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Come rubare i racconti altrui e pubblicarli online

Come rubare i racconti altrui

L’altra settimana abbiamo imparato a sfruttare i blog altrui per avere un nostro personale tornaconto. Ma il web permette tanti campi di sfruttamento per aumentare il proprio prestigio e far circolare il proprio nome.

Oggi vi insegnerò a rubare i racconti di altri autori e ripubblicarli a nome vostro nei tanti siti e forum letterari presenti in rete. Non se ne accorgerà nessuno e voi farete la vostra bella figura di provetti scrittori.

Orsù, dunque, non perdiamo tempo e prepariamoci a sfoggiare le nostre doti di scrittura creativa.

Alla ricerca di racconti già pronti

Il web è un terreno di nessuno in cui andare a nostro piacimento raccogliendone i frutti. Tutto ciò che si pubblica online è gratuito e chiunque può usufruirne. Non esiste la proprietà intellettuale, non esiste il copyright.

La prima cosa che dovete fare è quindi cercare blog di autori che ingenuamente hanno pubblicato i propri racconti online, facendoli leggere gratuitamente ai loro lettori. Non li hanno pubblicati su Amazon o con un qualsiasi editore, altrimenti sarebbe stato plagio.

Ma pubblicandoli gratis nel blog sono a disposizione di tutti: chi arriva per primo può prenderseli e ripubblicarli a nome suo.

Alla ricerca di una piattaforma di pubblicazione

Nel web esistono tante piattaforme – siti, blog e forum – in cui un autore può iscriversi e pubblicare le proprie storie per ricevere i commenti dei lettori. È una bella palestra per provare le proprie capacità e imparare a scrivere meglio, non trovate?

Per esempio esistono Wattpad ed EFP Fanfiction, due a caso.

  • Wattpad è una comunità in cui gli iscritti possono pubblicare storie, articoli, poesie, fan fiction e diffondere i loro testi creativi a un pubblico. È disponibile anche in app per smartphone. Uno dei motti recita: “It’s easy for anyone to be a writer on Wattpad”. E ci credo che è “easy”, più “easy” di così si muore.
  • EFP Fanfiction invece è un forum in cui si possono pubblicare sia opere di fan fiction (quindi storie ispirate agli universi narrativi creati da altri autori) sia storie originali. In questo modo un autore ha un rapporto diretto coi suoi lettori.

De beata ignorantia

Esiste una particolare disposizione dell’animo umano, o del carattere di una persona, o forse è qualche bug all’interno del proprio DNA, non saprei dirlo con certezza, ma ciò che so con sicurezza assoluta è che esiste una beata ignoranza tipica di alcuni soggetti, che fa loro compiere delle azioni senza piena coscienza non solo delle conseguenze, ma della estrema semplicità con cui tali azioni possano essere scoperte.

Tutto quest’aulico giro di parole vuole dire che là fuori c’è gente che ruba i racconti degli altri e li ripubblica online a suo nome, nella speranza – o perfino nell’ingenua certezza – di non essere mai scoperto dal vero autore.

C’è da chiedersi come ciò sia possibile nel 2016. Vedete, avrei potuto capirlo all’inizio del 2000, quando c’erano pochissimi siti e non era così facile fare ricerche online e erano anche pochi gli utenti della rete.

Ma oggi la situazione è contraria. Oggi basta una breve ricerca con Google, basta prendere una frase o un brano a caso di un vostro racconto, inserirli nella stringa di ricerca e poi cliccare sul tasto Invio. E voilà, ecco che il signor Google vi offre una panoramica di siti in cui quella frase o quel brano è presente.

E che bella sorpresa sarà trovare il vostro racconto pubblicato su Wattpad ed EFP Fanfiction sotto il nome di una sedicente autrice!

Il vizietto

La sorpresa aumenta quando scorrete l’opera omnia del prossimo Premio Strega, prendete dei racconti a caso, ne copiate un brano e fate la solita ricerca su Google, per scoprire che là fuori ci sono altri autori ingenui che hanno pensato e scritto quei racconti e non sanno che qualcuno ha avuto la bella pensata di ripubblicarli a suo nome, tanto erano gratis.

Alle volte il caso…

Ho impostato Google Alerts per ricevere articoli in cui circolasse il mio nome e giorni fa scopro che il mio ebook Zombie Safari era scaricabile in un paio di siti. Era già successo altre volte che qualche mio ebook venisse fatto scaricare qui e là, cosa prevista dalla licenza Creative Commons che ho adottato.

Così ho provato a cercare il titolo del racconto per vedere se saltava fuori qualche recensione e che ti trovo? Che ti trovo su Wattpad? Zombie Safari? Ma certo! Il problema, la sorpresina, è che non era a mio nome, ma pubblicato in 5 parti a nome di una tizia.

E allora provo a cercare su Google un brano del racconto e oltre a Wattpad scopro che la tizia, sotto nickname, ha pubblicato quel racconto anche su EFP Fanfiction.

C’è da dire che sia Wattpad sia EFP Fanfiction per ogni storia pubblicata danno la possibilità di segnalare in automatico la violazione del copyright. E così ho riempito i due moduli e fatto le mie segnalazioni. Wattpad, servizio americano e supporto quindi in inglese, ha risposto in poche ore e rimosso il racconto il giorno dopo. EFP Fanfiction, sito italiano, ha avuto bisogno di un sollecito per rimuovere il mio racconto. Ma è stato bello leggere alla pagina della mia storia:

NdAmministrazione (06/07/2016):
La storia “Zombie Safari” è stata rimossa in quanto plagio evidente (copia e incolla) della storia presente a questo indirizzo (http://pennablu.it/e-book/Zombie-Safari.pdf).
L’account dell’utente viene sospeso in attesa di contatto con l’amministrazione.

Il misterioso pro

A che scopo tutto ciò? A che scopo prendere le storie di altri autori e ripubblicarle a proprio nome? Qual è il vantaggio di sentirsi dire magari un “brava”, “complimenti”? Tra parentesi il mio racconto non è stato commentato da nessuno, ma non è questo il punto.

Aumenta l’autostima? Bisogna essere davvero degli ebeti se accadesse. Che autostima puoi avere se ricevi i complimenti a una storia che non hai scritto tu?

Se avete una risposta, datemela, ché io davvero non mi ci raccapezzo.

Il commento da evitare

C’è una schiera di persone che è solita dire qualcosa tipo: se ti hanno rubato un disegno/articolo/testo/racconto, prendila come una specie di complimento, vuol dire che quel tuo disegno/articolo/testo/racconto era buono, valido, altrimenti nessuno se ne sarebbe impossessato.

Vedete, se mi rubano l’auto, per me è un furto, non un complimento per la scelta e l’acquisto. E chi mi ruba l’auto è un ladro. Lo stesso discorso si estende a chi mi ruba un disegno/articolo/testo/racconto.

