Come creare una rivista online

Pubblicare una rivista telematica a costi ridotti

Come creare una rivista online

Tutti i passi per creare una rivista online, quando e perché registrarla al tribunale, aspetti tecnici e creazione dei contenuti.

Ciò che il pubblico cerca in una rivista è ciò che non può procurarsi altrove.

Edgar Allan Poe a Edward H.N. Patterson, 30 aprile 1849

Poe aveva ragione: in fondo, quando compriamo una rivista in edicola, è perché sappiamo di non trovare quei contenuti altrove. Quindi, prima di creare una rivista, online o meno, bisogna esser certi di offrire ai lettori contenuti unici, che soltanto quella rivista può avere.

In vita mia ho acquistato 3 sole riviste: al liceo «Hurrà Juventus» (abbandonata quando ho avuto la certezza al mio sospetto: non mostravano mai i goal subiti dalla Juve), negli anni ’90 «Airone» (quasi una copia del «National Geographic») e dal 1998 «National Geographic», poi abbandonata per l’eccessiva pubblicità.

A parte la prima, i servizi di «Airone» e del «National Geographic» erano interessanti e prima o poi tornerò a leggere quest’ultima, assieme a qualche altra rivista scientifica o storica. Soldi permettendo.

Ho sempre avuto il pallino del giornalismo: nel blog avevo accennato a un paio di riviste culturali caserecce che creai da ragazzino, con ritagli di riviste e giornali e fogli di quaderno dattiloscritti con la macchina da scrivere Halda di mia madre.

Un giorno mi piacerebbe creare una rivista culturale, sperando di avere più fortuna di Poe quando tentò di creare la sua, quasi 2 secoli fa.

È stato tutto questo a spingermi a scrivere l’articolo su come creare una rivista online: ho impiegato un po’ a cercare informazioni – quelle online sono troppo semplicistiche e soprattutto non considerano gli aspetti legali della faccenda – a contattare tribunali – che non si fanno certo in 4 per risponderti, quando rispondono – e infine a chiedere un intervento a un avvocato per sciogliere qualche dubbio.

Rivista digitale e rivista online: quale differenza?

Spesso i due termini vengono confusi, ma riviste digitali e riviste online sono due pubblicazioni differenti, ognuna con sue precise caratteristiche.

Le riviste digitali

Una rivista digitale non è assolutamente diversa da una rivista cartacea, almeno nel suo aspetto grafico e nella sua struttura. Ciò che cambia è soltanto il dispositivo, quindi la tecnologia per pubblicare, distribuire e leggere la rivista.

Una rivista digitale, a differenza della cartacea, si legge su dispositivi digitali come computer, tablet, smartphone.

Esempi di riviste digitali:

Le riviste online

Le riviste online sono invece riviste ospitate, distribuite e lette online. Hanno caratteristiche simili a giornali e blog, ma con un approccio editoriale più simile a una tradizionale rivista.

I blog hanno un tono di voce e un linguaggio più colloquiali e informali rispetto a una rivista online e in genere sono scritti da una sola persona, mentre le riviste online pubblicano articoli di più autori.

Esempi di riviste online:

Come ho trasformato il blog in una rivista online

All’inizio, nel 2007, era un blog dedicato a Poe e lo è rimasto per tanti anni. Era un blog sia nell’aspetto sia nei contenuti. Nel 2016 ho iniziato pian piano a cambiare qualcosa, prima di tutto la grafica, installando un tema per WordPress adatto a riviste online.

Successivamente ho iniziato a scrivere contenuti più validi, con un’attenzione maggiore alla qualità, e soprattutto a pubblicarne con un certo impegno – il blog per 2 o 3 volte è stato fermo per parecchi mesi.

Il terzo passaggio ha segnato una totale revisione delle categorie che avevo creato. A qualcuna ho cambiato nome, qualcun’altra è stata accorpata. Stesso discorso per i tag, che erano stati creati un po’ a casaccio.

Quarto passaggio: ho comprato un nuovo tema grafico, che mi piaceva di più (il precedente aveva qualche problema tecnico).

