Serve l’editing prima di inviare un manoscritto a una casa editrice?

Serve l’editing prima di inviare un manoscritto a una casa editrice?

Qualcuno sostiene che sia necessario far revisionare il proprio manoscritto (il cosiddetto editing, che altro non è che una revisione) prima di inviarlo a una casa editrice (o anche a un’agenzia letteraria). E, guarda caso, anche alcuni editor sono convinti di questo.

È un’opinione che già conoscevo e su cui non sono assolutamente d’accordo.

Di recente, su Instagram, ho visto un video del blog «The Ars Librorum», che sosteneva che l’editing è una fase fondamentale prima di inviare un manoscritto. Nel suo caso, il manoscritto è stato inviato a un’agenzia.

Io penso invece che sia una fase fondamentale per la pubblicazione, dopo aver firmato un contratto editoriale.

Il mio consiglio è di far correggere le bozze del manoscritto prima dell’invio, perché sono tanti gli errori e le sviste che restano, per quante letture abbia fatto l’autore. Io continuo a trovare errori di punteggiatura, E’ anziché È, doppi spazi, tre punti consecutivi anziché i veri punti di sospensione, mancanza di uniformità (dialoghi ora col trattino ora con le caporali), ecc.

Le ragioni di far revisionare il manoscritto prima dell’invio

Ho letto diversi articoli sul perché sottoporre a editing un manoscritto prima di spedirlo a una casa editrice, ma più o meno dicono tutti le stesse cose, che possiamo riassumere in tre punti:

  1. Dare una buona impressione all’editore
  2. Avere una critica sui punti deboli del libro
  3. Migliorare la propria scrittura

Ovviamente un testo revisionato professionalmente sarà migliore rispetto a un testo grezzo.

Ovviamente un professionista saprà individuare i punti deboli del romanzo (ma anche l’editor della casa editrice saprà farlo).

Ovviamente i consigli di un esperto permetteranno agli autori di migliorare la propria scrittura.

Ma se è necessario far revisionare il manoscritto prima dell’invio a un editore, allora perché l’editore farà poi revisionare quel manoscritto se accetta di pubblicarlo? Tanto vale scrivere nella pagina “Pubblica con noi” o “Invio manoscritti” di non inviare un testo senza averlo fatto prima revisionare da un professionista.

E adesso vediamo quali sono, per me, le ragioni per non affidarsi a un editor prima di spedire il testo a una casa editrice.

L’editing non ha costi bassi

È pressoché impossibile conoscere un prezzo medio per l’editing, sia perché ci sono vari livelli di editing sia perché ognuno fa i propri prezzi.

  • Ho letto di costi minimi dai 500 ai 1000 euro e costi massimi dai 1000 ai 2000 per romanzi dalle 100 alle 200 cartelle.
  • Di prezzi da 1,5 (che dovrebbe essere il prezzo di una correzione di bozze) ai 5 euro a cartella editoriale.
  • Di prezzi dai 4 ai 6 euro a cartella.
  • Di prezzi dai 4 agli 8 euro a cartella.
  • Di prezzi dai 4 ai 12 euro a cartella.
  • Di prezzi dai 5-6 ai 10 euro a cartella.
  • Di prezzi dai 3 ai 30 euro a cartella.

Capite benissimo come non sia possibile fare una stima dei costi. Il mio romanzo storico non è neanche a metà e conta finora 205 cartelle. Presumo che alla fine saranno circa 500, se non di più.

Stando a quei prezzi, potrei spendere dai 2-3000 euro (4 o 6 euro a cartella) ai 5000 euro (10 euro a cartella).

Non ho quei soldi da spendere. Non posso permettermi una spesa del genere.

L’editing non garantisce la pubblicazione

E questa, secondo me, è la ragione principale per non far revisionare un manoscritto prima dell’invio a un editore. La pubblicazione non è garantita – perché nessuno può garantirla.

Io mi ritroverei a spendere almeno 2000 euro per ottenere un silenzio assordante dalle case editrici.

La casa editrice revisionerà comunque il manoscritto

Ogni casa editrice – se seria – revisionerà il nostro manoscritto, che sia stato prima sottoposto a editing o meno.

Noi autori, quindi, ci ritroveremmo a dover lavorare due volte su quel testo, magari annullando in parte il lavoro già fatto.

Perché bisogna dire, con tutte le riserve del caso, che la correzione di bozze non è sindacabile, la revisione sì.

Correzione di bozze, sì; editing no: perché?

Per i motivi che ho ampiamente specificato.

È vero che ci sarà comunque – dovrebbe esserci – una correzione di bozze finale dopo la revisione, ma questo perché l’autore ha messo di nuovo mano al testo, sulla base dei consigli e dei suggerimenti dell’editor, quindi sviste o errori saranno presenti.

Che ne pensate? Fareste revisionare un manoscritto a un editor prima di spedirlo a una casa editrice?

«Penna blu» vi augura buona estate e vi dà appuntamento al prossimo 4 settembre.

11 Commenti

  1. Nicola
    giovedì, 31 Luglio 2025 alle 10:28 Rispondi

    Caro Daniele, sono completamente d’accordo con te. Spendere soldi per un editing, nella totale incertezza che poi il manoscritto sia effettivamente letto e apprezzato da una qualche casa editrice, non avrebbe senso alcuno. Ammesso, poi, che venga visionato da una casa editrice, sarebbe inevitabile che la stessa voglia procedere con il SUO editing. Questo perché un “stile” di editing non è mai uguale ad un altro. Un caro saluto.
    Nicola

    • Daniele Imperi
      giovedì, 31 Luglio 2025 alle 13:07 Rispondi

      Ciao Nicola, infatti si tratta anche di vari modi di revisionare un romanzo e ogni casa editrice ha le sue esigenze. Nessuna, credo, accetterà di pubblicare un romanzo senza prima farlo revisionare.

