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Come migliorare la scrittura dei bambini

Superman
Individuare un percorso che aiuti un bambino a comporre testi migliori

Chiedo la cortesia di avere un consiglio su come aiutare mio figlio di anni tredici a saper comporre uno scritto migliore e ricco di emozioni.

Non è la prima volta che ricevo richieste simili e cerco sempre di dare una risposta sensata. Questa volta, però, ho pensato che una risposta fredda per email sarebbe stata di poco conto: chissà quante madri si chiedono la stessa cosa. Dunque perché non parlarne in pubblico?

Che cos’è uno scritto migliore?

A tredici anni credo sia difficile parlare di scritti di qualità. L’esperienza è poca, la scuola non permette molta libertà di espressione, secondo me. Scrivere temi è ingabbiarsi in regole rigide, a volte. A tutto questo si aggiunge una società tecnologica che allontana sempre più i libri dai bambini, avvicinandoli a videogiochi, smartphone e social media.

Uno scritto migliore a quell’età è uno scritto che non teme la grammatica. E non è cosa facile, oggi, visto che è pieno di professionisti e laureati che scrivono commettendo errori gravissimi. Il bambino di oggi, magari, potrebbe fare la differenza domani, se avviato lungo la giusta strada.

Come migliorare lo scritto di un bambino? Con esercizi grammaticali. Se prima non si conoscono le regole, è inutile comporre testi. Analizzare il livello grammaticale del bambino è il primo passo da compiere.

Come si arricchisce di emozioni uno scritto?

L’emozione è fatta di parole, ma sono le parole di chi scrive. L’emozione che traspare da uno scritto è quella che proviene dallo scrittore stesso, non ha importanza l’età. Alle volte possono bastare due parole, se scritte nel modo giusto.

Scrivere è un percorso che parte dai libri

Non è possibile migliorare la propria scrittura senza leggere: questa è una regola che ormai sappiamo a memoria e che viene ripetuta di continuo. La lettura dei libri migliora la qualità della scrittura perché offre a chi scrive punti di vista differenti, linguaggi differenti, soluzioni narrative e stilistiche differenti.

Chi non legge resta confinato nella lettura di ciò che ha scritto: dal punto di vista tecnico è come se non leggesse affatto. Leggere è un viaggio e viaggiare aiuta ad aprire la mente perché si entra in contatto con altre realtà, altre genti, altri modi e stili di vita. E così leggere aiuta ad aprirsi a nuove scelte, nuove alternative letterarie, perché il lettore entra in contatto con altri linguaggi, altri individui, altri mondi e modi di esprimersi.

Scrivere è un’azione continua e costante

Se l’interesse è portare il bambino verso una scrittura di qualità, allora non resta che scrivere. Ricreare nell’intimità della casa una sorta di laboratorio di scrittura creativa in cui il bambino viene seguito costantemente nel suo percorso letterario.

Da dove iniziare a scrivere?

Secondo Fabio Bonifacci dai sogni. Scrivere di getto il proprio sogno nel momento del risveglio, scriverlo ogni giorno come un’abitudine fissa aiuta a migliorare la composizione delle frasi, a tradurre i pensieri e i ricordi in parole scritte. Inizialmente ero scettico, poi per un intero mese ho fatto questo esercizio e ho visto i giovamenti.

Ma esistono diversi modi per inventare storie, ne ho condiviso qualcuno tempo fa e domenica prossima ci sarà un nuovo post su altrettante idee. Consideratele come esercizi di scrittura, proprio come un tempo facevo con le dieci parole nuove che trovavo leggendo.

Un bambino che inizia a scrivere oggi, che inizia con la voglia di imparare e migliorare, ha un vantaggio enorme nei confronti di chi sente la stessa necessità da adulto: il tempo a disposizione. Un tempo maggiore per sviluppare una scrittura di qualità.

Scrivere è abbandonare ogni paura

L’esercizio fine a se stesso ha dei limiti: se chi scrive non ha il coraggio di rendere pubblici i suoi scritti, allora tutto il lavoro di studio, lettura, esercizio, sarà stato vano. La timidezza nella scrittura blocca le potenzialità dello scrittore.

Ma affrontando con coraggio il pubblico – oggi sono tanti i siti e i forum che permettono di pubblicare storie per ricevere commenti e critiche – si riesce ad acquistare sicurezza nella scrittura, una sicurezza che permette di creare storie e di scrivere qualsiasi testo con più facilità.

Corsi e lezioni di scrittura?

Non sono mai stato molto favorevole a frequentare corsi e lezioni sulla scrittura creativa. Oggi, grazie a internet, possiamo trovare tantissime risorse sia in italiano sia in inglese per imparare. Quello che però a me è sempre sembrato controproducente è far frequentare corsi del genere ai bambini – come anche corsi di disegno.

Perché?

Perché credo che un bambino debba essere lasciato libero di dare sfogo alle sue emozioni e ai suoi pensieri senza le catene delle regole. Le uniche regole da impartire sono quelle già menzionate: conoscenza della grammatica, lettura e scrittura giornaliere. Queste dovranno essere le uniche “lezioni” di cui ha bisogno.

