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Perché leggo i gialli

Perché leggo i gialliIl giallo mi ha sempre incuriosito. Ricordo che fin da piccolo mi piaceva vedere film gialli – quelli che passava il convento dell’epoca – anche se leggerli è un’altra storia. Se si nomina il romanzo giallo vengono subito a galla scrittori come Agatha Christie, Ellery Queen (in realtà non uno, ma due scrittori), Andrea Camilleri. Almeno questi sono i nomi che tornano in mente a me.

Leggo romanzi gialli perché in genere il mistero mi ha sempre attirato, perché da bambino, come molti, volevo fare il poliziotto – e in realtà da adulto ci ho anche provato – perché la ricerca della verità e della giustizia è sempre stata un mio puntiglio.

Che cosa è il giallo

Come sempre, qui non do la definizione accademica del giallo, primo perché non sono un esperto di generi letterari e poi perché si può trovare altrove. Che cosa voglio ritrovare dunque nel giallo?

  • Investigatore: una figura simpatica e forte che indaghi sul mistero, crimine, furto o altro. Poirot, Montalbano, ma anche un personaggio come Richard Castle – la risposta maschile all’insopportabile donna in giallo – sono investigatori che hanno loro peculiarità e con i quali sono entrato in sintonia.
  • Reato: nel senso più generico del termine. Di solito si parla di omicidi, ma il furto di preziosi va bene, anche se io preferisco più leggere storie di delitti.
  • Indagine: è la parte più interessante del giallo. Come l’investigatore arriva a scoprire l’autore del crimine. L’indagine non è certo semplice da scrivere, non si può certo improvvisare, specialmente nel giallo che prevede precise linee guida.
  • Movente: non va posto in secondo piano, anzi l’esatto contrario. Il movente è l’incidente che scatena la storia, quindi deve essere ben pensato e risultare credibile e soprattutto valido.

Per me questi sono i quattro elementi fondamentali che vogliono leggere in un romanzo giallo, quelli almeno che, se ben realizzati, riescono a farmi interessare la storia.

Il primo romanzo giallo letto

In realtà è un racconto: I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe, la storia con cui ufficialmente si fa nascere il genere poliziesco, sottogenere del giallo, anche se in un mio articolo parlai di come fu lo scrittore norvegese Mauritz Hansen a scrivere il primo romanzo poliziesco.

Primati a parte, la storia di Poe, così unica e spettacolare, ma anche semplice, se vogliamo, mi conquistò. L’investigatore inventato da Poe, Dupin, che ispirò la figura di Sherlock Holmes e che a sua volta si basò su un criminale realmente esistito e che divenne capo della polizia parigina, Eugene Francois Vidocq, è un simpatico personaggio che riesce a ricostruire il passato – e predire il futuro, in un certo senso – con un’abile capacità di deduzione.

Le mie letture si sono poi spostate su Agatha Christie, di cui possiedo parecchi libri rilegati in pelle, e su Andrea Camilleri, di cui ho letto parecchi romanzi imperniati sulla figura del commissario Montalbano. Ultimamente ho scoperto un giallo sui generis, in cui è un cane a indagare: i romanzi di J.F. Englert sono veramente avvincenti.

Perché leggete gialli?

E voi avete mai letto romanzi gialli? Se sì, perché vi piacciono e quale scrittore di gialli preferite?

21 Commenti

  1. Lucia Donati
    21 dicembre 2012 alle 11:17 Rispondi

    Letti i gialli della Chistie: interessanti, anche se non mi piace molto l’eccessiva minuziosità nella descrizione delle sue ambientazioni. Camilleri non riesco proprio a leggerlo: ci ho provato un paio di volte a prendere in mano un suo libro ma non riesco ad andare oltre alla prima pagina (dipende dal fatto che è in dialetto). Ellery Queen (pseudonimo di due cugini, se non sbaglio) lo leggo bene.

    • Daniele Imperi
      21 dicembre 2012 alle 11:31 Rispondi

      Ellery Queen devo ancora leggerlo, mi incuriosisce. Su Camilleri posso capirti, dipende se riesci a immedesimarti nel suo ambiente.

      • Lucia Donati
        21 dicembre 2012 alle 11:46 Rispondi

        Io quando lo leggo penso ai telefilm che sono stati tratti dai racconti: mi rende la lettura più intrigante.

  2. Lucia Donati
    21 dicembre 2012 alle 11:18 Rispondi

    Dimenticavo Poe (!): letto molto tempo fa.

  3. Alessandro C.
    21 dicembre 2012 alle 14:30 Rispondi

    non amo molto il genere, più che altro perchè seguire un giallo richiede un’attenzione per i dettagli che non sono in grado di prestare :)))
    Anche nei gialli “televisivi” ho sempre fatto una faticaccia tremenda a seguire il filo delle indagini, delle prove e contraddizioni dei personaggi.
    Insomma, “muoio al primo livello”.
    PS: a eccezione di Fritz, lui non indaga quindi sono a posto

    • Daniele Imperi
      21 dicembre 2012 alle 14:35 Rispondi

      Hai ragione, Fritz cattura l’attenzione al primo impatto. Va oltre l’indagine. :D

    • Lucia Donati
      21 dicembre 2012 alle 14:40 Rispondi

      Però, per sapere come “non” si indaga, bisogna prima sapere “come” si indaga…

  4. Cristiana Tumedei
    21 dicembre 2012 alle 18:22 Rispondi

    Il giallo è forse uno dei generi che mi prende meno. Forse perché scoprire chi è il colpevole non mi attrae. Così come la figura dell’investigatore: poco affine a me ed alla mia indole.
    Sicuramente è un mio limite, ma a parte Poe, non riesco ad apprezzare pienamente il genere. Forse il motivo è che ho sempre nutrito molta più simpatia per i cattivi, che per i buoni!

