Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Cosa NON significa scrivere per un blog

Muro

Scrivere per un blog richiede un atteggiamento di serietà e professionalità che non tutti possiedono, purtroppo. Scrivere per un blog richiede anche lavoro, tanto lavoro, e sacrificio. E attesa. È tutto da mettere in conto quando si decide di aprire un blog.

In questo articolo individuo 5 caratteristiche che rendono un blog – e un sito in generale – un prodotto di scarsa qualità, caratteristiche che influiscono sui contenuti e quindi sul valore del blog e del blogger.

Soldi facili

Aprire un blog non assicura denaro. Sono molti a essere convinti che scrivere qualche post su temi molto gettonati porti a guadagnare parecchio con gli annunci di Google. È vero che per ogni click effettuato dagli utenti su quegli annunci al blogger va qualche centesimo di euro o più, ma per poter parlare di guadagni consistenti il blog deve raggiungere un traffico elevato.

Non basta scrivere, dunque, ma scrivere bene, conoscere le regole del web sulla scrittura online, scrivere in modo consistente, scrivere testi di qualità e veramente utili, scrivere post unici che riescano a scalare i risultati delle ricerche e essere quindi visibili a molti.

Nessuna competenza

L’apertura di un blog richiede determinate competenze, che non tutti hanno, ma non sempre così necessarie: dipende dalla funzione del blog e dagli obiettivi del blogger. Si può aprire un blog in 5 minuti con Blogspot o WordPress, ma non saranno blog professionali.

Al di là delle conoscenze tecniche del web, dell’ottimizzazione delle pagine, del codice HTML e della piattaforma per blog, una delle competenze più importanti è la scrittura. Scrivere per un blog richiede:

  • conoscenza della lingua italiana;
  • conoscenza della grammatica;
  • conoscenza delle regole di scrittura online;
  • doti di scrittura;
  • autocritica;
  • capacità di sintesi e di revisione.

Anche in un blog aperto con una piattaforma gratuita e a hosting condiviso la scrittura è l’elemento che fa la differenza. Si parla di scrittura per il web, in questo caso, che non ha nulla a che vedere con la scrittura creativa e gli altri tipi di scrittura.

Nessuna dote di scrittura

Ho parlato di doti di scrittura: ma cosa sono? Sono convinto che c’è chi sappia scrivere e chi no. Chi riesce a farsi comprendere dai lettori e chi scrive in modo oscuro. Chi inquadra subito l’argomento del suo post e chi ci gira attorno senza arrivare ad alcuna conclusione.

La scrittura è l’elemento principale del blogging: un blog non è solo design, organizzazione dei contenuti, facilità di lettura, di ricerca dei testi. È anche tutto questo. Ma un blog è scrittura, principalmente. Il blogger scrive e il lettore legge: è con la scrittura che il blogger si fa conoscere.

L’arte del riciclo

Scrivere per un blog non deve mai significare riciclare vecchi contenuti. Un blog è prima di tutto originalità. Unicità. È possibile riproporre un vecchio post, pubblicato altrove e non più disponibile online, nel proprio blog: l’importante, in questo caso, è la revisione e la frequenza.

  1. L’articolo va riletto attentamente e va valutata la sua attendibilità col blog.
  2. L’articolo va revisionato e, se necessario, riscritto.
  3. Il blogger non può riproporre di continuo vecchi post.

Quando ho riproposto i consigli di scrittura da Gabriele D’Annunzio ho riletto quel vecchio post – che inizialmente era rivolto al blogging – e l’ho in parte riscritto adattandolo alla scrittura creativa.

Il copia-incolla

Non ricordo quanti miei articoli e testi per il web sono stati copiati da altri blogger e perfino da aziende e comuni. Ogni tanto ne trovo qualcuno e scrivo al sito in questione. Qualche anno fa una cosiddetta web agency, che fra i vari servizi offriva il copywriting, copiò per intero la pagina delle FAQ di un mio sito. Me ne accorsi perché si erano dimenticati di eliminare il link diretto alla mia pagina Contatti.

Ho ricontrollato quella pagina delle FAQ e ho scoperto che non compare più quella web agency, ma in compenso la pagina è stata copiata, per intero o solo in parte, da altri:

  1. una web designer
  2. una web agency
  3. un forum
  4. uno studio informatico
  5. un web designer

Questo non è blogging né è fare web. Copiare testi altrui e spacciarli per propri è semplicemente vergognoso. La rete non mente: tutto ciò che immettiamo online viene trovato, non c’è scampo.

