Divertimento 1889 di Guido Morselli

Libri e scrittura

Guido Morselli era uno scrittore all’avanguardia. Incompreso, s’è fatto conoscere dopo la sua morte. I suoi sono libri che non si dimenticano, che restano, che lasciano sensazioni mai provate. Non solo nel linguaggio – Morselli è un artista della parola, della costruzione – ma anche e soprattutto nelle storie che raccontano. Così diverse da quelle già narrate.

Divertimento 1889E Divertimento 1889 è una di queste storie, dove Morselli si diverte – e fa divertire – giocando con re Umberto I, coi sotterfugi, le scappatelle, le preoccupazioni della corona e del paese da governare e le antipatie personali e i pericoli che un personaggio del genere può causare con la sua sola presenza.

Divertimento 1889 è la storia di una vacanza, mai esistita ma ben realizzata, uno spaccato dell’Italia che non c’è più, del suo lato nobiliare e licenzioso. Una storia fluida, che scorre fra le pagine regalando al lettore il divertimento che, forse, Umberto I non ha avuto.

I personaggi di Morselli non sono stereotipi: lo scrittore dà loro tridimensionalità ma soprattutto credibilità. Sono umani, dunque non c’è il codardo, l’avventuroso, il perbenista, ma c’è l’uomo, che ha le sue paure e i suoi tentennamenti, che dimostra la sua abilità e allo stesso tempo custodisce i suoi segreti.

Morselli ci offre un’Italia che è sempre la stessa di oggi, dipinta con competenza storica, linguistica, narrativa. Divertimento 1889 è un’operetta romanzata, una spensierata divagazione che si discosta dalla letteratura del tempo e di quello odierno per occupare un posto tutto suo.

Cosa insegna a uno scrittore Divertimento 1889

Che si può scrivere di Storia divertendo. Che si può inventare la Storia, perfino, mantenendo saldi alcuni elementi della realtà e creandone altri. Stessi personaggi, quelli conosciuti, che danno alla narrazione un senso di veridicità, e altri, a essi affiancati, come comprimari della realtà narrativa.

Il lettore è portato a credere a ciò che legge, va oltre la sospensione dell’incredulità. Non è stato testimone dei fatti raccontati e nessuno può esserlo. Ma prende tutto per vero, perché Umberto I è Storia, perché i luoghi in cui Divertimento 1889 è ambientato esistono e tutto è costruito come una sequenza di fatti reali, accaduti, passati.

Ma c’è documentazione e Morselli dimostra di conoscere la Storia, come ci si spostava a quei tempi, come si vestiva, com’era gestito il regno, come avvenivano le trattative d’acquisto. Nulla è fuori luogo nel romanzo, nulla sembra traballare, ma ciò che emerge è una forte solidità nella storia.

Divertimento 1889 è anche un’opera fuori del comune e chi scrive dovrebbe apprezzarla maggiormente perché rappresenta un romanzo a sé, né storia d’amore né romanzo storico, né classico – anche se ne ha l’aroma – né romanzo moderno. È una sorta di mucca viola all’interno della narrativa italiana.

Scrivere un romanzo che si legge velocemente, ma che comunque lascia una lettura che va oltre il semplice intrattenimento, che diverte, per far onore al titolo dell’opera, che insegna anche. Scrivere un romanzo che bilancia perfettamente realtà storica e realtà narrativa.

Oltre il romanzo storico e la storia alternativa

Divertimento 1889 è un romanzo storico, scritto all’inizio degli anni ’70, quindi ambientato quasi un secolo prima. In realtà è qualcosa di più di semplice narrativa storica. È anche un’opera di storia alternativa, in fondo: forse non è proprio lecito definirla così, poiché si tratta di un brevissimo periodo della vita del sovrano Umberto I, che nulla cambiò nel corso degli eventi né nel destino dell’Italia.

Che cosa è, dunque, Divertimento 1889? È un romanzo che insegna allo scrittore a muoversi oltre gli schemi preimposti, a non guardare troppo il genere letterario, a lasciarsi guidare dal proprio istinto e scrivere un’opera che sente dentro, che in fondo lo diverte.