Evitate quindi il commento di cui sopra :)

137 Commenti

  1. franco battaglia
    7 luglio 2016 alle 05:57 Rispondi

    Anch’io pubblico – e ormai da tre anni – racconti e poesie senza la minima cautela e senza nessun accorgimento.. cosi come anche le foto senza nessuna firma digitale (e anche per queste sento parlare di appropriazioni indebite infinite..), ma non mi importa poi tanto… però mi è venuta voglia di pubblicare un ebook con le cose migliori del mio blog.. e prima o poi mi ci impegnerò… almeno il book sarà cautelato da eventuali plagi…

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:31 Rispondi

      Sui disegni io avevo iniziato a mettere il cosiddetto watermark, quindi la mia firma in sovraimpressione. Ma coi testi come fai?
      L’ebook non è cautelato, però se lo scaricano e lo ripubblicano a loro nome :)

      • Paola Carlotto
        7 luglio 2016 alle 15:57 Rispondi

        Ciao scusa l’ignoranza, ma il tuo articolo è ironico? Perché lavorando ho riscontrato questo problema: per il mio ruolo di copywriter mi veniva richiesto di fare delle ricerche per scrivere articoli su blog, Pinterest, Google+, post su Facebook. Naturalmente quando avevo finito le ricerche scrivevo un mio testo totalmente indipendente (metodo antico), ma lo scritto risultava troppo ben articolato, serviva qualcosa di più “easy”, quindi in questa situazione vinceva chi faceva una specie di puzzle copia e incolla prendendo un paio di frasi da ogni testo, inserendo poi parole ammiccanti per “sedurre” il lettore, l’esatto contrario del “fairy play”.
        La cosa che mi dispiace è che non solo le persone intelligenti e capaci, siano un po’ tacciate di “pesantezza”, mentre i furbetti, che magari non hanno preparazione adeguata, sensibilità e cultura vadano avanti “mortificando” il linguaggio, in nome del lucro, senza avere principi etici!!

        • Daniele Imperi
          7 luglio 2016 alle 16:10 Rispondi

          Ciao Paola, benvenuta nel blog. Sì, l’articolo è ironico, ho raccontato la mia esperienza in quel modo. Nel web sugli articoli accade spesso che ci sia un copia-incolla. Un conto è documentarsi e un altro copiare di sana pianta.

          • Paola Carlotto
            7 luglio 2016 alle 16:26

            Infatti ma si dovrebbe regolamentare un po’ questo fenomeno, grazie per avermi risposto

          • Daniele Imperi
            7 luglio 2016 alle 16:32

            Si può regolamentare affidando certi lavori ai copywriter professionista, ma finché c’è gente che vuole risparmiare…

      • Francesco
        8 agosto 2016 alle 13:03 Rispondi

        Ciao Daniele, ti rispondo per dirti che non è corretto ciò che dici, con gli Ebook se vuoi puoi essere tutelato con il Watermark, codice isbn e se vuoi puoi avere anche licenza common per proteggere i tuoi lavori, con le licenze common puoi decidere se renderle private, oppure commercializzarle oppure renderle disponibile sia per il solo download a uso privato e sia per il download libero ovvero uno se la prende e la ripubblica a nome suo.
        Io oramai scrivo da un anno, non che stia facendo grandi cose, ma ho comunque la mia privacy protetta, io sono un autore nel self Publishing le piattaforme che mi supportano mi danno tutti questi materiali gratuitamente, ovvero senza dover spendere un centesimo, poi sta a me logicamente giocarmi i miei punti deboli e i miei punti di forza, scrivere è pesante, ultimamente io ho scritto alcuni volumi basati su indagini e interviste personali, fatte al telefono o su skype, mi darebbe fastidio che qualcuno pubblicasse a mio nome, un esempio può essere il muratore e il pittore, il muratore costruisce la casa, le fondamenta crea tutto da zero, il pittore che trova la pappa pronta deve solo dipingere le pareti, poi al cliente con un sorriso questa casa l’ho creata io è tutto merito mio, il muratore non esiste più, voi come vi sentireste dopo il sudore le notti in bianco? Per questo non accetto il plagio, se uno vuole usare il mio libro per ispirarsi ben venga tutto guadagnato per me ma solo ispirarsi che lo copi e lo incolli di sana pianta e ci speculi non lo accetto e io mi sono protetto con questi strumenti gratuiti.
        Grazie per la vostra cortese attenzione:)

        • Daniele Imperi
          8 agosto 2016 alle 15:11 Rispondi

          Ciao Francesco, benvenuto nel blog. Le licenze creative commons hanno valore legale? Altrimenti non servono a nulla.
          Il mio ebook pubblicato con Anteprima Editrice è stato preso e fatto scaricare gratuitamente. Quindi non risolvi con gli ebook.

          • Francesco
            8 agosto 2016 alle 15:18

            Ecco da quello che ho ben capito io sono a livello legale per tutelare non solo chi le usa ma chi ne usufruisce, almeno così mi hanno detto, io per esempio quando scrivo e pubblico per Youcan print o mi offrono loro un isbn oppure posso trovarlo gratis in molte piattaforme self, per quanto riguarda il pubblicare gratis io ho trovato un compromesso, pubblico gratis un racconto breve a tre capitolo o più e lascio la copia gratis con la facoltà di leggere il libro completo più ricco e con più dettagli.
            Per le licenze commons mi informo bene e poi lo scriverò, grazie per il benvenuto nel blog mi piace essere qui, è un po che vi seguo e devo dire che siete molto professionali è un piacere leggervi :)

  2. Marco
    7 luglio 2016 alle 08:25 Rispondi

    Che tristezza davvero! Non riesco a capire tutta questa smania di arrivare, di volersi far notare a tutti i costi. Certo che mi piacerebbe vincere un premio per quello che scrivo, altrimenti non parteciperei ai concorsi come invece faccio, ma quello che mi spinge a scrivere è la passione verso questa magnifica arte che ci permette di spaziare in altri luoghi, in altri tempi. Chi scrive lo fa perchè ha qualcosa da dire, perchè altrimenti non ha senso. Non so come si possa essere contenti di un buon commento o di una vendita di un lavoro che non è farina del proprio sacco, ma in questo mondo in cui se non appari non sei nessuno, in cui pubblicano cani e porci solo perchè sono famosi, in cui (con tutto il rispetto) vende anche “Polenta di castagne” di Iva Zanicchi o la storia della vita di Ibraimovich, ci sta anche questo….purtroppo.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:34 Rispondi

      Sì, la cosa è vergognosa ma anche triste. Cosa ci possa guadagnare, visto che sempre gratis erano, non saprei. Un po’ è come quelli che imbrogliano al gioco, quando non c’è nessun premio da vincere.

    • Francesco
      8 agosto 2016 alle 13:10 Rispondi

      Io per esempio come dicevo prima ho scritto un libro che è più un documentario, mi sono fatto telefonate, mi sono fatto interviste su Watsup e skype, e sono consapevole che se non avessi protetto il mio lavoro automaticamente sarei stato perduto, tutto ciò che scrivo nel blog, su facebook oppure anche quando scrivo libri gratis, volutamente li riempio di errori grammaticali di tutti i tipi possibili immaginabili, perché?
      Chiunque ruba i miei libri o i miei testi o vuole comunque fare il furbo ok ben venga, ma tutto il materiale non coperto che trova poi se lo deve correggere e in alcuni casi faccio in modo che non si possa correggere, esempio non includo un errore solo in una piccola frase esempi piu invece di più, bensi scrivo cose del tipo membo dalli mia famigle, chi mi conosce so cosa voglio dire e capisce chi plagia mi snobba e la mia privaci e libera purtroppo è così sfaticati che non hanno voglia di lavorare, con tutto il rispetto se continuano a guardarsi l’isola degli idioti e chiamarla cultura come credi che apprezzino e rispettino il lavoro degli esordienti?

  3. Tiziana
    7 luglio 2016 alle 08:25 Rispondi

    Beata ignoranza???
    Mi arrabbio molto e di brutto .
    Ora non saprò mai se quando leggo su Wattpad, sia dell’autore la storia oppure no. Non so cosa ci si guadagni a copiare ed incollare un racconto altrui.
    Credo siano degli sfigati e ladri che non sarebbero stati capaci altrimenti di scriverlo senza copiarlo, anzi rubarlo.
    Una persona che si prende una cosa altrui è un ladro a casa mia.Se ti becco , sono affari tuoi.
    Dovrei essere onorata se mi rubano il mio pezzo?
    Rubamelo e poi ne riparliamo. Ti disintegro (la segnalazione è poco).
    Non mi da soddisfazione che un pazzo(perché questo è), mi prenda un mio racconto e non lo vedo come un complimento, ma una presa per i fondelli.