I vostri suggerimenti

Come pensate che un bambino possa migliorare la sua scrittura? Che consigli vi sentite di dare?

14 Commenti

  1. sonialacurandera
    10 gennaio 2014 alle 11:25 Rispondi

    Ciao Daniele,

    complimenti per l’articolo che ho trovato davvero interessante e condivisibile.
    Solo un’idea: ritengo ci sia un assioma di partenza che sembra essere venuto a mancare nella nostra società, quello dell'”ascolto profondo”.
    Se mi guardo intorno tutti hanno qualcosa da dire, pochi ritengono utile ascoltare.
    La maggior parte dei bambini che conosco (e non parlo solo dei “casi sociali” che seguo, ma anche di figli di amici), è stata poco addestrata ad ascoltare: è molto più facile “vedere” il cartone animato de “Il brutto anatroccolo” in cui ci si ritrova tutto preconfezionato, piuttosto che ascoltarne la storia e cercare di immaginarne il contesto, i personaggi, i suoni, i profumi, insomma ogni particolare, ogni dettaglio…
    Credo che l’ascolto sia alla base dell’immaginazione che, a sua volta è alla base della creazione, di qualsiasi creazione: pittorica, musicale, poetica, artistica in genere… Prima di leggere dobbiamo ascoltare profondamente, coinvolgendo, in quell’ascolto, tutti i nostri sensi.
    Ho fatto delle prove e ho letto un paio di testi ad adolescenti cui veniva l’orticaria solo al sentir parlare di libri.
    L’esperimento, durante il quale ho chiesto loro di immaginare tutti i dettagli per poi ricordarli e descriverli, credo abbia funzionato. Forse nessuno di loro diventerà un grande scrittore (anche se io non metto mai limiti alla provvidenza), ma qualcuno mi ha chiesto un bel quaderno nuovo per cominciare a raccontare se stesso e le proprie emozioni.
    Sapendo da dove siamo partiti questo, a me, sa di “miracolo” :-D!

    Buona giornata!
    Sonia

    • Daniele Imperi
      10 gennaio 2014 alle 12:32 Rispondi

      Ciao Sonia, benvenuta nel blog :)

      Hai ragione, secondo me, l’ascolto è fondamentale in ogni campo. E l’esperimento che hai condotto è interessante, tanto più che ha dato i suoi frutti.

  2. MikiMoz
    10 gennaio 2014 alle 12:54 Rispondi

    Leggere molto, e di tutto.
    Riviste, fumetti.
    Aiutano tantissimo, forse più che i classici tipo Il richiamo della foresta (che se ai tempi miei non lo leggevi alle elementari, ti guardavano storto!)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      10 gennaio 2014 alle 15:02 Rispondi

      In un certo senso hai ragione, perché sono letture varie e variare la lettura aiuta. Ma un romanzo ti dà un linguaggio che nessuna rivista, quotidiano o fumetto potrà darti.

      • MikiMoz
        10 gennaio 2014 alle 22:37 Rispondi

        Ti offre semplicemente un altro tipo di linguaggio… tutto qui :)

        Moz-

  3. Grazia Gironella
    10 gennaio 2014 alle 14:16 Rispondi

    La mia opinione: tante letture diversificate, e poi esercizi-gioco di brainstorming sulle classiche 5 W: Who? Where? When? What? Why? Tutto all’insegna della scoperta della propria fantasia, però, senza connotazioni di “dovere”. Credo che la costanza si acquisisca solo in età adulta e che la grammatica si impari meglio leggendo che esercitandosi. Quanto alle emozioni, la capacità di comprenderle in noi stessi ed empatizzare con gli altri si sviluppa nel corso della vita, e non so quanto il processo possa essere accelerato artificialmente. Anche lì, è la lettura la vera scuola. I corsi non so, dipende da come vengono tenuti. Se hanno lo scopo di nutrire liberamente un interesse forse servono, ma se mirano a ricondurre l’allievo sul binario, vade retro! (Punto di vista di mamma di sedicenne. ;))

    • Daniele Imperi
      10 gennaio 2014 alle 15:03 Rispondi

      Buoni gli esercizi che proponi.

      Concordo che sulle emozioni non si possa intervenire artificialmente.

      • Nordlys
        27 ottobre 2014 alle 22:24 Rispondi

        Secondo me invece sulle emozioni si puà anche intervenire artificialmente.
        Sulla lettura, come faccio a portare a termine i libri che non mi piacciono? perchè se un libro mi piace oppure mi è indifferente, quando lo leggo, lo leggo volentieri e lo finisco. Se non mi piace, leggo tipo 3 pagine al giorno e se va ‘bene’ arrivo a metà, poi lo pianto li. (Il silmarillion per esempio ci ho messo 8 mesi a termnarlo)

  4. Sylvia Baldessari
    10 gennaio 2014 alle 14:54 Rispondi

    Mi piace, soprattutto la fine dell’articolo che in sé propone un’interassante riflessione.
    E se i ragazzi non amano leggere, allora, leggete voi per loro a voce alta. L’esempio è fondamentale così come percepire il tempo che ci viene donato, quando ascoltiamo qualcuno leggere per noi, “dilatando il tempo stesso per vivere”.

