti: sai bene come la penso, e proprio oggi ho toccato anche questo argomento, da me. E’ brutto non ricevere risposta, anche perché da una risposta nasce un’altra risposta e quindi una possibile idea da sviluppare.
    Chi chiude i commenti non merita di bloggare, dovrebbero togliergli il pc e spedirlo a fare graffiti nelle caverne assieme alla sua razza di paleocomunicatori.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2015 alle 15:18 Rispondi

      Io lo compilo sempre, ma se arriva un guest post, gli do la precedenza, come anche se mi va di spostare qualche articolo o anticiparlo.
      Chi ha chiuso i commenti può accampare tutte le scuse che vuole, ma per me ha solo perso la voglia di rispondere, tanto ha successo e preferisce risparmiare tempo.

      • MikiMoz
        5 gennaio 2015 alle 17:35 Rispondi

        Chi chiude i commenti, e anche chi non risponde mai, meriterebbe davvero di essere bandito da ogni tipo di sistema comunicativo. Perché ammazza la Comunicazione. Davvero spero che questi tizi si godano male il resto della loro vita finto-comunicativa.

        Moz-

  5. Stefano Pediconi
    5 gennaio 2015 alle 16:46 Rispondi

    Articolo molto interessante. Per le scadenze, io sono fortunato perché il tema che tratto (Hotel & Spa Design) non mi impegna giornalmente a scrivere ma per questo motivo, ho il problema contrario: da buon creativo, le idee mi si accavallano e il calendario editoriale diventa indispensabile, altrimenti non riesco più a svolgere il mio lavoro di progettista e designer.
    D’altronde, è la passione che mi ha spinto al blog, a partire dalla voglia di approfondire costantemente gli argomenti fino al desiderio di condividere i contenuti e le idee, ma per far bene tutto…..magari qualcuno ha già trovato la soluzione per portare le giornate almeno a 36 ore?

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2015 alle 21:01 Rispondi

      Ciao Stefano, grazie e benvenuto.
      Certi temi secondo me è impossibile trattarli ogni giorno, finiresti per essere ripetitivo.

  6. Salvatore
    5 gennaio 2015 alle 18:04 Rispondi

    I problemi tecnici non li affronto, li evito!
    Per quanto riguarda la scrittura degli articoli, dedico loro il fine settimana. Solitamente, sempre negli stessi orari in cui mi trovo bene a scrivere narrativa: dalle h 04,00 alle h. 7,30 della mattina. Ne scrivo magari due di seguito, senza troppi problemi, anche se parlano di argomenti differenti. Alle idee non dedico neanche un secondo. Arrivano, semplicemente.
    I commenti sono la cosa a cui tengo di più. Non mi importa dei numeri. Non mi importa delle persone che mi leggono senza commentare. Mi importa solo di quelli che commentano. Io, in fondo, il blog l’ho aperto proprio per cercare un contatto con il lettore e il contatto è nello spazio dedicato al commento.

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2015 alle 20:23 Rispondi

      E come li eviti? :)
      Anche a me le idee arrivano, ma dato che le boccio in massa, ogni tanto voglio rinnovarle con un po’ di solitario “brain storming”.
      Delle persone che leggono e non commentano non possiamo occuparci, non sapendo appunto nulla di loro né perché ci leggono né se gradiscono.

  7. Lisa Agosti
    5 gennaio 2015 alle 21:00 Rispondi

    Non ho ancora una routine stabilita per quanto riguarda il blog, me la sto creando tramite prove ed errori. Uso blogger perché sono stata in grado di capirlo subito, a differenza di wordpress, ma ho ancora, dopo mesi di forum e rancori, alcune piccole questioni tecniche che non riesco a risolvere e che mi fanno perdere troppo tempo.
    Scrivo quando mi sento ispirata, guardo la mail ogni dieci minuti, poi ogni tanto mi capita la giornata in cui non apro nemmeno un blog. Lo trovo catartico, perché seguire tutti i blog che mi interessano sta diventano un lavoro a tempo pieno. A un certo punto dovrò fare una cernita.
    Per quanto riguarda i commenti, apprezzo lo sforzo di rispondere a tutti singolarmente, a differenza del blogger McOtter (spero di ricordarmi il nome giusto). Se i miei commenti su Penna Blu non ricevessero risposta mi farei mille paranoie, del tipo: il mio commento è stato considerato offensivo/incomprensibile/stupido? Il blog dà spazio solo a chi commenta da molto tempo/ha un blog molto seguito/è ritenuto simpatico? Il blogger non riesce a trovare il tempo di mandarmi un emoticon per farmi sapere che il mio commento è stato letto e gradito?
    D’altra parte, quando sta a me rispondere ai commenti, mi faccio altre mille paranoie, però diverse: se rispondo singolarmente ai commenti che contengono solo un semplice “brava” o “Auguri” potrebbe essere frainteso come un tentativo patetico di aumentare il numero di commenti? Se rispondo troppo presto ai commenti a un nuovo post, chi ha commentato subito e si è iscritto a ricevere le nuove notifiche sarà costretto a trovarsi varie mail di notifica nei giorni successivi, quindi sarebbe meglio aspettare almeno un giorno prima di rispondere così, rispondendo a tutti contemporaneamente, verrà inviata una sola mail a chi aspetta risposta? (spero si capisca cosa intendo, a volte le mie turbe mentali sono machiavelliche per una mente equilibrata…)