    • Juana
      7 luglio 2016 alle 09:10 Rispondi

      Stavo pensando la stessa cosa… e’ verogngoso che, pur di riempire una piattaforma con dei contenuti e far apparire il proprio nome nell’elenco degli autori (o dovrei forse dire “autori”?) si arrivi a rubare il frutto della creativita’ degli altri. Ho installato Wattpad sul cellulare qualche tempo fa, ma non lo ho mai attivato. A questo punto mi viene il dubbio, come a te: chi mi dice che quello che sto leggendo e’ autentico? Perche’, se mi piace, vorrei complimentarmi con l’autore originale, non col ladro…

      • Tiziana
        7 luglio 2016 alle 09:20 Rispondi

        Juana, anch’io ho istallato Wattpad e leggo di rado da lì. Di solito ,l’ho usato per i racconti in spagnolo, di cui uno mi è piaciuto , non solo perché ho imparato altri vocaboli, ma per come è scritto. A parte questo mio uso personale, anche leggendo in italiano, non commento mai in Wattpad. A questo punto, credo di aver fatto bene.
        Mi dispiace solo per chi è il vero autore e non si becca i complimenti. Ma se vali, poi ne avrai di soddisfazionI, alla faccia loro.Tiè!

        • Juana
          7 luglio 2016 alle 09:28 Rispondi

          Questo e’ vero. Chi e’ portato per la scrittura da qualche parte, prima o poi, andra’. Chi vive della gloria di quella degli altri, invece, potra’ solo continuare a sgraffignarla in giro vita natural durante.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:35 Rispondi

      Mi sono arrabbiato anche io. Ho cercato di essere calmo.
      Quando leggi qualcosa su Wattpad, cerca qualche brano su Google.

    • nuccio
      11 luglio 2016 alle 11:48 Rispondi

      Non ti curar di loro ma guarda e passa. Dove il guardare può essere riferito ad una annotazione nel commentare.

      • Tiziana
        11 luglio 2016 alle 11:56 Rispondi

        Oddio,io non lo so se sarei capace di non curarmi di loro e passarci sopra. Forse ci passerei sopra , con qualche mezzo di trasporto😁😁😁😁

  4. Grilloz
    7 luglio 2016 alle 08:26 Rispondi

    Pensa che la stessa cosa avviene anche su Amazon e lì girano soldi ed è anche più difficile trovare i plagiatori

    • Tiziana
      7 luglio 2016 alle 09:11 Rispondi

      Dopo che hanno preso i soldi per aver pubblicato su Amazon, con me poi li spendi in anti-dolorifici. Ti faccio male!!!

      • Daniele Imperi
        7 luglio 2016 alle 13:37 Rispondi

        Come minimo Amazon dovrebbe farglieli restituire…

      • Federico
        7 luglio 2016 alle 13:38 Rispondi

        Non è poi così semplice far male… qualcuno ha mai provato a fare una denuncia alla polizia postale? Provare per credere.

        • Daniele Imperi
          7 luglio 2016 alle 14:15 Rispondi

          Troppa burocrazia? Ma poi cosa si intende per polizia postale? Devi comunque fare una denuncia in una questura della Polizia o dei carabinieri.

          • Federico
            7 luglio 2016 alle 14:22

            I reati informatici sono competenza della polizia postale, quindi per questioni del genere dovresti rivolgerti a loro.
            All’atto pratico però non fanno nulla per furti di piccola entità. Io andai anni fa perché avevo acquistato su un noto sito d’aste dei dvd che dovevano essere originali ma si sono poi rivelati pirata. Dopo aver speso mezza giornata alla polizia postale (da notare che avevo tutti i dati del venditore!) mi è stato risposto che avrei potuto avviare la pratica, ma confidenzialmente mi è stato detto che non ne valeva la pena perché avrei dovuto consegnare a loro i dvd e poi comunque non avrebbero fatto nulla per un importo così piccolo (una cinquantina di euro credo). Morale della favola: mi hanno suggerito caldamente di tenermi i dvd e lasciar perdere.
            Puoi immaginare quale sia ora la mia fiducia su questo reparto di vigilanza…

          • Daniele Imperi
            7 luglio 2016 alle 14:32

            L’entità del reato non dovrebbe avere importanza. Anche perché sono sicuro che se fosse successo a qualche ministro ne avrebbero parlato al TG e si sarebbero mossi.
            Pensa allora a cosa avrebbero risposto a me per il racconto :D

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:36 Rispondi

      Ah, buono a sapersi…

  5. Chiara
    7 luglio 2016 alle 09:07 Rispondi

    Qualche anno fa avevamo creato (io, mia sorella e alcuni amici) un blog collettivo, in cui ciascuno si occupava di un diverso argomento. Nello staff era entrato un ragazzo, segnalato da una ragazza del gruppo, che scriveva articoli di vario genere… tutti copiati da altri siti. Quando ce ne siamo accorti, ovviamente si è scatenato un putiferio: due ore su msn, in otto, per chiarire la situazione. Questo, ovviamente, era mortificatissimo. Si è scusato, e giustificato dicendo di averlo fatto perché non si riteneva in grado di scriverli da solo. Ma allora perché ci hai chiesto di unirti a noi? Per l’onore? Per la gloria? : “No, perché mi fate compagnia”… ah, beh! Siccome questo blog aveva anche un forum di discussione, poteva benissimo interagire da utente, se voleva. Invece, l’abbiamo bannato.

    Non pubblicando racconti sul blog non è mai accaduto che fossero clonati, ma ora proverò a fare il “gioco delle frasi” su Google per i post. :)

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:38 Rispondi

      Be’, pure questo è strano forte… se voleva compagnia, poteva iscriversi a un forum in cui organizzano passeggiate :)
      In quel modo fa fare figuracce alla piattaforma che lo ospita.

  6. Salvatore
    7 luglio 2016 alle 09:16 Rispondi

    Mi fai paura quando scrivi queste storie… Non farò quello che hai fatto tu: preferisco vivere nell’ignoranza. Preferisco non sapere se qualcuno ha fatto la stessa cosa con i miei racconti. Faccio finta di non averti letto.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:54 Rispondi

      Paura addirittura? :D
      Forza, controlla.

  7. Silvia
    7 luglio 2016 alle 09:27 Rispondi

    Io invece ho il terrore contrario. Leggendo molti racconti e molti post su vari blog, mi viene l’ansia di mutuare inavvertitamente idee o concetti che ho letto qua e là e traferirli nei miei racconti. Non è proprio un plagio, ok, ma certo è altrettanto antipatico. Anche rubare l’idea è un furto, seppure involontario.

    • Tiziana
      7 luglio 2016 alle 09:35 Rispondi

      Silvia, un conto l’idea, l’argomento che a volte viene trattato in più blog .Il contenuto cambia, il pensiero idem perchè ognuno ha idee diverse, anche se la tematica è la stessa.Un conto è un copia ed incolla e lo pubblichi a nome tuo e non lo è.Tutto volontariamente rubato.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:55 Rispondi

      Quello è diverso. Non ci vedo del plagio. Se riprendi proprio l’idea, allora ok.

  8. SimonB
    7 luglio 2016 alle 09:28 Rispondi

    Sono d’accordo: se rubi sei un ladro. A basta.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:57 Rispondi

      Basta sì, qui prendono il web come uno spaccio di materiale gratuito.

  9. L'Anonimo Scrittore
    7 luglio 2016 alle 09:40 Rispondi

    Dopo aver letto il tuo articolo ho subito googolato (passatemi il termine) i contenuti del mio blog…e fortunatamente non ho trovato brutte sorprese. Ammetto però che un po’ speravo di trovare qualche plagio, non tanto per sentirmi copiato e quindi apprezzato, solo per godermi il momento del reclamo al “provetto autore”.

