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Come trovare sicurezza nella scrittura

Sicurezza nella scrittura

Scrivere non è sempre un’azione facile e immediata. Uno scrittore alle prime armi può incontrare difficoltà di ogni tipo, da come esprimersi alla gestione del lavoro, dalla ricerca dello stile alle idee da trovare.

Da più parti ho letto di scrittori novelli che non sanno come affrontare il lavoro di scrittura creativa, creare una storia, portarla a termine, trovare le parole giuste e scrivere con il linguaggio appropriato. Sono scrittori insicuri e la loro insicurezza è dovuta soltanto all’inesperienza.

La paura della prima volta

È normale che la prima volta lo scrittore sia impacciato. La prima volta, in ogni campo, è dura per tutti. La mancanza di esperienza fa sì che lo scrittore, seppur armato di buona volontà e passione, non riesca a padroneggiare la sua arte.

È un’arte acerba, ancora, che deve maturare. Deve essere nutrita. È un’arte che ha bisogno di tempo oltre che di esercizio. La scrittura è come una pianta da innaffiare ogni giorno con parole lette e scritte. Allora potrà diventare un albero e ramificare verso il cielo sovrastando lo stesso scrittore che ne è padrone.

Leggi, leggi, leggi

È il primo passo da compiere, ormai conosciuto anche da chi non ama scrivere. Con la lettura si migliora la scrittura. Dunque leggi tanto e leggi ogni giorno.

Uno scrittore deve essere in primo luogo un curioso: conoscere ciò che nascondono i libri, svelarne i segreti. Capire come l’autore ha potuto creare la sua storia, portarla a termine e renderla credibile.

Non fermarti al tuo genere preferito

Un errore che credo commettano in molti: quello di leggere soltanto un genere narrativo. È sbagliato. Non importa se volete essere scrittori di fantascienza: anche se amate scrivere di astronavi, alieni, viaggi nel tempo, leggete gialli, western, thriller, saggi, classici, avventura.

In ogni storia si nascondono uno o più generi letterari. Ma fatto ancor più importante è che una lettura variegata vi permette di spaziare in più realtà possibili, di acquisire vocaboli, stili di scrittura, soluzioni narrative, di conoscere ambientazioni e scenografie.

Scrivi, scrivi, scrivi

Il secondo consiglio di scrittura che Stephen King ha dato. Se la prima volta sei impacciato, la seconda lo sarai di meno. La terza ancora di meno. La quarta ti sarai dimenticato della prima volta. La quinta ti sarai scordato della seconda. La sesta ti sentirai un provetto scrittore. La settima uno scrittore emergente. L’ottava penserai alla copertina del romanzo che ancora devi scrivere. La nona sarai a firmare copie in libreria. La decima scriverai e basta.

Ho esagerato, d’accordo, ma in un certo senso a me è andata proprio così. Scrivi, scrivi, scrivi e non sarai più legato, costretto da limiti mentali, ma la scrittura diventerà sciolta, naturale, il sottile legame che unisce la tua mente creativa alla mano.

Sperimenta generi, situazioni, stili

Scrivere è sperimentare. Non solo trame, personaggi, storie. Ma sperimentare generi narrativi, situazioni più o meno impossibili, stili di scrittura. Scrivere è procedere a un’evoluzione, assistere anzi alla propria evoluzione come scrittore.

Se amate scrivere fantascienza, ogni tanto scrivete una storia poliziesca, poi una drammatica, poi un racconto storico, quindi un fantasy. Sembrerà strano, ma le vostre storie fantascientifiche miglioreranno anche scrivendo di generi al di fuori della fantascienza.

Create situazioni differenti. Consideratelo come un esercizio di scrittura, come il famoso binomio della fantasia di Gianni Rodari. Prendete a caso un personaggio, un idraulico, e inseritelo in una situazione che non gli compete, in una sala conferenze dov’è riunito il fior fiore degli scienziati, e scrivete cosa potrebbe accadere. È puro allenamento.

Quando scrivo una storia penso anche allo stile da adottare, perché secondo me ogni storia va scritta con lo stile che le compete. E questo mi permette di sperimentare vari stili e di migliorare.

Puoi scrivere qualsiasi cosa

Col tempo arriverai a una conclusione: non esisteranno più storie che non potrai scrivere. La narrativa è tua. Sei padrone della tua scrittura e puoi usarla per creare ogni mondo che vuoi. Puoi scrivere qualsiasi cosa.

Non è detto che sarà facile. Io ho però questa sensazione: se prima, anni addietro, avevo una paura tremenda di iniziare a scrivere un racconto, adesso so che posso scrivere il racconto che voglio. Ma non il romanzo, perché non ne ho scritto ancora nessuno e ho paura a farlo. Dunque devo solo scriverne uno e il secondo che scriverò scorrerà più velocemente.

Se vuoi scrivere qualsiasi cosa, se vuoi acquisire sicurezza nella scrittura, devi solo metterti a leggere e a scrivere. E questo, almeno, è un compito facile.

17 Commenti

  1. KINGO
    12 giugno 2013 alle 09:25 Rispondi

    Hai detto proprio bene: mai fermarsi al proprio genere preferito, altrimenti non si migliora.
    Sul romanzo, pero’, devo metterti in guardia: il secondo e’ sempre molto piu’ difficile del primo. Ovviamente, non sto parlando del primo tentativo di romanzo, ma del primo romanzo vero e proprio, quello che finalmente siamo riusciti a pubblicare, quello che finalmente ci permette di far conoscere le nostre idee e i nostri sogni agli altri. Ecco, dopo aver scritto quello, il secondo e’ molto piu’ difficile.

