
In una delle prime storie pubblicate in un forum letterario mi contestarono la mancanza di un intreccio. E così accadde anche in altre. “Storia molto lineare”, come se fosse una lacuna nella mia scrittura.
Ho visto che i racconti con un intreccio erano più graditi. Dunque la domanda: è meglio scrivere storie lineari o usare un intreccio? E le storie lineari sono davvero esclusivamente per bambini?
Iniziare da una struttura semplice
Penso che chi si avvicina alla scrittura per la prima volta debba preferire la linearità all’intreccio. Iniziare a scrivere racconti con una struttura semplice da gestire comporta un problema in meno, in fondo. Ci si concentra soltanto sulla storia e sullo stile.
Forse viene naturale scrivere storie lineari all’inizio. Io ho fatto così. Ricordo, però, che il mio famosissimo romanzo fantasy, la scopiazzata de La spada di Shannara, aveva un intreccio, ma solo nel progetto di 50 e passa capitoli che avevo scarabocchiato su un vecchio diario di scuola.
Non solo storie per bambini
Se qualcuno pensa che una storia lineare sia per bambini, si sbaglia. Ho letto dei romanzi in cui non c’era intreccio e non erano storie per bambini, soprattutto erano storie non facili da seguire, profonde, coinvolgenti.
È normale, però, che una storia per bambini debba essere lineare, almeno credo non esistano storie per i più piccoli con intrecci. Un bambino segue una sua logica, forse non riuscirebbe a seguire salti di spazio e tempo all’interno della storia.
Il “C’era una volta” ci mostra un principe che parte alla ricerca del drago che ha rapito la principessa, lo trova, lo uccide, salva l’amata e la riporta a casa, dove la sposerà per vivere felici e contenti e senza pagare le tasse. Una bella linea spaziotemporale senza balzi né divagazioni. Si parte da A per arrivare a B e infine a C.
Salti spaziotemporali
Il bello dell’intreccio è permettere dei salti nello spazio e nel tempo. Ma anche da personaggio a personaggio. George Martin, nelle sue Cronache del ghiaccio e del fuoco, ha ideato un intreccio particolare: ogni capitolo non è numerato come di consueto, ma mostra la storia del protagonista di quel capitolo.
Quindi c’è a volte una sorta di triplo salto: nel tempo, nello spazio e nei personaggi. Il punto di vista cambia da capitolo a capitolo, perché ogni capitolo è la storia di quel preciso personaggio. Ne nasce un intreccio non semplice da gestire, ma di sicuro interessante, innovativo e funzionale.
Una narrativa dinamica
Una storia fatta di tante piccole storie intrecciate offre al lettore una lettura dinamica. Difficile annoiarsi, ma dipende ovviamente dall’abilità dello scrittore, dalla sua capacità di rendere ognuna di quelle piccole storie avvincenti.
Il lettore deve poter saltare da una all’altra senza perdere il filo del discorso. A me è capitato di non capire cosa stesse accadendo in qualche romanzo. Una scelta strutturale come quella di Martin porta facilmente il lettore, specialmente all’inizio, a perdersi nei tanti personaggi del suo mondo.
Quindi penso che, per intrecci molto sofisticati, lo scrittore debba crearsi uno schema, una sorta di mappa per non perdere l’orientamento e, di conseguenza, non farlo perdere al lettore.
Intrecci o storie lineari?
Cosa preferite? Quando adottate gli uni e quando gli altri nelle vostre storie?
Scarica il post in PDF
Alessandro C.
Ciao Daniele,
credo ci sia una piccola confusione di fondo, puramente “formale”: l’intreccio, in una storia, c’è sempre. A volte coincide con la fabula, altre volte no.
Io credo che l’ordine logico degli eventi debba sempre prevalere su quello cronologico. “La morte di Ivan Il’ič”, che inizia parlando, appunto, del decesso del protagonista e della lotta per accaparrarsi il posto statale liberatosi di conseguenza, ne è l’esempio perfetto. Da lettore, adoro la non-linearità temporale. Mi incuriosisce, mi spinge a voltar pagina per capire come il puzzle degli eventi andrà a completarsi.
Daniele Imperi
Sì, volevo distinguere, in effetti, la linearità che si nota in storie con un ordine cronologico, ma anche geografico: nel senso che hai sott’occhio sempre il protagonista, personaggio che non esce mai di scena.