27 Commenti

  1. Alessandro Madeddu
    14 agosto 2013 alle 07:32 Rispondi

    Falli neri ‘sti copioni, Daniele!

  2. Irene Ferri
    14 agosto 2013 alle 08:26 Rispondi

    Ottime osservazioni e giustissima polemica. Tra l’altro, un atteggiamento (fin troppo) diffuso è pensare che i contenuti di qualità siano prodotti solo da chi faccia il “volontario” sul web e non debba in qualche modo “monetizzare”.

    In pratica, in questa visione curare i contenuti sarebbe solo una perdita di tempo che può essere concessa solo a chi può permettersela! Qualcuno dice che soltanto i post mediocri “pagano”, perchè stimolano il visitatore ad approfondire proseguendo nella lettura del sito. Al contrario, un post di qualità sarebbe completamente esaustivo e non stimolerebbe l’approfondimento.

    Personalmente, scrivo un contenuto per il mio stesso blog solo quando so di avere qualcosa di importante da dire o da condividere. In quel caso cerco di curare bene il post ed essere esaustiva. Non mi interessa blaterare a vanvera e vorrei che quelli che mi apprezzano, pochi o tanti che siano, ritengano che ho una modalità di scrittura definibile e riconoscibile.
    Il resto, ne sono convinta, viene da sè.

    • Daniele Imperi
      14 agosto 2013 alle 08:33 Rispondi

      Non sono d’accordo neanche io sui post mediocri. Io abbandono un blog se leggo un post mediocre, non approfondisco nulla.

      Fai bene ad agire così. Un blog è la tua estensione online Un blog sei tu.

  3. PaGiuse
    14 agosto 2013 alle 10:25 Rispondi

    Pensavo…
    Se in un ipotetico domani qualcuno facesse un copia-incolla di un mio post…
    Come potrei reagire? Mi rendo conto di fantasticare, però se dovesse accadere, può darsi che inizialmente ne sarei anche felice :)
    Ottimo post Daniele, come sempre.
    Buona giornata.

    • Daniele Imperi
      15 agosto 2013 alle 07:01 Rispondi

      Grazie Giuseppe :) Se ti copiano scrivigli e segnala la pagina a Google.

  4. Gioia
    14 agosto 2013 alle 12:30 Rispondi

    Come sempre post interessanti.
    Aggiungerei che un pizzico di brio non guasterebbe, lavoro serio e duro si, ma non da schiavi. In fin dei conti, si scrive e si crea un blog, innanzi tutto per puro piacere personale e, un lavoro rende quando fatto con armonia, con soddisfazione e divertimento.
    Per quanto riguarda il copia e incolla, ho scritto un piccolo post qualche giorno fa, il cui sunto è “non è eticamente giusto” Un utente mi ha risposto che lo fa regolarmente quando trova qualcosa di interessante, peer non distorcere ciò che l’autore ha scritto, ma… naturalmente mette il link di riferimento…. 0_o Sarà, ma sono convinta che sia come rubare.

    • Daniele Imperi
      15 agosto 2013 alle 07:03 Rispondi

      Grazie Gioia :) Mettere il link di riferimento non serve a nulla. Copiare è appunto rubare.

  5. Lucia Donati
    14 agosto 2013 alle 12:32 Rispondi

    Quando qualcuno copia, vuol dire che TU scrivi cose che valgono! Ma non si può copiare la matrice da dove vengono i pensieri che saranno originali solo se provengono da un originale. E’ così.

    • Daniele Imperi
      15 agosto 2013 alle 07:06 Rispondi

      Sì, vero, significa che hai scritto cose che valgono. Ma a me dà fastidio lo stesso.

  6. Lucia Donati
    14 agosto 2013 alle 12:33 Rispondi

    … Poi, c’è sempre il diritto d’autore da considerare…

  7. MikiMoz
    14 agosto 2013 alle 20:03 Rispondi

    Che povertà chi copia…

    Moz-

  8. Giuliana
    14 agosto 2013 alle 22:09 Rispondi

    Chi copia, purtroppo, danneggia non solo se stesso, ma anche la sua vittima. Google penalizza i siti che presentano contenuto duplicato, spesso a prescindere da chi lo ha postato per primo. Il problema è che a rincorrere tutti quelli che copiano non solo si diventerebbe matti, ma si butterebbe via una barca di tempo – che potrebbe essere meglio speso scrivendo :(

    Cosa conviene fare?

