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La differenza fra recensione e opinione

La differenza fra recensione e opinione

“The best thing about the Internet is that anyone can post anything to it.
“The worst thing about the Internet is that anyone can post anything to it.”

Cosa spaventa uno scrittore? Di sicuro le recensioni negative. Vedersi stroncato un libro non fa certo bene alla propria autostima. Anche se fa parte del gioco, una brutta recensione lascia il segno, è qualcosa che non vorremmo mai vedere, ma che rientra nelle conseguenze del mestiere dello scrittore.

C’è però un altro fatto da considerare: quante delle recensioni che leggiamo in rete sono davvero valide? Dietro a una recensione si può nascondere una verità che non conosciamo. In un mio vecchio post sul valore delle recensioni l’ho spiegato.

Io penso che una recensione negativa non sia un buon modo per giudicare un libro. Un libro si giudica dopo averlo letto, anche se ci sono libri che per vari motivi non leggeremmo mai (antipatia verso l’autore, genere letterario che non amiamo, tipologia di storia che non ci interessa, ecc.).

La terribile verità sulle recensioni online

In una delle sue ultime newsletter il copywriter e scrittore Bob Bly ha parlato delle recensioni dei libri nel web. Quella newsletter aveva proprio questo titolo: “The awful truth about online reviews”.

Bly faceva degli esempi interessanti. Da una persona, che non aveva letto il suo libro, aveva ricevuto una sola stella su «Amazon» solo perché Bly non aveva risposto in modo gentile a una sua domanda online.

Accennavo prima alle normali e umane antipatie che possiamo provare per un autore. Ci sono autori che non apprezzo per vari motivi, ma mi limito a non comprare e a non leggere ciò che scrivono, non perdo tempo a lasciare recensioni (?) negative su «Amazon» e su altre librerie online.

Che cos’è una recensione?

Il vocabolario Treccani dice:

  1. In filologia, l’operazione intesa a restituire un testo all’esatta lezione, attraverso l’esame della tradizione manoscritta, e il risultato di tale operazione.
  2. Esame critico, in forma di articolo più o meno esteso, di un’opera di recente pubblicazione.

Vi sembra davvero di leggere testi di questa portata su «Amazon» & Co.?

Edgar Allan Poe, oltre che poeta, scrittore, saggista, articolista, fu anche un grande recensore. Volete un assaggio delle recensioni che scrisse? Ecco la recensione dell’antologia Racconti narrati due volte di Nathaniel Hawthorne (l’autore de La lettera scarlatta), pubblicata nel maggio 1842 sulla rivista «Graham’s Magazine».

Quasi 3000 parole, oltre 17.000 caratteri. D’accordo, nessuna libreria online può pubblicare recensioni così lunghe, anche perché nessun lettore ne scriverà mai. Una recensione come quella è adatta a una rivista letteraria e a un blog.

Su «Amazon» ci sono opinioni, non recensioni

Se il vostro libro o ebook ha ricevuto 20 voti da una stella e 30 da 2 stelle, non significa che è stato recensito negativamente, ma che a 50 persone non è piaciuto. Un’edizione de I promessi sposi ha ricevuto 17 voti da una stella e 12 da due. C’è da aggiungere altro?

Ovvio che il romanzo del Manzoni possa non piacere, ma toglie forse qualcosa al valore dell’opera?

Anche se «Amazon» le chiama “recensioni dei clienti”, quelle sono soltanto opinioni. Sono pareri di lettori che hanno letto il libro e hanno scritto “ciò che volevano scrivere”. Anche «IBS» e «La Feltrinelli» le chiamano recensioni, ma non lo sono.

Le recensioni su «Goodreads»

«Goodreads» è un social dedicato ai libri. Ci sono iscritto ormai da 7 anni precisi. Anche loro le chiamano recensioni, ma quando valuti un libro che hai letto, ti ritrovi questo schema:

  • 1 stella: non m’è piaciuto,
  • 2 stelle: era okay
  • 3 stelle: m’è piaciuto
  • 4 stelle: m’è piaciuto molto
  • 5 stelle: è stato meraviglioso

È chiaro che esistano valutazioni intermedie, quindi 2 stelle e mezzo, 4 stelle e mezzo e così via. Ho da poco letto la trilogia degli Hunger Games e ho dato 3 stelle a ognuno dei romanzi, ma per me sono una via di mezzo fra “erano okay” e “mi sono piaciuti”.

