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3 parole per il 2016

3 parole per il 2016

Eccoci al quinto anno consecutivo in cui allʼinizio di gennaio pubblico il post sulle 3 parole lanciato anni fa da Chris Brogan. Questʼanno è stata più difficile del solito trovare queste parole, ma alla fine ce lʼho fatta.

Non tutti gli anni sono riuscito a soddisfare il desiderio e il sogno contenuti nelle parole scelte, ma dicono tutti che lʼimportante è partecipare e io, almeno, ho partecipato.

Ecco il sommario delle mie 3 parole a partire dal 2012:

  • 2012: sfida, focus, austerità
  • 2013: costanza, traguardi, esperimenti
  • 2014: specializzazione, determinazione, innovazione
  • 2015: cambiamento, condivisione, consapevolezza

Lo scorso anno avevo anche parlato di cosa fossi riuscito a fare dal 2012 al 2014 e così ora confesso i traguardi che ho raggiunto nei confronti delle 3 parole del 2015.

Il cambiamento non cʼè stato, neanche lʼombra. Quanto meno non cʼè stato nella mia vita. Nella scrittura invece sì. Cʼè stata una pubblicazione non aspettata, perché lʼidea per quel libro è nata ad agosto 2014, quando io di solito vado in letargo mentale.

Riguardo alla condivisione avevo parlato perfino di un sondaggio da fare, che non solo non cʼè stato, ma neanche mi ricordo che diavolo di sondaggio fosse… Comunque non si può dire che non abbia condiviso nulla sul blog :)

La consapevolezza cʼè stata. Ho superato degli ostacoli nella scrittura e so dove vorrei andare. Quindi posso dire che 2 parole su 3 sono andate a segno. Una pacca sulla spalla a me.

Le mie 3 parole per il 2016

Questʼanno le mie 3 parole sono forse più difficili del previsto. Però ho scelto queste, fanno parte del retaggio dello scorso anno, di ciò che non ho raggiunto e di ciò che invece ho risolto.

Sono 3 parole in un certo senso legate fra loro, e disposte in una sorta di ordine cronologico, o forse è meglio dire che sono 3 passi di uno stesso lungo percorso.

Risoluzione

Parola che riprende il cambiamento del 2015. Risoluzione, però, ha un sapore definitivo, è lʼazione del risolvere, del portare a termine. È il completamento di un sogno. Ma è anche ricerca: la ricerca della soluzione a un problema, a un quesito.

Per me è una parola enorme, perché non soddisfarla significherà ricevere unʼennesima sconfitta e vedere sempre più lontano e irrealizzabile il mio sogno.

Autorialità

Una lettrice del blog mi ha scritto in un commento che nasco come autore generalista. E ho già parlato in un meme di come preferisca definirmi autore e non scrittore. Voglio quindi puntare sempre più su questa definizione.

autorialità è la condizione di essere un autore. Quando si parla di uno scrittore, quasi sempre ci si riferisce al romanziere. Ma, a parte il fatto che non ho scritto ancora nessun romanzo, a me interessa scrivere un poʼ di tutto, fumetti compresi.

E il fumetto che preferisco è quello cosiddetto dʼautore: quando la stessa persona crea, scrive e disegna.

Indipendenza

In genere si parla di autore indipendente di chi pubblichi in self-publishing. Perché, appunto, non dipende da una casa editrice, ma è imprenditore di se stesso.

A me però piace dare un significato diverso a questa parola, e in un post ne avevo parlato. A me piace parlare di indipendenza come di estrema libertà nella scelta delle mie pubblicazioni.

Non voglio essere legato allʼeditoria tradizionale né al self-publishing: voglio saltare dallʼuna allʼaltro secondo i progetti editoriali che lancerò. Di questa scelta sono sempre più convinto.

Le vostre 3 parole per il 2016

Se volete partecipare anche voi, come 10 lettori hanno fatto lo scorso anno, pubblicate un post sulle vostre 3 parole per questo nuovo anno. Non è un meme legato alla scrittura: ognuno scelga le sue parole in base al blog che ha e a ciò a cui aspira. I contributi saranno segnalati a fine post.

Se non avete un blog, allora parlate delle vostre parole nei commenti.

Queste, dunque, le mie 3 parole per il 2016 e le mie sfide per questʼanno. E le vostre?

