I libri di conforto: quali sono realmente?

I libri di conforto

Libri di conforto è la traduzione letterale dell’inglese comfort books, un’espressione che indica quelle letture in grado non solo di intrattenere, ma anche di offrire benefici psicologici a chi ha bisogno di speranza o di buone emozioni.

Si tratta di letture che non richiedono sforzi mentali per affrontarle, altrimenti non sarebbero confortevoli, letture che ci fanno evadere dalla realtà, anzi dalla quotidianità.

Di tutte le definizioni che ho letto, in italiano e in inglese, sono d’accordo soltanto su una: i libri di conforto non appartengono a un genere letterario preciso né esistono dei criteri per stabilire se un libro sia di conforto o meno.

I libri di conforto sono personali. Per me La strada di Cormac McCarthy appartiene a questa categoria di letture, perché è stato un libro che ho amato e di un genere che prediligo.

Gli elementi dei libri di conforto

Secondo molte definizioni, esistono degli elementi comuni nei libri di conforto:

  • Linguaggio semplice e chiaro: nessuno si sognerebbe di leggere un romanzo complesso in situazioni di stress o estrema malinconia.
  • Atmosfere rilassanti: come quelle che può offrirci un romanzo fantasy.
  • Valori universali: amore, empatia, amicizia, famiglia. Ma sono valori che ho riscontrato anche in romanzi polizieschi e perfino dell’orrore.
  • Finale positivo: di certo una storia tragica non ci potrà trasmettere speranza, sicurezza, ottimismo.

Quando ho bisogno di letture rilassanti – preferisco usare questo termine perché non credo di aver mai avuto bisogno di conforto, visto il mio carattere schivo e burbero – cerco libri fra questi generi:

  • Polizieschi: hanno un ritmo, non sono storie statiche, c’è azione, che preferisco alle chiacchiere.
  • Western: perché è un’ambientazione che amo fin da bambino. Mi piacciono i romanzi, i fumetti e anche i film western.

Anche leggere Stephen King è per me rilassante, nonostante ci siano omicidi, fantasmi, creature del male. Ma sono storie leggere, scritte con un linguaggio semplice. Si leggono velocemente e non richiedono sforzi mentali.

I libri di conforto sono riletture?

A quanto ho letto, molti sostengono che i libri di conforto sono libri a cui torniamo nei momenti bui, tristi. Rileggere quelle storie che ci hanno appassionato diventa una sorta di terapia per ridurre stress e malinconia.

Il motivo, secondo queste persone, è tanto semplice quanto banale: un libro già letto ci offre quel senso di certezza che può alleviare la nostra ansia o diminuire la nostra tristezza, cosa che non può offrire un libro nuovo, che è una sorta di salto nell’ignoto.

Difficilmente rileggo. Anzi, è successo molto raramente. Qualche anno fa ho riletto La spada di Shannara di Terry Brooks, che la prima volta mi aveva entusiasmato, ma la rilettura non mi ha dato le stesse emozioni. Lo stesso mi è successo con La canzone di Shannara.

Ho adorato Il mattino dei maghi, saggio di Louis Pauwels e Jacques Bergier, ma quando ho provato a rileggerlo, ho dovuto abbandonarne la lettura dopo poche pagine.

C’è stato però un libro che per me, molti anni fa, è stato di conforto, al punto da averlo letto 5 volte: Il magico regno di Landover di Terry Brooks. Forse perché quella storia parla proprio di una fuga dalla vita attuale, che non offriva più nulla al protagonista. Una rinascita, quindi, un cambio totale.

Ogni rilettura mi aveva dato giovamento. Ma in genere io non rileggo, anche perché ho centinaia di libri che devo ancora leggere e altre centinaia “archiviati” su Ibs, Ebay, Vinted e altri siti. Il tempo è quello che è.

Quindi per me i libri di conforto non sono affatto delle riletture – un solo libro su centinaia letti non fa testo.

La brutta traduzione di comfort books

Qualcuno traduce quest’espressione inglese come libri coccola, una traduzione sdolcinata che non trova riscontro nel termine comfort, che proviene poi dal latino: dare forza, quindi incoraggiare, quindi consolare, confortare.

Se sento parlare di libri coccola, io me ne tengo lontano, altro che leggerli nei momenti tristi.

Chiamateli libri confortevoli, perché quello sono.

Quali sono i vostri libri di conforto?

Conoscevate questa categoria di libri? Quali letture vi hanno confortato, rilassato nei momenti di solitudine e tristezza? E quali avete riletto per lo stesso motivo?

Sono sicuro che le risposte avvaloreranno la tesi per cui i libri confortevoli sono personali e ognuno ha i propri.

15 Commenti

  1. Grazia Gironella
    giovedì, 17 Luglio 2025 alle 7:58 Rispondi

    Non ho libri-coccola. Semmai, quando sono giù di corda, può capitarmi di iniziare a leggere un libro che mi attira particolarmente, ma è sempre un libro mai letto, quindi non garantito per lo scopo. Non rileggo quasi mai, perché ho constatato che le letture speciali sono frutto del connubio libro-gusti-momento, qualcosa che non si ripete nel tempo. L’unica eccezione è il Signore degli Anelli, che mi accompagna da oltre trent’anni e ogni tanto rileggo. Lo definirei un libro-pilastro più che un libro-coccola; in pratica l’ho adottato, oppure lui ha adottato me! Ma non c’è legame con il mio stato psicologico. Quando quello che leggo mi fa sentire meglio, è sempre una sorpresa.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Luglio 2025 alle 12:21 Rispondi