A O Lost di Thomas Wolfe e Nel bosco di Tana French ho dato invece 5 stelle, intendendole piene.

Queste non sono recensioni, sono soltanto le mie opinioni su quei libri dopo la lettura. Su «Goodreads» si possono lasciare stelle senza scrivere alcunché. Ergo, sono semplici valutazioni, non recensioni. Sono pareri personali.

Le recensioni nei blog letterari (e non)

Se volete la verità, a me spaventano più le recensioni scritte dai blogger nei loro blog che quelle che possono apparire nei negozi online o sui social. Nei blog il tuo libro diventa il protagonista del giorno, tutto solo davanti a tutti, e nudo, per giunta.

Un blog, per quanto conosciuto, non avrà certo il traffico di «Amazon» e «Goodreads», ma penso che un blog letterario abbia più forza, perché dedica un intero articolo al libro letto.

Senza alcuna limitazione di spazio né di tempo a disposizione ecco che il blogger può sviscerare un testo, analizzarlo a fondo, mettendone in luce pregi e difetti, o solo pregi o solo difetti, anche.

Il blog di un’amica, «The Omega Outpost», ha da poco pubblicato la recensione del romanzo Satantango di László Krasznahorkai. Vi lascio alla sua lettura perché secondo me quella si può chiamare recensione.

La differenza fra recensione e opinione

C’è un critico a ogni angolo di strada.

Johnny Lane su L’occhio privato di Denver, Dave Zeltserman

Chi legge esprime un parere su ciò che ha letto, ma ben di rado recensisce. Eppure ci lasciamo ancora coinvolgere da quei pareri negativi.

Ho letto il tuo pezzo sul «Denver Examiner». Faceva cagare. Ci ho asciugato il pavimento.

Rude su L’occhio privato di Denver, Dave Zeltserman

Non vorremmo mai sentire pareri del genere, ma se provengono da uno che si chiama Rude, cosa mai possiamo aspettarci? Con questo voglio dire che dobbiamo discernere fra lettori che sanno a mala pena distinguere un romanzo da un catalogo della «Postal Market» e lettori forti, abituali, lettori che spendono qualche ora a scrivere un articolo dedicato al libro che hanno letto, in cui parlano dello stile, dell’ambientazione, del linguaggio, esaminando il romanzo da ogni lato.

Queste sono recensioni.

Tutto il resto sono opinioni.

46 Commenti

  1. Francesca
    25 maggio 2017 alle 06:09 Rispondi

    Grazie della citazione, onorata! ^_^ Le mie sono a metà tra (umili) recensioni e opinioni, cerco di scrivere quello che mi ha trasmesso un libro e spiegare perché mi è piaciuto o meno (che non equivale a un “giudizio” di valore sul testo), tutto qui. :)

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:48 Rispondi

      Come le mie opinioni su Neuromante :P

  2. Andrea Venturo
    25 maggio 2017 alle 07:50 Rispondi

    Ogni tanto capita pure quello che lascia una stella e poi una serie di opinioni che, se messe insieme, fanno una recensione e per giunta mostra di aver letto il pezzo.
    https://www.amazon.it/gp/aw/cr/B00E69HY1E/ref=cm_cr_arp_mb_hist_1?filterByStar=one_star&pageNumber=1

    È evidente che il genere non gli piace, ma OK, quello che ha tirato fuori mi è utile assai.

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:49 Rispondi

      Cavolo che commento che ha lasciato quel tipo!

  3. Amanda Melling
    25 maggio 2017 alle 08:05 Rispondi

    E poi ci sono quelli più sfigati come me, che trovano crotiche ai propri libri dentro alle prefazioni di altri libri :)

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:49 Rispondi

      E ti pare niente? :D

  4. Nuccio
    25 maggio 2017 alle 08:48 Rispondi

    È meglio un commento negativo che una gelida indifferenza! Comunque, le opinioni passano e non danneggiano, ma sono le recensioni da parte di persone che contano (nel campo letterario) che fanno male o bene a seconda delle situazioni. Le recensioni sono anche legate alla moda del tempo a cui i critici sono molto suscettibili, se non le determinano loro..Delle opere, inizialmente stroncate, sono diventate capolavori di oggi. O tempora, o mores! Povero Verre.