3 parole per il 2016: i post dei lettori

  1. Ricominciamo da tre parole nel 2016 di Giuseppe Vitale
  2. Dammi tre parole… per il 2016 di Loredana Gasparri
  3. Solo tre parole: azione, determinazione e umiltà di Ferruccio Gianola
  4. Tre parole per una rotta di Barbara Businaro
  5. Il triangolo no, non l’avevo considerato di Silvia Algerino
  6. Le mie tre parole-guida per il 2016 di Maria Teresa Steri
  7. Scrittura e dintorni – le tre parole chiave del 2016 di Chiara Solerio
  8. Keep calm and tre parole per il 2016 di Andrea Cabassi
  9. Le mie 3 parole per il 2016 di Ivano Steri

37 Commenti

  1. Giuseppe Vitale
    4 gennaio 2016 alle 07:27 Rispondi

    Caro Daniele è da tre anni che con piacere ti seguo in questa sorta di appuntamento fisso con le tre parole delle quali conservo memoria durante l’anno e con le quali alla fine dei dodici mesi mi confronto per vedere se e quanto hanno davvero fatto parte della mia vita e della mia professione. Stanno diventando importanti idee ispiratrici. Per me quest’anno si tratta di veri e propri doni che ho ricevuto e che sto condividendo con gli altri. In questa occasione ho scelto un verbo latino, exquirere, una parola giapponese come kaizen e un vocabolo che viene dal sanscrito: akasha. Perché queste scelte? Racconto tutto nel mio post: Ricominciamo da tre parole nel 2016.

    • Daniele Imperi
      4 gennaio 2016 alle 10:38 Rispondi

      Ciao Giuseppe, mi ricordo che partecipi da un po’ :)
      Auguri per le tue parole, allora.

  2. silvia
    4 gennaio 2016 alle 07:35 Rispondi

    Per quanto riguarda le tue parole, non posso che condividere il tuo punto di vista.
    Risoluzione, secondo me, comprende anche l’essere determinato, appunto risoluto, pronto ad agire e convinto dei propri propositi. Un bel progetto, quindi.
    Il saper scrivere un po’ d tutto dovrebbe essere la base per chi si occupa di scrittura. Mi affascina molto la tua passione per i fumetti e mi rendo conto di quanta competenza ci sia dietro ogni vignetta. E’ un mondo a sé che riunisce campi di cui sono ignorante, ma che mi incuriosiscono molto. Ti leggerò con interesse.
    Infine indipendenza. Che per me si collega al concetto di Libertà. Può chi scrive non essere libero? Io penso di no.
    Coglierò la tua proposta e farò anch’io un post sulle mie 3 parole. Grazie per la bella idea.

    • Daniele Imperi
      4 gennaio 2016 alle 10:40 Rispondi

      Risoluzione può esser letta anche in quel modo, hai ragione. Anzi, è meglio leggerla anche così ;)
      Aspetto il tuo post, allora.

  3. Barbara
    4 gennaio 2016 alle 09:37 Rispondi

    Uhm…mi sconfinfera l’idea delle 3 parole! Ci lavoro su per il post di mercoledì (dato che il post pianificato a calendario è rimandato…) Vediamo che ci tiro fuori. Il mio primo meme! :)
    Poi ripasso e lascio il link.

    • Daniele Imperi
      4 gennaio 2016 alle 10:41 Rispondi

      Il primo meme? Un buon modo per iniziare, allora :)

      • Barbara
        4 gennaio 2016 alle 21:49 Rispondi

        un dubbio: ma le 3 parole per il 2016 non corrispondono un po’ ai buoni propositi per il 2016? anche se ho visto che le hai categorizzate diversamente

        • Daniele Imperi
          5 gennaio 2016 alle 09:58 Rispondi

          No, Indipendenza e Autorialità contengono i propositi, ma risoluzione non c’entra completamente con la scrittura.

  4. animadicarta
    4 gennaio 2016 alle 11:15 Rispondi

    Hai scelto tre propositi belli impegnativi :) Allora in bocca al lupo e buon 2016!
    Credo che quest’anno parteciperò anche io, per lo meno come esercizio per fare un po’ di chiarezza in un periodo alquanto confuso.

    • Daniele Imperi
      4 gennaio 2016 alle 11:20 Rispondi

      Il più impegnativo è il primo, perché non so da che parte cominciare :D
      Auguri anche a te e aspetto il tuo contributo.