Infine i contenuti: ora l’approccio ai contenuti è più da rivista che da blog. Ovviamente si tratta di contenuti molto di nicchia, ma a me sta bene così (e comunque è una nicchia che fa sulle 500 visite al giorno, con oltre 200 utenti attivi giornalieri). A fine di ogni articolo inserisco sempre l’elenco delle fonti consultate.

Registrare la rivista al tribunale: obbligo oppure no?

Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero online, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni.

Art. 3 bis del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63.

Che cosa dice, di preciso, le legge al riguardo?

Quando non siamo obbligati a registrare una rivista al tribunale? Quando la rivista soddisfa i seguenti requisiti:

  • È una rivista telematica, cioè è pubblicata solo online
  • Pubblica contenuti senza periodicità
  • Non chiede contributi di alcun genere allo Stato
  • I suoi guadagni sono inferiori ai 100.000 euro l’anno

La mia rivista su Poe è solo online e aperiodica; non m’interessa chiedere soldi allo Stato (non immagino la burocrazia che ci sia dietro) e i miei guadagni, con le rare affiliazioni di Amazon presenti (che puntano poi solo a libri), mi porteranno sì e no una manciata di euro l’anno.

È prevista, per le riviste periodiche, anche la registrazione al ROC (il Registro degli Operatori della Comunicazione):

Nel Roc (Registro degli operatori della comunicazione) finiranno solo gli editori, che pubblicano testate giornalistiche (anche telematiche) caratterizzate dalla regolare periodicità, che prevedono di conseguire ricavi dalla loro attività, che puntano a ottenere dallo Stato “benefici, agevolazioni e provvidenze” e che utilizzano nelle redazioni giornalisti assunti a tempo pieno.

«Punto Informatico», “Editoria, quando è obbligatorio registrarsi” di Franco Abruzzo

4 domande all’avvocato Marina Lenti

Ho voluto fare una breve intervista all’avvocato Marina Lenti, di Milano, che da parecchi anni si occupa delle dinamiche lavorative in ambito musicale ed editoriale. Cura il blog Editoria e legge, dove pubblica articoli, risorse, notizie e questioni legali per le varie figure professionali dei 2 settori.

Che cos’è la periodicità? Per essere definita aperiodica quando deve pubblicare una rivista?

Si tratta di uscite a intervalli regolari di tempo predeterminati, in opposizione a quelli occasionali che, in quanto tali, il lettore non possa prefigurare. Va aggiunto che il ROC è necessario anche se si intende adire ai finanziamenti per l’editoria.

Il tribunale parla anche di “logo” identificativo. Che cosa si intende, di preciso?

Quasi tutti i siti e blog, come anche il mio, hanno un logo. Nel mio caso – come credo nel caso della quasi totalità dei siti – il logo è realizzato dal proprietario del sito. Si intende forse un logo regolarmente registrato in Camera di commercio?

Il logo è l’espressione grafica del nome della testata, quindi sono due concetti diversi, è come dire il contenitore e il contenuto E non è obbligatorio depositare un logo anche se, certo, facendolo, si aumenta il ventaglio della sua tutela da eventuali contraffazioni e atti di concorrenza sleale.

Se una rivista online ha un logo, anche se non registrato, ha l’obbligo della registrazione al tribunale?

No. Peraltro il logo è solo una rappresentazione visiva della testata, non sono la stessa cosa.
Tant’è che vengono registrate in luoghi differenti e nessuna legge impone a chicchessia di registrare un logo, in nessun caso. La registrazione del logo è infatti solo a tutela del titolare.

Una domanda sulle notizie di attualità

Il tribunale prevede anche che le riviste telematiche non registrate non possano diffondere presso il pubblico informazioni legate all’attualità. Anche in questo caso la norma è soggetta a interpretazione. Cosa si intende per attualità? Articoli sulla politica, sulla società odierna e sulla cronaca attuale?

Le riviste culturali, quindi, che pubblichino articoli su eventi culturali del momento (festival dell’arte e della letteratura, per esempio, mostre di libri e fumetti, iniziative di musei, ecc.) sono considerate fuori norma?