    • Juana
      25 maggio 2017 alle 10:28 Rispondi

      Vero, Nuccio, cosi’ come e’ anche vero, pero’, che ci sono modi e modi di lasciare recensioni negative su un testo che non ci e’ piaciuto. Per lasciare recensioni negative costruttive serve una cosa che molti utenti oggi non hanno o si sono dimenticati di avere: l’educazione.
      Buona giornata! :)

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:50 Rispondi

      Sì, l’indifferenza è peggio, perché dà l’idea che nessuno lo abbia letto.
      Recensire in base alla moda mi sembra sbagliato.

  5. Barbara
    25 maggio 2017 alle 09:10 Rispondi

    Da lettore è anche fatica barcamenarsi tra le diverse “recensioni” per valutare l’acquisto di un libro: a volte sono così estreme che ti chiedi se hanno letto lo stesso testo. In genere considero buone solo quelle argomentate, e da chi apprezza il genere a cui appartiene (inutile scrivere cose del tipo “non mi piace perché detesto il fantasy”, che opinione è?)
    Però fanno numero, e Amazon per esempio premia il numero di recensioni più della qualità delle recensioni, cioè fatalmente è meglio avere recensioni negative che non averne affatto. Come dire: se ne parli male, purché se ne parli!

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:52 Rispondi

      Sì, hai ragione, quando ne vedo troppe preferisco giudicare il libro in base ad altro.
      La politica di Amazon è quella di un sito che deve vendere. Prova a cliccare sulle recensioni a 1 stella. Indovina che fa Amazon? Ti mostra prima quelle positive e sotto quelle a 1 stella.

  6. PADES
    25 maggio 2017 alle 09:24 Rispondi

    Per questo post ci vorrebbe la sesta stella: verità assoluta. Anche le opinioni negative ci stanno, ti possono dare il polso del gradimento (sull’autore e sull’opera), ma il peso rispetto a una recensione fatta come si deve è molto, molto minore. A volte ho letto recensioni negative su un libro così ben motivate che mi hanno indotto a leggerlo (per capire), ma non ho mai deciso se leggerne uno o no in base a semplici opinioni. :-)

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:54 Rispondi

      Grazie :)
      Io ho preso spesso libri che avevano parecchie “recensioni” a 1 e a 2 stelle. Bisogna poi leggere attentamente cosa dicono quelle negative.

  7. lise.charmel
    25 maggio 2017 alle 10:10 Rispondi

    Ho un canale youtube in cui parlo di libri e sono perfettamente d’accordo con te. Io dico sempre per esempio che Madame Bovary è un capolavoro, ma che a me non è piaciuto :)
    Un corso di scrittura che sto seguendo tra l’altro mi sta aiutando molto con gli aspetti oggettivi di un testo (in particolare la struttura), in modo da individuare e saper spiegare perché un romanzo/racconto funzionano meglio o peggio di altri al di là del giudizio “di pancia”. e quando ascolto i pareri altrui sui libri cerco sempre le persone “di cui mi fido” (che hanno amato libri che ho amato io, che mi hanno già in passato consigliato libri che poi mi son piaciuti…), perché magari uno è anche un lettore forte, ma di libri che non piacciono a me e quindi in quel caso anche l’opinione conta al di là della recensione chiara, ben argomentata ed esauriente.

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:56 Rispondi

      Ciao Lise, benvenuta nel blog. “Madame Bovary” devo leggerlo da tanti anni.
      Anche per me vale affidarsi a lettori forti che però leggono libri che mi sono piaciuti.

  8. Juana
    25 maggio 2017 alle 10:25 Rispondi

    Post molto vero, hai spiegato molto bene la differenza e centrato il punto.
    Personalmente, se voglio capire cosa le persone pensano di un determinato libro che intendo comprare, vado direttamente su Goodreads. Negli anni mi sono resa conto che le valutazioni di GR quasi sempre rispecchiano la mia, mentre su Amazon vengono date 4 o 5 stelle a testi che a volte sono addirittura sgrammaticati, o senza essere passati attraverso una revisione come si deve (ma saranno veri utenti e vere recensioni, in certi casi? Dopo lo scandalo delle recensioni in blocco pagate da Amazon per sponsorizzare certi autori, ne dubito).
    Amazon Italia, poi, e’ l’apoteosi dell’ignoranza intesa come mancata conoscenza del concetto di recensione di un prodotto e a cosa serve. Il libro ti arriva danneggiato? Una stella! Arriva in ritardo? Una stella! Non lo hai manco letto ma hai avuto una giornata pesante e devi sfogarti? Una stella!
    Poco importa se per i reclami esiste la pagina “recensione venditore”: loro la mettono sulla pagina del prodotto, danneggiando l’autore.