    • Daniele Imperi
      21 dicembre 2012 alle 18:57 Rispondi

      Si potrebbe pensare a un criminale che indaga sull’investigatore che vuole indagare sul colpevole :D

  5. Cristiana Tumedei
    21 dicembre 2012 alle 19:05 Rispondi

    Beh, così si darebbe certamente un punto di vista diverso. Il cacciatore che si trasforma in preda e viceversa.
    Ma, in fondo, le persone non leggono i gialli per sentirsi rassicurati? Forse, oltre alla suspence ed all’intrigo della trama, sono attratte proprio dalla vittoria del bene sul male.
    Strano in un mondo in cui nessuno ha più fiducia nella giustizia, no? :)

  6. franco zoccheddu
    22 dicembre 2012 alle 15:45 Rispondi

    Li leggo poco, ma mi piaciono moltissimo i gialli. Non so se riescono davvero a rassicurarmi. Si se mi abbandono al racconto, no se rifletto sulla morte di un essere umano. Forse i gialli sono uno dei modi più tranquilli per poter accettare il fatto che il male, purtroppo, è una realtà.

    • Daniele Imperi
      22 dicembre 2012 alle 16:07 Rispondi

      Anche il tuo è un modo – originale – di vedere e leggere i gialli :)

  7. mirko
    25 dicembre 2012 alle 17:26 Rispondi

    Per una bella infarinatura ho comprato I maestri del Giallo, un librone con alcuni dei più rappresentativi gialli.

    Mi ha esaltato Allan Poe. Veramente innovativi pur essendo fra i precursori del genere.

    Bellissimo Il castello del terrore di Edgare Wallace e La scala a chiocciola di E.W. Mason (non li conoscevo), personalmente mi sono sembrati due gialli molto maschili e dinamici.

    Mi ha deluso un pò Agatha Christie, ho letto Poirot e il mistero di Styles Court. Banale, ma forse dipende dall’eccesso di personaggi, film, serie tv ispirate ai suoi personaggi. Il personaggio Poirot in se è interessante.

    Bellissimo Charlie Chan e la casa senza chiavi, ambientato alle Hawaii. Charlie Chan in realtà in questo romanzo è molto in disparte, ma l’atmosfera, l’ambiente, la storia sono coinvolgenti. Bellissime le descrizioni delle Hawaii.

    • Daniele Imperi
      26 dicembre 2012 alle 13:20 Rispondi

      Non ho letto Wallace, ma quel romanzo che hai menzionato mi interessa.

      • mirko
        2 gennaio 2013 alle 09:39 Rispondi

        Finito il librone! Splendido anche I trentanove scalini di John Buchan, non lo definirei proprio un giallo ma è molto avventuroso, mai una pausa, attenzione sempre altissima.

        Alla fine son tutti bellissimi… non sono un grande critico :)

  8. Bianca
    20 giugno 2014 alle 23:31 Rispondi

    Sono una lettrice di gialli, amo Camilleri, forse perché sono siciliana e mi ritrovo nell’ambiente e nelle frasi tipiche della mia infanzia e gioventù. Trovo molto interessante anche Carofiglio e divertente Malvaldi con i suoi vecchietti del Barlume. Ultimamente ho scoperto una scrittrice Genovese Nadia Morbelli mi è piaciuto molto il suo Amin che è volato giù di sotto. Ovviamente i classici sono fantastici, soprattutto trovo intrigante Georges Simenon con il suo Maigret. Mentre ammetto l’ignoranza non ho mai letto Allan Poe.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2014 alle 07:45 Rispondi

      Ciao Bianca, benvenuta nel blog.

      Simenon a me invece non convince, ho letto un solo romanzo, ma non un giallo. Un giorno proverò un Maigret.

  9. Bianca
    24 giugno 2014 alle 08:36 Rispondi

    Ciao, io sono solo una lettrice e non ho la tua competenza in fatto di scrittura ma mi piace questo blog e cerco di trovare spunti per affrontare nuove avventure di lettura. I fantasmi del cappellaio ha deluso anche me, Maigret è un’altra cosa, ha un’atmosfera diversa. Altro libro che mi teneva sulle pagine, senza poterlo chiudere è stato il senso di Smilla per la neve di Peter Hoeg. Leggerò le avventure di Gordon Pym di Poe e consigliami una prima lettura di Cormac McCarty che non conosco.

    • Daniele Imperi
      24 giugno 2014 alle 12:21 Rispondi

      Anche io ho letto I fantasmi del cappellaio. Neanche mi ricordo di che parla.

      Di Cormac McCarthy potresti iniziare dal suo primo romanzo, Il guardiano del frutteto. Se invece vuoi restare scioccata, allora leggi Figlio di Dio. Oppure La strada.

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