Non ci sono preclusioni riguardo gli argomenti, io posso parlare di notizie di attualità nel mio blog, certo che se ogni giorno commento l’attualità facendo un post per parlare dei fatti del giorno prima, divento un periodico e allora devo iscrivermi in ragione della periodicità a meno di non rientrare nei due casi del ROC visti sopra.

Quali argomenti per la nostra rivista?

Per me è stato semplice: l’argomento è Poe e tutto ciò che lo riguarda. Trovare gli argomenti per una rivista è come trovarli per un blog: bisogna creare un piano editoriale.

Per la rivista su Poe ho così suddiviso categorie, sottocategorie e tag (categorie e tag sono due cose diverse, fa sempre bene ricordarlo):

Tematiche (categorie)

  • Biografia
    • I luoghi di Poe
  • Cinema
    • Video
  • Curiosità
    • Foto e ritratti di Poe
    • Merchandise
  • Editoria
    • Libri
    • Fumetti
  • Eventi e mostre
  • Musica
  • Opere
    • Racconti
    • Poesie
    • Storia delle opere
    • Articoli
  • Saggi e recensioni
  • Teatro

Tag (argomenti specifici)

  • Alan Parsons Project
  • Baltimora
  • Bicentenario di Poe
  • Boston
  • Filadelfia
  • Francobolli commemorativi su Poe
  • Il cuore rivelatore
  • Il pozzo e il pendolo
  • Ligeia
  • Lovecraft
  • Morte rossa
  • New York
  • Richmond
  • Ritratto ovale
  • Roger Corman
  • Rue Morgue
  • Usher
  • Vignette su Edgar Allan Poe
  • Vincent Price

Nel frattempo ho inserito la sottocategoria Interviste e appena avrò tempo devo aggiungere 2 tag.

Come creare una rivista online: la parte tecnica

  1. Scegliere un dominio adatto e un servizio di hosting: se vogliamo dare un aspetto professionale alla nostra rivista, allora dobbiamo acquistare dominio e spazio web: sono poche decine di euro l’anno, quindi un investimento sostenibile.
  2. Scegliere la piattaforma giusta per la rivista online: quale piattaforma? Io ormai da anni uso WordPress, ma si può scegliere anche Joomla. Sono entrambe due piattaforme gratuite.
  3. Installare la piattaforma: WordPress e Joomla sono programmi, ma anziché essere installati su computer, sono installati su un server. In poche parole dovete caricarli sullo spazio web, seguendo le istruzioni.
  4. Scegliere un tema grafico per la rivista online: ce ne sono davvero tanti. Io li cerco su ThemeForest, ma ci sono anche MH Themes e altri. I costi vanno da 19 a 99 o più dollari, in genere. Importante: scegliete un tema responsivo, cioè navigabile anche da dispositivi mobili.
  5. Installare e configurare il tema: la documentazione vi spiega come installare il tema. Le istruzioni possono variare per i vari temi, in base alle loro funzioni. Ho sempre trovato un supporto cortese e veloce a rispondere.
  6. Aggiungere eventuali plug-in o estensioni necessari: per esempio plugin SEO, per i moduli di contatto, per le gallerie di immagini, ecc. Per Joomla è lo stesso, ci sono estensioni (tante) per le più disparate funzioni.

Scrivere per la propria rivista online

Creare una redazione

Io sto facendo tutto da solo, anche se in passato ci sono stati diversi collaboratori che hanno scritto, e ultimamente sono apparsi altri 2 contributi esterni. Ma nel mio caso forse è più semplice, perché in fondo l’argomento è uno: Edgar Allan Poe.

Per una rivista orizzontale, che pubblichi quindi argomenti di varia natura, una redazione facilita il lavoro, perché uno o più articolisti possono occuparsi di un preciso argomento.

Creare un calendario di contenuti

Il calendario dei contenuti – specialmente se la rivista ha una redazione – permette di tenere sotto controllo le pubblicazioni, affidando ai vari autori gli articoli da scrivere.