    Bravo Daniele!

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:58 Rispondi

      La gogna è un piacere da servire freddo, come la vendetta :D

  10. Darius Tred
    7 luglio 2016 alle 09:42 Rispondi

    C’è un dettaglio che mi sfugge e tu, che hai scritto un libro sulle leggi del blogging, saprai sicuramente rispondere.

    Se io pubblico un mio scritto su un mio blog, questo mio scritto, anche se leggibile in forma gratuita, è pur sempre segnato da una data (e anche ora) di pubblicazione (che sono la data e l’ora del post stesso).

    Ora mi chiedo: se qualcuno dovesse copiare il mio scritto e ripubblicarlo a proprio nome, diciamo dopo un anno, come fa a dire di esserne il proprietario “intellettuale” se esiste il mio post che lo anticipa di un anno?

    Capisco che il ladro potrebbe dire di averlo scritto prima ancora del mio post… ma la vedo un po’ dura da dimostrare. O sbaglio?

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:02 Rispondi

      Bella domanda. Legalmente non so quanto valga la data dei post, perché io posso benissimo pubblicare oggi un post e impostare la data al 20 ottobre 2012. Con WordPress si può fare, e magari anche con altre piattaforme.
      Nel mio caso ci sono anche dei commenti al racconto che avevo pubblicato. Non solo, ma essendo stato rilasciato in ebook e diffuso su varie piattaforme, la ladra può solo ammettere il furto.
      Si potrebbe scattare una foto allo schermo, oppure stampare il testo e fotografarlo accanto al quotidiano del giorno in cui è pubblicato (alla maniera dei rapitori…).
      Ma è assurdo arrivare a questo.

      • Valentina
        7 luglio 2016 alle 14:51 Rispondi

        In diversi, per le opere più corpose (tipo romanzi o raccolte di racconti) adottano la tecnica “me lo spedisco”: fa fede la data di spedizione.
        Inoltre, se hai una posta certificata e te lo invii nelle fasi di lavorazione, o a termine, dovresti in qualche modo affermarne la “proprietà intellettuale” (questione di cui in effetti non si riesce a capire molto…)
        E’ impensabile fare questo con ogni racconto… Oltre che assurdo doversi tutelare in questo modo.
        Che tristezza, la tipa.

        • Daniele Imperi
          7 luglio 2016 alle 14:59 Rispondi

          Sì, lo sapevo, lo fanno per i manoscritti spediti a un editore. Ma appunto sarebbe assurdo fare così per i racconti del blog.

        • Federico
          7 luglio 2016 alle 15:00 Rispondi

          Non credo che questa procedura abbia alcuna validità giuridica, almeno per normali mail. Forse vale per la posta certificata, non per le mail normali. Per la stessa ragione una disdetta contrattuale fatta via mail non ha alcuna valenza.

          • Valentina
            9 luglio 2016 alle 20:30

            Ciao Federico, piacere di conoscerti. Nel commento parlavo infatti di posta certificata.

      • Enrico Filippucci
        8 luglio 2016 alle 19:23 Rispondi

        Daniele, se condividi un articolo c’è la data, io condivido immediatamente sulla pagina G+ del mio sito ogni articolo che pubblico,

        Poi ci sono tante società che memorizzano quasi tutto il contenuto del Web, i blog di qualità li prendono sempre. Collaboro con una società che ha degli strumenti di analisi che le permettono di risalire fino al 2010.

        • Daniele Imperi
          11 luglio 2016 alle 08:12 Rispondi

          La data nei blog è ininfluente, perché, come ho spiegato prima, io posso scrivere un post ora e pubblicarlo con data 1 gennaio 2012. L’unica, forse, sarebbe il file log, ma non ne sono sicuro. Oppure la data nel database.

          • Enrico Filippucci
            11 luglio 2016 alle 09:21

            Daniele io parlavo di condivisione su G+, ad esempio “Condivisione pubblica – 03 lug 2016” questa non si può modificare. Se non bastasse in sede legale si può ricorrere a strumenti di società che memorizzarono ogni giorno milioni di siti e blog e li archiviano. Questo non è gratis ma ci sono anche servizi gratuiti se sei fortunato.

          • Daniele Imperi
            11 luglio 2016 alle 10:27

            Il problema infatti è sapere che peso legale hanno queste date, anche sui social.

  11. Nadia
    7 luglio 2016 alle 09:43 Rispondi

    senza parole, davvero l’etica è inesistente, ma che soddisfazione c’è a rubare idee altrui. Nulla di peggio per un autore che non ha idee proprie usare quelle altrui. Questa realtà mi rende davvero triste e delusa.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:03 Rispondi

      Per me è gente da compatire, non saprei che altro fare.

  12. Juana
    7 luglio 2016 alle 09:12 Rispondi

    “se mi rubano l’auto, per me è un furto, non un complimento per la scelta e l’acquisto”: questa mi ha steso! :D
    Ti capisco benissimo, e’ una paura che un po’ tutti abbiamo, ma il tuo post mi ha confermato quanto essa sia fondata. Troppe volte mi sono scontrata con siti che hanno pubblicato quello che volevano infilandoci dentro il mio nome o contenuti da me prodotti, toglierli e’ sempre stata una guerra. Ma non mi faccio fermare dalla disonesta’ degli altri, sarebbe come darla loro vinta una seconda volta.
    Spero tu sia riuscito a riavere tutto cio’ che era tuo.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 13:39 Rispondi

      Finora ho scoperto solo furti di articoli e testi di pagine web scritti da me, ma non pensavo che arrivassero a rubarmi dei racconti.
      Il racconto è stato eliminato da entrambi i siti :)

      • Juana
        7 luglio 2016 alle 14:55 Rispondi

        Beh, meno male, dai! :)

  13. JoRusso
    7 luglio 2016 alle 10:24 Rispondi

    Ho letto il post trattenendo l’istinto e confidando in un finale degno della stima che ho per questo blog.

    Non ci si può sentire lusingati davanti a un furto ! Mai. Soprattutto se di parole, idee, creatività o esperienza.
    Se ti rubano la macchina, ti hanno portato via una cosa, mentre se rubano una tua opera :
    si stanno appropriando del tuo tempo e della tua identità. Inaccettabile.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:03 Rispondi

      Vero, il furto di idee e di opere creative è peggio di quello di un oggetto.

  14. Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
    7 luglio 2016 alle 10:29 Rispondi

    Davvero non capisco il senso di tutto questo. Resto basito…
    Mi spiego meglio.
    Non capisco che soddisfazione si possa trarre dal ricevere complimenti circa un racconto spacciato per tuo. Il concetto è semplice: i complimenti sono per l’autore del racconto, non per te. Ergo, a che serve tutto ciò? A far crescere il tuo ego? No, per i motivi di cui sopra. A spacciarti per qualcuno che non sei? Tanto prima o poi la gente con cui parli se ne accorge che non sei chi dici di essere. A far crescere la tua popolarità? Crescono anche le possibilità di fare delle grosse figure di m….
    Quale ignoranza abissale ti spinge a fregartene dei motori di ricerca e del lavoro di un blogger professionista che avrà sicuramente (come minimo) fatto un discreto lavoro di SEO per farsi trovare?
    Mi verrebbe da contattare questa tizia ed insultarla, ti giuro. Queste cose proprio non le tollero.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:05 Rispondi

      C’è gente che si accontenta di poco. Magari per lei era bello trovare “lettori” in quel modo.
      Come dici tu, l’unica cosa che ci guadagni è una bella figura di m…
      Alla tipa qualcosa scrivo, tranquillo ;)