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:58 Rispondi

      GR è sicuramente più valido. Io ho dato 1 sola stella a “Neuromante”, ma quasi tutti lo hanno giudicato da 4 o 5 stelle. Non so, anche su GR alla fine contano i gusti personali.
      Ho visto che anche io spesso dare una stella solo per colpa del corriere… quelle Amazon dovrebbe eliminarle.

      • Giovanni
        6 giugno 2017 alle 09:22 Rispondi

        Sì, quelle a una stella perché il libro non è mai stato consegnato (può mai essere che un libro non venga mai consegnato?) o si sbaglia a comprare. Si fa clic sull’ebook e invece si voleva il cartaceo. Quelle Amazon non le eliminerà mai, a meno che non siano in un milione di utenti a segnalare la cosa. Una volta trovai delle “recensioni” che contenevano caratteri a caso: “hdlkshckl dchklsjklcsd dsljlcs jlsdjls djsjdls djsjll”, regolarmente pubblicata su Amazon. Amazon ha un problema/voragine nel reparto recensioni, ho avuto a che fare con una loro dipendente che non conosce nemmeno le regole di Amazon che è arrivata a minacciarmi solo perché avevo visto firmare in calce con un link al proprio ebook su molte recensioni. E mi è stato rimosso con tanto di minaccia di chiusura dell’account. E poi lasciano “recensioni” da brivido sui libri. Tipo quella di caratteri casuali in cascata o quella delle mancate consegne o dell’aver comprato la cosa sbagliata.

  9. MikiMoz
    25 maggio 2017 alle 10:43 Rispondi

    Premesso poi che la recensione deve tenere conto di molte cose: bisogna conoscere il genere, il filone, il periodo, avere dimestichezza con probabili citazioni e quindi opere da cui sono tratte eccetera eccetera. Una recensione completa è un mondo a sé. Le opinioni sono utili quando le scrive (o le “stellina”) una persona così, ma non quando sono alla portata di tutti, tipo sondaggio.

    Moz-

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 10:59 Rispondi

      Una recensione come si deve considera tanti aspetti del libro. Su Amazon e altrove questo è impossibile.

  10. P.L. Cartia
    25 maggio 2017 alle 10:55 Rispondi

    Come hai detto tu, Amazon “le chiama” recensioni.
    Infatti a volte ho visto recensioni da 1 stella a libri che non erano arrivati in tempo o che erano arrivati in cattive condizioni. Sono recensioni anche quelle dei tagliaerba o delle custodie dei cellulari (e anche in questo caso, se do una stella perché il servizio clienti non mi ha soddisfatto, sto giudicando il venditore, non il prodotto. E c’è la pagina apposita per i feedback al venditore).
    Purtroppo, nonostante il suo impegno negli ultimi tempi, spesso e volentieri Amazon non distingue le recensioni “vere” da tutto il resto.
    E quindi dobbiamo essere noi lettori a imparare a distinguere quello che può esserci utile.

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 11:01 Rispondi

      Purtroppo molti acquirenti non si mettono a leggere cosa dicono le “recensioni” a 1 e 2 stelle, che spesso sono appunto messe solo per via di prodotti danneggiati o arrivati in ritardo.

  11. Emilia
    25 maggio 2017 alle 11:12 Rispondi

    E’ da poco che frequento face book. Ciò che mi stupisce è l’esigenza da parte di molti di avere per un nonnulla d’immagine la testimonianza di un like. Si tende a basare tutto sulle impressioni sensoriali, e ciò avviene anche per la lettura dei libri. Ma leggere come recensire è un arte che richiede esercizio, dedizione. Recensire, oltre che rispetto per l’artista, esige capacità di analisi formale, competenza critica di giudizio. Anche se è vero che un libro, come qualsiasi forma d’arte, diceva P.P.Pasolini, un autore che si era creato una platea di sostenitori numerosa quanta quella dei suoi detrattori, o ti piace o non ti piace, per i motivi che tu hai ben indicato. Ma il passaggio dal mi piace a quello di un opinione positiva o negativa non può essere improvvisato, (vedasi in questo senso quanto ci si avvale degli esperti degustatori di cibo), poiché ha un valore etico.