Nel mio file ho già programmato (anche se ancora da scrivere) i contenuti per tutto il 2020 e per oltre metà del 2021 (con qualche articolo deciso per il 2022). In più ho un corposo elenco di altre idee.

E questo senza contare contenuti “extra” che possono nascere. Per esempio, è appena uscita una biografia italiana di Poe, che mi ha permesso di creare due articoli (segnalazione del libro e intervista all’autrice). Talvolta i contenuti piovono dal cielo, e bisogna esser pronti a coglierli al volo.

Se una rivista verticale, quindi incentrata su un solo argomento (nel mio caso un autore), permette di trovare così tante idee, figuriamoci una rivista orizzontale!

Creare i contenuti per la rivista online

I contenuti sono la parte fondamentale della rivista. Non posso dedicare molto tempo alla mia rivista, perché devo scrivere per lavoro, per il blog e per la narrativa. Un motivo in più che mi ha spinto a pubblicare articoli quando posso.

Il mio metodo è sempre lo stesso:

  • Seleziono le fonti
  • Scrivo titolo e sottotitolo
  • Creo una struttura dell’articolo
  • Se occorre, cerco e riduco le immagini da allegare
  • Scrivo l’articolo e lo impagino
  • Inserisco i link interni
  • Leggo l’articolo in anteprima per scoprire eventuali errori

Selezionare le fonti

Per gli articoli su Poe le mie fonti sono sempre in inglese. C’è ben poco in italiano. Considero questa parte fondamentale: quando devo scrivere un articolo, cerco più informazioni possibili, vagliando le fonti e citando soltanto quelle che mi sono state effettivamente di aiuto.

Pubblicità o no?

Non amo la pubblicità nei siti. Per la rivista di Poe sto provando le affiliazioni di Amazon, ma soltanto quando segnalo libri di Poe o su Poe acquistabili appunto su Amazon.

Una rivista può scegliere anche altre forme di pubblicità, come gli Annunci Google e i banner pubblicitari (ma nessuno paga uno spazio pubblicitario su un sito se ha poche visite).

Conclusione: volete creare una rivista online?

Avete mai avuto in mente di creare una rivista? Se sì, come vi siete mossi?

15 Commenti

  1. Marco
    giovedì, 16 Luglio 2020 alle 7:32 Rispondi

    Complimenti. Non sapevo nulla della rivista. Anche se non conosco nulla di Poe, mi sono iscritto.

    • Daniele Imperi
      giovedì, 16 Luglio 2020 alle 13:28 Rispondi

      Grazie, anche per l’iscrizione ;)
      Mai letto niente di Poe?

  2. Orsa
    giovedì, 16 Luglio 2020 alle 12:03 Rispondi

    Airone! Cosa mi hai ricordato, bei tempi!
    Oggi neanche sotto minaccia armata giurerei fedeltà a una rivista cartacea, troppi contenuti pubblicitari. Non che sia contro per carità, a me per esempio permettono di viaggiare, però quando sono troppo invasivi&invadenti, allora sì, sono insopportabili.
    Ho avuto diverse esperienze in redazioni (sia riviste digitali che riviste online) e le ricordo con piacere.
    Vado a trovare Poe (nella speranza che simpatizzi con i plantigradi).

    • Daniele Imperi
      giovedì, 16 Luglio 2020 alle 13:31 Rispondi

      Sono anni che non ne compro, quindi non so quanta pubblicità ci sia. Troppa comunque dà fastidio.
      Per curiosità vorrei trovare qualche vecchio numero delle riviste americane di fantasy e fantascienza, tipo Amazing Stories.

  3. Luca
    venerdì, 17 Luglio 2020 alle 12:13 Rispondi

    Grazie Daniele, una guida utilissima.

    • Daniele Imperi
      venerdì, 17 Luglio 2020 alle 12:20 Rispondi

      Ciao Luca, grazie a te.