  5. Tenar
    10 gennaio 2014 alle 16:46 Rispondi

    Io insegno lettere alle medie.
    Di base i ragazzi amano scrivere, anche i temi, perché è una delle poche opportunità che hanno di esprimersi.
    La fatica è proprio trasferire ciò che hanno da dire in una forma che non sia comprensibile a chi legge (non affascinante, ci accontentiamo del comprensibile).
    Hanno poca famigliarità con la parola scritta. Leggono pochissimo, solo perché obbligati e senza sforzarsi di capire. Quindi la prima difficoltà è avvicinarli alla lettura in modo coinvolgente.
    La seconda è far capire che se non si tiene conto della sintassi esce qualcosa di incomprensibile.

    Quando si riesce a fare dei laboratori più mirati sulla scrittura creativa di solito hanno successo, perché, appunto, i ragazzi sento l’esigenza di esprimersi e il poterlo fare in un contesto magari più giocoso, senza l’assillo del voto, li aiuta. Però soldi per esperti esterni non ce ne sono e di tempo per fare qualcosa di più creativo nelle ore che abbiamo ce n’è poco: il programma ministeriale non lascia scampo.
    Io le sto provando tutte. Con tre classi quest’anno sto facendo un progetto particolare proprio sulla scrittura per un’ora alla settimana (grazie a una scuola davvero modello che crede in una didattica diversa). Con la terza analizziamo i quotidiani e impariamo (forse) a scrivere articoli. Con le seconde siamo partiti dall’uso del vocabolario (mai dare per scontate le basi) per poi famigliarizzare con i registri linguistici.
    Il tono è più leggero rispetto alle altre ore di lezione e almeno posso dire che il laboratorio piace e i ragazzi si divertono. Alla prova dei fatti, però, chi legge migliora e si appassiona, chi non legge rimane sempre più indietro.

    • Daniele Imperi
      10 gennaio 2014 alle 19:23 Rispondi

      Ecco il problema principale: non leggono. Dovrebbe esserci la lettura nel programma scolastico. Magari potresti invogliarli inventando qualcosa di giocoso per farli leggere.

  6. Come migliorare la scrittura dei bambini | scriviperme.com
    16 gennaio 2014 alle 13:40 Rispondi

    […] Esprimere i sentimenti, scrivere, scrivere ma non solo ben altro e soprattutto più importante in assoluto è leggere. […]

  7. Sara
    14 gennaio 2015 alle 09:19 Rispondi

    Ciao! Mi sto interessando a questo argomento perchè mio figlio di 9 anni ha cominciato, di sua spontanea volontà, a prendere il pc, aprire word e a cominciare qualche storiella inventata… Ci mette impegno, anche se dopo un po’, quando l’Ispirazione gli viene a mancare, si stufa… le capacità sono quello che sono, la conoscenza della grammatica anche, ma vorrei dare impulso a questa sua curiosità verso la scrittura, visto che è sorta spontaneamente. Legge abbastanza a casa, perchè la mamma è una lettrice infaticabile e lui è cresciuto in mezzo ai libri. Questo è ciò che, credo, lo ha spinto a scrivere. Le letture di oggi però (lo dice anche la sua maestra) lo portano a scrivere quasi come in un fumetto, senza il contorno dei particolari che dovrebbe essere presente in un racconto. E infatti lui adora Geronimo Stilton, che va dritto al punto, all’emozione, all’iperbole, ma non fornisce un esempio di testo narrativo. Dunque assieme a lui ho iniziato a leggere, ad alta, voce, qualche libro più impegnativo, e mi sono fatta l’idea che qualche classico ci vuole. Stiamo leggendo Il signore degli anelli, in queste sere.
    Ho anche pensato, per invogliarlo, a farlo scrivere per “un pubblico”, magari questo lo stimola maggiormente, o almeno così dovrebbe essere… ho aperto un blog, che naturalmente non è di grande interesse reale per il pubblico di internet, ma che permette al bambino di vedere che ci sono dei visitatori che entrano incuriositi nel suo spazio personale, anche se non commentano è comunque il segno di una presenza che, forse, si è interessata alla sua scrittura. Il blog è http://www.loscrittoreinerba.blogspot.com.
    La scio che scriva senza correggerlo, anche se i primi due post sono, per quanto carini, un po’ confuso, devo ammettere… ma sto cercando di sforzarmi di non ingerire, anche perchè quando lo faccio la cosa lo infastidisce molto (però la correzione di certi errori mi sembrerebbe doverosa, e non so come comportarmi).
    Ti ringrazio per gli spunti utili del tuo articolo.

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