E magari proprio questo è stato l’intento di Morselli quando ha avuto l’idea per Divertimento 1889: quella di divertirsi a scrivere una storia leggera ma ben calibrata e coinvolgente e divertire, intrattenere il lettore. Il problema è che, a quel tempo, non fu capito da chi gli stava attorno.

Estremi del libro

  • Divertimento 1889 di Guido Morselli
  • Adelphi
  • novembre 2010
  • 188 pagine
Categoria postPublicato in Lettura - Data post14 giugno 2013 - Commenti7 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

Ti è piaciuto questo post? Condivilo sui social media o via email!

Email
Commenti
  • Lucia Donati 14 giugno 2013 at 11:03

    Se mi permetti, un consiglio: invece di scrivere “estremi del libro”, che sa di cose legali, sarebbe meglio indicare un termine tra: scheda libro, scheda informativa o “blocchetto”; e indicare: Titolo, Autore, Editore (eventuale Collana), numero pag., (prezzo), Anno edizione.A me risulta che una scheda si faccia così… :)
    E sai che ancora non ho letto libri di questo autore anche se le tue recensioni sulle sue opere mi avevano incuriosito anche tempo fa?
    Sicuramente Morselli va letto… Rimedierò!

    • Daniele Imperi 14 giugno 2013 at 11:28

      Quei dati sono chiamati estremi del libro :)
      E ho indicato titolo, autore, editore, anno di edizione e pagine. Il prezzo non ha senso, esistono varie edizioni. Non voleva comunque essere una scheda libro, che si può trovare ovunque.

      Morselli va letto, ma è un autore particolare.

      • Lucia Donati 14 giugno 2013 at 12:27

        Mai sentito, davvero. In vari testi su come fare recensioni trovo indicati i termini e le espressioni che ho indicato…. :) Ma si tratta di un termine generico?

  • Glauco 14 giugno 2013 at 12:11

    Grazie Daniele per il lavoro che fai su “queste pagine”. Esco un po’ dal seminato, ed è la prima volta che commento. Sono un appassionato della parola scritta e ne capisco l’importanza come mai prima d’ora, saranno i cinquant’anni…L’ironia è che sono anche uno stampatore offset da un paio di decenni. Ho detto ironia perchè nel “mio mondo” i libri sono quanto di più screditato esista. Non si guadagna. Siamo anche piccoli editori ma, vedi un po’, in supporto a quei clienti che travolti da rimorsi (forse il capitalismo non è la strada giusta…) diventano poeti, pittori ecc…Sono oltremodo convinto che tutta questa sbornia tecnologica abbia anche un secondo fine, come fare allora a spiegare che leggere produce quei mondi che tante volte cerchiamo nei posti sbagliati? Forse ho fatto un po’ di casino…
    CONTINUA COSI’!!!!

  • Patrizia 14 giugno 2013 at 21:48

    Ciao Daniele e ciao a tutti!
    Che bel sito e quante strade da seguire! Fantastico! Io sono una viaggiatrice fluttuante e ondivaga, purtroppo per chi mi sta vicino. Anch’io penso che la scrittura deve essere qualcosa di potente, che contiene i semi per far crescere il futuro, per inventarlo, anche giocando con la storia. A questo proposito, non so se avete avuto occasione di leggere un piccolo libro, “La sovrana lettrice” di Alan Bennett, dove queen Elizabeth si trova di fronte per caso alla biblioteca viaggiante che porta i libri ai cuochi e al personale di Buckingham Palace e, si lascia travolgere dalla passione (ritrovata) per la lettura, tanto da non riuscire a smettere di leggere. La scena che mi è rimasta impressa è quella della regina che passa in carrozza o in macchina e con una manao saluta i sudditi assiepati e osannanti, mentre on l’altra sfoglia le pagine del libro che tiene sul grembo. Anch’io mi sento come lei, non sempre, ma spesso. Grazie quindi anche per quest’ultimo suggerimento che terrò presente. Non conosco Morselli, ma andrò a leggermi “Divertimento 1889″.

    • Daniele Imperi 15 giugno 2013 at 07:28

      Ciao Patrizia e benvenuta nel blog.
      Non ho letto quel libro. Buona lettura con Morselli, allora.

  • Fammi conoscere la tua opinione sul post

© 2010 - 2014 Penna blu - Ideazione e web design di Daniele Imperi - Torna su