  15. alessandro Coppedè
    7 luglio 2016 alle 10:57 Rispondi

    Io ho seguito un corso sulla sicurezza informatica, quindi quando ho iniziato a leggere quei “consigli” ho capito subito chr scherzavi. È incredibile che ci dia grnte che ci crede. Io non ruberei un racconto nemmeno fossi certo che non me lo potrebbero mai scoprire, quanto a chi lo facesse a me, vedrebbe…

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:06 Rispondi

      Un post come questo dovevo per forza scriverlo in modo sarcastico, altrimenti sarebbe stato pieno di imprecazioni e volgarità :D

  16. Mala Spina
    7 luglio 2016 alle 11:19 Rispondi

    In effetti non capisco bene l’utilità nel ripubblicare GRATIS un racconto che era in origine gratuito già di suo. Forse entra in gioco il volersi fregiare di qualche complimento… boh, non saprei davvero.
    Invece è diffusa un’altro tipo di pratica (soprattutto nel mercato americano degli ebook), ovvero quello di pubblicare a PAGAMENTO storie che sono state distribuite gratis o addirittura storie già pubblicate a pagamento. Magari si cambia qualche frase, un “trova-sostituisci” di nomi e via.
    Avevo letto un articolo in cui una tizia americana campava così e pubblicava un ebook a settimana.
    A me è successa una cosa simile, ne avevo parlato in questo mio articolo http://www.altroevo.com/violazione-del-copyright/ (se violo qualche norma me ne scuso) però devo dire una cosa: la velocità di Amazon nel rimuovere l’ebook rubato è stata incredibile. Nel giro di un giorno avevo già risolto.
    Sono comunque arrivata alla conclusione che distribuire racconti in via gratuita e indiscriminata sia pericoloso e abbia in generale poco senso. Infatti tutto quello che avevo di gratis lo metterò (con il tempo) a pagamento su Amazon oppure anche gratis per sempre ma sempre sugli store per garantire un minimo di copyright.

    • Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
      7 luglio 2016 alle 11:37 Rispondi

      Addirittura c’è gente che campa così?! Non posso crederci…

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:07 Rispondi

      Ho letto i due post. Assurdo. Ma la politica di Amazon qual è in proposito? Perché se quella ha guadagnato con ebook copiati, dovrebbe restituire i soldi.

      • Mala Spina
        7 luglio 2016 alle 15:29 Rispondi

        Personalmente non credo che il mio abbia venduto molto, dopotutto costava 4 dollari e passa, era un ebook per bambini ed erano poche settimane che lo avevano pubblicato. Poi… era un ebook che era gratuito da anni e anni.
        Ho l’idea comunque che, in questi casi, difficilmente rimborsino il guadagno fatto dalle vendite dell’ebook. Io ero già soddisfatta che lo avessero tolto a tempo di record!
        I casi del secondo articolo del Post invece riguardano gente che davvero ci ha fatto i soldi! Anche lì temo che non abbiano preso provvedimenti e insomma: chi ha avuto-ha avuto, chi ha dato-ha dato, scordiamoci il passato.

        • Daniele Imperi
          7 luglio 2016 alle 15:39 Rispondi

          Però quella è truffa. Se davvero ci hanno fatto i soldi copiando gli ebook, come minimo Amazon doveva prendere provvedimenti. In fondo è Amazon a versare denaro. Mah.

          • Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
            7 luglio 2016 alle 16:13

            Anche secondo me. Sono abbastanza certo che un’associazione di consumatori agguerrita darebbe ad Amazon filo da torcere.

  17. PADES
    7 luglio 2016 alle 11:32 Rispondi

    Non ho parole, incredibile lo squallore di questi personaggi. Chissà che rabbia, appena l’hai scoperto.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:08 Rispondi

      Appena l’ho scoperto ho pensato che fosse una semplice diffusione del mio racconto, com’era già avvenuta. Poi però ho letto: “Scritto da…” e il nome della tipa. E m’è preso un colpo.

  18. Lucia Paolini
    7 luglio 2016 alle 12:19 Rispondi

    I tuoi ultimi due articoli mi intristiscono. Ho un po’ questa immagine dello scrittore in una baita di montagna, che scrive, lontano dal mondo.Il mio concetto di lontano dal mondo credo coincida più con queste dinamiche che non con una lontananza reale. Preferisco gli articoli dove riesci a stimolarmi la curiosità, la voglia di imparare e la fantasia. Che dici, se faccio effetto Matrix funziona? queste cose non esistono, queste cose non esistono!

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:09 Rispondi

      Intristiscono, è vero, però penso che servino comunque come gli altri. È meglio denunciare certi comportamenti che tacerli.

  19. Andrea Torti
    7 luglio 2016 alle 12:37 Rispondi

    Mea culpa, ho ingenuamente pubblicato dei racconti sul mio blog – ammetto di non aver mai pensato che potessero attirare gli “artisti” del plagio ;)

    Per quanto riguarda Wattpad… il mio entusiasmo si è dissipato dopo averne constatato la quasi completa colonizzazione a opera di fanfiction di dubbio gusto (almeno secondo me, eh :P)

    • Tiziana
      7 luglio 2016 alle 12:41 Rispondi

      Andrea, hai creato occupazione per i “carenti d’idee”o “ladri di merendine”..ops, quello lo ha già scritto Camilleri. Non si copia 😀😊

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:10 Rispondi

      Anche tu un ingenuo? :)
      Sulle fanfiction sono molto scettico.

  20. Loredana
    7 luglio 2016 alle 12:48 Rispondi

    Un ladro è un ladro. Di denaro, auto, gioielli, torte, racconti, libri, titoli. E basta.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:11 Rispondi

      Bisognerebbe farlo capire a tutti :)

  21. Elisa
    7 luglio 2016 alle 13:15 Rispondi

    chi ruba un’opera letteraria – secondo me – potrebbe avere 2 interessi: l’attenzione e i soldi (possibili).
    L’attenzione perchè – non dimentichiamolo mai – c’è (e c’è sempre stata) gente disturbata che, proprio grazie all’avvento di internet, ha trovato il giusto mezzo per trovare sfogo rispetto ai propri problemi di relazione, alla solitudine, alle contraddizioni interne, all’ambivalenza dei propri vissuti. E’ interessante in tal senso quel che riporta Chiara: il ragazzo di cui parla (che cercava compagnia nel suo blog con racconti rubati ad altri) ne è un esempio lampante.
    I soldi, perchè magari c’è sempre chi spera di essere notato da qualcuno che conta nel mondo dell’editoria o di avere un seguito crescente (vedi le 150 sfumature) di lettori grazie al web e sperare poi di pubblicare.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:12 Rispondi

      Nel mio caso non ci sono soldi in gioco, dunque solo l’attenzione. La tipa vuole attirare l’attenzione su di sé e ha trovato quel modo.

  22. Federico
    7 luglio 2016 alle 13:27 Rispondi

    Da qualche giorno stavo riflettendo sulla possibilità di mettere online su un forum, a titolo gratuito, un mio breve racconto che scrissi 20 anni fa. È una sciocchezza da poco ma il pensiero che qualcuno potrebbe spacciarlo per suo… bhè, mi ha scoraggiato.
    Mi sa che quel racconto resterà per sempre chiuso nel cassetto.

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 14:13 Rispondi

      Ma no, pubblicalo, al massimo, se te lo fregano, prendilo per un complimento :D
      Dai, se succede, sai cosa fare ;)

    • rabolas
      7 luglio 2016 alle 16:45 Rispondi

      ma sì, dai pubblicalo Federico. Secondo me è un rischio che vale la pena di correre. Soprattutto se trovi qualche commento, fa piacere confrontarsi e scoprire cosa pensano gli altri di come scrivi.