  2. Corrado S. Magro
    giovedì, 31 Luglio 2025 alle 10:31 Rispondi

    No! Spetta alla casa editrice farsene carico. Quando, circa venti anni fa, potevo e l’ho fatto ho amaramente scoperto di essere stato raggirato. L’agenzia letteraria che si era proposta e lo eseguiva, lavorava in combutta con la casa editrice dividendosi gli utili. L’agente seguiva attentamente le classifiche dei concorsi letterari, sceglieva gli scritti che riteneva validi sebbene non premiati, proponeva l’editing garantendo la pubblicazione ecc., eccetera. Il gioco filava. Tutto fumo niente arrosto! Senza riferire dell’editing a pagamento di certe case editrici che lo eseguono incaricando “esperti/e” capaci solo di cospargervi errori anche grossolani.
    Buone Vacanze

    • Daniele Imperi
      giovedì, 31 Luglio 2025 alle 13:09 Rispondi

      C’è anche da dire che le agenzie letterarie non campano d’aria: alcune si fanno pagare (forse oggi funziona solo così), altre prendono una percentuale sulle vendite. Quindi l’autore, oltre alle spese dell’editing e al lavoro doppio, guadagnerà anche meno sulle vendite.

  3. Fabio Amadei
    giovedì, 31 Luglio 2025 alle 12:27 Rispondi

    Ciao Daniele,
    innanzitutto buone vacanze!
    Del tutto d’accordo nel correggere il testo da un professionista per quanto riguarda la punteggiatura, i tempi verbali, refusi ecc. Un’alternativa è far leggere la raccolta di racconti o il romanzo a un “amico lettore” (meglio più di uno) che sappia cogliere e individuare eventuali incongruenze su trama e personaggi.
    Presentarsi all’editore puliti e profumati (correzione di bozze). Sul vestito, sui colori e sul tipo di tessuto, meglio affidarsi alla casa editrice. Soprattutto per uno come me che è daltonico. 🙂

    • Daniele Imperi
      giovedì, 31 Luglio 2025 alle 13:11 Rispondi

      Ciao Fabio,
      buona vacanze anche a te, anche se io non vado in vacanza. Si ferma soltanto il blog.
      I cosiddetti lettori beta, a patto che siano lettori forti, vanno bene, infatti.

  4. Grazia Gironella
    giovedì, 31 Luglio 2025 alle 20:48 Rispondi

    Non ho mai fatto ricorso a un editing esterno prima di proporre un mio testo agli editori, né prima di pubblicare in self. Credo di riuscire a produrre già da sola un testo valutabile, dagli editori o direttamente dai lettori. Se così non fosse, probabilmente non mi riterrei in grado di scrivere in generale. Comunque l’editing è lavoro dell’editore. Anticipando questa fase, secondo me ottengo soltanto di affrontare una spesa che non aumenta davvero le probabilità di vedere il mio testo pubblicato.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 1 Agosto 2025 alle 8:11 Rispondi

      Infatti, secondo me il problema principale è la spesa, non indifferente. Ma soprattutto, se riuscissi a farti pubblicare grazie a quell’editing, siamo sicuri che poi con le vendite del libro ammortizzerai la spesa?

  5. daniela Vighesso
    giovedì, 7 Agosto 2025 alle 12:39 Rispondi

    Ne approfitto per farmi pubblicità perché dopo sei anni di lavoro il mio primo romanzo, un romanzo ucronico intitolato Il mondo in canottiera, è uscito il 25 luglio, casa editrice senza contributo Ikonos, Bergamo, ed è stato selezionato per la Buchmesse di Francoforte. Perché questo commento? Perché io ho revisionato le bozze prima di inviarlo e questo blog mi è stato molto utile per i dubbi grammaticali (che non finiscono mai). La casa editrice mi ha chiesto una seconda revisione, che ho fatto. Dopo di che, l’editing l’ha fatto l’editor, con molta delicatezza, pochissime correzioni di testo e gli ultimi errori di battitura. Sono davvero soddisfatta del risultato, per me povera pellegrina delle lettere, senza corsi di scrittura, senza lauree, senza appoggi e santi in paradiso. Quindi grazie e Daniele Imperi per il suo blog utilissimo per migliorare la propria scrittura e un incoraggiamento a tutti gli scrittori che passano di qui: andate avanti e abbiate fede!

    • Daniele Imperi
      giovedì, 7 Agosto 2025 alle 13:59 Rispondi

      Auguri per il libro, allora. La revisione va sempre fatta prima dell’invio a una casa editrice. C’è stato un vero editing o soltanto una correzione di bozze?

  6. daniela Vighesso
    venerdì, 8 Agosto 2025 alle 5:51 Rispondi

    Si è fatto un vero editing, a opera della casa editrice. Io ho solo corretto le bozze. A parte il costo di un servizio editoriale che non potrei mai permettermi, ogni casa editrice ha la sua linea editoriale e scavalcarla, secondo me, non è una buona politica. Inoltre, devo dire la verità, sono gelosa dei miei scritti e darli da leggere per avere un giudizio è un conto, farli correggere da un estraneo, nemmeno interessato alla pubblicazione, proprio no. Con l’editor si possono avere piccole dispute, ma è come il medico, si collabora per un progetto comune e ci si affida in un rapporto di fiducia.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.