Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

La scrittura per il web esige formazione

La scrittura per il web esige formazione

Aprire un blog è facile, bastano cinque minuti e siete online. Le varie piattaforme a hosting gratuito puntano su questa semplicità per attirare nuovi blogger. Ma il blogging non è un’attività limitata a un editor di testo, alla compilazione dei vari campi e al tasto Pubblica.

Gestire un blog e scrivere post unici e in grado di essere recepiti dai lettori e di emergere sui motori di ricerca richiedono una serie di conoscenze che soltanto una buona formazione può offrire.

Un blog è comunicazione digitale

Si parla spesso di linguaggio colloquiale da adottare nel blog, di linguaggio semplice, chiaro, ma in realtà tutto ciò non ha alcun significato. Scrivere per un blog senza conoscere come avviene la comunicazione online equivale a produrre contenuti poco efficaci o persino incomprensibili.

Nel web la comunicazione ha determinate dinamiche e obbedisce a precise leggi. È il mezzo a richiederlo, perché è differente dalla realtà e dalla carta stampata. Perché online tutto si muove secondo regole e prospettive diverse.

Non bisogna guardare a un blog come a un semplice strumento per scrivere ciò che abbiamo dentro. Un blog è un mezzo di comunicazione digitale: non interagisce nella realtà che viviamo, ma in una realtà virtuale, il web.

Il web è una realtà che parla un suo linguaggio

Un errore che si commette spesso è considerare il web un’estensione della nostra realtà: possiamo scrivere come vogliamo e interagire come vogliamo. Non è così. Il web è una realtà a parte, anche se gli utenti sono le stesse persone della realtà quotidiana.

Il web ha un suo linguaggio: impararlo farà di noi utenti e blogger migliori, in grado di comunicare con chiunque. Dimentichiamo il nostro linguaggio abituale e parliamo il linguaggio del web. Questo non significa non mettere umanità nei post che scriviamo, ma semplicemente scrivere secondo il linguaggio adatto alla rete.

Vi siete mai soffermati a pensare cosa sia il web? Tecnicamente è un servizio di internet, come la posta elettronica. È un insieme di documenti di ipertesto: non di testo, fate attenzione, ma ipertesto. Un testo a cui si accede tramite macchine e attraverso cui possiamo raggiungere altri documenti.

Come leggono i lettori digitali

Online non leggiamo come se fossimo davanti a un libro. Online abbiamo bisogno di precisi elementi all’interno del testo e di precise caratteristiche del testo per riuscire a coglierne il significato, a incuriosirci, a interagire, a leggere velocemente.

In un certo senso possiamo dire che sono i lettori digitali a richiedere un certo linguaggio nel web, anche se non è propriamente vero. Il lettore digitale richiede quel linguaggio perché usa uno strumento che funziona con quel linguaggio.

La lettura digitale fra elementi e struttura del testo

Quando scriviamo per il web dobbiamo capire che i nostri testi andranno letti sul web. Dobbiamo quindi renderli fruibili per la lettura digitale. Ho già parlato dell’uso della scrittura semantica, ma qui ribadirò quei concetti in chiave più semplice e immediata.

Un testo per il web è formato da sette elementi.

  1. Titolo: il titolo della pagina cattura l’attenzione e deve spingere a continuare la lettura del testo. Contiene le parole chiave principali della pagina, in modo che il lettore sappia subito cosa leggerà.
  2. Paragrafi: racchiudono pochi periodi, di solito non più di due o tre. L’uso di paragrafi favorisce la lettura, ostacolata invece da un unico testo monoblocco.
  3. Sottotitoli: separano le parti di un testo e suddividono i vari argomenti della pagina. Aiutano il lettore a orizzontarsi nella pagina e capirne i sottoargomenti.
  4. Liste: permettono di memorizzare parti di testo. I lettori sono abituati a leggere elenchi e troveranno le liste scorrevoli.
  5. Citazioni: sono brani o frasi presi da altre fonti. Aggiungono valore a un testo e si differenziano di solito per il colore di fondo.
  6. Link: parole o frasi che collegano un testo con un’altra pagina web, interna o esterna al sito. Un link a tema, contestualizzato, dà valore alla pagina linkata.
  7. Immagini: un’immagine permette un coinvolgimento maggiore nel lettore. Pagine che contengono immagini sono più facilmente condivise sui social media.

Esiste anche una tipografia del testo da rispettare, che si traduce in una perfetta leggibilità della pagina web.

  1. Grandezza dei caratteri: usate grandezze differenti per titoli, sottotitoli e paragrafi.
  2. Colore dei caratteri: nero su bianco resta sempre la scelta migliore. Se scegliete altri colori, assicuratevi che il contrasto testo/sfondo sia il massimo.
  3. Colore dei link: devono essere diversi dal testo per essere notati. Eviterei la sottolineatura, che tende ad attaccarsi troppo alla parola e a renderla poco leggibile.
  4. Grassetti: evidenziano parole o frasi. Non abbondate con i grassetti, non scrivete interi periodi in neretto, perché non migliorano la leggibilità.
  5. Corsivi: danno enfasi a parole o frasi. Anche in questo caso è meglio non abusarne.