  4. Ferruccio
    sabato, 18 Luglio 2020 alle 17:13 Rispondi

    In realtà, la rivista on line è quello che vorrei che diventasse il blog, integrando anche altri aspetti artistici, ormai sono anni che ci penso e sono più che mai deciso a fare il passo

    • Ferruccio
      sabato, 18 Luglio 2020 alle 17:20 Rispondi

      La rivista ovviamente è fatta molto bene, Io non amo Poe, ma “Il diario di Juluis Rodman” e tra iracconti che ho letto e riletto più volte, anche perché è molto vero dal punto di vista storico

      • Daniele Imperi
        sabato, 18 Luglio 2020 alle 17:55 Rispondi

        Grazie. Non ami Poe? Ah, che dicesti! :D
        “Il diario di Juluis Rodman” è avventura, quindi è facile capire che ti sia piaciuto.

    • Daniele Imperi
      sabato, 18 Luglio 2020 alle 17:54 Rispondi

      E allora fai questo passo :)

      • Andrea Perin
        lunedì, 20 Luglio 2020 alle 11:22 Rispondi

        Ovviamente intendevo: ”se hanno abbandonato persone così in gamba, che speranze posso avere io?”

  5. Andrea Perin
    lunedì, 20 Luglio 2020 alle 11:16 Rispondi

    Ciao Daniele, il tuo post offre delle ottime basi di partenza. Anche a me piacerebbe ”tenere” una rivista aperiodica dedicata ai libri che trattano di Venezia, (io sono quello che legge solo -quasi- libri su Venezia; una vita non basterebbe per leggerne una parte)… il problema è che poi non se la fila nessuno: bello scrivere per passione, ma ancor di più se viene letto. :-) Io francamente sono stupito, diciamo favorevolmente colpito, da questi vostri numeri di visite. Nel mio modestissimo blog, quando parlo di letteratura ho davvero poco riscontro, e cmq ho poche visite in generale. Quando ne ho, le ottengo solo se collego l’articolo a un social post sponsorizzato.
    Delle volte scopro cose interessantissime, parlo di letteratura, su siti abbandonati da anni, così mi chiedo: se non hanno abbandonato persone così in gamba, che speranze posso avere io?
    Una curiosità… stando attento anche a tutte le nuove pubblicazioni su Venezia, ho letto qualcosa su un ” viaggio di Poe a Venezia”, ma non scritto da lui… io non so nemmeno se c’è stato. Comunque, cercando qualcosa di suo, sono subito approdato a un articolo sulla tua rivista. Il titolo non serve che te lo scriva. A proposito, ho trovato e inserito nelle mie letture il libro di racconti che mi hai consigliato (ed XII), non male… e la grafica è davvero bella.
    Ciao!

  6. Daniele Imperi
    lunedì, 20 Luglio 2020 alle 11:27 Rispondi

    Ciao Andrea, mi ricordo delle tue letture veneziane :D
    La tua sarebbe una rivista per veneziani e amanti di Venezia. Potresti però estendere gli argomenti e creare una rivista su Venezia e non solo sui libri sulla città.
    Sul problema delle visite non so dirti qual è il problema. Fai una prova sul sito semrush, inserendo la parola chiave Venezia: ti mostra le frasi più cercate dagli utenti.
    Ma ricorda che Venezia è una nicchia e i libri su Venezia sono una nicchia ancor più piccola.
    Poe non è mai stato in Italia e non ho mai sentito di un legame con Venezia, ma cercherò info e ti farò sapere.
    Mi fa piacere tu abbia gradito quel libro :)

    • Andrea Perin
      lunedì, 20 Luglio 2020 alle 12:02 Rispondi

      Grazie, anch’io non credo. Beh, visto che hai pure una rivista su di lui ti indico il titolo, magari ti può interessare: Viaggio a Venezia di Edgar Allan Poe, ed. Nardini, altro, oltre quanto riportato nella sinossi no so dirti. Io però già stasera mi leggerò ”L’appuntamento”, l’ho pescato in una vecchia raccolta della mia libreria (i Mammut), visto quanto offre Venezia? ;-)
      grazie per i consigli
      ciao!

      • Daniele Imperi
        lunedì, 20 Luglio 2020 alle 12:05 Rispondi

        Forse il libro intende parlare appunto del racconto ”L’appuntamento”, ambientato a Venezia. Non conoscevo quel libro.

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