  23. Federica
    7 luglio 2016 alle 16:45 Rispondi

    Mi piace il taglio ironico che hai dato il post! Quanto all’onestà…ormai è una rarità! Sono d’accordo con te: un furto rimane sempre un furto, non un…«complimento». Se un testo è scritto bene (o un disegno è bello), lo si apprezza, lo si ammira, ma NON lo si copia!!!

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 16:51 Rispondi

      Grazie :)
      Infatti: ci sono altri modi per apprezzare testi e disegni. Il furto non rientra in questi.

  24. Tenar
    7 luglio 2016 alle 17:29 Rispondi

    Ma a che pro davvero? Con i soldi che circola in Italia intorno ai racconti, poi! Mi sembra che questa possa vincere il premio per l’attività illegale meno remunerativa in assoluto, un bel Premio Allocco se lo meritano.
    Capisco tesi di laurea e tesine varie, c’è gente che ucciderebbe per passare un esame universitario, figuriamoci se si ferma al plagio (che poi, so che succede perché puntualmente vengono scoperti, quindi un bel Premio Allocco anche a loro). Capisco un plagio vero e proprio, con cambi di nomi e aggiustamenti di trama (anche questi di solito ottengono più problemi che guadagni, quindi Allocchino d’argento). Ma un copia-incolla da un sito gratuito a un altro sito gratuito? Per due apprezzamenti che non ti sei meritato? Davvero?

    • Daniele Imperi
      7 luglio 2016 alle 17:32 Rispondi

      Soprattutto poi che in quelle due piattaforme si pubblicano gratis. Altro che Premio Allocco… Bisogna istituire un premio col suo nome :)

  25. hesham almolla
    7 luglio 2016 alle 17:59 Rispondi

    Sento che tutto ciò sia strano, penso che finirà un giorno, forse cambierà e diventerà irriconoscibile, o forse mi sento strano io.

  26. Eleonora Cristina
    7 luglio 2016 alle 20:03 Rispondi

    Io scrivo racconti e poesie che, talvolta, pubblico su EFP. Leggo e recensisco anche racconti di altri. Mi è capitato di leggere, nei commenti dell’autore, lamentele sul fatto che la propria opera era stata plagiata. In genere le “copie” vengono, dopo la segnalazione ai responsabili, eliminate.
    Personalmente non mi è successo, ma ritengo una vigliaccheria rubare il lavoro di altri.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2016 alle 08:09 Rispondi

      Quindi non è una novità che su EFP ci siano dei plagi.

  27. Barbara
    7 luglio 2016 alle 20:34 Rispondi

    Rimango basita.
    Perchè se prendono un ebook a pagamento e lo “piratano” sul p2p almeno è ancora il mio nome che circola (magrissima consolazione). Ma qui invece il nome dell’autore viene cancellato, oltretutto senza guadagno. Quindi, davvero, il senso qual è?
    Io che sono l’autore continuerò a scrivere, ma tu che hai copiato come ti senti?
    Intanto ho settato anch’io Google Alerts sul mio nome e qualche frase, ma temo il giorno in cui mi arriverà una notifica…

    Per quanto riguarda il copyright sui racconti nel blog, per quel che mi riguarda ho il backup settimanale. E’ inviato automaticamente dal sito e la data non può essere cambiata (è la data del provider hosting). Inoltre rimane depositato su Gmail, con gli header della mail che attestano l’arrivo in posta. Per la validità della Pec occorrerebbe una mail pec-to-pec e non so se sia valido l’autoinvio. Altrimenti rimane la firma digitale del documento pdf del racconto…

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2016 alle 08:13 Rispondi

      Ora dovrei avere anche io dei backup periodici col nuovo hosting, non ricordo se settimanali. Quindi vale come prova, bene.

  28. Gabriele Mercati
    7 luglio 2016 alle 20:54 Rispondi

    Il malcostume in rete e` una regola purtroppo… Occorre quindi proteggere il proprio talento, prima di pubblicare qualsiasi cosa memorizzatela su un cd e andate alla Posta e speditevi una raccomandata, quando la riceverete non aprite la busta conservatela, potrbbe. servire come prova in giudizio. Esisto no inoltre siti che danno un sevizio di registrszione e autenticazione. Sto scrivendo con il cellulare e non ho molta banda, ricordo un sito “progetto zero o qualcosa del genere dategli un occiata proyrbbe esserv utile, per proteggere il vostro lavoro. In ogni caso rete e eBook sono copiabili plagiabili, e li rivendono. Solo i libri su carta danno maggior garanzia.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2016 alle 08:15 Rispondi

      Ma come fai a spedirti un CD ogni volta che devi pubblicare qualcosa nel blog? Lo fai per parecchi testi, ma nel frattempo qualcuno può prenderteli. Provo a cercare quel sito.

      • Tenar
        8 luglio 2016 alle 15:00 Rispondi

        Non basta usare la propria casella di posta certificata?

        • Daniele Imperi
          8 luglio 2016 alle 15:17 Rispondi

          Bisognerebbe sentire un avvocato, se basta spedirsi un’email da pec a pec.

  29. Ulisse Di Bartolomei
    8 luglio 2016 alle 12:59 Rispondi

    Salve Daniele.
    L’era internet ha aperto nuove prospettive ai micro furti o micro truffe “da scrivania” e purtroppo è diventata una specialità, alla stregua di chi va in giro a raccogliere offerte per i poverelli e se è “onesto” se ne intasca soltanto la metà… Il furto letterario in questione è come quello delle immagini di altri, che vengono vendute sui microstock. La micro illegalità garantisce da guai giudiziari ed e sempre reiterabile in altre forme. Circa i propri lavori venduti da altri, alcuni dei miei cartacei sono venduti su ebay e potrebbero benissimo essere stampati su richiesta dalle tipografie digitali, come fa createspace. I siti di cui parlavamo giorni fa e si menzionava che forse utilizzavano i titoli per attirare visitatori (richiedono la carta di credito per registrarsi), ne sono emersi almeno più di cinque nello spazio di tre giorni. In parte ho risolto: tutti i miei titoli sono disponibili gratis (soltanto pdf) e così taglio fuori la questione emotiva. Ai ladri dico: se i miei soldi vi aiutano a non scippare o fare di peggio, ben vengano! Ciò che invece mi spiace, è che vendono i testi obsoleti, cagionando intuibili complicazioni.

    • Daniele Imperi
      8 luglio 2016 alle 13:02 Rispondi

      Ciao Ulisse, nel web purtroppo è facile prelevare e quindi ripubblicare altrove. Ma è anche facile scovare i furti.
      Tu hai contattato Ebay di quei furti?

      • Ulisse Di Bartolomei
        8 luglio 2016 alle 13:40 Rispondi

        No, non ci avevo pensato. In verità credevo che acquistassero da createspace e rivendessero con due o tre euro di sovrapprezzo e quindi ci guadagnassi anch’io, ma in tre anni ho mai visto vendite “strane” nella mia bacheca e quindi mi sovviene il sospetto che possano stamparli da sé. I costi sarebbero simili e ai loro prezzi avrebbero un guadagno più che doppio. Insomma, un buon ladro conosce i suoi polli! Scriverò a ebay.

  30. Grilloz
    8 luglio 2016 alle 17:52 Rispondi

    :'( (la lacrimuccia è duvuta alla commozione nell’immaginare dove stiamo andando, ndc)
    purtroppo tutto vero

    • Grilloz
      8 luglio 2016 alle 17:52 Rispondi

      ok, il commento è finito nel posto sbagliato :P

      • Tiziana
        11 luglio 2016 alle 11:53 Rispondi

        Succede 😁😁😁😁

  31. Enrico Filippucci
    8 luglio 2016 alle 18:47 Rispondi

    Che tristezza Daniele,
    certe cose fanno passare la voglia di scrivere. Tutto sommato sei riuscito a fare giustizia completa.