  5. Serena
    4 gennaio 2016 alle 12:30 Rispondi

    Per me le tre parole non hanno funzionato un granché; l’anno scorso individuarle è stato un esercizio divertente, ma non è che le parole scelte abbiamo avuto un ruolo attivo nella mia vita quotidiana. Io preferisco il metodo GTD, ho degli obiettivi scritti alle varie quote e, grazie a Evernote, me li ritrovo davanti al naso a intervalli regolari. Così posso verificare cosa combino ed eventualmente aggiustare il tiro.
    Però sarà simpatico andare a vedere quali erano le parole 2015 e vedere che ne è stato. Per il 2016, se trovo il tempo rifaccio il giochino :)
    Mi piace che tu abbia inserito la parola Indipendente, lo spirito è quello giusto. Per essere più precisi: un Self Publisher è uno che si fa tutto da sé, scrittura ovviamente ma anche copertina, editing, correzione di bozze e vendita. Un self publisher può non avere un piano editoriale, non essere interessato a guadagnare coi suoi libri e pubblicare anche solo per la soddisfazione di tenere in mano un libro finito. Un autore indipendente, invece, è un imprenditore che cura il suo prodotto professionale affidando i diversi step a fornitori esterni, se necessario. La copertina gliela farà il grafico, l’editing un editor professionista, la correzione finale un correttore di bozze. Un autore indipendente è una piccola azienda dove i collaboratori svolgono ciascuno il proprio compito, e il titolare se ne ha le competenze qualche compito se lo svolge in prima persona.
    Ancora tanti auguri :)

    • Daniele Imperi
      4 gennaio 2016 alle 12:42 Rispondi

      Che diavolo è questo GTD? :D
      Preferisco gli autori indipendenti ai self publisher.
      Auguri a te :)

      • Serena
        4 gennaio 2016 alle 18:38 Rispondi

        E’ il metodo di David Allen, Getting Things Done. C’è il sito, ma se scrivi David Allen su Google ti esce subito un sacco di roba.

        • Daniele Imperi
          5 gennaio 2016 alle 09:59 Rispondi

          Forse ne ho letto qualcosa, andrò a controllare.

  6. Ferruccio
    4 gennaio 2016 alle 14:58 Rispondi

    Bello
    L’ho fatto anche io per il giorno dell’Epifania

    • Daniele Imperi
      4 gennaio 2016 alle 15:10 Rispondi

      Ottimo, Ferru :)

  7. Ulisse Di Bartolomei
    4 gennaio 2016 alle 14:59 Rispondi

    Salve Daniele
    un buon anno per te e i tuoi “seguaci”… Se ci avessi proposto le tre parolacce… sarebbe stato più semplice. Comunque quest’anno l’ho iniziato senza essermi proposto alcunché. Ho mandato due proposte a due editori, uno italiano e uno inglese, ma non ci voglio pensare. Leggendo il tuo articolo mi è sovvenuto che l’autore indipendente può coincidere con l’ambizioso di assiemarsi lo specchio più congruente con se stesso e lo perfeziona continuamente. Questo tipo di autore, non tollera interferenze… L’autopubblicazione gli si addice in ideale simbiosi. Che lo faccia poiché costretto o meno, è difficile da definire. Nel mio caso comunque, mi ha consentito una nuova vita e di osservare il passato come un turista che visita un museo… Da questo punto di vista, il risultato mi soddisfa pienamente.

    • Daniele Imperi
      4 gennaio 2016 alle 15:12 Rispondi

      Ciao Ulisse, buon anno a te. Anche non fare propositi può essere una buona idea. Auguri per le due proposte inviate :)

  8. Loredana
    4 gennaio 2016 alle 20:19 Rispondi

    …ma quanto mi piace, questo post? Soprattutto perché mi ci sono ritrovata rispecchiata, anche se non ho nemmeno un decimo dei tuoi progetti compiuti e risolti. Ma non è questo che importa. Scrivo subito il post sulle mie tre parole per il 2016, che pubblicherò domattina presto…Mi piace davvero l’idea delle tre parole: le vedo come una sorta di timone con cui navigherò attraverso l’anno appena iniziato. Grazie dello splendido spunto!

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2016 alle 09:51 Rispondi

      Grazie :)
      Ho appena visto il post, intanto lo aggiungo alla lista e poi me lo leggo.

  9. Ivano
    4 gennaio 2016 alle 21:47 Rispondi

    Anche quest’anno accetterò il tuo invito. Ripasserò con un link!