      Io ribadisco che non è necessario rileggere per avere una lettura di conforto.
      Non sei l’unica che rilegge “Il Signore degli Anelli” più volte. Io mi riprometto di rileggerlo, ma poi sono arrivati i film e quindi mi ricordavo troppo la storia. L’ho letto nel 1995, quindi potrei rileggerlo quest’anno per il trentennale :D

  2. Corrado S. Magro
    giovedì, 17 Luglio 2025 alle 10:41 Rispondi

    Non trovo libri che mi siano stati di conforto. Uno forse: “Pinocchio”. Per me tutti i libri scritti bene lo sono e nessuno lo è, Escludo la scrittura sdolcinata. Giä leggere “coccole” mi lascia drizzare i anche i peli del naso. Mi legano più lo stile e l’argomento. Avrò letto per esempio almeno quattro volte “i Malavoglia”. Con i racconti è diverso. Il primato in assoluto lo tiene “La giara” di Pirandello.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Luglio 2025 alle 12:23 Rispondi

      Devo ancora leggere “I Malavoglia”. Ho letto “La giara” di Pirandello a scuola e mi ricordo ancora la storia. Mi sono preso poi in 2 volumi tutte le Novelle per un anno.
      Comunque concordo che tutti i libri ben scritti possano dare conforto.

  3. Fabio Amadei
    giovedì, 17 Luglio 2025 alle 11:15 Rispondi

    Ciao Daniele,
    non conoscevo questa categoria di libri. So dell’esistenza di libri motivazionali, autori come Napoleon Hill, Wayne Dyer, Og Mandino ecc. Anche i suddetti rientrano nello speciale raggruppamento? In ogni caso i miei racconti del cuore sono quelli immortali di Giovannino Guareschi.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Luglio 2025 alle 12:25 Rispondi

      Ciao Fabio,
      non credo che i libri motivazionali rientrino in quella categoria, hanno un’utilità differente.
      Di Guareschi ho tantissimo fra romanzi e racconti. È sempre un piacere leggerlo.

  4. Orsa
    giovedì, 17 Luglio 2025 alle 14:34 Rispondi

    Inutile che io dica quali siano i miei libri/coccola, ve’? ;) Purtroppo anch’io spesso ritorno sugli stessi titoli, ma proprio perché sono pochissime le nuove letture che mi coinvolgono. E così vado a trovare conforto in vecchie letture, che siano classici o saggi (che per fortuna non deludono col passare degli anni). Però come mi coccolano i cingoli dei carri armati… nessuno! :P

    • Daniele Imperi
      giovedì, 17 Luglio 2025 alle 14:45 Rispondi

      Qualcosa mi dice i libri di guerra… Li leggo anche io volentieri.
      Le mie vecchie letture sono tutte inscatolate, quindi se anche volessi rileggere, non potrei :D

  5. Roberta
    giovedì, 28 Agosto 2025 alle 18:53 Rispondi

    Credo che la lettura dovrebbe costituire sempre una forma di conforto per lo spirito. Almeno nell’intenzione. Mi capita di rileggere sempre i libri che ho amato, le cui pagine sono anche immancabilmente sottolineate. Ci sono opere che non smettono di sorprendermi. Ogni rilettura è una nuova esperienza che arricchisce e sorprende. Uno dei libri che ho amato di più, proprio per il conforto che mi ha donato, è il mito di Sisifo di Camus. È difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire, come canta Battiato, e questo testo ci è riuscito.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 29 Agosto 2025 alle 12:33 Rispondi

      Salve Roberta, benvenuta nel blog. È vero che la lettura in genere dovrebbe essere di conforto per lo spirito, ma non sempre accade. A me è capitato solo una volta di rileggere più volte un romanzo, 5 mi pare, ma preferisco comunque letture nuove.

  6. Roberta Piccolo
    venerdì, 29 Agosto 2025 alle 18:40 Rispondi

    Grazie per il benvenuto e per la risposta, Daniele. Complimenti per questo tuo spazio.
    Credo che ci siano motivazioni diverse e soggettive che spingano alla rilettura. Per me è come tornare in un luogo già visitato e andare oltre il primo impatto, assecondando il desiderio di cogliere luci e ombre inizialmente impercettibili. Sì torna se dopo la vertigine della scoperta, si è creato un legame sentimentale. Ed è così anche con i libri.

  7. Maria Antonietta
    venerdì, 19 Settembre 2025 alle 16:42 Rispondi

    “Orgoglio e pregiudizio” e pure tanti racconti di Edgar Allan Poe, letti e riletti nel tempo sempre con gioia e “corrispondenza”. Sì, con certi libri è davvero un bel legame sentimentale.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 19 Settembre 2025 alle 16:45 Rispondi

      Ciao Maria Antonietta, benvenuta nel blog. Anche io ho riletto varie volte alcuni racconti di Poe e anche tutte le storie su Sherlock Holmes.

  8. Adele
    lunedì, 3 Novembre 2025 alle 22:38 Rispondi

    Io scrivo articoli e questa lettura mi può servire davvero da ispirazione, grazie! Bellissimo pezzo, il modo in cui parli dei libri di conforto è molto autentico. Hai descritto perfettamente come certe storie riescano a offrire rifugio e leggerezza nei momenti giusti. Penso, ad esempio, a ‘L’eleganza del riccio’ di Muriel Barbery, che ogni volta riesce a trasmettere calma e bellezza nelle piccole cose. Mi hai fatto venire voglia di riscoprire letture che scaldano l’anima, con l’arrivo dell’inverno poi, perfetto!

    • Daniele Imperi
      martedì, 4 Novembre 2025 alle 18:10 Rispondi

      Ciao Adele, grazie e benvenuta nel blog. Ognuno trova rifugio nei libri appropriati alla sua personalità.
      Del libro che citi accenno nel prossimo articolo.

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