Alessio
Hai ragione, le storie con intreccio sono quelle più gradite in genere, parlo da lettore. Parlando da scrittore devo dire che le storie con intreccio danno più gusto nello scriverle, ma non necessariamente sono migliori, anzi. Ho letto storie dove l’intreccio era apparente, e poi invece, ti rendi conto che non c’era un granchè di intricato, prendi per esempio Cloud Atlas, che proprio tu ci avevi consigliato: molto bello ed affascinante, ma quel tipo di struttura narrativa, alla fine dei conti era solamente funzionale ad attaccarti fino alla fine al libro, più che alla storia. Prendi invece Siddartha, lineare e praticamente biografico, vai a dire a qualcuno che è da bambini, vediamo come reagisce!
Ps
Apprezzo queste tue ultime uscite tendenti al sarcastico/spiritoso/polemico…sono più affascinanti dei normali articoli “lineari”. Ciao
Daniele Imperi
Non ti è piaciuta la storia di Cloud Atlas?
Grazie per apprezzare questo genere di articoli. Ovviamente ce ne saranno altri, ma non so dirti quando
Uno lunedì, però.
Fabrizio Urdis
Non capisco quale sia la pecca nello scrivere storie “troppo lineari” e non ci vedo neanche tutta questa difficoltà, bisogna solo mettere un po’ più d’attenzione quando si butta giù la trama.
Come sempre penso che dipenda dal libro e dalla scelta dell’autore, ci sono generi letterari che magari si prestano meglio ma questo non vincola.
Io non ho preferenze, dipende semplicemente da come voglio che il lettore venga a conoscenza degli avvenimenti. Per quanto riguarda i bambini anch’io penso che per loro sia più facili seguire delle storie che seguono un ordine abbastanza semplice.
Daniele Imperi
Neanche per me è una pecca e concordo che dipenda non solo dall’autore, ma anche dal tipo di storia. Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco non potevano essere scritte diversamente, per esempio.
Salvatore
La scelta dell’intreccio, o della sua assenza, deve essere funzionale alla storia o al punto di vista con il quale abbiamo deciso di raccontarla. Quindi la sua scelta non è una questione stilistica o di “cuore”, ma di funzionalità. Se la scelta è funzionale si può scegliere, secondo me, un intreccio complesso anche in una storia per bambini (con bambini cosa si intende, 5, 8 o 12 anni?). Personalmente preferisco gli intrecci dinamici, perché mi piace essere stupito e mi pare che un uso articolato dell’intreccio riesca meglio a questo scopo. Ciò non significa che una storia con un idea intrigate, raccontata in modo cronologicamente lineare non possa stupire ugualmente.
Salvatore
*intrigante
Daniele Imperi
Per bambini intendo quelli delle elementari. D’accordo sulla funzionalità dell’intreccio e non su una scelta arbitraria dell’autore.
CervelloBacato
Intreccio mi intriga molto di più. E’ più divertente sia da scrivere sia da leggere secondo me
Daniele Imperi
Vero, concordo in pieno.
lapo
io sto scrivendo una storia (non oso neppure dire “romanzo”), il primo, e noto che scrivere l’intreccio è la cosa più difficile. avete consigli da darmi? grazie!!:)
Attilio Nania
A occhio e croce, guardando il tuo sito, direi che se intitoli il romanzo Silvio c’e’, l’intreccio dovrebbe venirti da solo!
Daniele Imperi
In realtà volevo scrivere un post proprio su questo argomento. Hai pazienza di aspettare qualche giorno?
Attilio Nania
Preferisco le storie lineari, sempre e comunque.
Daniele Imperi
Perché? Pensi di non riuscire a seguire le altre?
Attilio Nania
No, e’ che sono un lettore pigro e non voglio mai faticare, neanche un po’.
Poi pero’ non ti credere, la mia e’ solo una preferenza. In realta’ io sono uno che legge tutto quel che gli capita a tiro.
Non mi e’ mai successo di interrompere la lettura di un romanzo perche’ non mi piaceva o perche’ faticavo a leggerlo, e credo che non mi succedera’ mai. (E tieni conto che io ho letto tutto il ciclo di Ramses scritto da Cristian Jacq… questo la dice lunga!)
Davide Quetti
Be’, non ho preferenze. Al momento, visto che i miei racconti sono scritti post dopo post, non faccio intrecci: rischierei di perdermi prima di concludere la storia.
MacsBene
Scusate se sono leggermente OT (o forse troppo) rispetto alla narrazione scritta…ma anche noi narratori 2.0 siamo figli vostri no?