    Io non sono stato bravo come te. C’è chi si era fatto pagare due lire da un piccolo giornale. I due soldi li ha presi lei e il giornale e continueranno a copiare credo.

    Il peggiore è stato un “influencer” napoletano nel campo del trading delle commodity. Dopo aver “venduto” la copia del mio articolo a un sito online, non voleva nemmeno toglierlo dal suo sito. Alla fine, dopo molte email, ha almeno messo il link al mio articolo con la scritta orticolo originale di. Ma è rimasto su Yahoo news a suo nome!

    Poi c’è chi ti segue ma copia cambiando il testo ma senza cambiare la struttura e il contenuto di una virgola. Se gli dici che ha copiato lui magari nega pure, l’unica soluzione e eliminarlo da contatti e gruppi.

    Secondo te la web reputation alla fine ci farà giustizia?

    • Daniele Imperi
      11 luglio 2016 alle 08:11 Rispondi

      Quello è plagio, va perseguito penalmente.
      La reputazione nel web non credo farà giustizia.

  32. Ulisse Di Bartolomei
    9 luglio 2016 alle 11:36 Rispondi

    Salve Daniele

    Non ho ancora scritto a ebay, ma ho sbirciato in giro e anche su Amazon e quindi so già cosa mi risponderà ebay: “non si può impedire a nessuno di acquistare e rivendere qualsiasi prodotto”. Appurare se vi stia un truffa (che li stampino loro) bisogna denunciarli. La questione temo che si chiuda qui! Poco fa ho trovato questo http://www.readings.com.au/products/20312669/cani-e-canarismo-le-induzioni-istintuali-del-cane
    Si tratta di un opuscolo che nel cartaceo vendo a 6 euro e qui viene venduto a 14 dollari. Di esempi ne avevo già visti altri ma qui addirittura il doppio. Insomma, tutti i miei testi vendono rivenduti dappertutto a prezzi maggiorati e non credo che succeda soltanto a me. A questo punto quelli su ebay è una goccia nel mare…

    • Daniele Imperi
      11 luglio 2016 alle 08:14 Rispondi

      Sul cambio di prezzo non so dirti, ma anche il mio libro, che costa 12,5 euro, su ebay lo trovi a prezzi maggiori. Credo sia legale.
      Non è legale prendere un ebook gratuito e venderlo, però.

      • Ulisse Di Bartolomei
        11 luglio 2016 alle 13:47 Rispondi

        Salve Daniele

        L’esempio che ho esposto sta un un sito di rilevazione automatica, che probabilmente risiede fuori europa. Per adesso ho risolto apponendo la postilla nelle sinossi, che soltanto Amazon è autorizzata a vendere i miei testi. Perlomeno nei casi di rilevamento automatico, gli interessati capiscono di dover guardare altrove…

  33. Cristina
    10 luglio 2016 alle 11:00 Rispondi

    Quando pubblico dei racconti gratis e li metto scaricabili liberamente, sono consapevole che qualcuno potrebbe farli passare per propri. Sulle foto che pubblico non mi interessa mettere il watermark, poi se qualcuno li vuol far passare come suoi scatti… pazienza. Una mia amica invece è molto pignola, perché per lei fotografare è come, per me, scrivere. Infatti mi darebbe enormemente fastidio vedere che qualcuno mi copia dei lavori pubblicati a pagamento… con tutta la fatica che ho fatto. Però con racconti e romanzi storici, forse, ci sono meno rischi! ;-)

    Comunque spero sempre che questi trafficanti di opere altrui prima o poi vengano smascherati. Hai fatto benissimo a scrivere a Wattpad, è una questione di principio.

    • Daniele Imperi
      11 luglio 2016 alle 08:16 Rispondi

      La tua amica fa bene a mettere il watermark :)
      Nel web è facile smascherare. Wattpad avrebbe dovuto bannare la tipa, come ha fatto il sito italiano.

  34. Simona
    11 luglio 2016 alle 14:20 Rispondi

    Pure io mi sono iscritta da poco a questa piattaforma. Qualcosa di interessante da leggere – almeno per me – si trova. Però, spulciando qua e là, in effetti ho notato ilavori gia pubblicati su Amazon con altro nome. Non di autori famosi, quelle saranno fanfic. Nella mia buonafede ho pensato a qaulche pseudonimo. .Oppure ci sono fanfiction di autori semisconosciut?. Boh!
    Mi sa che è una jungla

    • Daniele Imperi
      11 luglio 2016 alle 14:53 Rispondi

      Puoi fare una segnalazione al supporto di Wattpad. Le fanfiction, poi, non devono essere autorizzate dall’autore?

      • Simona
        11 luglio 2016 alle 16:17 Rispondi

        Davvero? Non lo sapevo. Forse perché non ne leggo di fanfiction, . nemmeno ne capisco il senso.

        • Daniele Imperi
          11 luglio 2016 alle 16:36 Rispondi

          Le fanfiction non interessano neanche me. Da qualche parte ho letto che alcuni autori non le autorizzano, quindi ho ipotizzato che bisognasse chiedere l’autorizzazione all’autore e all’editore.

  35. Simona
    11 luglio 2016 alle 17:38 Rispondi

    Ah, ok. . Quindi ci sono autori che hanno da subito posto il divieto.
    Di queste cose non ho mai capito un granché. Ad esempio, ho incrociato per caso il libro di un micro editore palesemente ispirato, ( oddio, è la stessa storia) a un ben noto romanzo a cui è seguitala la trasposizione cinematografica . L’autrice aveva pure messo su youtube un video nel quale alcune immagini facevano riferimento a questo film. Non sapevo come inquadrare questa cosa. Parrebbe fanfiction!
    Ma se un autore, anche piccolo, non lo esplicita, diventa imitabile in automatico? :)

    • Daniele Imperi
      11 luglio 2016 alle 17:41 Rispondi

      La fanfiction è una cosa, il plagio un’altra :)
      Non credo che si possa fare fanfiction per venderla.

      • Simona
        11 luglio 2016 alle 17:48 Rispondi

        Mi sa che il confine è parecchio labile :)
        E poi, piccolo autore, piccolo editore, scarsi guadagni. Sotto una certa cifra si riamane fan:)

  36. Ferruccio
    14 luglio 2016 alle 10:45 Rispondi

    Se ti prendono un racconto che hai pubblicato sul web e te lo spacciano per proprio, tu non puoi fare niente?

    Mica lo sapevo

    • Daniele Imperi
      14 luglio 2016 alle 10:47 Rispondi

      Se lo pubblicano su qualche piattaforma, fai come me e segnali il racconto all’amministrazione del sito. Se lo pubblicano nel loro blog, provi a contattarli, altrimenti un bell’esposto in questura :)

      • Ferruccio
        14 luglio 2016 alle 11:22 Rispondi

        Grazie Dan!

        • Daniele Imperi
          14 luglio 2016 alle 11:55 Rispondi

          Ma è successo anche a te?

  37. Il mondo di Dru
    15 luglio 2016 alle 15:44 Rispondi

    Bellissimo e interessante articolo come sempre.
    Vorrei dare una piccola delucidazione. In Italia esiste la ‘Data certa’ che ha valore legale per testimoniare la data di produzione di un documento. Una volta la si chiedeva alla Posta, ma adesso, non essendo più pubblica, non possono farlo.
    Esistono tre modi, perché la data certa abbia valore:
    – Un notaio: impraticabile per tempi e costi
    – piegare il documento firmarlo e inviarselo come raccomandata senza busta (c’è un modo ma non mi sono mai informata), anche questo dispendioso per tempi e costi
    – La posta Pec, inviata ad un’altra pec (anche autoinviata): l’ideale sarebbe, oltre all’allegato, inserire il contenuto dell’allegato anche nel testo dell’email. La posta certificata mantiene la data dell’invio, dell’accettazione del server e della ricezione. Conservate tutt’e tre le email che si generano nella casella email e nei backup della casella. Si possono anche salvare in formato file, ma tenete presente che i file possono essere creati e falsati. Il vero valore ce l’hanno l’email originali. E’ il metodo più veloce ed economico: un minuto ed è fatta. Purchè abbiate una casella pec (se anche non l’avete credo che all’anno costino pochissimo, tipo 6-7 euro su Aruba, ma non prendetelo per certo)
    Sperando di essere stata d’aiuto auguro buona scrittura a tutti.