    • Daniele Imperi
      25 maggio 2017 alle 11:19 Rispondi

      Quello che dici su FB vale anche per gli altri social. Molte recensioni non mostrano alcun rispetto per l’autore, ecco perché bisogna pensare di comprare un libro basandosi su altri parametri.

  12. von Moltke
    25 maggio 2017 alle 14:12 Rispondi

    Io su amazon leggo sopratutto le recensioni negative, a patto che siano argomentate, e, quindi, non semplici e banali opinioni: in genere ci trovo tutti i punti deboli che mi serve sapere per non perdere tempo (e denaro) ad acquistare un libro che non mi piacerebbe. E, spesso, sono proprio quelle negative che mi convincono ad acquistarlo. Poi, anche le positive sono utili, certo, sempre a patto che dicano qualcosa di sensato.

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2017 alle 07:06 Rispondi

      Spesso anche io leggo prima quelle negative. Ma comunque poi mi baso sull’incipit e su altro.

  13. Fabio
    25 maggio 2017 alle 20:46 Rispondi

    Ahia quant’è doloroso il tema recensioni. Ho letto di recente un articolo in un blog (non ricordo nome) in cui l’autore elencava una serie di meccaniche che stanno dietro ai recensori. Per alcuni è diventato un vero e proprio mestiere che ha come fine quello di scalare le classifiche e più si sale più si è “influencer”. Si arriva al punto che la stessa azienda ti invia il prodotto “aggratisse” per farsi rilasciare una recensione che facendo 2+2 potrà mai essere imparziale? No, non credo proprio.
    Per i libri il discorso è un pelino diverso perchè questi recensori preferiscono dedicarsi più ai prodotti informatici (chiamali scemi). Insomma, è meglio ricevere in regalo un libro da recensire o un notebook? Fatta questa piccola premessa appena appena polemica, credo che le recensioni dei libri, oggi, sia da prendere davvero con le molle, anche perchè non capisco come si possano partorire recensioni come appunto quelle di Amazon dove leggo frasi del tipo “Sgrammaticato, scritto malissimo, osceno davvero, pieno zeppo di errori ortografici, non lo consiglio!!!!” e un’altra, sempre relativa allo stesso libro “scritto benissimo, scrittura scorrevole e intrigante, l’autore merita di meglio, aspetto un seguito e lo consiglio a tutti quanti”….Insomma se un libro è pieno di errori grammaticali è un dato oggettivo non di certo strettamente personale.
    Per concludere credo che tutte queste stelline di valutazione mi sembrano tante stelle cadenti, chissà quale desiderio si debba esprimere nel mentre.

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2017 alle 07:07 Rispondi

      Su alcuni prodotti informatici so che le aziende danno l’oggetto solo in prestito per recensirlo.
      Gli errori grammaticali sono un dato oggettivo se sai riconoscerli :D

  14. Grilloz
    26 maggio 2017 alle 07:44 Rispondi

    A me le recensioni annoiano, non le leggo mai. Qualche volta cerco commenti su libri, ma solo dopo averli letti :P

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2017 alle 07:55 Rispondi

      Io ho smesso di scriverle perché mi annoiavo a scriverle, appunto :D
      Ne ho pubblicata qualcuna qui, ma vedendo il libro sotto altri punti di vista.

  15. Chiara (Appunti a Margine)
    26 maggio 2017 alle 10:03 Rispondi

    Le opinioni di Amazon sono un buon indicatore per valutare se acquistare un romanzo, perché non mi limito a leggere ciò che gli autori scrivono, ma cerco di interpretarlo e di comprendere se le critiche possono condizionare la mia percezione dell’opera. Se uno, per esempio, scrive: “il libro non mi è piaciuto perché ci sono troppi personaggi” è possibile che possa essere di mio gradimento, perché a me piacciono le opere corali. Inoltre, da come uno scrive e da ciò che scrive si può capire che tipo di lettore sia, e quindi quanto sia attendibile. Ammetto di aver preso poche cantonate, basandomi su questi suggerimenti.
    Non sopporto, comunque, quelli che fanno il riassunto della trama, cosa che secondo me non ha senso, e per la quale Amazon potrebbe anche chiedere i danni (ci sono diversi romanzi che non ho comprato perché i lettori avevano rivelato troppo).