    • Daniele Imperi
      6 gennaio 2015 alle 08:34 Rispondi

      Quali sono queste questioni tecniche?
      La cernita ci vuole, per forza. Io ne seguo tantin in inglese, ma ormai leggo solo i post che reputo veramente utili e interessanti.
      Se non rispondo a un commento, significa che mi è sfuggito o, cosa che capita raramente, perché il lettore ha scritto un semplice “bel post” o “d’accordo su tutto” :)
      Quando ricevi più di 2 commenti sullo stile del “brava”, puoi rispondere con un grazie cumulativo in un unico commento, citando con una @ i vari lettori.
      Da me le notifiche partono a ogni nuovo commento, ma non me ne faccio un problema.
      In generale, Lisa, ti fai troppo problemi :D

      • Lisa Agosti
        6 gennaio 2015 alle 12:20 Rispondi

        1) Un esempio di questioni tecniche: volevo aggiungere Google Friend Connect al mio blog ma ogni volta che provavo mi diceva “Ops! That’s an error”. Chiedendo nel forum di Blogger help mi han fatto pulire i cookies, cambiare server… ma senza risultato. La settimana scorsa ho cambiato computer, passando da Windows a Mac (finora ne sono felicissima) ma il problema rimaneva. Ho scritto di nuovo a Blogger help e mi hanno risposto: “The gadget is available using “Add a Gadget” – but not easy to find.”
        Ma che risposta è? Per fortuna, avendo più tempo del solito, mi sono intestardita e ora ho risolto, ma rimango insoddisfatta di Blogger.
        2) Mi faccio troppi problemi: me n’ero accorta :D

        • Daniele Imperi
          6 gennaio 2015 alle 19:16 Rispondi

          Blogger non è una piattaforma per blogging professionale, purtroppo. E il Mac è tutto un altro mondo rispetto a Windows ;)

  8. Grazia Gironella
    6 gennaio 2015 alle 18:20 Rispondi

    Nel tempo, anche grazie ai tuoi suggerimenti, sto diventando più organizzata rispetto al blog; per esempio mi preparo gli argomenti un mese per l’altro. Poi magari ne cambio, ma intanto non brancolo nel buio ogni settimana. Per il resto scrivo il post con uno-due giorni di anticipo. Problemi tecnici non ne ho mai avuti, e per fortuna, visto che faccio tutto da sola a furia di tutorial. Ora che sto per fare qualche cambiamento sono già preoccupata. Comunque hai ragione, scegliere gli argomenti porta via molto tempo e attenzione, perché non è facile non essere banali quando si ha un blog di nicchia. Io mi aiuto prendendo nota di qualunque idea appena mi viene, così si crea un serbatoio che mi dà un certo margine.

    • Daniele Imperi
      6 gennaio 2015 alle 19:18 Rispondi

      Riesci a stare un mese avanti? Ma che intendi per argomenti? Tratti argomenti mese per mese? Non me ne sono mai accorto.
      Io vorrei stare almeno con 2 o 3 settimane di anticipo, ma per ora è solo una.

      • Grazia Gironella
        6 gennaio 2015 alle 19:50 Rispondi

        Mi sono spiegata male: decido prima di cosa parlerò nei successivi quattro mercoledì, in modo da mantenere distribuiti gli argomenti. Per sempio cerco di non mettere di seguito due post su argomenti molto tecnici, oppure due post che parlano di stati d’animo dello scrittore. Se poi cambio idea, amen. Tutto qui.

        • Daniele Imperi
          6 gennaio 2015 alle 20:11 Rispondi

          Ah, ok, allora fai come me :)
          Anche io cerco di fare, non mettendo magari 2 post di fila sul blogging. Però mi mantengo comunque libero di cambiare idea, se necessario.

  9. Giuse
    8 gennaio 2015 alle 01:44 Rispondi

    In effetti il tema del calendario editoriale è una mia pecca non indifferrente. Appena aperto il blog avevo tante, tantissime idee e il calendario non sembrava un problema, anzi! Era semplice riempirlo, ma ora che le idee le ho concluse e complice le vacanze natalizie, ho paura di scrivere solo castronerie e perciò penso a come posso risolvere il mio problema.

    Certo sarà dura, ma non mollerò :D il calendario di wordpress è una delle cose più utili che un blogger possa avere, perciò dovrò solo rinconciliarmi con me stessa e ripartire :D

    • Daniele Imperi
      8 gennaio 2015 alle 09:37 Rispondi

      Quando sei a corto di idee consulta quello che hai già pubblicato e scopri se puoi scrivere articoli di approfondimento.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.