Da appassionato di Transmedia, preferisco di gran lunga che ci sia un intreccio. Nel mondo della produzione transmedia infatti l’idea è quella di costruire uno story world che contenga tante narrazioni indipendenti ma tutte devono condurre alla storia principale…intrecciandosi (appunto) da qualche parte, in qualche tempo o in qualche luogo, reale o virtuale che sia…difficile ma assolutamente coinvolgente. Se avete 4 minutini ecco un esempio: http://vimeo.com/30281435
Ciao a tutti!!
Daniele Imperi
Ciao Macs e benvenuto nel blog.
Sono anche io appassionato di Transmedia (ne parlerò a breve nel blog) e quindi ti do ragione.
Credo, anzi, che il Transmedia possa essere anche applicato alla narrazione tradizionale, non trovi?
MacsBene
Sicuramente, con risvolti partecipativi (ricordo i vecchi game book…)!
Valeria
Ho in progetto di scrivere delle storie per bambini e un romanzo. Per le prime preferisco la storia lineare, per il secondo qualcosa di più complesso, così come credo sia logico. La sola paura che ho per l’intreccio è di perdermi scrivendo storie nelle storie per poi trovare un denominatore comune e far andare avanti tutto con un po’ più linearità. Mi sa che allora, prima di scrivere il mio romanzo, scriverò molte schede, farò molti schemi e simili… Solo per non perdermi.
Daniele Imperi
Più di qualcuno mi ha detto che ha paura di perdersi. Ci vorrei ragionare su e trovare una soluzione adatta a me, che magari potrà tornare utile anche agli altri.
Tenar
Io penso che ogni storia abbia un suo respiro e un suo stile. Alcune hanno bisogno di essere raccontate in modo lineare, altre no. Il virtuosismo fine a se stesso è irritante e in generale penso che ogni scelta stilistica (quindi anche quella di una trama intricata) abbia senso solo le è portatrice di significato. Pertanto da lettrice mi sono innamorata sia di storie estremamente lineari che di altre intricatissime. Come autrice fino a questo momento non ho sviluppato trame troppo intricate (gioco più che altro con i punti di vista, ma non eccedo con i piani temporali), ma non escludo di poterlo fare in futuro, se la storia lo richiederà
Daniele Imperi
Concordo, come ho detto anche ad altri. Penso però che scrivere storie più complesse ti viene naturale quando hai una buona esperienza di lettura e scrittura.
MikiMoz
Eccomi, finalmente a commentare.
Ne avevamo in parte già parlato, ricordo…
Come ti dissi, secondo me ogni storia ha la sua struttura.
Alcune volte devono funzionare meglio le storie lineari, altre volte quelle a intreccio. L’intreccio è sicuramente figo, permette molte cose, dai colpi di teatro alle sorprese.
La linearità magari è più “rilassante”
Moz-
Daniele Imperi
Eccoti finalmente a commentare.
Ricordi troppe cose, mio caro, tu…
Vero, una linearità è più rilassante.
Seagal93
Per esperienza personale, preferisco l’intreccio.
In pochissime occasioni una storia lineare è riuscita a colpirmi fino in fondo.
Daniele Imperi
Ti ricordi quali storie lineari ti hanno colpito?
Seagal93
Rileggendo il mio post adesso, mi sono accorto di essermi espresso male. Chiedo scusa.
Per lineare non intendevo assenza di intreccio. Volevo in realtà fare riferimento a quei libri che presentano una forte linearità nell’incedere delle situazioni e, per fare degli esempi, posso dirti “La Cruna dell’ago”, oppure “Il Codice Rebecca”.
Un libro che presenta una certa linearità e che, nostantante tutto, è riuscito a convincermi è stato “Andromeda” di Crichton.
Irenesar
A me piace far uscire di scena il mio personaggio principale ogni tanto o farlo vedere dal punto di vista di un altro personaggio … penso sia più interessante e stimolante. Certo, come George Martin (adoro i suoi libri di Cronache del ghiaccio e del fuoco) non è per niente facile, né scriverli, né seguirli. All’inizio ero non poco confusa, ma dipende, secondo me, anche dall’abilità del lettore, cioè una mente più allenata. Io spesso tendo a fare il passo più lungo della gamba, errore che è meglio evitare, soprattutto quando, come me, non sia ha ancora molta esperienza. Una storia lineare è sicuramente più semplice, soprattutto da scrivere. Comunque i tuoi articoli sono veramente interessanti e molto utili.. Grazie
.
Daniele Imperi
Se non hai molta esperienza, allora è meglio iniziare con storie lneari. Anche io ho fatto così. Ma non è difficile creare un intreccio. Puoi sperimentarlo in qualche racconto.
Mi fa piacere ti siano utili gli articoli
Irenesar
Bene, allora vada per lineare … grazie davvero