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Le parole chiave non esistono

Le parole chiave non esistono
Le parole chiave sono un virus che contagia tutto il web

La mia battaglia contro le parole chiave non ha fine. Tempo fa avevo parlato di come sia opportuno scrivere senza farsi condizionare dalle keyword, poi è stata la volta in cui ho dato contro le pratiche del seo copywriting.

Adesso torno all’attacco perché, lavorando per un paio di clienti, ho visto come questa delle parole chiave sia diventata una vera mania, una sorta di persecuzione che s’abbatte sull’azienda e minaccia di schiacciarla.

La mania delle parole chiave

Vedo seo e presunti tali – forse più presunti, ma sono la maggioranza – affannarsi nella continua ricerca di parole chiave. Perché è importante cercare queste benedette parole, altrimenti non sai come sviluppare il tuo sito né cosa scrivere.

Beh, io penso invece che un sito aziendale vada sviluppato e strutturato in base ai reali servizi e prodotti dell’azienda – discorso che si applica anche ai siti amatoriali su qualsiasi argomento – non il contrario. Non scrivo quello che penso cerchi l’utente, ma quello di cui mi occupo realmente.

Un’azienda vende servizi e prodotti di necessità: dunque quei servizi e prodotti sono ricercati. E le parole chiave, allora? Quelle sono insite nei servizi e nei prodotti, non dovete andarle a cercare da nessuna parte. Cercatele, semmai, nei vostri magazzini e nei vostri uffici.

Da un estremo all’altro: linkare frasi non correlate

Ho scritto degli articoli per un cliente e ho dovuto pubblicare quegli articoli nella mia directory di article marketing, linkando una parola o una frase al sito che mi hanno comunicato. Cosa è successo? Che mi hanno proposto di linkare una frase non correlata al sito linkato.

Non ha senso, ovviamente. Un link è una risorsa per il lettore. Se vedo una frase linkata, mi aspetto di essere portato in un sito semanticamente legato a quella frase.

Vi chiedete il perché? Lo spauracchio delle penalizzazioni di Google. Questa è la settimana degli spauracchi nel mio blog. E non stiamo parlando della tecnica delle co-citazioni, nuova frontiera seo, perché è un’altra storia. Se volete sapere cosa sono queste co-citazioni, usate il vostro motore di ricerca preferito, ché qui è fuori contesto.

“Cercare le parole chiave”

Un altro cliente, invece, si è più volte raccomandato che cercassi le parole chiave per il suo sito, prima di far scrivere i testi. Sembrava terrorizzato dal fatto che lo lasciassi senza quelle parole chiave. Ma queste non stanno da nessuna parte se non nell’azienda stessa.

Perché bisogna smettere di pensare così fortemente alle parole chiave? Perché la maggior parte dei servizi e prodotti sono sempre gli stessi e la gente cerca sempre le stesse cose relative a quei prodotti e servizi. Ci sono delle eccezioni, è vero, ma se vendete ricambi per auto o assicurazioni sulla vita, c’è poco da cercare le parole chiave, non trovate?

Il succo di tutto ciò

Scrivere è un’arte e lo è anche il copywriting, che mescola alla scrittura pura anche tecnica e conoscenza del web. Lasciate scrivere i testi a un copywriter, quindi. Non pensate alle parole chiave, che davvero non esistono, sono solo parole contenute nel dizionario, nulla più.

Puntate al contesto, alla semantica, all’informazione, alla qualità. E avrete risultati migliori.

12 Commenti

  1. Simona Fiore
    16 novembre 2013 alle 07:42 Rispondi

    Sono d’accordo su questa frase:”Scrivere è un’arte e lo è anche il copywriting, che mescola alla scrittura pura anche tecnica e conoscenza del web. Lasciate scrivere i testi a un copywriter, quindi.”

    E aggiungo: aziende, clienti, non abbiate paure o dubbi su chi fa questo mestiere. Non è attraverso le regole rigide che potete giudicare il suo operato.

    Non sono le regole rigide a farvi capire se un testo è scritto bene.

    Chi fa questo mestiere non è un geometra né un ragioniere, non ha un metro per misurare la lunghezza esatta di un testo o di un post o per contare il numero preciso di keywords; ha il compito di scrivere testi ricchi di significato e utili per l’azienda e per i clienti.

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2013 alle 07:56 Rispondi

      Ciao Simona, benvenuta nel blog.

      Anche il numero preciso di parole chiave è un’altra mania, infatti.

  2. Salvatore
    16 novembre 2013 alle 10:18 Rispondi

    Caspita, le parole chiave! Ecco un modo per aumentare le visualizzazioni. Perché non c’ho mai pensato? Adesso vado a contare le parole chiave presenti nel mio sito! Ehm, come faccio a riconoscerle da tutte le altre…? :p

    P.S. si, lo so, non si mettono tre puntini di sospensione davanti al punto interrogativo. Un po’ di creatività su!

  3. MikiMoz
    16 novembre 2013 alle 13:10 Rispondi

    Ahaha, pensa, non ci ho mai badato.
    Anzi, ho sempre scherzato sulla cosa, evidenziando col colore delle parole, nel testo, che non sono affatto parole-chiave né sono volte a sottolineare o rafforzare dei concetti :D

    P.s. io invece voglio uccidere chi ha creato il captcha.
    Ma prima, almeno due anni di torture.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2013 alle 13:59 Rispondi

      Diciamo anche che certi “accorgimenti” valgono solo per alcuni blog. Se stai parlando di tutto lo scibile umano nel tuo blog, la vedo dura riuscire a piazzarti per una o l’altra parola chiave. Va beh, è un discorso talmente lungo da fare, che qui esula.

      • MikiMoz
        16 novembre 2013 alle 15:11 Rispondi

        Sì, lo so che ti riferivi a blog e siti particolari, “mirati” :)

        Moz-

  4. Gioia
    16 novembre 2013 alle 17:17 Rispondi

    Dio ti strabenedica! se lo trovi “l’inventore” avvisami che ti aiuto! :D
    Sai quante volte mi è capitato di scrivere articoletti “del menga” di 300 parole in cui inserire 10 parole chiavi di cui 6 erano la stessa parola le 3 frasi obbligatorie (in cui erano presenti 2 parole chiave)? E poi senirmi dire: – Mi sembra un po’ ripetitivo!
    0_o …….

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2013 alle 17:31 Rispondi

      Gli articoli di 300 parole neanche dovrebbero essere scritti :)

      • Gioia
        17 novembre 2013 alle 11:40 Rispondi

        Si, lo so, ma vallo a dire a chi te li richiede!

  5. Ivano
    19 novembre 2013 alle 10:07 Rispondi

    Non sarebbe meglio impiegare una mezz’ora in più a documentarsi e a lavorare sul testo piuttosto che ammattirsi per infilare una o più parole chiave nel testo, magari forzatamente?
    Non so, io ogni tanto mi aiuto con Google Suggest per avere qualche…suggestione, ma di sicuro non mi metto a cercare nel dettaglio tutte le parole chiave relative all’argomento trattato. Magari sbaglio. Magari no.
    Ciao Daniele!

    • Daniele Imperi
      19 novembre 2013 alle 11:36 Rispondi

      Ciao Ivano,

      hai ragione, non sbagli per niente. Serve solo documentazione, niente altro.

  6. Dalla scrittura online alla scrittura creativa
    1 febbraio 2014 alle 05:01 Rispondi

    […] abbiamo parlato a volontà: concetti come parole chiave, piramide rovesciata, titoli e sottotitoli, formattazione, ecc. sono ormai chiari, spero. Quando […]

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