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Libri sulla scrittura

On writingUn tempo non amavo i libri sulla scrittura. Li ritenevo forse troppo restrittivi e la scrittura – seppur rispettando lingua e grammatica e le consuete leggi sulla comunicazione – ha bisogno di essere libera. Troppe regole rischierebbero di soffocarla.

Poi ho letto On Writing di Stephen King, perché ne avevo sentito parlare bene e perché faceva parte delle mie letture in inglese per migliorare la lingua. On Writing non è un comune libro sulla scrittura e me ne sono accorto subito.

È una biografia, soprattutto. È la vita di Stephen King confinata però all’ambiente letterario. È Stephen King che ci racconta cosa ha letto da bambino, cosa ha cominciato a scrivere, da un plagio – chi di noi in tenera età non ha spudoratamente copiato qualcosa di già pubblicato? – alle prime soddisfazioni.

Mi ricordo di quando avevo cominciato a scrivere il mio romanzo fantasy, dopo aver letto La Spada di Shannara di Terry Brooks. Il mio protagonista aveva un nome simile a quello di Shea e finì poi, dopo diverse modifiche, per chiamarsi proprio Shea. «Ché l’ha inventato Terry Brooks quel nome?» mi chiesi, nella mia ingenuità di scrittore fallito ancor prima di cominciare.

Quel romanzo, per fortuna, con il passare degli anni è stato abbandonato, ripreso sotto altra forma – quella de Il Signore degli Anelli che avevo letto più tardi – e poi nuovamente accantonato. Si cresce, insomma, e si capiscono cose che prima sfuggivano.

Subito dopo ho cominciato la lettura di un altro libro sulla scrittura, Il mestiere dello scrittore di John Gardner, perché anche di quello avevo letto bene. È differente da quello di King, ma è pur sempre una sorta di biografia della propria esperienza letteraria.

Gardner ci parla degli anni dell’insegnamento e dei giovani autori che ha conosciuto. Ci delinea soprattutto i loro difetti – che sono anche i nostri. È forse non la sua biografia, ma quella dello scrittore, della figura di chi s’accinge a buttare su carta, nero su bianco, una storia.

È questa la potenza di quel libro. E Gardner scrive con estrema umiltà e modestia, cosa che non fa Stephen King, questo va detto. Non sta insegnando, Gardner, ma raccontando la sua vita di conoscitore, di colui che ha incontrato e formato gli scrittori, ma anche quella di scrittore.

Ecco, forse un buon libro sulla scrittura è un libro che parla di esperienze e non di regole. Che siano successi oppure insuccessi non ha importanza, è fondamentale, secondo me, che il libro raccolga semplicemente esperienze di vita letteraria.

La parola a voi, adesso. Avete letto questi due libri? Oppure altri sulla scrittura che ritenete “obbligatori” da leggere per chiunque ami scrivere?

16 Commenti

  1. Marco
    20 maggio 2011 alle 07:32 Rispondi

    “On writing” l’ho acquistato e sarà una delle mie prossime letture. Quello di Gardner è nella lista dei desideri. Ci aggiungerei “Nel territorio del diavolo” di Flannery O’Connor”, e “Il mestiere di scrivere” di Raymond Carver. Ce ne sarebbero altri quali “Elementi di stile nella scrittura” di William Strunk Jr. (consigliato da King); “Scrivere zen – Manuale di scrittura creativa” (Natalie Goldberg); “Come scrivere – Guida per aspiranti scrittori” di Rosaria Guacci e Bruna Miorelli.

  2. Daniele Imperi
    20 maggio 2011 alle 09:03 Rispondi

    Qualcuno lo conosco, altri no. Io ne ho alcuni sul copywriting, di Robert Bly, un genio nel campo, che ancora devo leggere. Ne parlerò in seguito.

  3. Daniele Imperi
    20 maggio 2011 alle 10:23 Rispondi

    Raymond Carver ha scritto la prefazione a Il mestiere dello scrittore di John Gardner. Da leggere anche questo, allora. :)

  4. Dalailaps
    20 maggio 2011 alle 10:13 Rispondi

    A me è stato regalato “Il mestiere di scrivere” di Raymond Carver. L’ho trovato interessante: proponeva spunti interessanti ed è narrato con passione.