    A breve aprirò un secondo blog, di recensioni, quindi avrò di che sbizzarrirmi. ;)

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2017 alle 10:13 Rispondi

      Sì, da come scrive la recensione puoi capire se quel pensiero possa essere valido o meno. Ma finora nessuna di quelle mi ha condizionato nell’acquisto.

  16. Chiara (Appunti a Margine)
    26 maggio 2017 alle 10:31 Rispondi

    Nessuna è stata determinante, però a livello indicativo aiuta. Perché se su 10 lettore 9 scrivono: “la trama è prolissa”, probabilmente è davvero così. Poi tante volte ho comprato romanzi con molte recensioni negative, perché le critiche secondo me erano poco attendibili. :)

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2017 alle 11:01 Rispondi

      In quel caso anche io do retta alle recensioni :)

  17. Cristina
    26 maggio 2017 alle 13:50 Rispondi

    Per scrivere una recensione ben fatta sul proprio blog, ci vogliono alcune ore come minimo e come hai detto tu stesso. Comunque la potenza del web, dove tutti scrivono di tutto, è tanta e tale che ormai la figura del critico letterario è una specie in via di estinzione, esattamente come l’editor. ;-)

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2017 alle 13:55 Rispondi

      Ho impiegato anche io qualche ora per scrivere una recensione. Ho dovuto scriverla però appena finito il libro e in alcuni casi prendevo appunti durante la lettura. Il critico letterario lo vedo meglio nelle riviste.

  18. Il Palombaro (Immersività blog)
    26 maggio 2017 alle 18:56 Rispondi

    Sono d’accordo, le recensioni di Amazon sono semplici opinioni. Sulle pagine dei libri di Goodreads, invece, capita di leggere vere e proprie recensioni, cioè lunghi pareri relativi al romanzo e conditi con informazioni sul genere, l’autore, la stesura del libro e così via.

    Quando si può parlare di “vera recensione”? È già difficile essere imparziali con un romanzo, figuriamoci con la valutazione di un romanzo. A mio avviso, comunque, una recensione deve essere prima di tutto completa; deve comprendere, cioè, ogni aspetto del romanzo in questione e sviscerarlo come si deve. Bisogna essere imparziali ove possibile il più possibile, e non è facile. Si devono esporre entrambe le facce della medaglia per ciò che concerne ciascun argomento.

    Ciò che manca spesso nelle recensioni e che personalmente trovo fondamentale sono gli estratti. Al di là delle chiacchiere del recensore, gli estratti parlano da soli e direttamente al gusto del potenziale acquirente. Per quanto mi riguarda, lo stile della prosa è uno dei motivi principali per cui decido di comprare un romanzo o di farne a meno, e l’estratto mi permette di rendermene conto. Del resto, chi non sfoglia i libri a cui è interessato in libreria? Non lo si fa di certo per la trama, che non si può evincere e valutare così facilmente.

    Io provo a fare tutto ciò nelle mie recensioni, che superano o si attestano sulle 3000 parole. Ma è un lavoraccio e si manca sempre qualcosa, o si cede al gusto personale qua e là. Insomma, non è facile per niente!

    Ho notato, comunque, che tendo a non apprezzare mai come dovrei i romanzi che hanno le famose cinque stelle o quattro e mezzo. Quando un titolo è celebrato da migliaia di opinioni entusiastiche e poche critiche, su Amazon o Goodreads, mi risulta quasi sempre mediocre. Ho imparato che 9 volte su 10 sono i romanzi “mixed”, cioè per cui la gente ha opinioni contrastanti, a suscitare in me le emozioni più forti.

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2017 alle 07:30 Rispondi

      Goodreads è un social sui libri e dà molto spazio, che le librerie online non possono dare.