    • Daniele Imperi
      12 giugno 2013 alle 10:41 Rispondi

      Non so se sia più difficile il secondo del primo. Potrò dirlo quando inizierò a scriverlo :)

  2. Tenar
    12 giugno 2013 alle 10:50 Rispondi

    Questa volta concordo in pieno!

  3. Francesco Magnani
    12 giugno 2013 alle 13:43 Rispondi

    Tra i tanti post che si trovano sul web, questo è uno di quelli che ti colpisce per la sua “semplicità” ma allo stesso tempo per il suo contenuto molto utile. Complimenti !

  4. Cristiana Tumedei
    12 giugno 2013 alle 17:28 Rispondi

    Che dire? Potevi avvisare dell’uscita di questo post, Imperi :)

    Hai toccato dei temi dannatamente reali. Leggere e scrivere: questo è ciò che serve per trovare la sicurezza necessaria. Una determinazione serena che muove unicamente dalla capacità di maneggiare il mezzo che scegliamo per esprimerci.

    Credo che questo sia uno di quegli articoli che caratterizzano il nuovo percorso di Penna blu. In questi anni hai dimostrato di essere competente e preparato, ti sei reso disponibile al confronto e persino alle critiche.

    Ora mi aspetto che sia tu il primo a liberarti dalla paura che ti impedisce di gettarti nella scrittura del romanzo. Devi farlo, Imperi! Lo devi a te stesso e al lavoro che hai fatto per affinare le tue capacità.

    Devi riprendere i post di Scrivere nel 2013 e usarli per definire il tuo percorso. Nel tuo caso si tratta solo di timori. Scrivi in maniera coinvolgente e sai costruire storie credibili.

    Quindi mettiti all’opera e inizia la stesura! ;)

    • Daniele Imperi
      12 giugno 2013 alle 17:43 Rispondi

      Certo che ti avevo avvisato, sabato nei prossimi post :D

      Grazie mille per i complimenti. Il romanzo, come anche dei racconti seri, è per ora congelato. Non è più questione di paure, ora, ma di stato d’animo che manca.

      Vedremo più in là.

  5. Girolamo
    12 giugno 2013 alle 19:46 Rispondi

    Hai detto una cosa sacrosanta. La scrittura è una questione di stato d’animo. A seconda di come ti senti, delle sensazioni che provi, nascono le idee e le dita scorrono veloci sulla tastiera. La scrittura è un’arte che va coltivata, ma soprattutto assecondata quando vieni raggiunto dal tocco magico della capacità creativa.

    • Daniele Imperi
      13 giugno 2013 alle 07:33 Rispondi

      Sì, a parte quello che dici, io intendevo proprio che in questo periodo, per vari motivi, non riesco a creare.

  6. MikiMoz
    12 giugno 2013 alle 20:16 Rispondi

    Io accantonai storie troppo lunghe dedicandomi a racconti brevi e secchi, poi a cicli di qualche episodio ecc ecc…
    Insomma, gradualmente acquisti sicurezza non solo nella scrittura in sé, ma anche nella gestione di una storia :)

    Saluti, Daniele!

    Moz-

  7. Damhìa
    12 giugno 2013 alle 20:27 Rispondi

    Che dirti, sono una dilettante quindi mi rispecchio nelle parole del tuo post. Ma prima di scrivere ho letto molti libri per capire come vengono strutturati e come riescono a creare i legami fra i vari personaggi. Solo dopo ho preso il coraggio di mettere le basi per scrivere anche io. Non so se la mia storia verrà mai considerata, ma è una passione e di certo non me la toglie nessuno, ma sarebbe un sogno poter essere quello scrittore che arriva alla decima tappa e scrivere senza avere limiti.

  8. Kinsy
    12 giugno 2013 alle 21:55 Rispondi

    Come al solito concordo.
    Un errore, anche di veri lettori, è quello di fermarsi a leggere solo il proprio genere preferito. Personalmente non amo molto leggere i gialli e mi sto rendendo conto di avere una vera e propria lacuna! Ma sto già ricorrendo ai ripari!

    • Daniele Imperi
      13 giugno 2013 alle 07:37 Rispondi

      Hai ragione. Io non so se ho un genere preferito, credo il Fantastico, ma come lo intendo io, non il classico fantasy che mi ha stancato. Leggo tanti altri genere, secondo lo stato d’animo del momento.

  9. Giovanni Capotorto
    2 luglio 2013 alle 16:42 Rispondi

    Scrivere (e leggere) generi diversi o partecipare a contest letterari per confrontarsi con altri autori è un’ottima palestra per capire i propri limiti e le cose da migliorare.
    A volte il genere che ci piace leggere è molto diverso da quello in cui ci troviamo meglio come scrittori, forse per paura di poter copiare o di doverci confrontare con i nostri modelli letterari.
    Magari leggi fantascienza, ma poi ti trovi meglio a scrivere polizieschi o sentimentali (o altro).
    Solo provando a scrivere cose diverse si può scoprire la propria strada. Alcune cose verranno meglio, altre meno, molte saranno da cestinare, ma comunque ci aiutano. E magari un giorno potranno tornare utili, dopo una “buona revisione”.

    • Daniele Imperi
      2 luglio 2013 alle 16:47 Rispondi

      Hai ragione, infatti a me piace la fantascienza, ma proprio non riesco a scriverla. Mi piace leggerla, però.

      • Giovanni Capotorto
        2 luglio 2013 alle 17:01 Rispondi

        Anche a me! Credo capiti a molti di scrivere cose differenti da quelle che amiamo leggere.
        Jules Verne, se non sbaglio, era un appassionato di Edgar Allan Poe, ma poi ha scritto romanzi di tutt’altro genere.

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