  5. Michela
    20 maggio 2011 alle 19:25 Rispondi

    Ho letto “On writing” perché di Stephen King leggerei pure al mano, se la pubblicassero: altri libri sulla scrittura ho deciso ceh li comprerò se e quando scriverò sul serio… chi parla non fa, dice il saggio :)
    Però sto leggendo “Niente trucchi da quattro soldi” di Carver, che è un libretto che si fa amare, davvero.
    Senti questa: “Tu non sei i tuoi personaggi, ma i tuoi personaggi sono te”.
    Quando diventi bravo magari riesci a evitarlo, ma agli inizi è vero, no?

  6. Daniele Imperi
    20 maggio 2011 alle 19:28 Rispondi

    Sì, mi sa che ha ragione ;)

  7. unarosaverde
    21 maggio 2011 alle 08:49 Rispondi

    Ho letto On Writing, l’ho trovato interessante ma non ho potuto fare a meno di notare un certo tono tronfio che traspare dalle righe. Mi procurerò Carver e Gardner: grazie per le segnalazioni. Mi piacerebbe sapere se Asimov ha mai scritto qualcosa sulla sua esperienza: mi piacciono molto le note introduttive ai suoi romanzi e racconti, quelle poche parole in cui rivela qualche particolare del “dietro le quinte”. Trovo molto interessante leggere testimonianze di scrittori che amo perché mi fanno pensare ai molteplici meccanismi di genesi delle storie.
    Negli ultimi mesi ho anche letto alcuni manuali di scrittura, più tecnici, tra gli altri quelli editi dalla Scuola Holden. Poi ho ripescato le grammatiche e le antologie che mia madre, insegnante di lettere alle medie e alle superiori, utilizzava per preparare le lezioni: ci sono scritte le stesse cose. Fabula, forma, contenuto, caratterizzazione dei personaggi…Così mi sono accorta che questi manuali sono, in un certo senso, pleonastici. Avevamo già tutto a portata di mano anche sui banchi di scuola.

  8. Dalailaps
    21 maggio 2011 alle 10:21 Rispondi

    Oddio, ho fatto un miscuglio mi sa!
    Ho confuso del tutto con un libro del Gotham Writers’ Workshop.
    Perdonami, io la mattina proprio non connetto. ;)

  9. Daniele Imperi
    22 maggio 2011 alle 18:18 Rispondi

    @unarosaverde: di Asimov non so, ma posso cercare fra le sue opere in lingua originale. Anche a me piace tanto. E condivido quello che hai scritto sulle vecchie grammatiche :)

    @Dalailaps: non hai fatto nessun errore, il libro “Il mestiere di scrivere” è di Carver :) O meglio è una raccolta delle sue lezione e dei suoi esercizi.

  10. Mario
    3 giugno 2011 alle 19:14 Rispondi

    Salve a tutti! Possiedo tanti libri di scrittura creativa, tutti quelli citati da voi tranne il volume di Gardner (sì ma 20 euro per un libretto è un furto!). Tra quelli citati ho trovato utile solo “On writing” di King, mentre quello di Carver è solo un miscuglio di parole che dice pochissimo, e gli esercizi finali sono inutili. Se volete leggere qualcosa che non sia solo manualistica con i paraocchi ma vada anche più in profondità leggete i libri editi da Dino Audino: coniugano le spiegazioni generali sulla scrittura narrativa con aspetti più specializzati. Qualsiasi tra questi si rivelerà un’ottima fonte per impossessarsi degli strumenti. Poi c’è anche il bellissimo manualetto di Cerami, il ricettario di Mozzi & Brugnolo, tutti i libri di sceneggiatura cinematografica, quello di Nolan su come scrivere horror e quello di Mongai sui romanzi di genere.
    Saluti,
    Mario

  11. Carlos
    14 dicembre 2012 alle 03:10 Rispondi

    Consiglio un ottimo libro: Guida alla scrittura, di Giorgio De Rienzo.

  12. Elisabetta
    1 maggio 2013 alle 16:17 Rispondi

    Amo:
    Ray Bradbury – Lo zen nell’arte della scrittura
    Anne Lamott – Scrivere
    Ferruccio Parazzoli – Inventare il mondo

  13. Andrea
    22 dicembre 2014 alle 04:50 Rispondi

    Buongiorno.
    “Consigli a un giovanr scrittore” di Vincenzo Cerami.
    Si parla anche di sceneggiatura.
    è davvero un bel libro completo.
    Gardner e Carver così come On Writing li ho letti e sono messi in ordine per come li ho visti io.
    Poi aggiungerei “Scrivere zen” (ho dubbi sul titolo) di Natalie Goldberg.

    • Daniele Imperi
      22 dicembre 2014 alle 08:05 Rispondi

      Ciao Andrea, benvenuto. Grazie per le segnalazioni.

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