  19. Grazia Gironella
    28 maggio 2017 alle 20:34 Rispondi

    Esatto, opinioni; e le opinioni, secondo me, vanno espresse con il rispetto che si dovrebbe riservare a chiunque e qualunque cosa. Trovo utili le opinioni su Amazon o Goodreads, non tanto perché mi fido di quello che viene detto, ma perché tra le righe spesso capisco cosa potrebbe darmi fastidio del libro, o al contrario potrebbe piacermi. Alle recensioni in senso stretto non sono molto interessata, se non eventualmente a posteriori, dopo avere letto il libro. Mi dà abbastanza fastidio sentirmi dire cosa troverò e cosa ne dovrei pensare; evito anche di leggere le prefazioni per questo motivo, e le trasformo in post-fazioni. Così va molto meglio. :)

    • Daniele Imperi
      29 maggio 2017 alle 07:31 Rispondi

      Anche io trasformo le prefazioni in postfazioni, perché svelano sempre parti della trama :)

  20. Fulvio
    5 giugno 2017 alle 10:58 Rispondi

    Daniele tutto vero…ma in sottofondo percepisco un atteggiamento difensivo nei confronti dei giudizi altrui che posso capire (li temo anch’io ovviamente), ma non condividere. È il lettore che decreta il successo e non il critico. È lui che assegna il 2 o 3 o 4, sulla base del proprio gusto e non l’esperto che in pochi leggono.

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2017 alle 11:01 Rispondi

      Sì, il successo del libro lo decreta senza dubbio il lettore. Non volevo comunque far passare l’atteggiamento difensivo sui giudizi dei lettori, ma solo far capire che un giudizio è una cosa, la recensione un’altra.

  21. Rosalba Mancuso
    22 giugno 2017 alle 22:00 Rispondi

    Grazie Daniele per aver trattato il tema spinoso delle recensioni e per aver dato valore a quelle pubblicate sui blog letterari. Come fondatrice di un blog letterario in inglese, mi sono sentita di esprimere la mia modesta opinione sul tema. Io scrivo recensioni in inglese e in italiano per promuovere autori sconosciuti all’estero. Per questa
    attivita’, chiedo un piccolo contributo agli autori. Non mi faccio pagare per scrivere recensioni positive, ma solo ‘per sostenere il mio sito. In America, questo contributo si chiama fee for reading, o tariffa di lettura. Molti autori preferirebbero recensioni gratuite, ma quelle, come dici tu, sono semplici opinioni dei lettori. Le recensioni professionali, scritte da blogger letterari con criteri giornalistici ( sono stata giornalista per tanti anni) vanno, a mio parere, pagate. Se dovessi recensire libri gratuitamente, non potrei mantenere il mio blog letterario in inglese. Ti ringrazio in anticipo per lo spazio che darai a questa mia opinione.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2017 alle 07:33 Rispondi

      Ciao Rosalba, benvenuta nel blog. Nello stesso sito pubblichi recensioni in italiano e in inglese? Questo vale comunque per autori che sono stati tradotti.

  22. Rosalba Mancuso
    23 giugno 2017 alle 08:38 Rispondi

    Si, certo Daniele, le recensioni in italiano servono a promuovere gli autori stranieri tradotti in italiano, mentre quelle in inglese, sono per gli autori italiani tradotti in inglese. A volte, anche autori non tradotti mi hanno chiesto delle recensioni diverse dalla lingua originale del libro, perche’ interessati a divulgare informazioni sulla loro opera. Recensisco pero’ solo opere interessanti e di qualita’. Infatti, il mese scorso, mi sono rifiutata di recensire un paio di libri, perche’ non avevano il requisito della qualita’. In passato, in caso di mancata pubblicazione della recensione, rimborsavo il mio fee for reading, da un po’ di tempo non lo faccio piu’, perche,’ anche se non pubblico, invio sempre una dettagliata email all’autore per evidenziare le criticita’ del suo libro o della traduzione. Si tratta di consigli, utili a migliorarsi, che non sempre vengono apprezzati. Molti autori credono di aver scritto un best seller, quando invece non e’ cosi. Io cerco solo di riportarli alla realta’. Apprezzeranno? Non lo so. Ai posteri, l’ardua sentenza. Intanto un grazie di vero cuore, Daniele, per avermi ospitato nel tuo blog.

  23. Rosalba Mancuso
    23 giugno 2017 alle 08:56 Rispondi

    Scusami per la dimenticanza, Daniele, non ho risposto direttamente alla tua domanda. Si, pubblico recensioni e articoli in italiano e in inglese sul mio sito. Si chiama http://www.advicesbooks.com. Ho scelto questo nome per attirare lettori che potessero leggere le mie recensioni su nuovi autori ed opere ancora sconosciute. Ho cercato di creare una piccola finestra sul mondo per dare spazio ad autori di talento e ad opere di qualita’ spesso rifiutate dai grandi editori (la maggior parte di questi ormai preferisce puntare solo su scrittori gia’ famosi).

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