    • Daniele Imperi
      15 luglio 2016 alle 16:06 Rispondi

      Grazie. La raccomandata come fai a spedirla senza busta? Inoltre non costa molto, ma sui 5 euro.La pec non era gratuita per i cittadini privati?

      • Il mondo di Dru
        15 luglio 2016 alle 17:10 Rispondi

        Per la raccomandata so che esiste un sistema, dettato dalla Poste, per spedirla, ma come dicevo non mi sono mai informata a dovere. Può darsi che sia stata abolita.
        Per quanto riguarda la pec gratuita una volta esisteva un portale del governo, ma è stato chiuso. Attualmente dovrebbe essere in mano a servizi privati che, quindi, chiedono un compenso. Ce ne sono alcuni però che offrono la casella gratis in prova per 6 mesi o un anno.

        • Daniele Imperi
          15 luglio 2016 alle 17:22 Rispondi

          Vero, la pec adesso costa. Minimo 5 euro + Iva l’anno.

  38. Tiziana
    15 luglio 2016 alle 15:49 Rispondi

    Ma ti pare giusto che devo andare dal notaio (soldi–> tanti e tempo), raccomandata (meno soldi, tanto tempo), posta pec (meno soldi, meno tempo, ma pur sempre un impegno ) per salvaguardarmi?

    • Daniele Imperi
      15 luglio 2016 alle 16:06 Rispondi

      Io non intendo ingrassare i notai :)
      La pec resta la più fattibile.

    • Il mondo di Dru
      15 luglio 2016 alle 17:16 Rispondi

      Giusto non lo è. Ho solo fatto la panoramica su come ottenere la ‘Data certa’ per un documento.
      Concordo con Daniele, la più fattibile è la pec.
      Il punto grave resta la mancanza di tutela. EFP e Wattpad, così come Amazon, rimuovono il materiale, ma altri siti? I gestori di blog privati? Se non ricordo male un commentatore riportava la sua esperienza fallimentare con la polizia postale. Manca una vera disciplina e da quanto ho capito leggendo articolo e commenti, si può solo sperare nella correttezza di chi gestisce il sito.

  39. Federico
    15 luglio 2016 alle 15:52 Rispondi

    Ma tutelarsi nei modi sopra esposti non è certo sufficiente. Poi bisogna spendere soldi e tempo fare la denuncia, e poi SPERARE che la giustizia faccia il suo corso, in tempi che sicuramente sono molto lunghi. Secondo me il truffaldino vince nove volte su dieci perché la trafila burocratica è troppo lunga.

    • Daniele Imperi
      15 luglio 2016 alle 16:07 Rispondi

      Vero, comunque poi devi fare una denuncia, se ti rubano il racconto. Oppure, prima del racconto che pubblichi online, avvisare che è protetto.

  40. Carola
    20 luglio 2016 alle 09:39 Rispondi

    Ciao Daniele, le cose che scrivo io non sono poi così importanti e possono farci quello che vogliono però certo che rubare racconti è un po’ troppo se poi addirittura qualcuno si prende la briga di riuscire a farseli pubblicare c’è molto di cui arrabbiarsi.
    Comunque anch’io non comprendo questo atteggiamento. A volte anch’io pubblico cose non mie che trovo davvero molto belle ma non mancano mai riferimenti all’autore,al suo blog,ecc, Al pro di cosa impossessarsene illegalmente…forse la voglia di sentirsi dire da qualcuno sai che è proprio bello brava.

    • Tiziana
      20 luglio 2016 alle 09:44 Rispondi

      Carola e chi lo dice che non sono così importanti? Togliamo questa bassa autostima. Forse non lo sono, forse da riscrivere meglio. Forse orribili, e allora? Tutto si può migliorare. Non per questo hanno il diritto di rubarteli. Perché questo è.
      Prendere un testo altrui , spacciarlo per proprio è rubare.

      • Federico
        20 luglio 2016 alle 09:53 Rispondi

        Ma no che non sono ladri… poverini. In italia li chiamiamo “furbetti”… i furbetti del cartellino, i furbetti del canone rai ecc.
        Qui purtroppo funziona così: anche nei telegiornali si usano termini con un’accezione positiva (furbetti) invece di chiamarli con il loro vero nome: ladri. Viva l’italia.

        • Francesco
          8 agosto 2016 alle 13:15 Rispondi

          Vuoi ridere? io ho un blog e un sito Italiano in lingua Italiana mai pubblicato in Inglese, eppure il 99 per cento dei visitatori, dei complimenti e dei ringraziamenti, ringraziamenti intendo mi hai salvato la vita, non so come avrei fatto senza etc etc, vengono da americano e inglesi che si sono tradotti con il traduttore la mia pagina, mi hanno detto che gli Italiani non leggono per quello non comprano i miei libri, però per leggere la rivista Gossip sull’isola degli idioti stanno ore a leggere persino in bagno ci vanno con la rivista, L’Italiano è una marionetta nelle mani di mangia fuoco……

    • Daniele Imperi
      20 luglio 2016 alle 09:47 Rispondi

      Se anche quello che scrivi fosse sgrammaticato e senza senso, tu sei l’autrice e quindi l’unica che può farci quello che vuole. Per ripubblicare testi di altri occorre il permesso dell’autore :)

  41. Michele
    9 agosto 2016 alle 07:53 Rispondi

    Ciao Daniele, ho la netta impressione che vi sia una parte della popolazione talmente stupida da non avere coscienza. Prendono, scopiazzano, rubacchiano sentendosi furbi e imprendibili. Non esiste che ti appropri di un lavoro altrui!

    • Daniele Imperi
      9 agosto 2016 alle 08:39 Rispondi

      Ciao Michele, benvenuto nel blog. Penso anche io che sia stupidità, visto quanto è facile scoprirli.

  42. Ida
    25 dicembre 2016 alle 00:42 Rispondi

    Wattpad non è una piattaforma seria. Gli utenti, puntano solo ad alzare i numeri delle loro “opere”, avere tanti follower e scalare la classifica. Non si capisce bene il motivo, credo manie di protagonismo, perché l’editoria conosce il livello delle opere e se ne guarda bene di cercare lì nuovi talenti. Perché copiano libri di altri? Un vero scrittore è una garanzia di successo in classifica. Infatti è pieno di libri famosi che, come sappiamo, è vietato riprodurre. Purtroppo il nuovo staff italiano è troppo impegnato a promuovere le proprie opere per controllare se ci sono violazioni di copyright e pornografia.
    Tenete conto che l’utente medio ha tra gli 11 e i 17 anni e l’idea originale di una piattaforma di scrittura è degenerata in una versione “letteraria” di Facebook o Tumblr.
    Mi dispiace per la tua esperienza, ma se ti può far sentire meglio, wattpad non tutela le opere e quindi chiunque può fare la stessa cosa copiando da wattpad. Peccato che non ci sia niente da copiare.

    • Daniele Imperi
      25 dicembre 2016 alle 09:37 Rispondi

      Ciao Ida, benvenuta nel blog. Il progetto di Wattpad sarà stato anche serio all’inizio, ma dovevano prevedere le possibili violazioni di copyright e vigilare su ogni contenuto.

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