Le regole della scrittura online

Scrivere per il web impone dunque il rispetto di alcune regole, che non tutti hanno ancora compreso, perché non si sono mai fermati a pensare che la lettura dei loro post avviene in digitale. Non scrivete, dunque, pensando ai lettori, ma pensando ai lettori digitali. Sono due cose differenti.

Un blog funziona online, non nella realtà. E la comunicazione online funziona con le sue regole.

Scrivere correttamente per il web significa emergere

Ho già parlato di obiettivi nel blogging: chi apre un blog deve conoscerli, deve sapere che cosa vuole ottenere dal suo blog. C’è chi lo apre senza nessun interesse, ma allora perché aprirlo?

Scrivere su un blog significa comunicare online, non esiste altra verità. Scrivere su un blog comporta la lettura di ciò che scriviamo. Nessuno scrive online per non essere letto, non avrebbe senso.

Se sentiamo il bisogno di scrivere nel nostro blog è perché vogliamo farci leggere. Vogliamo interagire con gli altri. Vogliamo esser trovati. Dunque c’è solo una cosa da fare: scrivere correttamente per il web, scrivere rispettando le regole della comunicazione online.

Blogger e formazione

Oggi, forse più che in passato, la scrittura per il web richiede una formazione da parte del blogger. È necessario popolare il web di figure professionali, anche se il blog non ha alcuno scopo lavorativo. È necessario produrre nel web contenuti validi, leggibili, comprensibili, fruibili. Questa è la parola che deve essere tenuta sempre a mente: fruibilità.

Chi comunica online vuole rendere i suoi contenuti rintracciabili e leggibili da chiunque. Deve dunque esser formato da professionisti della comunicazione digitale affinché ciò che scrive abbia valore per sé e per gli altri o dovrà studiare e imparare da sé. L’importante è poi il risultato.

Educazione alla rete

Penso che manchi, oggi, un’adeguata educazione a vivere la rete. Non solo come protagonisti – e i blogger lo sono – ma anche come utenti. C’è chi è convinto che sia sufficiente collegarsi a internet e il gioco è fatto. In realtà quella è solo una porta per entrare in un’altra realtà.

Ma se si ignorano e si continuano a ignorare le regole di quella realtà, il web sarà ancora caratterizzato da amatorialità e improvvisazione.

7 Commenti

  1. Massimo Vaj
    5 settembre 2013 alle 06:36 Rispondi

    Io scrivo principalmente per me stesso, e poco mi importa di essere letto. Scrivo perché rido mentre lo faccio. Avrò sì e no una ventina di lettori, quando va bene, che si riducono anche a essere un paio in certe giornate fortunate. In realtà scrivo per insegnare, e se dopo centinaia di scritti brevi pubblicati ci sarà un solo individuo che avrà guadagnato un cerino di conoscenza dalla lettura dei miei raccontini… buon per lui, per me nulla cambia perché non pubblico per avere successo. Avere successo in questo campo indica che si vale poco, perché è un fatto meramente quantitativo riferito al numero di lettori e non alla qualità delle loro coscienze.

    • Daniele Imperi
      5 settembre 2013 alle 08:19 Rispondi

      Guarda, io penso che sia tutta una questione di obiettivi. Nel web per me tutti hanno diritto a starci e a dire la propria.

      Se a te non interessa avere lettori o non interessa averne tanti, allora ok.

      Non sono invece d’accordo sul successo: o, meglio, bisogna distinguere certi successi. Ho visitato moltissimi blog e sono rimasto scioccato dal successo di alcuni (in termini di commenti ricevuti e condivisioni) che contenevano testi con errori grammaticali e impaginati male.

  2. Fabrizio Urdis
    5 settembre 2013 alle 08:45 Rispondi

    Grazie per il bell’articolo.
    Cosa consigli a chi ha appena aperto un blog o pensa di farlo in un futuro prossimo (corsi, letture,…)?

  3. Lele
    12 maggio 2016 alle 21:29 Rispondi

    Ho trovato questo tuo blog, che dire: utilissimo. Ho letto anche il tuo libro sul blogging, complimenti. Una domanda.

    E’ vero che tu mi dici di scrivere per il blog, è che la lettura per l’online è diversa da quella di un libro… ma… se io scrivo per il blog, posso poi un domane inserire tutti i vari articoli scritti in un libro e venderlo o farlo scaricare gratis tramite il blog?

    Grazie

    • Daniele Imperi
      13 maggio 2016 alle 08:22 Rispondi

      Domanda pertinente :)
      Io qui ho pubblicato degli ebook gratis che raccoglievano alcuni miei post. In quel caso li ho revisionati, modificando qualcosa, specialmente se avevo usato un linguaggio troppo colloquiale. A giorni dovrò pubblicare un post che tratta anche di questo argomento.
      Se invece devi vendere i libro, allora non puoi riciclare quello che hai pubblicato gratis nel blog.

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