    Dal mio punto di vista, mettersi il cuore in pace e, giusto una volta ogni due-tre mesi, controllare se sono stati copiati pezzi dei propri post più popolari, cioè quelli che si trovano nelle prime 2 pagine dei risultati di ricerca per determinate parole chiave.
    Scrivere ai copioni intimando loro di rimuovere o modificare le parti incriminate pena segnalazione, o per lo meno di inserire un link che riconduca all’autore originario.

    L’80% delle volte funziona e il contenuto viene rimosso, anche perché spesso chi copia sono ragazzini senza né arte né parte, che non sanno nemmeno cosa sia la netiquette. Una volta mi è capitato di chiedere la rimozione del contenuto copiato su un blog della mia stessa piattaforma; il gestore del sito mi ha completamente ignorato, io ho segnalato la cosa a chi di dovere e, nel giro di pochi giorni, al posto dell’articolo campeggiava un messaggio che comunicava la rimozione dello stesso a causa di una violazione del regolamento.

    Insomma, ogni tanto va anche bene alzare un po’ la voce, ma farne una malattia è inutile e non risolve il problema.
    Anche la pubblica gogna è un’idea simpatica, Daniele, se non fosse che porta un vantaggio sotto forma di link ai siti copioni… ;)

    • Daniele Imperi
      15 agosto 2013 alle 07:08 Rispondi

      Faccio anche io così. E so che porta vantaggio ai copioni. :)

  9. Monia
    16 agosto 2013 alle 09:58 Rispondi

    Il tuo post, per nulla mediocre, mi porta a continuare a approfondire il tuo blog: in un commento a questo post hai scritto “un blog sei tu” e mi hai fatto ripensare a un tuo post (potrei anche averlo letto in sogno, eh) in cui ti/ci chiedi quanto la personalità, le idee e per estensione la vita di un blogger debbano trasparire dal suo blog.
    Quiiiindi corro a cercare questo post.
    (Vedi come spulcio bene le pagine di pennablu sebbene io, alla penna blu, preferisca da tempo immemore la penna nera?)
    Leggendo questo post, invece, la prima cosa che mi è passata per la testa è che scrivere per un blog forse non può davvero prescindere dall’avere un proprio originale punto di vista.
    Aprire un blog è estremamente semplice, pochi passaggi e si è subito online, ma poi? La blogsfera ha davvero “bisogno” del nostro blog?
    Magari lo abbiamo aperto “con le migliori intenzioni” senza essere schiavi di una qualche “corsa all’oro” con un oro che non arriva mai,
    magari ci occupiamo della stesura dei contenuti con la massimaa cura senza riciclare, né copiare, e senza trascurare l’importanza della “scrittura per il web”.
    Eppure… basterà?
    Penso che arrivati a questo punto in cui ci sono più blog che blogger (Inizio a credere che alcuni blog nascano da soli. Così. Spontaneamente) oltre ad avere “qualcosa da dire” sia anche importante “avere un modo personale di dirlo”.
    Se “tutto è già stato detto” si può o decidere di tacere oppure valutare, armati di autocritica, se realmente si ha una voce diversa da offrire.
    E, in quel caso, magari decidere di fare “il grande passo”
    (Perché mai sposarsi quando si può considerare “il grande passo” l’apertura di un blog?)

    • Daniele Imperi
      16 agosto 2013 alle 14:29 Rispondi

      Sì ho scritto un post del genere e concordo sullo scrivere secondo il proprio punto di vista. Quindi apri quel blog :)

      • Monia
        17 agosto 2013 alle 14:14 Rispondi

        E se io apro quel blog tu mi darai presto un tuo romanzo da recensire? :D

  10. Roberto
    16 agosto 2013 alle 11:06 Rispondi

    Uno dei problemi principali è che la maggior parte di coloro che aprono un blog non conoscono nemmeno le regole grammaticali di base. Come potranno apprendere quelle di scrittura per il web? Boh…
    Tempo fa una lettrice mi disse che voleva un dominio proprio per il suo blog perché pensava gli desse un qualcosa di più professionale. Io credo che la serietà si veda prima nel contenuto. Tutto il resto è un contorno che può aiutare ad attirare l’attenzione, ma la fidelizzazione del lettore deriva dai contenuti.