  10. poli72
    5 gennaio 2016 alle 00:23 Rispondi

    Le mie TRE parole-proposito per il nuovo anno che si apre sono :
    1)STRAFOTTENZA
    2)TESTARDAGGINE
    3)ALTERNATIVITA’

    1)Avendo un carattere pignolo e perfezionista ,nella scrittura mi blocco spesso.Mi impantanano in certi risvolti grammatico-lessicali o anche logici della scena che sto narrando se non trovo quella perfezione (peraltro esistente solo nella realta’ della mia testa) che sento non esserci.Sale la frustrazione e con essa se ne va la voglia di continuare. STRAFOTTERSENE della precisione e’ in questo caso la via d’uscita migliore.
    2)Ma quanto e’ grande il mulo ,che se si mette in testa un’idea e non c’e’ verso di fargliela cambiare.Per portare in fondo un romanzo la proverbiale TESTARDAGGINE del quadrupede e’ da prendere d’ esempio.Avanti ,sempre e comunque, fino in fondo ,contro il parere di tutti e forse soprattutto contro il nostro stesso io ,che tante volte ci suggerisce di lasciar perdere.
    3)Spesso capita che nella stesura di una trama ci troviamo di fronte ostacoli e problemi logici imprevisti.Le nostre letture ci suggeriscono soluzioni adottate da altri autori in situazioni simili.Il fascino e l’eleganza con cui i grandi scrittori aggirano o risolvono questioni di trama ci prende a tal punto che istintivamente tendiamo ad imitarne le mosse.Male!(Secondo me) Meglio essere ALTERNATIVI , a costo di trovare una soluzione con meno appeal ,ma piu’ originale.

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2016 alle 09:55 Rispondi

      Grazie per aver partecipato.
      Mi piacciono le tue parole, penso siano molto utili a chi scrive. Essere testardi aiuta molto.

  11. Nuccio
    5 gennaio 2016 alle 16:36 Rispondi

    Confusione, caos, creatività-

    • Daniele Imperi
      5 gennaio 2016 alle 16:55 Rispondi

      Mmm… confusione e caos sono molto simili. Come mai questa scelta?

  12. Barbara
    6 gennaio 2016 alle 12:25 Rispondi

    Di ritorno con un link! Partecipo anch’io al meme.
    Tre parole per una rotta http://www.webnauta.it/wordpress/tre-parole-per-una-rotta/
    E, come spiego nel post, per dare più forza al meme, il consulente in marketing suggerisce di creare un hashtag da utilizzare nei social sia per chi ha un blog, sia per chi non ce l’ha e vuol partecipare comunque con le sue tre parole. Perciò abbiamo ri-lanciato #3parole2016
    Perchè non proviamo a vedere che succede? :)

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2016 alle 09:04 Rispondi

      Ti ho aggiunto :)
      Ottima l’idea dell’hashtag, non ci avevo pensato!

  13. Romina Tamerici
    6 gennaio 2016 alle 19:50 Rispondi

    Sono andata a ripescare il mio post del 2013 sulle “tre parole”.
    La prima era “Priorità: la scrittura deve diventare una mia priorità.”
    E quell’anno ho smesso di scrivere… ahaha, molto bene!
    Belle le tue tre parole!

    • Daniele Imperi
      7 gennaio 2016 alle 09:13 Rispondi

      Evidentemente era una priorità smettere di scrivere :D

  14. Ryo
    13 gennaio 2016 alle 20:11 Rispondi

    Credevo di aver commentato ieri, ma non vedo il mio intervento… in ogni caso buon anno e buona attuazione di parole magiche a tutti ;-)

    • Daniele Imperi
      14 gennaio 2016 alle 08:31 Rispondi

      Non ho ricevuto il tuo commento, però ti ho aggiunto alla lista dei 3 parolieri :)

  15. Ludovica
    16 gennaio 2016 alle 10:39 Rispondi

    Buon anno a tutti. :)

    È la prima volta che commento in un blog, anche se è da parecchio tempo che segue questo. Il motivo è che spesso mi tiro indietro nelle cose, perché ho paura di quello che potrebbe pensare la gente. Proprio per questo la mia prima parola sarà CORAGGIO. Vorrei insomma realizzare tutti quei progetti che sono rimasti dentro la mia testa, perché mi vergognavo troppo… come aprire un blog per esempio.
    La mia seconda parola è AMORE (per se stessi). Vorrei iniziare a volermi bene e avere più fiducia nelle mie qualità.
    Infine la terza è PERSONE, perché credo che abbiano molto da insegnare e io adoro imparare nuove cose. Credo anche che le persone, nei loro difetti e nelle loro caratteristiche, siano affascinanti. Magari la maggior parte lo sono con una sfumatura differente a quella che diamo comunemente a questo aggettivo, ma restano comunque interessanti.

    • Daniele Imperi
      18 gennaio 2016 alle 09:06 Rispondi

      Ciao Ludovica, benvenuta nel blog. Mi fa piacere che sia stato il mio blog a smuoverti a commentare :)
      Ottime le tue 3 parole e ti auguro di metterle in pratica, soprattutto la prima, che è la più importante.

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