    • Daniele Imperi
      16 agosto 2013 alle 14:31 Rispondi

      Un proprio dominio è senz’altro più professionale, ma ovviamente devono esserci contenuti buoni per farti apprezzare

  11. Ben Apfel
    16 agosto 2013 alle 14:40 Rispondi

    Ho imparato che riqualificare immediatamente la rabbia in energia creativa risulta, a lungo andare, molto produttivo. Il trucco è farsi un bel film, in cui si comprende la pochezza del gesto e dell’autore. Fare di lui il cattivo e di sé l’eroe. Vedersi correre incontro al futuro, figurina nera in controluce, il sole enorme e rosso sullo sfondo.
    :)

  12. Cosa NON significa scrivere per un blog | Socia...
    18 agosto 2013 alle 19:41 Rispondi

    […] Scrivere per un blog richiede un atteggiamento di serietà e professionalità che non tutti possiedono, purtroppo. Scrivere per un blog richiede anche lavoro, tanto lavoro, e sacrificio. E attesa.  […]

  13. Roberto
    19 agosto 2013 alle 11:45 Rispondi

    Ciao Daniele, alla ricerca di una soluzione per un problema di apertura delle pagine principali del mio blog, sono incappato nel tuo di blog e mi piace molto quello che ho letto riguardo alla qualità e alla personalizzazione dei contenuti. Sono alla prima esperienza con il mio “sito” e l’ho dedicato alle notizie interessanti (per me) che si trovano in rete e che potrebbero suscitare discussioni e commenti. E’ anche un modo utile di fare pubblicità ad un social network al quale sono iscritto e che lo ritengo valido. Vorrei un tuo giudizio e quindi ti chiedo cose ne pensi riguardo all’idea di riportare articoli già scritti da qualcun altro e quindi se è meglio cambiare i contenuti e indirizzarmi più su qualcosa di personalizzato? Grazie mille e buona giornata

  14. Cosa NON significa scrivere per un blog | Food ...
    19 agosto 2013 alle 19:25 Rispondi

    […] Scrivere per un blog richiede un atteggiamento di serietà e professionalità che non tutti possiedono, purtroppo. Scrivere per un blog richiede anche lavoro, tanto lavoro, e sacrificio. E attesa.  […]

  15. Cosa NON significa scrivere per un blog | Turis...
    19 agosto 2013 alle 19:27 Rispondi

    […] Scrivere per un blog richiede un atteggiamento di serietà e professionalità che non tutti possiedono, purtroppo. Scrivere per un blog richiede anche lavoro, tanto lavoro, e sacrificio. E attesa.  […]

  16. Cristiana Tumedei
    20 agosto 2013 alle 20:10 Rispondi

    Ohi Imperi, mi sono trattenuta parecchio prima di scrivere questo commento. Purtroppo sento di doverlo fare, nonostante sappia già che così farò uscire il mio lato intransigente :D

    Vorrei completare il titolo che hai usato. Scrivere per un blog NON significa tenere un diario personale. Nonostante la storia del blogging sia nota, la sua evoluzione è quella che conta.

    A mio parere, se si avverte l’esigenza di aprire un blog, significa che intendiamo comunicare. E, di fatto, la scrittura, la grafica e tutti gli altri contenuti multimediali altro non sono che il nostro mezzo per esprimerci.

    Mezzo che rientra in un sistema – la rete – che nasce e si regge su regole ben definite. Non conoscerle e pubblicare contenuti significa mancare di rispetto agli eventuali lettori.

    Altro elemento, a parer mio, da considerare è quella che definisco l’anima del blogging. E qui scatta la domanda: cosa significa bloggare e perché farlo?

    Arrivo al dunque, ché credo sia proprio giunto il momento :D

    Bloggare significa condividere i propri pensieri e opinioni, facendo informazione rispetto determinati argomenti. Farlo ha senso se si ha qualcosa da dire e se si è disposti a confrontarsi. Cosa significa? Che, nonostante il blog sia lo spazio d’espressione del suo autore, lui deve produrre contenuti non per gonfiare il proprio ego, ma per attivare una conversazione.

    Farsi leggere, quindi, ma per generare quel meccanismo che attiva relazioni virtuose tra blogger e lettori che permettono di trarre un beneficio reciproco dal confronto.

    Lo so, lo so: la mia è una visione poco realistica del settore. Ma perché non provare a realizzarla? ;)

  17. Romina Tamerici
    13 settembre 2013 alle 22:50 Rispondi

    Così si parla! Bloggare non è affatto facile, né per tutti. Si tratta di un lavoro, richiede fatica e non si può copiare e farla franca.

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